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Full text of "Nuovo dizionario geografico universale statistico-storico-commerciale"

9103 
N928 

V.3 3 



Digitized by the Internet Archive 

in 2012 with funding from 

University of Illinois Urbana-Champaign 



http://archive.org/d^tails/nuovodizionariog322cava 



- 



■ sJ ; 



MALBAY, riviera del Basso - Canada , 
distr. di .(^uébnc, conica di Norlhum- 
berland. Non è che un braccio del 
Sa^uenay, dalla riva destra del quale 
si °stacca, sotto 4°° 22 ' di lat. N. e 
o2° 5o' di long. O. Essa scorre verso 
jl S. S. E., e si getta nel s. Lorenzo, 
alla riva sinistra, a 28 1. N. E. da 
Quebec, dopo un corso di 20 leghe. 
MAL-BAY, baia formata dall' Atlantico 
sulla costa occid. della Irlanda, prov. 
di Munster, contea di Giare. Ha 12 
1. di estensione, fra il Haggs-head al 
N. ed il capo Léane, al S, E" poco 
profonda, e comprende le picc. baie 
di Liscanor e di Dunbegg. 
M ALBERO, bor. dell' arcid. d'Austria, 
paese al di sotto dell' Ens, ciré, infe- 
riore del Manhartsberg, a 8 I. ip 
da Korneuburg e a 5 1. S. S. E. da 
Znaym. 
MALBERG, vili, degli Stati-Prussiani, 
prov. del Basso-Reno, reggenza e a 7 
1. N. da Treveri, circ. e a 2 il. N. da 
Bittburg. Evvi una usina da ferro 
ed un maglio. Conta 900 abitanti. 
MALBORG, città degli Stati-Prussiani. 

Vedi Marienburg. 
MALBORGHETTO, bor. del reg. Illi- 
rico, gov. e a 25 1. O. N. O. da Lu- 
biana, circ. e a 8 1. ij2 O. S. O. da 
Villacco, sul Fella, con un castello. 
Nei dintorni trovatisi molte fucine. 
Corrisponde a Burgium, antica picc. 
città del Norico. 
MALBOSC, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Ardéche, circond. di l' Argentière, 
cant. e a 1 1. 3(4 S. O. da Vans, e a 
4 1. ip O. da Joyeuse, presso la Cé- 
ze e la Gagnère, nelle quali trovatisi 
sabbie aurifere. Conta 900 abitanti. 
MALBOUHANS, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Alta-Saona, circond., cant. e a 1 l.i[2 
N. E. da Lure. Evvi una fabbrica di 
vetri, e conta 600 abitanti. 
MALCANTON PRIMO e SECONDO, 
due vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Padova, distr. di Campo Sampiero. 
MALCANTONE, vili, del reg. Lom-Ven., 
1 prov. di Padova, distr. di Campo Sam- 

piero. 
MALCESINE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Verona, distr. di Bardolino, 
sul lago di Garda. 
Tom. Ili. P. 1!» 



MAL 76? 

MALCHIN, città del gr. due. di Meck 
lenbuig-Schwerin, due. di Mecklen- 
burg-Giislrow;, capoluogo di bai., a 
2 1. S. S, O. da Neukalden e a 8 1. 
E. S. E. da Giistrow. Vi sono duer 
purghe, diverse distillerie di acqua- 
vile e birrerie, una tintoria, una 
fonderia di rame, una di stagno, due 
fabb. di sapone, un conciatolo, una 
fabb. di spille, una di chiodi, una di 
pipe, alcune manifatture di panni, e 
due fornaci da tegole. Vi si tengono 4 
annue fiere, e conta 2,5oo abitanti. 
— Presso e al S. O. di questa città 
si trova il lago dello stesso nome, che 
ha 2 1. di lunghezza, dal N. E. al S, 
O., sopra it4 di 1. di larghezza, e clu: 
scola al N. E., col mezzo della Pene, 
nel lago di Curamerow. 
MALCHOW, Mnlcuovia, città del gr. 
due. di Meeklenburg-Schweriii , due. 
di Mccklenburg-Giislrow, capoluogo di 
bai., a 4 1. 3 X 4 O. S. O. da Wareu e 
a 8 1. S. S. E. da Giistrow, sul canale 
che unisce il lago di Piati al lago Fle~ 
sen. Vi sono 4 distillatoi di acquavite, 
una tintoria, una fabb. di spille, una 
di chiodi, fabb. di pellami e panni , 
ed una fonderia di stagno. Vi si ten- 
gono due annue fiere, e conia 1,190 
abitanti. Eravi quivi un'abbazia 'di 
nobili figlie. 
MALCHUB1I, popoli della Mauritania 
Cesariense, menzionati da Tolomeo, e 
che abitavano nelle vicinanze dei Ma- 
churè e dei Salampsj ed ali 'E. dei 
Baniurì. 
MALCOADA, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Lodi e Crema, distr. di S„ 
Angiolo. 
MALDA1I o ^lAULDAH, città dell'In- 
dostan inglese, presidenza ed antica 
prov. del Bengala, distr.e a 20 1. S, 
O. da Dinadgepour , sopra una emi~ 
iTtinenza, presso la riva sinistra della 
Mahanada, un poco al N. delle rovi- 
ne di Gour. Vi sono varie manifattu- 
re di cotonine e di seta. Conta circa 
18,000 abitanti. — Nel XVII secolo , 
la compagnia inglese delle Indie orien- 
tali vi aveva un banco. 
MALDEGHEM, vili, dei Paesi-Bassi, prov. 
della Fiandra-Orientale , circond. e a 
5 1. ibi IN. O. da Gami , cant. e a 1 



1&3&Ì3 



•762 MAL 

1. 3j4 0. N. O. da Eecloo, con 4,700 
abitatiti. 

MALDEN o MALDON, città della In- 
ghilterra, contea di Essex, hundred 
di Dengie, a 3 1. E. da Chelmsford 
e a 5 1. S. O. da Colchester, sulla ri- 
va destra del Blackwater, al confluen- 
te del Chelmer. La sua principale stra- 
da è bene fabbricata, e le altre vanno 
migliorando di giorno in giorno. La 
chiesa parrocchiale è un antico e bel- 
lo edifizio ed il palazzo della città un 
vasto fabbricato in mattoni . Vi so 
no grandi caserme, e bellissimi ba- 
gni assai frequentati nella bella sta 
gione. Malden fa un corani, molto im 
portante coll'estero in grani, sale, car 
bon fossile, e legname da costruzione. 
Vi si tiene un gran mercato di biade 
il sabato, ed una fiera, il 18 settem- 
bre. Questa città manda due membri 
al parlamento, e conta 3, 200 abitanti. 
— Secondo alcuni autori, Malden oc- 
cupa il luogo di Camalodunum dei 
Trinobanti. 

MALDEN, città dell'Alto-Canadà. Vedi 
Amherstburg. 

MALDEN. comune degli Stati-Uniti, 
stato di Massachusets, contea di Mid- 
dlesex, a 1 1. N. da Boston. Evvi una 
fabbr. di chiodi, e conta 1,200 abit. 

MALDIVE, la principale delle Maldive. 
Vedi Male. 

MALDIVE o MALE-DIVE, grande ca- 
tena d'isole dell'oceano Indiano equi- 
noziale, di figura oblunga, al S. delle 
Laquedive e al S. O. dell' Indostan, 
fra o° 20' di lat. S. e 8° io' di lat. 
N., e fra 69 fa' e 7 i° 3o' di long. 
E. Si dirige dal N. al S. , per lo spa- 
zio di più di 200 leghe, ed è com- 
posta di 17 atolloni o gruppi, la 
maggior parte circolari od ovali, dei 
quali li principali, sono incominciando 
dal N.: Malicoy, Tilla - Dou - Matis, 
Milla-Douè-Madouè, Padipolo, Malos- 
Madu, Male, Poulisdus, Nillandus , 
Moluque, Colomandus, Adumatis, Su- 
adive, Addon e Pona-Moluque. Fra 
gli stretti che dividono gli atolloni, 
gli uni portano i nomi dei gruppi 
presso cui si trovano, gli gltri sono 
chiamati secondo la loro posizione in 
latitudine, tali soa il canale dell' 8 9 



MAL 

grado, quello del primo grado ij», e 
quello dell' Equatore ; si chiama ca- 
nale del 9 grado quello che divide 
le Maldive dalle Laquedive. Ciascun 
atollone è cinto da un cordone di 
roccie che lo protegge contro la vio- 
lenza delle onde; e come i canali so- 
no in generale poco larghi e che 
l'ancoraggio sta presso alla costa sopra 
un fondo di corallo, così è pericolo- 
so di navigarvi coi vascelli pesanti. 
La maggior parte delle isole che for- 
mano gli atolloni sono assai piccole 
e deserte ; altre non hanno che roc- 
cie e banchi di sabbia che il flusso 
copre giornalmente. Le più settentrio- 
nali sono le più fertili e più salubri, 
e molte vedonsi anche coltivate ; pro- 
ducono spezialmente noci d'India o 
cocco. L' albero che le produce è il 
più utile, dando succhi e liquori, che 
diversamente preparati in stagioni di- 
verse, danno vino, olio, burro, lat- 
te e zucchero; col suo frutto si fa 
pane, colla foglia si prepara carta da 
scrivere, ed il tronco serve alla fab- 
bricazione, delle loro case e dei na- 
vigli. Fra i vegetali, si distingue il 
candii, arbore il cui legno è leg- 
gero quanto il sughero. 1 sorci e le 
formiche fanno in queste isole gran- 
di guasti. I bestiami sono rari, ma vi 
abbonda il pollame. Si trova sulle co- 
ste 1' ambra grigia , e vi si pesca il 
corallo nero e molte cauris , specie 
di univalva conchiglia, che serve di 
moneta nelle Indie ed in Africa . Vi 
si fa pure molto sale, con cui si pre- 
para una quantità di pesce. Queste is. 
fanno un gr. commercio fra loro ; cia- 
scun gruppo avendo una particolare 
industria, hanno bisogno di continue 
relazioni onde cangiare il sovra più 
delle rispettive lor produzioni. I na- 
vigli delle Indie frequentavano un 
tempo queste isole, ma i pericoli del- 
la navigazione le fecero abbandonare ; 
ora sono gli abit. delle Maldive che 
portano nell' Indostan i loro prodotti, 
cambiandoli con granaglie, tabacco, 
stoffe di seta e cotone ed articoli 
dell'Europa; i bastimenti di cui si 
servono sono di 3o tonnellate e fatti 
di legno di cocco. In generale l'aria 



M A L 

eli quest 1 isole è malsana, specialmente 
per i forestieri, e le acque stagnanti 
di tanti canali , che esalano -vapori 
puzzolenti e la malignità delle acque 
dolci che vi si bevono , cagiona- 
no febbri perniciose. 11 calore sa- 
rebbe insopportabile, senza le rugia- 
de abbondanti che lo rinfresca, e che 
regnano nelle notti, le quali quivi 
sono sempre eguali al giorno. L' in- 
verno incomincia in marzo e dura 6 
mesi ; esso è senza gelo, ma piovoso 
di continuo, non piovendo giammai 
negli altri 6 mesi che sono quelli di 
estate. Fra gli atolloni si trovano 
moltissimi coccodrilli, per cui è pe- 
ricoloso il bagnarsi nei corsi d'acqua. 
— Gli abit. delle Maldive sembrano 
essere di origine malese; alcuni autori 
però li considerano come un miscu- 
glio d' Indostani ed Arabi e come i 
Scingulesi, originari di Ceylan. Di pic- 
cola figura, in generale sono però as- 
sai ben fatti e proporzionati , hanno 
la tinta olivastra, i capelli neri, la bar- 
ba folta ed il corpo assai peloso. Vi 
si vedono però delle donne bianche 
quanto l'europee. Si vestono di stof- 
fe leggiere di seta e cotone, e pro- 
fessano l 1 islamismo; avendo il privi- 
legio di portare una lunga barba in 
segno di distinzione quelli che fecero 
il viaggio della Mecca. Parlano una 
lingua particolare, ma i più dotti 
sanno l'arabo, spiegano il Corano, e 
possiedono alcune nozioni di astro- 
nomia e medicina . Si rappresentano 
gli abit. delle Maldive come bravi, 
spiritosi, industriosi e destri, ma estre- 
mamente lussuriosi. Quest'isole sono 
governate da un principe maometta- 
no, che prende il titolo di sultano, 
e che risiede nell'isola di Male, la 
principale di quest'arcipelago. Ha un 
ministero composto di 8 capi , che 
portano il titolo di visir. Le sue trup- 
pe regolari non sorpassano li i5o 
uomini. I sacerdoti sono i grandi 
funzionari dello stato, e ve ne ha 
uno alla testa di ciascun atollone. 
Grandi poteri sono confidati ad un 
capo che porta il titolo di Pandiar. 
Il Corano è quivi la sola legge. Non 
si trovano città considerabili nelle Mal 



MAL ?6S 

dive, se sì eccettui Male. Le case sona 
isolate in mezzo agli alberi di cocco, © 
riunite senza ordine; la maggior parte 
sono in legno di cocco, e coperte di 
foglie di questo albero. Quelle dei ric- 
chi e dei commercianti sono costrutte 
di una sorta di pietra bianca, che si 
trova in fondo all'acqua, e che assai 
ingegnosamente si ritira dal mare. 
-— Le Maldive dicesi abbiano preso 
il loro nome da due parole, cioè 
Male e Dive; la prima è il nome 
dell' is. principale, e la seconda, neUa 
lingua del paese significa isola. To~ 
lomeo, parlando di queste isole, che 
pone sotto il nome di Taprobana, dice 
che al suo tempo si voleva che fos- 
sero in numero di 1,378: i naturali 
del paese però ne contano sino a 
12,000. Furono scoperte, nel i5oy, 
da Lorenzo di Àlmeida, portoghese, 
figlio del vice re dell'Indie. I porto- 
ghesi, in progresso, approfittando del- 
le divisioni di alcuni principi di que- 
ste isole, vi si stabilirono, ma fu corto 
il loro regno. Sotto Hyder-Aly, un 
moro, usurpatore delle Laquedive , 
aveva fatto prigioniero il despota del- 
le Maldive, ma nel 1754, un uffìzi al e 
francese lo ristabilì sul trono. I por- 
toghesi tentarono di stabilirvisi an- 
cora, erigendovi un forte, ma furono 
ben tosto scacciati. Alcun altro ten- 
tativo non fu fatto in progresso ciò 
che devesi attribuire ai pochi mez- 
zi che presentano queste isole e al 
loro clima, pericoloso per gli Euro- 
pei. Pyrard, viaggiatore francese, fe- 
ce naufragio alle Maldive nel 1602 , 
e ne lasciò una particolarizzata rela- 
zione ; un altro navigatore francese 
vi fece pure naufragio nel 1777; en- 
trambi furono accolti con bontà, uni- 
tamente al loro seguito. 
MAL-DI-VENTRE, isola del Mediter- 
raneo, presso la costa occid. di quella 
di Sardegna, al N. O. del golfo di 
Oristano, e separata dal capo Mannu 
mediante uno stretto di 1 1. i[2 di 
larghezza. Lat. N. 3o,° 55'; long. E. 
5° 55'. Ha 2 1., dal N. E. al S. O. , 
sopra i[4 di 1. di larghezza. E' assai 
bassa e cinta da roccie , ciò che la 
rende molto pericolosa. 



5'6'i MAL 

MAL.DON, città dell* Inghilterra. Fe- 
di Maldjenj 
MALDONADO, città biella rep. e .1 26 
1. E. da Monte- Video, sulla picc. ri- 
viera de! suo nome, che si getta in 
vicinanza nell'oceano Atlantico, alla 
imboccatura de la Piata. Lat. S. 34° 
53' 22'. Long, O. 5?° 7' 45". Ha un 
porto formalo dallo scavamento poco 
profondo che presenta la costa fra 
la punta della Ballana e quella del- 
la Guardia; l'isola di Gorriti la di- 
fende in parte dai venti di S. E. 
BiALDUR - , vili, della Ungheria, comi- 
tato di Zips, sul Popard, con 800 
abit. che trafficano di lino e tele. 
MALE, vili, del Tirolo, circ. di Trento, 

capoluogo di baliaggio. 
MALE, atollone o gruppo d' isole del- 
l'arcipelago delle Maldive, nell'oceano 
Indiano, al 4° 3o' di lat. N. e 71 20' 
«li long. E., al N. de\V atollone Pou- 
lisdus, e all'È, di quello di Ari. Ma- 
le, verso la estremità S. E. di questo 
gruppo, n'è l'isola principale. 
MALE, MALE-DIVE o MALDIVE, Ìso- 
la principale dell'arcipelago delle Mal- 
dive, nell'oceano Indiano, al 4° 20' di 
lat, N. e 71 25' di long. E., verso 
la estremità S. E. dell'atollone di Ma- 
le. E presso a poco di forma circola- 
re ed ha circa 1 I. i|4 di circuito. 
La sua siluazione e la sua forza na- 
turale la fecero scegliere dai sovrani 
delle Maldive per loro residenza . E 
cinta quasi ad ogni lato da una sco- 
gliera la quale, nella parte occidentale, 
non lascia che due stretti passaggi, che 
si chiudono con pezzi di legno quan- 
do si teme un attacco dagli abit. delle 
Laquedive, nemici feroci ed invetera- 
ti. Fra questa scogliera e l'isola, spazio 
che ha 3oo piedi di larghezza, il ma- 
re è assai tranquillo; quivi si tengono 
li navigli ed i battelli di pesca di 
Male. Questa is. è fortificata tutto al- 
l' intorno, eccettuato dal lato dell'E. 
ove la natura vi ha preso cura ; una 
città ne copre tutta la superficie, e si 
fa rimarcare per la sua politezza ; le 
strade sono larghe e diritte. Vi si 
entra, nella parte occid., per molte 
piccole porte. In questo quartiere ri- 
siede il sultano in una specie di cit- 



ivi A L 

tadella, le cui mura altissime sono 
piene di feritoje, e li cui approcci ve- 
donsi in oltre difesi da una fossa pie- 
na d'acqua, larga 14 piedi. Le case, 
generalmente fabbricate in legno e 
colle stuoje, sono comode ed hanno dei 
giardini. I più osservabili edifizi sono 
due grandi moschee , la cui architet- 
tura è imponente. I piccoli navigli di 
questa città fanno dei viaggi a Cey- 
lan, sulla costa di Malabar, a Calcutta, 
ed a Tchittagong. Conta circa 2,000 
abitanti. 

MALEA o MALIO, capo della Tur. eu- 
ropea. Fedi Angelo (S.) 

MALEBON o DHORALI, città dell' In- 
d ostan, nel Neypal, territorio dei 24 
Radjas, capoluogo del distr. del suo 
nome , a i}5 1. O. N. O. da Catman- 
du, al confluente del Gondole e della 
Mayandi-kola. E' assai popolata e com- 
merciante. — 11 distr. di Malebon, 
limitato al N. dai monti Ilimalaya, 
possiede miniere di zolfo , cinabro, 
ferro, rame e zinco; in molte delle 
sue riviere si trovano parecchie pagliuc- 
cie d'oro. <]onta 100,000 abitanti. 

MALE-DIVES, isole dell'oceano Indiano. 
Fedi Maldive. 

MALEG, riviera dell'Abissinia. /^.Tubtat. 

MALEMBA, cittadella Guinea inferiore. 
Fedi Mallemba. 

MALÉME, città della Senegambia, reg. 
di Salum, a 20 1. N. N. O. da Medi- 
na e a 70 1. S. E. da S. Luigi. 

MALEMORT, vili, di Fr., dipart. delle 
Bocche del Rodano, circond. e a io 
1. E. N. E. da Arles, cant. e a 2 1. 
3j4 N. E. da Eyguières, sopra una 
roccia, presso la riva sinistra della 
Duranza. Un vecchio castello, che do- 
mina questo vili., presenta ancora i 
suoi bastioni fortissimi e alcune prigio- 
ni. Conta 1,400 abitanti. 

MALEMORT, vili, di Fr., dipart, di 
Valchiusa, circond. e a 2 1, i[4 $• E. 
da Carpentras, cant. e a 1 1. n4 S. 
S. O. da Mourmoiron. Conta 1,200 
abitanti. 

MALENGO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Bergamo, distr. di Breno. 

MALENOWITZ, bor. della Moravia, 
circ. e a 4 1. q4 N. N. E. da Hra- 
disch, con 1,200 abitanti. 



MAL 

M/VLEO, vili, «lei reg. Lom.-Ven., prov. 
di Lodi e Crema, distr. di Codogno. 
MALES, città dell'Africa nella Bizacena, 
a'piedi di alcune montagne , menzio- 
nata da Procopìo, 
MALESCHAU, bor. della Boemia, circ. 
e a 2 1. ij2 E. da Gzaslau , e a 4 1- 
ij2 S. E. da Kaurzim. Vi sono cave, 
sorgenti minerali, ed un serraglio di 
bestie. Conta 4oo abitanti. 
MALESHERBES, bor. di Fr., dipart. 
del Loiret, circond. e a 4 '• N. E. da 
Pithiviers e a i3 1. N. E. da Or- 
leans, capoluogo di cantone, sulla ri- 
va sinistra dell' Essonne. Si vede in 
una bella situazione il castello di La- 
moignon di Malesherbes , in cui si 
mostra una stanza ove alloggiò En- 
rico IV; il parco è bellissimo . Vi si 
tiene, il mercordì, un mercato che 
passa per essere il più consid. del 
dipart. dopo quello di Orleans. So- 
novi anche 4 annue fiere, e conta 
1,200 abitanti. — La terra di Male- 
sherbes , un tempo una delle più 
consid. del Gatinese, era una signo- 
ria della casa di Lamoignon di Ma- 
lesherbes ; il difensore celebre di Lui- 
gi XVI, fu T ultimo che ne portò il 
nome. 
MALESI, considerabile nazione o piut- 
tosto razza particolare della umana 
specie, sparsa nella penisola di Ma- 
lacca, nella maggior parte dell' arci- 
pelago Asiatico e della Polinesia, e 
nella parte orientale dell' Australasia, 
in modo che, nella Oceanica, essa si 
riscontra dall'isola di Sumatra sino a 
quella di Pasqua , e dall' arcipelago 
Sandwich sino alla Nuova-Zelanda; si 
crede di ritrovarli altresì a Madaga- 
scar, e nelle altre isole dell'oceano 
Indiano. Varie sono le opinioni sulla 
etimologia del nome di Malesi; alcu- 
ni lo fanno derivare dal significato 
vivo e d'ingegno, ed altri lo vogliono 
derivante da un fiume dell'isola di 
Sumatra, che diedero in seguito al- 
l'intera penisola, abitata allora da pe- 
scatori e dipendente dal regno di 
Siam. La origine di questa nazione 
pare avviluppata nelle tenebre; si 
credette che la derivasse dalla peni- 
sola di Malacca, ma sembra piuttosto 



MAL 9«5 

essere originaria dal paese di Palem- 
bang, nell'isola di Sumatra. Ben fatti 
di corpo, forti, nerboruti, di media 
statura, di membra piccole, ma bene 
proporzionate, con sottili mani e 
gambe verso la noce del piede, hanno 
i Malesi un bruno colore, o quasi 
giallo, i capelli neri, lunghi, morbidi, 
folti e crespi, la testa leggermente ri- 
stretta nella sommità, occhi grandi e 
scintillanti, la fronte un poco conves- 
sa, le pomelle delle gote non spor- 
gentesi, la mascella superiore un poco 
portata in avanti, ed il naso grosso 
e schiacciato. Hanno la testa ardente, 
ed una viva imaginazione; audaci, 
inquieti, violenti, astuti ed intrepidi, 
sono bravi, feroci e vendicativi; im- 
placabili verso i nemici, ed anche ca- 
pricciosi riguardo agli amici. Portano 
il punto d' onore all' eccesso, e tutto 
ciò che può avere 1' apparenza d' un 
insulto li porta ad un furore che 
partecipa della vera frenesia. Le tribù 
le più avanzate nello incivilimento 
non fecero pur anco che deboli pro- 
gressi, ed il maggior numero sembra 
ancora attaccato con entusiasmo alla 
libertà di una vita indipendente. I 
più inciviliti si dedicano al com- 
mercio e mostrano delia fedeltà nella 
loro parola ; si trovano dolci e cor- 
tesi nelle loro relazioni intime, e ser- 
vitori fedeli e docili pei padroni che 
li trattano bene. La pirateria è il di- 
fetto capitale di tutti i Malesi; in 
luogo di attaccarvi una idea disono- 
rante, ne risguardano in vece la fe- 
lice riuscita come gloriosa . È in ciò 
talmente grande la loro audacia, che 
tentano le imprese le più arrischiose, 
e non è raro il vedere una barca di 
3o malesi attaccare un bastimento con 
più pezzi di cannone, e col loro crid 
o pugnale alla mano impadronirse- 
ne, dopo aver trucidato l'equipaggio . 
Una parte di questo popolo si pre- 
sta alla coltivazione , ma è appena 
giunta con qualche profitto a quel- 
la dei riso, ed altri cereali ; si vol- 
ge piuttosto alla coltura della pian- 
taggine , dell' yam , del betel, e di 
qualche altra pianta usuale . Le a- 
bitazioni non sono che semplici ca- 



?66 MAL 

panne coperte di foglie di palma, 
elevate sopra piuoli e cinte da paliz- 
zate di legno. I Malesi indipendenti 
passano la maggior parte della loro 
-vita sulP acqua, e la pesca forma la 
loro principale occupazione; un canot, 
ove possono appena stare distesi, ser- 
ve di dimora al marito, alla moglie, 
€f ad uno o due figli; una grossa 
stoffa li copre, una stuoja fatta di 
foglie li mette al salvo dalla pioggia, 
ed una ojdue pignate formano tutti i 
loro utensili di cucina ; tale è alme- 
no l 1 esistenza miserabile di un gran 
numero di famiglie sparse sulle coste 
dell' Indo-China. La lingua malese si 
distingue da tutte le altre per la sua 
eguaglianza e dolcezza; sembra aver 
per base il sanscrito, con un miscu- 
glio di parole arabe ed anche porto- 
ghesi. Essa è in qualche modo uni- 
versale su tutte le coste ed in tutte 
le società mercantili dell' Asia meri- 
dionale e dell'arcipelago Asiatico; des- 
sa senza dubbio deve tale distinzio- 
ne al traffico esteso che fanno i Malesi 
in tutti questi paesi, e al merito del- 
le opere eh' essa produsse. La lette- 
ratura malese tolse la maggior parte 
delle sue ricchezze a Java ed in A- 
rabia ; da questa ultima sorgente ven- 
nero le versioni del Korano ed i com- 
mentari sopra questa legge di Mao- 
metto, ma si può dire che le istorie 
e le novelle di origine javanese sono 
le più divulgate. 
MALESPINA, capo sulla costa occid. 
deli'is. Yeso, al N. della baia Strogo- 
nov, al 45° 42' di lat. N. e i3o,° di 



E. 
STREHLECZKE, borgo degli 



lon 

MALE 

Stati - Prussiani . Vedi Strehlitz 
(Klein.) 

MALETHUBALUS - MONS , montagne 
della Mauritania Cesariense, situate al 
al S. E. della imboccatura del China 
lapb, e menzionate da Tolomeo. 

MALETROIT , città di Fr., dipart. del 
Morbihan, circond. e a 3 1. 1 \\ S. da 
Ploèrmel e a 7 1. i|3 N. E. da Van- 
nes, capoluogo di cant., sull'Oust. Vi 
sono conciatoi. Commercia di cera e 
mele. Vi si tengono 12 annue fiere , 
e conta 13800 abitanti. 



MAL. 

MALE-TROISZTVO, vili. delkCroazia, 

comitato di Varasdino. 
MALETSCH, vili, della Boemia, circ. di 

Czaslau, signoria di Zleb. 
MALETZ, bor. della Russ. europea, gov. 

e a 33 1. S. S. E. da Grodno , distr. 

e a 5 1. i$2 S. S. E. da Prupany. 
MALEVILLE, bor. di Francia. Vedi 

MALLE VILLE. 

MALE VO DI ARGOLIDE, Artemisium, 
mont. della Grecia, nella Morea , al 
N. E. di Tripolitza e all' O. di Argo. 
Ha 1,775 metri sopra il mare. 

MALEVO DI LACONIA, montagna del- 
la Grecia, nella parte orientale della 
Morca, all'È. N. E. di Mistra. S'in- 
nalza a 1,940 metri sopra il mare. 

MALEYA, stabilimento degli Olandesi, 
sulla costa S. di Ternate, una delle 
Molucche, presso la costa occid. di Gilolo. 

MALFETAN, capo S. della Sardegna, 
presso la isola Rossa. 

MALFI , vili, e porto della Dalmazia, 
circ. e a i 1. 3(4 N. O. da Ragusi, 
sull'Adriatico. E' rinomato pel suo ec- 
cellente olio di oliva. 

MALGACHES, nome che si danno gli 
abit. di Madagascar. 

MALGARA, città della Tur. europea. 

Vedi MlGALGARA. 

MALGESSO, vili, del reg. Lom. - Ven., 
prov. di Como, distr. di Gavirate. 

MALGHER, vili, del reg. Lom.- Ven., 
prov. di Treviso, distr. di Motta. 

MALGHERA, vili, del reg. Lom.- Ven. , 
prov. e a 1 1. ip N. O. da Venezia, 
distr. e a i[2 1. S. E. da Mestre, fra il 
canale dell'Oselino e quello di Mestre, 
presso le lagune . I francesi, sotto il 
cessato reg. d' Italia, vi eressero un 
forte. 

MALGOL, vili, del Tirolo, circ. di Tren- 
to, con un castello. 

MALGORATA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Lodi e Crema, distr. di Lodi. 

MALGRAT, bor. della Spagna, prov. e 
a io 1. S. da Girona, in Catalogna, e 
371. 112 E. N. E. da Mataro, pres- 
so al Mediterraneo , in una grande 
pianura, sulla strada da Girona a'Bar- 
cellona. È difeso da un forte . Vi si 
fabbricano àncore, acquavite e flanel- 
la; le donne fanno merletti . Conta 
2,3oo abitanti. 



MAL 

MALGRATE, vili, elei reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Oggiono. 

MALGUENAC, vili, di Fr., dipart. del 
Morbihan, circond. e a 2 1. q4 O. N. 
O. da Pontivy, e a 12 1. N. N. O. 
da Vannes, cant. e a 1 1. i\\ S. da 
Cie'guérec, con 1,700 abitanti. 

MALHEUREUX (ILES DES), isole de- 
gV infelici^ gruppo di tre isole nel la- 
go Rorgne, negli Stati-Uniti, stato di 
Luigiana, a io 1. E. da la Nuova-Or- 
leans. Non sono che banchi di sabbia 
con qualche mirto marino ed alcuni 
pini. 

MALHEUREUX, capo sulla costa set- 
tentr. dell'isola di Francia, nell'oeea- 
no Indiano, a 1 I. S. dall'isola del 
Coin-de-Mire. Lat. S. 19 58'; long. 
E. 55° i4'. 

MALI, grande contrada della Nigrizia, 
che, secondo il sultano Bello, si trova 
all' O. di Haussa; rinchiude il Bam- 
bara e possiede alcune miniere d'oro. 
È forse il Melli degli antichi autori. 

MALI, gran vili, della Senegambia, reg. 
di Futa r Dialon, a 20 1. N. O. da 
Labbè. E cinto da siepi folte, ed ha 
una moschea fabbricata in terra. 

MALIA o MALIAS, antica piazza delle 
Spagne, ove, secondo Appiano, eravi 
una guarnigione di Numantini, che 
uccisa dagli abit. , questi si diedero 
a Pompeo. 

MALIACA, ant. città delle Spagne, nelle 
Asturie, secondo Tolomeo. 

MALIACHI, due isole del golfo Arabico, 
sulla costa dell'Arabia, in alcuni esem- 
plari chiamate Meleachi. 

MALIACUS SINUS, golfo della Grecia, 
nell'Arcipelago, che prendeva il no- 
me da una vicina campagna chiamata 
Ager Maliensis da Tito Livio. Pau- 
sania chiama lo stesso golfo Lamia* 
cus sinus, per la vicina città di La- 
mia. Vibio Sequestre dice, che il fiume 
Archeloo sgorgava nel golfo Maliaco,« 
e che si riuniva allo Sperchio. Fedi 
Zeituni. 

MALIANA, città dell'Aracosia, nel Can- 
dahar, secondo Tolomeo. 

MA LIANA, vili, della Barbarla. Vedi 

MlLIANA. 

MALIANDE, uno degli antichi nomi 

della Bitinia. secondo Plinio. 



IVI A L 767 

MALIARPHA o MELIAPOUR, città ma- 
rittima dell'India, sulla costa orien- 
tale della penisola, al di qua del Gan- 
ge, secondo Tolomeo. Quivi predicò 
1 apostolo s. Tommaso, e vi sofferse 
il martirio. 

MALIBANG, città dell' Indostan , nei 
Neypal, territorio dei 24 Radjahi, a 
14I. O. da Gorliha, ed a qualche di- 
stanza dalla riva sinistra del Gon- 
dole. 

MALI-BUKOVACZ, vili, della Croazia, 
comitato di Kreutz, con una dogana. 

MALICHA, città dell'Arabia felice, nel 
paese dei Nabateni, di cui era la ca- 
pitale, secondo Arriano. 

MAL1COLO, isola del Grande Oceano 
equinoziale. Vedi Mallicollo. 

MAL1CORNE, bor. di Fr., dipart. della 
Sarthe, circond. e a 3 1. N. da La Flè- 
che e a 6 1. 3{4 S. O. da Mans, ca- 
poluogo di cantone, sulla riva sinistra 
della Sarthe, in mezzo a lande, bo- 
schi e vigneti. Ha fabbriche di maio- 
liche, stoviglie di terra e tegole. Vi 
si tengono 4 annue fiere, e conta 
1,000 abitanti. I signori di questo 
luogo vi fondarono, nell'XI secolo, un 
priorato dipendente dall'abbazia di 
s. Aubin d v Angers. 

MALICOY, MAL1CUT o MALIQUA, la 
più settentr. delle isole Maldive, nel- 
1' oceano Indiano, a 65 I. dalla costa 
di Travancore, nell 1 Indostan. Lat. N. 
8° 15'; long. E. 71 . È una picc. iso- 
la, di 4 L di circuito, cinta da isolotti 
pieni di roccie, con aria salubre e tem- 
perata, e un fertile terreno. 

MAL1GNY, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Yonne, circond. e a 3 1. 3|4 N. E. 
da Auxerre, cant. di Ligny-le-Chàtel, 
presso al Serain. Vi si tengono tre 
fiere, e conta 1,200 abitanti. 

MALI-GRADACZ, vili, della Ungheria, 
generalato del Banato, con circa 100 
abitazioni. 

MALIMBA, riviera della Guinea supe- 
riore, sulla costa di Gabon, ove sbocca 
nel golfo di Biafra, un poco al S. del- 
la imboccatura del Camarones, al 3° 
45 ' di lat. N. 

jyiALIN, capo alla estremità settentr. 
della Irlanda, prov. di Ulster, contea 
di Uonegai, che termina al N. della 



768 M A L 

penisola e baronia d 1 Inishowen. Lat. 
N. 55° 20'; long. O. 9 44'. 
MALIN, baia della Irlanda, sulla costa 
della contea di Galway, al N. dell'i- 
sola Arran. 
MALIN, vili, della Irlanda, prov. di Ul- 
ster, contea e a 20 1. N. N. E. da 
Donegal, baronia d' Inishowen, a 7 
N. da Londonderry. Vi si tengono 4 
annue fiere. 
MALIN, bor. della Boemia, circ. di Cza- 
slau; patria dello storico Bohuslav- 
Bilegowsky. 
MALIN o MALU, bor. della Persia, 
nel Korasan, 'a 32 1. S. E. da Me- 
shehed. 
MALIN, bor. della Russia europea, gov. 
e a 21 1. N. O. da Kiev, distr. e a 5 
1. N. da Radoniyls, sulla riva sinistra 
dell' Ircha, con circa 60 abitazioni. 
MALINES, in fìammengo Mechelen, ed 
in latino Mechlinia, città dei Paesi- 
Bassi, prov. e a 5 1. S. da Anversa 
e a 4 1. ip N. N. E. da Brusselles, 
Capoluogo di circond. e di cant. , in 
una pianura fertile, sulla Dyle, che 
la divide in due parti, e sul canale 
di Lovanio. Lat. N. 5i° i'Si", long. 
E. 2 8 / 44 /;> È sede di un arcivesco- 
vato, creato, ad istanza di Filippo II, 
re di Spagna, dal papa Paolo IV nel 
1559, di cui l'arcivescovo è primate 
dei Paesi-Bassi, ed ha per suffraga- 
ne! i vescovi di Namur, Tournay, 
Aquisgrana, Treveri, Gand, Liegi e 
Magonza. E' pur sede di un tribuna- 
le di prima istanza e residenza di un 
comandante di piazza di terza classe. 
Assai bene fabbricata , in generale 
però vi si osserva un gusto antico. 
Le strade sono larghe e bene lastri- 
cate, e l'uso di dipingere le case dà 
loro un' aria di freschezza e dì poli- 
tezza . La piazza d' armi e quella 
del mercato sono spaziose e regolar- 
mente fabbricate. Si osserva, fra i pub- 
blici edilizi, la cattedrale, dedicata a 
a s. Rombaldo, protettore della città, 
la cui torre ha 348 piedi di altezza, 
e rinchiude un bello scampanio ; la 
chiesa della Madonna di Hanswycfc; 
quella del così detto Bèguinage; la 
fu chiesa dei Gesuiti; il palazzo ve- 
scovile e quello della città; l'arsenale, 



M A L 

ov'evvi una fonderia di cannoni ; il 
convento dei Francescani, ed un va- 
sto edifizio chiamato il Bèguinage il 
quale serve di asilo a circa 800 vedove 
o vecchie femmine. Malines possiede uri 
seminario, un collegio, un' accademia 
di disegno e pittura, una società del- 
le belle arti, ed un monte di pietà. 
Vi sono molte fabb. di cappelli, di 
merletti rinomatissimi e di gran prez- 
zo, di trine, coperte, stoffe di lana, 
damaschi, tappeti, tele dipinte, e così 
pure dei conciatoi e delle consid. 
birrerie. Col mezzo della Dyle, ove 
la marea si fa sentire sino ad 1 I. al 
di sopra di Malines, questa città ri- 
ceve navigli assai grandi , e fa un 
comm. attivissimo in grani, olio, ca- 
nape, lino, luppoli, e pregiati pro- 
sciutti. Vi si tengono due annue fiere 
di i5 giorni, per ogni sorta di merci, 
il primo ottobre e la prima dome- 
nica di luglio, ed un' altra, principal- 
mente per cavalli e bestiami, il secon- 
do sabato di ottobre. È patria di 
Giovanni Boi e Michele Coxie, pitto- 
ri ; di Romberto Dodoens, botanico 
e medico degl' imperatori Massimilia- 
no II e Rodolfo II ; del giureconsulto 
Van-den-Zipe, e dell' elegante scrit- 
tore Cristoforo Longuenil. Questa cit- 
tà nomina 5 membri agli stati della 
provincia e conta 18,000 abitanti. — 
Non si conosce in un modo preciso 
V epoca della fondazione di Malines, 
che fu chiamata nelle antiche crona- 
che Malinae, Magliaia e Mechlinia. 
Sembra essere stata, nel VI secolo, il 
capoluogo di una signoria che Pipino 
diede nel 754, al conte Adone, suo 
parente; che i vescovi di Liegi la 
possedessero in seguito , e che fosse 
loro confermato un tale possesso, nel 
910, da Carlo il Calvo. Ebbe sovra~ 
ni particolari sino all' anno i336, 
in cui si mise in libertà, e dopo a- 
ver appartenuto a diversi altri prin- 
cipi, passò nella casa di Borgogna, 
nel 1462, pel matrimonio di Marghe- 
rita di Brabante con Filippo l'Ar- 
dito; ma Filippo il Buono la divise 
da' suoi altri dominj per farne una 
delle 17 provincie dei Paesi-Bassi. Ma- 
lines non era, nel IX secolo, che una 



M4L 

riunione di capanne e di casolari, 
presso cui esisteva un monastero ove 
s. RombaJdo soffrì il martirio, e che 
fu dotato in seguito da Notger, ve- 
scovo di Liegi. Dopo essere stata di- 
strutta dai Normanni nell'884, questa 
città fu rifabbricata nell'897, e cinta 
di bastioni nel 980. Soffrì molti in- 
cendii, il più terribile dei quali, occa- 
sionato dalla folgore che cadde sopra 
un magazzino di polvere, fu quello 
del i546, per cui provò perdile rag- 
guardevolissime, e rimasero morte, o 
ferite più di 800 persone. Fu an- 
che danneggiata per gli straripamenti 
della Dyle, e molto più per la pesi e, 
ad epoche diverse, e principalmente 
negli anni 1182, i3i5, 1400, i438, 



i5 7 8 e i5 9 8. Gli 



spa 



muoli la sac- 



cheggiarono nel i5^2 , onde punirla 
del suo attaccamento al principe d'O- 
range, e lo fu anche nel i5?8 dalle 
truppe dello stesso principe, e nel 
i58o dai colonnelli inglesi Norris ed 
Oliviero Tympel. Vi si tennero due 
Concili provinciali, l'uno nel i5no 
e l 1 altro nel 1607. Dopo esser stata 
abbandonata dai francesi, si arrese a 
Marlborough nel 1706; i francesi la 
ripresero nel 1746, e la resero al- 
l'Austria nel 1748, in conseguenza 
del trattato di Aquisgrana. Ripresa 
nuovamente dai francesi nel 1 792 , 
la perdettero nel 1793, e vi rientra- 
rono nel 1794. Il governo francese 
ne fece distruggere le fortificazioni 
nel 1804, e divenne, sotto l'impero, 
il capoluogo di un circond. nel di- 
part. delle Due-Nèthes. — Il circond. 
di Malines contiene adesso 6 cant. 
che sono: Duffel, Heyst-op-den-Berg, 
Lier, Malines (2) e Puers, contando 
87,000 abitanti. 

MALINHEAD, punta la più settentr. 
della Irlanda, al 55° 23' di lat. N. 

MALINOPOL1S, città dell'Asia, nella 
Frigia o la Bitinia, secondo gli auto- 
ri diversi che di essa parlano. 

MALINOVRA, bor. della Russ., in Eur., 
gov. e a 9 1. E. S. E. da Karkov , 
distr. e a 7 !. E. N. E. da Zmiiev, 
sulla riva destra del Donetz. 

MALINTRAT, vili, di Fr., dipart. del 
Puy-de-Dóroe, circond., cant, e a a 1, 
Tom. IH P. IL 



MAL 769 

N. E. da Clermont-Ferrand, con 1,100 
abitanti. 

MALIO, capo della Tur. europea. Vedi 
Angelo (S.\ 

MALIPPALA o MALIPALA, città delle 
Indie, di qua del Gange, secondo To- 
lomeo. 

MALISANA. vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Udine, distr. di Palma. 

MAL1VA-GANGA, riviera dell'isola di 
Ceylan. Vedi Mahavellè. 

MALKA, riviera che ha origine sul ver- 
sa toio settentr. del Caucaso, nel paese 
dei Karatsciaghi, nella Circassi» , at- 
traversa quasi il mezzo di questo pae- 
se dal S. al N., lo divide poscia dalla 
prov. russa del Caucaso, scorrendo al* 
l'È., e si congiunge al Tèrek, a 6 1, 
O. S. O. da Mozdok , dopo un corso 
di circa 4° leghe. 11 suo principale 
afluente è il Baskan, ingrossato dal 
Tchèrek. 

MALKA, vili, della Russ. asiatica, nel 
Kamtschatka, a i5 1. $. da Verkhnè- 
Kamtschatsk, sulla Bistraia, in mezzo 
ad alte montagne . Vi sono sorgenti 
calde nelle vicinanze. 

MALRAIR, città dellTndostan, al Nizam, 
neH'Hayder-abad, capoluogo di distr., 
a 32 1. O. S. O. da Hayder-abad e a 
35 1. E. N. E. da Beydjapour , sopra 
un grossissimo affluente della Bimah, 
— Il distr. di Malkair è assai mon- 
tuoso ma molto bene coltivato. 

MALL, isola dell'arcipelago delle Mal- 
dive. Vedi Male. 

MALL AB A, città dell'Arabia felice, se- 
condo Tolomeo. 

MALLABAUQUEN o MALI^ABOQUEN, 
lago del Chili, nel paese degli Arau- 
cani , a circa 3o 1. E. N. E. da Val- 
divia. Ha presso a poco 8 1. di lun- 
ghezza, dalFE. all'O., sopra 3 1. di 
larghezza, e dà nascita al Telten. 

MALLACCA, banchi di sabbia che si e- 
stendono dal N. al S. nella parte S. 
E. del golfo di Cambaja , sulla costa 
occid. "dell' Indostan , nel Goudjerate, 
verso le bocche del Tapty. 

MALLADA, città della Persia, secondo 
Stefano di Bisanzio, la stessa forse che 
Tolomeo assegna all'Arabia felice, e 
che situa nel seno Persico. 

MALLAIGAM o MALLAIGAUM, città 
100 



yyo MAL 

dell'lndostan inglese, presici, di Bom- 
bay, prov. di Kandeiscji, dislr. di Gal- 
na, a 8 ì. N. E. da Tonando ur, al 
confluente della Guirna e del Mous- 
sora. Ha un forte importante. 
MALLAVALLY, isola presso la estremi- 
tà N. di Borneo. Lat. N. 7 ; long. E, 
11 5° 6'. 
MALLEGONG, città dell 1 Indosfan, al 
ìVizam, nel Beyder, distr. dì Nandair, 
a 25 I. N. N. O. da Beyder , a qual- 
che dist. dalla riva sinistra del Manhat. 
MALLEMBA o MALEMBA, reg. della 

Guinea inferiore. Vedi Cacongo. 
MALLEMBA o MOLEMBO,' città della 
Guinea , inferiore, reg. di Cacongo, 
su 11 1 Atlantico, che vi forma una baia 
sicurissima, a io 1. N. da Cabinda, 
sopra una mont. di circa 400 piedi 
di altezza. Vi si giunge per una stra- 
da scoscesa. I banchi europei sono po- 
sti intorno ad una gran piazza. Nei 
dintorni fertili trovatisi molti porci, 
capre e selvaggiume, e vi abbondano 
frutta e legumi. 11 lago di Loanghil- 
Jy, ali. ij2 al S. E., somministra 
molto pesce, ed alla vicinanza di que- 
sto lago convien forse attribuire la 
insalubrità del clima. 11 governatore 
eli Mallemba dimora in un villagio a 
4 1. nell'interno, ed ha un'abitazione 
ammobigliata all'uso europeo. Quivi 
facevasi.il maggior comm. dei negri, 
ed erano i più begli schiavi dei paesi 
e regni vicini. 
MALLEMORT, villaggi di Francia. Ve- 
di, Malemort. 
MALLEN, Manlia, bor. della Spagna, 
prov- e a i3 1. N. O. da Saragozza, 
nell'Aragona, e a 2 1. i[2 E, N. E. da 
Borja, sulla riva destra dell'Ebro. Ev- 
vi un antico forte ed un convento. 
Conta 1,900 abitanti. 
MALLENKRAG, vili, della Transilvanìa. 

Vedi Aemakerek.. 
MALLEPORAM o MALLEPORUM, cit- 
tà e fortezza dell'lndostan inglese, pre- 
sidenza di Madras, nel Malabar, distr. 
di Ernaad, a 7 1. S. O. da Nelleuìbour 
e a 9 1. S. E. da Calicut. 
MALLERSDORF,vilI. della Baviera, circ. 
della Regen, presidiale e a i[4 di 1. 
S. O. da Pfaffènberg e a 6 1. S. S. 
E. da Ratisboua. Evvi una birreria, 



MAL 

un distillatolo di acquavite ed un se- 
^atoio. Conta circa 60 abitazioni. 

MÀ.LLET, vili, di Fr., dipart. del Can- 
ta 1 , circond. e a 3 1. S. da S.t FIouf, 
cant. e a 2 1. ip2 N. E. da Chaudes- 
Aigues, sulla Bès. Conta 200 abit., ed 
ha miniere di carbone di terra. 

MALLEVILLE o MALEV1LLE, bor. di 
Fr M dipart. dell'Aveyron, circond. e 
a 2 1. N. E. da Villefranche, cant. di 
Monbazens, suITAlsòn, con 2,200 abi- 
tanti. Vi si tengono tre annue fiere. 

MALLEVILLE o WALEVILLE, vili, di 
Fr., dipart. della Loira-Inferiore, cir- 
cond., cant. e a 1 1. ij3 E. da Save- 
nay e a 6 1. i[3 N. O. d» Nantes, 
presso la sorgente dèll'Isac, con 1,000 
abitanti. Vi si tiene un'annua fiera. 

MALLI o MALLIENI, popoli delle In- 
die, nef Multati, vicini agli Oxidraci, 
verso la sorgente dell'Indo, secondo 
Strabone. Al detto di Diodoro Siculo, 
questi due popoli volendo opporsi ai 
progressi di Alessandro , questo con- 
quistatore li mise in fuga, e loro 
prese molte città; sotto una delle qua- 
li però corse rischio di essere ucciso. 

MALLIA, città dell'lndostan, nei posses- 
si di Guykavar, nel Goudjerate, distr. 
di Djhallavar, a 8 1. N. N. O. da Mo- 
revy e a /(O 1. O. da Ahmed-abad , 
presso la riva sinistra del Metchou, 
a qualche distanza dal golfo di Kotch. 

MAL LIANA, città dell'Africa, nella Mau- 
ritania Cesariense , a 25 m. da Cesa- 
rea, secondo l'intinerario di Antonino. 

MALLICOLLO o MALICOLO , isola 
del Grande-Oceano , neh" arcipelago 
di s.ta Croce. Vedi Vaniroro. 

MALLICOLLO MALICOLO , isola 
del Grande-Oceano equinoziale, nel- 
l'arcipelago delle Nuove-Ebridi, pres- 
so e al S. S. E. della Ticrra-Auslral 
del Espiritu-Santo, da cui è divisa 
dallo stretto di Bougainville. Lat. S. 
16 3o'; long. E. iG5° 3o'. Ha 18 1. 
di lunghezza dal N. O. al S. E. , e 
da 5 a 7 1. di larghezza; è poco al- 
ta, bene irrigata e molto boschiva, 
essendo abbondantissime e variate le 
produzioni vegetali, e specialmente i 
banani, frulli a pane e noci di coe- 
co. Gli abit. di questa isola, secondo 
alcuni, ascendono al numero di 5o,ooo, 



MAL 

e differiscono assai dagli altri isolani 
«lei mare del Sud. Coni?, che visitò 
questa isola nel i?74i c ^ ce cne sotl ° 
di una statura piuttosto alta, ma che 
le loro membra mancano di propor- 
zione; che hanno il colore dei Negri, 
ed i capelli arricciati, ma non così 
lanuti quanto quelli dei Negri ; che 
la loro tesia è allungata, il viso stiac- 
ciato e l'aspetto delle scimie, il naso 
largo e piatto, le pomelle prominen- 
ti, e la fronte stretta e compressa. 
La loro barba è folta e ricciuta, né 
si coprono che con una spezie di 
grembiale che chiudono fortemente 
con una corda alla cintura. Le don- 
ne non la cedono agli uomini in 
bruttezza, usando <P impasticciarsi il 
volto, ed i maschi si forano le carti- 
lagini del naso onde sospendervi pic- 
cole pietre bianche . Hanno questi 
isolani per armi mazze pesanti, lan- 
de, archi e Treccie avvelenate; sono 
crudeli, ma non antropofagi. Abitano 
dei villaggi, e riserbano una capanna 
per una divinità, ignorandosi però 
ili che consista il culto che le si ren- 
de. Il porto, a cui Cook diede il no- 
me di Sandwich, è situato sulla costa 
S. E. — Questa isola non dev'esser 
confusa coll'altra di Mallicollo di Qui- 
ros, che trovasi nell'arcipelago di sta 
Croce, ed il cui vero nome è Vani- 
koro o Vanitolo; in questa ultima 
si trovarono alcune tracce del naufra- 
gio di La Perouse. 
MALLING (EAST), parrocchia della 
Ingh., contea di Kcnt, lathe di Ay- 
Iesford, hundi-ed di Larkfìeld, a i I. 
q3 O. N. O. da Maidstone e a 2 1. 
2]3S. da Rochester, con 1,400 abitanti. 
MALLING (WEST), bor. della Ingh., 
contea di Kent, lathe di Aylesford, 
hundred di Larkfìeld, a 2 1. O.N. O. 
da Maidstone e a 3 1. S. S. O. da 
Rochester. La chiesa è un bell'edifì- 
zio; vi si vedono le ruine di un con- 
vento di Benedettini. Vi si tengono 
tre annue fiere, e conta 1,200 abi- 
tanti. Nei dintorni si coltivano molti 
luppoli. 
MALLISON, is. al N. della Nuova-Olan- 
da, poco distante dal golfo di Car- 
pentaria. 



MAL yyi 

MALT,MITZ, vili, degli Stati-Prussiani, 
prov. di Slesia, reggenza e a i/{ I, 
ij4 N. O. da Liegnilz, ciré, e a £ 
I. ij2 O. rl a Sprottau. Evvi una mi- 
na da ferro, che dà un annuo pro- 
dotto di 6 a 8 mille quintali di fu- 
sione brutta. Conta 5oo abitanti. 
MALLO, capo della Tur. asiatica, pa* 
scialicato dTtch'il, sangiaccato di Ada- 
na, a qualche distanza dal vili, del 
suo nome e a i3 1. N. N. O. dal ca- 
po Kanzir, con cui determina V in- 
gresso del golfo di Scanderona Lat 
N. 3fì° 29' 45"; lon*. E. 33° 2' 55" 
MALLO, vili, della Tur. asiatica, pa - 
scialicato dTtch'il, sangiaccato ea8l. 
S. E. da Adana, sul Djihun, presso 
il Mediterraneo. Corrisponde all'an- 
tica Mallos. 
MALLORCA, una delle isole Baleari. 

Vedi Majorca. 
MALLORUM OPPIDUM, città dellTn- 
dia, al di qua del Ganga, e verisi- 
milmente la principale del popolo 
Malli. 
MALLOS, città della Etiopia, sotto 

P Egitto , secondo Plinio. 
MALLOW, città della Irlanda, prov. 
di Munsler, contea e a 6 1. N. N. O 
da Cork, liberty del suo nome, nel 
Blackwater, che si attraversa sopra 
un bel ponte di pietra. Ha una bel- 
la chiesa, un buon mercato, una ca- 
serma di cavalleria e fabb. di tele, 
Vi si tengono 4 annue fiere. Manda 
un membro al parlamento. Nei din- 
torni vi sono alcune sorgenti minerali 
tiepide che attraggono molte persone 
nella bella stagione. 
MALLUA, una delle isole delia Sonda. 

Vedi Ombay. 
MALLUDU o MALLOUDOU, baia sul- 
la costa setlentr. dell'isola di Borneo* 
i I-mezzo si trova al 6° l\V di lat. N., 
e n 4° 5; ' di long. E. Ha 8 1. di 
larghezza all'ingresso sopra una pro- 
fondità di io I., e riceve numero- 
si corsi d'acqua . I! paese all' intor- 
no, che porta lo stesso nome, è fer- 
tile e molto popolato ; vi si trova 
della cannella e delle canne d'India 
di 20 a 3o piedi di lunghezza, e che 
si possono comperare a buon mer- 
cato. 



7 7 2 MAL 

MAIiLUS, montagna delle Indie, nel 
paese dei Mailj, secondo Plinio. 

MALLUS, città dell'Asia, nella Cilicia, 
e fra terra, presso il fiume Pyrame, 
secondo Pomponio Mela, che si ri- 
montava onde arrivarvi per acqua, 
quando si veniva dalla costa. 

MALLUS, fiume del Peloponneso, nel- 
l'Arcadia, che scorreva dal S. O. al 
N. E. di Megalopoli, e perdevasi nel- 
l'Alfeo, secondo Pausania. 

MALLWYD, parrocchia della parte N. 
del paese di Galles, contea di Merio- 
neth, hundred di Talybut, a i{2 1, 
S. da Dinas-Ma wdwy e a io I. O. 
N. O. da Montgomery, con 1,200 
abitanti. 

MALMAISON (LA), Mala-Mansio, ca- 
stello di Francia, dipart. di Senna 
ed Oise, in riva alla Senna, circond. 
e a 1 1. 3y4 N. N. E. da Versailles e 
a 3 1. O. N. O. da Parigi, cant. di 
Marly, comune di Ruel. Questo ca- 
stello, fatto abbellire da Napoleone, 
e divenuto il soggiorno della impe- 
ratrice Giuseppina , che quivi morì 
il 3o maggio 1814, e di cui un sem- 
plicissimo monumento v'indica la sua 
ultima dimora, portato ad un punto 
sorprendente di magnificenza e buon 
gusto divenne una delle più deli- 
ziose abitazioni della Francia . So- 
pra un 1 altura evvi un superbo ovile, 
che offre ammirabili punti di vista, 
I giardini vedonsi adorni di piante 
rarissime. Questo luogo era una sem- 
plice capanna nel 1224, allorché gli 
fu dato il presente suo nome, per 
esser stato il primo luogo ove giun- 
sero i Normanni, che vi fecero gua- 
sti sanguinosi. 

MALMANTILE, castello del gr. due. 
di Toscana , nella prov. Fiorentina, 
poco distante da Firenze, reso cele- 
bre dal poema eroi-comico di Loren- 
zo Lippì , intitolato il Maìmantile 
riacquistato. 

MALMEDY Malmundarium, città de- 
gli Stati -Prussiani, prov. del Basso- 
Reno, reggenza e a 8 1. i[3 S. da 
Àquisgrana e a 9 I. i\\ S. E. da Lie- 
gi, capoluogo di circ, fra alte mon- 
tagne, e sulla riva sinistra del War- 
ge. Ha una corte di giustizia , un 



M A L 

ginnasio, delle acque minerali, che 
hanno la virtù istessa di quelle di 
Spa, fabbriche di panni, carta, car- 
toni, merletti neri e sapone, delli con- 
ciatoi ed un filatoio di cotone. Conta 
3,8oo abitanti. Si lavora nei dintorni 
una cava di gesso ed una di un mar- 
mo pieno di pietrificazioni. — Que- 
st'antica città portava il nome di Mal- 
mundarium, ed aveva una celebre 
abbazia di Benedettini, fondata da 
s. Remacle, verso la metà del vii se- 
colo. Riunita questa città alla Fran- 
cia, pel trattato di Luneville, divenne 
allora capoluogo di circond. nel di- 
part. delfOurthe. Ora il circ. del suo 
nome ha t\o 1. q., e conta 24,400 a- 
bi tanti. 

MALMESBURY o MALMSBURY, Mal- 
dunum, picc. città della Ingh. , con- 
tea di Wilts, hundred del suo nome, 
a 3 1. i|2 N. da Chippenham e a 14 
1. N. N. O. da Salisbury, sulla riva 
destra del Lower-Avon , che vi si 
passa su molti ponti. Vi si fabbrica- 
no dei panni, che sono il principale 
articolo del suo commercio. Vi 'si 
tengono tre annue fiere, e conta 2,000 
abitanti. Manda due membri al par- 
lamento. È patria di Hobbes e del 
monaco benedettino Guglielmo di Mal- 
mesbury, scrittore del secolo xn. • — 
È questa una delle più antiche città 
del regno; ricevette dei privilegi da 
Edgar l'Antico, nel 916. In progresso 
fu murata e difesa da un castello for- 
tissimo. Vi si vedono le ruine di una 
abbazia che fu fondata nel 670, e di 
cui rimane ancora la chiesa. Fu qui- 
vi tenuto un Concilio verso l'anno 
705 o 707, secondo gli autori inglesi. 
L'hundred contiene ir, 100 abitanti. 

MALMESBURY, porto del Grande - O- 
eeano boreale, sulla costa del Nuovo- 
Cornovaglia, nell'America settentrio- 
nale. Lat. N. 55° 17^ long. O. i36° 
20 '. Contiene alcuni isolotti e qual- 
che roccia; ciò non ostante offre un 
asilo sicuro. 

MALMICH, lago della Tartaria indipen- 
dente, nel Kharism, ch'è l'estremità 
merid. del mare di Arai. La lun- 
ghezza è di circa 7 1., dall' E. all'O., 
e la larghezza di 4 L •> «al N. al S. 



MAL 

Il ramo occid. del Djihun vi sbocca 
al S. 

MALMISTRA, città dell'Asia, nella Ca- 
ramania, sopra una riviera dello stes- 
so nome. 

MALMISTRA CORNUI, e più antica- 
mente Pyramus, riviera della Natò- 
lia, che scorre nell' Aladuli, e si sca- 
rica nel golfo di Lajazzo, a Mal- 
mistra. 

MALMKOEPING, picc. città della Sve- 
zia, prefettura e a io 1. N. N. O. da 
Nyltoeping e a 18 1. O. S. O. da Sto- 
ckholm, haerad di Oppunda. I reggi- 
menti del Sud hanno quivi il loro 
quartiere generale. Conta pochi abi- 
tanti. 

MALMRROG, vili, della Transilvania, 
comitato dell 1 Alto-Weissenburg. 

MALMOE, MALMOEU, MftLMUYS , 
MALMUYEN, Malmogia, picc. città 
della Svezia, capoluogo della prefet- 
tura di Malmoehus, haerad di Oxie, 
a 120 I. S. S. O. da Stockholm e a 5 
1. E. S. E. da Copenhague, sul Sund. 
Lat. N. 55° 36' 3 7 "; long. E. io° 4i> 
t\ n . Ha due sobborghi, ed è dominata 
da un castello fortificato, che dicesi 
eretto nel i434- Irregolarmente fab- 
bricata, le sue strade sono però lar- 
ghe, e spaziose le sue tre piazze. Rin 
chiude due chiese, due ospedali, delle 
fabbriche di panni, tappezzerie, guan- 
ti, cappelli, tabacco, sapone, amido 
ed una raffineria di zucchero. 11 porto 
è un bacino artifiziale, che .non può 
ricevere che piccoli navigli ; i grossi 
si ancorano nella rada, eh 1 è aperta. 
Il comm. è quivi considerabile, e prin- 
cipalmente in grani, di cui se ne a- 
sportano circa 12,000 carichi all'anno. 
Conta 4,900 abitanti. — Fu questa 
città costrutta nel iBio,, e Geduta dal- 
la Danimarca alla Svezia nel i658. 
I Danesi V assediarono in vano negli 
anni 1676 e 1677. E patria di Tom- 
maso Bartolino. 

MALMOEHUS, prefettura di Svezia, ne! 
S. della Gozia, fra 55° 21' e 56° i8> 
di lat. M. , e fra io° i5'e n°4o' di 
long. E. Confina al N. col Catte^t 
e la prefettura di Christianstad, che 
la limita altresì all'È.; al S. col mar 
Baltico ed ali 1 O. col Sund. Ila 3o 1. 



MAL 7 7 3 

di lunghezza, dal N. O. al S. E. , 20 
1- nella sua maggiore larghezza e 280 
leghe q. La costa, incavata e sparsa 
di dune, presenta, alla estremità N. 
O. , il capo Kullen, ed al S. O. il pro- 
montorio in cui è Falsterbo. Questa 
prefettura offre una pianura interse- 
cata soltanto da alcune colline di una 
mediocre elevazione. Non e bagnata 
che da piccole riviere; la più consid., 
il Kaeflinge-an, scorre nella parte 
centrale. Sonovi molti laghi, dei quali 
il più grande è il Ringsioen, ed al- 
cune sorgenti minerali, fra le quali 
quella di Ramloesa è la più rinoma- 
ta. Il suolo si compone da per tutto 
di un forte strato di terra vegetale ; 
vi sono però alcune torbiere. L 1 aria 
è grossa ed umida , senza essere in- 
salubre. Questo paese è uno dei più 
fertili del regno; le raccolte in grani 
vi sono abbondanti, e formano un 
importante articolo d' importazione; 
gli altri prodotti consistono in pomi 
di terra, legumi, frutta, canape, ta- 
bacco e luppoli ; vi si coltivano delle 
noci, e in qualche luogo bene esposto, 
delle viti, che danno una uva passa- 
bile. La mancanza di legname si fa 
sentire dacché sì convertì una por- 
zione delle foreste in campi ed in 
praterie. Vi si allevano i migliori ca- 
valli ed i più bei bovi della Svezia, 
e si fa un eccellente formaggio. — 
Questa prefettura si divide in i3 di- 
stretti o haerads, che sono : Rare, 
Fars, Frosta, Harjager, Herresta, Liu- 
nit, Lug'gnde, Oensioe, Oxie, Roen- 
neberg, Skiut, Tome e Vemmenhaeg. 
Conta 192,000 abitanti. Malmoe n 1 è 
il capoluogo. 

MALMSRURY, città della Inghilterra. 
Vedi Malmesbury. 

MALMY, vili, di Fr. , dipart. della Mar- 
na, circond. e a 2 L i[2 N. N. O. da 
s. Menehould, e a 9 1. ij4 N. E. da 
Chàlons-sur-Marne, cant. e a i[2 l.'S. 
E. da Ville- sur-Tourbe. Conta 1,000 
abitanti. 

MALMISCH, città della Russia europea, 
gov. di Viatka, distr. e a 12 1. S. da 
Ourjum e a 27 1. N. N. E. da Ka- 
zan, sulla riva destra della Cholunp, 
presso il confluente della Vialka. E 



774 MAL 

miserabile, e non contiene clic circa 
100 abitazioni. — Era anticamente a- 
bilata dà Tcheremissi, governati dai 
loro propri principi, tributari del re- 
gno di Kazan. Allorché i Russi inva- 
sero questo stato, i principi di Mal- 
misch vollero far resistenza, ma furo- 
no prontamente sconfitti ed i loro 
sudditi dispersi; questa città fu al- 
lora data ai veterani strelitzi , che 
sono gli antenati degli abitanti at- 
tuali. 

MALNAPATAKA, vili, della Ungheria, 
comitato di Neograd, marca di Fii- 
lek, sull'lpoly, a ii 1. E. N. E. da 
Karpfen e a 8 1. S. E. da Libethen. 
Vi è una fabbrica di panni e delle 
acque minerali. Commercia di lane e 
cavalli. Visi fanno eccellenti -formaggi 
di pecora assai ricercati. 

MALNAS, vili, di Transilvania, paese 
degli Szekleri, sede di Haromszelt. 
Vi sono acque minerali. 

MALNATE, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Varese. 

MALNETA, distr. dell' Indostan, nella 
parte occid. del Neypal, paese dei 24 
Radjahi, al N. E. di Solianah. 

MALNIDO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Milano, distr. di Monza. 

MALNINO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Como, distr. di Brivio. 

MALNISIO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Udine, distr. di Aviano. 

MALNOE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Milano. 

MALO (S.), Maclovium, Maclopolis, 
Macìoviopolìs, città di Fr. , dipart. 
d' Ille-et-Vilaine , capoluogo di cir- 
cond. e di cantone, a 14 1. ip N. N. 
O. da Rennes, e a 80 1. O. da Pa- 
rigi. Lat. N. 48° 39' 3"; long. O. 4° 
2,1' 26^. Vi sono tribunali di prima 
istanza e di commercio, una conser- 
vazione delle ipoteche, una direzione 
delle contribuzioni indirette, una di- 
rezione delle dogane, una camera con- 
sultiva di commercio, una direzione 
ed una soltodirezione di artiglieria ed 
un tesoriere della marina. Questa città 
sta sopra una roccia, in mezzo alla 
penisola di Aaron, legata al conti- 
nente pel Sillon, argine stretto dì 
200 metri di lunghezza, e presso la 



MAL 

riva destra della Rance. Il porfo, si- 
tuato fra il Sillon, la città ed il con- 
tinente, è vasto, comodo, sicuro ed 
assai importante, ma di difficile ap- 
prodo, perchè l'ingresso n 1 è ristretto 
e sparso di scogli e di bassi fondi; i 
vascelli vi restano a secco a bassa 
marea, ma nelle grandi, l'acqua s'i- 
nalza a 45 piedi. La rada, che sta 
all' O. di s. Malo, e nella quale sbocca 
la Rance, è altresì seminata di nu- 
merose roccie che si estendono assai 
lunge; essa è difesa da 5 forti, dei 
quali li più importanti sono quello 
della Conchèe, costruito da Vauban, 
e T altro dell 1 isola Harbour. S. Malo 
è cinta da mura con bastioni e difesa 
al N. O. da un castello fortificato* 
eretto per ordine della duchessa An- 
na; la parie della città che riguarda 
questo castello è costrutta regolar- 
mente, come pure tutta quella che 
sta in faccia della porta di Dinan; 
ma il restante è poco osservabile. I 
principali pubblici edilìzi sono la cat- 
tedrale, il palazzo comunale, V antico 
palazzo vescovile, ed il teatro. Vi sono 
due chiese, un ospedale, un ospizio 
per gli esposti, un collegio comunale, 
una scuola gratuita di navigazione, 
una di disegno, una borsa e dei bel- 
lissimi passeggi sui bastioni. Si fab- 
bricano ami ed altri istrumenti per 
la pesca, girelle, cordami, e vi sono 
cantieri di costruzione pei navigli ed 
una reale fabbrica di tabacco, che si 
raccoglie nelle sue vicinanze. Quan- 
tunque questa città non abbia alcuna 
comunicazione coli' interno per mezzo 
di riviene navigabili, però V attività 
e la industria de' suoi abifc. vi man- 
tengono un attivo comm. , che, quan- 
tunque sia un poco diminuito, pure 
è ancora considerabile in vini, acqua- 
vite, salumi, canape, catrame , stoffe 
di varie sorta, tele da vela per la 
Spagna, alberi da navi, derrate e pro- 
dotti delle manifatture del paese. Vi 
si fanno i grandi armamenti per le 
Indie, per la pesca del merluzzo e 
della balena; ed il grande e piccolo 
cabottaggio sono quivi molto animati. 
Vi sono dei depositi di derrate colo- 
niali e di sale. Vi si tiene una fiera 



MAL 
di 8 giorni, il 24 maggio . E patria 



di molti uomini distinti, e fra glt 
altri di celebri navigatori e grandi 
uomini di mare. Quivi nacquero Mau- 
pertuis, de Lamèlhrie, V abate Tru- 
blet , il rinomato marino Buguay- 
Trouin, Giacomo Cartier, scopritore 
del Canada nel i534, de la Bourdon- 
naye, ec. Conta 9,900 abitanti, che 
sono in generale intelligenti, resistenti 
alla fatica, e considerati come i mi- 
gliori armatori di Francia, ed eccel- 
lenti marinai ; essi, nel 1622, arma- 
rono a loro spese 22 bastimenti , e 
portarono dei soccorsi al duca di Gui- 
sa contro la Rochelle. Nel 1711, il 
corpo dei commercianti diede a Lui- 
gi XIV 3o milioni per sostenere la 
guerra. — Gli abit. di Aleturn. città 
che rimpiazza s. Servali, presso e al 
S. di s. Malo, forse per essere spesso 
esposti agli attacchi dei pirati, si ri- 
tirarono sulla roccia di Aaron, e vi 
l'ondarono nell 1 Vili secolo una città a 
cui diedero il nome di s. Malo loro 
vescovo. GÌ 1 Inglesi la bombardarono 
negli anni 1693 e 1695, ma furono 
costretti di ritirarsi; nel 1^58, essi 
discesero nella baia di Cancale, e si 
portarono sopra s. Malo, ma lutti i 
loro sforzi non produssero che l 1 in- 
cendio di molte navi e di magazzini 
mercantili. Questa città fu la culla 
della compagnia delle Indie. È co- 
gnita la singolare pattuglia che fa- 
ceva un tempo attorno di s. Malo, 
un certo numero di grossi cani fe- 
roci, che si ponevano in libertà al 
principio della notte. — Il circond. 
di s. Malo, diviso nei 9 cantoni di 
Cancale, Chàteauneuf, Combourg, Dol, 
s. Malo , Plainefougères , Pleurtuit , 
s.t Servan e Tenteniac, comprende 62 
comuni, e 119,400 abitanti. 
MALO, capo dèlia Tur. asiatica. Vedi 

Mallo. 
MALO, bor. del reg. Lom.-Ven., prov. 
e a 3 1. i]2 N. O. da Vicenza, e a 
il. i[2 S. S. E. da Schio, capoluogo 
di distr. , sulla riva sinistra del Tor- 
lo. La chiesa è fabbricata sulle rovi- 
ne di un castello costrutto dai Goti. 
Evvi una nitriera artificiale. Il suo 
principale conira. consisle in seta gre- 



M A 

già, [panni e vino 



L 77 5 

Vi si tiene una 
fiera il 3 maggio. Conta 3,900 abit. , 
avendono circa 10,000 il distretto com- 
posto di 4 comuni. — Questo bor. 
dicesi fondato nel 555 da Amali > ca- 
po ostrogoto. 
MALO-ARKHANGELSK,citlà della Russ. 
in Eur., gov. e a 16 1. S. E. da Ore], 
e a 18 1. N. da Kursk, capoluogo di 
distretto, con i,3oo abitanti. 
MALOCHAT,picc.città interiore della Ma- 
uritania Tingitana, secondo Tolomeo. 
MALO-DE-LA-LANDE (s.), vili, di Fr., 
dipart. della Manica, circond. e a x I. 
3[4 N. O. da Coutances, capoluogo di 
cant., presso la Manica. Conta 5oo 
abitanti. 
MALODIELSKA'IA, bor. della Russia 
europea, gov. d^ei Cosacchi del Don, 
dislr. di Oust-Medvieditza, a 92 1. N. 
E. da Tcherkask, sulla Medvieditza. 
MALOGGIA, montagna della Svizzera. 

Vedi Maloìa. 
MALOGH, picc. principato delflndosfan, 
nella parte occid. del paese rinchiuso 
fra il Setledje e la Djeranah. E tribu- 
tario degf Inglesi, ai quali dà annual- 
mente 8,000 rupie (21,600 franchi). 
MALOGN1THI, riviera della Tur. euro- 
pea. Vedi Messara. 
MALOGOSZ, picc. città della Polonia, 
woiwodia di Cracovia, ohwodia e a 6 
1. 112 O. S. O. da Kielce, con 5oo 
abitanti. 
MALO I A o MALOGGIA, montagna del- 
le Alpi Leponzie, nella Svizzera, fra 
l'Alta-Engadina e la valle Bregell, a 
cui manda lTnn e la Maira. E coperta 
di nevi, ma però attraversata da una 
strada praticabile per le vetture, fi- 
no dal tempo dei romani. Il colle è 
a 975 tese al di sopra del mare. 
MALOI-ARKHANGELSK, città della 
Russia in Europa. Vedi Malo-Arkhan- 
gelsic. 
MALO-IAROSLAVETZ, città della Russ., 
in Eur., gov. e a i3 1. ij2 N. da Ka- 
luga e a 26 1. S. O. da Mosca, capo- 
luogo di distr., sulla riva destra della 
Luja. Ha delle chiese in legno e dei 
magazzini di sale ed acquavite. Con- 
ta i,5oo abitanti. — Nel 1812, al tem- 
po della ritirata dei Francesi , questa 
città fu il teatro di un sanguinoso 



jj6 MAL 

combattimento fra essi ed i Russi , e 
fu allora quasi interamente distraila. 
— Il distretto situato nel N. del go- 
verno, contiene 44->7 00 abitanti. 

MALOI-SUND, stretto del Baltico, sulla 
costa della Russ., in Eur., gov. di Li- 
vonia , fra le isole Oesel e Moen. Ha 
6 I. di lunghezza, dal N. O. al S. E., 
e quasi i pi. nella sua più picc. larghezza. 

MALON, bor. della Spagna, prov. e a 
18 1. O. N. O. da Saragozza, nell 1 A- 
ragona e a i 1. ip N. N. E. da Ta- 
razone, sopra una collina , presso il 
Queiles. Vi si fabbrica acquavite , e 
conta 900 abitanti. 

MALON (S.), vili, di Fr., diparfc. d'HIe- 
et-Vilaine, circond. e a 2 1. i[2 O. S. 

0. da Montfort-sur-Men , cant. e a 2 

1. i[2 S. E. das.t Mèen. Vi si tengono 
tre annue fiere, e conta 800 abitanti. 

MALONE, vili, florido degli Stati-Uni- 
ti, stato di Nuova- York, capoluogo 
della contea di Franklin, a 55 1. N. 
da Albany e a i/j 1. O. N. O. da 
Plattsburg, sul Salmon-river. Conta 
i,i 00 abitanti. Si chiamava un tem- 
po Ezraville. 

MALONGOLA, vili, del reg., Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Cremona. 

MALONGUE, gruppo di picc. isole nel- 
l'arcipelago delle Querimbes, presso la 
costa della capitaneria generale di Mo- 
zambico, al ii° 15' di lat. S. 

MALONITZ, vili, della Boemia , circ. e 
al S. di Klattau, con un castello. 

MALONNO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e a i5 1. N. E. da Bergamo, 
distr. e a 1 1. 3(4 S. da Edolo. Vi 
sono officine e fucine di ferro, e con- 
ta 1,600 abitanti. 

MALONYA, vili, della Ungheria , comi- 
tato di Barsch. 

MALORI A, picc. is. della Toscana. Vedi 
Meloria. 

M ALOSCO, vili, e cast, del Tirolo, circ. 
di Trento, presso Fondo. 

MALOS-MADU, atollone o gruppo d' i- 
sole dell'arcipelago delle Maldive, nel- 
l'Oceano Indiano, al 5° di lat. N. e 
71 di long. E. Si estende dal N. O. 
al S. E., per lo spazio di circa io 1., 
al N. O. dell' atollone Male ed al S 
dell' atollone Milla-Douè-Maduè. 

MALOU (LA), casale di Francia, di 



M A L 

parf. (TeJPHerault, circond. e a 7 1. 
N. N. O. da Beziers, cant. di S. Gei- 
vais-la-Ville. Vi sono acque termali 
con bagni, ed in vicinanza stanno le 
acque di Capus e della Vergnière. 
Queste acque sono frequentate an- 
nualmente da circa 4°o ammalati. 

MALOUAN o MALWAN, città dell'In- 
dostan inglese, presidenza e a 75 1- 
S. S. E. da Bombay, prov. di Bey- 
djapour, sul mare di Oman, alla co- 
sta di Concan , a 3 1. S. dalla im- 
boccatura dell'Atchera. Lat. N. 16 4'. 
I dintorni sono fertilissimi di cocchi, 
betel, riso, zucchero, ec. Un poco al- 
l' O. evvi una picc. isola, in cui si tro- 
va la fortezza di Sounderdroug. Un 
tempo li pirati frequentavano molto 
questi luoghi. 

MALOUET, capo della Nuova - Olanda, 
nella terra di Wilt, al 20 fi' di lat. 
S. e 11 3° 5' di lon?. E. 

MALOUINE o MALOVINE, gruppo dì 
isole dell'Atlantico Meridionale. Vedi 
Maluine. 

MA-LOUNG, circond. della China, prov. 
di Yun-nan. La città è a 20 1. N. E. 
da quella del dipart. di Yun-nan. 

MALPAGA, due vili, del reg. Lom.-Ven., 
nella prov. di Brescia , l' uno, distr. 
di Montechiari , l'altro in quello di 
Vestone. 

MALPAGA, più vili, del reg. Lom.-Ven. : 
prov. di Bergamo, distr. di Martinengo; 
prov. di Venezia, distr. di Dolo; prov. 
di Milano, distr. di Bollate ; prov. di 
Pavia, dislr. di Belgiojoso. 

MALPARTIDA, bor. della Spagna, prov. 
e a 17 1. N. N. E. da Caceres, nella 
Estremadura, e a 1 1. 3j4 S. S. E. da 
Plasencia, sulla riva destra del Ca- 
bzonesi Bene fabbricato, è osservabile 
la facciata della sua chiesa di ordine 
corintio. Vi sono due buoni lavatoi 
per la lana. Conta 2,600 abitanti. 

MALPAS, bor. della Ingh., contea e a 
5 1. S. S. E. da Chester e a 4 . I. O. 
S. O. da Nantwich, hundred di Bro- 
xton, sopra una eminenza, in vicinan- 
za della Dee . La sua chiesa è un 
bell'edilìzio. Commercia di panni e 
tele, e si tengono 3 annue fiere. Con- 
ta 4i9°° abitanti. 

MALPÀS-LE-GRAND, vili, di Fr., di- 

/ 



M AL 

par?, del Doubs, circond., cani, e a 2 
J. i{4 S. S. O. da Pontarlier e a 11 
1. n4 S. S. E. da Besanzone, Vi si 
trova del bellissimo marmo a colori, 
e v conta 200 abitanti. 
MALPICA, bor. della Spagna, prov. e a 
8 1. O. da La Corogna, nella Galizia, 
e a i4 1. N. N. O. da Santiago, fra 
due moni., presso l'Atlantico. È resi 
denza di un aiutante di marina. Con- 
ta 900 abit., occupati principalmente 
deli' agricoltura e della pesca delle 
sardelle. 

MALPICA, bor. della Spagna, prov. e a 
9 1. ij2 O. da Toledo e a 5 1. E. da 
Talavera, sulla riva sinistra del Tago. 
Evvi un forte, e conta 600 abitanti. 

MALPLAQUET, vili, di Fr., dipart. del 
Nord, circond. e a 5 1. ip N. N. O. 
da Avesnes, cant. e a 1 1. ij2 N. E. 
da Bavay. Vi si fanno molti lavori in 
ferro, e conta 4°° abitanti. — Que- 
sto luogo è cel. nella storia, per la 
sanguinosa battaglia che prese il suo 
nome, e clie avvenne nei dintorni, il 
giorno 11 settembre 1709, fra i Fran- 
cesi, comandati dal maresciallo di Vil- 
lars, e gli alleati sotto il comando del 
principe Eugenio e di Marlborough , 
nella quale , i primi sconfitti, furono 
forzati di abbandonare i loro trinciera- 
menti, colla perdita di 14,000 uomi- 
ni, quantunque gli alleati ne abbia- 
no perduti circa 20,000. 

MALPORBA o MALPURBA, riviera 
dell' Indostan inglese, presidenza di 
Bombay, nel Beydjapour. Ha la sua 
sorgente verso il versatolo E. delle 
Gatte occid. e le frontiere del terri- 
torio di Goa ; percorre il centro del 
Beydjapour, e si congiunge alla Irri- 
sila , alla destra, a i5 1. S. E. da 
Beydjapour, dopo un corso di più di 
Bo 1., generalmente E. N. E. 11 suo 
principale affluente è la Bey-ny-Nol- 
lah, a destra. 

MALPOUR o MAULPOOR, città del- 
Plndostan, nei possessi di Guykavar, 
nel Goudjerate, distr. di Ederwarra, 
a 20 LE. N. E. da Ahmed-abad, presso 
la riva destra dell'Ouàtrock. 

MALPOUR o MALPOOR , città deìl'In- 
dostan inglese, presidenza di Bombay, 
nel Kandeiscb, a io l. S. da Nandour- 
Tom. Ili, P. li 



MAL 777 

bar e a 16 1. N. da Tchandour, sulla 
riva sinistra del Panzar. 

MALPOUR o MAULPOOR , città del- 
Plndostan inglese, presidenza di Bom- 
bay, nel Kandeiscb, a 6 1. E. S. E. 
da Nandourbar, sopra un affluente 
del Tapty. 

MALPOURA, città dell 1 Indostan, nei 
Radjeputì, prov. dell' Adjemyr, a 16 1. 
E. S. E. dalla città di questo- nome. 

MALPURBA, riviera dell'lndostan ingle- 
se. Vedi MÀLPOB.BA. 

MALRADGEPATAM, o MALRAGEPU- 
TUM, città deirindostan , stato del 
radjah di Misore, subab di Palana, 
a 12 1. O. da Seringapalarn, 

MALS, bor. del Tirolo, cìrc. dell 1 Innllnd 
superiore, a 2[3 di 1. N. da Glurns, 
a 14 1. S. S. O, da Irast e a 3,074 
piedi sopra il livello del mare. I Tiro 
lesi quivi furono battuti dai Grigioni 
nel 1499-*, 

MALSANE, città dell'Arabia felice, se- 
condo Stefano di Bisanzio. 

MALSCH, bor. del gr. due. di Baden, 
ciré, di Murg-e Pfinz , bai. e a iG 1. 
ip S. S. O. da Ettlingen e a 1 I. 3[4 
E. N. E. da Rastadt ; 2,000 abitanti. 

MALSCH, bor. del gran due. di Baders, 
ciré, dei Necker, bai. e a 1 1. S. da 
Wisloch e a 5 1. 3[4 S. S. E. da Man- 
heim. Vi sono molli strettoi da olio 
ed un mulino da gesso. Conta 1,000 
abitanti. 

MALS-ELF, riviera della Norvegia, dio 
cesi di Nordland , bab di Finmark, 
Prende origine sulla frontiera di Svezia, 
presso e al N. del lago Tornea, scorre 
al N. O., riceve il Berdo-elf, a destra, 
e si getta nel Malunger-fìord, baia del- 
l'oceano Ghiacciale artico, sotto 69°,i5 > ' 
di lat. N. e 16 io ; di long. E., dopo 
un corso di 3o le^be. 

MALSFELD, vili. ddì'Hassia-Eiettoralc, 
prov. della Bassa-Hassia, ciré., bai. e a 
1 1. S. da Melsungetr; e a 5 1. i]4 S. da 
Cassel. Evvi una cartiera, e conta 400 
abitanti. 

MALSPINOSO, vili, del reg, Lom.-Ven., 
prov. di Vicenza, distr. di Camisano. 

MALSTROM, MAELSTRUM o MAEL- 
STROOM (corrente che macina), Um- 
helicus marìs^ famoso gorgo od abis- 
so delFOcuano Ghiacciale artico, presso 
101 



•3^8 M A L 

la costa N. O. della Norvegia, al S. O. 
di Moskenoesòe, una delle isole Lofo- 
den, formato da correnti, oggetto del 
terrore e delle favole degli antichi na- 
vigatori, al 6f 48' dilat. N. e 9 ° 36' 
di long. E. Presenta una corrente vio- 
lenta, che ha la sua direzione durante 
6 ore dal N. al S., e durante 6 altre 
ore dal S. al N., e il cui movimento è 
tutto affatto opposto a quello della ma- 
rea ; allorché la corrente è più rapi- 
da, produce dei grandi rivolgimenti, 
che hanno la forma di un cono concavo 
rovesciato, e che possono avere 20 pie- 
di di profondità; nei tempi che la ma- 
rea è più alta o più bassa, il gorgo allo- 
ra è più tranquillo. Non v 1 è nessun 
abisso in questo luogo, come si cre- 
deva per lo passato, e si trovò con 
la sonda che il fondo del Malstròm 
è composto di roccie e di una bianca 
sabbia, ed ha 20 braccia nella sua 
maggiore profondità. Questo gorgo 
non offre un aspetto spaventevole se 
non quando il vento del N. O. soffia 
in opposizione del riflusso ; allora at- 
trae i navigli e gì' inghiotte, ed è per- 
ciò, che nel corto intervallo fra il 
flusso ed il riflusso, quando si cal- 
mano le acque per un momento, ve- 
do tisi spesso i rimasugli di vascelli 
rimontar a galla. Si sentono a qual- 
che lega di distanza, al largo, il mug- 
gito ed il rumore spaventevole che 
produce una tempesta allorché il gor- 
go è agitato, e trascina allora qual- 
che volta alla distanza di io miglia 
i vascelli che si credevano perfetta- 
mente al sicuro ; gli animali stessi 
che si avvicinano, dimostrano il mag- 
giore spavento, allorché trovano ine- 
vitabile la corrente. Spesso si vedo- 
no trasportare anche le balene, che 
procurano di sottrarsi gettando ur- 
li orribili ; lo stesso fanno gli orsi, 
quando vi passano a nuoto. È pò-, 
co terribile questo vortice nella sta- 
te, avendo allora i venti un'altra di- 
rezione, e potendosi a questa epo- 
ca arrischiarsi i navigatori, non essen- 
do esso più di alcun inciampo; le 
buone navi veliere osano di attraver- 
sarlo a piene vele in ogni tempo, 
ed anche diametralmente, forse per- 



ivi A L 

che la sua forza attraente puòessere 
oggi diminuita. 

MALTA, comune degli Stati-Uniti, slato 
di Maina, contea di Rennebeck, a 3 I. 
E. da Augusta e a 20 1. N. E. da 
Portland, con 1,000 abitanti. 

MALTA, comune degli Stati-Uniti, stato 
di Nuova- York, contea di Saratoga, 
a 9 1. N. da Albany, con i,5oo abi- 
tanti. 

MALTA o LORENA, comune degli 
Stati-Uniti, stato di Nuova-York, con- 
tea di Jefferson, a 3 1. E. dal lago 
Ontario. Conta 1,100 abitanti. 

MALTA, città dell 1 isola di questo no- 
me. Vedi Citta' -Vecchia. 

MALTA, Melila, isola del Mediterra- 
neo, al S. della Sicilia, da cui è di- 
visa dal canale di Malta, largo di 18 
1., e a 65 1. dalla costa dell'Africa. 
Lat. N. 35° 53' 5o"; long. E. 12 
io' (\q" (osservatorio del Gran-Mae- 
stro). Al N. O., è divisa dalla picc. 
isola di Gozzo, che ne dipende, da 
un canale di 1 1. i|2, in mezzo a cui 
stanno i due isolotti di Cornino e 
Cominotto; questo gruppo appartie- 
ne alla Inghilterra. Malta ha 6 1. i[2 
di lunghezza, dal N. O. al S. E., e 
3 1. ij2 nella sua maggiore larghez- 
za. La costa S. O. è assai scoscesa, e 
non presenta alcun incavo ; quella 
poi dell' E. presenta la baia Marsa- 
Sirocco, e su quella del N. E. si tro- 
vano i due porti di La Valette, la 
baia di s. Giuliano, quella di Benho- 
rat, rimarcabile per le sue saline, e 
quelle di s. Paolo e di Melheha. Que- 
sta isola è quasi ovunque sparsa di 
roccie , delle quali la più elevata , 
quella del centro, non oltrepassa 400 
piedi al di sopra del mare; si distin- 
gue pure il monte Benjemma nella 
parte occidentale . La sola pianura 
un poco estesa è quella di Nasciar, 
nella parte settentrionale. Malta ha 
delle sorgenti numerose , ma poco 
abbondanti, non servendovisi, quasi 
da per tutto, che dell'acqua di ci- 
sterna; è osservabile l'acquedotto di 
Vignacourt dal nome del gran Ma- 
stro che lo fece edificare, nel 16 16, 
onde condur a La Valette le acque 
di molli ruscelli della parte S. O. 11 



MAL 

suolo, composto di uria terra rossic- 
cia di 16 a 18 pollici di profondità, 
è assai fertile, e coltivasi con la mag- 
gior cura; la coltivazione si è anche 
estesa fino sulle roccie, col mezzo di 
terre portate dalla Sicilia, e sostenute 
da piccoli muri. Il clima temperato, 
sebbene alquanto caldo, è molto fa- 
vorevole alla maggior parte dei pro- 
dotti dì Europa e dei tropici ; ma 
però lo sirocco, vento del S. E. , nuo- 
ce alla vegetazione. Le principali rac- 
colte consistono in cotone di tre spe- 
cie, e di buonissima qualità, in legu- 
mi, frutta ed agrumi eccellenti, cu- 
mino, anici, indago, zafferano, ec. , 
ma non si raccoglie che per metà il 
grano necessario al consumo. Si alle- 
vano molte api, che danno del mele 
eccellente. Il cotone e le frutta però 
sono gli oggetti i più consid. di a- 
sportazione, che, nel 1825, ascesero 
a 1,575,000 franchi, mentre le im- 
portazioni, provenienti dalle isole Ba- 
leari, oltrepassarono 9,382, 5oo fran- 
chi. Sulle sue coste si fa un'abbon- 
dante pesca, e vi si trova in quantità 
il corallo - . Questa isola è in oltre 
un gran deposito di merci inglesi che 
da di là sono sparse in tutti li porti 
del Levante e del Mediterraneo. Si 
tengono le scritture in scudi da 12 
tari a 20 grani, che vagliono 2 fran- 
chi, 23 centesimi; scudi 2 ip fanno 
un pezzo di cambio. Conta 80,000 
abitanti, in parte inglesi ed altri eu- 
ropei. Gl'indigeni di Malta parlano 
un dialetto corrotto dell'arabo, ma 
generalmente parlasi l'italiano nelle 
città. La Valette n'è il capoluogo. 
> — Questa isola, anticamente chiama- 
ta Iperia, poi Ogygia, e dai Greci 
Melita, ricevette dai Saracini il no- 
me di Malta. Secondo alcuni, appar- 
tenne originariamente a dei principi 
affricani, ed altri dicono che i suoi 
più antichi abit., di cui si abbia no- 
tizia, sieno stati i Feaci\ espulsi dai 
Fenicii, i quali dovettero ceder il 
luogo ai Greci. È certo che per mol- 
to tempo fu occupata dai Cartagi- 
nesi, che furono scacciati dai Roma- 
ini. Alla decadenza del romano im- 
pero i Goti se ne impadronirono,» 



MAL ?79 

ma da questi passò sotto il dominio 
dei Saracini nel IX secolo , essendo 
anche stata riunita al regno di Tu- 
nisi. Ruggero il Normanno ne fece 
la conquista verso l'anno 1190, e da 
quel tempo rimase annessa al regno 
di Sicilia, di cui seguì sempre la sorte. 
Assediata in vano da Maometto II, 
nel 1480, fu però presa da Solimano 
nel i522 , dopo una valorosa dife- 
sa. Il famoso ordine, detto dei Cava- 
lieri spedalieri di s. Giovanni di Ge- 
rusalemme , ebbe origine in Terra- 
Santa, ed ivi si mantenne glorioso 
per circa 200 anni, ma perduta Acri, 
l'ultima loro città, s' impadronirono 
nel i3io dell'isola di Rodi, di cui il 
papa Clemente V li confermò nel pos- 
sesso, sostenuto da essi per lo spazio di 
21 3 anni, sotto il nome di Cavalieri 
dz iZo^/.Villier-TIsle-Adam, gran mae- 
stro , trovossi allora errante coi suoi 
religiosi, e gli abit. di Rodi ad essi 
affezionati, senza fissa dimora e senza 
porli per ricovrare la loro flotta. Egli 
gittò gli occhi sull'is. di Malta, e por- 
tossi a Madrid onde chiederne all'im- 
peratore il possesso. La lusinga di di- 
venire il ristauratore ed il secondo 
fondatore di un illustre ordine che 
da più secoli erasi consacrato alla di- 
fesa dei cristiani , e forse più la 
speranza di porre al coperto dalle in- 
cursioni degl'infedeli le isole di Sici- 
lia e di Sardegna, il regno di Napoli 
e le coste d'Italia, determinarono Car- 
lo V, nel i525, a far dono a questi 
cavalieri delle isole di Malta e di 
Gozzo, col patto di fare una guerra 
continua ai Turchi ed ai Corsari, in- 
caricandoli nel tempo is tesso della 
difesa di Tripoli, di cui allora era 
in possesso. Il p.ipa confermò, nel 
i53o, il dono di Carlo V, ed allora 
assunsero il nome di Cavalieri dì 
Malta. Questi, dopo il loro stabili- 
mento nell'isola che non offeriva al- 
coli mezzo di difesa, la fortificarono 
da ogni lato ed in modo che fu in- 
vano attaccata dai Turchi nel j564; 
ma Solimano, che temeva la vicinan- 
za di questi bravi ed audaci cavalieri, 
inviò, l'anno seguente, davanti Malta 
un'armata di 3o>ooo uomini ; videsi 



«#o MAL 

allora quanto al numero sietto supe- 
riori il coraggio e la fatica, mentre 
i cavalieri opposero a difenderla va- 
lorosamente soli 900 di essi, e circa 
o^eeo soldati stranieri. 11 gran maestro 
Giovanni drLa Valette- Parisot, iri 
età di 71 anni, sostenne un assedio 
di quattro mesi e replicati assalti , 
e infine al soccorso di 6,000 uo- 
mini, venuti dalla Sicilia, i Tur- 
chi, dopo una gran perdita^ furono 
costretti di ritirarsi. Malta vide allora 
le sue opere di difesa ristaurate, e 
opnsiderabilmente aumentate, ed i ca- 
valieri divenire il terrore dei musul- 
mani nel Mediterraneo. Essa non fu 
il teatro di alcun importante avveni- 
mento sino al 1798, in cui se ne 
impadronì la spedizione francese, de- 
stinata per l'Egitto, sotto il comando 
del generalissimo Bonaparte . Gl'In- 
glesi non tardarono a bloccarvi le 
truppe francesi, quivi lasciate di guar- 
nigione, e che, avendo resistito a 
tutti gli attacchi, ma costretti dalla 
fame, si arresero il 5 settembre 1800. 
Pel trattato d'Amiens, fu stipulato, 
nel 1802, che Malta sarebbe restituita 
ai cavalieri, ma gl'Inglesi non volle- 
ro mai eseguire una tal clausola, ciò 
che diede motivo a la continuazione 
della guerra fra la Francia e la In- 
ghilterra ; infine il trattato di Parigi 
del 181 4 assicurò a questa ultima po- 
tenza il possesso di questa isola, a- 
cquisto estremamente importante per 
essi sotto i rapporti politici e com- 
merciali . Vi si mantengono i go- 
vernatori civile e militare, ed una 
consid. guarnigione; ma i Maltesi con- 
servarono quasi tutt 1 i loro antichi 
diritti ed usi, e fra gli altri quello 
di eleggerne i loro magistrati. Gl'In- 
glesi vi hanno talmente moltiplicate 
le opere di difesa, che può dirsi Mal- 
tn. una delle fortezze più formidabili. 
J\1ALTA0UN o MALTO WN, città del- 
l' Indostan , nel Malva , territorio di 
Bendelkend, a 22 L E. N. E. da Se- 
rondge. 
MAL-TEPÉH, montagna della Tur. a- 
siatica,. nell'Anatolia, sangiaccato di 
Codjah-e'ili, a 3 1. E. N. E. da Scu- 
. tari. È questo il nodo dei monti Bul- 



M A L 

ghurlu , Kardachlertepèh ect Àkra- 
dagli. 

MALTERD1NGEN, bor. del gr. due. 
di Baden, circ. di Treisam-e-Wiesen, 
bai. e a 1 I. i{4 N. O. da Emmen- 
dingen e a 4 !• N. N. O. da Fri- 
burgo. Vi sono acque minerali e 1,200 
abitanti. Vi si tengono due annue fiere. 

MALTERS, parrocchia della Svizzera, 
cant. , bai. e a 2 1. O. da Lucerna, 
circ. di Kriens. Vi si scavava un tem- 
po una miniera di ferro. Vi sono 
dei bagni di acque solforose, e conta 
3.700 abitanti. 

MALTIGNANO, villaggio degli Stati 
della Chiesa, delegazione e a 2 1. ij4 
E. da Ascoli. Vi si tiene una fiera 
il giorno 3 maggio. 

MALTOCH, bor. degli Stati-Prussiani, 
prov. di Slesia, reggenza, circ. e a 
1 1. 3{4 S. da Liegnitz. Evvi un de- 
posito di carbon fossile per Berlino. 

MALTON (NEW), città della Ingh. , 
north-riding della contea di York, 
wapentake di Ryedale, a 6 1. ij2 N. 
E. da York, sulla riva destra del Der- 
went, che si passa sopra un bel ponte 
in pietra, come pure tutta in pietra 
è fabbricata la città. Vi sono due chie- 
se parrocchiali ed altri luoghi di culto 
pei presbiteriani, metodisti e quache- 
ri, un teatro e qualche casa e scuola 
di carità. Si vedono gli avanzi di un 
castello eretto sotto Enrico I. Questa 
città ha fabb. di tele, cappelli e guanti 
di pelle, fucine e birrerie. Col mezzo 
del Derwent, che fu reso navigabile 
sotto la regina Anna, si fanno grandi 
spedizioni di biade, burro e lardo, a 
Leeds, Wakefield e Londra. I mer- 
cati che si tengono ogni martedì e 
gabbato , sono i meglio provveduti 
della contea in ogni sorta di der- 
rate , in cavalli e bestiami. Vi si 
tengono 4 annue fiere, manda due 
membri al parlamento, e conta 2,3 00 
abitanti. Nei dintorni evvi una sor- 
gente minerale. A ij3 di 1. vi è Old- 
Malton , la cui parrocchia contiene 
1,100 abitanti. 

MALU o MALOU, montagna della Per- 
sia, nel Farsistan, distr. di Chahpur, 
sulla strada da Kazerun ad Abucher. 
Vi sono alcune cave di marino. 



MAL 

MÀLÓENDA, vili, della Spagna, prov.» 
e a 2 1. S. E. da Calatayud, nell'A- 
ragona, sulla riva destra del Xiloca, 
al piede di montagne calcaree. Vi so- 
no tre chiese parrocchiali, un ospe- 
dale, un convento di monache, un 
mulino a follone, tintorie, ed una 
fabb. di carta sugante. Conta i.,2oo 
abitanti . Questo antico vili, fu in 
addietro un luogo più consid., come 
lo indica la estensione delle rovine 
che vi si vedono. 
MALUINE, MALOVINE, FALKLAND 
o ISOLE NUOVE, gruppo d'isole 
dell'Atlantico meridionale, presso e 
all'È, della estremità S. dell'America, 
fra 5i e 52°. 32' di lat. S. e fra 6o° 
e 64° di long. O. Ha 6o 1. dall'E 
all'O., e 4o 1. dalN. al S., ed è com- 
posto di due is, principali, Falkland 
e Soledad, separate l'una dall' altra 
per lo stretto di Falkland, e da una 
moltitudine di altre piccole , come 
Borbon, Kemolinos, i Selvaggi, Swan, 
sparse soprattutto nella porzione oc- 
cid. del gruppo; l'isola Beauchesne è 
la più meridionale. Le montagne So- 
sio quivi poco elevate; la più alta è 
il monte Chatelux , la cui sommità 
è battuta da uragani terribili. 11 cli- 
ma vi è più temperato che non sem- 
bra indicarlo la sua latitudine; la 
temperatura non è mai al disopra 
del 12° (R.), e discende di rado al 
disotto del zero ; l'inverno è assai 
e!olce, e la neve vi soggiorna poco. 
11 suolo ovunque ingratissimo, vedesi 
ricoperto da un grosso strato di tor- 
ba, che lo rende del tutto ribelle al- 
la coltivazione; vi si ricerca in vano 
un albero, e le cure le più assidue e 
minucciose dei coloni spagnuoli non 
poterono giungere a farne prosperare 
alcuno.^ Non vi si vedono che po- 
chissimi arbusti, ma piante basse e 
flessibili alle quali i venti non pos- 
sono esser nocevoli; il numero del- 
le specie fanerogame trovate in que- 
ste isole non elevasi che a 120; tutte 
sono radunate presso, a poco sulle 
coste, ove loro conviene il suolo più 
variato. La vegetazione dell' interno 
«è più uniforme, ma non vi si trova- 
lo die tre specie di piante e 5 d'ar- 



M A L 781 

busti. Gli agami vi si sono riscon- 
trati in numero di 97 specie; i li- 
cheni, gli epatici ed i muschi com- 
pongono un gruppo di 48 specie; "in 
generale, una moltitudine ài queste 
piante si ritrova in Europa. Non vi 
si vide, al tempo della scoperta, al- 
cun quadrupede, ma gli Spagnuoli 
vi trasportarono 800 capi di bestia- 
mi, tanto vacche che bovi, che sonosi 
prodigiosamente aumentati, vivendo 
sempre a cielo scoperto, e procuran- 
dosi da loro il nutrimento anche nei 
tempi in cui il terreno è coperto di 
neve; gli Spagnuoli nell'abbandonare 
queste isole vi lasciarono delle bestie 
a corna, cavalli, porci, conigli, oche 
ed anitre, che moltiplicarono in una 
maniera estraordinaria. Fra gli ani- 
mali acquatici, si trovò presso le co- 
ste, il cigno a testa nera, di cui par- 
lano Bougainville e Pernetty. Le co- 
ste erano, un tempo, assai frequentate 
da diverse specie di foche, e, fra le 
altre , quella della grande specie o 
lione marino, e si avevano fatti de- 
gli stabilimenti per la pesca di questi 
animali; sono però adesso meno co- 
muni. — Dicesi che Americo Vespuc- 
ci sia stato il primo a vedere queste 
isole, nel i5o2. Gl'Inglesi, sotto il 
comando di Riccardo Hawkins , vi 
vennero nel 1592 , o, secondo altri, 
nel 1594, e l'olandese Sebald de Werfe 
vi approdò nel 1598, dando il suo 
nome alle picc. isole che cingono 
Falkland. Nel i683, l'inglese Cowley 
impose il nome di Pepys ad una iso- 
la ch'egli scoperse in questi paraggi. 
L'ammiraglio inglese Strong navigò 
il primo, nel 1689, nello stretto che 
divide le due isole principali, dando- 
gli il nome del suo protettore lord 
Falkland ; e ben tosto questa deno- 
minazione passò a tutto l'arcipelago. 
Durante la guerra per la successione 
della Spagna, dei navigatori francesi 
di s. Malo le chiamarono Maluine, ed 
il nome d'isole dell'Assunzione, che 
loro fu imposto verso l'anno 1708, 
da altri navigatori maluini, fu ben 
tosto dimenticato. Bougainville stabilì 
sull'isola Soledad, nel 176/}, la colo- 
nia di Porto Luigi, che, tre anni dopo, 



«?82 MAL 

fu yen data alla Spagna per 600,000 
lire, e vide il suo nome cangiato in 
quello di Paerto di Soledad. Anche 
gl'Inglesi vi si stabilirono nel 1765, 
ma vi partirono nel 1770. Gli Spa- 
gnuoli, non trovando di vantaggio, 
in questa posizione, che la pesca del- 
le foche, che vi si era stabilita, non 
tardarono pur essi di abbandonarla, 
dacché questa pesca cessò di essere 
per loro di lucro. Queste isole sono 
dunque al presente deserte, ma spesso 
visitate dai navigli che vanno alla 
pesca delle balene, e che vi si fermano 
onde far la guerra ai bestiami di cui 
sono piene. 11 capitano francese Du- 
mont d' Urville le visitò nel 1822 , 
ed il navigatore inglese Weddel vi 
gettò l' ancora nel suo viaggio alle 
regioni australi. 

MALULAH o MABILA, foor. della Tur. 
asiatica , nella Siria, pascialicato e a 
8 1. N. E da Damasco, verso la sor 
gente dell' Oron te. Vi vi vede un con- 
vento fabbricato, dicesi, al tempo di 
Giustiniano. E' questo uno dei luoghi 
poco numerosi in cui si parla ancora 
il siviaco. 

MALUNG, parrocchia della Svezia, pre 
fettura di Stora-Kopparberg, haerad 
di Wester-Dalarne, a 22 1. O. da Fa- 
lun, sulla riva sinistra del Wester-Dal. 
"Vi sono consid. cave di pietra molare. 

MALUNGER-FIORD, baia dell' oceano 
Ghiacciale artico, sulla costa N. O. della 
Norvegia, diocesi di Nordland, bai. di 
Finmark, sotto 69 25' di lat. N. e 
16 io' di long. E. Ha circa 6 1. dal 
N. al S. , sopra 2 1. di larghezza, e 
riceve il Mals-elf. La costa" orientale 
presenta masse gigantesche di rocGie. 

MALUSGHNA o MALUSINA, vili, della 
Ungh. , comitato di Liptau , marca 
Orientale, sulla Bocza, a 4 I. S. E. 
da s.t Miklos, con una usina a rame. 

MALUTAYA, isoletta dell'oceano India- 
no, presso Mi n doro. 

MALVA , gran fiume e profondo del- 
l'Africa, nella Mauritania Cesariense, 
secondo Tolomeo, che andava a per- 
dersi nel Mediterraneo. Vedi Mur.ui'A. 
MALVA, MALWA, MALVAH o MAL- 
WAH (che significa in sanscritto Pae 
Se montuoso), paese dell'Indostan, di- 



MAL 

viso fra i principi maratti Sindiah 
ed Holkar che ne possedono la mag- 
gior parte; i Radjeputi, che ne hanno 
un poco al N. O. ; il principato di 
Bopàl che si trova al S. , ed i prin- 
cipali di Bendelkend e gl'Inglesi che 
hanno le parti orientali. Sta fra 22 e 
26 di lat. N. e fra 72 e 7.7 di long. 
E. Confina al N. coll'Adjemyr e l'A- 
gra , all' E. coli' Allah - abad , al S. 
col Ganduana ed il Randeisch , da 
cui è diviso dalla Nerbeda , ed al- 
l' O. col Goitdjerate. La sua lunghez- 
za, dall' E. all' O. , è di circa 100 1., 
la media larghezza, dal N. al S. , di 
70 1. , e la superfìcie di 5,i4o leghe. 
Il Malva è attraversalo all' O. ed al 
S. dal dorso che divide l' Indostan in 
due versatoi generali (quello del golfo 
del Bengala e quello del mare di O- 
man) , e che porta in parte, in que- 
sta contrada, il nome di monti Viu- 
dhia. Tntti i corsi d' acqua che scor- 
rono dal N. all' E. di questo dorso 
montuoso appartengono al bacino del- 
la Djemnah; tali sono il Tchembul , 
il Kally-Sind, il Nymodj, il Parbotty, 
il Koharry, il Sind, la Betvah, ed il 
Dessan ; quelli che scorrono all' O. ed 
al S. sono tributari del golfo di Cam- 
baja , essendo i principali la Nerbe- 
da e la Mhye. Quasi tutte queste 
riviere sono soggette a vari staripa- 
menti nella stagione delle pioggie . 
L 1 altezza media di questo paese, al 
di sopra del livello del mare, è di 
333 tese; è intersecato da lunghe ca- 
tene di colline pietrose, le cui valli, 
bene irrigate, sono fertilissime. Vi si 
trovano pure immensi spazii coper- 
ti di erbe altissime, e di macchie, 
asilo di tigri ed altri animali feroci. 
Il clima vi è temperato, ed assai fa- 
vorevole ai vegetali , dal giugno al- 
la fine di settembre, stagione delle 
gran pioggie; il termometro cade al- 
lora di rado al disotto di — 17 , 28 
(R.) , e non ascende mai al di sopra 
di 19 o 20 . A questa epoca le feb- 
bri sono quivi comuni, e la morte 
esercita grandi stragi , specialmente 
fra gli Europei. Nel dicembre, gen- 
naro e febbraro, il termometro di- 
scende qualche volta a -f i°, 78; du- 



M A L 

rati le la stagion calda, che incomincia 
in marzo, s'inalza da un momento 
all'altro a 29° 33'. Eccettuata la sta- 
gione piovosa, l'aria è assai salubre nel 
Malva. Tutti i vegetali e frutti della 
Europa vi prosperano, e sono eccel- 
lenti, colti vandovisi ogni specie di 
erano, il cotone, l'indago, ir tabacco, 
del quale molto si apprezza quello del 
territorio di Bilsah, la canna a zuc- 
chero, ed il papavero che dà una 
consid. quantità di buon oppio; que- 
sti due ultimi prodotti sono li più- 
importanti e formano i rami princi- 
pali di asportazione. Le foreste ab- 
bondano di legname da costruzione. 
I pascoli sono numerosi ed eccellen- 
ti ; vi cresce un'erba di odore aro- 
matico, da cui si estrae un olio im- 
piegato con profitto nei reumatismi 
e le contusioni. Vi si allevano gran- 
di mandrie di bestiami e di ca- 
valli di una mediocre qualità; ma si 
perviene difficilmente ad allevare dei 
cammelli . Questo paese manda la 
maggior parte dei suoi prodotti nel 
Goudjerate, o nelle prov. orientali 
col mezzo delle riviere tributarie del- 
la Djemnah. Conta circa 5,ooo,ooo 
di abitanti ; i Maratti formano la 
massa della popolazione ; i Pindari 
e li Bhyls sono tribù guerriere e 
quasi selvaggie; gli Afgani o Patani 
si trovano in piccolo numero, ed i 
Grassias sembrano essere i veri abo- 
rigeni del Malva. — Questo paese si 
divide nei 9 distretti di Bopal, Cot- 
chouara, Mandò, Mondessor, Omedo- 
uara, Oudjein, Raissyn, Sarengpour e 
Tchandeyry. Oudjein o Ugein, che 
appartiene a Sindiah, passa per essere 
il capoluogo del Malva; Serondje ed 
lndour ne sono le altre città princi- 
pali. — Il più antico ed uno dei più 
celebri dei radjahs del Malva è Bicker- 
madjy; dal suo regno, che incomincia 
57 anni prima di G. C. , ha principio 
una delle ere degl'Indostani. I maomet- 
tani conquistarono questo paese alla 
metà del XIII secolo; alla morte del- 
l' imperatore Balin, nel 1286, il go- 
vernatore Dilavor-kan si ribellò e vi 
gettò le fondamenta di un regno in- 
dipendente, che esistette più di 170 



anni : 

s. s. 



MAL ^83 

la sua capitale era Mandò, al 
O. di Oudjein . L' imperatore 
mogolo Homayon sottomise queste» 
regno nel i534, e 1' unì al suo im- 
pero; nel 1^07, alla morte di Au- 
reng-Zeyb, i Maratti se lo divisero in 
altrettante parti quanti avevano capi. 
Da questa epoca, questo paese fu quasi 
sempre il teatro di guerre sanguino- 
se, e soffrì tutti gli eccessi di miseria 
e di oppressione. La guerra che gli 
Inglesi fecero nel 18 17 e 18 18 ai 
Pindari, e la battaglia di Mehodpour, 
pose una gran parte del Malva sotto 
la protezione della Gran-Bretagna. 

MAL VAGLI A, vili, della Svizzera, cani, 
del Ticino, distr. di Blegno, capoluogo 
di che, a 4 1. 112 N. N. E. da Bel- 
linzona, presso la riva sinistra del 
Blegno. Il circolo ha 1,200 abitanti. 

MALVAGLIO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Milano, distr. di Cuggiono- 
Maggiore. 

MALVANA,riviera navigabile della Mau- 
ritania Tingitana, secondo Plinio, che 
corrisponde alla Malva di Tolomeo 
ed Antonino. 

MALVASIA, città della Grecia. V. Mo- 

NEMBASIA. 

MALVERN (GREAT), città della Ingh., 
contea e a 2 1. ij2 S. O. da Worce- 
ster, hundred di Pershore, sul versa-* 
toio orient. di una catena di colline 
dello stesso nome. Del celebre mo- 
nastero quivi fondato da Eduardo il 
Confessore più non rimane che la 
Chiesa , assai bello monumento an- 
cor bene conservalo . Vi sono acque 
minerali molto frequentate, e 1,700 
abitanti. 

MALVERO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Lecco. 

MAL VITO, bor. del reg. di Napoli, prov. 
della Calabria-Citeriore , distr. e a 6 
1. S. S. O. da Caslrovillari, cant. e a 
2 1. S. S. E. da S. Sosti. Conta i,3oo 
abitanti. 

MALWAH, paese dell' Indostan. Vedi 
Malva. 

MALYCHEVA, bor. della Siberia, gov. 
di Tomsk, distr. e a 25 1. N. O. da 
Barnaul. 

MALYI, isola della Russia, in Asia, nel- 
l'Oceano Ghiacciale artico, a i5 1. S. S. 



784 MAL 

E. dall'isola Roteino!, la maggiore del 
gruppo della Nuova-Siberia. Vi si tro- 
va avorio fossile. 
MALZE VILLE, vili, di Fr., dipart. della 
Meurthe, circond., cant. E. e a ija 1. 
da Nancy, sulla Meurthe, che si at- 
traversa sopra un ponte di i3 archi. 
Evvi un filatoio di cotone, una bir- 
reria, una cava di rottami di pietre 
e due di pietra da fabbrica di specie 
diverse, una delle quali serve per la- 
stricare. Conta 1,1 oo abitanti. 

MALZIEU (LE) , pica città di Fr. , di- 
part. della Lozère, circond. e a 8 1. 
N. da Marvejols e a i 1. i[2 N. E, da 
s.t Chély, capoluogo di cant., sulla ri- 
va destra della Truyère. Vi sono fabb. 
di coperte di lana, e dei conciàio i. 
"Vi si tengono 7 annue fiere, e conta 
1,100 abitanti. 

MALZUNY, bor. della Russia europea, 
gov., dislr. e a i3 1. N. N. E. da Vil- 
na e a 6 1. E. da Swinziani. 

MAMA, città della Etiopia, sotto l'E- 
gitto, secondo Plinio. 

MAMA, due riviere della Russia, in A- 
sia , gov. d' Irkutsk, nel S. E. del 
disti*, di Rirensk. Esse si distinguono 
cogli epiteli di Verkhnaia e di Ni j naia, 
e vanno entrambe alla riva sinistra 
delVitim; la Verkhnaia-Mama , eh 1 è 
la più consid. , ha un corso di circa 
4o leghe. Le loro rive somministra- 
no molto talco. 

MAMADISCH o MAMÀDYSZ, città della 
Russia europea, gov. e a 3i 1. E. N. 
E. da Razan, e a 9 1. O. S. O. da Ie- 
labuga, sulla riva destra della Viatka. 
E' poco considerabile; vi è però una 
fabb. di tele di cotone che impiega 
molta robbia per la sua tintura, e di 
cui si fanno grandissime spedizioni 
all'estero. 

MAMAT, bor. della Russia asiatica, nella 
Grande- Abasia, sul mar Nero, a 7 1. 
H4 S. E. da Subachi, e a 35 1. N. O. 
da Iskuriia, alla imbocc. di una pica 
riviera che discende dal Caucaso. Lat. 
N. 43° 53' 25"; long. E. 36° 58° 25". 
E' abitato principalmente da Greci ed 
Armeni. Evvi un buon porto. 

MAMA'f, steppa della parte N. O. della 
Tartaria indipendente, nel paese dei 
Kirghiz. Si estende sulla riva sinistra 



MAL 

i dell'Emba, di cui qualche volta pren- 
de anche il nome. 
MAMARATING, comune degli Stati-U- 
niti, stato di Nuova-York, contea di 
Sullivan, con 2.700 abitanti. 
MAMARHATUN, città della Tur. asia- 
tica. Vedi Vijan. 
MAMAMANDY, fortezza dell' Indostan 
inglese , presidenza di Madras , nel 
Karnatico, distr. di Tinnevelly, presso 
la riva destra del Cand-arou, a qual- 
che distanza dalla costa occid. dei 
golfo di Manaar e a 22 1. S. E. da 
Ma dura. 
MAMANCIIOTA od ORGANOS DE AC- 
TOP AN, massa di roccie porfiritiche 
del Messico, stato e a 25 1. N. E. da 
Messico, in mezzo ad una foresta di 
quercie, al N. E. del villaggio di Ac- 
topan. Sono di forma assai bizzarra. 
La loro elevazione sopra il livello 
del mare, alla base, è di i,385 tese. 
MAMANGUAPE, riviera navigabile del 
Brasile, prov. di Parahiba, chiamata 
Aracay nella parte superiore. Scorre 
in generale all'È. , e, dopo un corso 
di circa 5o 1. , si getta nell'Atlantico, 
al 6° 28' 40" di lat. , e 3?° 9/ 3o" di 
long. O. 
MAMANGUAPE o MONTEMOR, bor. 
del Brasile, prov. e a io 1. N. N. O. 
da Parahiba, sulla riva sinistra della 
rrviera del suo nome, con 5oo abi- 
tanti. 
MAMARSTNA, ant. città dell'Ausonia, se- 
condo Stefano il Geografo. 
MAMAS, riviera del Chili. Vedi Co- 

PIAPO. 

MAMBARLREGNUM, regno delle In- 
die, presso il golfo di Barigaza, se- 
condo Arriano, ove incominciava l'In- 
dia in generale. 

MAMBLIA, città della Etiopia, sotto 
1' Egitto, secondo Plinio. 

MAMBLICCO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Treviso, distr. di Castelfranco, 

MAMBONE, città della capitaneria ge- 
nerale di Mozambico, gov. d'Inham- 
bane, a i5 1. S. S. E. da Sofala, sulla 
baia di Osuca, nel canale di Mo- 
zambico. 

MAMBRÈ o MAMRE, valle fertile e de- 
liziosa nella Palestina, a i5 stadii da 
Ilcbron, verso mezzodì, e a 230 stadii 



MAM 

<5a Gerusalemme. É eel. questo luogo 
pel lungo soggiorno che vi fece A- 
bramo, e pel suo sepolcro. 
MAMBRI, era un forte dell'Asia, nell'Eu- 
fratense, fatto costruire da Diocleziano 
onde contenere i Persiani. 
MAMBRILLA DE CASTEJON, bor. del- 
la Spagna, prov. e a 14 1. E. da Val- 
Jadolid (Burgos) e a 6 I. i[2 O. da 
Aranda de Duero, sulla riva destra del 
Duero. Conta 5oo abitanti. 
MAMBUTA, città interna della Mesopo- 

tamia, secondo Tolomeo. 
MAMED o MAMES ( SERRA DE S. ) , 
parte della cordigliero che divide il 
bacino del Tago da quello della Gua- 
diana, sul limite della Spagna e del 
Portogallo. Ha 1,100 metri di eleva- 
zione al di sopra dell 1 Oceano. 
MAMED (S.), bor. del Portogallo, prov. 
di Tras-os-Montes, comarca e a 8 1. 
S. E. da Villa-Real e a 7 1. O. N. O. 
da Torre di Monte-Corvo, sulla riva 
destra / del Douro, al confluente della 
Tua. E rinomato pei suoi vini, e conta 
1,200 abitanti. 
MAMELIF, mont. della Barbaria, reg. 
di Tunisi, al S. O. della città di que- 
sto nome. Vi si rimarcano spezzature 
bizzarre e sorgenti minerali. 
MAMELUCCHI o MAMALUCCH1 (cioè 
a dire schiavi al soldo), truppa a caval- 
lo degli antichi bey dell'Egitto, ove a- 
veva tutto il potere, possedendone le 
ricchezze. Era una milizia da prima 
formata di stranieri e poscia di con- 
quistatori. Comparvero nel i23o, e si 
dicono usciti dal Caucaso, o raccolti in 
Circassia e sulle coste settentrionali 
del mar Nero. Venduti ai Turchi fu- 
rono arrolati nella milizia del Gran- 
Cairo, ove s 1 istruirono nel mestiere 
delle armi. Ne divennero poscia de- 
spoti, gareggiando più di una volta 
coi sultani istessi, di cui favorivano le 
passioni in proporzione dei ricevuti 
pagamenti. Avevano soli in Egitto il 
privilegio di servirsi di cavalli, la- 
sciando agli abit., per loro uso, i mu- 
li e gli asini. Opprimendo il popolo 
d'imposte gravose, lo vessavano in 
ogni guisa . Essi governavano l' E- 
gitto al momento dell'arrivo dell'ar- 
mata francese in questa contrada, nel 
Tom. III. P. li. 



M A M tf5 

1798. Battuti in ogni scontro, e prin- 
cipalmente vinti da Bonaparte in due 
battaglie, ed in una dal generale De- 
saix, si concentrarono, in piccolo nu- 
mero, nella prov. di Fanmi, ceduta 
all' attuale dominatore dell' Egitto ; 
Méhemet-Alì, che li annientò, nel 18 1 u 
per assicurare la tranquillità del pae- 
se. Vedi Egitto. 
MAMERS, Mamerciae, città di Fr. , 
dipart. della Sarthe , capoluogo di 
circond. e di cantone, a 9 I. N. N. E. 
dal Mara e a 5 1. S. E. da Alencon, 
verso la sorgente della Dive. Vi sono 
dei tribunali di prima istanza e di 
commercio, una conservazione delle 
ipoteche, una direzione delle contri- 
buzioni indirette, un consiglio di pe- 
riti ed un collegio comunale. Consi- 
ste in due grandi piazze alle quali 
mette capo un picc. numero di stra- 
de non lastricate. Mamers ha qualche 
casa assai bene fabbricata , un bel 
mercato sopra una delle piazze, e sul- 
l' altra un vasto e beli' edifizìo ove 
stanno le amministrazioni, il collegio, 
la prigione ed il teatro; possiede pura 
un elegante stabilimento di bagni, 
considerabili fabbriche di grosse tele, 
calicot, berretti , eonciatoi e birre- 
rie. Fa un gran commercio in gra- 
ni, vini, acquavite, cera e bestiami e 
principalmente di montoni, dei quali 
si vanta la carne. Vi si tengono 5 
annue fiere rinomate , specialmente 
per bestiami, e conta 5,8oo abitanti. 
A 1 1. i|2 N. evvi un antico campo 
trincerato, assai bene conservato, che 
gli uni attribuiscono a Cesare, e gli 
altri ai conti di Bellème. Si pretende 
che questa città prenda il suo nome 
da un tempio consacrato a Mai te, che 
vi era stato costrutto dai romani. Fu 
un tempo bene fortificata, e sostenne 
vari assedii nell'XI secolo, in cui fu 
presa da Ruggero di Montgomery, 
conte di Bellème. I Normanni la pre- 
sero poscia e la fortificarono nuova- 
mente; le linee di comunicazione che 
stabilirono coi forti esterni, e delle 
quali si vedono ancora alcuni avanzi, 
sono adesso chiamate le fosse di Ro- 
berto-il-Diavolo. — li circond. di Ma- 
mers si divide nei io cantoni, che 

102 



•3 86 M A M 

sono: Beaumont-sur-Sarthe , Bonne- 
table, La Fertè-Bernard, Frenay, La 
Frenaye, Mamers, Marolles-les-Braux, 
Montini rail, s. Paterne e Tuffò. Con- 
tiene ]A5 comuni, e conta 129,800 
abitanti. 

MAMERTINI, popoli d'Italia, nella Cam- 
pania, che passarono in Sicilia, e si 
stabilirono a Messina, dove divennero 
tanto possenti da rendersi padroni di 
questa città. Furono distrutti da Pir- 
ro. Marziale parla del loro buon vino. 

MAMERTIUM, città d'Italia, nel Bruzio, 
verso la sorg. del Metauro ed al prin- 
cipio di quella foresta Bruziana, cel. 
per la sua lungh., e per la quantità di 
pece che si raccoglieva dai suoi albe- 
ri. Il nome di Mamertium era for- 
mato dalla parola Mamers, che nel- 
la lingua del paese significa il dio 
Marte. 

MAMES (SAN), bor. della Spagna, prov. 
e a 4 ì. i[2 S. E. da Santander (Bur- 
gos) e a 2 1. p|4 S. O. da Laredo. 
Vi si fabbrica molta tela di lino, e 
conta 3oo abitanti. 

MAMET (S.), città di Fr., dipart. del 
Gard, circond. e a 3 I. ij2 N. O. da 
Nimes e a 3 1. N. N. O. da Sommiè- 
res, capoluogo di cantone. Vi sono 
fabbriche di saie e cadì, e distillerie 
di acquavite. Conta 5oo abitanti. 

MAMET (S.), bor. di Fr., dipart. del 
Cantal, circolici, e a 3 1. O. S. O. da 
Aurillac, capoluogo di cantone. Vi si 
tengono tre annue fiere, e conta i,5oo 
abitanti. 

MAMET (S.), vili, di Fr., dipart. del- 
l'Alta-Garonna, circond. e a 8 I. i{4 
S. S. O. da S.t Gaudens, cant. e a 
ij4 di 1. S. E. da Bagnères-de-Lucbon, 
presso la Piqué. Conta 3oo abitanti. 
11 territorio contiene del minerale di 
rame piritico giallo, della pirite mar- 
ziale, una vena di miniera di piombo, 
e più lunge un filone dello stesso 
metallo, al di sotto del quale si trova 
una terra metallica bruna, che si assi- 
cura contenere argento. 

MAMIAN, vili, della Persia, prov. di A- 
derbaidjan, a 12 1. S. O. da Maragha, 
E dominato da un castello forte, e 
cinto da un muro di argilla. Vi si 
trova del sai gemma. 



M A M 

MAMIET-TAU, montagna della Tarla- 
rla indipendente. Vedi Mamyt-tau. 

MAMILLA, città vescovile dell'Africa, 
nella Bizacena,secoudo Leone il Saggio. 

MAMISTA, città dell'Asia, nella Cilicia, 
presa dall'Imperatore Foca. È forse 
la stessa che Mamistra, menzionata 
da Guglielmo di Tiro. 

MAMMOLA, bor. del reg. di Napoli, 
prov. della Calabria- Ulteriore Prima, 
distr. e a 2 1. 1 [2 N. da Gerace, cant. 
e a 1 1. O. da Grotteria. Conta 4i8oo 
abitanti. 

MAMO, riviera navigabile della Colom- 
bia, dipart. di Maturili (Caracas). Di- 
scende dalle montagne, a io 1. E. da 
Chamariapa, scorre al S. E., e si get- 
ta nell'Orenoco, alla riva sinistra, sotto 
8° i5' di lat. N. e 65° 6 ; di long. O., 
dopo un corso di circa 4° leghe. 

MAMOIADA, vili, dell'is. di Sardegna, 
divisione del Capo-Sassari , prov. e a 
il. i[2 S. S. E. da Nuoro, con 1,400 
abitanti. 

MAMORE, città della Barbaria. Vedi 
Marmo re. 

MAMORÈ, riviera dell'Alto Perù, che 
ha origine nel dipart. di Cochabamba, 
sul versatolo settentr. delle sierre Al- 
tissimas, a 3o 1. circa E. N. E. da 
Oropesa, attraversa il dipart. di Mo- 
xos, giunge alla frontiera del Perù, e 
si unisce al Guaporè, onde formar la 
Madeira, al n° 54' 46" di long. S. 
dopo un corso di circa 160 1., gene- 
ralmente N. Suoi principali affluenti 
sono il C ha pare, il Tiamuchy e l'Ya- 
curaa a sinistra, ed il Guapey a destra. 

M AMORO NI, riviera del Brasile, prov. 
di Para. Si getta nella Madeira, alla 
riva sinistra, verso 9 i5' di lat. S., e 
66° 5o' di long. O, dopo un corso di 
circa 3o 1. S. E. 

MAMORTHA, secondo Plinio, e MAR- 
BOTHA e MABARTHA, secondo lo 
storico Giuseppe, antico nome diNea- 
po'.is. città della Palestina. 

MA MOLINE', distr. sulla costa orientale 
di Ceylan, al S. E. del distr. di Era- 
our, all'È, di quello di Kareyitty e al 
N. E. di quello di Nadeni. E tagliato 
da un braccio di mare, sparso d'iso- 
lotti. Batticala n'è il luogo principale. 

MAMPAVA, citlà sulla costa occid. di 



M A M 

Romeo, nel reg. di Sambas, a i5 I. 
N. O. dà Pontianak. Lat. N. o° 21'; 
lon°\ E. 106 5o'. E «no dei migliori 
mercati dell'Indie per l'oppio. 

MAMPITUBA, riviera del Brasile, che 
divide la prov. di S.ta Catterina, al 
S., da quella di Rio-Grande-do-SuI. 
Discende dalla serra di Tapollama, 
scorre E. S. E., e si getta nell'Atlan- 
tico, al 29 1 5 / di lat. S. e 5i° 5o' 
di long. O., dopo un corso di circa 
25 leghe. 

2VIAMPSARI, popolo dell'Africa propria, 
alla sorgente di Bagradas , secondo 
Tolomeo. 

MAMPSARUS, montagna dell'interno e 
nella parte orientale dell' Africa pro- 
pria, alla sorgente del fiume Bagra- 
das, secondo Tolomeo. 

MAM-TOR, montagna della Ingh., con- 
tea e a 12 1. N. N. O. dà Derby, hun- 
dred di High-peak, presso e al N. O. 
di Castleton. Contiene alcune miniere 
di piombo. 

MAMUGA, e più modernamente MA- 
BDGA, città della Siria, secondo To- 
lomeo. 

MAMUJU o MAMOUJOU, città, sulla 
costa O. dell' is. Celebe, nel paese di 
Mandhar, a 75 1. N. da Macassar. Lat. 
S. 2 19/; long. 116 52'. ■ 

MAMUN, città della Nigrizia, reg. e a 
20 1. N. N. E. da Timbouctu, sulla 
strada di Agably. 

MAMUQUENDU, riviera dell'interno 
dell' Africa, nel paese dei Cazembi, 
Si dirige al S. O., ma non se ne co- 
nosce ancora il corso inferiore. La 
strada dalla capitale dei Cazembi allo 
stabilimento portoghese di lete 1' at- 
traversa. 

MAMYK, steppa sabbiosa della Tartaria 
indipendente, presso la costa occid. 
del mare di Arai. 

MAMYT-TAU , montagne della parte 
settentr. della Tartaria indipendente, 
nel paese dei Kirghiz , presso alcune 
steppe sabbiose. 

MAN o MANN, Menasele, Menapia, Mo- 
nobia, Moneitha e Mona, is. dipen- 
dente dalla Inghilterra, nel mare d'Ir- 
landa, a i3 1.0. dalla contea di Cum- 
berland, a 12 1. E. dalla Irlanda e a 
8 1. S. dalla Scozia; il centro è al 54° 



MAN 787 

i5' di lat. N. e 7 di long. O. La 
sua lunghezza è di 11 1., dal N. N. 
E. al S. S. O., la sua maggiore lar- 
ghezza di 5 1., e la su» superfìcie di 
28 leghe. Termina in punta aguzza 
verso il N., ed è divisa al S., median- 
te uno stretto canale, dalla picc. is. di 
Calf of Man, piena di roccie, ove non 
si trovano che caverne e precipizi. 
Una catena di montagne s'inalza dal- 
la costa orientale di Man, l'attraversa 
dal S. E. al N. O., ed offre alcune 
sommità assai elevate, e fra le altre, 
lo Snowfìeld, che ha 333 tese sopra il 
mare ; queste mont., spessissimo co- 
perte di nebbie, non offrono un'ame- 
na prospettiva che verso il N., ove 
sono in parte rivestite di boschi. Il 
suolo, nelle parti merid. , è grasso e 
mescolato di un'argilla dura; nel N. è 
in parte sabbioso, e sopra un fondo 
argilloso o di marna. Evvi, verso il 
centro, un immenso terreno chiamato 
il Currangh, che era un tempo un 
terreno pantanoso che si rese fer- 
tile a forza di cure e di spese. Il 
clima è quivi assai regolare e più 
dolce che quello d'Inghilterra e d'Ir- 
landa alla stessa latitudine; il ghiac- 
cio e la neve vi durano poco ; nel- 
l' estate , i venti d' E. dominano e 
sono nocevoli alla vegetazione; V. ari:* 
è in generale sana, e gli abit. giun- 
gono ad un' età molto avanzata . Da 
qualche tempo vedesi V agricoltura 
perfezionata, ma però rimangono tut- 
tavia delle terre incolte. Presso la costa, 
si fertilizzarono le terre impiegando 
come ingrasso tutto ciò che in gran 
quantità jrigetta il mare sulla spiaggia; 
<P altronde si adopera anche la mar- 
na. Si raccolgono in abbondanza bia- 
de, orzo, avena, molti pomi di terra 
e pastinache, del lino e poco canape ; 
le frutta non riescono molto bene. 
Si estesero molto e si migliorarono le 
praterie, e si aumentano giornalmente 
le piantagioni del legname. Si alleva 
un gran numero di bestiame ; la car- 
ne dei montoni è eccellente, ed una 
razza particolare vi dà una lana di 
qualità superiore; la polleria, gli ovi 
ed il pesce trovansi a buon mercato. 
La pesca delle aringhe, attivissima 



7 88 MAN 

sulle coste e nei dintorni, è una delle 
principali sorgenti della riochezza de- 
gli abitanti; essa impiega ogni anno 
più di 5*>ò barche. Man rinchiude 
molti tassi e volpi, una innumerevole 
quantità di uccelli di mare, delle ac- 
quile ed altri uccelli che formano 
1 oggetto di una cacciagione di lu- 
cro. Trovasi del piombò, un poco di 
rame e ferro, delle cave di pietra da 
fabbrica e di lavagna , e , in qual- 
che luogo, granito, pietra calcarla, 
torba e marna; si ritrovarono, sot- 
to un terreno torboso di una e- 
stensione considerabilissima , i tron- 
chi di quercia e di abete assai gran- 
di, tutti curvati in una stessa di- 
rezione . La industria si riduce a 
qualche fabbrica di tele, tessuti di co- 
tone e cappelli. Le asportazioni con- 
sistono in bestiami, montoni, porci, 
burro , biade , orzo , avena , pesce, 
piombo ec. , e le importazioni sono, 
indipendentemente da diversi oggetti 
delle fabbriche inglesi , il carbone , 
vino e liquori spiritosi. Le spedizioni 
per le altre isole Britanniche ascese- 
ro, nel i825, a 5,292,800 franchi, e 
ìe importazioni dalle stesse isole , a 
9,3o4,35o fianchi. Liverpool è il luogo 
di deposito di quasi tutto il comm. 
di questa isola, e molte barche par- 
tono ogni settimana da Douglas per 
questo porto e per Whitehaven. Cas- 
tletown n"e il capoluogo, ma Douglas 
è la città principale. Conta 4o 5 ioo a- 
bitanti, dei quali la maggior parte 
parlano il gaelico. — Questa is. sem- 
bra essere stata un piccolo regno. Du- 
rante le scorrerie dei rematori scan- 
dinavi, questo era il loro luogo di 
riunione; quivi pure si radunavano 
Je forze che portavano le stragi nelle 
Ebridi, nella Gran-Bretagna e nella 
Irlanda. La s-toria parla spesso dei re 
di Man, che senza dubbio erano i pa- 
droni di questi mari, dalla metà del 
XIII secolo. Fu questa isola tributa- 
ria dei re di Scozia sino alla somraes- 
sione sotto Eduardo I. ; da queir e- 
poca i re d' Inghilterra vi esercita- 
vano il sovrano potere. Si trova però 
dì nuovo posseduta dalia posterità dei 
principi Danesi sotto il regno di E- 



M A N 

duardo Iti, che spogliò l'ultima re- 
gola dell 1 isola per darla al suo favo- 
rito Montagne, conte di Salisbury. I 
beni di questa famiglia essendo stati 
confiscati, Enrico IV diede Man alla 
famiglia di Northumberland. I conti 
di Derby la possedettero per lungo 
tempo, e passò poscia per alleanza 
alla famiglia del duca di Athol. Come 
serviva essa di ritiro ad una folla di 
contrabbandieri, che portavano un gr. 
danno al commercio inglese, così il 
governo ne acquistò la sovranità nel 
1765. Gli abitanti conservarono le 
loro antiche leggi, e si governano 
in qualche modo coi loro propri ma- 
gistrati; però il governatore è ingle- 
re. Per l'amministrazione della giusti- 
zia, questa isola è divisa in due di- 
stretti, Tuno settentrionale e V altro 
meridionale. L' ultimo appello delle 
corti di giustizia dipende dal gover- 
no e da} consiglio del re ; la giuris- 
dizione ecclesiastica sta sotto la dire- 
zione di un vescovo, il solo barone 
dell' isola, e che prende il titolo di 
vescovo di Sodor e di Man. 

MAN. isola del Grande Oceano equino- 
ziale,* nel canale di s. Giorgio, che 
divide la Nuova-Bretagna dalla Nuo- 
va-Irlanda. La punta N. è al 4° 5' 35" 
di lat. S. , e 149 39' 17" di long. E. 
Ha circa i5 1. di circuito. Questa i- 
sola fu scoperta dal capitano Carte- 
ret, nel 1767. 

MAN o MANN, riviera dell' Indostan, 
stato di Setara, nel Beydjapour, di- 
str. di Sodnagor. Ha origine presso 
Tattora, scorre ài S. E. sino verso 
Nazerèh, poi al N. E., e si con giunge 
alla Bimah, alla riva destra, a 3 1. N". 
N. E. da Mongolouarra, dopo un corso 
di circa 35 leghe. 

MANA, riviera della Gujana francese, 
che ha origine verso il centro di que- 
sta contratta ; scorre generalmente al 
N. , e si getta nell' Atlantico, a 45 I. 
N. O. da Cajenna, al 5° 5o' di lat. 
N. e 56° io 7 di long. O. , dopo un 
corso di circa 5o leghe. L 1 ingresso 
n'è difficile a cagione dei banchi di 
sabbia che la chiudono e non per- 
mettono la entrata che alle grandi 
maree ai navigli che pescano più di 



MAN 

«lodici piedi d'acqua. II terreno che 
essa cinge, piano sopra una \grande 
estensione, è fertile quanto il restante 
della colonia, ma il clima vi è mal- 
sano. — II governo francese,/ingan- 
nato dai vantaggiosi rapporti che uno 
«lei suoi impiegati, che *rimontò la 
Mana, gli fece del paese vicino a que- 
sta riviera, fondò, a i5 1. dalla sua 
imboccatura , uno stabilimento pel 
taglio dei bei legnami da costruzione, 
che vi si ritrovano in abbondanza; 
ma in poco tempo, la insalubrità del 
clima fece perire quasi tutti i coloni 
quivi mandati, e perciò si abbando- 
nò questo posto, e quindi anche un 
secondo, che si aveva formato a 6 o 
7 1. di distanza. La Francia non ha 
più oggi da questo lato, sopra un pic- 
colo affluente de la Mana, che un 
cantiere di 4° negri, sotto la direzio- 
ne di 2 bianchi, onde tagliare e squa- 
drare legnami di gran bellezza, dei 
quali molti carichi sono già giunti 
a Brest. Tre famiglie del Jura, arri- 
vate in dicembre 1824. si sono sta- 
bilite sulla riva sinistra de la Mana, 
al porto di La Nuova- Angoulème, a 
3 1. dal mare, in un luogo che sera- 
lira salubre. Oggidì la picc. colonia 
di la Mana vive assai felice, ma manca 
di smercio pei suoi prodotti. Essa si 
componeva, in ottobre 1827, di 108 
individui, dei quali 56 bianchi e 52 
neri. E governata da un comandante 
di piazza. 
MANA, città dell' In dostan. Vedi Manah. 
MANA, vii?, dell' Alto-Perù, dipart. e a 
5 ì. S. da Potosi, sulla riva sinistra 
di una picc. riviera del suo nome , 
tributaria della Paspaya. Evvi una 
miniera di argento. 
MANAAR (GOLFO DI) , braccio di ma- 
re dell'Oceano Indiano, fra la costa 
occid. di Ceylan e la costa S. E. del 
Karnatico, nell' Indostan. Ha circa 80 
1. di lunghezza, e comunica verso il 
N. E. col golfo del Bengala, mediante 
lo stretto di Palk, rinchiuso fra la pe- 
nisola di Djafnapatam e la punta Ca- 
lumerà, e larga circa i5 leghe. Il suo 
più grande ingresso è verso il S. O., 
fra Point-de-Galle ed il capo Como- 
r in, distante V uno dall' altro presso 



MA N 789 

a poco 80 leghe; la sua larghezza 
media è di 4° leghe. Vi sono, nella 
parte settentr. , delle numerose isole, 
come quelle di Amsterdam o Kareli- 
vu , Leyden , Rotterdam o Anelati- 
vu , Harlera o Naìntivu, Delft o Ne- 
dontivu, Middelburg o Pungheti- 
vu, Ramiseram e Manaar; fra le due 
ultime, di cui Ramiseram tocca quasi 
V Indostan e quella di Manaar tocca 
Ceylan , regna una lunga serie di 
banchi di sabbia, col nome di Ponte 
di Adamo, e diretta dall' O. N. O. al- 
l' E. S. E. — ■ Si pesca sulle coste, par- 
ticolarmente all'È., nella baia di Con- 
datchy, una gran quantità di perle 
stimatissime. Le acque sono general- 
mente poco profonde, ed i picc. ba- 
stimenti soli possono navigarvi. 

MANAAR, Manaria, isola del golfo 
del suo nome, sulla costa N. O. di 
Ceylan , da cui è divisa da un pas- 
saggio di circa 3(4 di 1. di larghezza, 
eh' è quasi a secco nella bassa marea. 
Ha 6 1. di lunghezza, dal N. O. al S. 
E. , e 1 1. nella sua media larghezza. 
Si compone in generale di sabbia e 
ghiaia, ed ha poche sorgenti d'acqua 
dolce. Vi .crescono gli alberi di coc- 
co e di palma e vi sono buoni pa- 
scoli. — I Portoghesi se ne impadro- 
nirono nel i56o, ma gli Olandesi la 
tolsero loro nel iG58, e ne fecero un 
luogo di esilio. Oggi appartiene alla 
Gran-Bretagna. 

MANAAR, fortezza alla estremità S. E. 
dell'isola del suo nome, presso la co- 
sta N. O. di Ceylan, a 5o 1, N. da 
Colombo. Ha un piccolo porto, e fa 
un consid. commercio di contrab- 
bando. 

MANAGOR, bor. della Spagna, prov. e 
a 6 1. ip N. E. da Palma (isole Ba- 
leari), nell'isola di Majorca. E' bene 
fabbricato, in una pianura estrema- 
mente fertile, ed ha una parrocchia, 
un convento ed un ospedale, osser- 
vandovisi alcune grandi case. I re di 
Majorca vi avevano un palazzo di cui 
vedonsi le vestigia. Conta 8,900 a- 
bitanti. 

MANACOUDY o MANACOODY, rivie- 
ra dell'Indostan, stato del radjah di 
Travalicare . Discende dal versatolo 



790 MAN 

occid. delle Gatte, scorre al S. S. E., 1 
presso ai limiti dei Karnalico, e si 
getta nell'oceano Indiano, a 2 1. N. 
Ò. dal capo Comorin, dopo un corso 
di una quindicina di leghe. 

MANABO, città dell'isola Celebe, sulla 
costa N. della penisola settentr., nel 
fondo di una baia. Lat. N. i° 28'; 
long. E. 122 20'. Gli Olandesi vi 
hanno il forte Amsterdam, ove can- 
giano contro oro, oppio, panni, bel- 
le stoffe del Bengala , ferro ed ac- 
ciaio; essi provvedono pure le Mo- 
llicene efi riso, che cresce in abbon- 
danza nei dintorni di questa città. 
Gl'Inglesi s'impadronirono di Mana- 
do nel 1810, e la restituirono nel 
1814. 

MANACANA o MANLIANA, città del- 
la Mauritania Cesariense, secondo To- 
lomeo. 

MANAFORNO, bor. del reg. di Napoli, 
prov. dell' Abruzzo-Ulteriore secon- 
do, distr. e a 4 !• -S. E. da Avezzano, 
cant. e a 2 1. S. da Pescina. 

MANAGUA, lago del Guatemala. Ve- 
di Leon. 

MANAGUA, città del Guatemala, stato 
di Nicaragua, capoluogo di dipart. , 
sul lago di Leon, che porta pure il 
nome di Managua. Conta 9,5oo a- 
bi tanti. 

MAN AH, città dell'Indostan inglese, pre- 
sidenza del Bengala, nel Gorval, a 25 
1. N. E. da Sirinagor, sotto la giu- 
risdizione del rahil o gran sacerdote 
di Bhadry-nath, al piede del Calapa- 
Cram, montagna piena di roccie, li 
cui massi sparsi minacciano di schiac- 
ciare la città. E questa divisa in tre 
parti, che contengono circa 200 abi- 
tazioni. Fa un commercio consid. col 
Tibet , e provvede il restante del 
Gorval di merci che consistono in 
sale, zafferano, borace, zedoaria (sti- 
matissimo rimedio per le ferite), be- 
zoar, muschio, uve secche, polvere 
d'oro, qualche sciallo di Cachemire, 
poco thè, cavalli, pecore a 4 o 6 cor 
na, jaki di Tartaria, che danno le più 
belle code, di cui si fa un gran com 
mercio, e cani tanto grandi quanto 
quelli di Terra-Nuova; vi riceve in 
cambio canape, grossi lanifici, lana,| 



MAN 

piombo, rame, droghe, gomme e prin- 
cipalmente grani . Conta circa i,5oo 
abitanti, che differiscono sotto molti 
rapporti dagli altri montanari del 
Gorval; sono essi robusti, ben fatti, 
ed i loro tratti hanno molta analogia 
con quelli dei Butanesi, da cui sem- 
brano discendere; sono ospitalieri ed 
attivissimi. La maggior parte delle 
loro donne sono belle, ma si carica- 
no il collo, gli orecchi ed il naso 
di collane, catene, anelli ed altri or- 
namenti d'oro e di argento, il che 
fa un contrasto col restante assai roz- 
zo. Questi popoli professano il bra- 
mismo, ma però bevono senza scru- 
polo liquori spiritosi . Come gì' in- 
verni sono assai rigidi in questo pae- 
se, così la loro città resta spesso co- 
perta di neve ; essi l' abbandonano 
in avanti, e vanno, con tutto ciò che 
possiedono, a Djosymath, a Pankhe- 
ser e nei dintorni di questi villaggi.; 
ritornando quando lo scioglimento 
delle nevi ha riaperto i passaggi del- 
le montagne; si vedono allora partire 
in truppe di ioo a i5o colle loro 
merci ed effètti caricati sopra pecore 
e capre. 

MANAHARRE, città dell'isola di Ma- 
dagascar, nel paese degli Antavarli, 
a io 1. N. N. E. da Tintingua, sulla 
costa S. O. della baia di Antongil. 

MANAIA , impropriamente chiamata 
Mangeea da Cook, isola del Grande- 
Oceano equinoziale , una delle più 
merid. dell'arcipelago Harvey. Lat. S. 
2i° 2o / ; long. E. 160 4 q/ - H a circa 
6 1. di circuito, ed è cinta da banchi 
di corallo da 20 a 70 piedi di altez- 
za, che non lasciano per approdarvi 
che alcune aperture, praticabili sol- 
tanto per leggieri navigli. Questa isola 
rinchiude molte picc. mont. , e può 
esser veduta da più di io I. in mare. 
La parte coltivata consiste in 6 gran- 
di valli coperte di piantagioni, di ta- 
ros, banani, ti, di alberi di cocco e a 
pane ; però la carestia vi si fa qual- 
che volta sentire nella stagione secca. 
Conta i,5oo abit., che rassomigliano 
agl'isolani di O-tai-ti, ma il cui lin- 
guaggio ha molto maggior rapporto 
con quello degli abit. della Nuova- 



MAN 

Zelanda, che coll'0-ta'i-tano. La loro 
pelle è poco carica, e non differisce 
molto da quella degli Spagnuoli del- 
l'America del Sud. Mostrano molta 
destrezza nella fabbricazione delie lo- 
ro stoffe, piroghe, scuri di pietra ed 
orecchini. Si coprono la testa di una 
quantità di tele a fogliami, di grani 
rossi e di piccole bende, il cui lavo- 
ro delicato non può essere eguagliato 
da alcun altro isolano di questi ma- 
ri. — Questa isola era un tempo 
divisa fra 5 capi, uno dei quali sog- 
giogò gli altri, ed esercita adesso il 
potere supremo ; si divide in 6 can- 
toni, governati ciascuno da un capo 
la cui autorità è grandissima. Alcuni 
di quest'isolani abbracciarono il cri- 
si iati .-Simo, ma la maggior parte del- 
la popolazione rimase idolatra ; si 
adorano 5 divinità, e ad Oro, una 
di esse, si offrono qualche volta de- 
gli umani sa grifi zi. Onde seppellire i 
morti, si trasportano sulla più alta 
montagna, da dove sono precipitati 
in un buco profondissimo, consacrato 
a questo uso da secoli, e che per- 
ciò esala un odore insopportabile. — 
Questa isola fu scoperta da Cook. Il 
capitano Dibbs la visitò nel 1823, e 
vide degli abitanti che avevano con- 
servata la memoria di quel celebre 
navigatore ; il re mostrò a Dibbs un 
gran desiderio d'istruirsi. 
MANAIN, contrada dell'Armenia, ch'era 
consacrata ad una divinità dello stesso 
nome, secondò Dione Cassio. 
MANAMA, città dell'Arabia, nel paese 
di Lahsa, sulla costa N„ E. dell'isola 
di Bahrei'n, nel golfo Persico, a 20 1. 
E. da El-Katyf. L'aspetto è più deli- 
zioso che quello di alcune delle altre 
città del golfo Persico. E grande, cin- 
ta di mura, e difesa da un castello 
fortificato. Le case sono ben fabbricate; 
il bazar è vasto, e bene provveduto 
di viveri ; manca però di sorgenti . 
Vi si fabbricano grossi panni pei ve- 
stiti. 11 porto è buono, e può rice- 
vere navigli di 200 tonnellate. Conta 
5,ooo abit., che la pesca delle perle 
occupa in parte. 
MANAMBÈ, borgata dell'isola di Ma- 
dagascar, nel paese degli Antavarti, 



MAN 791 

al fondo della baia di Aiitongil, pres- 
so la foce della Lingebate. 

MANAMBUVE, riviera^ della parte me- 
rid. dell'isola di Madagascar, fra il 
paese dei Carembuli e quello degli 
Ampatris. Si getta nell'oceano India- 
no, un poco al N. E. dal capo san- 
ta Maria, dopo un corso di 25 I. 
al S. 

MANAMPANIH, riviera dell'isola di Ma- 
dagascar. Vedi Mànatengha. 

MANAN o GRANDE-MANAN, isola del- 
l'Atlantico, nella baia di Fundy, sul- 
la costa degli Stati-Uniti, stato di 
Maina, contea di Washington, al 44 
45' di lat. N. e 69 V di long. O. 
Ha circa 5 1. di lunghezza, dal N. al 
S., e 2 1. i|2 di larhgezza. Le coste 
sono assai scoscese, ma vi sono alcu- 
ni buoni porti, dei quali il più cou- 
sid. è il Grand-Harbour, all'È. Que- 
sta isola vedesi in gran parte co- 
perta di alberi di alto fusto. Conta 
circa 200 abit., pescatori e coltivato- 
ri. Un gran numero d'isolotti sono 
sparsi presso all'È, di questa isola; i 
più rimarchevoli sono Wood-island > 
Ross-island e White-Head-island. 

MANAN GARA, riviera della parte orien- 
tale deiris, di Madagascar, che ha o- 
rigine dai monti Ambalismeni, percor- 
re il paese degli Andrantsesi, poi quel- 

, lo degli Antaximi, e si getta nell'ocea- 
no Indiano, al 23° 5' di lat. S., dopo 
un corso di 80 I. al S. E. poi all'È. 

MANANGURÈ o MANANGURU, riviera 
della parte orient. dell' is. di Madaga- 
scar. Ha origine nel S. O. del paesa 
degli Antsianaxi, nelle montagne che 
coprono l'interno dell' is., scorre al 
N. E., poi alfE. , e, dopo 80 I. di cor- 
so, si getta in molti rami nell'Oceano 
Indiano, a Tintingue, in faccia all'is. 
s.ta Maria. Forma nella parte supe- 
riore un ligo assai considerabile. 

MANANZARI, riviera dell' is. di Mada- 
gascar, nel paese degli Antaximi. Si 
getta nell'oceano Indiano, al 21 45' 
di lat. S., dopo un corso di circa 35 
1. S. E. Alla imboccatura evvi un vil- 
laggio ove slanno gli appaltatori fran- 
cesi per l'acquisto del riso. 

MANAOS, Indiani del Brasile, prov. di 
Para, dìstr. di Rio-Negro, fra l'Yapu- 



di long. O. 



792 M A^N 

ra ed il rio Negro, verso 67 di long. O. 
MANAPIA, città della Ibernia, i cui a- 
bitanti chiaraavansi Manapii, secondo 
Tolomeo. 
MANAPAR, città dell'Indostan inglese, 
presidenza di Madras, nel Karnatico, 
distr. e a 8 1. S. O. da Tritchinapal. 
E* la residenza di un principe polygar. 
MANAPIARI, riviera di Colombia, di 
pàrt. di Maturin, discende dalla sierra 
Maygualida, scorre al S. , e si getta 
nel Venituari, alla riva destra, sotto 
5° di lat. N. e 69° i5' 
dopo un corso di 3o leghe. 
MANAPIRA, riviera di Colombia, di- 
part. di Venezuela (Caracca). Ha ori- 
gine presso Chaguarama, scorre al 
S. , e si getta nell'Orenoco, alla ri 
va sinistra , a 8 leghe sotto il con 
fluente dell'Apure, dopo un corso di 
circa 5o leghe. Il suo principale af- 
fluente è il s. Giacomo, a sinistra. 
MANAR, isola e golfo presso la costa 

di Ceylan. Vedi Manaar. 
MANARCOIL o MANARGOUDY, for- 
tezza dell'Indostan inglese, presiden- 
za di Madras, nel Karnatico, distr. 
di Arcat meridionale, a i5 1. S. S. O. 
da Pondichery, presso il ramo più 
settentrionale del Cavery. 
MANARE, borgata di Colombia, dipart. 
di Boyaca, nella Nuova -Granata, a 



e a 



(io 1. N. E. da s.ta Fé di Bogota 
io 1. S. da Casanare. 

MANARGOUDY o MAN ARGOODY, cit- 
tà dell'Indostan inglese, presidenza 
di Madras, nel Karnatico, distr. e a 
7 1. S. E. daTanjaor, sopra un brac- 
cio del Cavery. 

MANARIA, vili, e parrocchia della Spa- 
gna, prov. e a 7 1. 3(4 S. E. da Bil- 
bao, nella Biscaglia e a 2 1. S. S. O. 
da Durango, con 600 abitanti. Vi so- 
no delle usine da ferro, sorgenti mi- 
nerali, una miniera d'ocra e cave di 
bel draspro nero, da cui si estrassero 
le colonne che ornano la cappella del 
palazzo reale, a Madrid. 

MANAS, città della China, nel N. O. 
della prov. di Kan-sou, al N. O. del 
circond. di Ti-hoa. 

MANAS, riviera della Russia, in Eur., 
nel Daghestan settentr., kanato di 
Tarki. È formala dalla riunione di due 



MAN 

corsi di acqua, la Bolchaìa-Manas e 
la Malaia-Manas che vengono dalle 
frontiere della Circa ssia, e si getta 
nel mar Caspio, per una foce princi- 
pale, e qualche canale laterale a cir- 
ca 5 1. S. E. da Tarki. 11 suo corso, 
presso la sorgente della Bolcha'ia-Ma- 
nas, è presso a poco di 20 1., e la sua 
direzione generale è N. E, Questa ri- 
viera è assai rapida. 
MANASICAS, Indiani dell'Alto Perù, 
nella parte orientale del dipart. di 
Chiquitos. 
MANASSAROVAR o MAPHAMDALA'f, 
lago del Tibet, nella prov. di Ngari, 
fra i monti Himalaya, al S. , ed i 
monti Kailas, al N. La sua lunghez- 
za, dalfE. alPO., è di 5 1., e la sua 
larghezza di 4 leghe. Riceve la Grich- 
na, picc. riviera che viene dal S. 7 e 
scola all' O. nel lago Ravan-hrad. 
L'acqua n'è chiara, ed ha buon gu- 
sto. Questo lago è agli occhi degli 
Indostani il più sacro di tutt'i luo- 
ghi, e, malgrado gli ostacoli che si 
devono superare per arrivarvi , i 
pellegrini vi si portano in folla ; i 
Tibetani l'hanno pure in grande ve- 
nerazione, e vengono da lunge assai 
onde gettarvi una parte delle ceneri 
dei loro amici. Questo lago è fre- 
quentato da una innumerevole mol- 
titudine di oche grigie. Vi sono nel- 
le vicine campagne cavalli selvaggi, 
jaki di Tartaria , e eapre la cui lana 
serve a fabbricare gli scialli. Si trova 
sulle rive del Manassarovar lapis lazzu- 
li e il miglior borace del Tibet. Nel 
1820, si scoperse una miniera d'oro, 
da cui si estrassero grossi pezzi di 
questo metallo; un ordine venuto da 
Lahsa la fece chiudere. 
MANASSE, una delle dodici tribù del 
popolo di Dio, composta della poste- 
rità di Manasse figlio maggiore di 
Giuseppe, e nipote del patriarca Gia- 
cobbe. La tribù di Manasse uscì dal- 
l'Egitto in numero di 32,200 uomini, 
al di sopra di 20 anni, e propri a 
combattere, sotto la condotta di Ga- 
maliel, figlio di Fadassur . Questa 
tribù fu divisa all'ingresso nella Ter- 
ra Promessa. La metà ebbe la sua 
parte al di là del Giordano e l'ai- 



MAN 

tra al eli qua di questo fiume. La 
media tribù di Manasse che dimo- 
rava di là del fiume, possedeva il 
paese di Basan, dal torrente di Yakok 
sino al monte Libano, e la media 
tribù , di qua del Giordano, aveva 
il suo podere fra la tribù di Efraim, 
al S. , e quella d'Issaehar, al N. , il 
Giordano all'È, ed il Mediterraneo 
all'O. 
MANASWARY, isola del Grande-Ocea 
no equinoziale, presso la costa orien 
tale della parte N. O. della Nuova- 
Guinea, all'ingresso de! porto Dory. 
Ha 2 1. di circuito. % Lat. • S. o° fò'; 
long. E. i32° 16'. È coperta d'albe- 
ri, fra i quali si {osserva il moscato 
aromatico. Il capitano Forest, che la 
visitò nel 1775, ne parla assai bene. 
MANATE, baia del Guatemala, dipart. 
di Verapaz, nel N. del golfo Amati- 
co , al 16 di lat. N. e 91 3o' di 
long. O. 
MANATII, antico popolo della Italia, 

nel Lazio, secondo Plinio. 
MANATENGHA o MANAMPANIH, ri- 
viera della parte S. E. della isola di 
Madagascar, che ha la sua sorgente 
«ella valle di Arabule, nel paese de- 
gli Antambassi, scorre prima al S. 
O., poi al N., infine all'È. N. E., e 
si getta nell'oceano Indiano, al 23° 
45 ; di lat. S., dopo un corso di cir- 
ca 70 leghe. 
MENATI, porto sulla costa settentr. di 
Cuba, alla imboccatura della picc. ri- 
siera del suo nome. L'ingresso è al 
2i° 23' 44" di lat. N. e 79 17' di 
long. O. Ha circa 1 1. i|2 dal N. al 
5., e quasi altrettante dall'E. all'O. 
Le sue rive sono basse e paludose. 
La sua profondità varia da i{2 a 12 
braccia. 
MANATULIN o MANITOUALIN, cate- 
na d'isole nella parte settentr. del 
lago Huron, sulla costa dell' Alto-Ca- 
nada, al 45° 3o' di lat. N. e fra 79 
e 86° 20' di long. O. La sua lun- 
ghezza è di circa 4° 1- dall' E. al- 
l' O. 
MANAURIE, vili, di Fr., dipart. del- 
la Dordogna, circond. e a 4 !• 'l3 
N, O. da Sarlat, cant. e a 1 1. 2j3 N. 
E. dal Bugue. Vi sono nei dintorni 
Tom. 111. P. IL 



MAN 793 

miniere di ferro e di antimonio, fu- 
cine e fonderie. Conta 4oo abitanti. 

MANAWA, porlo della Nuova -Zelan- 
da, sulla costa N. dell'isola Eaheino- 
Mauwe. Lat. S. 35° i5' 16": long. E. 
171 5i' 6". to 

MANAY, vili, di Fr. , dipart. della Niè- 
vre, circond. e a 5 1. 3x4 S. E. da 
Cóne, cant. e a 2 1. 3j4 E. S. E. 
da Pouilly, in un paese montuoso. 
Vi sono miniere di ferro di buona 
qualità che alimentano fucine impor- 
tanti. Conta 5oo abitanti. 

MANBOUM, paese dell' Indostan ingle- 
se, presidenza e prov. del Bengala, 
nel N. del distr. di Midnapour ; irri- 
gato dal Cassai. Mandy n' è il luogo 
principale. 

MANBY, capo sulla costa della Russi» 
americana, al N. O. dell'ingresso del- 
la baja di Bering. Lat. N. 59 45'; 
long. O. 14 2 i5'. 

MANCALACQUA, vili, del reg. Lom.~ 
Ven. , prov. e distr. di Verona. 

MANCANARES, riviera e città della Spa- 
gna. Vedi Manzanares. 

MANCAP, picc. isola presso la estremità 
S. E. di Borneo, alla estremità di un 
lungo banco di sabbia. Lat. S. 3°; 
long. E. 107 5^. 

MANCAP ANE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Cremona, distr. di Robecco. 

MANCENILLA, baja sulla costa settentr. 
dell' isola Haiti, al 19 45> di lat. N. 
e 74 12' di long. O. La sua larghezza 
è di 1 1. all' ingresso, ed aumenta si- 
no a 2 1. iT2 ; la sua profondità è di 
3 leghe. Riceve al S. la riviera del Mas- 
sacro che formava una parte del li- 
mite fra i possedimenti spagnuoli ed 
i francesi. 

MANCENILLIER (IL), bor. e quartie- 
re della Guadalupa, sulla costa N. 
O. della Gran-Terra, verso il Piccolo 
Cul-de-sac. Conta circa 700 bianchi, 
70 uomini di colore liberi, e 5,4°» 
schiavi . 

MANGERÀ DE ABAXO, bor. della Spa- 
gna, prov. e a 9 1. i[2 E. S. E. da 
Salamanca, e a 2 1. i|2 N. da s. Mi- 
guel de Serrezuela, con 3oo abitanti. 

MANCESTER. Vedi Manchester. 

MANCHAC, canale naturale che fa co- 
municare il lago Maurepas col Iago 
lo3 



•w 



M A N 



Pontchartrain, negli Stati-Untiti, stato 
di Luigiana. Ha circa 2 1. di lun- 
ghezza. 

MANCHANA, città della Mesopotamia, 
presso il Tigri, secondo Tolomeo. 

MANCHA-REAL o MANCIA-REAL , 
città della Spagna, prov. e a 2 1. E. da 
Jaen, in una pianura bella e fertile. Le 
strade sono larghissime e diritte e le 
case bene fabbricate. Ha un convento, 
un ospedale e fabbriche di panni co- 
muni, di tela casalinga e da mat- 
terazzi, di mattoni e di tegole. Il 
comm. è quivi assai attivo. Conta 
4,900 abitanti. I dintorni offrono bei 
passeggi. 

MANCHESTER o MANCESTER, città 
della Inghilterra, contea e a 16 1. S. 
S. E. da Lancastro, ad 11 1. E. da 
Liverpool, e a 60 1. N. O. da Lon- 
dra, hundred di Salford. Lat. N. 53° 
29/0"; long. O. 4» 34' 37". E sede 
di molte corti di giustizia civile e cri- 
minale. Sta sull' Irwell, che vi rice- 
ve T Irk ed il Medlock, e vi acquista 
una larghezza-di i§o piedi; i canali 
di Ashton>, di Rochdale, del Duca di 
Bridgewater e di Maiichester-Bolton- 
et-Bury si riuniscono, e gli aprono 
varie comunicazioni facili con quasi 
tutto il regno. La maggior parte di 
Manchester è sulla riva sinistra della 
riviera ; il restante, formato dal co- 
mune di Salford, che un tempo non 
era altro che un sobborgo, compo- 
ne al presente più di un quinto 
della città, e si estende sulla riva op- 
posta; cinque ponti, dei quali uno è 
bellissimo e nuovamente costrutto, u 
niscono le due parti. Questa città, che 
poco tempo fa aveva al più 3j4 <li 
1, di lunghezza e 2|3 di 1. di larghez- 
za, si è consider abilmente accresciuta. 
Le strade sono bene lastricate, fornite 
di marciapiedi e benissimo illuminate 
a gaz. Le case del centro della città 
sono poco degne di attenzione; le più 
belle ed eleganti trovansi alle estre- 
mità, nei nuovi quartieri ; Portland- 
place e Mosely-street sono particolar- 
mente osservabili per la bellezza dei 
suoi fabbricati. Gli edifiz) pubblici 
vedonsi assai numerosi e molti di bel- 
la architettura. Vi sono 16 chiese; 



MAN 

quella del Cristo è un osservabile go- 
tico edifizio, la cui facciata è carica 
di molte statue; l'altra di s. Maria, 
d' ordine dorico, si distingue per la 
sua torre; quella di s. Pietro, pure 
di ordine dorico, ha la forma di un. 
tempio greco ; quelle di s. Anna e di 
s. Paolo, le cappelle dei cattolici, pre- 
sbiteriani, battisti, metodisti e qua- 
cheri, sono in generale di architet- 
tura elegante. La banca, d'ordine 
dorico , è bellissima ed assai vasta ; 
il Portico è un edifizio d' ordine jo- 
nico, che contiene un gabinetto let- 
terario ed una biblioteca. La prigione 
di New-Bayley è bella ed estrema- 
mente vasta; quivi risiedono le corti 
di giustizia. Si osserva pure un ser- 
batojo, situato sopra un'altura, e che 
contiene più di 212,000 botti d'ac- 
qua pei bisogni della città. Manchester 
è una fra le città della Inghilterra 
che più si distinguono pei stabili- 
menti di carità e di pubblica istru- 
zione ; nel numero dei primi si ri- 
marca ciò che chiamasi Yinfirìnary^ che 
rinchiude un grande ospedale, un di- 
spensato) o, un asilo pei pazzerelli, ed 
un luogo cinto con bagni e passeggi; 
stabilimento fondato nel 1752 col mez- 
zo di volontarie soscrizioni.con le quali 
anche si sostiene ; l' ospedal sedentario, 
vasto edifizio bene situato;' l'ospizio 
delle dame del soccorso; l'ospedal dei 
convalescenti; due ospizj pei poveri, 
e molte società ed uffizi di carità pei 
soccorso degl'indigenti, dei prigio- 
nieri, dei forestieri, e così pure per 
sovvenimenti in argento, vestiti, ec. 
Le scuole gratuite pei fanciulli dei 
due sessi sono in gran numero . Nel 
collegio di Cheetham si allevano e si 
inslruiscono 80 fanciulli, ai quali si 
procura , allorché escono , una utile 
professione; nella scuola reale lanca- 
siriana o di giubileo , fondata nel 
1809, si allevano 1,000 fanciulli; se 
ne instruisce presso a poco un nu- 
mero eguale in uno stabilimento del 
Leven-strett, e, nelle scuole dette na- 
zionali, secondo il metodo di Bell, 
se ne inslruiscono circa 600 dei due 
sessi. Evvi anche una scuola di gram- 
matica, i cui allievi possono «sscre 



ammessi alla università di Oxford , 
una società di letteratura e filosofia, 
fondata nel 1781, una società filolo- 
gica, fondata nel i8o3, un istituto pei 
sordi e muti, stabilito nel 1824, che 
va prendendo un grande accrescimen- 
to, ed una società di agricoltura, fon- 
data nel 1767, che distribuisce dei 
premi d'incoraggiamento. Manchester 
figura per la prima città manifattu- 
riera de! regno co' suoi filatoj e fab- 
briche di ogni specie di tessuti di 
cotone; e nel tempo istesso è consi- 
derata come il centro di tutte quelle 
che s r inalzarono intorno ad essa sino 
a Furness e Derby, al N. ed al S. , e 
sino a Leeds e Liverpool, all'È, ed 
ali 1 O. In questa città si distribui- 
sce la materia che alimenta tutte le 
fabbricazioni di questo paese , e vi 
ritorna lavorata per esser poscia spe- 
dita in tutte le parti del mondo 
mediante Kingston - upon - Hnll, Li- 
verpool e Londra . Manchester la- 
vora i nove decimi del cotone im- 
portato a Liverpool, importazione che 
s'inalzò, nel 1824, a 5^8,323 balle, 
e, nel 1825, a 703,200 balle. Dal 
18 14 si stabilirono a Manchester più 
di 200 macchine a vapore, che met- 
tono in movimento, solamente per 
Parte del tessitore, più di 3o,ooo te- 
la) ; le opere meccaniche sono gene- 
ralmente giunte ad un alto grado di 
perfezione. I principali articoli quivi 
fabbricati sono velluti, fustagni, cali- 
cot, tralicci, coperte di cotone, mus- 
soline, ed ogni sorta di tessuti di^co- 
tone di fantasia; vi si fabbricano pure 
alcune stoffe di lana a quadrati, tele 
operate, battiste, ec. La filatura del 
cotone vi è estesa in una maniera stra- 
ordinaria, e dà luogo ad enormi espor- 
tazioni; la stamperia delle tele, la 
tintura ed il purgo hanno altresì va- 
sti stabilimenti nella città' e dintorni. 
Vi sono grandi fonderie di ferro e 
usine pel mantenimento o la fabbri- 
cazione delle macchine a vapore, di 
cardi, ed altri oggetti per le manifat- 
ture. Questa fabbricazione porta utile 
alle ricche miniere di carbone sparse 
nel paese; produsse l'apertura di di- 
Tersi canali, ed il porto di Liverpool 



M A N 79 5 ( 

le deve gran parte delle sue ricchez- 
ze; eoi mezzo dell'Inveli e della Mer- 
sey e mediante una strada di ferro 
nuovam. costrutta, le relazioni diMan- 
chester e di Liverpool sono facili e 
ràpide. Vi si tengono tre annue ne- 
re. Quantunque qnesta città sia una 
delle più significanti della Inghil- 
terra, e delle più popolate, non man- 
da alcun membro al parlamento. Nei 
1757, non contava che 19,837 abi- 
tanti; nel 1773, ne aveva 27,246; 
nel 1821 , contavansene 133,788 , e 
nel 1824, ne aveva i63,888. — Si 
crede che Manchester esistesse pri- 
ma della conquista dei romani , che, 
secondo alcuni autori , la chiama- 
vano Manduessedum, e, secondo al- 
tri , Mancupium o Manucium. Di- 
cesi che incominciasse a sorgere dalla 
sua oscurità sotto il regno di Elisa- 
betta; è certo che nel XV secolo, e 
particolarmente verso la metà del 
XVI, era già rinomata per le sue fab- 
briche di stoffe di lana e di tele, che 
erano le principali del regno. Dalla 
introduzione dei cotoni nel XVII se- 
colo, a queste prime fabbricazioni fu- 
rono presso a poco sostituite quelle 
che esistono attualmente. 

MANCHESTER o MANCESTER, vili, 
degli Stati-Uniti stato di Kentucky , 
capoluogo della contea di Clay, a 3G 
1. S. E. da Frankfort. 

MANCHESTER o MANCESTER, comu- 
ne degli Stati- Uni ti, stato di Massa- 
chusets, contea di Essex, a 7 1. N. E. 
da Boston, sulla baja di Massachusets, 
con 1,200 abitanti. 

MANCHESTER o MANCESTER, comu- 
ne degli Stati-Uniti, stato di Nuovo- 
Hampshire, contea d'Hillsborough, a 5 
1. S. da Concord, sulla riva sinistra 
del Merrimack, che si attraversa sopra 
un ponte. Conta 800 abitanti. 

MANCHESTER o MANCESTER, bor. 
degli Stati-Uniti, stato di Ohio, con- 
tea ;di Adams, a 32 1. S. S. O. da 
Columbus, e a 2 1. S. da West-Union, 
sulla riva destra dell' Ohio, con circa 
5o abitazioni. 

MANCHESTER o MANCESTER, comu- 
ne degli Stati-Uniti, stato di Vermont, 



contea di Bentrinston, 



l. S. S. 



79 6 MAN 

O. da Montpellier, con i,5oo abitanti. 
Il vili, dello stesso nome è delizioso 
e bene fabbricato; esso è la seda della 
corte di giustizia della contea , alter- 
nativamente con Bennington. 
MANCHESTFR o MANCESTER, bor. 
degli Stati-Uniti, stato di Virginia, 
contea di Chesterfield, in una situa- 
zione deliziosissima, sulla riva destra 
del James-river, in faccia alla città di 
Richmond, alla quale comunica me- 
diante due ponti. 

MANCHESTER, MANCESTER o GRAN- 
DE-NIAGARA, bor. degli Stati-Uniti, 
stato di Nuova- York, contea di Niaga- 
ra, a 96 1. O. da Albany, e a 5 1. 
i[2 N. N, O. da Buffaloe, sulla riva 
destra del Niagara,a lato della cateratta. 

MANCHESTER o MANCESTER (EAST), 
comune degli Stati - Uniti, stato di 
Pensilvania, contea di York, con 1,900, 
abitanti. 

MANCHESTERoMANCESTER(WEST), 
comune degli Stati-Uniti , stato di 
Pensilvania, contea di York, con 1,100 
abitanti. 

MANCHESTER o MANCESTER -BOL- 
TON-ET-BURY, canale della Inghilter- 
ra, contea di Lancastro. Incomincia 
presso e al S. di Bolton, si dirige al 
S. E., riceve il canale di Bury, e va 
ad unirsi al canale del Duca-di-Brid- 
gewater, a Manchester, dopo uno sta- 
dio di 5 1. q2. È principalmente a- 
limentato dall' Irwell. 

MANCHESTER o MANCESTER - ET- 
OLDHAM,' canale d'Inghilterra, contea 
di Lancastro. Incomincia a Oldham, e 
si dirige al S. O. sino a Manchester, 
ove si unisce al canale di Rochdale, 
dopo uno stadio di 4 leghe. 

MANCHESTER o MANCESTER-HOU- 
SE, fattoria della compagnia della ba- 
ja di Hudson, a 40 I. O. da HudsonV 
house e a 3o 1. S. E. dal forte Gior- 
gio, sulla riva destra del ramo set- 
tentr. dello Saskatchawan. 

MANCHIONEAL, porto sulla costa N. 
E. della Giamaica . Lat. N. 18 6'; 
long. O. 78 44'. 

MANCIA (la) o LA MANCHA, prov. 
della Spagna, nella Nuova-Castiglia, 
fra 38° 20' e 3 9 ° 5o' di lat. N. e fra 
4° 20' e 7 20' di long. O Confina 



MAN 
al N. colla prov. di Toledo, al N. E, 
con quella di Cuenca, all'È, ed al S. 
E. |col regno di MJurcia, al S. con 
quello di Jaen, al S. O. con l'altro di 
Cordova, e all'O. colla Estremadura. 
Ha 56 I. di lung. dall'E. all'O., 36 I, 
nella sua maggiore largh. e 985 I. q. Sul 
suo limite merid. si estende la sierra 
Morena; nel S. E., s'inalza la sierra di 
Alcaraz; la parte settentr. è coperta 
da una ramificazione della sierra di 
Toledo, e nel centro stanno le pianure 
di Calatrava e di Montiel. Questo pae- 
se appartiene quasi interam. al bacino 
dell'Atlantico, è irrigato dalla Gua- 
diana , che ha origine nella sierra di 
Alcaraz, e che vi riceve l'Azuer, il Ja- 
balon ed il Bullaque ; il Mundo, tri- 
butario del Mediterraneo, ha la sua 
sorgente nella parte S. E. della Man- 
cia. Il suolo, in qualche luogo può dirsi 
fertilissimo, nel rimanente è leggero, 
sabbioso , e qualche volta marnoso e 
calcareo. Le pianure sono in generale 
spoglie di alberi e di sorgenti, e le 
riviere, essendo spesso basse, l'irriga- 
mento, che sarebbe tanto necessario, 
non può praticarvisi. 11 clima è secco e 
caldissimo durante qualche mese del- 
l'anno; nell'inverno è piovoso e fred- 
do: l'aria è pertanto sana, eccettuato 
in qualche luogo paludoso. Questa 
prov. produce molto grano pel suo 
consumo, vini in quantità, fra i quali 
sono stimatissimi quelli di Val de Pe- 
nas e di Almagro, oglio, lino, canape, 
zafferano, e della barilla; le montagne 
di Alcaraz vedonsi coperte di pini, ed 
altri legni, di cui si servono gli abit. 
per le fabbriche, ma nell'interno man- 
ca il legname da fuoco. I pascoli sono 
assai bene ripartiti, e la educazione 
dei bestiami forma uno dei rami i più 
coltivati della economia rurale. I mu- 
li e gli asini crescono della maggior 
bellezza, e la maggior parte dei mon- 
toni dà una lana finissima; vi si alle- 
vano pure molti porci e delle api. 
Questa prov. è celebre per le sue mi- 
niere di mercurio dei dintorni di 
Almaden, che sono, dicesi, le più ric- 
che della Europa; rinchiude pure ca- 
lamuia, argento, rame, piombo, ferro, 
nitro, zolfo e salej ma eccettuato il 



MAN_ 

mercurio ed il sale, si ritrae poco 
vantaggio da questi prodotti. Gli abit. 
si occupano della coltivazione, della 
educazione dei bestiami, e della fab- 
bricazione di stoffe di lana comune , 
tele e sapone ; vi sono pure con- 
ciato) , una fabbrica di ottone , e 
fabbriche di polvere da cannone per 
conto del governo. 11 suo comm. con- 
siste principalmente in vino, grani 
bestiami e sapone, che tutto si man- 
da nelle provincie circonvicine, o a 
Madrid,' sulla schiena degli animali. 
Conta circa 200,000 abitanti, che so- 
no robusti, laboriosi, assai interessati 
e di un carattere allegro; vivono at- 
taccatissimi alle loro antiche abitudi- 
ni , e specialmente al loro vestiario. 
Ciudad-Real "n'è il capoluogo. ; — In 
questo paese piacque all' ingegnoso 
Michele Cervantes di farvi nascere 
Don Olisci ote, e di stabilirvi la sce- 
na del suo ingegnoso romanzo. 11 vili, 
di Toboso è ^divenuto immortale dalla 
immaginazione di questo autore, che 
lo scelse ad asilo di Dulcinea. — Nella 
nuova divisione decretata dalle cortes, 
nel 1822, questa prov. fu ripartita fra 
quelle di Ciudad-Real, Jaen, Chinchil- 
la, Cuenca e Toledo. 
MANCIANO, castello del gr. due. di 
Toscana, prov. inferiore e a 20 1. S. 
S. E. da Siena e a 7 1. i|2 S. E. 
da Grosse tto, fra i fiumi Fiora ed 
Albenga, capoluogo di podesteria. 
MANCIET, bor. di Fr., dipart. del Gers, 
circond. e a 8 1. S. O. da Condom, 
cant. e a 1 1. 3{4 E. N. E. da Noga- 
ro, presso la Louzoure: Fa un gran 
comm. di porci, e conta 1,600 abi- 
tanti. Vi si tengono 5 annue fiere. 
MANCILLAR, isola dell'arcipelago del- 
la Sonda. Vedi Mansular. 
MANCIOUX, vili, di Fr., dipart. del- 
l'Ai ta^Garonna, circond. e a l\ 1. ip 
E. N. E. da s.t Gaudens, cant. e a 
ija 1. N. E. da s.t Martory, al con- 
fluente della Noue e della Garonna. 
Eyvi una fabb. di stoviglie, un fila- 
toio di lana ed una cava di marmo 
rosso e bianco. Conta 400 abitanti. 
MANCOTE , città dell' Indostan, fra i 
Seiki, nel Lahore, principato di Djem- 
mu, a 16 1. N. da Amretseyr. j 



" v " "«"jM occuuuu iuiujiieu. 

MANDACADENI CILICES, popoli de 
l'Asia minore, nella Troade. Plinic 



MAN 797 

MANDA, isola dello stretto di Malacca, 
nel mare delle Indie, sulla costa di 
Sumatra, di circa io 1. di circuito. 

MANDA, riviera delle Indie , di qua 
del Gange, secondo Tolomeo. 

del- 
niio, 
sotto un tal nome, dinota una co- 
lonia di Cilicj, ch'erasi stabilita in 
questo paese. 

MANDADO, picc. isola sulla costa N. 
dell'isola Celebe. 

MANDAGARA e MANDAGARSIS, due 
città dell' Asia , nella Media, secondo 
Tolomeo. 

MANDAGORA, città delle Indie, sulla 
riva del mare, a circa eguale distan- 
za dai golfi Cantai- Colpus e Betty- 
gazenus. Tolomeo la situa al S. E. 
di Palaepatna, ma il periplo del ma- 
re Eritreo e D' Anville la pongono 
dall'opposta parte. » 

MANDA1LLES, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Aveyron, circond. e cant. di Espa- 
lion, a 2 1, N. O. da s.t Genies-de- 
Rive d'Òlt e a 6 1. 3j4 N. E. da Rho~ 
dez, sulla riva destra del Lot, con 
700 abitanti. Vi si tiene un'annua 
fiera. 

MANDAL, inont. dell'impero chinese, 
nel paese dei Kalka, presso la ri- 
viera Khara, a circa 60 I. S. E. da 
Ourga. 

MANDAL, borgo e porto di mare del 
Nord, sulla costa merid. della Norve- 
ia, diocesi e a 8 1. O. S. O. da Chri- 



gi 

stiansand, bai. del suo nome, alla im~ 
bocc. del Mandals-elv. Lat. N. 58° 5'; 
long. E. 5° 8'. Conta 1,600 abitanti. 

MANDALIA, capo sulla costa N. del- 
l'isola di Java, próv. di Japara. Lat. 
S. 6° 20'; long. E. 108 3o'. Al N. 
si trovano alcuni isolotti disegnati 
sotto lo stesso nome. 

MANDALS-ELV, riviera della Norvegia, 
bai. di Christiansand. Ha la sua sor- 
gente nel bai. di Ncdenaes, presso 
di Helderen, sì dirige al S. , attra- 
versa il bai. di Mandai, e si getta 
nel mare del Nord, a Mandai, dopo» 
un corso di circa 20 leghe. Vi si pe- 
scano molti sermoni. 

MANDALUKA, isola dell'arcipelago del- 
la Sonda, a i[2 1. dalla costa «ettentr. 



798 MAN 

di Java. Lat. S. 6° 27'; long. E. 108° 
36'. Si chiama qualche volta la croc- 
ea del Diavolo , perchè i bastimenti 
vi sono per lungo tempo ritenuti da 
venti contrari. Il passaggio fra questa 
isola e la costa di Java ha da 3 a 
4 braccia di acqua, ma è troppo ri- 
stretto per esser sicuro. 

MANDALtM, lago della Etiopia, presso 
il promontorio Aranium , secondo 
Plinio. 

MANDAN, forte degli Stati-Uniti, nel 
N. del territorio di Missuri, a 270 1. 
N. O. da s. Luigi, sulla riva sinistra 
del Missuri, al 47 20' di lat. N. Pro- 
tegge la navigazione dell'alto Missuri. 
Lewis e Clark vi stettero dall'inverno 
1804 al i8o5. 

MANDANGO, lago dell'isola Mindanao. 
Vedi Mindanao. 

MANDANICE, vili, della Sicilia, prov., 
distr. e a 6 1. ip O. S. O. da Mes- 
sina e a 2 1. 3j4 S. da s.ta Lucia. 
Vi sono miniere di argento, rame e 
piombo. 

MANDANIES, vili, della Grecia, in Mo- 
rea, nella Maina, a 2 1. S. E. da Cala- 
mata e a 7 1. O. S. O. da Mistra, pres 
so la riva orientale del golfo di Coro 
ne. Le rovine di LeuQtra di Laconia 
non sono molto lontane. 

MANDANS o MANDANI, Indiani degli 
Stati-Uniti, nel N. del territorio di 
Missuri. Abitano principalmente un 
villaggio, verso 47 20' di lat. N. , 
sulla riva sinistra del Missuri. Il loro 
numero è calcolato a 1,200. 

MANDAOUIS , gruppo di picc. isole 
presso la costa merid. di Borneo. Lat. 
S. 3° 20'; long. E. iii° i5\ 

MANDAR, paese dell'isola Celebe. Ve- 
di Mandhar. 

MANDARA, regno di Nigrizia, al S. 
del Bornu. E' assai montuoso, special- 
mente all'È, ed al S., ove stanno i 
monti Mendefjr . Le mont. , nel N., 
non sembrano eccedere 2,200 piedi 
di altezza, ma H picchi alti di quelle 
che stanno al S. giungono a 3,ooo 
piedi; queste ultime sono composte 
di massi enormi di granito, sia stac- 
cati, sia posti l'uno sull'altro. Il ferro 
abbonda in tutte queste montagne. 
Yi si riscontrano frequentemente k- 



M A N 

ghi molto pescosi. Fra gli alberi , si 
rimarca il gobberah, che rassomiglia 
al fico, il cui frutto è poco grato, ed 
il tronco del quale ha d' ordinario 
36 piedi di circuito; il tamarindo, il 
gigantesco fico selvatico ed il man- 
gio; delie arachidi abbondano nel- 
le valli. Le foreste che cingono que- 
sto paese servono di asilo a molti 
leopardi e pantere; nell'interno del 
Mandara, evvi una specie di serpente 
velenoso chiamato liff'a , ed un gran 
numero di scorpioni. — I Mandarini 
differiscono vantaggiosamente dai Bor- 
nesi. Gli uomini hanno la fronte alta 
e piatta, grandi occhi brillanti, naso 
qtiasi aquilino, capelli fini ed arric- 
ciati, ed una fisonomia viva ed in- 
telligente; le donne hanno una bella 
figura, che passò in proverbio, mani 
e piedi piccolissimi, ed una protube- 
ranza posteriore tanto spinta quanto 
quella delle Ottentote, ciò che rende 
una schiava mandarana di grandissi- 
mo prezzo per un Turco. Questi po- 
poli lavorano il ferro con molta abi- 
lità, e ne fanno delle picc. stanghe, 
dei cardini ed una specie di zappa 
per sarchiare il cotone, che spedisco- 
no nel Bornu. Le porte esterne di 
tutte le loro abitazioni sono fatte 
di pezzi di legno congiunti insieme 
con pezzetti di ferro. Sono musul- 
mani di religione ; vi si trovano al- 
cuni kerdis (infideli), le cui case sono 
aggruppate sui fianchi e le sommità 
delle montagne che circondano la ca- 
pitale, e i quali sono di continuo op- 
pressi dal sultano. Nelle montagne 
del S. abitano certi popoli che s'im- 
brattano il corpo con colori diversi, 
e vivono in comune senza riguardo 
ai gradi di parentela. Le città di Mos- 
féia e di Dorkollah, nel S. E. , stanno 
in potere dei Fellatas. — Il Man- 
dara era, col Karòoua, situato all'O. , 
in potere di un sultano kerdi (infe- 
dele), al quale li Felani di Mosfe'ia 
e di Kora tolsero il primo di questi 
paesi; suo figlio, che pervenne a ri- 
cuperarlo, non potè conservarlo che 
facendosi musulmano; esso risiedeva 
a Deló, allora sua capitale, ma le mu- 
ra di questa città offerendogli poca 



MAN 

sicurezza contro gli attacchi dei Fe- 
lani, verso il .1814 fondò Mora, a 2 
1. al S. S. O. , ove fa la sua resi- 
denza. Questo paese fu visitato , nel 
1823, dal maggiore inglese Denham. 

M ANDARI, popolo della Sarmazia asia- 
tica, secondo Plinio. 

MANDAS, bor. dell 1 isola di Sardegna, 
divisione del Capo-Cagliari, prov. e 
a 2 1. S. da Isili e a io 1. N. da Ca- 
gliari, capoluogo di distretto. Evvi 
un convento, e conta 2,200 abitanti. 

MANDAVA, riviera dell'Indostan. Ve- 
di Mandova. 

MANDAVIA o MODDI, MAUNDAVEE 
o MUDDI, città dell'In dostan inglése, 
ant. prov. di Kotch, distr. di Ranla, 
sulla costa settentr. del golfo di Kotch. 
Evvi un residente inglese). Ha un 
porto sicuro e comodo, da dove prin- 
cipalmente si asporta burro, gKani e 
cotone. Molto sofferse dal terremoto 
del giorno 16 giugno 1819. 

MANDAVIO, bor. degli Stati della Chic 
sa, delegazione di Urbino e Pesaro, 
a 6 1. ip S. da Pesaro e a 6 I. E 
S. E. da Urbino. 

MANDAYONA, bor. della Spagna, prov. 
e a 11 1. i(2 N. E. da Guadalaxara 
e a 2 1. ip E. da Jadraqua, in una 
bella valle, sopra un affluente del 
l'Henarez. Evvi un bel palazzo eretto 
dal cardinale Delgado. Conta 400 a- 
bitanti. 

MANDCHURIA, paese della China. Vedi 
Mandsciuria. 

MANDÉ (s.% vili, di Fr., dipart. della 
Senna, circond. e a 2 1. 3f4 N. N. E. 
da Sceaux, cant. e a if3 di 1. E. N. E. 
da A^incennes, e a 1 1. q4 E. S. E. da 
Parigi, presso il bosco di Vincennes. 
Vi sono alcune amene case di campa- 
gna , ed un beli' ospizio pei vecchi. 
Conta i,3oo abitanti. 

MANDE, popolo delle Indie, sul Gange, 
secondo Plinio, che lo pone in vici- 
nanza dei Malli e del monte Mallus . 

MANDEL, isola dello stretto di Malacca, 
presso la costa orientale di Sumatra, a 
-7 1. S. E. dall'isola di Pantjour. Lat. 
■N. o° 24'; long. E. io3° i5'. Ha 8 1. 
di lunghezza, dall'E. all'O., e 4 1. di 
larghezza, dal N. al S. 

MANDELHOLZ, vili, del reg. di Han- 



M A N 799 

«over, gov. di Hiìdesheim, principato 
di Grubenhagen, sulla Kalte-Bode, nelle 
montagne dell' Harz, Ha una fucina e 
pochissimi abitanti. 

MANDELLO, bor. del reg. Lom.-Ven., 

, prov. e a 5 1. E. N. E. da Como, distr. 
e a 2 1. N. N. O. da Lecco, sulla riva 
orientale del lago di questo nome. Vi 
si osserva il palazzo Airolcli. 

MANDEO, riviera della Spagna, prov. di 
La Corogna, in Galicia, che ha origine 
presso il villaggio di Grijalva, scorre 
N. N. O., riceve il Mendo alla sinistra, 
a Betanzos, e si getta neh" Atlantico 
col mezzo di una larghissima imboc- 
catura, a 1 1. ij2 E. da La Corogna, 
dopo un corso di 12 leghe. 

MANDEPA, fortezza della Tracia, nella 
prov. di Rodope, fabbricata da Giu- 
stiniano. 

MANDERÀ, collina della Nubia. Vedi 
Mandeyr. 

MANDERSCHEID, bor. degli Stati-Prus- 
siani, prov. del Basso-Reno, reggenza 
e a 7 1. 3(4 N. N. E. da Treveri, circ. 
e a 3 1. N. O. da Wittlich, sulla riva 
destra del Lieser. Conta 600 abitanti . 
Era prima una contea libera ed im- 
mediata deirAlemagna, nel circ. di 
Westfalia. 

MANDETRIUM, città della Dalmazia, 
secondo qualche esemplare di Plinio, 
credendo però alcuni che si debba dire 
Andetrium. 

MANDEURE, Mandubia^ Manduria, 
Epamanduodurum, vili, di Fr., dipart. 
del Doubs, circond. e a 1 1. i[2 S. S. 
E. da Montbelliard, cant. e a 2 1. N. 
N. O. da Blamont, presso la riva de- 
stra del Doubs. Evvi una fabbrica di 
percal, e conta 700 abitanti, Questo 
vili, occupa una porzione del sito di 
Epamanduodurum , di cui parla Ce- 
sare ne' suoi commentari nominando 
i Mandubj che l'abitavano. Alcuni la 
dicono rovinata da Attila. Vi si vedono 
ancora varie vestigia di templi, bagni, 
palazzi, ec, e gii avanzi di un bel 
teatro, scoperti nel 1820; di tempo 
in tempo vi si trovano pure delle 
medaglie. Una bella strada romana 
conduce da questo luogo a L'ile-sur- 
Ìe-Doubs. — Il territorio di Mandeure 
aveva 4 h di giro e formava in addio- 



8oo M A N 

irò un principato del suo nome , la 
cui sovranità apparteneva agli arcive- 
scovi di Besanzone; all'epoca della 
rivoluzione emigrò l 1 arcivescovo tito- 
lare, e, morto qualche tempo dopo, 
gli abit. si costituirono allora in re- 
pubblica, ma un decreto della Con- 
venzione Nazionale riunì subito que- 
sto piccolo stato alla Francia. 

MANDEYR o MANDERÀ, collina della 
Nubia, nel Sennaar, a 25 1. E. dal 
confluente del Bahr-el-Abiad e .del 
Bahr-el-Azrak , al i5° 30' di lat. N., 
e nell' isola di Méroè. E' composta di 
granito, e tappezzata di erbe e di 
qualche arboscello che cresce fra le 
pietre. Vi sono dei serba toj , scavati 
nella terra intorno alla collina, onde 
conservar l 1 acqua durante qualche 
tempo. Vedonsi alcune rovine di edi- 
fìzj vastissimi in pietra di una gros- 
sezza smisurata, e coperte di sculture 
geroglifiche. 

.MANDGY o MANGEE, città dell'Indo- 
stan inglese, presidenza del Bengala, 
nel Bahar, distr. di Saron, verso il 
confluente della Gogra e del Gange, 
a 4 li O. N. O. da Tchoprah, e a 16 
I. O. N. O. da Patna. In vicinanza 
evvi un albero a banani di circa 870 
piedi di diametro. 

MANDHAR o MANDAR, paese sulla 
costa occid. dell'isola Celebe, fra i° ; 
e 3° di lat. S., confinante all'È, con 
una catena di montagne assai estese e 
scoscese. Gli abit. quivi vivono quasi 
indipendenti dagli Olandesi sotto capi 
che non vollero mai esegai re i trattati 
che fecero nel 1674, come gli altri 
principi di Celebe, colla compagnia 
olandese. Allorché gli olandesi gli at- 
taccano, essi si ritirano nelle montagne 
ove non è possibile di raggiungerli. 
Questo paese faceva parte dello stato 
di Macassar; possiede sulla costa la 
città di Mamuju. 

MANDIADINI, nazione Indiana, men- 
zionata da Arriano, abitante nelle 
montagne, verso la sorgente del fiu- 
me Namadus. 

MANDING, paese della parte orientale 
della Senegambia, al S. E. del Fula- 
du, al N. dell' Ouasselon, ed al S. O. 
del Bambara. Sembra non avere più 



;m a n 

di 4» I- d' estensione in tutti i Iati, 
E' attraversato dal Dialiba, ed in gran 
parte coperto da roccie aride. Si tro- 
vano nella sabbia delle riviere molte 
particelle d' oro, che le donne raccol- 
gono con destrezza. Questo paese di- 
videsi in un gran numero di picc. 
repubbliche aristocratiche . Kamalia 
n' è la città principale. 

MANDINGA o S. BLAS, baja del mare 
delle Antille, sulla costa N. O. della 
Colombia, dipart. dell'Istmo, al 9 3o' 
di lat. N. e 8i° 20' di long. O. Al N. 
O. si avanza il capo S. Blas. Ha circa 
io 1. di larghezza, altrettante di pro- 
fondità, e riceve la picc. riviera del 
suo nome . 

MANDINGUI o MANDINGHI, popoli 
sparsi nell'O. dell'Africa, parte nella 
Senegambia, ove abitano particolar- 
mente fra la Gambia ed il rio Grande, 
e dove sono chiamati altresì Saussais, 
parte nella Guinea superiore, ove si 
trovano di preferenza sulla costa di 
Sierra-Leone, verso il N., e dove 
pure si chiamano Sussus; si dice che 
questa nazione si trovi egualmente 
nella Nigrizia occidentale. Prende il 
suo nome dal paese di Manding, vi- 
cino del Bambara , da dove è veri- 
similmente originaria. Questi popoli 
sono di statura alta e svelta, e di un 
nero che partecipa un poco al giallo; 
le loro fattezze sono assai regolari, 
quantunque abbiano gli occhi gene- 
ralmente piccoli. Si vestono di tela 
di cotone, che fabbricano da loro 
stessi. Il vestiario degli uomini con- 
siste in una camicia, o veste ampia, 
con larghe maniche, in sotto calzoni, 
che giungono alla metà della coscia , 
in un berretto e sandali, portando 
sospesi alla coscia destra due coltelli 
rinchiusi in una guaina. 11 vestilo 
delle donne si compone di due pezzi 
di stoffa, di circa 6 piedi di lunghezza 
sopra 3 di larghezza, una delle quali 
serve per coprire la metà del corpo, 
e l'altra è gettata negligentemente 
sulle spalle. 11 carattere di questi po- 
poli è dolce, gajo, buono ed umano, 
rimproverandosi loro la inclinazio- 
ne al furto riguardo agli stranieri. 
Più accorti e inciviliti che d'ordì- 



MAN 

natio gli altri popoli dell' Africa, si 
trova presso di essi una specie di gra- 
dazione sociale ed il gusto per le 
scienze e le arti. Abitano dei villag- 
gi governati da capi, e professano 
la religione musulmana. I sacerdoti 
e i dottori del corano hanno il primo 
posto fra loro; vengono ordinaria- 
mente dopo, i capi o comandanti, 
ai quali vengono dietro i nyimalahs; 
poscia stanno gli uomini liberi , che 
però non godono una intera indi- 
pendenza, ed in fine gli schiavi divisi 
in due classi: quella dei domestici 
che non possono esser venduti senza 
il loro consenso, e quella dei prigio- 
nieri di guerra, o individui ridotti 
alla schiavitù per debiti o per con- 
danna. Si chiamano nyimalahs, quelli 
che esercitano uno dei quattro ge- 
neri d' industria in onore fra essi, e 
sono: i.° li fino od oratori, 2. li 
jellf o meiiestreli , 3.° li guananges 
o calzolaj, e 4° li noumos, o mani- 
scalchi; queste due ultime classi eser- 
citano le loro professioni ovunque 
con considerazione. I Mandingui sono 
pure abili chirughi e buoni macel- 
la], coltivatori, pastori e pescatori ; 
si vanta pure la loro destrezza a ser- 
virsi del fucile, sia alla caccia che al- 
la guerra. Gì 1 industrianti si spargono 
in gran numero nella maggior parte 
dell 1 Africa, e soprattutto da l'anger 
sino al capo Mesurado; anche in tempo 
di guerra sono ovunque bene accolti 
e sicuri . I villaggi dei Mandingui 
hanno tutti due pubblici edifizi ; cioè 
la moschea ed il luogo ove si trat- 
tano gli affari comuni. Le abitazioni 
consistono in un muro circolare di 
terra, di circa 4 piedi di altezza, a 
cui sovrasta un tetto conico in bam- 
bù, ricoperto di foglie. Non hanno 
un metodo artificiale per dividere il 
tempo , calcolano gli anni dal nu- 
mero delle stagioni piovose ; l'anno 
dividono in lune, e contano i giorni 
con altrettanti soli. I Mandingui giun- 
gono di rado ad una grande vec- 
chiezza ; a 4° ann i il maggior nu- 
mero è coperto di rughe, e diven- 
gono di grigi capelli. La febbre e la 
dissenteria sono le loro più «somuni 

Tosi, III. P, II. 



MAN 801 

malattie, alle quali si possono aggiun- 
gere il tetano, la elefantiasi, ed una 
lebbra perniciosa. La circoncisione è 
quivi in uso. Hanno un gran gusto 
•per la musica e la danza, ed i loro 
poeti improvvisano l'elogio di quelli 
xhe li pagano meglio, e calmano an- 
che colle canzoni la collera dei loro 
mali genj. Credono ad un Essere su- 
premo, e ad una vita avvenire, ove 
la virtù viene ricompensata ed il vi- 
zio punito ; ma suppongono che la 
divinità poco sì occupi delle cose 
mondane. Le donne si distinguono 
per la loro bellezza ed umanità. Cia- 
scuna d'esse non potendo possedere 
esclusivamente l'affetto del suo sposo, 
essendo quivi permessa la poligamia, 
concentrano la loro tenerezza nei fi- 
gli, che allevano con ogni cura. In 
generale quivi le donne sono trat- 
tate come serve, e la ordinaria lo- 
ro occupazione consiste a filare il co- 
tone, ed a tesserne delle stoffe, che 
tingono con indago e con un' arte 
che niente può alterarne il colore. La 
lingua mandingua, più ricca che quella 
degli altri negri, è in qualche modo 
la lingua del commercio neil' Africa 
occidentale. 

MANDINIES, villaggio della Tur. euro- 
pea. Vedi Mandanies. 

MANDJALY o MANJAULY, città del- 
l'indostan inglese, presidenza del Ben- 
gala, neli 1 Aoude, distr. e a 20 1. S. 
E. da Gorekpour, presso la riva sini- 
stra del Piccolo-Gondok. 

MANDJERA o MANIERA, riviera del- 
l'Indostan, nei possedimenti del Nizam. 
Ha la sua sorgente nella parte merid. 
dell' Aureng-abad, verso le frontiere 
dei possedimenti inglesi, a circa 16 I. 
E. S. E. da Ahmed-nagor, attraversa 
la parte merid. del Beyder, innaffia il 
N. O. dell'Hayder-abad , ritorna nel 
Beyder, e si congiunge al Godavery, 
alla destra, a i5 1. E. -da Nandiiir, do- 
po un corso di circa i3o 1., in due 
direzioni principali, prima all'È. S. E., 
poi al N. 1 suoi principali affluenti so- 
no la Tierna ed il Ponuair, a destra, 
ed il Manhat, a sinistra. 

MANDJERAT , stretto dell' arcipelago 
della Sonda. Vedi Man&jdera'ì. 
104 



8o2 MAN 

MANDJUR, città della Tur. asiatica, pa- 
scialicato di Caramania, sangiacato e 
a 4 '• S. E. da Kircheher. I dintorni 
sono bene coltivati con giardini. 

MANDJURIA, paese dell'impero chine- 
se. Vedi Mandsciuria. 

MANDO o MONDU, MANDO W o 
MUNDOO, città dell' Indostan, ad 
Holhar, nel Malva, capoluogo di di- 
stetto, a \(\ 1. S. O. da Indour e a 
24 1. S. S. O. da Oudjehi. Ha una 
fortezza sopra una montagna. La va- 
sta estensione del terreno che occupa 
questa città è in parte coperta di 
rovine, delle quali le più osservabili 
e meglio conservate sono il Djamé- 
Meshehed, ed il mausoleo del sultano 
Hossein-Aly-shah. Una guarnigione 
maratta difende la fortezza, e alcuni 
Bhyls nomadi hanno delle abitazioni 
in mezzo a queste ruine . — Mandò 
fu nella sua origine la capitale di 
un principato indostano ; durante una 
parte del XIII secolo e per tutto 
il XIV, essa fu la capitale dei Khil- 
lighis, sovrani maomettani del Mal- 
va , e sotto il regno di questi tri- 
timi, divenne grande e florida ; aveva 
allora, coi suoi sobborghi e giardini, 
più di 7 1. di circonferenza, e chia- 
mavasi Shadi-abad ; la fortezza rin- 
chiudeva altresì belli monumenti . 
Nel i534, l'imperatore Horaayon se 
ne impadronì quasi senza combattere, 
mentre la guarnigione, composta di 
più migliaj a di uomini, prese la fuga, 
perchè circa 3oo Mogoli vi avevano 
scalate le mura durante la notte; da 
questa epoca conta la sua decadenza. 
— 11 distr. di Mandò è montuoso, e 
non è così bene coltivato quanto lo 
potrebbe essere, perchè infestato dai 
Bhyls. 

MANDOK, bor. della Ungheria, comi- 
tato di Saboltsch, marca e a 3 1. N. 
E. da Klein-Wardein, e a 18 1. i[2 
S. E. da Kaschau. 

MANDOLA, vili, degli Stati della Chie- 

. sa, delegazione e a 5 1. ip E. S. E. 
da Camerino, e a 5 1. ip O. N. O. 
da Ascoli. Vi si tengono 6 annue 
fiere. 

MANDOLY o MAREGORION, isola 
dell'arcipelago delle Molucche, presso 



M A N 

e al S. O. di Batchian. La*. S. o° 3o'; 
long. E. 124 45 ; . Ha circa 8 1. di 
lunghezza dal N. O. al S. E., sopra 
2 1. di larghezza. 

MANDONIUM, antica città d'Italia, se- 
condo Plutarco. 

MANDORI, popoli della Libia interiore, 
che si estendevano sino ai Daradi, se- 
condo Tolomeo. 

MANDOUY o MAUNDWY, città del- 
l' Indostan inglese, presidenza di Bom- 
bay, nel Goudjerate, distr. e a 7 1. E. 
N. E. da Surate, sulla riva destra del 
Tapty. 

MANDO VA, riviera dell' Indostan, nel 
territorio portoghese di Goa. Discende 
dal versatojo O. delle Gatte occid. , 
e si getta nel mare di Oman, dopo 
aver bagnato la costa settent. dell' i- 
sola di Goa, e sotto le mura della 
città di questo nome, dopo un corsa 
di circa i5 leghe. 

MANDRACIUS-PORTUS, porto dell'A- 
frica, in vicinanza di Cartagine, se- 
condo Procopio. 

MANDRERÈI, riviera della parte merid. 
dell' isola di Madagascar. Ha origine 
nel paese dei Machicori, scorre al S., 
poi al S. E., e si getta nell'oceano 
Indiano, fra gli Artenossi e gli Am- 
patri, a 20 1. E. N. E. dal capo s.ta 
Maria, dopo un corso di circa 45 le- 
ghe. Limita all' O. il paese del suo 
nome, che ha circa 25o 1. di super- 
ficie . 

MANDRI o MANDI, popoli delle Indie, 
secondo i diversi esemplari di Pli- 
nio, che non passavano mai gli an- 
ni 4°ì e l e donne atte erano al ma- 
trimonio giovanissime. Si cibavano di 
cavallette, erano famosi nella corsa, 
ed avevano tre città. 

MANDRIA, due vili, del reg. Lom.-Ven., 
nella prov. di Padova, l'uno distr. di 
Padova, e V altro di Monta guana. 

MANDRINO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Pavia, distr. di Landriano. 

MANDRIOLA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Padova. 

MANDROPOL1S, città della Frigia, se- 
condo Stefano il geografo. Tito Livio 
la situa fra la Palude Carati te e la 
città di Lagos, a poca distanza da Ci- 
byra e Termessa. 



M A N 
MANDRUI, popolo dell'Asia, verso la ' 

Batriana, nominato da Plinio. 
B1ANDRUGNO, vili, del rag, Lom.-Ven. , 

prov. di Pavia, distr. di Binasco. 
MANDSCIURIA o MANDJUR1A, pae- 
se della China, di cui forma la par- 
te N. E., fra 38° 58' e 55° 3o' di 
lat. Bfc-S e fra n4° e 13*)° di long. 
E. Tocca verso il S. O. la Chi- 
na propriamente detta, verso PO. 
la Mongolia, verso il S. la Corea, e 
verso il N. la Siberia. Partendo dalla 
porta Chan-ha'i-kouan , nella Grande 
Muraglia, le frontiere merid. della 
Mandsciuria seguono la riva settentr. 
del golfo di Liao-toung e quella del 
mar Giallo, sino alla imboccatura del- 
l' Yalou; in questo sito esse lasciano 
il mare , e si estendono lunghesso 
i limiti settentr. della Corea sino al 
mare del Giappone. I limiti orientali 
seguono la costa di questo mare e 
dello stretto che divide Pis. Sakhalian 
dal continente, dirigendosi verso il 
N. E., poi verso il N., sino al punto 
che segna il principio del territorio 
russo, sul mare di Okhotsk, un poco 
al N. della imboccatura dell' Amur. Le 
frontiere settentr. prendono la catena 
dei monti Stanovo'i, poscia PArgun, 
dal punto ove riceve il nome di Amur 
sino al lago Kulun; quelle dell 1 O. 
seguono la Kalka, il Tchol , il Nun, 
il Sunggari, che lasciano verso Be- 
dounè, e vanno a raggiungere la pai- 
lizzata di Liao-toung, poi la Grande- 
Muraglia, a poca distanza dalla porta 
Chan-ha'i-kouan, sul limite della prov. 
di Tchi-li. La Mandsciuria ha più di 
4oo 1., dal N. al S., e quasi altrettante 
nella sua maggiore larghezza, dall' E. 
airO.; la sua superficie è di circa 
f)5,ooo leghe. Comprende le prov. di 
He-loung-kiang o Sakha-lian-oula, di 
Ming-king e di Ching-king ( antico 
Liao-toung), coi cantoni di Kirin e 
di Ningguta. — Le montagne che 
coprono la Mandsciuria appartengono 
a quattro principali catene; quella dei 
monti Stanovo'i al N., chiamata dai 
Chinesi Hing'an; un'altra catena di 
Hing'an, che si estende dal N. al S. 
nella parte occid. della contrada; quel- 
la che, inalzandosi nella parte merid., ! 



MAN 8o3 

comprende il Tchang-pe-clian, o Cha- 
nyan-alin, sì celebre nella istoria dei 
Mandsciuri ; infine la catena situata 
lungo la costa del mare del Giappone, 
e di quel golfo allungato chiamato 
Manica di Tartaria, che ne forma la 
porzione settentrionale. In generale, 
queste mont. sono di mediocre eleva- 
zione, e si crede che le loro più ele- 
vate sommità non superino 8,ooo 
piedi. — L'Amur, nella lingua mand- 
sciuria Sakhaìian-oula, ed in chinese 
è il maggior fiume 
il 

centro ed il N. E., e del quale riu- 
nisce quasi tutte le acque; si osser- 
vano, fra i suoi affluenti, il Sung- 
gari, l'Oussouri, il Tondon, il Nem- 
denkte, a destra, ed il Dzinghiri, il 
Nicuman, il Kerin ed il Khenggoun, 
a sinistra. Nel S. O., scorre il Liao, 
che si getta nel golfo di Liao-toung; 
il Hinka, nel S. E., è il lago il più 
riguardevole. — Il suolo della Mand- 
sciuria e di natura assai variata ; si 
mostra parte argilloso e calcareo , 
parte sabbioso, granellato o paludoso, 
ma è fertilissimo quasi da per tutto. 
Sulla costa orientale, la più brillante 
verzura incantò gli sguardi di La Pe» 
rouse e di Krusenstern. u Noi vi ri- 
scontrammo a ciascun passo, dice la 
relazione del primo di questi naviga- 
tori, rose, gigli, mughetti, e racco 1- 
gemmo in gv. abbondanza cipolle , 
appii, acetose, ed altre piante simili a 
quelle delle nostre praterie; i pini 
coronavano le sommità delle monta- 
gne, e le quércie incominciavano a 
mezza costa; le rive dei ruscelli era- 
no piantate di salici , bettule ed ace- 
ri, e nel lembo dei gran boschi, si 
vedevano pomi, lazzcruoli in fiore, 
con gruppi di nocciuoli ?> . — L'in- 
terno del paese, soprattutto sulle ri- 
ve dell' Amur, non offre un aspet- 
to niente meno delizioso; magni- 
fiche foreste adornano i dintorni di 
questo fiume. 11 clima è piuttosto 
freddo che temperato, ciò che devesi 
senza dubbio alla elevazione generale 
del suolo, ed alla grande abbondanza 
dei boschi; gl'inverni sono lunghi e 
rigidi, incominciando la fine di set- 



8o4 MAN 

tembre sino alla fine di aprile. Da 
un altro lato l'estate è caldissima. 
Soltanto nella parte merid. si trova- 
no terreni coltivati; là crescono il 
gelso, l'albicocco ed il persico; vi si 
raccoglie fermento, orzo, piselli, Sa- 
racino, diverse piante oleose, tabacco, 
zenzero o piuttosto jen-chen; pianta 
medicinale assai stimata dai chinesi . 
Le montagne sono generalmente co- 
perte dagli stessi alberi che popolano 
ìe foreste della Europa centrale. — 
La cura delie mandrie è la principale 
occupazione della maggior parte de- 
gli abitanti; i grassi pascoli circon- 
dati da corsi d'acqua, e che tappez- 
zano i fianchi delle montagne, no- 
driscono molte capre , bestie a cor- 
na e montoni. La renna si riscontra 
nel N., ove trascina le slitte, a cui è 
spesso impiegato anche il cane. I Mand- 
sciuri sono appassionati per la caccia, 
ed uccidono molti animali a belle pel- 
li, come volpi di diverse specie, mar- 
tori, zibellini, armellini, lontre, ca- 
stori, orsi macchiati e neri, lupi, 
linci, molte sorta di antilopi, e dei 
cignali; si possono anco ricordare, 
fra gli animali selvaggi di questo pae- 
se , 1' arghali o montone selvaggio , 
il riccio, la marmotta ed il lepre. 
Fra gli uccelli, si distingue Targo, 
molte specie di fagiani e. falconi, gaz- 
ze, merli, ec. La pesca è quivi ab- 
bondantissima, tanto nei corsi d'a- 
cqua che nel mare; il sermone, lo 
sturione, il carpio, l'anguilla, l'argen- 
tino, l'ictiocollo, ed una infinità di 
altri pesci delicati popolano l' Àmur 
ed i suoi affluenti, e nodriscono in- 
tere tribù. Il regno minerale offre 
rame e ferro, ma poco se ne cura 
lo scavo ; il nitro ed il sale si tro- 
vano in diversi luoghi. — Una indu- 
stria un po' perfezionata non esiste 
che nelle parti S. O., ove la influenza 
della vicinanza della China fece in- 
trodurre qualche arte. Nel restante, 
gli abit. nomadi o ictiofagi aggiun- 
gono ai prodotti della loro caccia e 
della pesca quasi tutto ciò che loro è 
necessario. Le pelli, gli oggetti in fer- 
ro, i tessuti, e qualche articolo di 
adornamento che si trova fra essi,^ 



MAN 

vengono dalla China propriamente 
detta. I Mandsciuri danno, in cambio, 
pelliccerie, e pesce secco e salato. Il 
loro commercio colla Russia è molto 
considerabite, e si fa maggiormente a 
Tzurukhaitu, presso l'Argun ; vi si 
conduce una gran quantità di bestia- 
mi. — Non si ha alcuna nozione pre- 
cisa sulla popolazione della Mandsciu- 
ria; forse non si allontana molto dal- 
la verità chi la calcola a 2,000,000 
individui. Gli abit., compresi sotto il 
nome di Mandsciuri, si compongono 
di Mandsciuri propriamente delti, di 
Daurii o piuttosto Dakhurii, di Tun- 
gusi, di Humari, di Ghilaki, di Yu- 
pi, di Qrotsko, di Iihedjen, che, 
coi Fiakha, occupano il paese di San- 
dali , verso l' Amur inferiore . Gli 
Amos dell' isola Sakhalian o Taraka'i 
frequentano le cosle orientali, e, nel- 
le parti meridionali, vi sono Chine- 
si e Corei. I Mandsciuri appartengo- 
no a quella gran razza giallastra che 
popola l'Oriente dell'Asia; hanno for- 
me più robuste, ma una fisonomia 
meno espressiva che i Chinesi. Le donne 
non hanno i piecli sfigurati, come quelli 
delle donne chinesi, per una troppo 
stretta calzatura ; la loro pettinatura 
consiste spesso in fiori naturali od ar- 
tifiziali. Secondo le relazioni dei Gesuiti, 
questi popoli non hanno né templi, né 
idoli; venerano un Essere supremo, 
che chiamano l'imperatore del Cielo. 
Probabilmente la loro vera religione 
non è che lo sciamanismo o il politei- 
smo ragionato. 11 Mandsciu è il più 
perfetto ed il più dotto dei tartari 
idiomi ; non incominciò ad essere 
scritto che nella prima parte del XVII 
secolo, a cura del principe Tachè, che 
incaricò alcuni dotti onde disegnar 
le lettere secondo quelle dei Mon- 
goli; l'alfabeto di questo idioma pre- 
senta i,5oo gruppi di sillabe. Si os- 
serva nel Mandsciu la frequenza delle 
parole imitative, una estrema dolcez- 
za, una grande ricchezza in particel- 
le che si unisce alle parole, e che 
ne modificano il senso, un'ammirabile 
varietà d'inflessioni date ai verbi, 
ed un gran numero di radici che ras- 
somigliano a quelle delle lingue ger- 



MAN 

maniche o pelasgiche della Europa; 
queste radici, comuni alle lingue di- 
vise per tutta la estensione di una 
metà del globo, sembrano indicare 
che i Mandsciuri sieno originari di 
paesi più occidentali di quelli che a- 
bitano al presente, benché pongano 
eglino stessi la loro originaria dimora 
nei monti Chanyan-alin. Checché ne 
sia, non è che verso la fine dei XVI 
secolo che i Nieou-tchè (antico nome 
dei Mandsciuri) incominciarono a for- 
marsi in corpo di nazione; nel i586 
alcune delle loro orde ottennero dai 
Chinesi la permissione di stabilirsi nel 
Liao-toung, e tosto la guerra fu di- 
chiarata fra i due popoli. Allora i 
Nieou-tchè si formarono in confede- 
razione, e si scielsero diversi capi ; 
tino dei più celebri è Tachè, chia- 
mato poscia Ta'i-tsou-kao-hoang-ti, 
che, nel 1616 , diede alle tribù riu- 
nite sotto i suoi stendardi, il nome 
di Man-dsciu , o Man-tcheu ( parole 
che significano regione piena o po- 
polati 's sima). Verso Tanno iG/jo, que- 
sta bellicosa nazione intraprese la con- 
quista della China, ed uno de 1 suoi 
principi fu il primo imperatore della 
dinastia Thsing, che governa attual- 
mente questo impero ; ma la obbe- 
dienza che serbano i Chinesi è me- 
sehiata di odio, ed interrotta spesso 
da ribelloni particolari e frequenti; 
essi disprezzano i loro vincitori, e li 
risguardano come selvaggi. Questa e- 
stensione della potenza dei Mandsciu- 
ri nocque alla stessa Mandsciuria, men- 
tre le migliori famiglie del paese 
emigrarono nelle provincie conqui 
state. 

MA1SDUBII, popolo della Gallia, se 
condo Cesare e Strabone, compreso 
nella prima Lionese, ed avente Sle- 
sia per città principale. 

MANDUMA, città del reg. di Napoli, 
prov. della Terra di Otranto, distr. 
e a 8 1. it2 E. S. E. da Taranto, 
a 9 1. S. Ò. da Brindisi, capoluogo 
di cant. , in una bella pianura. Ha 6 
conventi ed un orfanotrofio . Conta 
4,6oo abitanti. — Quest' antica città 
della Messapia, apparteneva ai Taren- 
tini, e fu distrutta quasi del tutto 



IVI A N 8o5 

da Fabio Massimo, nella seconda guer- 
ra Puniea, secondo Plinio. Portò per 
lungo tempo il nome di Casale-Nuo- 
vo, ma, nel 1790, il re permise che 
riprendesse il suo antico nome. Molto 
sofferse pel terremoto dell'anno 1783. 

MANDVY o MAUNDVEE, città dellTn- 
dostan inglese, presidenza e a 5 1. S. 
S. E. da Bombay, nell' Aureng-abad, 
distr. di Calliany, presso la punta di 
Toll, sulla riva merid. del porto di 
Bombay. La pesca vi è assai produt- 
trice. 

MANDI o MAUNDEE, città dellTndo- 
stan inglese, presidenza e prov. del 
Bengala, distr. e a 22 1. N. O. da Mi- 
dnapour, nel paese di Manboum. 

MANDY-VAYAL, città della Nigrizia, 
nel Mandara, a 6 1. S. da Mora. 

MANE, vili, di Fr. , dipart. delle Basse- 
Alpi, circond. , cant. e a ij2 1. da 
Forcalquier, con i,5oo abitanti. Vi si 
tengono quattro annue fiere. 

MANE, paese sulla costa occid. dell 1 i- 
sola di Madagascar, alla estremità me- 
rid. del reg. dei Sedavi, verso la im- 
boccatura della Mansiatre. 

MANEBACH, vili, del due. di Sassonia- 
Coburgo-Gotha, principato di Gotha, 
giurisdizione patrimoniale di Elger- 
sburg, ail.O, da Ilmenau. Vi sono 
due segatoj, una usina da nero di 
fumo, ed una a pece, ed una minie- 
ra di carbon fossile. Conta 4 00 abi- 
tanti. 

MANEGG, castello fortificato, ma rovi- 
noso, della Svizzera, cant. di Zurigo, 
sul monte Albis. Era, al principio del 
XIV secolo, il soggiorno di Bitdiger- 
Maness, ed il luogo di riunione dei 
poeti svizzeri e tedeschi i più distinti 
di quel tempo. 

MÀNEI, popolo della Spagna, verso la 
imboccatura del fiume Baetis, secondo 
Festo Avieno. 

MANEKPOUR o MANICKPOOR, città 
dell' Indostan, stato del nabab di Aon- 
de, nell' Allah-abad, capoluogo di di- 
stretto, sulla riva sinistra del Gange, 
a 2 1. N. N. E. da Korrah e a i5 1. 
N. O. da Allah-abad. La sua situa- 
zione è deliziosa e fa un commercio 
assai considerabile. Eravi un tempo 
un forte in mattoni. — Il distr. di 



8o6 MAN 

Manehpour è ricco in cotone, tabacco 
e zucchero. 
MANER, riviera dell' Indostan inglese, 
presidenza di Madras, nel Karnatieo, 
distr. di Ongole. È formata dalla riu- 
nione dell 1 Oppair e del Pillepair, che 
discendono dal versatojo orientale dei 
monti Elgondaj scorre all'È., e si 
getta nel gólfo del Bengala, ai S. E. 
di Singraconda, al i5° l\' di lat. N. , 
dopo un corso di circa i5 leghe. 

MAINERÀ, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Como, distr. di Appiano. 

MANERRA, vili, -del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Brescia, distr. di Salò. 

MANERBE, vili, di Fr. , dipart. del 
Calvados, circond. e a 2 1: i{2 S. da 
Pont-1'Evèque, cant. e a 2 I. S. O. da 
Rlangy, con 1,000 abitanti. 

MANERBIO, bor. dei reg. Lom.-Ven. , 
prov. e a 4 ì- 3(4 S. S. O. da Brescia, 
distr. e a 1 1. i|4 O. da Leno, sulla 
riva destra del Mella. Conta 3,200 
abitanti. 

MANERU, bor. della Spagna, prov. e a 
3 1. 3[4 S. O. da Paraplona, nella Na- 
varra, e a 3 1. E. N. E. da Estella, 
nella valle del suo nome, sopra un 
affluente del Salaclo. • Evvi un castel- 
lo ed un ameno passeggio . Vi si 
fanno dei merletti, e conta 1,400 i,_ 
bitanti. 

MAN.ES (LOS), capo dell'America sci- 
tenlr. , sulla costa di Darien, ai 9 
28' di lat. N. 

MANETIN o MANJETIN, città della 
Boemia, circ. e a 6 1. ip N. N. O. 
da Pilsen, e a 6 1. E. da Tepel, ca- 
poluogo di una signoria, sulla riva 
sinistra della Strzela. Ha una fabb. 
di panni e casimiri, e cave di lavagna 
ed allume. Conta circa i3o abitazioni. 

MANEVA'f, picc. isole del Grande-Ocea- 
no equinoziale, nell'arcipelago di s.ta 
Cruz. Fa parte del gruppo di Vani- 
lioro, ove la Pérouse fece naufragio. 

MANFALUT o MANFALAT, che i viag- 
giatori scrivono Monfalu^ Manfeìu. 
Monfelut, Momfallot, ec. città del- 
l'alto Egitto, prov. e a 6 1. N. N. O. 
da Siut, e a 11 1. S. S. E. da Me- 
laui-el-Arich: presso la riva sinistra 
del Nilo, in mezzo una fertile pia- 
nura. E' grande, murata, e bene fab- 



M A N 

bricata. Vi sono due chiese coffe, e 
fabbriche di panni. Fa un conside- 
rabile corani, di grani. 

MANFO, bor. della Sicilia, prov., distr. 
e a 4 1- S. E„ da Trapani. 

MANFREDONIA (GOLFO DI), Sinus 
Urias e Slponticus sinus, nell'Adria- 
tico, sulla costa N. E. del reg. di Na- 
poli, ove bagna le prov. di Capita- 
nata e della Terra di Bari. L'ingres- 
so è determinato al N. dalla estremi- 
tà orientale del monte Gargano, ed 
al S. da una punta che si avanza al- 
l'È, di Barletta ; questi due punti 
stanno a i3 1. l'uno dall'altro. 11 gol- 
fo ha 8 1. di profondità, e riceve le 
acque dei laghi dì Pantano-Salso e 
di Salpi, situati presso la costa . A 
fondo, si trova la città Manfredonia. 

MANFREDONIA, Manfredonia , città 
del reg. di Napoli, prov. di Capita- 
nata, distr. e a 8 1. N. E. da Fog- 
gia, e a 21 1. N. O. da Bari, capo- 
luogo, di cant., a 1 piedi del monte 
Gargano, sul golfo del suo nome. Lat. 
N. 4 t ° 3 7 ' 53"; long. E. i3°35'i6". 
È sede di un arcivescovato , piazza 
forte di quarta classe, e di molto com- 
mercio di transita delle merci che 
dai porli dell'Adriatico vi approda- 
no dirette per Napoli. Evvi un ospe- 
dale. Dal suo porto, che è buono, si 
esportano molte granaglie. Vi si ten- 
gono due annue fiere, e conta 5,ooo 
abitanti . Nelle vicinanze vi sono 
ricche saline. — Fu questa città 
fabbricata nel i25r, da Manfredi, fi- 
glio naturale dell'imperatore Federi- 
co lì, colle rovine di Sipontum^ cit- 
tà distrutta nel i25o, e, secondo al- 
tri, in vicinanza di questa città, di 
cui vedonsi gli avanzi nei dintorni. I 
turchi la presero nel 1620, e l'ab- 
bandonarono dopo averla incendiata. 
Poco tempo dopo , fu ristaurata e 
fortificata. Nel i56? vi si tenne un 
concilio provinciale. f 

MANFUHAH (EL), città dell'Arabia, 
prov. d'El-Ared, a 8 1. S. E. da Der- 
réyéh. E' bene fabbricata in pietra ed 
argilla. Vi si contano 2,000 famiglie. 
1 turchi ne distrussero le mura. 

MANGA, baja dell'isola di Madagascar. 
Vedi Antongil. 



MAN 

MANGILA, forte dell'isola di Sumatra, 
nel paese di Lampong, sul Tulang- 
Buvang, a circa 12 1. dalla imbocc. 
di questa riviera. 

MANGALI o MANGAL1A, Callatis , 
città della Tur. europea, nella Bul- 
garia, sangiaccato e a 26 1. E. S. 
E. da Silistria, e a io 1. S. da Ku- 
stendjè, capoluogo di distr., sul mar 
Nero, ove ha un esteso porto, col 
cui mezzo si fa un commercio di 
grani. 

MANGAL-NATHCA-THAN , luogo di 
divozione consacrato a Mahadeva, nel- 
lTndost. inglese, presidenza del Ben- 
gala, nel Gorval, presso la riva de- 
stra del Baghiraty, a i5 1. N. O. da 
Sirinagor. 

MANGALQRE o KORYAL , città e 
porto delFIndost. inglese, presidenza 
di Madras, capoluogo della prov. di 
Kanara e del distr. di Kanara me- 
ridionale, a 45 1. O. N. O. da Se- 
ringapatam, e a circa 4°° L $• O. da 
Calcutta, sopra un bel lago che im- 
mediatamente comunica col mare di 
Oman, e che riceve al S. la Comar- 
dauri. Evvi una corte di ziilah, ed 
una riceltoria generale. E 1 assai gran- 
de, bene fabbricata, e cinta da mura 
fiancheggiate da torri ; vi si trovano 
molte moschee, una chiesa, un tem- 
pio di djairi -e belli bazari. 11 por- 
to non può ricevere che picc. basti- 
menti; il suo ingresso è quasi chiuso 
da un banco che cangia continua- 
niente il passaggio, e |non v' è buon 
ancoraggio che verso la imboccatu- 
ra della riviera. Questa città è una 
delle migliori piazze commerciali del- 
la costa ; vi si esporta principalmente 
del riso per Goa, Bombay e pel Ma- 
labar , del pepe , legno di sandalo, 
cassia, zafferano, cardamomo, una spe- 
cie comune di cannella, ec; le impor- 
tazioni consistono principalmente in 
zucchero, sale, ec. I conti si tengono 
in pagode sultanine, in rupie ed in 
anas : la pagoda e 4 rupie ; la ru- 
pia ;=} 16 anas o circa 2 fr. 70 cen- 
tesimi. I pesi sono il seer o sida ^5 
278,460 gram., ed il manti ^3 13,083 
kilogram. ; un seer, misura di grani, 
s 7$ pollici cubi inglesi ; un seer di 



MAN 807 

pepe =3 5g5,2G6 gram. Mangalore 
è principalmente abitata da mapillas 
o moplays, che si dicono discenden- 
ti da Arabi, che vi si stabilirono prima 
della egira. Diconsi ascendere a cir- 
ca 20,000.^ — Non sembra che que- 
sta città sia stata conquistata dai mao- 
mettani prima di Hayder-Aly, che se 
ne impadronì nel i 7 63 ; gì 1 inglesi 
gliela tolsero nel 1768, ma egli la 
riprese poco tempo dopo. Nel 1788, 
gl'inglesi se ne resero padroni, e non 
la restituirono che nel 1784; Ha'y- 
der ne fece allora smantellare il for- 
te. Nel 1799, cadde di nuovo in po- 
tere degl'inglesi, insieme colla prov. 
di Kanara. I portoghesi vi avevano 
un banco. 

MANGAN, gruppo d'isole del golfo san 
Lorenzo. Vedi Mingan. 

MANGAN ARI, porto sulla costa orien- 
tale dell'isola di Nio, nell'Arcipelago, 
al 36° 40' di lat. N. e 23° 4' di 
long. E. 

MANGANESES, bor. della Spagna, prov. 
e a 7 1. i[2 S. S. O. da Valenza, e 
a 1 1. i(4 N. O. da Benavente, sulla 
riva sinistra dell'Orvigo, al piede del- 
la Cervilla. Conta 600 abitanti. In 
vicinanza evvi una sorgente minerale. 

MANGANESES DE LA LAMPREANA, 
bor. della Spagna, prov. e a 5 1. i}2 
N. da Zamora, e a 4 L H 2 $• E. da 
Tabara, con 700 abitanti. 

MANGANUR , città delle Indie, al di 
qua dei Gange , secondo Tolomeo . 
Questo nome richiama alla memo- 
ria quello di Mangalor , città delle 
Indie. 

MANGAPETT, città dell'Indos., al Ni- 
zam, nell' Hayder-abad, distr. e a 3o 
1. E. da Ramghyr, e a 58 1. E. N. 
E. da Hayder-abad, sulla riva destra 
del Godavery. I dintorni sono abita- 
ti da una tribù indostai 
e dedita al ladroneccio. 

MANGARATTBA, bor. del Brasile, prov. 
e a 20 I. O. da Ilio-* de- Janeiro, nel- 
la baia di Angra-dos-Reys , ove i 
gran navigli possono ancorarvisi al 
sicuro. I portoghesi scacciarono poco 
a poco gì' indiani che 1' abitavano ; 
quelli che vi rimasero parlano la lin- 
gua portoghese, e vanno incivilen- 



808 MAN 

dosi, ma sono assai infingardi. Rie- 
scono eccellenti battellieri, e molti 
asscntono di servire sulle galere im- 
periali. L'agricoltura, diretta dai por- 
toghesi, prende da qualche tempo 

. accrescimento, e si vedono già molte 
piantagioni di caffè nei dintorni . 
Conia 3,ooa abitanti. 

MANGARAI, stretto dell'Arcipelago del- 
la Sonda, Vedi Man&deraì. 

MAN GARIN, porto sulla costa S. O. 
dell'is. di Mindoro, una delle Filip- 
pine. Lat. N. 12° 18' ; long. E. 
118 5?'. 

MANGASEIA, città della Russia asiati- 
ca. Vedi Toritkhansr. 

MANGATAI, montagna dell'impero Chi- 
nese, nel paese dei Kalka, fra la Kha- 

. ra e la Chara. Le cavità sono abita- 
te da una moltitudine di capre e 
gatti selvaggi, cervi, volpi e qualche 
orso. Le sommità vedonsi coperte di 
bettule. 

MANGAZA, riviera dell'interno dell' A- 
frica, nel paese d' Iambara. Sembra 
venire dal paese dei Mujaos, nei din- 
torni del lago Maravi, e si crede che 
dopo un corso lunghissimo al S. E., 
prenda il nome di Chire, sotto al 
quale si congiunge al Zambeze, nel- 
la capitaneria generale di Mozambico. 
Si dice che riceva un ruscello salato. 

MANGDERAI o MANGARAI, stretto 
dell'arcipelago della Sonda, fra le is. 
Flores e Komodo . Lat. S. 8° 4o>; 
long. E. 11 f 35'. Ha 8 1. di lun- 
ghezza sopra 5 di larghezza; la sua 
media profondità eccede 3o braccia. 
Questo stretto, pieno d'isolotti e di 
roccie, è poco frequentato. 

MANGDERAI, una delle isole della 
Sonda. Vedi Flores. 

MANGEE, città dell' Indostan . Vedi 
Mandgy. 

MANGEEA, arcipelago del Grande-0 
ceano Equinoziale. Vedi Harvey. 

MANGEEA, isola del Grande - Oceano 
Equizionale. Vedi Maica'ìa. 

MAN GÈ R, parrocchia della Norvegia, 
diocesi e a 7 1. N. N. O. da Rergen, 
bai. di Rergens-huus meridionale. Con- 
ta 3,5oo abitanti. 

MANGERTON, montagna della Irlan 
da, prov. di Muuster, contea di Ker- 



MAN 

ry, presso e al S. del lagb Killarney. 
Ha 44° tose di altezza. 

MANGHES TA - ITIOPIA, nome che gli 
abit. della parte montuosa dell' Abis- 
sinia danno al loro paese. 

MANGHISCLAK o MANGHICHLAK, ca- 
tena di montagne della Tartaria indi- 
pendente, fra il mar Caspio ed il ma- 
re di Arai, al N. di una steppa pie- 
trosa. Si estende dall' E. all' O., pres- 
so a poco dal meridiano del golfo 
di Tiuk- Carasu sino al capo Tuk- 
Raragan, che si avanza al S. O. del 
golfo Kottchak-Kultiuk . La sua es- 
tensione è di circa 8o leghe. Si lega 
verso 1' E. coi monti Airiaklia. 

MANGHISCLAK, golfo del mar Caspio. 

Vedi KoTTCHAK -KuLTIUK. 

MANGHISCLAK MANGHICHLAK, 

porto della Tartaria indipendente, sul- 
la costa orient. del mar Caspio, nel 
S. del golfo Kottchak - Kultiuk, a 65 
I. S. E. da Astrakan. Non vi sono a- 
bitazioni, e quando vengono alcu- 
ni navigli :russi di Astrakan, i Khi- 
vj, i Bukari, i Turcomani, ed i Kir- 
ghis, che conoscono la stagione in cui 
questi bastimenti usano di arrivarvi, 
non si allontanano molto dalla costa, 
e sono prontamente istrutti della lo- 
ro presenza ; allora vanno verso il por- 
to colie loro merci, ed incominciano 
i cambj. I Russi portano principal- 
mente tele, cera, sapone, cuoj prepa- 
rati, stagno e ferro in barre, acciajo, 
argento vivo, vitriolo, e quantità di 
piccoli articoli, prendendo, in cambio, 
della seta cruda in grandissima quan- 
tità, feltri di Circassia, cotone in bal- 
le e filato , robbia, incenso, pelli di 
montone, riso ed altri oggetti; que- 
sto commercio è tutto vantaggioso pei 
Russi. La maggior parte delle merci 
russe sono trasportate in Bukaria ed a 
Kiva, sul dorso di caramelli, per la 
strada che attraversa i monti Mang- 
hisclak. — Presso a questo porto si 
trova del corallo, e, a qualche distan- 
za, si vede il monte Abichtcha, il cui 
cratere manda continuamente un va- 
pore solforoso. 

MANGIA LUPO, vili, del reg. Lom.-Ven. 
prov. di Pavia, distr. di Landriano. 

MANGIDARA, paese nella parte N, E* 



MAN 

dell'isola Borneo, al S. del Pay tali ed 
ài N. E. del Tirun. 

MANGIOR, città della Tur. asiatica. Ve- 
di Mandjur. 

MÀNGKASAR regno e città dell' isola 
Celebe. Vedi macassar. 

MANGLE ( GRANDE ) o GRANDE I- 
SOLA DEL GRANO, isola del mar 
delle Antille, presso la costa del paese 
deiMosquitos, al n° /|5> di lat. N. e 84° 
35 ; di long. O. Ha circa l\ I. di lun- 
ghezza, dal N. N. E. al S. S. O., so- 
pra i 1 . di larghezza media, ed è de- 
serta, ma assai boschiva. Un poco al 
N. E. di questa is., evvi quella chia- 
mata la Piccola Mangle o la Piccola 
isola del Grano. 

MANGLIEU, vili, di Francia. Vedi 
Manlieu. 

MANGO (S.), bor. del Yegno di Napoli. 
Vedi Casalnovo. 

MANGON, isola del golfo Arabico, dal 
lato della Etiopia, in prospetto di 
Ptolemais-Ferarum , secondo Tolo- 
meo. 

MANGONA, picc. luogo del gr. due. di 
Toscana, prov. di Firenze, nel Mu- 
gello. 

MANGOTSFIELD, parrocchia della hi- 
gh., contea e a io 1. S. S. O. da Glo- 
cester, e a i 1 ip E. N. E. da Bri- 
stol, hundred di Barton - Regis, con 
3,200 abitanti. 

MANGRAL città dell'Indostan, nei Ra- 
dieputi, prov. di Malva, distr. di Cot- 
chouara, a 16 1. E. N, E. da Rota , 
presso la riva destra del Parbotty. 

B1ANGROLE o MAUNGROLE, città e 
porto dell'Indostan, nei possedimenti 
di Guykavar, nel Goudjerate, distr. 
di Babriavar, sul mare di Oman, a 
12 1. S. O. da Djounaghor. 

MANGROVE riviera della Nuova -Ze- 
landa, neir isola Eaheino - Mauwe. Si 
getta nella baja Mercurio. 

MANGS, gruppo di roccie del Grande 
- Oceano equinoziale, nel N. deir ar- 
cipelago delle Marianne. Lat. N. iq° 
4o; long. E. 143 12'. 

MANGTEPPEH, bor. della Tartaria in- 
dipendente, stato e a 38 1. E. S. E. 
da Kokan. 

MANGUEIRA, lago nella parte orienta- 
le della repubblica di Monte - Video, 
Toìvi. ili. I\ 11. 
\ 



M A N 809 

fra il lago Mirini e l'Atlantico. Ha cir- 
ca 20 1. di lunghezza, dal N. E. al 
S. O., e la sua larghezza mai non ec- 
cede 1 lega. Dileguasi nell' Atlantico. 

MANGUICHLAK, porto e montagne 
della Tartaria indipendente . Vedi 
Manghisclak. 

MANGU1S, gruppo d'isole del Grande 
- Oceano equinoziale. Vedi Menguis. 

MANGUL o MANGOUL, distretto della 
costa occid. di Ceylan, sulla baja di 
Condatchy. 11 villaggio di Manche- 
catty n' è il luogo principale. 

MANGURU, MANGOUROU o TANTA - 
MANE riviera di Madagascar, che ha 
origine nel versatolo orientale delle 
mont. che percorrono l'interno del- 
l'isola, irriga il paese degli Ovas e 
quello degli Anlaximi, e si getta nel- 
l'Oceano Indiano, al 20 ^o' di lat. 
S., dopo un corso di circa 60 1. al 
S, E. 

MANOAIRA, fortezza importante tM- 
1' Afganistan, nel paese e a 29 Iv N. 
da Multan, prov. e a 17 L N. E, da 
Leia, in mezzo ad una landa deserta 
il ri ab ab o governatore della provin- 
cia vi fa qualche volta la sua resi- 
denza. 

MANHARTSBERG o MANNHARTS- 
BERG, catena di montagne dell'arcui, 
d' Austria. Incomincia sulla frontiera 
della Moravia, ove si stacca dai moni- 
ti Moravi, si estende al S. E. lun- 
ghesso la riva sinistra del Gross - 
Kamp, e termina sulla riva sinistra del 
Danubio. La sua estensione è di cir- 
ca 20 leghe . Queste alture sono co- 
perte di foreste ; esse dividono due 
circoli austriaci ai quali danno il lo>- 
ro nome, cioè il circolo superiore del 
Manhartsberg, ed il circolo inferiore 
del nome stesso. 

MANHARTSBERG o MANNHARTS- 
BERG (CÌRCOLO INFERIORE DEL), 
Kreis unter dem Manhartsberge^ cir- 
colo dell' arciducato d' Austria, nel N. 
E. del paese al di sotto dell'Ens, con- 
finante al N. colla Moravia, all' E. col- 
lo stesso paese, da cui è in parte di- 
viso dalla March, al S. col Danubio, 
che lo divide dai circoli inferiore e 
superiore del Wiener - walde, ed al- 
l' (X coi circolo superiore del Man- 
jo5 



8io IVI A N 

hartsberg. Ha a5 1. di lunghezza, dal 
N. O. al S. E., ii 1. di larghezza me- 
dia, e a4o 1. q. Prende il suo nome 
dalla catena di montagne che y inal- 
za verso la parte occidentale. E qua- 
si da per tutto fertile in biade, vino 
di qualità inferiore, e zafferano; nella 
parte S. E. si alleva una quantità 
consid. di polleria, di cui si prove- 
de Vienna. Conta 23g,6oo abitanti. 
Korneuburg n' è il capo luogo. 
MANHARTSBERG o MANNHARTS- 
BERG (CIRCOLO SUPERIORE DEL), 
Kreis ob dem Manhartsberge, ciré, 
dell' arcid. d'Austria, nel N. del paese 
al di sotto dell 1 Ens, confinante al N. 
ed al N. O. colla Boemia, all' O. col 
circolo della Miihl, al S. col Danu- 
bio, che lo divide dal circolo superio- 
re del Wiener - wald, ed all' E. col 
circolo superiore del Wiener - wald, 
ed all'È. -col circolo inferiore del Man- 
hartsberg. Ha 22 1. di lunghezza, dal- 
l' E. all'O., 20 1. di larghezza, e 260 
]. q. Prende il suo nome dalle mon- 
tagne che s'inalzano nella sua parte 
orientale. Quantunque sia in genera- 
le montuoso, è ben coltivato e pro- 
duce grani in abbondanza , zaffera- 
no, e poco vino di qualità inferiore. 
Conta 204,800 abitanti. Krems n 1 è il 
capoluogo. 
M ANHAT, riviera dell'Indostan, stato del 
INizam , nel Rcyder. Ha origine nel 
S. O. del èislr. di Nandair, percorre 
il N. di quello di Beyder, e si con- 
giunge alla Mandjera, alla riva sini- 
stra, presso Binouly, dopo un corso di 
cir.-a 25 1. dall' O. all' E. 
MANHEGIN o MAHEIGIN, isola del- 
l'Atlantico, sulla costa degli Stati -U- 
niti, stato di Maina, contea di Lin- 
coln. Lat. N. 43° 4/,/; long. O. 71 35'. 
M A NH E1M o M ANNHElM,iJfa#i/*e#www, 
città del granducato di Baden, capo- 
luogo del circ. del Necker e di bai., 
sede della corte suprema di appello 
per tutto il ducato, e di una delle 4 
altre corti di giustizia; a 12 1. N. da 
Carlsruhe e a io 1. S. S. O. da Darm- 
stadt. Lat. N. 4 9 ° 2^ 18"; long. E. 
9 7' 45". Sta al confluente del Ne- 
cker e del Reno, sulla riva destra di 
questo fiume; yi si attraversa il Necker 



MAN 
sopra un ponte di battelli, ed il Re- 
no sopra un ponte volante. È questa 
una delle più belle città dell'Alema- 
gna, e l'aspetto che presenta ad una 
certa distanza è uno dei più deli- 
ziosi. La sua forma è ovale: i bastio- 
ni furono distrutti dai Francesi, verso 
la fine dell'ultimo secolo, e convertiti 
in giardini, che rendono i suoi din- 
torni assai ameni. Si divide in 4 
quartieri; le strade sono larghe, di- 
ritte, bene lastricate, adorne di case 
uniformi ed eleganti. 11 palazzo del 
gran duca, situato pressa il Reno e 
costrutto in pietra rossa e Tsianca, è 
vasto ed ancora bello malgrado i dan- 
ni che provò negli ultimi assedi; oltre 
i bellissimi appartamenti, contiene una 
galleria di quadri, gabinetti di anti- 
chità e d'istoria naturale, ed una bi- 
blioteca di 60,000 volumi. Gli altri 
edifizi pubblici rimarchevoli sono l'os- 
servatorio, la cui torre ha 108 piedi 
di altezza ; la dogana, circondala da 
un bel colonnato e da portici; i con- 
venti degli Agostiniani e dei Cappuc- 
cini, ora vacanti, per essere «lati se- 
colarizzati questi due ordini ; l'arse- 
nale, il teatro ed il mercato. Rin- 
chiude varie chiese luterane, calvini- 
ste e cattoliche, tre ospedali, un or- 
fanotrofio, una casa di correzione, 
un ginnasio, scuole di commercio, di 
disegno e di musica, una scuola mi- 
litare e di chirurgia, un'accademia 
di pittura e di scoltura ed una so- 
cietà di letteratura tedesca . Questa 
città era destinata, per la sua situa- 
zione su due gran corsi di acqua, a 
divenire una piazza di guerra ed un 
luogo di commercio importante, ma 
questo doppio scopo non potè essere 
verificato. Allorché passò sotto il do- 
minio dell'elettore di Baviera, molli 
de'suoi doviziosi abitanti che viveva- 
no alla corte, la abbandonarono, e 
la industria, principalmente in og- 
getti di lusso, mancò quasi del tutto. 
Dal 1802, ch'è in potere del gran 
duca di Baden, le diverse sue mani- 
fatture ripresero una qualche attivi- 
tà; quelle di minuterie di metallo, 
chiamato oro di Manheim, non sono 
importanti tanto quanto lo erano in 



M A N 

passato, ma quelle di tabacco, nastri, 
scialli, tele, carte da giuoco e acque 
aromatiche occupano tuttavia un gr. 
numero di persone; vi sono pure 
considerabili conciatoi. Conta 22,000 
abitanti. — Nel 160G, Manheim eraj 
un picc. villaggio, dominato da un 
castello fortificato. Federico IV, conte 
palatino del Reno , lo scelse allora 
per farvi una piazza di guerra, chia- 
mandola Frederiksburg, che però ri- 
prese il suo primitivo nome di Man- 
heim. Federico V, suo figlio, tenni nò 
di aumentarla, e questa piazza di- 
venne fortissima. Fu essa prontamente 
popolata da Fiarainghi, che le perse- 
cuzioni religiose avevano scacciati dai 
Paesi-Bassi. I Bavaresi la presero e 
la devastarono nel 1622, ed i Fran- 
cesi, che se ne impadronirono nel 
1G88, uè demolirono le fortificazioni. 
Alla pace di Ryswyk si rialzò, fu di 
nuovo assai fortificata ed abbellita 
di edilìzi. Nel 1777, per l'estinzione 
della famiglia dei conti palatini, fu 
riunita alla Baviera; questa circostan- 
za fu molto dannosa alla sua prospe- 
rità, e le guerre, di eui fu poscia il 
teatro, durante la rivoluzione fran- 
cese, contrariarono per qualche tempo 
la sua industria ed il suo commercio. 
Nel 1795 fu bombardata e presa dai 
Francesi, ed in tale incontro fu mol- 
to danneggiato il palazzo ducale. Poco 
tempo dopo, nel 1799, fu assediata 
e presa dagli Austriaci, che poco stet- 
tero a renderla ai Francesi, che ne 
demolirono le fortificazioni. Dal 1802, 
a titolo d'indennità, fa parte del gran 
ducato di Baden. 

MANHEIM, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Nuova-York, contea di Mont- 
gomery, sulla riva sinistra della Mo- 
hawk. Conta 1,400 abitanti. 

MANHEIM, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Pensilvania, contea di Berks 
con i,4oo abitanti. 

MANHEIM, comune degli Stati-Uniti 
stato di Pensilvania, contea di Lan- 
caster, con 1,600 abitanti. 

MANHEIM, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Pensilvania, contea di Schuyl 
Itili, con 2,200 abitanti. 

MANHEIM, comune degli Stati-Uniti, 



MAN 811 

stato di Pensilvania, contea di York, 
Conia i,3oo abitanti. 

MANHOOD, hundred della Ingh., con- 
tea di Sussex, nel S. del rape di Chi- 
Chester, con 3,4oo abitanti. 

MANHUT, città della Tarlarla indipen- 
dente, stalo e a 24 1. N. N. O. da 
Kiva , presso la riva sinistra del 
Djihun. Conta 8,000 abitanti. 

MANIA, promontorio dell 1 isola di Les- 
bo , nella sua parte merid., all'O. , 
secondo Tolomeo; da S trabone chia- 
mato Malia. 

MANIA, ant. città dell'Asia, nella Partia, 
secondo Plinio. 

MANIAGO GRANDE, grosso borgo del 
reg. Lom.-Ven., prov. e a io 1. ip 
O. N. O. da Udine , capoluogo di 
distretto. Vi sono varie filande di se- 
ta, e vi si tengono 3 annue fiere, 
la domenica delle Palme, li 2 luglio 
e 21 novembre. Conta 3,5oo abit., a- 
vendone i5,ooo il distr.» diviso in 11 
comuni. 

MANIAGO LIBERO, vili, del reg. Lom.- 
Ven. , prov. d'Udine, distr. di Ma- 
niago. 

MAN1ANA o MALLIANA, città della 
Mauritania Cesariense^ al N. O. del 
monte Garafi. Tolomeo la situa a 
io m. all'O. di Opidoneum . Vi si 
trovarono molti avanzi di romane 
antichità. 

MANIANA, paese della Nigrizia occi- 
dentale, all'È, del Bambara e al S. 
di Timbouctu, irrigato da una rivie- 
ra del suo nome, che va al N. a get- 
tarsi nel Diali-ba. I suoi abitanti sono 
feroci, e, secondo Mungo-Park, anche 
antropofagi. 

MANIATH o MANIATHE, città situala 
ai confini del paese degli Ammoniti 
e della Palestina. 

MANICA, e, secondo gl'Inglesi, CANA- 
LE BRITANNICO o CANALE IN- 
GLESE (British channel o English 
channel), Oceanus Brìtannicus, ma- 
re formalo dall'Atlantico, fra la costa 
N. O della Francia e la costa merid. 
della Inghilterra. Bagna, nel primo 
di questi regni, i dipartimenti del 
Passo di Calais, della Somma, della 

I Senna-Inferiore , del Calvados , del- 
la Manica, ,d'IIIe-et- Vilume, delle Co» 



ìit MAN 

«te del Nord e del Finistere ? e, nel 
secondo, le contee di Kent, Sussex, 
Southampton, Dorset, Devon e Corno- 
vaglia. Si estende dal 48° 38' a 5i 
di ìat. N. e dal i° a 8° 3' di long. 
O. La sua lunghezza, dall' E. N. E 
all'O. S. O., è di 120 1.; la sua mag- 
giore larghezza è di 55 1. , verso il 
mezzo, fra il fondo della rada di Can- 
ca!e, in Francia , e la imboccatura 
dell'Ex, in Inghilterra . In generale, 
si Tede la larghezza della Manica au- 
mentarsi a misura che si avanza verso 
il S. O.; la parte, che, in questa ul- 
tima direzione, forma l'ingresso del 
mare sull'Atlantico, ha 4° 1* di aper- 
tura, fra la punta N. O. del dipart. 
del Finistere ed il capo Land's-end, 
estremità occident. della contea di 
Cornovaglia ; verso il Passo di Galais, 
che, al N. E., fa comunicare la Ma- 
nica col mare del Nord, la larghezza 
non è che di 8 1. , fra il capo Gris- 
nez, nei dipart. del Passo di Calais 
ed il capo Dimgeness, nella contea 
di Kent. — Tre osservabili atterra- 
menti furono scavati dalla Manica 
sulla costa di Francia ; ma l'uso non 
stabilì ancora alcun nome onde dise- 
gnarli. Il più orientale, poco profon- 
do, è rinchiuso fra il capo Grisnez 
« quello d'Antifer; la Somma viene 
a scaricarvisi. Il secondo, determina- 
to dal capo d'Antifer e dalla spianata 
di Gatfteville, estremità N. E. della 
penisola del Cotentin (dipart. della 
Manica), può esser considerato come 
l'estuario delia Senna, e riceve, con 
questo fiume, la Toucqucs, la Dives, 
POrne e la Vi re. Il terzo, il cui in- 
gresso è marcato dal capo de la Ha- 
gue e la punta del Sillon, forma al 
S. E. la rada di .Cancale ed al S. O. 
il seno di s. Brieuc, e conta, fra i suoi 
principali tributari, la Soule, la Se- 
lune, il Couesnon, la Rance, il Gouet 
ed il Trieux. Conviene ancora ricor- 
dare la piec. baia che, all'O. di que- 
sto, gran golfo, si trova alla imbocc. 
del Guer. — Sulla costa della Inghil- 
terra, si osservano cinque incavature 
assai larghe, ma poco profonde. Si 
trova prima, venendo dall' E., quella! 
che determinano il capo Beaehy ed 



MAN 
il Selsea-Bill, e dove l'Armi viene a 
sboccare ; poi il golfo che si estende 
fra il Selsea-Bill ed il capo Durato- 
ne, e dove si rimarca l'estuario di 
Southampton, il porto di Portsmouth 
e l' ìs. di Wight. Più funge, la punta 
di Portland e la punta Start forma- 
no ciò che chiamasi qualche volta 
il golfo di Exeter ; l'Ex ed il Dart 
vi sboccano ; le baie Tor e Start vi 
sono comprese all'O. Fra la punta 
Praule ed il capo Lizard, si apre un 
altro golfo in cui il porto di Ply- 
mouth, ove si getta il Tamer, e quello 
di Falmouth, dove sbocca il Bai, for- 
mano due osservabili divisioni . In 
fine, la baia di Mounts è rinchiusa 
fra il capo Lizard ed il Tol-Peden- 
Penwith. — La costa francese, dal 
capo Grisnez sino alla imboccatura 
della Somma, è sparsa di dune; da 
questa riviera sino alla foce della Sen- 
na è composta di alte spiaggie rego- 
lari e scoscese, formate di marna e 
selce, e ricoperte di argilla e di pietra 
bigia; da questo ultimo punto sino 
a la Vire, è in gran parte di diffi- 
cile approdo, a cagione della vicinanza 
delle roccie a fior d'acqua, come so- 
no quelle del Calvados. Più all'O. , 
si mostra in generale irregolare, di- 
visa e sparsa d'isolotti pieni di roc- 
cie, come le isole s. Marcouf, l'isola 
Pelée, l'isola di Brehat, le Sette-Isole 
e l'isola di Bas. La costa inglese è, 
generalmente, formata di alte spiag- 
ge calcaree, le cui sommità sono di 
ordinario nude ed aride. — Dopo 
l' isola di Wight, vicinissima alla co- 
sta d'Inghilterra, non si trova alcuna 
altra isola osservabile nella parte set- 
tentr. della Manica. Nella parte merid., 
all'O. della penisola del Cotentin, si 
trovano le isole Normanne, possedute 
dagl'Inglesi, e delle quali sono le 
principali Jersey, Guernesey ed Au- 
riguy. — I venti d' O. sono domi- 
nanti nella Manica ; le acque mostra- 
no d'ordinario una grande agitazio- 
ne, e le maree sono fortissime. Que- 
sto mare è abbondante di pesce, tro- 
vandovisi particolarm. rombi, soglie, 
triglie, sgombri, aselli, razze, squali, 
passere ed aringhe. I -gamberetti so- 



MAN 

* \\ò abbondantissimi, e le ostriche del- 
- la rada di Cancale sono con ragione 

rinomate. 
MANICA, dipart. del N. della Francia, 
formato della parte occid. della Bassa- 
Normandia, cioè a dire della peni- 
sola del Cotentin e dell' Avranchin, 
fra 48° 29/ e 49 43 ' di lat. N. e fra 
30 V e 4° io' di long. O. Confina 
al N., al N. E., all'O. ed al S. O. 
col mare che gli dà il suo nome, al- 
l'È, col dipart. del Calvados, al S. E. 
con quello dell'Orne , e al S. con 
quelli d'Ille-et-Vilaine e della Mayen- 
ne. La sua lunghezza, dal N. al S. , 
è di 3o 1., la sua larghezza media, 
dall'E. all'O., di 12 1., e la sua su- 
perficie di 338 leghe. Una catena di 
colline lo divide in due versatoi ; 
quello dell'E., solcato dalla Vire, Te- 
rette, Tante, Scie, Douve e Merderet, 
e quello dell' O. , sul quale scorrono 
il Couesnon, la Selune, la Seé, la 
Sienne e l'Ay; tutte queste riviere 
sono navigabili. Le coste hanno uno 
stadio di 55 1., e sono interrotte 
dai seni di Vauviile, di s. Germain, 
di Fermanville, di Gatteville, e dal- 
la incavatura osservabile , nel fondo 
della quale evvi il porto di Cherburg; 
il capo de la Hague alla estremità 
■N. O. del dipart., il capo Lein al N., 
e quelli di Gatteville e de la Hogue 
al N. E., sono i più salgienti eh' esse 
formino; si vedono cinte da un gran 
numero d'isolotti pieni diroccie, po- 
tendovisi nominare le isole s. Marcouf, 
al N. E., e l'isola Pelée al N. 11 dipart. 
della Manica otfre alcuni stagni , di- 
versi siti paludosi, soprattutto verso 
Carentan, ove si cominciano a seccare, 
« varie maremme salse, principalmen- 
te nel circ'ond. di Avranches. È va- 
riato di pianure ondulate e di valli; 
ora si riscontrano macchie e lande, 
<ed ora si vedono terreni fertilissimi , 
come la valle di Cerre, presso Valo- 
gnes , e così pure pascoli e praterie 
( eccellenti ed assai estese. II clima è 
quivi temperato, ma umido in gene- 
rale. I grani eccedono di molto il con- 
sumo, tranne la vena, che si raccoglie 
in pica quantità. I legumi sono buoni, 
livvi in abbond. lino e canape, molte 



MAN 81B 

frutta di mediocre qualità, e spe~ 
cialm. pomi coi quali si fanno 1 ,007 ,ooo 
ettolitri di sidro. Nelle vaste praterie 
s'ingrassano grandi mandrie di bestia- 
mi, che danno un buonisimo burro ; 
vi si alleva una delle razze di cavalli 
i più belli e stimati di' Francia, e 
montoni la cui lana è poco ricerca- 
ta. La educazione dei porci, della pol- 
leria e delle api è di gran conto 
in qualche circondario. Questo dipar- 
timento rinchiude 16, 357 ettari di 
foreste, fra le quali si rimarcano quel- 
le di Cherburg e di Briquebec; esse 
sono popolate di quercie, faggi e bet- 
tule. Vi sono miniere dijferro, piombo 
e carbon fossile, banchi di allume di 
4 1. di estensione, granito apprezzalo 
presso Cherburg e nell' is. di Chaus- 
sey, lavagne, pietre molari e da affi- 
lare, lapis, kaolino , argilla da sto- 
viglie ed acque minerali. La industria 
è quivi attiva, e si esercita nella fab- 
bricazione di panni fini, saje, basini, 
calicot, droghetti, tralicci, tele, tessuti 
di crine, merletti, nastri di filo, por- 
cellana, oglio, candele, carta, perga- 
mene, bei vetri, caldaje, minuteria, 
coltelli comuni, e soda di varec; vi 
sono anche conciatoi , saline consi- 
derevoli , haras, ed un reale de- 
posito di stalloni a s.t Lo. La co- 
struzione dei navigli , la pesca sulle 
coste e sui banchi di Terra-Nuova, 
il salume del pesce, lardo e butti- 
ro, formano insieme alle biade, si- 
dro, mele, cera, bestiami, tele e sa- 
le, oggetti di commercio significan- 
tissimi ; quello dei cavalli di lusso per 
l'interno della Francia, procura im- 
mensi benefizj al paese. Vi sono de- 
positi di sale reali e fittizj . 11 com- 
mercio marittimo, principalmente col- 
le isole di Jersey e Guernesey, è as- 
sai animato, e si fa specialmente con 
Cherburg. Trenta strade reali e di- 
partimentali favoriscono le relazioni 
colf interno della Francia. — Questo 
dipartimento, il cui capoluogo è s.t Lo; 
si divide nei 6 circondarj di Avran- 
ches, Cherburg , Coutances , S.t Lo, 
Mortain e Valognes, suddivisi in 48 
cantoni, che contengono 669 comuni, 
« 61 1,200. abitanti. Manda 7 membri 



814 MAN 

alla cnmera dei deputati; è compre- 
so nella XIV divisione militare, e nel 
terzo circond. delle foreste, forma la 
diocesi di Coutances, e dipende dalla 
corte reale e dall'accad. d'univ. di Caen. 
~ Questo paese corrisponde alla por- 
zione della seconda Lionese eh' 1 era 
abitata dagli lineili e gli Abrinca- 
tui. Si trovò compreso nel territorio 
che i Normanni si fecero cedere da 
Carlo il Semplice, nel X secolo ; po- 
scia seguì sempre la sorte della Nor- 
mandia. Passò alla Inghilterra per lo 
avvenimento di Guglielmo il Con- 
quistatore al trono di questo regno, 
e ritornò alla corona di Francia sot- 
to Carlo VII. 

MANICA, reg. della Cafreria , al S. E. 
del Monomotapa, e all' O. del gover- 
no di Sofala, nella capitaneria gene- 
rale di Mozambico. La Manzara lo 
cinge al N. O., i monti Lupata s'in- 
nalzano all'È., e la Cabreze ne irri- 
ga il mezzo . E 1 questo un paese 
freddo, montuoso, e soggetto a spa- 
ventevoli uragani. Il terreno è ferti- 
le, e coperto di numeroso bestiame. 
Vi si trova molt'oro, ma i naturali, 
troppo indolenti onde dedicarsi al la- 
voro delle miniere, si contentano di 
ritrarre questo metallo dai fiumi ; al 
principio del XVII secolo, il lavacro 
dava ciascun anno 25o,ooo frandii. 
I portoghesi portano a questo paese 
tele di Surate , seterie greggie , e 
ferro, che cangiano con oro, avorio 
e rame . Vi tengono una fiera fre- 
quentata dai mercatanti di Sofala e 
di Sena. La capitale è Manica. — 
Questo regno è uno smembramento 
dell'impero del Monomotapa; appar- 
tenne ai portoghesi, che ne furono 
spogliati dai cafri. 

MANICA, città della Cafreria, capitale 
del regno del suo nome, a 80 1. S. 
O. da Sena, e ad eguale distanza 0. 
N. O. da Sofala. I portoghesi vi han- 
no un forte. Vi si tiene annualmeute 
una gran fiera. I dintorni sono assai 
fertili. 

MANICA DI DANIMARCA, nome con 
cui qualche volta si chiamò "la !por 



zione dell' Oceano, fra la Danimarca, 
Quelli del 



la Svezia e la Norvegia 



M A N 

paese la chiamano lo Sehager-Racfi^, 
ed i fiaminghi ed olandesi Cattegat. 
Vedi questo nome. 

MANICA DI S. GIORGIO, con tal no- 
me chiamossi la parte merid. del ma- 
re d'Irlanda, comprendente la Mani- 
ca della Saverne o di Bristol. 

MANICA DI TARTARIA, braccio di 
mare fra l'isola Saghaliep e la Mon- 
golia. / 

MANICRDROUG o MAPfrCKDROQG, 
città delljndostan, al Nizam, nel Be- 
rar, distr. di Kollom, a 5o 1. S. E. 
di Ellitchpour. 

MANICKPATAM, città dell' Indos. in- 
glese, presidenza del Bengala, nell'O- 
rissa, distr. di Khourdah, a 6 1. S. 
O. da Poury, e a i3 1. N. E. da Gan- 
gam, sul canale che unisce il lago 
Tchilka al golfo del Bengala. Alcuni 
geografi la credono l'antica Minagara. 

MANICKPOUR, città e distr. dell' In- 
dostan. Vedi Manekpour. 

MANICOLO, is. del Grande -Oceano 
Equinoziale, nelle Nuove-Ebridi. Ve- 
di Mallicollo. 

MANICOLO, gruppo d'isole del Gran- 
de-Oceano Equinoziale, nell'arcipela- 
go di s.ta Cruz. Vedi Vaniroro. 

MANICOUAGAN o BLACK-RIVER , 
FIUME NERO, riviera del Basso-Ca- 
nada, distr. di Quebec, che sorge dal 
lago Etchigama, scorre al S., e si get- 
ta nel s. Lorenzo, alla riva sinistra, 
dopo un corso di circa 5o leghe. Va- 
ri scogli che si stendono nel s. Lo- 
renzo, verso la imboccatura di que- 
sta riviera, portano il nome stesso, e 
si chiama Manicouagan un capo che 
si avanza all'O. di questi scogli. 

MANICYALA, città dell'Indos., ai Sei- 
ti, nel N. del Lahore, presso la riva 
destra del Djelem. 

MANIENA, città delle Indie, di qua del 
Gange, secondo Tolomeo. 

MANIÈRES, vili, di Fr., dipart. del 
Nord, circond. e a 1 1. i[2 S. da Cam- 
bray, cant. e a ip LE. da Marcoing, 
sul canale di s. Quintino. Evvi un 
deposito di carbon fossile, e conta 
1,000 abitanti. 

MANIFOLD, capo sulla costa orient. 
della Nuova-Olanda, nella Nuova-Gal- 
les meridionale. Lat. S. aa° 40' ; long. 



MAN 

E. 148 30'. Forma, insieme al capo 
Capricorn, la baja di Reppel. 
MAN1GOD, vili, degli Stati-Sardi, di- 
visione di Savoja, prov. del Geneve- 
se, a 4 1. 3[4 E- S. E. da Annecy, 
mandamento e a 1 1. E. S. E. da 
Thones, con 1,000 abitanti. 
MANIKA o MANSA, Magnesia ad Si- 
pylum, città della Tur. asiatica, nel- 
l'Anatolia, capoluogo del sangiacato 
di Sarukhan, a 8 1. N. E. da Smir- 
ne, presso la riva sinistra del Sara- 
bat, al piede del Sabundjidagb, l'an- 
tico Sipylus, da cui prendeva il suo 
soprannome. È cinta di mura, e di- 
fesa al S. da un vecchio castello. Vi 
sono molte moschee, fra le quali si 
distingue quella di Kasr-Sultani ; due 
chiese greche, un'armena, e 3 sina- 
goghe. Trovansi dei filatoj di cotone, 
e conta 12,000 abitanti. — Questa 
città è celebre nell'antichità per la 
vittoria riportata dai romani sopra 
Antioco il Grande , e specialm. per 
le miniere di calamita che si trova- 
va nei dintorni ; questo minerale pre- 
se da questa città il nome di magne- 
sia*^ e da questa ultima parola ven- 
nero quelli di magnetismo e ma- 
gnetico, applicati alle proprietà della 
calamita. 
MANI-RESOCK, paese della parte set- 
tentr. della Guinea inferiore, all' E. 
del paese di Mani-seat e al N. E. del 
Loango. £ assai poco conosciuto. 
MANIKPOUR, città dell' Indostan. Ve- 
di Manekpour. 
MANILA, città capitale dell'is. di Lus 

son Vedi Manilla. 
MANILLA, borgata del Buenos - Ayres, 

prov. e a 90 1. S. O. da Tucuman 
MANILLA o MANILA, una delle isole 

Filippine. Vedi Lusson. 
MANILLA o MANILA (BAIA DI) , nel 
mare della China, sulla costa occid 
dell'is. Lusson, una delle Filippine 
L'isola Corregidor, che si trova all'in- 
gresso, è al i4° 2i ; di lat. N. e 11 8° 
16' di long. E. Questo ingresso ha 
4 1. nel luogo più ristretto, ma la 
baja si allarga considerabilmente pe 
netrando nelle terre, avendo circa X 
1. di diametro in tutti i Iati. Manil- 
la si trova sulla costa orientale. 



MAN 8*5 

MANILLA, MANILA o MANIGLIA, 
città capitale dell'is. Lusson,. e di lut- 
ti i possedimenti spagnuoli nelle Fi- 
lippine, prov. di Tondo, e sede del 
governo e di un areivescovafo. E in 
una pianura deliziosa, sulla costa oc- 
cid. dell'is., nel fondo della baja di 
Manilla, ali 'im bocchetta riviera del- 
lo stesso nome, che ha circa 3 I. di 
corso, e per la quale si scariea il 
lago di Bay. Lat. N. 14° 35/ o" ; 
long. E. 118 36' o". La sua situa- 
tone è una delle più belle e felici. 
La città propriamente detta, di for- 
ma irregolare, ha circa 1 1. di cir- 
cuito, ed è bene fortificata, e difesa 
da fosse e contro-fosse piene d' a- 
cqua ; nella parte occid., in faccia al- 
la baja, evvi il forte s. Giacomo, che 
difende l'ingresso della riviera, e pro- 
tegge due scogliere di 400 tese. Do- 
dici sobborghi cingono questa città, 
e molti fra loro comunicano con es- 
sa mediante un bel ponte, munito di 
un fortino, ristaurato nel 1814, ma 
in gran parte rovesciato dal terremo- 
to del 1824. Si entra in Manilla per 
5 porte. Le sue strade sono diritte , 
larghe, lastricate con granito tolto 
nella China, fiancheggiate di marcia- 
piedi, e bene illuminate la notte. Le 
case non hanno che un solo apparta- 
mento sopra un pian terreno, di cui 
non si fa uso a cagione dell' umidità, 
e la cui costruzione in pietra ed a 
volto è pesante ; l'appartamento supe- 
riore è di legno ricoperto di loto con 
paglia e fieno, e circondato da balconi 
in fuori o da gallerie esteriori, le cui 
finestre hanno, invece di vetri, delle 
madreperle, o altre lamine di con- 
chigliacei trasparenti , che rendono 
l'interno delle stanze un poco oscu- 
ro, ma garentiscono assai meglio dal 
calore. Non vi si vede che una sola 
piazza pubblica, spaziosa, regolare, ed 
abbellita da viali di alberi. I princi- 
pali edifizj sono le chiese ed i con- 
venti ; il palazzo del governo è va- 
sto, ma di semplice architettura; la 
cattedrale, grandissima, vedesi solida- 
mente costrutta ; le altre chiese ed 
i conventi, che occupano al meno il 
terzo della città, sono in generale 



ii6 MAN_ 

di buona e solida architettura, e be- 
ne adorni uell' interno, ammirando- 
visi alcuni quadri di buoni maestri, 
e statue in legno, opere degl'In- 
diani, che non sono prive di merito. 
Trovanvisi alcuni stabilimenti pubblici 
di sanità, ma assai male diretti; in 
quanto alla pubblica instruzione, essa 
è nelle mani del clero: la università, 
il collegio dì s. Tommaso, e quello di 
s. Giovanni Laterano, sono confidati 
ai Domenicani ; il convento della 
Misericordia è destinato ad allevare 
gli orfani tanto spagnuoli che meticci; 
vi sono pure altre scuole pei due sessi. 
Tutti i conventi hanno delle bibliote- 
che , ma niente trovasi in esse sulla 
lingua e la letteratura degl' indigeni. 
Le manifatture le più consid. sono 
quelle di cigari, e di una specie di 
tela trasparente di cui i naturali si 
fanno delle camicie; si fabbricano pure 
delle catene d'oro, il cui lavoro assai 
delicato è, dicesi, l'operafdelle donne. 
Il comra. è quivi attivissimo dachè 
questo porlo fu aperto agli stranieri; 
questa determinazione rianimò le col- 
tivazioni principali di zucchero, inda- 
ga, cotone, che danno grandi espor- 
tazioni, consistendo le altre in tabac- 
co, cuoj, sego, mele, riso, cioccolata, 
legno da tintura, perle, conchiglie, ec. 
Gli oggetti d'importazione sono: di- 
versi tessuti di cotone, seta e lana 
delle fabbriche di Europa, ferro ed 
acciajo lavorati, diversi strumenti ed 
oggetti di lusso, -vini, acquavite, li- 
quori, ec. I rapporti ufficiali deli 818 
indicano che questa città commercia 
con Acapulco, il Karalschatka, Londra, 
la Francia, i porti dell' Indostan in- 
glese, gli Stati-Uniti, e così pure con 
Batavia, l'isola di Francia, Borneo, le 
isole Sulu, la Cochinchina, Macao, 
Nan4iing, ed il porto di Emouy . 
Uscirono dal porto, a questa epoca, 
9 navigli spagnuoli, 5 francesi, 4 por- 
toghesi, 17 inglesi, io americani, i3 
junche chinesi, e tre navi di Borneo. 
Manilla fa in oltre un cabottaggio e- 
tremamente attivo. I grandi bastimenti 
si scaricano in generale nel porto di 
Cavite, eh' è a 3 1. S. O., perchè l'in- 
gresso della riviera è impedito da un 

] 



M A N 

banco assai pericoloso; i piccoli ri- 
montano la riviera, e sbarcano i loro 
carichi nella città. — I conti quivi si 
tengono in piastre o pesos di 8 reali, 
che si dividono ciascuno in 3^ ma- 
ravedis. Si fa uso di un piccolo peso, 
di cui 16 =3 una libbra, peso di Spa- 
gna ; questa libbra spagnuola non pesa 
che i5 oncie ij4 ° 4^2,276 gramme. 
Si fa pur uso degli altri pesi di Spa- 
gna, e così anche del pecul della Chi- 
na. — I viveri sono in abbondanza 
ed a buon mercato. Vi si beve del- 
l'acqua di cisterna, mentre questa 
città manca di sorgenti. La tempera- 
tura è un miscuglio di calore e di 
umidità, che non incomoda che gli 
stranieri; vi si provarono alcune ma- 
lattie epidemiche. Si calcola la popo- 
lazione di Manilla e de' suoi sobbor- 
ghi a 60,000 abit., dei quali 3,ooo 
Spagnuoli, 7,000 meticci, e 4 a 5,ooo 
Chinesi; il restante si compone di 
Tagals (tribù di Malesi) ed altri In- 
diani ; vi si trovano pure alcuni Fran- 
cesi, Portoghesi, Inglesi, Danesi ed 
Americani. — La tinta degli Spa- 
gnuoli nati a Manilla è leggermente 
bruna. Quelli di Europa vi conser- 
vano la loro bianchezza. I loro vestiti 
sono presso a poco gli stessi che 
quelli della metropoli. Hanno equi- 
paggi eleganti e tavole servite con 
profusione ; la danza ed il can- 
to formauo i principali loro di- 
vertimenti. I monaci quivi godono di 
molta considerazione, ricchezza e po- 
tere; la inquisizione, che sembra adesso 
addormentata, non è però niente me- 
no un oggetto di terrore. Del restan- 
te, ciascuno cerca ad arricchirsi, gli 
stessi monaci facendo delle specula- 
zioni e prestando il loro denaro. I 
Chinesi abitano il sobborgo di Parian, 
ove commerciano, ed esercitano dei 
mesteri; essi professano in apparenza 
il cristianésimo, mentre l'abbandona- 
no appena rientrati nella loro patria, 
I Tagals sono forti senz'essere molto 
grossi, e belle sono le loro donjie; 
gli altri Indiani sono generalmente 
bruiti, di media statura, lo stesso 
dicasi delle donne; esà non eserci- 
tano alcuna professione. Tutti qaesti 



MAN 

popoli sono trattati da uomini liberi 
e governati da -capi che vendono scelti 
da loro stessi, ma che il governo 
spagtiuolo conferma e vigila. 11 po- 
polo si nodrisce di riso, di manghi, 
di due specie di frutta a pane e di 
quantità d'altri; beve con piacere il 
■vino di palma, ed ama passionata- 
mente i combattimenti dei galli. I 
due sessi fumano spesso, e perciò la 
imposta sul tabacco è la più pesante 
di tutte per questa popolazione. — I 
dintorni di Manilla sono fertili, e ben 
coltivati; il sobborgo s. Sebastiano 
rinchiude un passeggio delizioso om- 
breggiato da begli alberi. Rimontando 
Vi riviera si trovano delle belle case 
di campagna con bagni; a 2j3 di I. 
evvi il giardino delia compagnia delle 
Filippine, e F ospedal reale, e a %\[\ 
di 1. più lunge, presso la baja, vi sta 
un piccolo forte che si potrebbe sor- 
prendere prima che si potesse soccor- 
rerlo. Vi sono altresì delle acque ter- 
mali a qualche distanza dalla città. — 
Manilla, fondata nel XVI secolo dallo 
spagnuolo Lopez-Lega rpi , fu vittima 
di molti terremoti; quello del i645 
la distrusse in gran parie, e fece pe- 
rire più di 3,ooo persone; quello del 
1796 fu altresì dei più spaventosi. Il 
26 ottobre 1824 essa ne provò un 
altro quasi altrettanto terribile; molte 
chiese, il ponte di pietra, le belle 
caserme, ed un gran numero di case 
particolari furono rovesciate. Il primo 
novembre dell'anno islesso, un ura- 
gano levò il tetto delle case rimaste 
in piedi, e così pure le tende nelle 
quali si erano rifuggiti gli abit., e le 
Case degl 1 Indiani costrutte in bambù. 
Gli Olandesi attaccarono inutilmente 
questa città Tanno 1640. Nel 1762 
gl'inglesi, sotto il comando del ge- 
nerale Draper e dell'ammiraglio Cor- 
nisi! , presero Manilla d' assalto, e po- 
sero una contribuzione di 25 milioni 
di franchi per abbandonarla. 
MANILVA o MAN1LBA, bor. della Spa- 
gna, prov. e a 19 1. O. S. O. da Ma- 
laga, in Granata, e a 2 1. 3j4 S. O. 
da Estepona, sopra un piano elevato, 
assai alto, non lunge dal Mediterraneo, 
E' d'.feso da un fòrte. La costa som- 
Tom. III. P. II 



MAN 817 

ministra in abbondanza del pesce ec- 
cellente che i Catalani e i mercan- 
ti di Valenza vengono a compera- 
re; vi si fa pure commercio di vino 
esquisito dei dintorni. Conta 1,900 
abitanti. Si scava una miniera di 
piombo e delle cave di marmo in una 
vicina montagna. In un luogo chia- 
mato Almadravilla , a \\{ x di 1. da 
questo borgo, si ritrovò una bara in 
piombo di enorme peso, contenente 
gli avanzi di una donna con una col- 
lana di perle fine; si scopersero pure 
alcune monete romane fra mezzo a 
roccie, che attestano esser stato questo 
luogo abitato al tempo dell' impera- 
tore Trajano. 

MANIMANGE, borgata della Guinea 
inferiore, reg. di En-Goyo, a io 1. S 
da Cabinde, presso l'Atlantico, al- 
quanto al N. della foce del Zairo. 

MANIMI, popolo 'della Germania, se- 
condo Tacito, che lo risguarda come 
facienle parte della nazione dei Ligj , 
senza marcarne altrimenti il paese. 

MANIMON o MANIMON, città dell'In- 
dosian inglese, presidenza e a 8 1. S. 
O. da Madras, nel Karnalico, disti, 
di Djaghire. 

MANIN GK AB AU, contrada dell'isola di 
Sumatra. Vedi Menangkabau. 

MANIOLE o ISOLE D'ANDAMAN, 
picc. isole del golfo del Gange, in 
numero di dieci, presso ed al S. del- 
l' isola di Buona Fortuna , secondo 
Tolomeo, il quale dice che i loro a- 
bi tanti fossero antropofagi. Vedi Ak- 

DAMAN. 

MANIORE, lago del Brasile. Vedi Men~ 

DIOBIM. 

MANIOTI, popoli della Tur. europea. 
Vedi MainòTi. 

MANIPA, isola dell'arcipelago delle Mo- 
lucche, a 6 1. O. dalla estremità occid. 
di Ceram. Laf, S. 3° 21 ; ; long. E. 125° 
12 / . Ha circa 5 1. di lunghezza, ed è 
montuosa, ben coltivata e molto po- 
polala. 

MÀNIQUARES, vili, di Colombia, di- 
pari, di Maturili (Caracca), nella pe- 
nisola di Araya-Sanliago. E conosciuto 
per le sue stoviglie, fabbricale dalle 
donne indiane. 

MANI-SEAT, paese della parie scttenfr. 
10G 



Si8 MA N 

della Guinea inferiore, all'È, del paese 
di Sette ad al N. E. di quello d 
Mayomba. È poco conosciuto. 
MANISES, bor. della Spagna, prov. e ; 
j 1. 3[4 O. N. O. da Valenza, presso 
la riva merid. del Turia. Evvi un o- 
spedale, ed è rinomato per le sue fab- 
briche di majolica fina di cui si fa un 
gran commercio. Da lungo tempo vi 
si fanno pure vasi di un delicato la- 
voro , che hanno il colore ed il lu- 
cido di un bel bronzo dorato. Conta 
1,600 abitanti. 
MANISSA, città della Tur. asiatica. Ve- 
di Manika. 
MANITCH , riviera della Russia euro- 
pea. Vedi Manytch. 
MANITU ( GRANDE ) , riviera degli 
Stati-Uniti, stato di Missuri. Essa si 
congiunge al Missuri, alla riva sini- 
stra, dopo un corso di circa 20 1. 
verso il S. O. , a 4 1. E. S. E. da 
Franklin, e a 14 1. N. O. da Jefferson. 
MAN1TUALIN, catena d' isole del lago 

Huron. Vedi Manatulin. 
MANITU-BOH, lago della Nuova-Breta- 
gna, nella regione interna occupata 
dagl'Indiani, al S. O. del lago Oui- 
nipeg, al quale è congiunto mediante 
la riviera Dolfino. Molte penisole che 
si allungano in questo lago gli danno 
una forma assai irregolare. Ha quasi 
3o 1. di lunghezza, dall' E. all' O. , e 
25 1. di larghezza, dal N. al S. 
MAN1VA, sommità di un ramo delle 
Alpi Rezie, nel reg. Lom.-Ven. , sul 
limite delle prov. di Brescia e Ber- 
gamo, a 8 1. N. da Brescia. Ha i,o25 
tese sopra il mare. Il Mella ne pren- 
de origine sul versatojo meridionale. 
MANIERA, riviera dell 1 Indostan. Vedi 

Mandjera. 
IV1ANJET1N, città della Boemia. Vedi 

Manetin. 
MANJUTA, città sulla costa S. O. del- 
l' isola di Sumatra, stato di Anak- 
Sungei, alla imboccatura della picc. 
riviera del suo nome, a 5 1. N. 0. da 
Mocomoco. 
MANKAISYR o MAUNRAISEER, città 
dell' Indostan inglese, presidenza del 
Bengala, nell 1 Aureng-abad, distr. e a 
4 1. E. N. E. da Perrainda e a 26 1. 
S. E, da Ahmed-nagor. 



MAN 

MANKARY, paese della Nigrizia, nel 
S. O. del Bergu, irrigato dal Mis- 
selad. 

MANKAS1M, città della Guinea supe- 
riore, sulla costa d'Oro, reg. di Fan- 
ti, nel Brafifoe, sulla riva sinistra del- 
l' 1 Amissa, a 5 1. S. E. da Abra. 

MANICATI , specie di Tartari originari 
del Kuban. Vedi Kara-kalpaki. 

MANKOO, fiume dell'impero Chinese. 
Vedi Amur. 

MANKUP, rovine di una fortezza della 
Russia europea, gov. di Tauride, nella 
Crimea, distr. e a ^ 1. S. da Simfe- 
ropol, sopra una montagna quasi i- 
naccessibile e di una prodigiosa al- 
tezza. Si attribuisce la erezione di 
questa cittadella ai Genovesi; giudi- 
candone dalle rovine, dev'esser stata 
considerabile . Vi si vedono gli a- 
vanzi di luoghi di culto e di tombe 
in marmo ed in pietra, che annun- 
ciano esser stata abitata da Ebrei. 

MANLEY, wapentake della Inghilterra, 
contea di Lincoln, nel N. della divi- 
sione di Lindsey, con 2i,3oo abitanti. 

MANLIANA, città delle Spagne, nella 
Lusitania, secondo Tolomeo, che la 
situa nel paese dei Vettoni. 

MANLIANA, città della Italia, nella E- 
truria, secondo Tolomeo, situata al 
3N. O. di Clusium. L'itinerario di An- 
tonino indica questa città sulla via 
Aureliana, fra Salebrone e Populo- 
nium. 

MANLIANA, città dell'Africa, nella Mau- 
ritania Cesariense, secondo Tolomeo. 

MANLIANUS SALTUS, foresta delle 
Spagne, secondo Tito-Livio. 

MANLIEU o MANGL1EU, Magnus lo- 
cus, vili, di Fr., dipart. del Puy-de- 
Dóme, circond. e a 6 1. ip S. E. da 
Clermont-Ferrand, cant. e a 2 1. E. 
S. E. da Vic-le-Comte, sulF Aillioux. 
Vi si tengono due annue fiere, e con- 
ta i,3oo abitanti. Eratri un'abbazia 
commendataria di Benedettini. 

MANL1US, comune degli Slati -Uniti, 
stato e a 70 1. N. O. da Nuova- York, 
e a 11 LE. da Auburn, contea di 
Onondago, con 5,4oo abitanti. 

MANLLEU (S.ta MARIA Dì), bor. del- 
la Spagna, prov. e a 14 1. 3|4 N. N. 
E. da Barcellona, nella Catalogna, e 



MAN 

ai * I. ij2 N. E. da Violi, in una pia- 
nura, sulla riva siuistra del Ter, che 
vi si passa sopra un ponte di pietra. 
Evvi un ospedale. Vi si fila cotone e 
lana con cui si fanno diverse stoffe 
Vi si tiene un'annua fiera, e conia 
2,3oo abitanti. 

MAN-LOU-HO, riviera dell'Asia. Vedi 
May-koup-myit. 

MANNA, città della Guinea superiore, 
sulla costa dei Grani, presso e alla 
destra della imboccatura del Sestos, a 
5o 1. N. O. dal capo delle Palme. 

MANNA, città della Senegambia, reg. 
di Konkodu, presso la riva destra del 
Senegal, a 5 1. E. S. E. da Roba, al 
i2° 5o' di lat. N. e 12 2 5' di long. O. 

MANNA, città dell' Indostan, al Nizam, 
nel Berar, distr. di Gavelgor, a 12 1. 
S. da Ellitchpour, sulla riva sinistra 
dell' Oumlah. 

MANNA, città sulla costa S. O. dell'iso- 
la di Sumatra, nel paese di Manna- 
Propne, a 18 I. S. E. da Bencu- 
len. Vi si esportano circa 3oo grosse 
botti di pevere annualmente. 

MANNA-PROPNE, paese nel S. dell'i- 
sola di Sumatra, al S. O. del paese 
di Pasummah-Lebar . Manna sta sul- 
la costa. 

MANNEDORF, vili, della Svizzera, cant. 
e a 4 1. S. S. E. da Zurigo, bai. e a 
i 1. S. E. da Meilen, sulla riva N. E. 
del lago di Zurigo. Evvi una fab- 
brica di stoffe di lana, e conta 2,100 
abitanti. 

MANNERCOIL, città dell' Indostan in- 
glese, presidenza di Madras, nel Kar- 
natico, distr. e a io 1. E. S. E. da 
Tanjaor, fra due rami del Cavery. 

MANNERSDORF, bor. dell' arcid. di 
Austria, paese al di sotto dell' Ens, 

, circ. inferiore del Wiener-wald, a 7 
1. S. S. E. da Vienna, in una pianu- 
ra, rimpetto al bor. di Trautman- 
nsdorf. Evvi un bel castello e bagni 
di acque minerali vasti ed eleganti. 
Vi si fabbrica del filo di ottone e dei 
galloni, s'indora e s'inargenta del 
filo di rame, e questi oggetti sono 
spediti in Ungheria ed in Turchia. 
Conta 1,600 abitanti. Questo bor. sof- 
ferse per un incendio l'anno 1761. 

MANNERSDORF o MATTERSDORF 



MAN 819 

in ungherese Kethely o Keddhely\ 
bor. della Ungheria, comitato e a 6 
1. i[2 S. S. O. da Oedenburg, e a n 
1. N. da Gùns, marcia di Rabah-Ki- 
vùl superiore, sulla riva destra della 
Repcze. 

MANNERSDORF o MENHARSDORF, 
ia ungherese Menyhard, ed in isla- 
vo Wrbowe , bor. privilegiato dell* 
Ungheria, comitato di Zips, a 1 1. 
i[4 S. da Kàsmarkt, e a 3 1. ij4 O. 
N. O. da Leutschau. Conta 900 abi- 
tanti . Vi si fabbricano tele di lino 
ed acquavite. 

MANNHARTSBERG, catena di monta- 
gne e due circoli dell'arciducato d'Au- 
stria. Vedi Manhartsberg. 

MANNHEIM, città del gr. due. di Ba~ 
den. Vedi Manheim. 

MANNICOLO, Ìsola del Grande-Oceano 
equinoziale, nell'arcipelago delle Nuo- 
ve-Ebridi. Vedi Mallicollo. 

MANNICOLO, gruppo d'isole del Gran- 
de - Oceano equinoziale, nell' arcipela- 
go di S.ta Cruz. Vedi VaniRoro. 

MANNINGHAM, comune della Inghil- 
terra , nel west-riding della contea 
di York, wapentake di Morley, a 
112 1. N. O. da Bradford e a 2 1. 1 [2 
O. da Leeds. Vi sono molte manifat- 
ture, e conta 2,5oo abitanti. 

MANNINGTREE, bor. della Inghilterra, 
contea di Essex, hundred di Ten- 
dring, a 2 1. ip N. E. da Colchester 
sulla riva destra dello Stur, che vi 
diviene navigabile. Vi sono fabbriche 
di stoffe di lana assai importanti. S'im- 
porta molto ferro , tavole di abete, 
biade, carbone e pesce . Vi si tiene 
una fiera, e conta i,3oo abitanti. 

MANNOE, is. del golfo di Botnia, sul- 
la costa orientale della Svezia, prefet- 
tura della Botnia - Occidentale, al 65° 
23' di lat. N. e 19 4i' di long. E. 

MANNSBURG, vili, del reg. Illirico, 
circ. di Lubiana. 

MANNSFELD , città degli Stati-Prus- 
siani. Vedi Mansfeld. 

MANNU, capo sulla costa óccid. dell' i~ 
sola di Sardegna, al N. O. del golfo 
di Oristano. Lat. N. 39 56'; long. 
E. 6° o'. 

MANNU, riviera dell'isola di Sardegna, 
divisione del C;ipo - Cagliari. Ha tre 



lao M A $ 

sorgenti nella prov. e a 3 1. N. da fsi- 
li, scorre al S., entra nella prov. «li 
Cagliari, e, dopo aver ricevuto la San- 
taliana a sinistra, ed il Sixerris a de- 
stra, si getta nel golfo di Cagliari, a 
2 1. N. O. dalla città di questo no- 
me. 11 suo corso è di 16 leghe. 

MANOA, riviera del Perù, che si getta 
well'Ucayale, alla riva sinistra, sotto 
6° /,&' di lat. S. e 76 5o' di long. 
O., dopo un corso di circa 20 leghe. 

MANOACARTA, ant. città dell 1 Arabia, 
secondo Stefano di Bisanzio. 

MANOBA'o MENOBA, città della Spa- 
gna, nella Betica, menzionata da To- 
lomeo, con una riviera dello stesso 
nome, secondo Plinio. 

MANODVY o MANUDVEE, città del- 
l' Indostan inglese, presidenza e a if\ 
1. N. N. E. da Bombay, nelf Aureng- 
abad, distr. e a 8. 1. N. O. da Cal- 
liany, sulla riva sinistra della Tandja. 

MANOE, Manoa, isola della Danimarca, 
nel mare del Nord, sulla costa uceid. 
del ducalo di Sleswig e del bai. di 
Hadersleben, al 55° 16' di lat. N. e 
6° i5' di long. E. Ha circa i[2 I. di 
lunghezza, e rinchiude il villaggio del 
suo nome. Conta 200 abitanti, che si 
occupano principalmente della pesca. 

MANOEL-ALVEZ , riviera del Brasile, 
che ha origine verso il limile N. E. 
della s prov. di Goyaz, e si getta nel 
Tocantin, alla riva destra, presso di 
S. Luiz, verso 1 1° i5' di lat. S. e 49° 
25' di long. O., dopo un corso di cir- 
ca 5o 1., generalmente ali 1 O. 

MANOEL - ALVEZ - GRANDE, riviera 
del Brasile, sul limite delle provincie 
di Goyaz e di Maranhao, e si getta 
nel Tocanlin, alla riva destra, verso 
7 35' di lat. S. e 5o° 45' di long. 
O., dopo un corso di circa 80 1., ge- 
neralmente N. N. O. 

MANOEL - LUIZ, banco di sabbia del- 
l' 1 Atlantico, presso la costa del Brasi- 
le, prov. di Maranhao. Lat. S. o° 52' 
27"-, long. O. 46° 24' 3". 

MANO - EMUJI (REGNO DEL), nell'in- 
terno dell' Africa. Fedi Ni - neana'i. 

MAN-OF-WAR-KEY, una delle iso- 
le Lucaje, sul piccolo banco di Baha- 
ma. Lat. N. 26 5o'. Long O. 8o° 16'. 

MAN-OF-WAR-KEYS, picc. isole e 



M A 1 

roccie del mar delle Antilte, presso la 
costa dei Mosquitos, al i2° 5o' di lat. 
N. e 84° 5o' di long. O. 

MANOKGHOR o MAUNUCKGHUR , 
città dell' Indostan inglese, presidenza 
di Bombay, nel Kandeisch, distr. di 
Galna, a 14 1. E. S. E. da Tchandour, 
in un paese montuoso. 

MANOK1N, riviera degli Slati -Uniti, 
stato di Maryland , contea di Somer- 
set. Ha origine presso Princess- Ann, 
scorre all'O., e si getta nella parte 
merid. della baja Chesapeake , do- 
po un corso di 6 leghe. Ha quasi a 
1. di larghezza alla sua imboccatura. 

MANOLL1 S1NUS, golfo dell' Asia mi- 
nore, nel bosforo di Tracia, al N. E. 
del promontorio Hermeum. 

MANOLY, città dell' Indostan inglese, 
presidenza di Bombay', nel Beydja- 
pour, distr. di Azymnagor, sulla riva 
sinistra della Malporba, a 11 1. N. N. 
E. da Darwar, e a 25 1. S. S. O. da 
Beydjapour. Il generale inglese Wel- 
lesley la prese al capo Doundiah, nel 

*709- 

MANOR, parrocchia della Scozia, con- 
tea, presbiterio e a 1 1. S. O. da Peeb- 
les. Vi sono vestigia di antichi forti 
bretonni. Conta 3no abitanti. 

MANOR , comune degli Stati - Uniti , 
stato di Pensilvania, contea di Lan- 
castro, con 3,3oo abitanti. 

MANORBIER, castello fortificato della 
parte S. del paese di Galles, contea 
e a 2 1. E. S. E. da Pembroke, sul 
canale di Bristol . È il maggiore ed 
uno dei più antichi della costa, facen- 
dosi risalire la sua fondazione alla 
conquista dei Normanni. E assai bene 
conservato. Giraldo di Barri, il mo- 
dello degli autori che scrissero sul 
paese di Galles, vi nacque nel n 46. 

MANOR-CUNNTNGHAM, vili, della Ir- 
landa , prov. di Ulster , contea e a 
io I. N. N. E. da Donegal, baronia di 
Raphoe. Vi si tengono due annue fiere. 

MANOR - HAMILTON, vili, della Irlan- 
da, prov. di Connaught, contea di 
Leitrim, baronia di Dromahaire, a 4 
I. i|2 E. da Sligo, e a io 1. N. da 
Carrick-on-Shannon , presso la riva 
simislra del Bonnel. Vi si tengono 4 
annue fiere. 



servarono 

que. Le strade 



M A N 
MANOSQUE, Manosca o Manuesca, 
città di Francia, dipart. delle Basse- 
Alpi, circond. e a 3 1. S. da Forcal- 
quier, e a io 1. if2 S. O. da Digne; 
capoluogo di cantone. Evvi un tri- 
bunale di commercio ed un collegio 
comunale. Posta in una campagna 
fertile ed amena, sta a 1 piedi di un 
colle, ed un tempo si estendeva sino 
sulla sommità, ove vedesi pur anco 
una torre ed alcune mine che con- 
il nome di Vecchio-Manos- 
le case sono, in 
generale, antichissime, e belli li suoi 
passeggi. Hu filato) di seta, conciato], 
e fabbriche di cadì, tilosello, tele, si- 
roppo di uva, e purghe per le tele. 
Commercia di mandorle, olio, vini, 
acquavite, spiriti diversi, lana, olive, 
mele, ec. Vi si tengono 9 annue fie- 
re, e conta 5, 400 abitanti. Nel suo 
fertile territ. si scavano alcune mi- 
niere di carbon fossile. — Alcuni au- 
tori prendono questa città pel Bor- 
manicum di Plinio, per VAlaunicum 
della tavola Peutingeriana, e credono 
altri che corrisponda alla Machao o 
Machaovilla di Gregorio di Tours e 
di Paolo Diacono. Credesi che sia stata 
rovinata dai barbari, che spesso fa- 
cevano delle scorrerie nella Proven- 
za. Fu rifabbricata nell 1 Vili secolo 
dagli abit. di tre o quattro vicini ca- 
sali , e deve, secondo alcuni, la sua 
origine, e, secondo tutti, il suo in- 
grandimento ai conti di Forcalquier, 
che vi risiedevano nell'inverno, in un 
bel castello, e che, nel 1208, la do- 
narono all' ordine di s. Giovanni di 
Gerusalemme, che vi aveva una com- 
menda. Provò questa città le stragi 
della peste nel XII secolo, e fu in 
parte distrutta, nel 1708, da un ter- 
remoto. 
MANOT, vili, di Fr., dipart. della Cha- 
rente, circond., cant. e a 2 I. S. S. O. 
da Confolens, e a n L i|| N. E. da 
Angouleme. Vi si tengono 12 annue 
fiere, e conta 1,100 abitanti. 
MANOTH, fortezza dell'Asia, nella Si- 
ria, territorio di Byblos, secondo Gu- 
glielmo di Tiro. 
MANOUAS oMANWAS, città dell'Indo*, 
inglese, presidenza del Bengala, nel 



MAN 

Ganduana , capoluogo 
presso il Capot, 



82C 

di distretto , 
32 1. S. da Allah- 
abad. 11 distr. è uno dei meno con- 
siderabili del Ganduana. 
MÀNPAVA, città dell'is. diBorneo. Ve- 
di Mampava, 
MANPORRO, riviera della Colombia, 
dipart. dell'Orenoco (Caracca). Ha la 
sua sorgente presso s. Domingo, scor- 
re al S. S. E., e si getta nell' Apure, 
alla riva sinistra, a 20 1. S. E. da 
Varinas, dopo un corso di circa 3o 
leghe. 
MANPOUR o MAUNPOOR , città del- 
l'Indos., ai Radjeputi, nell'Agra , sta- 
to di Matchery, a 14 lo S. da Alvar 
£ a 3o 1. O. S. O. da Agra. 
MANAQILLOS, bor. della Spagna, prov. 
e a 4 1- J I 2 N. N. O. da Palencia, e 
a 3 1. S. da Carrion de los Condes„ 
sulla riva sinistra del Carrion, con 
3oo abitanti. 
MANUALI, popoli dell'Africa nella Li- 
bia interna. Tolomeo li situa fra gli 
Alitambiaei e gli Armi. 
MANRALI, popoli dell'Asia, nella Col» 
chide, superiormente aiLazii, secon- 
do Tolomeo. 
MANRESA, Minorisa, città della Spa- 
gna, prov. e a io I. 3{4 N. O. da 
Barcellona, nella Catalogna, sopra un' 
altura, fra il Llobregat ed il Carde- 
net. È residenza di un governatore. 
Cinta da mura vedesi difesa da un 
castello fortificato . Le strade sono 
belle e pulite, e le case assai bene 
fabbricate. Conta 4 parrocchie, una 
chiesa collegiata, 6 conventi, dei qua- 
li due di donne, tre ospizj , uno dei 
quali di orfani, un ospedale ed una 
caserma. Trovami fabbriche di stoffe 
di seta, tessuti di cotone, nastri di 
seta e cotone, galloni d' oro, argento 
e seta, panni fini, carta, acquavite, 
nitro e polvere da cannone. Evvi un 
filatojo di cotone all'inglese. Vi si 
tengono due annue fiere, e conta 
12,900 abitanti. — I dintorni sono 
ben coltivali e bagnati da canali de- 
rivanti dal Llobregat e dal Carde- 
net. Vi si trovano indizj di mercu- 
rio e carbon fossile. 
MANS (LE), Suindimtm, poi Cenomam\ 
Ceuomania., o civitas Cenomanorum^ 



822 MAN 

città di Fr., capoluogo del diparf. 
della Sarthe, di circond. e di tre can- 
toni, a 17 1. ip N. N. O. da Tours 
e a 4 2 !•■> distanza legale, S. O. da 
Parigi, sulla Sarthe, che si attraver- 
sa sopra due ponti antichissimi, un 
poco al di sopra- del confluente del- 



l' Huìne. Lat. N. 



o' $o ff ; long. 



O. 2 8 / 4o ;/ - É se ^e di un vescova 
to, sufifraganeo dell' arcivescovato di 
Tours, e la cui diocesi comprende i 
dipartimenti della Sarthe e della Ma- 
yenne, e capoluogo della undecima 
conservazione forestale. Vi sono dei 
tribunali di prima istanza e di com- 
mercio, una direzione dei demanj, 
una delle contribuzioni indirette, una 
conservazione delle ipoteche, ed una 
camera consultiva di manifatture. As- 
sai estesa trovasi bellamente situata 
in gran parte sopra un colle. La 
porzione che sta sulla riviera è anti- 
ca, mal fabbricata, con istrade strette, 
tortuose ed impraticabili pei cavalli; 
quella al contrario che sta sul colle, 
senza essere regolare, è bella e . spa- 
ziosa. Le case, fabbricale in pietra, 
sono coperte di lavagna, bellissimo 
soprattutto essendo il quartier nuo- 
vo. Fra le piazze pubbliche è osser- 
vabile quella dei mercati , vastissima 
ed assai bella. Sortovi due passeggi, 
l'uno detto dei Giacobini, i cui viali 
in anfiteatro presentano un bel colpo 
d'occhio, e l'altro chiamato il Can- 
celliere, che si estende sulle rive del- 
la Sarthe, e li cui viali formano una 
specie di labirinto. La cattedrale è un 
bellissimo monumento di architettu- 
ra gotica, incominciato nel IX seco- 
lo, e terminato nel XVI ; la torre ha 
200 piedi di altezza, e contiene un 
orologio ch'è un capo d'opera. Si os- 
serva pure il palazzo della prefettura, 
quello della città, ed il teatro, uno 
dei più belli della Francia. Questa 
città ha un seminario, un collegio co- 
munale, una società di agricoltura, 
scienze ed arti, una società reale del- 
le arti con una biblioteca, un gabi- 
netto d'istoria naturale, un museo di 
pittura, una scuola gratuita di dise- 
gno, una pubblica biblioteca di 41,000 
volumi e 700 manoscritti, e due al- 



MAN 
Ire minori, l' una nella prefettura e 
l'altra nel palazzo di giustizia ; due 
ospedali, una società di carità ma- 
terna, ed una scuola di ostetricia. Vi 
sono fabbriche consid. di coperte dì 
lana, stamigne di varie spezie, tele, 
fazzoletti, carta, siamesi, berretti, 
merletti, candele rinomate, e sapone 
molle, purghe di cera e tele, conciatoi 
e fabb. di pelli. Fa un coram. consid., 
specialm. di tele, filo, bestiami, polleria 
assii apprezzata, e così pure vecchia 
biancheria, ferro, sale, vini, acquavi- 
te, ec; è pure il centro del coram. di 
grani, di trifoglio e cedrangola del di- 
part., le cui esportazioni all'estero sono 
significantissime. I mercati di bestia- 
mi del venerdì sono assai frequen- 
tati, come pure le due ^annùe fiere, 
ciascuna di 8 giorni. E patria del 
conte di Tressan, di Denisot, pittore 
e poeta, dei matematici Lamy e Mar- 
senne, dello scultore Pilon, di Gia- 
como le Pelletier, di De-la Croix-du 
Maine, ec. Conta ig,5oo abitanti. — 
Le Mans era il capoluogo degli Ca- 
lerci Cenomani. E una delle più an- 
tiche città della Gallia Celtica, e do- 
veva essere consid. sotto i romani, 
giudicandolo dal gran numero di an- 
tichità che si trovarono tanto nel suo 
circuito che nei dintorni. Al tempo 
di Carlomagno, era una delle città 
le più grandi e ricche dell'impero. 
Nelli secoli IX e X, fu saccheggiata 
dai normanni; nell'XI, sofferse in con- 
seguenza delle guerre del conte di 
Angiò e del duca di Normandia ; nel 
XII, fu incendiata ; Guglielmo il Con- 
quistatore la prese nel XIII secolo, e 
vi fece costruire un castello, che fu 
demolito nel 1617 dal conte d' Au- 
vergna ; la peste la desolò nei seco- 
li XV e XVI, e la fame nel XVII. 
Avendo abbracciato il partito della 
lega sotto Enrico III ed Enrico IV, 
quest'ultimo l'assediò, e la fece capi- 
tolare nel i65i ; il duca di Beaufort 
voleva impadronirsene pel principe 
di Condè e pel parlamento, ma il 
governatore De Gèvres la sostenne 
sotto la obbedienza del re. Il io de- 
cembre 179,3, Tarmata vandeista rien- 
trò, ma fu scacciata tre giorni do- 



MAN 

pò dai repubblicani ; il i5 ottobre 
1799, se ne impadronirono i sciova- 
ni. Malgrado tante sciagure, oggi 
Le Mans" è in uno stato assai prospe- 
ro. Il circond. si divide in io canto- 
ni, che sono : Ballon, Conlie, Eco- 
woy, Louè, Le Mans ( 3 giustizie ) , 
Montfort - sur - Rotrou, SilIè-le-Guil- 
laume, e La Suze. Contiene 128 co- 
muni, e 1 5 1,000 abitanti. 

MANSA, Maunsa, città dell' Indostan, 
nei possedimenti di Guykavar, nel 
Goudjerate, distr. di Tchóal, a io 1. 
N. da Ahmed-abad. 

MANSA, città della Tur. asiatica. Vedi 
Mastica. 

MANSAC, vili, di Fr., dìpart. della Cor- 
reze, circond. e a 2 1. i[2 O. da Bri 
ves, cant. e a 1 I. ij4 N. O. da Lar- 
ghe, con 1,000 abitanti. 

MANSALLA, città della Barbarla. Vedi 

ClIELLA. 

MANSBRIDGE, hundred della Inghil 
terra, nella parte merid. della con 
tea di Southampton, con 22,200 a 
bitanti. 

MANSEE, bor. deirarcid. d'Austria. 
Vedi Mòndsee. 

MANSEL, isola della baja di Hudson, 
neir America settentrionale. 

MANSELKA, catena di colline della 
Russia europea. Vedi Maanselka. 

MANSEUR o MAIS SIR, città dell'Indo 
stan, nel paese dei Seilù, prov. di La- 
hore, prin. di Djemmou, a 3o I. N. da 
Amretseyr, deliziosamente situata sul- 
la riva di un grande specchio d'acqua 
i cui pesci si tengono per sacri da- 
gli abitanti. 

MANSFELD (CIRCOLO DELLE MON 
TAGNE DI), Mansfeìder - Gebirg- 
skreis. negli Stati-Prussiani, prov. d 
Sassonia, reggenza di Merseburg. H; 
24 1. q. , e conta 29,000 abitanti 
Mansfeld n 1 è il capoluogo. 

MANSFELD (CIRCOLO DEL LAGO 
DI), Mansfelder-See-kreis, negli Sta- 
ti-Prussiani, prov. di Sassonia, reg- 
genza di Merseburg. Ha 34 I. q. , e 
34,6oò, abitanti. Il capoluogo è Eis- 
leben. \ 

MANSFELD o THAL - MANSFELD 
Mansfeldia, città degli Stati-Prussia- 
ni, prov. di Sassonia, reggenza e a io 



MAN g 2 3 

I. N. O. da Merseburg, e a 14 1. S. 
S. O. da Magdeburg, capoluogo del 
eira delle montagne di Mansfeld, sul 
Th-albach. Le sue mura cadono in 
rovina. Evvi una birreria, e conta 
1,200 abitanti. Fu il capo luogo di 
un 1 antica contea libera ed imme- 
diata dell' Alemagna, nel circ. del- 
P Alta Sassonia, nella Turingia, posta 
alle frontiere della contea dì Anhaìfc 
e del Magdeburghese. Aveva 19 1. di 
lunghezza ed altrettante circa di lar- 
ghezza, ed il suo territorio compo- 
nesi di alte mont. ricche di miniere 
di argento, ferro e rame, e di fertili 
pianure coperte di laghi abbondanti 
di pesce. I conti di tal nome, che sì 
sono distinti in varie occasioni, si di- 
visero in molti rami, fra cattolici e 
protestanti. Gli ultimi suoi conti prò- 
pietarj essendosi indebitati in modo 
che le loro passività superavano il va- 
lore della contea, i creditori tenta- 
rono di andarne al possesso onde es- 
ser pagati, ma l 1 elettore di Sassonia, 
e V arcivescovo di Magdeburg, ai qua- 
li apparteneva il diritto di sovranità, 
vi si opposero e misero la contea 
sotto sequestro nel 1570; ma dacché 
P arcivescovato di Magdeburg passò 
ali 1 elettore di Brandeburgo, questo 
principe divise coli' elettore di Sasso- 
nia la contea, che, unita al regno di 
Westfalia, nel 1807, fece parte del 
dipart. della Saale, e dal 1814 è com- 
presa negli stati prussiani, e precisa- 
mente nella reggenza di Merseburg. 
MANSFIELD, città della Inghilterra, 
contea e a 5 1. N. da Nottingham, 
hundred di Broxtow, deliziosamente 
situata sulla riva sinistra del Maini o 
Man, tributario dell' Idle. È assai be- 
ne fabbricata; ha una bella chiesa 
anglicana, e molti luoghi di culto pei 
presbiteriani, calvinisti, quacheri, bat- 
tisti e metodisti, molti stabilimenti 
di carità, scuole gratuite ed altre, un 
picc. teatro, ed una sala di riunione 
della contea. Vi sono due consid. fi- 
lato) di cotone, fabbriche di calzette 
e guanti di seta e cotone, tessuti di- 
versi, tre fonderie di ferro e birre- 
rie; vi si fanno molli merletti. Fa uu 
importante comm. di biade, feccia di 



8 2 4 MAN 

birra, cotone filato, ed altri prodotti 
delle sue fabbriche. Vi si tengono 
due annue fiere, e conia 7,900 abi- 
tanti. Diede il titolo di barone ad 
un lord della famiglia di Murray. — 
Questa città fu una stazione roma- 
na ; vi si trovarono delle monete ed 
altre antichità. 

MANSFIELD, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Connecticut, contea di Wind- 
ham, a 7 1. E. da Hartford, con 2,3oo 
abitanti. 

MANSFIELD, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Massachusets, contea di Bri- 
stol, a io 1. S. S. O. da Boston, con 
1.000 abitanti. 

MANSFIELD, comune degli Slati-Unili, 
stato di Nuovo-Jersey, contea di War- 
ren, a ' 14 1. N. N. O. da Trenton, con 
2,000 abitanti. 

MANSFIELD, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Ohio, capoluogo della con- 
tea di Richland, a 22 I. N. N. E. da 
Columbus. 

MANSFIELD, la più alta montagna del- 
la catena dei Green-mountains, negli 
Stati-Uniti, stato di Vermont, contea 
di Chittenden. Essa presenta due pic- 
chi principali, il Chin, al N. , alto di 
7 iS tese al di sopra del mare, ed il 
No se, al S. , che ha 660 tese. 

MANSFIELD, isola del mare di Hud- 
son, al S. E. della Terra di Southam- 
pton, e a 3o 1. O. dal capo Wolsten- 
holm, che forma la estremità N. O. 
del Labrador. Ha circa 25 1. di lun- 
ghezza , dal N. al S. , e 6 1. di lar- 
ghezza. 

MANSFIELD-WOODHOUSE , parroc- 
chia della Inghilterra , contea e a 5 
1. i|2 N. da Nottingham, e a ij2 1. 
N. da Mansfield, hundred di Brox- 
tow. Vi si scoperse un vastissimo e- 
difizio romano, nel quale vedesì un 
lastricato in mosaico benissimo con- 
servato. Conta 1,600 abitanti. 

MANSHEAD, hundred della Inghilter- 
ra, nella parte S. O. della contea di 
Bedford, con 18,700 abitanti. 

MANSIATRE, riviera dell 1 isola di Ma- 
dagascar, che ha origine dal versa- 
tolo occidentale delle mont. che at- 
traversano T isola, scorre alf O. S. O., 
e si getta nel canale di Mozambico , 



MAN 

' verso i9°4o'di lat. S., dopo un cor- 
so di 70 leghe. Riceve a sinistra il 
Manata ng e Io Sahanang. 

MANS1GNE', vili, di Fr. , diparl. della 
Sarlhe, circond. e a 3 1. 3(4 E. N. E. 
da la Fléche, e a 6 1. i[2 S. S. O. dal 
Mans, cant. e a 1 1. O. da Pont-Val- 
lain. Conta 2,400 abitanti. 

MANSILLA DE LA SIERRA, Masilla, 
bor. della Spagna, prov. e a i3 1. N. 
O. da Soria, e a 3 I. E. da Monte- 
rubio, sulla riva sinistra della Naje- 
rilla, al piede di montagne che lo at- 
torniano al N. ed ali 1 O. Vi si fanno 
grosse stoffe di lana pel paese. Conta 
5oo abitanti. Il territorio ha una sor- 
gente minerale efficace contro le o- 
struzioni, e delle miniere di ferro e 
rame abbandonate dal 1770. 

MANSILLA DE LAS MULAS, bor. del- 



la Sp* 



prov. e a 3 1. ij2 S. K. 



da Leon (Valladolid), in un terreno 
basso, umido e malsano, sulla riva si- 
nistra delfEsla, che vi è attraversata 
da un ponte. È cinto di vecchie mu- 
ra, e rinchiude tre chiese parrocchiali 
ed un convento. Vi si tengono due 
fiere, e conta 700 abitanti. 

MANSILLA DEL PARAMO, bor. della 
Spagna, prov. e a 6 1. S. S. O. da 
Leon, con 3oo abitanti. 

MANS1NGHAM, porlo della Nuova-Gui- 
nea, sulla baja del Geelvink. È sicu- 
ro, ma ha un difficile ingresso. 

MANSIR, città deirindostan. /^.Manseur. 

MANSLE, città di Fr. , dipart. della 
Charente, circond. e a 3 1. 3[4 S. da 
Ruffec , e a 6 1. N. da Angoulème, 
capoluogo di cant., sulla riva destra 
della Charente, ove vi è un ponte al- 
tissimo. Fa un consid. commercio di 
grani, vini ed acquavite. Vi si ten- 
gono 12 annue fiere, e conia i,3oo 
abitanti. 

MANSOVA, bor. dell'Arabia, nell'Ye- 
men, a 7 1. E. S. E. da Taas, e a 5o 
1. S. da Sana. Vi sono molte moschee, 
ed un castello fortificato, residenza di 
uno sheik. 

MANSTEIN (ALT), bor. della Baviera, 
circ. de la Regen, presidiale e a 1 1. 
i|2 S. O. da Riedenburg, e a 6 1. 3[4 
O. S. O. da Ratisbona. Conta 4°° 
abitanti. 



MAN 

MANSUÈ, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
dì Treviso, distr. di Oderzo. 

MANSUE, vili, della Guinea superiore, 
sulla Costa d'Oro, regno di Fanti, a 
12 1. N. da Capo-Corso, sulla strada 
di questo stabilimento a Cumassia. 
Era un tempo importantissimo per 
un grande mercato di schiavi. 

MANSULAR, MANCILLAR o MAZU- 
LAR, isola dell'arcipelago della Son- 
da, presso la costa occid. di Suma- 
tra, in faccia al porto di Tappano u- 
ly. Laf. N. i° 35'; long. E. 9 6°. Ha 
circa 8 1. di lungh. sopra 3 di lar- 
ghezza. Vi si osserva una cascata di3oo 
a 4oo piedi di altezza perpendicolare. 

MANSUR, riviera della Barbarla. Vedi 
Guir. 

MANSUR o MANSORA, città rovinosa 
della Barbarla, impero di Marocco, 
prov. di Fez, a 8 I. S. O. da Ra- 
bat, presso la imbocc. del Guic. Et- 
Mansur vi aveva fatto inalzare un e- 
difizio di rifugio. 

MANSURAH o MANSURA, prov. del 
Basso-Egitto, confinante con quelle di 
Damiata, al N., di Charqìèh, all'È, ed 
al S., e di Garbiéh, all' O. La sua 
largh. media è di 8 I. , e la sua su- 
perfìcie di H2 leghe. Il principale 
ramo orientale del Nilo la circonda 
atro, ed al N. O. ; il canale di A- 
chraun la bagna al N., ed il lago Men- 
zalèh fa irriga al N. E., ove rinchiu- 
de la pianura di Dayhéliéh, che for- 
ma un lago durante 809 mesi del- 
l'anno. Questa prov. è principalmen- 
te coltivata in cotone molto apprez- 
zato, del quale si fanno consid. spe- 
dizioni nei porti del Mediterraneo, 
e soprattutto a Marsiglia. Vi sono 
molte terre incolte. Conta 197,000 
abitanti. Mansurah n'è il capoluogo. 

MANSURAH o MANSURA, città del 
Basso-Egitto, capoluogo di prov., a 
i3 1. S. O. da Damiata, e a 25 1. N. 
dal Cairo, sulla riva destra del ramo 
principale orientale del Nilo, in una 
posizione elevata e bellissima. E' tan- 
to grande quanto Damiata, ma un 
quarto delle case è in rovina. Le stra- 
de sono strette, e le case fabbricate 
in mattoni. Vi sono 6 belle moschee, 
una chiesa cofta, ed un filatojo di 
Tom. IH. P. II 



MAN g^S 

cotone per conto del governo. Vi si 
esporta molto cotone, bel riso, rac- 
colto nei dintorni del lago Menzalèh, 
e del sale ammoniaco. Fa un mer- 
cato consid., il mercordì, di tele di 
lino, cotone in rami, e piante erica 
si. E estesissimo il suo commercio dì 
polleria. — Mansurah fa fabbricai a 
da Al-Mansor Billah, terzo califfo dei 
Fatimiti, che le diede il suo nome, 
e riedificata e fortificata da Ai-Male k~ 
aì-Kamel, re d'Egitto, della posterità 
di Saladino, onde servir di barriera ai 
cristiani, che, al tempo delle crocia- 
te , avevano presa Damiata per la 
prima volta. Fu il teatro di molli 
combattimenti, ove i crociati furono 
sconfitti, dal che deriva senza dubbio 
il suo nome, che significa campo del- 
la vittoria. 11 conte di Artesia, fra- 
tello di s. Luigi, vi fu ucciso da'saracc- 
ni, con gran numero di crociati e 
templari. E' poi questa città princi- 
palmente famosa nella storia pel co- 
raggio e le sciagure di s. Luigi, il qua- 
le nel i25o fu fatto prigioniero in 
poca distanza, dopo aver perduto la 
maggior parte della sua armala, per 
la fame e le malattie. Nel 1798 la guar- 
nigione francese di Mansurah fu tru- 
cidata, dopo la più vigorosa difesa, da 
un corpo numeroso di arabi. 

MANSUREAB, Gatus, riviera della Bar- 
barla, reg. di Algeri , prov. di Co- 
stantina. Discende dal Piccolo Atlante 
e si getta nel Mediterraneo, al villag- 
gio del suo nome, a 6 1. E, da Bu- 
gia, dopo un corso di 20 1., al N. 
Sulle sue rive si trova molto legna- 
me da costruzione. 

MANSURIÈ- o MANSURIA, città della 
Tur. asiatica, pascialicato e a 18 1. 
O. da Bassora, e a 80 1. S. E. da Bag- 
dad, capoluogo di sangiaccato, sulla 
riva sinistra dell'Eufrate, a 5 3. O. 
dal suo confluente col Tigri. 

MANT, bor. di Fr., dipart. delle Lan- 
de, circond. e a 4 *• T I 2 S. da san 
Sever, e a 7 1. 3 [4 S. O. da Mont- 
de-Marsan, cant. di Hagetmau, còri 
600 abitanti, 

MANTA, baja del Giande-Oeeano equi- 
noziale, sulla costa occid. della Co- 
lombia, dipart. del Gwyaqfuil ( fluo- 
ìO 1 



8 2 5 M A N 

va-Granata), al o° 4o' dì lat. S. e 
83° di long. O. Ha circa 12 I. d 
larghezza al suo ingresso, 1 e 6 1. di 
profondità. Eravi un tempo una gr. 
pesca di perle. Un pesce, chiamato 
manta, a cagione della sua somiglian- 
za con un mantello, abbonda in que- 
sta baja ; egli soffoca i palombari. Si 
diede il suo nome alla baja e ad una 
città attualmente rovinosa, ch'era sul- 
le sue rive. 

MANTA, città rovinosa di Colombia. 
Vedi Monte-Christi. 

MANTALUS, città dell'Asia, nella Fri- 
gia, secondo Stefano di Bisanzio. 

MANTCHURIA, paese dell'impero Chi- 
nese. Vedi Mantsciuria. 

MANTEGAZZA, vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Milano, distr. di Sa 
ronno. 

MANTEL, bor. della Baviera, ciré, del 
Meno-Superiore, presidiale e a 2 1 
3[4 O. S. O. da Neustadt, e a 9 1. 
3[4 S. E. da Bayreuth, sulla riva si 
lustra del Waldnap. Vi è nei dintor- 
ni una fucina, una fonderia di ferro 
ed un mazzo. Conta 700 abitanti. 

MANTELAN, bor. di Fr., dipart. d'In- 
dre e Loira, circond. e a 3 1. ij2 O. 
da Loches, cant. e a 2 1. i\% N. da 
LigueiL, Vi si tengono due annue fie- 
re, e conta 1,000 abitanti. 

MANTELLO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Valtellina, distr. di Traona. 

MANTELLUCIO (PUNTA), montagna 
della Francia, verso il centro dell' is. 
di Corsica. Lat. N. 4i°56 / 40"; long. 
E. 6° 4i> 38". La sua altezza al di 
sopra del mare è di 788 tese. 

MANTELO, capo della Tur. europea, 
alla estremità S. E. dell'isola di Ne- 
groponte. Lat. N. 3?° 5n' ; long= E. 
22° 14'. 

MANTERA, pianura della Nubia. Vedi 
Mandeyr. 

M ANTERE, isola dell' Atlantico , sulla 
costa della Senegambia, all'È, dell'ar- 
cipelago dei Bissagos, alla imbocca- 
tura del rio Grande, al 1 1° 20/ di 
lat. N. e 17° 5o' di long. O. Ha cir- 
ca 6 1. di lunghezza, dal N. al S., e 
2 I. di larghezza, dall'E. all'O. 

MANTES_, vili, di Fr., dipart. della 
Creuse, drcond. e a 3 1. yr3 E. dd 



I 

MAN 
Àubusson, cant. e a 2 I. S. E. da 
Bellegarde, presso la Tardelle, con 
1,000 abitanti. 
MANTES, Medunta e Petromantalum, 
città di Fr., dipart. di Senna ed Oi- 
se, capoluogo di circond. e di cant., 
a 8 1. N. O. da Versailles e a 12 1. 
O. N. O. da Parigi, sulla riva sini- 
stra della Senna, in faccia a Limay, 
con cui comunica mediante due pon- 
ti di pietra, uno dei quali bellissimo, 
opera di Peronnet, e divisi da un'is. 
La sua posizione è salubre e delizio- 
sa, per cui le venne il soprannome 
di Graziosa. Evvi un tribunale di 
prima istanza, una conservazione del- 
le ipoteche, ed una direzione delle 
contribuzioni indirette. Bene fabbri- 
cata, possiede 4 fontane pubbliche, 
erette per ordine di Enrico IV, nel 
1590, una delle quali, la più bella, 
sta dinanzi al palazzo pubblico. Vi 
si osserva la chiesa parrocchiale della 
Madonna, bell'edilìzio gotico che de- 
ve la sua magnificenza specialmente 
alle regine Bianca di Castiglia e Mar- 
gherita di Provenza , madre e mo- 
glie di s. Luigi. Quivi i re di Na- 
varra vi avevano i loro sepolcri; vi 
sovrastano due torri assai alte, una 
delle quali viene attribuita agl'inglesi. 
Della chiesa di s. Maclou più noti 
rimane che la torre, monumento pre- 
zioso per la sua antichità, bellezza ed 
altezza. Rinchiude questa «ittà due 
ospedali, una biblioteca di 4,000 vo- 
lumi, una nitriera, conciatoi rinoma- 
ti per la qualità delli cuoi di vitel- 
lo, e numerosi mulini da biada e da 
tanno, posti sulla Senna, e sul ru- 
scello di Vaucouleurs. Vi si fabbrica- 
no grosse tele, berretti, e comm. di 
biade, vini e cuoi. Vi si tengono (> 
annue fiere ; le principali sono quel- 
le del 22 luglio e del 3o novem- 
bre . Conta 3,900 abitanti . E pa- 
tria del musico Niccola Bernier , e 
di Giovanni Battista Carsilier, avvo- 
cato e poeta. I dintorni sono pitto- 
reschi, ed offrono degli ameni pas- 
seggi. — Mantes, ch'ebbe il titolo di 
contea, fu fondata, dicesi, dai druidi, 
saccheggiata da Guglielmo il Conqui- 
e più tardi da 



'PO 

stature nel 1096 



MAN 

Carlo il Cattivo. Filippo Augusto vi 
morì il 14 luglio 1223. Carlo V se 
ne impadronì nel i364, ma nel 1 4*8 
cadde in poter degl' inglesi, che la 
restituirono a Carlo VII nel i449; 
Durante i torbidi della lega, vi si 
tennero diverse conferenze fra i cat- 
tolici ed i protestanti, ed alcune as- 
semblee del clero. Si osservano , nei 
dintorni , gli avanzi di torri e ba- 
stioni ch'erano stati inalzati per di- 
fendere questa città contro i norman- 
ni. Il re Enrico IV stette per molti 
anni nell'antico castello di Mantes, 
che dicevasi fabbricato da Carlo Ma- 
gno. Luigi XIII vi soggiornò andan- 
do à Rouen, e così pure il cardinal 
Mazzarino, allorché Luigi XIV venne 
a Mantes, nel i652, onde pacificare 
i torbidi della Fronda. Fu questo ca- 
stello demolito nel 1721. — Il cir- 
cond. di Mantes si divide nei 5 can- 
toni di Bonnières, Houdan, Limay, 
Mantes e Magny. Contiene 127 comu- 
ni, e conta 60,100 abitanti. 
MANTESE, in francese MANTAIS, ant. 
picc. paese di Fr., nella parte occid. 
della is. di Francia. Prendeva il nome 
da Mantes, suo capoluogo, e rinchiude- 
va Versailles, Meulan, s. Germain-en- 
Laye e Dreux. La maggior parte è 
ora compresa nel dipart. di Senna 
ed Oise, ed il restante in quello di 
Eure e Loir„ 
MANTEYGAS, bor. del Portogallo, prov. 
di Beira, comarca e a 6 1. 2(3 O. S. 
O. da Guarda, e a 11 1. 1I4 S. E. da 
Viseu, a 1 piedi della serra Estrella. Vi 
sono due chiese parrocchiali, un ospi- 
zio, ed una fabbrica di panni e gros- 
se flanelle. Conta 2,000 abitanti. Nei 
dintorni si osserva una bella cascata. 
MANTIANA PALUS, gran lago dell'A- 
sia, nell' Armenia, che si estendeva 
sino all' Atropazia, e le cui acque e- 
rano salate, secondo Strabone. 
MANTIEL, bor. della Spagna, prov. e a 
i3 LE. da Guadalaxara (Cuenca), e a 
5 1. N. E. da Sacedon, con 5oo abi- 
tanti. 
MANTIENI MONTES, montagne ove il 
Gyndes e V Arasse hanno origine, se- 
condo Erodoto. 
MANTILLY, vili, di Fr., diparl. del- 



MAN 827 

P Orne, r.ircond. e a 3 I. it4 S. O. 
da Domfront, cant. e a 3j4 di 1. O. 

da Passais, con 2,000 abitanti. 
MANTINEA, MANDI, MAND1NGA o 
DORBOGLIZA, città del Peloponneso, 
nell'Arcadia, verso le sorgenti del- 
l' Alfeo, al N. del Pallantìum^ a i5 I. 
dalla città di Lacedemone. È soprat- 
tutto/celebre per la grande vittoria 
riportata da Epaminonda, generale 
dei Tebani, sui Lacedemoni e gli Ate- 
niesi, V anno di Roma 3o,i, e per la 
sua morte. Omero indica che al suo 
tempo era considerabile. I suoi abi- 
tanti, essendo entrati nella lega Achea 
verso V anno 225, cangiarono il no- 
me di Mantinea in quello dì Ami- 
gonia, che si usò sino a che Adria- 
no sdegnato che una città sì celebre 
portasse un nome tanto poco amato 
dai romani, le fece riprendere il suo 
antico di Mantinea. Pausania, che la 
vide, ne fa una minuta descrizione. 
Ora non vi si vedono che le rovine, 
in Morea, presso il vili, «li Goritza, 
a 2 1. i{2 N. da Tripolitza. 
MANTINEA, città del Peloponneso, nel- 
P Argolide, distinta da Plinio dall'al- 
tra dell' Arcadia, e più non esistente 
al suo tempo. 
MANTINORUM CIVITAS, città sull'i- 
sola di Corsica, alla costa orientale , 
secondo Tolomeo. 
MANTIQUEIRA, catena di montagne del 
Brasile, parte della serra do Espin- 
haco, nel S. della prov. di Minas-Ge- 
raes, e sui limite di quelle di s. Pao- 
lo, e di Rio-de-Janeiro . Si estende 
dal N. E. al S. O., fra 21 3o> e 22 
3o' di lat. S. 
MANT1TTAR, antica città dell'Indie, 
di qua del Gange, nel paese dei Ca- 
reeni, secondo Tolomeo. 
MANTOTTE, distr. della costa occid. di 
Ceylan, sulla baja di Condatchy. Ev« 
vi un vili, dello stesso nome, ove si 
fa la pesca delle perle con attività. 
MANTOVA ( prov. di ), prov. del reg. 
Lom.-Ven., composta di quasi tutto 
l'ant. due. di Mantova e di alcuni feu- 
di, del prin. di Gazzoldo e di Castel- 
laro, con parte del territorio Bre- 
sciano e del Veronese., Confina al N. 
E. colla prov. di Verona ; all'È., eoa 



8 2 8 MAN 

quella «lei Polesine, da cui il Po qua- 
si interamente la divide ; al S., co- 
«di Stati della Chiesa, e coi ducati di 
Modena, Guastalla e Parma ; all' O., 
colla prov. di Cremona, ed al N. O. 
con quella di Brescia. Ha 6ó m. geog. 
di lungk, dal N. O. al S. E. , e 35 
nella sua maggiore largh. , formando 
una super f. di 690 m. quadrate, ossia 
172 1. q.; superf. che in generale può 
dirsi unita. Il Po che bagna la parte 
merid., e ne stacca quattro distr., vi 
riceve a destra il Secchia, a sinistra il 
Mincio, Che forma ini lago intorno a 
Mantova verso il centro della prov., 
« i'Oglio , che s 1 ingrossa col Chiese. 
Tranne poche fertili ed amene colli- 
iiette al N., il suolo è piano e fe- 
condo * non è scarso di acque irriga- 
trici, onde abbonda la coltura del ri- 
so, che rende l'aria insalubre, al che 
pure contribuiscono alcune paludi 
sparse qua e là per la provincia; al 
presente però meno del passato. Li 
cereali di ogni specie , la seta , il 
lino, il canape, le frutta, i vini, ed 
i bestiami ne sono i principali pro- 
dotti , e le sue scarse manifatture 
consistono in calzette, nastri, cappel 
li di feltro e di trucciolo, carta, pel 
lotterie, tele di lino e canape, cor- 
dami, saponi e vetri. Questa prov. 
ha per capoluogo la città del suo no 
me, ed appartiene al governo di Mi 
lano, ove manda due deputati al- 
la Congregazione Centrale. Dividesi 
in 17 distretti, che sono : Asola, Bor 
goforle, Bozzolo, Canneto, Castel Gof- 
fredo, Castiglione delle Stiviere, Gon- 
zaga, Mantova, Marcarla, Ostiglia, 
Roverbella, Revere, Sabbionetta, Ser- 
mide, Suzzara, Viadana e Volta, che 
comprendono 74 comuni, con 235,ooo 
abitanti. 
MANTOVA Mantua, città forte del reg. 
Lom.-Ven., ant. cap. del due. del suo 
nome, ora capoluogo di prov. e di 
distr., a 90 m. E. S. E. da Milano, e a 
84 O. S. O. da Venezia. Lat. N. 45° 
«'; long. E. 2S 28' 3" . E' sede di un 
vescovato, ch'ebbe origine neir anno 
807, ora soggetto all'arci?, di Milano, 
di una regia delegazione, di una dele- 
gazione prov., di un'intendenza di fi- 



M A N 

nanze, di una "congregazione muni- 
cipale, di un trib. di prima istanza e 
di comm., e di altri uffizj. 11 Min- 
cio, eh' esce dal lago Garda, si di- 
vide in tre canali , formanti due i- 
solette sulle quali s'inalba la città. II 
canale di mezzo, di vive e limpide a- 
cque, che passa per Mantova, a guisa 
di rivo anima diversi edifici, ed alla 
sua estremità forma un porto pei na- 
vigli che dal Po , dagli altri fiumi e 
dall' Adriatico vengono a recare o ad 
asportare le merci. II canale a mez- 
zodì cinge la città , ma è costante- 
mente tenuto asciutto , ed il suo 
letto, di terreno sano e pieno di 
piantagioni, iforma una prateria ri- 
gogliosa, tranne alla sua estremità, 
verso l'Oriente, ove trovasi tuttavia 
paludoso. Il canale da settentr. a le- 
vante, più largo degli altri, cinge la 
citta, e forma i così detti laghi di 
mezzo ed inferiore, divisi dal pon- 
te di s. Giorgio; quivi pure tro- 
vasi qualche tratto di palude, ben- 
ché di continuo vada risanandosi il 
suolo a rendere 1' aria viemmeglio* 
salubre . A settentrione sta il co- 
sì detto lago di Sopra, formato dal- 
la dilatazione del Mincio , mercè i 
sostegni opposti al suo corso fino 
dall'anno 1188. Il più bello fra que- 
sti è il ponte dei Mulini, il quale è 
ad un tempo sostegno, ponte e por- 
tico. Esso infrena il Mincio, e per 
molte bocche aperte lascia cader l'a- 
cqua del lago Superiore, dando mo- 
vimento a 12 mulini, ad una pila da 
riso, ad un mulino a follone, ed a 
3 seghe da fendere i legnami che 
vengono pel Mincio, Un tempo pro- 
lunga vasi fino alla cittadella di Por- 
to ; ma in una guerra dei Visconti 
coi Gonzaga, i primi avendo tenta- 
to di deviare superiormente il Min- 
cio, le acque ruppero le dighe, ed 
in tale massa e con impeto tale ur- 
tarono il ponte, che cadde in par- 
te, e non essendosi più rifatto , si 
supplì con un argine, chiamato an- 
cora la Rotta. Nello stesso tem^- 
pò fu pure eretto il ponte s. Gior- 
gio, che univa la città al borgo di 
questo nome, già florido di edi- 



MAN 

fizj e di -conventi, ed ove Trajano si 
fece edificare un palazzo; ma la ra- 
gione di guerra, nel cadere del pas- 
sato secolo, demolì interamente que- 
sto ameno sobborgo , sostituendovi 
una mezza luna, onde difendere il 
ponte, eh' è lungo 800 metri. Oltre 
questi due ponti, altri sei di matto- 
ni anch'essi, gettati sopra il rio, che 
«livide in due parti quasi eguali la 
città, riuniscono le due isolette dei 
Mincio, sulle quali essa poggia. La 
pianura che la circonda è a 33. mI 
sopra il livello dell' Adriatico , ma 
il piano della città va di continuo 
alzandosi in vari punti pel doppio 
scopo di liberarla dalle inondazio- 
tiiC, che pel l'egurgito nelle escre- 
scenze del Po andava soggetta , e 
di uniformare le contrade ad uno 
stesso livello. Furono perciò impie- 
gate enormi somme dal comune, e 
tutta la città vedesi ora lastrica- 
ta di marciapiedi in pietra, con sot- 
terranei scoli alle piovane , e boc- 
chetti che ricevono tutte le fogne 
che sono nell'interno delle case. Un 
argine circonda la così detta Anco- 
netta, stagno che esisteva allo sbocco 
«lei rio presso il porto, e parte di 
esso scavato forma oggi una darsena, 
mentre parte s' interra per formarvi 
sin passeggio come si fece della piaz- 
za Virgiliana. Per le quali cose, e pel 
risanamento e coltivazione delle val- 
li poste a mezzodì della città, e ver- 
so occidente, l'aria, ch'era pesante ed 
insalubre, si è moltissimo migliorata, 
contribuendo a ciò in gran parte le 
numerose piantagioni lungo il re- 
cinto del corpo della piazza, e fra 
l'esterne opere di fortificazione. Una 
rigorosa vigilanza tiene pulitissime le 
contrade e i cortili delle case; il cir- 
condario israelitico di lunga mano 
migliorato anch'esso toglie ogni aspet- 
to di quell'immondezza che un tem- 
po vi si vedeva, e le caserme mili- 
tari rinnovate, e tenute col più bel- 
l'ordine, tolgono assolutamente il puz- 
zo che le infettava . In Mantova la 
temperatura è piuttosto incostante, ma 
ài cielo è in generale limpido e se- 
reno ; non molto la travagliano i ven- 



M A N 829 

ti, ed il termometro nell'inverno di- 
scende a — io° e nella estate s'inalza 
a -f 25° ed oltre. La primavera e 
1 autunno vi sono temperati, e le mag- 
giori contrade, poste da E. a O. da S. 
a N., contribuiscono a tener ventilate 
e sane le abitazioni. Non è quindi 
maraviglia se V aria sia migliore as- 
sai della sua opinione, radicata quan- 
do la città era immonda, piena di 
stagni, cinta da fracide paludi, e spo- 
glia di piantagioni; al presente la vi- 
ta degli uomini vi si prolunga di mol- 
to, sono frequenti i settuagenari e 
gli ottuagenari, il colorito della gente 
è sano e vigoroso , e l' indole degli 
abit. gioviale ed allegra. — Le ope- 
re di fortificazione sono vastissime, 
mentre oltre il forte recinto bastio- 
nato, ha una bellissima cittadella, che 
si può dire inespugnabile, opere a 
corno, mezze-lune, il forte di Pielo- 
le, molto avanzato sotto il gov. ita- 
liano , ed un vasto campo trinciera- 
to ; tutte quest'opere, munite di lar- 
ghe e profonde fosse, che all' uopo 
s' inondano con vari giuochi d'acqua, 
rendono la città capace di rispettabi- 
le resistenza, e le giustificano la fa- 
ma di fortezza importantissima. — 
Mantova è in generale bene edificata, 
ha spaziose le strade, e tendenti al 
centro, larghe le piazze, fra cui figu- 
rano principalmente quella di s. Pie- 
tro, e quella delle Erbe, non che la 
piazza Virgiliana, ov'era l'Argine, si- 
to pieno di macerie e di stagni, ora 
convertito in ameno passeggio ador- 
no di bei viali , e circondato da 
belle case e giardini . Jn essa era 
stato inalzato un monumento a Vir- 
gilio, a cui fu dedicata la piazza, ma 
venne levato al costruirsi dell'anfitea- 
tro, elegante edificio a due ordini, l'uno 
dorico e l'altro rustico, tutto in pietra 
tenera. Fra le chiese meritano osserva- 
zione la cattedrale, in cinque navate, 
oltre le cappelle erette sul disegno di 
Giulio Pippi, detto il Romano, ove si 
venera il corpo di s. Anselmo, protet- 
tore della città ; la chiesa di s.ta Bar- 
bara in Corte, adorna di bella torre, 
disegno del mantovano architetto Gio- 
vanni Battista Bertani, e la chiesa di 



S5o MAN 

s. Andrea, disegnata da Leon Batti- 
sta Alberti, con magnifica cupola di 
invenzione del Juvar.i, ed un sotter- 
raneo architettato dal Viani. In essa 
si vedono bei dipinti a fresco di Giu- 
lio Romano, del Man legna padova- 
no e di altri valenti artisti, e vi è se- 
polto lo stesso Andrea Mantegna, il 
Pomponazzo ed altri. Quivi si vene- 
rano le spoglie del martire san Lon- 
gino, e l 1 insigne reliquia del sangue 
prezioso di G. C. Meritano pure parti- 
colar menzione la chiesa di s. Barnaba, 
ove fa sepolto Giulio Romano, e dove 
Lorenzo Costa dipinse in ampia tela 
la Moltiplicazione dei pani, e Giulio 
Cigna ni le Nozze di Cana; quella di 
s. Sebastiano, disegnata da Leon Bat- 
tista Alberti; nell'altra di s. Egidio 
riposano le ceneri di Bernardo Tasso. 
11 palazzo degli antichi duchi è ma- 
gnifico nell'interno e conta pitture 
celebri , ed è congiunto al castellò 
ove esistono molti freschi del Mante- 
gna, ed il copioso ma disordinato co- 
sì detto archivio segreto. Evvi pure 
il teatro di Corte, disegno del Pier- 
marini, ed un ampio vestibolo con 
portico, disegnato dal Bertani, ove si 
teneva un tempo la rinomata fiera 
Oltre a ciò si ammirano degli altri 
bei fabbricati : tale quello dell' Ae 
cademia , in cui evvi il bel teatro 
scientifico del Bibbiena; quello degli 
studj ; il palazzo delle finanze e della 
dogana; l'antico palazzo di giustizia 
e tanti altri di famiglie private, e la 
bizzarra abitazione che con proprio 
disegno edificossi Giulio Romano. Ma 
il più bel edifizio di Mantova è il pa 
lazzo del Te, delizia dei duchi, ed uno 
dei monumenti più illustri del genio 
di Giulio Romano, ove egli dipinse la 
terribile caduta dei Giganti e gli amori 
di Psiche, oltre a molti altri soggetti 
di storia e di mitologia, e dove il 
Primaticcio compose vaghissimi stuc- 
chi. Questo bel edifizio, posto al S. , 
a poche tese distante dalla città, fu 
fabbricato per ordine del cardinale 
Francesco, tutore del duca Federico 
Gonzaga. Un ampio terreno all'intor- 
no è diviso in viali e scomparti di 
piante esotiche, che rendono un pas- 



M A 1 
seggio amenissimo . In questi ultimi 
tempi molto si promosse la vaghezza 
di edificane, e moltissime quindi sono 
le case nuove di architettura elegante, 
e innumerevoli le ristaurate. Non si 
deve lasciare senza menzione il pub- 
blico macello e la pescheria, eretti 
sull'acqua, che sotto vi scorre per 
certa singolarità della loro costruzio- 
ne. Ha Mantova uno spedale civico, 
uno militare, due orfanotrofi, un'ar- 
meria, un arsenale, un anfiteatro, un 
ginnasio ed un liceo con gabinetti di 
fisica, chimica e storia naturale, ed 
orto botanico, un seminario vescovile 
e tre teatri : il più bello e moderno è 
quello detto della Società, eretto sul 
disegno del cremonese architetto Ca- 
nonica, ed adorno di una bella me- 
daglia dipinta da Hayez. E patria 
di molti uomini distinti, e fra gli al- 
tri di Sordello dei Visconti di Goi- 
to, trovatore rinomatissimo e guer- 
riero, di Matteo Salvatico, professore 
di medicina a Salerno, di Pietro Pom- 
ponazzo filosofo , di Baldassare Casti- 
glione, di Teofilo Folengo, di Lelio 
Capilupi, di Andrea Mozzarelli, di An- 
drea da Goito, dell'abate Manni, del 
Bettinelli ed altri molti. Mantova van- 
ta il maggiore poeta del Lazio, Vir- 
gilio, che nacque nel picc. vicino vil- 
laggio di Andes (Pietole). —Questa cit- 
tà possedè da lungo tempo fabbriche 
di stoffe di seta e lana ; le sue espor- 
tazioni consistono in prodotti mani- 
fatturati, biade, riso, vino, bestiami, 
seta, ec. le importazioni si riducono 
agli oggetti necessari al consumo. Con- 
ta 25,ooo abit., fra' quali 2,000 ebrei. 
Il distr. comprende 7 comuni e 43,5oo 
abitanti. — I dintorni di Mantova 
sono fertilissimi, osservandovisi molte 
belle case di delizia ; merita, fra le 
altre, menzione la Favorita, presso 
ed al N. della cittadella, che il duca 
Ferdinando Gonzaga fece costruire, 
nel 1602, ma che molto sofferse nei 
diversi assedi di Mantova , e special- 
mente in quello del 16 gennaro 1797. 
Essendo stata intorbidata la elezione 
di papa Alessandro II, dallo scisma di 
Cadalao, vesc. di Parma, che l'imp. 
Enrico IV aveva fatto nominare pon- 



MAN 
tefice, sotto il nome di Onorio II, si 
celebrò, nel 1064, u* 1 concilio a Man- 
tova, in cui fu confermata la elezione 
di Alessandro, e rimossa quella del- 
l'antipapa. Pio II quivi tenne una con- 
ferenza per deliberare e scegliere si- 
curi mezzi da far la guerra al Tur- 
cocche incominciò nel ifóy. — I- 
gnota è l'origine vera di Manto- 
va; alcuni Ja vogliono edificata da 
Manto divinatricc, figliuola del teba- 
no Tiresia, altri da Oeno etrusco, ma 
la più probabile opinione è che sor- 
gesse nel tempo della guerra trojana. 
E' certo che gli Etruschi per molto 
tempo la tennero, e le diedero forma 
di picciola città, ma ali 1 invasione dei 
Galli, divenne proprietà dei Galli Ce- 
nomani, che la estesero fino al cana- 
le del Rio da settentrione a mezzodì. 
Nelle guerre che terminarono colla 
conquista di tutte le Gallie, venne in 
possesso dei Romani, ed allora si e- 
stese olire il suddetto canale, for- 
mando l' estensione che appunto oc- 
cupa attualmente. Col favore della 
legge Giulia divenne municipio, e 
città florida, ma non vanta, quantun- 
que non mai minata, alcun monu- 
mento di quell'età. Augusto vi distri- 
buì terre ai soldati, ed a Virgilio ven- 
nero restituite le sue, fatto che eternò 
egli nella prima delle sue egloghe. 
Nel decadere dell' impero sofferse le 
irruzioni dei Barbari, ma fu invano 
minacciata da Attila. Obbedì ad Odoa- 
cre, a Teodorico ed ai suoi successori, 
e quindi all'esarca di Ravenna per 
l'imperatore di Bisanzio, dopo che 
Narsete scacciò i Goli. Fu aggregata 
al regno dei Longobardi fino all'anno 
807, in cui Carlo Magno distrusse 
quel regno. Egli gli diede un vesco- 
vo, e nell'8i3 divenne sede di un 
conte, ma estendendosi il dominio 
cambiossi in feudo imperiale. Si so- 
stenne contro le irruzioni degli Un- 
gheri e dei Saraceni, fu desolata dalla 
tirannide feudale nell'esecrata barbarie 
del IX secolo, e divenne alla fine feu- 
do imperiale sotto la casa dei conti di 
Canossa, ultima della qual stirpe fu la 
celebre contessa Matilde. Eretta in re- 
pubblica, sostenne le guerre delle due 



MAN Sor 

leghe lombarde, respinse gli assalti del 
feroce Eccelino da Romano, fu lace- 
rata dalle fazioni dei nobili e del po- 
polo, quindi dalle terribili dei Guelfi 
e Ghibellini, finché i Bonaccolsi, nel 
1276, s'impadronirono del pubblico 
potere sotto il nome di Capitani del 
popolo. Fu da essi tiranneggiata sino 
al i328, in cui una congiura soste- 
nuta dai Gonzaga, sterminò quella fa- 
miglia, e Luigi Gonzaga, già reso pa- 
drone della città, con tre altri suoi dì- 
scendenti la governarono sotto il titolo 
di capitani del popolo e vicarj del- 
l'Impero; ma Giovanni Francesco, me- 
diante 12,000 fiorini d'oro, fu dall'im- 
peratore Sigismondo creato marchese, 
l'anno i433 , e tornò feudo impe- 
riale la città ed il suo territorio . 
Carlo V, nel i53o, la eresse in ducato, 
e da Federico II, sette duchi la domi- 
narono. Estinto il ramo principale, fa 
chiamato Carlo I, duca di Retel e di 
Nevers, dei Gonzaga già stabiliti in 
Francia „ Sotto il dominio di questi 
duchi, che furono tre, sofferse Man- 
tova il terribile saccheggio degl'im- 
periali, nel i63o, e quindi il flagello 
della peste, per cui, diminuita la sua 
popolazione dai 55,ooo a soli i3,ooo 
abitanti, più non potè da quel tempo 
riacquistare l'antica sua popolazione. 
Ferdinando Carlo, ultimo duca, par- 
teggiò per la Francia contro l'Austria, 
per il che perdette la sovranità nel 
1707, e divenne all' Austria sino da 
tal epoca soggetta. Invano assediata, 
nel 1735, dai Francesi, sotto il co- 
mando del duca di Montemar, lo fu 
con miglior successo dagli stessi, nel 
1797, comandati da Bonaparte, epoca 
in cui fu presa, il giorno 2 febbraro, 
malgrado la lunga e vigorosa resi- 
stenza del maresciallo Wurmser, a- 
vendo in tale incontro l'armata fran- 
cese ritrovato 538 bocche da fuo- 
co, oltre una immensa quantità di 
provvigioni di ogni genere. Assedia- 
ta e presa dagli Austriaci nel 1799, 
furono questi obbligati a restituir- 
la ai Francesi nel 180 1 , i quali la 
compresero successivamente nella re- 
pubblica Cisalpina, indi nella Italia- 
na, ed in fine nel regno d'Italia, ove 



832 MAN 

divenne il capoluogo del dipart. del 
Mincio, sino al 1814, in cui fece 
parte del nuovo regno Lombardo- 
Veneto. 

MANTOVANO (il) o DUCATO DI MAN- 
TOVA, antico paese d'Italia, confinan- 
te al N. col Veronese, ali 1 E. col Fer- 
rarese, al S. coi ducati di Modena, 
Mirandola e Reggio, ed all'O. col Cre- 
monese e Bresciano. Componevasi dei 
ducati di Mantova , Guastalla e Sab- 
bionetta, dei principati di Castiglio- 
ne, Solferino e Bozzolo, dei marche- 
sati di Gazzolo e di Rolo, e della con- 
tea di Novellara, formando una lun- 
ghezza di oltre 60 miglia, e 35 in 
larghezza, avente Mantova per capo- 
luogo. I suoi fiumi principali erano il 
Po, il Mincio, l'Oglio, il Chiese, il 

, Secchia e il Crostolo. Il territorio è 
fertile assai tranne poche valli palu- 
dose, producendo in molta copia gra- 
ni, riso, lino, canape, frutta, vini, be- 
stiami, ed ottimi formaggi. Questo 
paese, abitato dagli Etruschi, e poscia 
dai Galli, passò in poter dei Romani, 
e dopo questi soggiacque ai barbari 



MAN 
leossi alla Francia, comperato dall'ori? 
e dalle promesse di migliorare la sua 
condizione, fu posto al bando dell'Im- 
pero, e nel 1707, spogliato della sovra- 
nità, il due. passò in proprietà dell'im- 
pero. Governato un tempo come due, 
fu poscia unito alla Lombardia-Austria- 
ca fino al 1797, in cui, divenuto con- 
quista dei Francesi, fece parte delle 
repubbliche Cisalpina ed Italiana, 
quindi del regno d'Italia, del quale 
formò il dipartim. del Mincio sino al 
18 14, nel quale fu compreso nei reg. 
Lombardo- Veneto, formandone una 
provincia. 

MANU, paese della Guinea superiore, 
sulla costa dei Grani, al N. dei paesi 
di Mesurado e di Sanguin. Si crede 
che il Mesurado lo attraversi. 

MANUDVEE, città dell' Indostan. Vedi 
Manodvy. 

MANUITCH, riviera della Russia in 
Europa. Vedi Manytch. 

MANUEL -RODRIGUEZ, banco di sab- 
bia del Grande - Oceano equinoziale , 
al S. E. dell' isole Sandwich, al 1 1° 
io' di Iat. N. e \^° di long. O. 



che inondarono l'Italia fino al tempo di MANUKAO o MANOUKAO, porto dei- 
Carlo Magno. Sotto i suoi discenden- 
ti fu dato in feudo alla casa dei con- 
ti di Canossa, ultima della cui stirpe 
fu la contessa Matilde. Si resse a re- 
pubblica per quasi due secoli, ma stan- 
co delle stragi civili passò in domi- 
nio ai Bonaccolsi, che lo tiraneggia- 
rono per più di mezzo secolo. Poiché 
furono costoro sterminati, ne prese il 
comando Luigi Gonzaga, che lo go- 
vernò col titolo di capitano genera- 
le e vicario imperiale. La sua poste- 
rità conservai la signoria, e Giovan- 
ni Francesco, nel i433, fu creato mar- 
chese dall'imperator Sigismondo. Durò 
per quasi un secolo nella condizione 
di Marchesato, finché nel i53o l'impe- 
ratore Carlo V lo eresse in ducato, 
sotto la quale forma di governo ob- 
bedì a 7 duchi della famiglia princi- 
pesca dei Gonzaga, ed estinta questa, 
a tre altri dei Gonzaga, che per ma- 
trimonio erano divenuti in Francia 
duchi di Nevers e di Retel. Ma per- 
chè nella guerra della successione di 
Spagna, il duca Ferdinando Carlo al-j 



la Nuova- Zelanda, sulla costa occid. 
dell'isola Eaheino - Mauwe, al 37 20 f 
di lat. S. e 172 4°' di l° n o« E. Ri- 
ceve due riviere. Il suo ingresso ha 
3(4 di 1. di larghezza; la corrente vi 
è rapidissima, ed i banchi sabbiosi e 
di roccie vi sono numerosi. 

MANUPELLO, bor. del reg. di Napoli, 
prov. dell' Abruzzo Citeriore, distr. e 
a 1. S. O. da Chieti, e a 3{4 di 1. E. 
S. E. da S. Valentino, capoluogo di 
cantone, con 2,400 abitanti, 

MANURU o MANUROU, porto sulla 
costa orientale dell' isola di Madaga- 
scar, nel paese degli Antaximi, un 
poco al N. della imboccatura del Man- 
guru, al 20 35' di lat. S. 

MANVIEU (S.), vili, di Fr., dipart. del 
Calvados, circond. e a 1 1. i[3. O. da 
Vire, cant. e a 1 1. E. da S. Sever. 
Evvi una fabbrica di falci, e conta 
800 abitanti. 

MANWAS, distr. dell' Indoslan. Vedi 
Manouas. 

MANY, isola disabitata dell'oceano In- 
diano, fra le Marianne. 



MANYTCH 



MAN 
MANITCH, riviera 



delle 
lagh 



Russia europea , che sorge dai 
salsi di Khaki, nel S. del governo di 
Astrakan , dividendolo in parte dalla 
prov. del Caucaso, attraversa il ' R lago 
Bolchei, sul limite di questa prov. e 
del governo dei Cosacchi del Don, en- 
tra in questo governo , attraversa 
qualche piccolo lago, e si getta nel 
Don, alla riva sinistra, a Manytchka- 
ia, a 5 1. "al di sopra di Tcherkask, 
dopo un corso di circa ioo leghe ; 
generalmente verso l'O. N. O. 1 suoi 
affluenti principali sono il Kalaous 
e l'Iegorlyk, a sinistra. È larga e 
profonda, ma il suo corso assai tran- 
quillo; percorre una steppa unita, a- 
da e coperta di laghi salsi. 
MANYTCHKA'IA, bor. della Russia, in 
Europa, gov . dei Cosacchi del Don, 
distr. e a 3 1. 3j4 E. N. E. da Tcher- 
. kask, al confluente del Manylch e del 
Don. La pesca nei Manytch è assai 
proficua. 
MANYUMK, vili, degli Stati-Uniti, slato 
di Pensilvania , a poca distanza da 
Filadelfia. Conta 2,000 abitanti. 
MANZAC, vili, di Francia, dipart. del- 
la Dordogna, circond. e a 3 1. ij3 S. 
O. da Perigueux, cant. e a 3j4 di 1. 
E. S. E. da Grignols, presso del Veni, 
con 1,000 abitanti. 
MANZANARES, riviera di Colombia, 
dipart. di Mitturia ( Caracca ) . Sorge 
dalle monlagnc a i5 I. S. E. da Cu- 
mana, scorre verso questa città, e si 
getta, mediante il golfo ( di Cariaco, 
nel mare delle Antille. È navigabile 
per scialuppe sino a Cumana. Le su© 
rive, ombreggiate da mimose, sono as 
sai deliziose e freschissime, compara- 
tivamente al restante del paese. 
MANZANARES o MANCANARES, 'cit- 



tà della Spagna, prov. e a 9 1. i[3 E. 
da Ciudad-Real, nella Mancia, in u- 
na pianura fertile, a poca distanza 
dalPAzuer. Assia bene fabbricata, ha 
una chiesa di gotica architettura. Fi 
sono due conventi, uno di quali di 
monache, un ospedale, ed una caser- 
ma di cavalleria. Fabbrica stamigne, 
grossi panni, e tele comuni. É patria 
di Diaz de Mayorga. Conta 9,100 a- 
fritanti, — Il territ. produce del 
Tom. III. P. IL 



MAN 835 

no eccellente e del zafferano. A poca 
distanza trovasi il luogo di Murus, di 
cui fa menzione l'itinerario di Anto- 
nino: vi si vedono avanzi di mura ed 
una grossa torre. 
MANZANARES o MANCANARES, ri- 
viera di Spagna, provincia di Madrid 
( Guadalaxara e Madrid ). Ha origine 
sul versatojo merid. della sierra di 
Guadarrama, presso e al N. di Be- 
cerril, scorre al S. S. E., passa a 
Madrid, e a 4 L al di sotto di que- 
sta città, si getta nell 1 Henarez , alla 
riva destra, dopo un corso di cir- 
ca 20 leghe. Nella parte inferiore del 
suo corso, questa riviera serve ad ali- 
mentare un canale che deve stabilire 
una comunicazione fra Madrid e 
T Henarez. 
MANZANARES o MANCANARES-LA- 
REAL, borgo della Spagna, prov. e 
9 I. N. N. O. da Madrid (Guadalaxa- 
ra), e a 2 I. N. E. da Colmenar-Vie~ 
jo, presso la riva sinistra del Manza- 
nares. Evvi un gran castello ed un 
mulino a folone. Conta 200 abitanti. 
Nel 1625, si scopersero nei dintorni 
due miniere <T argento ; ve ne sona 
di antimonio, piombo e carbon fos- 
sile. 
MÀNZANEDA DE TRIBES, bor. della 
Spagna, prov. e a i5 1. ij2 E. da O- 
rense, nella Galizia, e a 8 !. N. O. da 
Viana. Era una piazza di guerra, ve- 
dendovisi ancora gli avanzi di bastioni, 
ed un vecchio castello fortificato. Con- 
ta 3,200 abit., compresi quelli dei con~ 
torni. 
MANZANERA, bor. ddla Spagna, prov. 
e a 8 1. i|4 S. E. da Teruel, nell'A- 
ragona, e a 19 1. N. O. da Valenza, 
ai piede di una montagna, sulla riva 
destra del Mijares. Evvi un convento, 
e conta 1,900 abitanti. 
MANZANILLA, Maxilua, bor. della Spa- 
gna, prov. e a 7 1. 3[4 O. da Sivi- 
glia. Evvi un convento di monache, 
e conta 2,100 abitanti. 
MANZANILLO, bor. della Spagna, prov. 
e a 6 1. 3i4 E. S. E. da Valladolid, 
e a 1 1. i|2 O, da Penafiel, sulla ri- 
va sinistra del Duero, con 3oo abi- 
tanti . 
vi-„MANZANO, antico castello diroccato nel 

J08 



854 MAN 

gran due. di Toscana, prov. superiore 
di Siena. 

MANZANO , vili, del reg. Loro .-Veri. , 
prov. di Udine, distr. di Cividale. 

MANZANSKOI, bor. della Russia asia- 
tica, gov. d' Irlcutsk, distr. e a i3o 1. 
O. S. O. da Nertchinsk, presso le 
frontiere dell'impero chinese, 

MANZAT, bor. della Francia, dipart. 
del Puy-de-Dóme, circond. e a 3 1. 
2j3 N. O. da Riom, e a 5 1. ij4 N. 
O. da Clermont-Ferrand , capoluogo 
di cant., sulla riva destra della Mor- 
ge. Conta i,6oo abitanti. 

MANZIAT, vili, di Fr., dipart. dell'Ani, 
circond. e a y 1. N. O. da Bourg, 
cant. e a i 1. 3j4 N. N. O. da Bagè- 
Je-Chàtel, con i,3oo abitanti. 

MANZINELLO, vili, del reg. Lora.-Ven., 
prov. di Udine, distr. di Cividale. 

MANZOLINO, vili, degli Stati della 
Chiesa, legazione e a 5 1. O. N. O. da 
Bologna, e a i 1. E. da Castel'Fran- 
co. Vi si tengono due annue fiere di 
3 giorni in giugno ed agosto. 

MÀNZORA o ARVANHA, riviera della 
Cafreria, che ha origine verso il S. 
«lei Monoraotapa, scorre al N. N. E., 
dividendo questo impero dal regno di 
Manica e dalla capitaneria generale 
di Mozambico, e si congiunge al Zam- 
beze, alla riva destra, presso e all'O. 
dei monti Lupata, a circa 5o 1. al di 
sopra di Sena. Ricew a sinistra il 
Macaras, e a destra il Cabrèze. 

MAOLY o MAO WLY, città dell 1 Indo- 
stan, stato del radjah di Setara, nel 
JBeydjapotir, distr. di Mortiz-abad, sul- 
la riva sinistra della Krisna , a 2 1. 
N. E. da Setara e a 45 1. N. O. da 
Beydjapour. 

MAOMETTANI, nome che si dà gene 
Talmente ai turchi, che professano la 
religione di Maometto. 

MAO-MINGGAN, tribù mongola dell' 
impero Chinese , nella Charra-Mon- 
golia. Non è composta che di una in- 
segna, lanniere, che ha il suo ac- 
campamento alla sorgente del Tchè- 
tou-boulak, a più di 8o 1. al N. O. 
di Khalgan, e a 120 1. da Pe-lung. 
il paese che abita ha 101 1. dall' E. 
ali 1 O., e 20 1. dal % al N. 

MAON, città della Palestina, nella tribù 



MAO 

di Giuda, che diede il suo nome aj 
deserto, in cui dimorò David per lun- 
go tempo, durante la persecuzione di 
Saule. E questa città apparentemente 
la stessa che Maenois, Mencum^ che 
Eusebio situa in vicinanza di Gaza . 

MAON, isola dell' Adriatico, sulla costa 
della Dalmazia, circ. e a 8 1. N. N. 
O. da Zara, presso e all'O. dell' isola 
Pago. Ha 1 1. 3j4 di lunghezza sopra 
2j3 di larghezza, ed è coperta di buo- 
ni pascoli. 

MAONE o PORTO-MAONE , Portus 
Magonis, città della Spagna, prov. e 
a 32 1. E. N. E. da Palma, nelle iso- 
le Baleari, sulla costa orientale del- 
l' isola Minorca, di cui è il luogo 
principale. Sta nel fondo di una baja 
di circa 1 1. di profondità, al 3c) 5i^ 
io" di lai. N. « i° 58' 2" di 'long. 
E. Residenza di un governatore mi- 
litare, e delle principali autorità del- 
l' isola , è situata verso il lato me- 
riti, del porto, sopra delle roccie e- 
levate, ciò che da lunge le dà un 
aspetto assai pittoresco. Vi si gode di 
un'aria pura e salubre. Delle sue an- 
tiche muraglie più non rimane che 
una delle porte la quale serve d' in- 
gresso alla nuova strada che conduce 
ad un sobborgo. Le strade di questa 
città sono strette, tortuose, scoscese e 
male lastricate. Le case non hanno 
per fondamenta che delle roccie sca- 
vate dalle acque e che si teme vedersi 
staccare ad ogni momento ; esse sono 
assai bene fabbricate in pietra, con 
tetti piatti, e politamente tenute nel- 
l'interno ; quasi tutte hanno una ci- 
sterna. Non si vede alcun edifizio os- 
servabile ; il palazzo del governato- 
re, che domina il porto, è spazioso, 
ma assai irregolare ; quello della cit- 
tà è un edificio meschino, il cui pian 
terreno fu convertito in prigione ; la 
cattedrale, di stile gotico, è senza orna- 
menti esterni ed interni. Vi sono tre 
conventi, uno dei quali di monache, 
un qspidale per 70 ammalati, una 
piazza d' armi quadrata, grande e as- 
sai bella, un lato della quale è occu- 
pato da caserme bene fabbricate, e 
che possono contenere circa 1,200 sol- 
dati d'infanteria ; al piede della città» 



M A o 

presso il porto, evvi il passeggio pub- 
blico, piantato d'alberi bistorti, ed as- 
sai triste. — Il celebre porto di que- 
sta città è uno dei più comodi e bel- 
li del Mediterraneo ; le grandi flot- 
te possono ancorarvisi con tutta sicu- 
rezza, ma il suo ingresso è sparso di 
qualche scoglio. Era un tèmpo difeso 
dal forte S. Filippo, ora demolito, e 
presentemente lo è da 3 batterie di 
8 grossi pezzi di cannone. Vi si os- 
serva^ non lunge dalla costa, 4 isole; 
Fisola del Re, così nominata perchè 
Alfonso III vi sbarcò nel 1287, contiene 
Tospedal della marina , fondato nel 
171 1 dagl'inglesi ; esso è vasto, bellis- 
simo, e può ricevere 800 ammalati ; 
la seconda rinchiude V edifizio della 
quarantena, bene distribuito per la 
sua destinazione; nella terza evvi il 
lazzeretto, uno dei più belli di Europa, 
e che può contener* i,3oo persone, 
non compresi gl'uffiziali di sanila at- 
taccati a questo stabilimento ; 1' ulti- 
ma, l'isola Redonda, situata nel fon- 
do del porto, comunica colla costa 
mediante un ponte di legno ; essa è 
cinta da mura, difese da alcune tor- 
ri ; vi si stabilì 1" arsenale della ma- 
rinai> con dei magazzini che conten- 
gono tutto ciò eh' è necessario per 
1' armamento dei vascelli ; in vicinan- 
za, sulla costa di Minorca, evvi un 
cantiere di costruzione. Un molo, o- 
pera della natura, va lunghesso il 
porto di questo cantiere sino alla cala 
Figuera ; esso è occupato da magazzi- 
ni ripieni di cordami, attrezzi, ec. 
pei navigli di commercio, e per l'uf- 
fìzio di sanità e la dogana. Evvi un 
faro ed una torre di segnali sopra 
una collina. Questa città fa un qual- 
che commercio coi porti del Mediter- 
raneo, ma il picc. cabotaggio e la pe- 
sca occupano la maggior parte degli 
abitanti. 11 territorio che dipende da 
Maone è piccolo, e forma una peni- 
sola bagnata dal mare, all'È., al S. 
ed all'O., e limitata al N. dal terri- 
torio di Layor o Alayor. Rinchiude, 
compreso Maone, circa 20,000 abi- 
tanti . — Si attribuisce la fondazione 
di questa città al famoso Magone car- 
taginese. Gl'alleati la tolsero alla Spa< 



MAO 853 

gna nel 1708, ma pel trattato di U- 
-trecht fu ceduta agl'inglesi. Allorché, 
nel 1756, se ne impadronirono i Fran- 
cesi, essi ne distrussero le principali 
fortificazioni, e la resti tuirono agli in- 
glesi nel 17G3. La Spagna la riprese 
nel 4 febbraro 1782, dopo un assedio 
memorabile, nel quale fu sostenuta 
dai francesi, ed il suo possesso le veli- 
ne confermato colla pace del 1783. 
GÌ' inglesi la ripresero ancora al prin- 
cipio del 1798, ma ritornò sotto il 
dominio della Spagna. 
MAOU o MOW, città dell' Indostan in- 
glese, presidenza del Bengala, nell'A- 
gra, distr. e a 7 1. N. E. da Ferekh- 
abad, a qualche distanza dalla riva 
destra del Gange. 
MAOU, MOW, MAOUNAT o MOWNA- 
UT,j città dell'Indostan inglese, presi- 
denza del Bengala, nell 1 Allah - abad, 
distr. e a 21 1. E. N. E.tda Djouan- 
pour,! e a io I. E. S. E. da Azymgor, 
presso la riva destra dello Sardjou, 
È celebre pei suoi tessuti di cotone» 
tele. ec. 
MAOU o MOW, città dell' Indostan in- 
glese, presidenza del Bengala, nel Ba- 
llar, distr. di Tyrout, a 5 1. N. E. da 
Hadjypour, presso la riva destra del 
Byar. 
MAOU o MOW, città dell'Indostan in- 
glese, presidenza del Bengala, nell'Al- 
lah-abad, distr. di Riouah, presso i 
monti Rimur , a 20 1. S. S. E. da 
Allah-abad. 
MAOUAH o MOWAH, città dell' Indo» 
stan inglese, presidenza del Bengala, 
prov. di Bahar, distr. di Tyrout, pres- 
so la riva sinistra del Byar, a ^ 1. 
E/. S. E. da Hadjypour È assai com- 
merciante. 
MAOUALI o MAUALI, tribù di bedui- 
ni, nella Tur. asiatica, in Siria. Essa 
percorre i dintorni di Hems e di Ha- 
ma, nel N. del pascialicato di Dama- 
sco, si estende sino ai confini del ter- 
ritorio di Aleppo, e spesso sino a Da- 
masco. Sono coraggiosi, e possono 
metter in campagna 3,ooo buoni ca- 
valieri . Sono assai accurati nei lo- 
ro abbigliamenti, ed hanno costumi 
più dolci degli altri abitanti del deser- 
to. Si attribuisce loro una eloquenza 



356 



MAO 



naturale, ed il merito d improvvisare 
in verso sopra ogni argomento. 

MAOUI o MOWEE, una delle isole 
Sandwich, nel Grande - Oceano equi- 
noziale, al N. N. O. dell'isola di Ha- 
waii, da cui è divisa da uno stretto di 
9 1. di larghezza. Il centro è al 20 
5o' di lat. N. e i58° fa' di long. O. 
Ha 16 I. di lunghezza, dal N. O. al 
S. E., sopra io 1. nella sua maggiore 
larghezza. Le coste offrono delle spez- 
zature numerose; la baja di Macker 
rey, sulla costa S. O., è la più ossero 
vabile. Essa è vulcanica, ed in gran 
parte coperta di alte montagne, una 
delle quali giunge, secondo Kotzebue, 
a io,i34 piedi; veduta a 5 1. in mare, 
il suo aspetto è veramente delizioso ; 
non si scopron allora che le sue bel- 
le coste sabbiose ombreggiate di co- 
cotieri; molti ruscelli vi sono abil- 
mente ripartiti in canali che vanno a 
fertilizzare le terre. L'interno è lunge 
di essere così ameno ; le montagne 
che vi s'inalzano perpendicolarmente, 
soprattutto nel S. e nell 1 O., non of- 
frono che masse enormi di roccie nu- 
de, fra le quali si aprono varie gole 
profonde ; vi si trovano pure piccioìe 
colline rotonde composte di ciottoli, 
e sabbia, e molto sterili. La porzione 
la più fertile, quella dell' E., è colti- 
vata con cura ammirabile, e produce 
canne a zucchero di sorprendente 
grossezza, delle patate, e, in generale, 
tutte le frutta ed i vegetali che si 
trovano ad Hawaii. Vi si contano cir- 
ca 80,000 abitanti, che possiedono di 
già un gran numero di picc. navigli 
mercantili, che costrussero essi stes- 
si ajutati dagli inglesi e dagli ame- 
ricani, e con i quali fanno dei viag- 
gi sulle coste N. O. dell' America. 
Questa isola aveva un capo partico- 
lare, che fu sottomesso da Tamehame- 
ha, re di Hawaii. 

MAOUNA o MASSACRO una delle iso- 
la dei Navigatori, nel Grande-Oceano 
equinoziale. La*. S. i4° 22'; long. O. 
173 19/. Fu scoperta da Bougainvil- 
le. La Perouse, che vi si ancorò il 
9 decembre 1787, l a rappresenta co- 
me bellissima ed assai fertile ; vi si 
osserva l'albero a pane, quello di coc- 



M A P 

co, l'arancio, il bannano, ed uua sorta 
di pero indiano {gofavier)\ il polame, 
ì porci, ed i cani vi erano numerosis- 
simi. Gli abit., grandi e robusti, so- 
no feroci e poco trattabili. Il capitano 
di Langle, comandante l' Astrolabio, 
Lamanon , e molti marinai vi furo- 
no trucidati dai naturali , e perciò 
chiamosssi isola del Massacro. 

MAOUTAMA, fiume dell' Indo-China 
britannica. Vedi Thaleayn. 

MAOUTAMA, prov. e città dell' Indo- 
China. Vedi Martaban. 

MAOUTI, una delle isole Harvey, nel 
Grande - Oceano equinoziale. Vedi 
Mautii. 

MAOXI, riviera del Brasile. Vedi Massi. 

MAPANG, lago del Tibet. Vedi Manas- 
sarovar. 

MAPAY, picc. gruppo d'isole del Gran- 
de-Oceano equinoziale, nell'arcipela- 
go degli AmicM. Vedi Hapay. 

MAPELLO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Bergamo, distr. di Ponte S. 
Pietro. 

MAPETA, città della Sarmazia asiatica, 
nel Ponto-Eusino, secondo Tolomeo, 
in quakhe esemplare chiamata Mai- 
eia . 

MAPHAM-DALAI, lago del Tibet. Ve- 
di Manassarovar. 

MAPHOR - BENDER , o MAUPHUR - 
BUNDER, porto dell' Indoslan ingle- 
se, presidenza di Madras, nei Serka- 
ri settentrionali, distr. di Gangam, a 
2 1. S. E. da Cicacole, alla imbocca- 
tura del Setteveram nel golfo del Ben- 
gala. Questo porto non può ricevere 
che piccoli bastimenti. 

MAP1JA, isola del Grande-Oceano e- 
quinoziale. Vedi Mopelia. 

MAPIMI (BOLSON DE), paese del Me- 
sico, nella parte orientale dello stato 
di Chihuahua. È assai elevato, ed at- 
traversato dal rio del Norte ; vi si tro- 
va, nel S., il lago del Ca'iman. 

MAPIMI, città e porto militare del Mes- 
sico, stato e a 70 1. S. S. E. da Chi- 
huahua, e a 12 1. IN. da s. Antonio. 
Conta 2,400 abitanti. 

MAPLEGUM-GANGA, riviera dell'iso- 
la di Ceylan, che ha la sua sorgente 
nel distr. di Saflfregam, al S. E. del 
picco di Adamo, scorre al S. 0., e si 



M A P 

getta nell'oceano Indiano, sotto il no- 
me di Ghinderi, un poco al N. O. 
di Point - de - Galle , dopo un corso 
di circa 20 leghe. 

MAPOCHA, riviera del Chili, distr. del 
suo nome . Discende dal versatojo 
occid. delle Ande, scorre all'O., passa 
a Santiago, riceve la Lampa, si volge 
al S„, e si getta nel Maypo, alla riva 
destra, a 9 1. S. S. O. da Santiago, 
dopo un corso di circa 3o leghe. 

MAPOCHA, distr. del Chili, confinante 
coi distr. di s.ta Rosa, al N., di Meli- 
pina, all'O., di Rancagua al S., e col- 
la Cordigliera delle Ande, all' E. Ha 
circa 4° 1- di lunghezza, dall' E. al- 
l' O., sopra 3o 1. di larghezza, ed' è 
irrigata dal Maypo, la Mapocha e la 
Lampa. Santiago n' è il capoluogo. 

MA-POU-KHOTON, città della Co- 
rea, prov. di Ping'-an, sulla riva sini- 
stra del Ya - loung - lì 
N. N. O. da Han-yang 

MAPSA, città della Palestina, nella I- 
dumea, secondo Tolomeo. Gerocle la 
chiama Mampsis, e la situa nehVter- 
za Palestina , sotto la metropoli di 
Petra . 

MAPURA, riviera dell' isola di Sumatra. 
Vedi Siak. 

MAQ'ARBÈHS, tribù araba della Nu- 
bia meridionale, nel Sennaar, nei din- 
torni di El-Eylfun, presso del Balli- 
ci- Azrak. 

MAQUAS , popolo dell' Africa . Vedi 
Macouas, 

MAQUEDA, bor. della Spagna, prov. e 
a 7 I. i{2 O. N. O. da Toledo (Ma- 
drid), e a 14 1. S. O. da Madrid, in 
un territorio coperto idi olivi. Ha il 
titolo di ducato. La maggior parte 
delle sue case occupa il luogo di una 
fortezza sopra un'altura. Evvi un pa- 
lazzo, tre chiese, un convento e due 
ospedali. Vi si vedono delle iscrizio- 
ni , ed altre antichità romane, co- 
me le rovine di un forte , grossissi- 
me torri, e muraglie di mattoni!» Vi 
sono gli avanzi della torre detta de 
las Infantas, così chiamata per esse- 
re stata spesso frequentata dalla in- 
fante Berenguela, cugina di Enrico I 
di Gas ti glia. 

MAQUEMA.NES, popoli che alcuni auto- 



MAR 8S7 

ri pongono nel N. della Cimbebasia, 
presso le frontiere S. E. della Gui- 
nea inferiore. 

MAQUEREAU, capo del Basso-Canada, 
distr. di Gaspè, all' ingresso della ba- 
ia dei Calori. Lat. N. £8° 20'; long. 
O. 66° 4o>. 

MAQUIAMA, borgata della Guinea in- 
feriore, nel Congo, sulla riva destra 
della Dande, a 80 1. S. da s. Salvador, 

MAQUILAPA, bor. del Messico, territ. di 
Chiapa, a 20 1. E. da Tehuantepec. 

MAQUINONGE, riviera del Basso-Ca- 
nada, che sorge dal lago del suo no- 
me , situato al 47° ài lat. S. e 76 
20' di long- O. ; traccia, al S. E., il 
limite dei distretti di Montreal e del- 
le Tré-Riviere, e, presso il villaggio» 
del suo nome , si getta nel lago S. 
Pietro, formato dal fiume s. Lorenzo, 
dopo un corso di circa 25 leghe. È 
navigabile con battelli per qualche 
lega. Alcuni stabilimenti prosperano 
sulla sua riva orientale. 

MAQUOU1NI, popolazione della Cafre- 
ria. Vedi Macquini. 

MAR (SERRA DO) (cordigliera del mare), 
nome sotto cui si comprende qualche 
volta la catena di montag. o piuttosto 
di colline che, nel Brasile, si esten- 
de lunghesso il littorale dell'Atlan- 
tico, dalla imboccatura del rio s. Fran- 
cisco sino al lago Patos, fra ii° e 3o' 
di lat. S. Essa si riavvicina molto, in 
diversi luoghi , alla serra do Espin- 
haco, con la quale si confonde sotto 
il tropico del capricorno. Generalmen- 
te poco elevata, le sue più alte som- 
mità giungono appena a 660 tese. E 
intersecata da molte riviere, e non ha 
alcuna importanza nella divisione i- 
drografica dell'America. 

MAR (PUEBLO DE LA), vili, e porto di 
Colombia, dipart. di Maturili (Cara- 
cas), sulla costa S. E. dell' isola del- 
la Margherita, a 1 1. S. O. da Pani- 
patar. 

MARA, paese della parte S. E. dell' A- 
bissinia, al N. E. della prov. di Choa 
ed Efat, e al S. E. del Tigre. Le ri- 
viere Mely e Hanazo sembrano cin- 
gerlo al N. E abitato da un gran nu- 
mero di tribù che parlano la lingua 
degli Ada'ieli. 



S58 M A' R 

MARA, montagna del reg. Lora.-Ven., 
prov. di Valtellina, nel ramo delle 
Alpi-Retiche, presso e al N. E. di Son- 
drio. Ha 1,400 tese sopra del mare. 

MARABEA, città dell' Arabia, nell'Ye- 
men , distr. e a 2 1. N. da Lohéia, 
sul golfo Arabico. Fu un tempo as- 
sai considerabile^, ma il suo porto es- 
sendo 9tato chiuso dalle sabbie, la 
maggior parte degli abitanti si è ri- 
tirata a Lohéia. 

MARABIA, banco pericoloso del mar 
Rosso, sulla costa di Teliama , ai S. 
di Djedda. Lat. N. 19 io'. 

MARAB1NA, città della Cirenaica, fra 
Phalacra ed Auritiha, secondo To- 
lomeo; 

MARAR1US FLUVIUS o MARABIUS, 
riviera della Sarmazia asiatica , se- 
condo Tolomeo. 

MARABÙ, picc. isola del Mediterraneo, 
sulla costa del Basso-Egitto , a 2. 1. 
ij2 S. O. da Alessandria. Ha una tor- 
re. Quivi la spedizione francese effet- 
tuò il suo sbarco nel 1798. 

MARABÙ o MARABUTI , maomettani 
divoti della Siria 1 , sparsi per tutta 
l'Africa. 

MARAG o MARAT, vili, di Fr., dipart. 
dell'Alta-Marna, circond., cant. e a 2 
1. 3j4 da Langres , e a f\ 1. 2|3 da 
Chaumont. Vi si tiene un' annua fie- 
ra, e conta 5oo abitanti. 

MARACA, isola dell- Atlantico, sulla co- 
sta del Brasile, prov. di Para , nella 
Guiana , al N. O. della foce dell' A- 
mazone. Lat. N. i° {[¥ ; long. O. 
52° 20/. 

MARACAIBO, golfo, lago e città di 
Colombia. Vedi Maracaybo. 

MARACANA, bor. del Brasile , prov. e 
a 26 1. N. E. da Para, sopra una ri- 
viera che si getta in vicinanza nel- 
l'Atlantico. 

MARACANDA o SAMARCANDA, città 
dell'alta Asia, e la principale dell'an- 
tica Sogdiana , secondo Arriano, ed 
una delle città distrutte da Alessan- 
dro, secondo Strabone. Vedi Samar- 
canda. 

MARACATAS , popolazione selvaggia 
della parte settentr. del Zanguebar, 
al S. O. del reg. di Magadoxoj ed al 
N. di quello di Melinda. 



MAH 
MARACAY o MARCAO, città di Co- 
lombia, dipart. di Venezuela (Caracca), 
a 20 1. O. S. O. da Caracca^ e a io 
1. E. da Valencia , presso la riva N. 
E. del lago di questo nome , in una 
situazione salubre e pittoresca, ma 
sotto un clima bollente. Circa 40 an- 
ni fa era un casale , ma più di tre 
quarti delle sue case sono adesso fab- 
bricate in pietra con eleganza, aven- 
do ciascuna un bel giardino. Le sue 
strade sono diritte e spaziose , ma 
non ancora lastricate. Evvi una chiesa 
parrocchiale diun'architetura assai re- 
golare. Conta circa 2,5oo abitanti at- 
tivi e laboriosi, e che si dicono i più 
appassionati e bravi agricoltori dell'A- 
merica. I ditorni offrono belle e ric- 
che piantagioni di cotone, indago, caf- 

MÀRACAYBO o MARACAIBO golfo 
del mare delle Antille, sulla costa set- 
tentrionale della Colombia, dipart. 



della Sulia, fra 



40' e 12° di lat. 



N., e fra 72 i5> 7 4° 3o' di long. O. 
Ha 18 1. di larghezza all'ingresso, fra 
la punta Espada e la punta Cucuy, e- 
stremità occid. della penisola di Para- 
guana; nell'interno, ha 55 1., dall'E. 
all'O., e la sua profondità, dal N. E. 
al S, O., è di 40 leghe. La parte o- 
rientale , verso la città di Coro e 
l'istmo di Medanos , che congiunge 
la penisola oli Paraguana al continen- 
te, prende il nome di El-Golfata. Vi 
sono nella parte merid. parecchie is., 
delle quali la principale è quella di 
Zapara. Riceve al S. le acque del la- 
go di Màracaybo. 
MÀRACAYBO o MARACAIBO, Iago di 
Colombia, dipart. della Sulia , fra 9 
e io° 40' di lat. N, e fra 7 3° i5' e 
74° 4^ di long. O. E di forma qua- 
si circolare, ed ha 4° 1- dal N. al S. 
sopra 35 dall' E. all' O. Riceve un 
gran numero di riviere, delle quali 
le principali sono il Motatan, all'È. ^ 
la Sulia, al S., la Perija ed il rio di 
Palmas, all'O., e scorre al N., davan- 
ti Màracaybo, mediante un canale di 
3 1. di larghezza, nel golfo di Màra- 
caybo, formato dal mare delle Antil- 
le. La marea vi si fa sentire più for-, 
temente che sulle coste vicine , e la 



MAR 

navigazione vi è facile , anche con 
grandi navigli ; gli uragani vi sono 
rarissimi, raa i forti venti marini 
del N. vi si fanno sentire spesso, e 
sono tanto violenti da sommergere 
ie grosse barche. Ai N. E. di que- 
sto lago, nella parte più arida delle 
sue sponde, e in un luogo chiamato 
Mena, evvi una inesausta miniera di 
pece minerale, eccellente per caìefa- 
tare i bastimenti ; i vapori bitumi- 
nosi che ne escono , si librano sul 
lago , e s' infiammano spesso sponta- 
neamente, particolarm. nei gran calo- 
ri; durante la notte questi fuochi ser- 
vono di guida ai marinai, ed è per- 
ciò che loro si diede il nome di lan- 
terna di Maracaybo. Questo lago no- 
drisce una gran varietà di pesci por- 
tativi dalle riviere che vi sboccano. 
Le sue rive sono in generale sterili 
e sì malsane che gì 3 Indiani preferi- 
scono costruire le loro abitazioni sul- 
le stesse acque del lago, col mezzo di 
solidi palafitte. Pesce e uccelli acqua- 
tici formano la loro principale sus- 
sistenza. 
MARACAYBO o MARACAIBO, città di 
Colombia, capoluogo del dipart. del- 
la Sulia e di provincia, a t)5 1. O. da 
Cartagena e a 170 1, N. N. E. da S. 
Fè-de-Bogota, sopra un terreno sab- 
bioso ed arido, sulla riva occident. 
dello stretto che unisce il lago del suo 
nome al golfo di Maracaybo. Quivi 
fa un caldo eccessivo, e le pioggie vi 
sono rarissime, ma però il clima non 
è malsano. Un gran numero di case 
sono costrutte in pietra con molto gu- 
sto; ma la maggior parte di esse sono 
coperte con canne, perchè gli abitanti 
pretendono che le tegole concentrino 
troppo il calore, e sieno nocevoli alla 
sanità. Vi sono anche delle abitazioni 
interamente fatte di canne', di arbu- 
sti di una certa pianta americana det- 
ta liana, ec. ciò che dà a questa città 
l' aspetto di un grande villaggio mi- 
serabile, e la rese molte volte vittima 
d' incendj. Evvi una chiesa parroc- 
chiale, una succursale, un convento di 
francescani , ed un collegio. Si beve 
l'acqua del lago, eccettuato nei tempi 
di uragani in cui acquieta un gusto 



MAR 85g 

salmastro ; allora conviene usare quel- 
la delle cisterne. Il corani, è attivo 
sul lago, ma il porlo, il cui ingresso 
trovasi ingombro da un banco di sab- 
bia mobile , non può spesso ricevere 
che piccoli navigli. Conta circa 22,400 
abitanti, de'quali si vanta l'attitudine 
alle scienze, e sono buoni marinai ed 
eccellenti soldati. — Maracaybo fu fon- 
data per gli ordini dei governatori 
di Venezuela, sotto la cui autorità ri- 
mase per qualche tempo ; poscia pas- 
sò sotto la dipendenza dei governato- 
ri di Merida, e dopo divenne un ca- 
poluogo di provincia sino alla rivo- 
luzione. I filibustieri francesi la sor- 
presero negli anni 1666 e 1678, e 
vi causarono moltissimi danni. Molto 
sofferse anche per la guerra fra gl'in- 
dipendenti e le truppe spagnuole. — 
La nuova prov. di Maracaybo, forma- 
ta coli' antica prov. del suo nome, oc- 
cupa Ja parte occid. del dipart. della 
Sulia, e si estende all'O. ed al S. Q. 
del lago del suo nome. 11 clima vi è 
caldissimo da marzo all' ottobre, ed 
anche insopportabile in luglio ed a- 
gosto ; gli uragani sono allora spessi 
e violenti. Allor^è le pioggie non so- 
no abbondanti nel restante dell'anno, 
è questo un certo presaggio di una 
grandissima siccità. Si alleva in que- 
sta prov. molto bestiame. 

MARACE, città dell'Arabia felice nel 
paese degli Omeritei, secondo Plinio. 
In alcune edizioni leggesi Madachc. 

MARACI, popoli della Grecia, secondo 
Senofonte, senza dubbio i Maraci di 
Plinio. 

MARACLEA, città marittima della Fe- 
nicia, presso Antarada, verso il N., se- 
condo .Guglielmo di Tiro. 

MARADEH, oasi della Barharia, regno 
di Tripoli, a 20 1. S. dal golfo della 
Sidre e a 5o 1. O. N. O. da Audje- 
lah. Ha 6 1. di lunghezza, e quasi al- 
trettante di larghezza. Vi si vede u- 
na montagna a 5 cime aguzze, che 
rassomiglia al Takhrur dell' oasi di 
Syuah, ed è chiamata Montagna de- 
gP Inferni dagli arabi. Il territorio è 
bagnato da 7 sorgenti, una delle qua- 
li termale è in continua ebollizione ; 
Esso .è cristallizzato dai sali, rossiccio 



§4o MAR 

in qualche parte, e dappertutto coper- 
to di palmizii ; vi si rimarca V hedi- 
sarum ahlagi o l'.aghuV che vi cre- 
sce in abbondanza. — Quest 1 oasi fu 
poco fa visitato da Pacho, che non vi 
trovò che alcuni vecchi e delle don- 
ne inferme, viventi di orso e vino 
di palma ; secondo questo viaggiatore, 
è questo il giardino delle Esperidi 
di Strabone, che dice, che et gli an- 
tichi, partendo dal fondo della Gran 
Sirte, vi si rendevano in 4 giornate, 
seguendo il levante d' inverno w. At- 
tualmente gli Àrabi di Zaouièh, che a- 
bitano d'ordinario 1' Ouady-1' Alkh- 
mar, in fondo del golfo della Sidre, 
si recano annualmente a Maradèh in 
4 giornate. 
MÀRADEK, vili, della Schiavonia, comit. 
di Sirmio, signoria d' lllok, con 700 
abitanti. 
MARADUNUM, città episcopale di Asia, 

nella Licaonia. 
MARAGA o MARATA, citta dell'Arabia 

felice, secondo Tolomeo. 
BJARAGAT (el;, vili, dell' Alto-Egitto, 
prov. e a 16 1. S. S. E. da Siout, e 
a 9 1. N. N. O. da Girgèh, sulla riva 
sinistra del Nilo. Si dice che i din- 
torni producono il miglior formento 
del paese. 
MARAGATERIA, pica paese della Spa- 
glia, nella parte S, O. della prov. di 
Leon, al S. di Astorga. I Maragatos 
sono quasi tutti vetturali, o condut- 
tori dei bestiami destinati ai traspor- 
ti dei fardelli. 
MARAGGA, città della Nubia. Vedi 

Marakah. 
MARAGHA, lago della Persia. Vedi Or- 

MIAH, 

MARAGHA, città della Persia, nelF A- 
derbaidjan, capoluogo di distretto, a 
20 1. S. da Tauris e a 5 1. E. dal la- 
go di Ormiah, chiamato anche Mara- 
glia, in una valle bassa, alla estremità 
di una bella pianura bene coltivata. 
E grandissima a cagione dei suoi va- 
sti giardini, e divisa in molte parti 
da ruscelli, il principale dei quali è 
il Soufi-ab, che la bagna al N., e che 
si passa sopra due ponti in mattoni. 
Questa città è la difesa dell'Aderbai 
djan contro i Kurdi ; assai bene forti 



MAR 

ficaia , fiancheggiata da torri alter- 

\ nativamente rotonde e quadrate, ve- 
desi cinta da una fossa. Si può dire 
assai bene fabbricata, osservandovisi un 
bel bazar, dei bellissimi bagni pub- 
blici, ed il sepolcro di Genghiz-kan, 
di cui questa città fu la residenza . 
Conta circa 3,ooo case, delle quali 3o 
sono abitate da Armeni, e circa io 
soltanto da Ebrei. Le frutta dei suoi 
dintorni sono assai rinomate. — So- 
pra una montagna, non lunge da 
questa città, il principe Hulagon ave- 
va fatto inalzare un osservatorio, che 
fu diretto da Naser - ul - Dyn, autore 
delle tavole di latitudine e longitudi- 
ne. — La tribù guerriera di Mukad- 
dem abita il territorio di Maragha, e 
somministra 2,000 fanti e 1,000 ca- 
valieri. 

MARAGOGIPE, bor. del Brasile, prov. 
e comarca di Bahia, a io 1. N. O. da 
S. Salvador, presso la riva sinistra 
del Guahy, Lat. S. 12 4i' 3o". Long. 
O. 4i° 26 ; 32 7/ . Evvi una chiesa,; e 
4 cappelle, e alcune cattedre di latino, 
di diritto, e d'istruzione primitiva. Vi 
si esporta farina, zucchero e tabacco. 

MARAGOLDO, vili, del reg.Lom.-Ven., 
prov. di Padova, distr. di Montagnana. 

MARAGUAN, isola, prov. e città del 
Brasile. Vedi Maranhao. 

MARAÌ" MARA'l-JE, catena di mon- 
tagne di Barbarla, sul limite del Tri- 
poli propriamente detto, e del Saha- 
ra, all' E. della pianura di Saltin. Es-* 
sa si riatacoa verso il S. O. ai monti 
Haroudjè-el-Acouad . Vi si trovano 
molti conchigliacei petrificati. 

MARAJO o JOANNES, isola dell'Atlan- 
tico, sulla costa del Brasile, prov. di 
Para, fra la imboccatura dell' Amazo- 
ne, al N, O., e quella del Para, al S. 
E. Si estende da o° i2 ; a 2 25' di 
lat. S. e da 5o° 5o> a 53° io' di long. 
O. E divisa dal continente, al S., dal 
Tajipuru, braccio dell' Amazone, che 
fa comunicare questo fiume al Para. 
Ha 70 1. di lunghezza, dal N. E. al 
S. O., e 5o 1. nella sua maggiore lar- 
ghezza. Il capo Maguari ne forma la 
estremità N. E.; essa è occupata da pa- 
ludi e da laghi, da dove sorge una 
moltitudine di riviere ; le principali 



metri 



MAR 

sono PAnajaz, all'O., l'Arary, all'È., 
il Mondin, al N. E., e la Mapua, al 
S. O. ; esse sono tutte navigabili col 
mezzo della marea. Questa isola è fer- 
tile e bene coltivata. La temperatura 
vi è rinfrescata da regolari venticelli 
marini. I Nhengahybas, naturali di 
questa isola, furono in parte conver- 
titi al cristianesimo dai Gesuiti. 
MARAKADÈ, picc. paese della parte 
merid. dell'isola di Ceylan, all'O. del 
Mahagam-pattou, e al N. di Tangallè. 
MARAKAH o NUOVO-DONGOLA, cit- 
ta della Nubia, nel Dongola, sulla 
riva sinistra del Nilo, un poco al di so- 
pra dell'isola Argo, a 25 1. N. N. O. 
da Vecchio - Dongola , e a 270 1. S. 
dal Cairo. Lat. N. 
E. 28 25 7 i5 ;/ . Ha circa 700 
di circuito. Le case sono generalmen- 
te grandi, comode, e bene fabbricate 
di loto con paglia e fieno. Fu fondata 
dai Mamelucchi, e conta 4?°°o abi- 
tanti . 
MARAKERRA, città dell'Indostan. Fedì 

Markery, 
MARAKUCHA^ impero e città della Bar- 
barla. Vedi Marocco. 
MARALDE, vili, del reg. Lom.-Ven., 

prov. e distr. di Padova. 
MARAMBAYA, isola dell'Atlantico, sul- 
la costa del Brasile, prov. di Rio-de- 
Janeiro, al S. E. della baja Angra-dos- 
Reys, all'È, dell' Ilha-Grande. Lat. S. 
23° 5 ; . Long. Ò. 46° i5'. Ha circa io 
I. di lunghezza, dallJ'E. alPjO., sopra 
1 di larghezza. Vi si coltiva la canna 
a zucchero. 
MARAME, riviera degli Stati-Uniti, ter- 
ritorio di Michigan. Si getta nel la- 
go Michigan, al "42 55 / di lat. N. e 
88° 5' di long. O., dopo un corso di 
circa 4o i-ì generalmente all'O. 
MARAMEC o MERRIMACK, riviera de- 
gli Stati-Uniti, che ha origine verso 
il centro della stato di Missuri ; scor- 
re all'È., e si congiunge al Mississi- 
pi, alla riva destra, sotto 38° 23' 3o/' 
di lat. N., al di sotto di S. Luigi, do- 
po un corso di circa 40 leghe. Non è 
navigabile che in autunno ed in pri- 
mavera. 
MARAMER, città dell'Africa, nell'impe- 



lato orientale. Dicesi fondata dai Go- 
ti. Il suo territorio abbonda di pasco- 
li, biade ed oglio. 



prov. 
Inca- 



r© di Marocco, a 
Tom. III. P. 



5 1. 
IL 



da San" , dal 



MARAN, vili, del reg.Lom.-Ven 
di Verona, distr. di S. Pietro 
riano . 

MARAN, vili, del reg.Lom.-Ven., prov. 
di Venezia, distr. di Dolo. 

MARANA o MARANE, città dell' Arabia 
felice, sulla riva del mar Rosso, secon- 
do Plinio. 

MARANGHON, bor. delia Spagna,* prov. 
e a 12 1. S. O. da Calatayud (Soria) 
e a 8 1. E. da Siguenza. Vi si tiene 
un'annua fiera, il giorno 8 settembre, 
e conta 600 abitanti. 

MARAN G, città del Tibet, nelKanaver, 
in mezzo ai monti Himalaya , pres- 
so la riva sinistra del Setledjè, alquan- 
to al di sopra del confluente del Li, 
Il clima vi è dolce, quantunque essa 
sia a 8,5oo piedi al di sopra del mare. 

MARAN GA, contrada dell'antica Persia, 
secondo Ammiano Marceliino. In un 
luogo di tal nome si diede la batta- 
glia che costò la vita a Giuliano l'a- 
postata. 

MARANHAO o MARANHAM, MARA- 
GUAN,MARAGNONE o MARAGNAN, 
isola del Brasile, prov. del suo nome, 
fra la baja di S. Marcos, all' O. , © 
quella di S. Joze, all'È., nell'Atlanti- 
co; divisa, al S. , dal continente me- 
diante il rio do Mosquito. Ha 12 I. 
di lunghezza, dal N. E. al S. O., e 8 
1. di larghezza. L'approdo n'è difficile, 
a cagione della rapidità delle corren- 
ti . E' fertilissima e bene popolata ; 
gli indiani che l'abitano sono di una 
costituzione robusta, e giungono ad 
una età assai avanzata; hanno grandi 
capanne, che possono contenere cia- 
scuna 200 a 3oo individui ; si servo- 
no con destrezza dell'arco e della 
freccia, loro sole armi. I Francesi es- 
sendosi impadroniti di questa isola, 
del 16 12, vi costrinsero la città del- 
lo stesso nome sulla costa occidentale. 

MARANHAO, MARANHAM, MARA- 
GU AM,MARAGNONE o MARAGNAN, 
prov. del Brasile, fra i° 20' e io° 
5o' di lat. S., e fra 43° 5o'e 5i° di 
long. O. Confina al N. O. colla prov. 
di Para» verso la quale il suo limite 
i©9 



S42 MAH 

è in parie formato dal Turyvassu ; 
al S. O. ed al S. colla prov. di Go- 
ya?, da cui la separano quasi intera- 
mente il Tocantin ed il Manoel-Al- 
<vez-Grande ; all'È, colla prov. di 
Piauhy, da cui è divisa dal Paranai- 
ba ; ed al N. è bagnata dall' Atlanti- 
co. Ha 23o 1. di lunghezza, dal N. al 
S., e 160 1. nella sua maggiore lar- 
ghezza. La costa offre le baje di S. 
Marcos e di S. Joze , fra le quali si 
trova l'isola Maranhao ; molte altre 
isole, meno considerabili, la cingono 
S. Joao è la maggiore. La serra do 
Stapicurù e la serra do Negro coprono 
la parte centrale, e, mandando delle 
Ramificazioni verso il N. e verso il 
S., dividono il bacino del Tocantin 
da quello del Paranaiba ; esse danno 
origine all' Itapicurù, al Miarim ed 
al Pindaro, che si gettano nell'Atlan- 
tico. Si trovano alcuni laghi in que- 
sta provincia ; quello di ftlata è uno 
«dei più considerabili. Quantunque in 
vicinanza dell'equatore, questo paese 
gode di un clima delizioso e salubre. 
Produce riso in gran quantità, mi- 
glio, mais, manioco, zucchero, cotone, 
legumi e fruita , fra le quali si van- 
tano gli ananas ed i melloni ; gli aran- 
ci, i banani, i palmizi, ed una spe- 
cie di albero la cui grana dà un o- 
glio da abbruciare, vi sono abbondan- 
tissimi. Le foreste somministrano in 
gran quantità eccellente legname da 
tintura ; il pino del Brasile vi è co- 
munissimo; vi si trovano pure quel- 
li che danno la gomma copal, il ben- 
zoino, ed il così detto sangue di dra- 
go. Fra la altre piante medicinali, 
questo paese produce zenzero , gia- 
lappa ed ipecacuana. Gli animali do- 
mestici di Europa vi moltiplicano as- 
sai, ma vi degenerano. Sonvi molti 
animali selvaggi, ed una consid. quan- 
tità di uccelli di specie variatissime, 
e così pure degl'insetti. Si osserva li- 
na particolare specie di baco da seta, 
che si nodrice colle foglie dell'arancio 
o del pino Brasiliano, e la cui seta è 
di un giallo carico. Vi si trova ferro, 
argento, antimonio, amianto, nitro, 
$al gemma, molibdena, con cui si può 
fere del lapis, cristallo di rocca, pte- 



MAR 
tre molari, granito, pietra calcarea, ce. 
Si fabbricano delle belle amache ad 
uso americano, e quantità di tele di 
cotone. Lo zucchero, il riso, il cotone, 
i legnami da tintura e da costruzio- 
ne sono i principali articoli esportati. 
Conta i83,ooo abitanti, non compre- 
se le tribù selvaggie che abitano la 
parte S. O., ed il centro di questa 
prov., e le cui incursioni sono anco- 
ra da temersi ; il numero dei negri 
vi è ancora più grande che nelle al- 
tre provincie del Brasile. Il capoluogo 
è Maranhao. — Questo paese fu da 
prima veduto da alcuni naufraghi por- 
toghesi, nel i535, e vi si formò uno 
stabilimento nel 1599. I Francesi se 
ne impadronirono nel 1612, ma fu- 
rono scacciati 3 anni dopo. Gli olan- 
desi ne godettero il possesso dal 1641 
sino al i644ì epoca in cui i portoghe- 
si ne divennero padroni. 
MARANHAO, MARANHAM, MARA- 
GUAM, MARAGNON, MARAGNAN 
o S. LUIZ, città del Brasile, capoluo- 
go di provincia, sulla costa occid. del- 
l'isola del suo nome, e sulla baja di 
S. Marcos, fra le imboccature delle 
pica riviere di S. Francisco e di Ma- 
ranhao, a no 1. E. S. E. da Para e 
a 5oo 1. N. da Rio-de-Janeiro. Lat, 
S. 2 29' 3o". Long. O. 46° 25' 33". 
È sede di un vescovato. Grande, sta 
sopra un terreno ineguale ; le strade 
e le case, solidamente fabbricate, non 
hanno che un solo piano. Il palazzo 
del governo è vasto ed in una bella 
situazione; il collegio dei Gesuiti è 
oggi abitato dal vescovo, e la sua chie- 
sa serve di cattedrale. Vi sono molte 
grandi piazze, Yj. conventi dei due 
sessi, due ospedali, una dogana, una 
prigione, e molti stabilimenti di pub- 
blica istruzione. 11 porto è formato da 
una cala ; il canale, assai profondo pei 
navigli di media grandezza, è stretto, 
e non vi si può entrare senza un pi- 
lota ; tre forti lo difendono. Si espor- 
ta principalmente riso e cotone. Que- 
sta città è bene provveduta di o- 
gni sorta di commestibili, e di buona 
acqua. Conta 12,000 abitanti, fra i qua- 
ti vi è un gran numero di negri. F14 
questa città costrutta dai Francasi 



Mar 

Vèrso il principio del XVII secolo. Sor- 
presa dagli Olandesi nel 16/fi, fu ri- 
presa tre anni dopo dai portoghesi. 
MARANO, vili, degli Stati della Chiesa, 
delegazione e a /[ I. ira S. S. E. da 
Fermo, presso l'Adriatico. Vi si ten- 
gono tre annue fiere. 
MARANO, bor. degli Stati della Chiesa, 
coraarca e a 11 1. E. N. E. da Ro- 
ma, e a 4 h J I 2 E. da Tivoli. 
MARANO, bor. del reg. di Napoli, prov. 
dell' Abruzzo-Ulteriore secondo, distr. 
e a 4 !• *l 2 N. O. da Aquila, cant e 
a 3[4 di 1« S. da Monterealc. 
MARANO, bor. del reg. di Napoli, prov. 
della Calabria-Citeriore, distr. e a 2 
1. O. da Cosenza, cant. e a 3[4 di 1. 
N. da Cerisano, con 4->ooo abitanti. 
MARANO, bor. del reg. di Napoli, prov. 
e a 1 1. ip N. O. da Napoli, distr. 
e a 2 1. N. E. da Pozzuolo, capoluo- 
go di cantone, con 6,600 abitanti. 
MARANO, vili, del reg.Lom.-Ven., prov. 

di Vicenza, distr. di Tiene. 
MARANO , Maranum e Marianum , 
Jbor. del reg. Lom.-Ven., prov. e a 7 
I. i[2 S. S. O. da Udine, distr. e a 
4 1. iJ2 S. S. da Palma, sulla spiag- 
gia dell'Adriatico, ed in un seno pa- 
ludoso detto laguna di Marano, for- 
mato da molti humicelli, che ivi d'in- 
torno entrano nel mare, e perciò reso 
forte dalla natura. Lat. N. 45° 45' 
11". Long. E. io 50' 3i". Vi si ve- 
dono ancora alcune fortificazioni, ma 
è quasi vuoto di abitanti, a riserva 
di alcuni pescatori. Vi si tiene una 
fiera, la prima domenica di luglio. 
Antica piazza di qualche considera- 
zione, venne in potere dei Venezia- 
ni, nel tempo ch'essi tolsero il Friu- 
li ai patriarchi di Aquileja, nel 1420; 
ma nella guerra coll'imperatore Massi- 
miliano, questi se ne impadronì, e stet- 
te in mano degli austriaci sino all'an- 
no i543, in cui fu occupato da Pie- 
tro Strozzi fiorentino, capitano del re 
dì Francia, dal quale la compraro- 
no i Veneziani pel prezzo di 35, 000 
ducalii, nel momento che stava per 
venderla ai turchi. I Veneziani vi man- 
davano un loro nobile per governa- 
tore. Severo XXVj patriarca aquile- 
jense, ai tempi di Smaragdo esarca 



in a k &fs 

di Raveiiria, tenne in Marano un si- 
nodo di io vescovi, che interessati e=> 
rano nello scisma. - Vogliono alcuni 
che traesse il nome da Mario, console 
romano, ed altri, e più. ragionevol- 
mente, da! mare. Marc' Antonio Sa- 
bellico lo chiamò Varanus^ ma forse 
per isbaglio. 
MARANON, fiume dell' America meri- 
dionale. Vedi Amazzone. 
MARANS, Marantium, citta di Fr., di- 
part. della Charente-Inferiore, circondi. 
e a 4 I* *p N. E. da La Rocella, 
capoluogo di cantone^ sulla riva si-s 
nistra della Sevre-Niortese, a 3 1. circa 
dalla imboccatura di questa riviera 
nel golfo di Aiguillon, ed un poco 
al di sotto del suo confluente: colla 
Vandea. Evvi una borsa di commer- 
cio. Marans è bene fabbricato e be-* 
ne lastricato. La marea monta sino a 
1 1. al di sopra della città ; i navigli 
di 100 tonnellate arrivano sino alla 
spiaggia; ma quelli di un più forte 
tonnellagio restano in sicurezza abbas- 
so della riviera. Evvi un deposito di 
sale proveniente dai dintorni, ed u- 
no di legname di costruzione per la 
marina. Fa un consid. commercio di 
biade, legumi secchi, granaglie grasse 
ed allre^ vini, acquavite, canape, lino, 
legname da doghe, cerchi, ec. Vi si 
tengono 5 annue fiere. E questo il 
punto per cui transitano in genera- 
le le merci dalla Vandea e dalie 
Due-Sevre. Conta 4^000 abitanti. — ■ 
Questa città , un tempo fortificata , 
molto sofferse durante le guerre fra 
i cattolici ed i protestanti, e sostenne 
molti assedj. Enrico IV se ne impa- 
dronì nel i583 : il castello fu demo- 
lito nel i638. 
MARANSIN, vili, di Fr., dipart. della 
Gironda, circond. e a 4 h N. da Li- 
bourne, cant. e a 1 1. 3(4 N. O. da 
Guilres, con 1,200 abitanti. 
MARANT, città della Persia. V. Mabebtd* 
MAR ANTIMI, popoli dell'Arabia felice, 
in un lato del golfo Arabico. Strabe- 
ne dice che furono sorpresi ed usci- 
si dai Garindi , che andarono ad 
abitare il loro paese. 
MARAOUA, MARAWA, paese dell'Indo- 
stali inglese, psesidenza del Bengala? 



m MAH 

nel Karnatieo, all'È, del cKstr. di Ma- 
dura , al quale è annesso , e bagnato 
all'È, dal golfo di Manaar. Deve il suo 
nome ad una tribù che abita verso le 
montagne di Travancore e di Dindi- 
gol. Il Vaygaru n'è la principale ri- 
TÌera, Il generale, è bene irrigato, ben 
coltivato ed industrioso; vi si fabbrica 
molta tela. In molti luoghi si riscon- 
trano gli avanzi di bei templi in- 
dostani. Ramnad e Tondi ne sono le 
città principali. Gl'inglesi l'acquistaro- 
no nel 1792. 

MARARGIO, capo sulla costa occid. del- 
l'is. di Sardegna, divisione del Capo- 
Sassari, a 7 1. S. E. dal capo Caccia. 
Lat. N. 4o° 18'; long. E. 5° 5f, De- 
termina al N. il golfo di Bosa. 

MARÀR, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
e distr. di Belluno. 

MARASA, città che alcuni scrittori arabi 
del XII secolo rappresentarono come 
considerabilissima, e che situarono nella 
Nigrizia centrale. 

MARASCH, MARASC o MERASCH, pa- 
scialicato della Tur. asiatica, fra 36° 
5o' e 39 di lat. N., e fra 33° e 36° 
5o 7 di long. E. Confina coi pasciali- 
cati di Sivas, al N., di Diarbekir, al- 
l'È., di Aleppo, al S., d'Itemi, al S. 
O., e di Caramania, all' O. La sua 
lunghezza, dall' E. all' O., è di 70 1., 
la sua larghezza media, dal N. al S., 
di 5o 1., e la sua superficie di 1,1 3o 
leghe. È una delle contrade le meno 
cognite della Tur., in Asia; essa of- 
fre molte situazioni amenissime. Una 
porzione della catena del Tauro l'at- 
traversa in tutta la sua lunghezza, 
dall' E. all' 0., e la divide in due par- 
ti distinte ; quella del N. appartiene 
tutta intera al bacino del Carasu, tri- 
butario dell'Eufrate, che la percorre 
dall' O. all'È., quella del S. è suddi- 
visa essa stessa, da un gran ramo del 
Tauro, in due parti, l'una, al S., di 
eui la riva destra dell' Eufrate riceve 
direttamente tutte le acque, e l'altra, 
al S. O., solcata dal Seihun ed il Dji- 
hun, che si scaricano nel Mediterra- 
neo. Il clima è dolce; le montagne 
conservano la neve per lungo tempo,' 
e temperano il calore delle valli ; i 
terremoti vi fecero delle grandi stragi. 



MAR 

li'i'agrÌQoltura è poco importante ira 
questo paese, ma le frutta sono ab- 
bondanti e deliziose, e vi si trova- 
no molti buoni pascoli. I Turcomani 
ne sono i principali abitanti, essendo- 
vi anche Turchi, Greci ed Armeni. 
— Questo pascialicato si divide in 5 
sangiaacati, ebe sono : A'intab, Kars, 
Malatia, Marasch e Semjjat . Marasch 
n' è il capoluogo, e Malatia la prin- 
cipal città commerciale. Questo paese 
corrisponde all' antica Comagene , a 
una gran parte della Piccola Armenia, 
compresa nella Cappadocia, ed alla 
estremità orientale della Cilicia. 

MARASCH, MARASC o MERASCH, san- 
giacato della parte occid. del pascia- 
licato del suo nome , al N. E. del 
sangiacato di Kars e all' O. di quelli 
di Semisat e di Malatia. Ha quasi {±o 
1. dal N. al S., e circa 25 1. dall' E. 
all' O. 11 monte Tauro lo attraversa ; 
il Djihun l'irriga, al S., il Seihun, al- 
l'O., ed il Cara-su, al N. I Turco- 
mani ed i Kurdi ne sono i princi- 
pali abitanti, Marasch ne è il capo- 
luogo. 

MARASCH,MARASC o MERASCH, Ger- 
manica, città della Tur. asiatica, ca- 
poluogo di pascialicato e di sangiac- 
cato, a 3o 1. N. O. da Aleppo, e a 7S 
1. S. E. da Costantinopoli, sopra una 
collina bagnata da un affluente del 
Djihun % Ha un castello ed una mo- 
schea. È patria di Nestorio. 

MARASDI, città dell'Arabia felice, secon- 
do Tolomeo. 

MARASON , vili, del reg. Lom. - Ven. , 
prov. di Belluno, distr. di Longarone. 

MARAT, vili, di Fr. , dipart. del Puy- 
de-Dóme, circond. e a 2 1. 3|4 N. N. 
O. da Ambert, cant. e a 1 1. E. S. E. 
da Oliergues, sopra un affluente della 
Dora. Conta 2.5oo abitanti. 

MARATEA, città del reg. di Napoli, prov. 
di Basilicata, distr. e a 2 1. S. da La. 
gonegro, cant. e a 1 1. S. O. da Trec- 
chiena, presso il golfo di Policastro, 
con 4->3oo abitanti. 

MARATHA-CAMPOS (BAJA DI) , sulla 
costa raerid. dell'isola di Samo, di cui 
è il più consid. incavo. Ha 2 1. di 
profondità, e 4 1» nelIa sua maggiore 
larghezza) all'ingresso.. Platano* e Ma- 



I A R 

ratha-Gampos sono i principali luo- 
ghi situati presso le sue rive. 
MARATHA-CAMPOS, bor. dell'isola di 
Samo, una delle Sporadi, nell'Arcipe- 
lago, a i 1. ip O. S. O. da Platanos, 
presso ed all'O. della baja di Maratha- 
Campos. Prende il nome dalla gran 
quantità di finocchio (chiamato mara- 
tha dai greci ) che producono i din- 
torni. Conta 200 case. A1PO. di que- 
sto borgo evvi una montagna, ove si 
osserva una caverna che il popolo cre- 
de essere stata la dimora di Pitagora 
e dove vi sono molte ossa umane. 
MARATHA, ant. città dell' Osroèna , il 
Diarbeck in As., secondo la notizia 
dell' impero. 
MARATHE o MARATHUS, città della 
Fenicia, al N. dell' Eleutherus, fra Ba- 
lanèa e Antarade. 
MARATHE , picc. is. nelle vicinanze di 

Corfù, secondo Plinio. 
MARATHESIUM, città dell'Asia , nella 
Lidia, ai confini della Caria ì secondo 
Plinio. Scilace la situa fra Efeso e 
Magnesia. 

MARATHOS, città della Grecia, nell'A- 
carnania, secondo Stefano di Bisanzio. 
MARATHOS o MARATHUS, città della 
Fenicia, situata fra Balanèa e Carnea, 
secondo Stabone. Fu grande e ricca 
assai, ma essendo stata distrutta prima 
che i romani si fossero resi padroni 
della Siria, non si trova negl' itinerarj 
da loro lasciati. 
MARATHUS A, città interna dell'isola di 

Creta, secondo Pomponio Mela. 
MARATHUSCA, is. dell'Asia, sulla costa 
dell'Asia minore, verso Efeso, secondo 
Plinio, e posta da Stefano il geografo 
al N., presso di Clazomene. 
MARATI, popolo dei Madagascar. Vedi 

Seclavi. 
MARATI o MARATTI , popoli dell' In- 
dostan, sparsi nelle prov. di Aureng- 
abad, di Berar, di Beyder, di Gan- 
duana, di Goudjerate e di Malva. So- 
no soggetti parte agl'inglesi, parte a 
diversi principi indigeni, che sono il 
radjah di Nagpour, il INizam, Holkar, 
Sìndiah e Guykavar . I Marati sono 
di picc. figura, ed in generale malfat- 
ti; la loro lingua deriva dal sqnskrit, 
e rassomiglia molto all'indorano pu-j 



MAR 845 

ro. Il basso popolo è quasi barbaro ; 
la maggior parte degli artisti ed arti- 
giani che vivono fra essi sono stranieri. 
Hanno la stessa religione degli altri 
indostani, ma non sono niente scrupo- 
losi sul mangiare, e si astengono sol- 
tanto dalla carne di bove. I loro bra- 
mini, più rigidi osservatori del culto, 
non differiscono dagli altri sacerdoti 
indostani ; sono accorti ed insidiosi, 

I Marati sono buoni guerrieri, e so- 
prattutto buoni cavalieri , e sino ne- 
gli ultimi tempi la loro armata non 
era composta che di cavalleria, la cui 
forza non consiste che nella celerità 
dei movimenti; le sole loro armi sono 
la spada e la lancia, ed i loro equi- 
paggi di accampamento le coperte di 
cavallo : in tal modo , mancanti di 
bagagli , e nodrendo i loro eavalli di 
erba e stoppia, quando non trovano 
di meglio , percorrono una grandiss. 
estensione di paese in un giorno, e vi 
portano facilmente la devastazione ed 
il saccheggio. — Si pretende che la 
patria primitiva di questo popolo fos- 
se il Randeisch, il Baglana, ed una 
parte del Berar; la loro istoria non 
incomincia 'ad esser conosciuta che 
partendo dalla metà del XVII secolo. 

II primo che tolse questa nazione dal- 
la oscurità fu uno chiamato Sevadjy, 
nato nel 1628 , e il cui padre era al 
servizio dell'ultimo re maomettano di 
Beydjapour; egli prima subentrò a suo 
padre nel comando, ma poscia appro- 
fittando della invasione del Gran-Mo- 
gol , si ritirò coi suoi partigiani sulle 
montagne che dominano la costa del 
mare di Oman, ove s'impadronì, sen- 
za resistenza, di molti buoni forti, e 
da dove, incorraggiato anche dai ge- 
nerali del Gran-Mogol, proseguì le 
sue devastazioni nell'interno del Bey- 
djapour ; la sovranità di questo paese 
una volta annientata, egli s'impadonì, 
malgrado il Gran-Mogol, di un'assai 
grande estensione di questo stesso pae- 
se, ove regnò sino al 1680. Suo figlio 
Sambadjy, che gli successe, fu fatto 
prigioniero ed ucciso per ordine del- 
l'imperatore Aureng-Zeyb, nel 1689 ; 
Sahou-Radjàh , suo figlio, ricuperò 
prontamente i suoi possessi, e du~ 



$46 MAE 

rante il sno regno, che sussistette quasi 
5o anni,gli estese di molto, in guisa che 
alla sua morte, nel 174°» possedeva 
delle fortezze che dominavano un im- 
menso territorio da Agra sino al ca- 
po Comorin. Suo figlio Ram-Radjah, 
principe debole, fu detronizzato, e 
rinchiuso nella fortezza di Setara , 
dal paisciua, o primo ministro Badjy- 
raou , e dal tesoriere generale Rago- 
djy, che si divisero i suoi stati; il pri- 
mo fissò la sua] residenza a Puna , 
nell'Aureng-abad, e V altro fondò lo 
stato di Nagpur, nel Ganduana ; essi 
si conciliarono gli altri capi influenti 
dell' impero , accordando loro prin- 
cipati assai estesi e indipendenti. Ba- 
djy-raou morì nel 1759, ed ebbe per 
successore suo figlio Belladjy-raou; da 
tale epoca il titolo e la carica di pai- 
sciua divennero ereditari. Nel 1761, 
i Marati, che avevano estese le loro 
conquiste sino a Dehly, furono scon- 
fìtti dalle armate maomettane riunite 
sotto gli ordini di Ahmed-shah-Abdaly, 
e perdettero un gran numero dei loro 
capi; Bella djy morì qualche tempo do- 
po, come pure suo figlio. Narrain- 
raou, che loro successe, fu assassinato 
nel 1773, ad istigazione del suo zio 
Ragoba ; questi, ingannato dalla spe- 
ranza di ottenere il trono, cercò la 
sua salute nella fuga, e rifuggissi 
Bombay ; tale circostanza fu cagione 
della guerra ch'ebbe luogo fra gì' in- 
glesi ed i marati, e che terminò nel 
1 1782. Un fratello di Narrain-raou eh 
be la carica di paisciua, e morì nel 
1795; li due figli di Ragoba pie 
tesero entrambi a questa carica, ma 
l'ottenne Badjy-raou, il maggiore, col- 
l'appoggio di Sindian. Nel 1802, Hol- 
tar, altro sovrano marato , sconfisse 
le armate riunite di Sindiah e del 
paisciua ; questo uttimo fu forzato 
di rifuggirsi sul territorio inglese, 
ove fece un trattato col governo di 
Bombay, per cui s'impegnò a pren- 
dere al suo soldo un certo numero 
di truppe inglesi, e cedette una por- 
zione del suo territorio, in ricono- 
scenza dell' accordatagli protezione ; 
in conseguenza di tale trattato, il 
paisciua fu di nuovo installato a 



MAR 

Puna, nel maggio i8o3, ma afendlo 
in progresso voluto scuotere il giogo 
degl'inglesi, fu da essi vinto e depo^ 
sto nel 1818. Da tal tempo i posse- 
dimenti del paisciua furono com- 
presi nella parte inglese della prov. 
di Aureng-abad. In quanto allo stata 
di Nagpur, esso esiste tutt' ora. 

MARATIANI, popoli all'È, del mar Ca- 
spio, verso la Sogdiana, secondo Plinio. 

MARAT-MESSRIN, bor. della Tur. a- 
siasica, nella Siria, pascialicalo e a 5 
I. O. S. O. da Aleppo, in una pianura. 

MARATON , MARATONA o MARA- 
THON, capo della Grecia , nella Li- 
vadia, presso e all' E. del vili, del 
suo nome, sul canale di Negropon- 
te. Lat. N. 38° 19' 47" ; long. E. 21° 

44' 49"- 
MARATON, MARATONA o MARA- 
THON, ant. borgata della Grecia, 
nell'Attica, sulla costa, dal lato della 
Beozia, sopra un piccolo ruscello che 
sorge dal monte Brilessus, scorre al 
S., e si perde nelle terre. Divenne 
celebre per la vittoria che 12,000 a- 
teniesi, sotto il comando di Milziade* 
riportarono sull'armata persiana, com- 
posta di 5oo,ooo uomini, l'anno ter- 
zo della LXXII olimpiade, e 49° a- 
vanti G. C. Al tempo di Pausania vi 
si vedevano i sepolcri dei bravi ate- 
niesi morti combattendo, ed appartato 
quello di Milziade; non vi lasciaro- 
no alcun segnale dei persiani mor- 
ti nella battaglia . A Maratona e- 
ravi la fontana Macaria, così chia- 
mata da una figlia di Ercole e di 
Dejanira, che si diede la morte onde 
procurar la vittoria agli ateniesi, ar- 
mati contro i Peloponnesi per la di- 
fesa dei figli di Ercole, rifuggiti ad 
Atene, sotto il regno di Teseo. Que- 
sto luogo, sì famoso nell' antichità e 
nella storia, non è più che un mise- 
rabile villaggio della Livadia, a 7 1. 
N. E. da Atene, sopra una picc. ri- 
viera che, a 1 1. al di là, si getta nel 
canale di Negroponte. Non è abitato 
che da poveri Albanesi, e vi si tro- 
vano ancora alcuni monumenti che 
indicano il campo di battaglia cel. 
per la .vittoria che procurò a questo 



MAR 

MARATON, MARATONA o MARA- 
THON, lago in vicinanza al borgo 
«li tal nome: in esso i Persiani vi si 
precipitarono in gran numero, dopo 
ìa loro sconfitta. 

MARATON, MARATONA o MARA- 
THON, Campi-Mar -athoniì, pianura 
di circa 12 miglia di eirconferenza, 
in cui seguì la famosa battaglia gua- 
dagnata da Milziade, e consistente 
la maggior parte in campi coltiva- 
bili, che si estendono dalle mont. 
vicine sino al mare. 

MARATON, MARATONA o MARA- 
THON, picc. riviera dell'Attica, che 
divide la pianura di Maratona, e for- 
se quella che chiamavasi più rimota- 
mente Macaria.' 

MAR ATONIA o MARATHONÌA, città 
della Tracia, poco lunge da Abdera, 
secondo Stefano il Geografo. 

MARATON1SI o MARATHÒNISI, vil- 
laggio e porto della Grècia nella Mo- 
rea, agi. S. da Mistra, e a io li. S. 
E. da Calamata, sulla costa N. O. del 
golfo di Kolokitia ì presso la picc. 
isola Fenoki, eh' è l'antica Oranae. 
Lungo la costa vi si vedono alcuni 
avanzi di antichità. Conta 5oo abitanti. 

MARATTI. JW/Marati. 

MARATUBA, gruppo di 6 isole del ma- 
re di Celebe, presso la costa orien- 
tale di Borneo. Lat. N. 2 2o ; ;long. 
E. 1 16 20'. La maggiore ha circa $ 
1. di lunghezza, ed è spesso frequen- 
tata dai Sulus, che vi trovano molti 
informi animali marini. 

MARAUYA, riviera del Brasile, prov. di 
Para, nella Gujana. Ha origine al 10 
idi lat. N., e si getta nel rio Negro, 
alla riva sinistra, verso o° 20' di lat. 
S. e 67 35' di long. O., dopo un 
corso di circa 40 I. al S. 

MARAVATIO, vili, del Messico, stato di 
Mechoacan, a 2 LE. S. E. da Valla- 
dolid, e a 18 I. O. N. O. da Messi- 
co. Rinchiude iq5 famiglie d' india- 
ni, 75 di bianchi, e 3o di uomini di 
colore. Nei dintorni, nel i52/{, si die- 
de la battaglia in seguito della quale 
gli spagnuoli, comandati da Christo- 
val de Olid, s'impadronirono del Me- 
choacan. 

MARA VI, Iago dell'interno dell'Africa, 



MAR 



m 



al S. O. del Zanguebar e al \% O. 
della capitaneria-generale di Mozam- 
bico. La estremità merid., la sola 
parte su cui si abbiano alcune no- 
zioni, si trova nel paese dei Maravi, 
verso 12 o i3° di lai S. Si allun- 
ga, dicesi, al N. N. E., e forse si con- 
giunge ad un altro lago che si di- 
segna assai vagamente sotto il nome 
di Zambre, verso 1' ottavo parallelo. 
La sua media larghezza, nella parte 
merid., è, dicesi, da 4 a 5 leghe. Si 
pretende che sieno fertili le sue rive, 
che la sua ordinaria profondità ar- 
rivi da 8 a io braccia, che il pesce 
vi abbondi, e che sia seminato di 
numerose isole popolate da negri. 
MARAVI, città dell'interno dell' Africa, 
nel paese dei Maravi, a circa 60 1. 
N. da Tète, verso la estremità merid. 
del lago del suo nome. 
MARAVI, porto sulla costa settentr. del- 
l'isola di Cuba, al 20 24' di lat. N. 
';6° 47' di long. O., all'imboccatura 
della riviera del suo nome. La sua 
profondità varia da i[2 a 9 braccia. 
MARAVIANG, vili, del N. E. deli' isola 
di Banca, nell'arcipelago della Sonda, 
sulla riviera del suo nome, che si 
getta nel mare della China sulla co- 
sta orientale dell' isola. Evvi un a- 
gente olandese per vigilare i lavo- 
ri delle vicine miniere di stagno , 
il cui prodotto fu di 6,000 peculs 
nel 1816. Conta 1,200 abitanti, fra 
chinesi, malesi, ed orang-gunungi. 
MARAVILLÈ, città sulla costa occiden- 
tale dell' isola di Oeylan, a 5 1. N. 
da Negomho. È cinta da alberi di 
cocco e di cannella. 
MARAVÌS, popoli dell'interno (feti' A- 
frica, all'O. della capitaneria genera- 
le di Mozambico, all'È, dei Movi- 
zas e dei Cazembes; la Rouanga loro 
serve di limite all'O. ed il Zarnbeze 
al S. E.; al N. E. si estendono sino 
al lago Maravi. Il mais ed il selvag- 
giume abbondano presso loro, ed il 
paese somministra del ferro, col qua- 
le fabbricano i necessari strumenti 
alla coltivazione. Sono presso a po- 
co ladri di mestiere, ed interseca- 
no il commercio dei Movizas colio 
stabilimento portoghese di Tète, me- 



848 MAR 

di ari te le depredazioni continue che 
esercitano sulle carovane. — Fra le 
regioni abitate dai Mara vis, si distin- 
guono quelle di Mazavamba, di Mo- 
canda e di Beve-Vende. 
MARAWA, paese dell'Indo», inglese. 

Vedi Maraoua. 
MARAYE-EN-OTHE, villaggio di Fran- 
cia., dipart. deirAube, circond. e a 5 
1. S. O. da Troyes, cant. e a 2 1. S- 
E. da Aix-en-Othe. Vi sono fabbri- 
che di tele di cotone e di zoccoli, e 
conta 1,000 abitanti. 
MARAZANIA o MAR AZANIS, città ve- 
scovile in Africa, nella Bizacena. An- 
tonino nel suo itinerario pone Ma- 
ra zania sulla strada di Aquae regìs 
a Suses. 

MARAZION o MARKET-JEW, città 
dell'Inghilterra, contea di Cornova- 
glia, hundred di Penwith, a 2 1. S. 
da s. Yves, e a 22 1. S. O. da Laun- 
ceston, sul Mount's-bay. E assai ma- 
le fabbricata, ed ha un mediocre porto 
Vi s'importa del legname da fabbri- 
ca e del carbon fossile. Vi si tengo 
no due annue fiere, e conta i,3oo 
abitanti. — Un pellegrinaggio che si 
faceva sul monte s. Michele, in un 
piccolo vicino villaggio, diede nascita 
a Marazion ; alla riforma, i pellegrini 
essendo scomparsi, questa città decli- 
nò a poco a poco. 
MARAZZINO, vili, del reg. Lom.-Ven. 

Vedi Sale-Marazzino. 
MARBACH, bor. dell'arciducato d'Au- 
stria, paese al di sotto deli 1 Ens, cir- 
colo superiore del Manhartsberg, a 9 
1. S. O. da Krems, e a 1 1. O. da 
Pechlarn; sulla riva sinistra del Da- 
nubio. Vi sono acque minerali. Si 
raccoglie molto vino sul suo territorio. 
MARBACH, picc. città del reg. di Wiir- 
temberg, circ. del Necker, capoluogo 
di bai., a 5 1. S. da Heilbronn, e a 1 
I. 3|4 N. E. da Louisburg, sulla riva 
destra del Necker. Vi sono degi 1 im- 
bianca toi di tela, e si vedono del- 
le romane antichità. Conta 2,100 a- 
bitanti , avendone 26,120 il baliag- 
gio . E patria del poeta Schiller e 
dell 1 astronomo Mayer. Questa città 
fu presa ed abbruciata dai francesi 
nel 1(593. 



MAR 

MARBAIS, ▼JU. dei Paesi-Bassi, pror. 
del Brabante-Meridionale, circond. alla 
ai 4 !• *l4 #• S. E. da Nivelles, cant. 
e a 3j4 S. E. da Genappe, presso la 
sorgente della Dyle. Conta 1,200 a- 
bi tanti. 

MARBAT, città dell'Arabia, nella parte 
orientale dell'Hadramaut, sull' oceano 
Indiano. E abitata da Arabi, che ac- 
costumano di sposare le loro sorelle. 

MARBEA, riviera della Barbaria. Vedi 

MOREEA. 

MARBELLA, Barhesola, città della Spa- 
gna, prov. e a io 1. 3{4 O. S. O. da 
Malaga (Granata), e a 28 1. E. da Ca- 
dice, sul Mediterraneo, al piede e sul 
declivio di una montagna. Vi si go- 
de una bella veduta sulle coste d'A- 
frica, e l'aria vi è deliziosa e salu- 
bre. Le strade sono assai larghe ed 
alcune dirittissime. La gran piazza è 
un quadrato lungo adorno di una 
bella fontana di stile moresco. Vi so- 
no tre conventi e due ospedali . La 
spiaggia è difesa da un forte, e vi 
si costrusse un molo recentemente. 
Le fabbriche dello zucchero e dei cuoj 
sono in decadenza ; vi si fanno al- 
cune opere in cordami e dei crogiuo- 
li. La pesca è quivi attivissima. Si fa 
un mediocre comm, in vini, frutta 
e sale. Vi si tiene una fiera, il 28 
maggio, e conta 4i3oo abitanti. Nei 
dintorni sono saline, e le montagne 
dello stesso nome rinchiudono varie 
miniere di antimonio, piombo e fer- 
ro. Questa città, creduta da alcuni la 
Barbesola, città dei Bastulis, e da al- 
tri la Saldala degli antichi, mollo 
perdette della sua estensione, come 
lo si conosce dalle vestigia delle sue 
mura da cui era cinta. Ferdinando il 
Cattolico la prese sui mori nel i49 2 - 

MARBLEHEAD, città e porto degli Stati- 
Uniti, stato di Massachusets , contea 
di Essex, a 5 I. N. E. da Boston, sul- 
la baja di Massachusets. Lat. N. fyz 9 
32' 3o"; long. O. 7 3° n' 42". Ha 
5 templi per diversi culti, ed una 
scuola che occupa un belì'edifizio. Il 
porto, difeso dal forte Sewall, situa- 
to sopra una roccia, ha la forma di 
un semi-circolo, ed è buonissimo, ma 
esposto al vento di N. E.; vi sono 



MAR 

due fari al suo ingresso. Questa cit- 
tà, più di qualunque altra degli Stati- 
Uniti, prende parte alla pesca di Ter- 
ra-Nuova ; impiegando circa ioo na- 
tigli della portata di 7,730 tonnella- 
te. Conta 5,6oo abitanti. Molto sof- 
ferse durante le guerre fra gli ame- 
ricani e gV inglesi. 
MARBLE-ISLAND, is. del mare di Hud- 
son, presso la costa della nuova-Gal- 
les settentrionale, al 62 55' di lat. 
N. e 93° 3o' di long. O. Ha io 1. di 
lunghezza, dalL'E. all'O., ed è forma- 
ta di roccie dure e bianche. Ha al- 
cune valli che favoriscono la vegeta- 
zione, e dei laghi su cui si vedono 
oche ed anitre. 
BIARBLETOWN, comune degli Stati- 
Uniti, stato e a 3o 1. N. da nuova- 
York, contea d'Ulster, con 3,8oo a- 
hì tanti. 
MARBABU, una delle più alte monta- 
gne della prov. di Mataram, nei pos- 
sedimenti del sultano di Java, verso 
il centro dell'isola, un, poco al N. del 
monte Meer-Api. 
MARBORÈ (TORRI DI) , roccie dei Pi- 
renei, in Francia, dipart. degli Alti 
Pirenei, circond. e a 8 1. S: S. E. da 
Argelès, cant. «li Luz-en-Barrèges. Da 
Tolosa e da Saragozza si distinguono 
queste due enormi masse di forma 
quadrata, che stanno 1,710 tese aldi 
sopra del mare. 
MARBOZ, bor. di Fr., dipart. dell'Ain, 
3 I. ip N. da Bourg, e 
E. da MontreveI, cant 
di Coligny. Vi si tengono 4 annue 
fiere, e conta 2,5oo abitanti. Aveva il 
titolo di baronia. 
MARBURG o MARPURG, Mattium o 
Mattiaciiììi, città dell'Hassia Elettora- 
le, capoluogo della prov. dell' Alta- 
Hassia, di circolo e di giurisdizione, 
a 17 1. i{2 S. O. da Cassel e a 16 1. 
da Francfort sul Meno, in un'amena 
situazione, sulla Lami, che la divide 
in due parti, delle quali la più con- 
siderabile sta sulla riva destra, e co- 
munica coll'altra mediante un ponte 
in pietra. E sede di una corte cri- 
minale, di un consisterò , di una so- 
prantendenza luterana, di una ispe- 
zione calvinista, di una intendenza delle 
Tom. III. P. IL 



circond. e a 
a 2 1. ij4 N. 

Coligny. 



MAR 849' 

acque e foreste, e di una camera di 
commercio. La parte principale, situa- 
ta sul declivio di una collina corona- 
ta da un castello fortificato, antica 
residenza dei landgravi d' Hassia, è 
cinta di mura. Marburg ha 5 chiese 
cattoliche, luterane e calviniste, un 
orfanotrofio, tre ospedali, una casa 
di correzione con officine di lavoro, 
ed una università, fondata nel 1527, 
riccamente dotata, ed avente una bi- 
bioteca di 55,ooo volumi, un giar- 
dino botanico, un laboratorio chimi- 
co, ed una scuola veterinaria. Quivi 
i giovani teologi sono obbligati di 
studiare la economia rurale. Era se- 
de di una commenda dell'ordine Teu- 
tonico. Sonovi fabbriche di similoro, 
e di tessuti di cotone e lana. Conta 
6,5oo abitanti. — Questa città non 
era anticamente che una fortezza dei 
Mattiachi, che Tolomeo chiama Mat-* 
tìacum.] Fu un tempo, libera ed im- 
periale, ma i landgravj di Hassia la 
ridussero alla loro obbedienza. I fran- 
cesi la presero nel 1758, ma la re- 
stituirono l'anno seguente. — Il cir- 
colo di Marburg ha 3 1,460 abitanti, 
e si divide in tre parti : la giurisdi- 
zione di Marburg, ed i baJiaggi di 
Welter e di Frohnhausen. La giuri- 
sdizione contiene 19,100 abitanti. 
MARBURG o MARPÙRG, città della 
Stiria, capoluogo di ciré., a i3 1. ija 
S. S. E. da Gratz, e a io 1. N. E. 
da Cilly, sulla riva sinistra della Ora- 
va. Lat. N. 46° 34' 42" ; long. E. 3° 
20/ 9 // ; Ha 3 sobborghi, un vecchio 
castello ed un ginnasio. Vi risiede una 
commissione di economia militare. Fa 
un comm. consid. in biade e vino, & 
vi si tengono molte fiere frequentate. 
Conta 5,ooo abit. Credettero alcuni che 
corrisponda alla Castra Marciana dì 
Ammiano Marcellino. — 11 circolo di 
Marburg, fra quello di Gratz, al N., 
e quello di Ciily, al S., occupa circa 
170 1. q. È coperto da montagne po- 
co alle. La Orava lo bagna in tutta 
la sua lunghezza ; la Muhr segna in, 
parte il limite N., e vi riceve il Suini. 
Vi si raccolgono pochi grani, ma 
molte frutta e vino. 1 bestiami, in* 
grassati nei suoi buoni pascoli, for,- 
'tlo 



S5o MAR 

mano la principale ricchezza di que- 
sto paese. Vi sono due miniere di 
ferro, una di sai gemma, delle cave 
di marmo, ed una sorgente minera- 
le. Vi si lavora il ferro in qualche fu- 
cina. Conta 172,900 abitanti. 

MARC (S.), vili, di Francia, dipart. del- 
la Mosa, circond., cant. e presso di 
Montmedy. Vi si scoperse un centi- 
naio di urne sepolcrali, tanto in pie- 
tra che in argilla cotta, che rinchiu- 
devano ceneri, ossa abbruciate, patere, 
vasi, monete, ec. 

MARCA, in francese MARCHE, Marchia 
gallica, antica prov. del centro della 
Fr., confin. al N. col Berry, al N. E. 
col Borbonese, ali 1 E. coli' Alvergna, 
al S. col Limosino, al S. O. colla 
Guienna, e all' O. coli 1 Angomese ed 
il Poilu. Il suo nome le veniva dal- 
l' essere situata verso la frontiera o 
marca del Limosino, del Poitu e 
dei Berry; si chiamava spesso Marca 
del Limosino, per aver fatto parte per 
molto tempo di questa provincia. A- 
veva circa 22 leghe di lunghezza, so- 
pra 80 io di larghezza, e dividevasi 
in Bassa-Marca, ali 1 O. , ed Alta-Mar- 
ca, all' E. , avendo per capitale Guè- 
rci, cV era nel tempo istesso il capo- 
luogo dell 1 Alta-Marca, essendo Bellac 
quello della Bassa. I fiumi che irri- 
dano questo paese sono la Vienna, il 
. Cher, la Creuse e la Gartempe. È poco 
fertile in cereali , ma ricco di grassi 
pascoli, che danno bestiami rinoma- 
li . La Marca forma presso a poco 
il dipart. della Creuse, e buona parte 
di quello dell'Alta- Vienna. — Abitata 
anticamente dai Lemovici, dai Bituri- 
gi-Cubi, e dai Pictavi* questa con- 
trada fu compresa parte nella prima 
Aquitania dei romani e parte nella 
seconda. Ebbe per lungo tempo, nel 
medio evo, i suoi particolari conti so- 
vrani. Filippo il Bello l 1 acquistò per 
coufiscazione, « la diede a Carlo il 
Bello, suo terzo figlio. Questo prin r 
eipe, essendo giunto alla corona nel 
i322, la cangiò con la contea di Cler- 
mont, che apparteneva a Luigi di Bor- 
bone, nipote di s. Luigi. Passò po- 
scia nella casa di Armagnac , ed in 
quella di Borbone-Montpensier ; f u 



MAR 

riunita difinitivamente alla corona , 
per confisca, nel i53i, da France- 
sco I. I figli maggiori dei principi di 
Condè portavano il titolo di conti ds 
la Marcar 

MARCA (ALTA), parte orient. delPant. 
Rouergue, nella Guienna, in Francia. 
Milhau n' era il capoluogo . Questo 
piccolo paese è presentemente com- 
preso nella parte orient, del dipart. 
dell 1 Aveyron. 

MARCA (BASSA), parte occid. delfant. 
Rouergue, nella Guienna, in Francia, 
Villefranche n 1 era il capoluogo. Que- 
sto picc. paese è oggi nella porzione 
occident. del dipart. dell 1 Aveyron. 

MARCA. Fedi Marche e Mark. 

MARCA, bor. della Turchia asiatica . 
Vedi Marra*. 

MARCA, città del Zanguebar V. Torra. 

MARC A- ANTERIORE, Varmark, par- 
te della Marca Elettorale, in Alema- 
gna. Vedi Priegnitz. 

MARCA D 1 ANCONA, Picenum, antico 
paese della parte orientale degli Sta- 
ti della Chiesa, confinante all'O. col- 
T Umbria, all' E. coli' Abruzzo, al S, 
cogli Apennini, ed al N. col mare A- 
driatico. Il suo fertile territorio ab- 
bonda in grani, vino, oglio, canape, 
seta e frutta. Dividevasi in Marca di 
Ancona, al N., e marca di Fermo, al 
S. Unito al regno d 1 Italia formò in 
gran parte il dipartim. del Metauro, 
e presentemente forma presso a poco 
le delegazioni di Ancona, Macerala, 
Fermo ed Ascoli. 

MARCA DE L'UKER, Ukermark, an- 
tico paese dell 1 Alemagna, nella Mar- 
ca Elettorale, Prendeva il suo sopran- 
nome dalFUker, una delle sue princi- 
pali riviere. Forma oggi, nella reg- 
genza prussiana di Potsdam , i ciré, 
di Prenzlow, di Templin e di Anger- 
minde. Prenzlow n'era la capitale. 

MARCA-ELETTORALE o MARCA DI 
BRANDEBURGO, Kurmark, antica 
contrada dell' Alemagna, che formò il 
nodo dei possedimenti dei principi di 
Brandeburgo, e che compone al pre- 
sente le reggenze di Potsdam e di 
Berlino, ed una picc. parte di quella 
di Francfort , nella prov. prussiana 
di Brandeburgo, ed una buona par^ 



M A li 

ti* della reggenza di Magtfefeèrgq, 
nella prov. di Sassonia. Si divideva 
in Media-Marca, Vecchia-Marca, Nuo- 
va-Marca^ Marca-Anteriore o territo- 
rio di Priegnitz, e marca dell'Uker. 

MARCA (MEDIA), Mitteimark-, antico 
paese dell 1 Alemagna, nella Marca-E- 
lettorale. Si trova adesso nelle reg- 
genze prussiane di Berlino e di Pot- 
sdam, prov. di Brandeburgo. Berlino 
n'era la capitale» 

MARCA (NUOVA), Neumark, antico 
paese dell'Alemagna, nella parte o- 
rientale della Marca Elettorale. Fa 
oggi parte della reggenza prussiana 
di Francfort, nella prov. di Brande- 
burgo, e di quella di Coeslin, nella 
Pomerania. Custrin n'era la capitale. 

MARCA (VECCHIA), Altmarh, antica 
contrada deli 1 Alemagna, nella parte 
occid. della Marca- Elettorale. È oggi 
compresa nella reggenza prussiana di 
Magdeburgo, prov. di Sassonia. Sten- 
dal n'era la capitale. 

MARCA TREVISANA , ant. prov. d'I- 
talia, nella ex-repubblica veneta, con- 
finante all'È, col Friuli e col golfo 
di Venezia, al S. collo stesso golfo, 
col Dogado e col Padovano, all'O. col 
Vicentino, ed al N. col Bellunese ; es- 
sa comprendeva il Trevisano ed il 
Feltrino, facendo il primo di questi 
due paesi parte della Rezìa* Nel suo 
territorio, per lo più montuoso, tro- 
vatisi miniere di ferro e boschi , dai 
quali ricavasi molto legname da co- 
struzione : abbonda di vini e seta, 
lì Piave l'attraversa, ed è tagliata da 
moltissimi ruscelli. Aveva Treviso per 
capitale, in cui anticamente risiedeva 
d' ordinario il marchese governatore 
del paese, dopo la distruzione fattane 
dai Lombardi, e per cui, dieesi, chia- 
mossi Marca Trevisana. Unita questa 
contrada al reg. d' Italia, fece parte 
dei dipartimenti del Piave, del Pas- 
serìano, e del Tagliamento, e buona 
porzione di essa forma ora la prov. di 
Treviso nel reg. Lom.-Veneto. 

MARCALA o CARTOLALA, città della pìc- 
cola Armenia, nella Melitene, secon- 
do Tolomeo. 

MARCALLO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
j.)sov. di Paviaj clistr* di Abbialegrasso. 



MAR 85'i 

MARCAN, isoli dell' Adriatico, Sulla 
costa di Dalmazia, eira di Raglisi. Lato 
N. 42 34' i5 /; . Long. E. i5° 5i'4S". 

MARCARIA, bor. del reg. Lom.-Ven. 4 
prov. e a 4 1. 3{4 O. S. O. da Man- 
tova, capoluogo di distr., sulla riva 
sinistra dell' Oglio, che si attraversa 
sopra un ponte levato] o iti legno, 
costrutto pel passaggio dei battelli. Vi 
si allevano molti bachi da seta, e con- 
ta 8oo abit., avendone 12,800 il di- 
stretto, che comprende 4 comuni. 

MARC-D'EGRAlNE (S.t), vili.; di Fn 
diparti dell'Orile, circond. e a 1 L 
i[2 S. O. da Domfront, cani, e a 1 
1. ij4 N. Ni E. da Passais. Evvi una 
fabbrica di tele, e conta 2,200 abit. 

MARCE* vili. diFr.^ dipart. di Mai- 
na-e-Loira , circond. e a ^ ì. O. N. 
O, da Bau gè, cant. e a i}2 1. N. E„ 
da Seiches, con 1,000 abitanti. 

MARCEL (S.t), bor. di Fr., dipart. del- 
l' Indre-, circond. e a 6 1. 'i\^ S, S. 

0. da ChàteaurouX, cant. e a ij4 di 

1. N. N. O. da Argenton, sulla Creu- 
set Commercia di buoni vini, e tie- 
ne una fiera annua- Conta 1,200 a- 
bitanth 

MARCEL (S.t), vili, dì Fr., dipart. del? 
V Alta-Saona, circond. e a 7 L i(2 Ni 
O. da Vesoul, cant. e a il. N. E. da 
Vitrey, con 5oo abitanti* Nei dintor- 
ni vi si trovano miniere di rame. 

MARCEL (S.t), /vili. di'Fr., dipart. di 
Saona e Loira, circond., canti S. e a 
i{2 L E. da Chàlons-sur-Saone, sulla 
Saona. Vi si tengono due annue fie- 
re, e conta 900 abitanti. Era vi un 
priorato di Benedettini, fondalo nel 
577, da Gontrauo* che vi fu sepolto. 

MARCEL (S.t), vili, di Fr., dipart. del 
Tarn, circond. e a /} L ij2 N. N. O. 
da Alby, cant. e a 1 h i|3 O. N. f/. 
da Monestiès. Vi è una miniera di 
manganese, e conta 4°° abitanti. 

MARCEL - DE - FEL1NES (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Loira, circond. e a 
4 L 3j4 S. E. da Roanno, cant, e a 
i I. N. O. da Neronde. Vi si tengo- 
no 4 annue fiere, e conta 1,100 abi- 
tanti. 

MARCEL-DE-FONFOUILLOUSE (S.t). 
vili, di Fr., dipart. del Card, circond. 
e a 4 ,!• J l 2 N* N, E* da Vigaii} cant» 



85a MAR 

e a i l. i|s S. CU da S.t Andrè-de- 
Valborgne, con 1,200 abitanti. 

MARCEL-DE-PIERRE-BERNIS (S.l), 
bor. di Fr., dipart. deirArdeche, cir- 
cond. e a io 1. i[4 S. da Privas, 
cant. e a 1 1. S» da Bourg-S.t An- 
deol. È patria del cardinale di Ber- 
nis. Conta 1,800 abitanti. Nei dintor- 
ni sono miniere di carbon fossile. 

MARCEL-D'URPHÈ (S.t), vili, di Fr. , 
dipari, della Loira, circond. e a 5 1. 
S. O. da Roanno, cant. e a 1 1. i|4 
S. E. da St. Just-en-Chevalet. Evvi u- 
na miniera di piombo. Vi si tengono 
due annue fiere, e conta 800 abitanti. 

MARCELFALVA,vill. dell'Ungh., comi- 
tato di Liptau, con gr. distillerie di 
rosoli. 

MARCEL-LES-ANNONAY (S.t), vili, di 
Fr. , dipart. dell 1 Ajrdèche, [circond. e 
a 6 1. x\2 N. O. da Tournon, cant. 
e a 1 1. N. O. da Annonay. Evvi u- 
na fabbrica di carta. Vi si tengono 
due annue fiere, e conta 600 abitanti. 

MARCEL1SE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e dislr. di Verona. 

MARCELLIN (S.t) , Sanctus* Marcelli- 
nus, picc. città di Fr. , dipart. dell'I- 
sere, capoluogo di circond. e di cant., 
a 7 1. i|2 O. S. O. da Grenoble, in 
una deliziosa e fertile pianura , al 
piede di un bel colle, a \\(\ di I. circa 
dalla riva destra dell' Isere. Evvi un, 
tribunale di prima istanza, una con- 
servazione delle ipoteche, una dire- 
zione delle contribuzioni indirette , 
una sotto ispezione alle foreste ed un 
collegio comunale. Questa città è mu- 
rata e bene fabbricata: un ameno pas- 
seggio bene piantalo la circonda. La 
piazza pubblica è bellissima, osser- 
vandovisi una fontana a cui sovrasta 
ima piramide di 3o piedi di altezza. 
Il suo principale commercio consiste 
in seta cruda, buonissimo vino del 
suo territorio, oglio di noci, ec. Vi 
si tengono 4 annue fiere, e conta 
2,5oo abitanti, avendone 80,200 il suo 
circond., che ha 84 comuni, e si di- 
vide nei 7 cantoni di: s.t Etienne de 
s.t Geoirs, s.t Marcellin, Pont-en-Ro 



Rives, Roybon, Tullins e Vi- 

- Era anticamente questa città 

la sede dei consiglio delunule, eretto 



yans, 
nay. 



MAR 

da Umberto II, nel 1887, e trasferito 

poscia a Grenoble, sotto la forma di 
parlamento. 

MARCELLIANA, città episcopale del- 
P Africa, nella provincia proconsolare, 
secondo la conferenza di Cartagine, 

MARCELLIANA, città d'Italia, nella 
Lucania, sulla via Appia, fra Caesa- 
riana^ ed il luogo chiamato Ad Ca- 
lorem, secondo V itinerario di An- 
tonino. 

MARCELLINARA, vili, del reg. di Na- 
poli, prov. della Calabria -Ulteriore 
seconda, dislr. e a 2 I. O. N. O. da 
Catanzaro, cant. e a i[2 1, S. da Ti- 
riolo. Vi si tiene una fiera di due 
giorni, la terza domenica di settem- 
bre, e conta 1,200 abitanti. 

MARCELL1N-LA-PLAINE (S.t), città 
di Fr. , dipart. della Loira, circond. 
e a 3 1. ij3 S. E. da Montbrison , 
cant. e a 1 1. ij3 O. da s.t Rambert. 
Evvi un bel castello ed una fab- 
brica di carta. Vi si tengono 4 an- 
nue fiere, e conta i,5oo abitanti. 

MARCELLO (S.n) , bor. del gran due- 
di Toscana, prov. e a n 1. N. O. da 
Firenze, presso al fiume Lima, che 
si attraversa sopra un ponte bellissi- 
mo, il quale unisce due montagne 
sulla strada modenese. Vi si risiede il 
vicario della montagna di Pistoja, ed 
ha una fabbrica di carta. Vi si tiene 
una fiera di tre giorni, il 4 settem- 
bre, ed un mercato il giovedì. Conta 
800 abitanti. 

MARCELLO-CAMPOLIN, vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Padova, dislr. di 
Campo-Sampiero. 

MARCELLUS, comune degli Stati-Uni- 
ti, stato e a 68 1. N. O. da Nuova- 
York, contea di Onondago, con 6,5oo 
abitanti. 

MARCEMIGO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Verona, distr. di Badia Ca- 
lavena. 

MARCENA, vili, del Tirolo, circ. di 
Trento, nella valle di Rum. 

MARCENAT, bur. di Fr. , dipart. del 
Cantal, circond. e a 4 1- 3j4 N. da 
Murat, capoluogo di cantone. Vi si 
tengono 4 annue fiere, e conta 2,000 
abitanti. 

MARCET, isola del golfo del Corona- 



MAR 

iriento eli Giorgio IV, formato dal 
mare Polare, sulla costa settentr. del 
la Nuova-Bretagna. 

MARCET (S.t), vili, di Fr., dipart. del- 
l' Alta-Garonna, circond., cani, e a 2 
1. i{4 da s.t Gaudens, presso la Longe 
Vi si tengono tre annue fiere, e conta 
700 abitanti. 

MARCH, città della Ingh. , contea e a 
9 1. N. da Cambridge, nell' is. e a 5 
I. N. da Ely, hundred di North-Wit 
chford, sul Nen, che vi è navigabile. 
Ha una bellissima chiesa. Fa un buon 
commercio di grani, carbon fossile e 
legno da fabbrica. Vi si tengono tre 
annue fiere. Conta 3,8oo abitanti. Nei 
dintorni si trovarono delle monete 
ed altre romane antichità. 

MARCH o MORAVA, Marcimi o Ma- 
rus, fiume dell'impero d'Austria, che 
dà il suo nome ed ha origine in Mo- 
ravia, nel N. del circolo d" Olmùtz. 
al versa tojo merid. dello Schneeberg, 
presso di Altstadt, scorre al S. , pas 
sa a Olmutz, attraversa la parte S. 
O. del circolo di Prerau, entra in 
quello di Hradiscb, divide in parte 
questo circolo dal comitato ungherese 
di Neutra, poi, scorrendo sul limite 
dell'arciducato d'Austria e della Un 
gheria, divide il circ. inferiore del 
Manhartsberg dal comitato di Pres- 
burgo, e si getta nel Danubio, alla 
riva sinistra, a 3 L al disopra di Pres- 
fourgo, e a 1 1 1. al di sotto di Vien- 
na, dopo un corso di circa 60 leghe 
11 suo affluente principale è la Taya, 
a destra. Le rive sono poco scoscese; 
e fu reso navigabile, nel 181 9, dopo 
Goding, cioè a dire per lo spazio di 
circa 20 leghe. 

MARCH, distr. della Svizzera, nella parte 
N. E. del cant. di Schwitz, bagnato 
al N. dal lago di Zurigo. E' ricco in 
frutta e bestiami. Lachen è risguar- 
dato come il capoluogo. 

MARCHAIRA, montagna della catena del 
Jura, nella Svizzera, cant. di Vaud, 
al S. O. del monte Tendre, e al N. 
E. del Nero-Monte. Ha 740 tese al di 
sopra del mare. 

MARCHAL, bor. della Spagna, prov. e 
a i3 1. E. N. E» da Granata, e a 2 1. 
i|4 0. S, O, da Guadix 3 presso l'Àl- 



M A R 855 

hama, e a poca distanza dai bagni di 
Graena, con 900 abitanti. 

MARCHAMALO, bor. della Spagna, 
prov. e> 1 1. N. da Guadalaxara, so- 
pra un- piano elevato. Vi sono alcu- 
ne case bene fabbricate. Vi si vedono 
delle romane antichità, e conta i,5oo 
abitanti. 

MARCHAMP, vili, di Fr. , dipart. de! 
Rodano, circond. e a 4 1. N. O. da 
Villefranche, e a 9 1. 3 [4 N. N. O. da 
Lione, cant. di Beaujeu . Vi si tiene 
un'annua fiera, e conta 800 abitanti. 

MARCHAND, Ìsola del Grande-Oceano 
equinoziale. Vedi Ouapoa. 

MARCHASTEL, vili, di Fr. , dipart. del 
Cantal, circond. e a 4L J l 2 N. da 
Murat, cant. e a a '1. S. O. da Mar- 
cenat, sulla Loudre, con i,3oo abitanti. 

MARCHASTEL, vili, di Fr. , dipart. 
della Lozère, circond. e a 4 1- N- O. 
da Marvèjols, cant. e a 1 1. O. N. O. 
da Nasbinals. Vi si fabbricano saje, 
e conta 4°° abitanti. 

MARCHAUX, vili, di Fr., dipart. del 
Doubs, circond. e a 3 1. i|2 N. E. da 
Besanzone, capoluogo di cantone, con 
4oo abitanti. 

MARCHE (la), bor. di Fr. , dipart. 
della Costa a" Oro, circond. e a 6 1. 
E. da Digione, cant. di Pontaillier, 
sulla Saona. Vi si tengono tre annue 
fiere, e conta 1,000 abitanti. 

MARCHE (la), città di Fr., dipart. dei 
Vosgi, circond. e a 7 1. ij4 S. da Neu- 
fchàteau, e a i3 1. i{3 O. S. O. da 
Epinal, capoluogo di cantone, sulla 
riva destra del Mouzon. Ha fabbriche 
di coperte, ferro battuto, ed oglio di 
grani, e fucine. È patria di Guglielmo 
di La M^che,, che fondò a Parigi il 
collegio del suo nome; conta 1,600 
abitanti. Questa città molto sofferse 
dalla guerra e dalla peste nel i636. 

MARCHECK, città dell'arciducato d'Au- 
stria, paese al di sotto dell' Ens, circ. 
inferiore del Manhartsberg, a io 1. E. 
S. E. da Korneuburg e a 9 1. E. da 
Vienna, sulla riva destra della March. 
Conta 1,400 abitanti. E celebre per 
la battaglia che vi si diede sotto le 
sue mura nel 1278, fra l'imperatore 
Rodolfo' I, ed Ottocaro, re di Boemia, 
el^e vi perdette la vita, 



S54 M A R 

MACHE-EN FAMÈNE, Marchia Forni- 
rla, città dei Paesi-Bassi, prov. e a 
20 1. N. O. da Lussemburgo, e a 12 
1. S. S. O. da Liegi, capoluogo di 
circond. e di cant,, sul ruscello di 
Marchette. Evvi un tribunale di pri- 
ma istanza, ed una ispezione delle acque 
e foreste. Assai antica e male fabbri- 
cata, rinchiude fucine , fonderie e 4 
raffinane. Fa un gran commercio di 
bestiami, e manda un deputato agli 
stati della provincia. Conta 1,400 abi- 
tanti. — Questa città esisteva nel VII 
secolo, e divenne la capitale di un 
picc. paese chiamato Famène, perchè 
al tempo di Cesare era abitato dai 
Pimentarli. Il nome di Marca le ven- 
ne perchè serviva di limite alla prov. 
di Lussemburgo ed al paese di Liegi. 
Fu abbruciata nel 1236 e nel i3i8 
dai Liegesi. Nel 1677, vi fu conclu- 
so un trattato o accomodamento chia- 
mato editto perpetuo, in virtù del 
quale il re di Spagna doveva ritirare 
le truppe straniere dal territorio bel- 
gico, e conservare alle provincie i lo- 
ro privilegi , a condizione che gli 
stati mantenessero la religione catto- 
lica. Nel 1806, provò un incendio. — 
li circondario di Marche-en-Famène , 
comprende i 5 cantoni di Durbuy, 
Erezèe, Marche-en-Famène, La Roche 
e Rochefort. 

MARCHÈ-LE-CAVE, vili, di Fr., dipartì 
della Somma, circond. e a 4 !• 314 E. 
S. E. da Amiens, cant. e a 1 1. 3[4 
S. S. E. da Corbie. Vi sono fabbriche 
di berretti, e conta i,3oo abitanti. 

MARCHENA, Marcia, città della Spa- 
gna, prov. e a 9 1. E. S. E. da Sivi- 
glia, e a 4 b 3[4 N. O. da Osuna, 
in un territorio fertile , specialmen- 
te in olive , sopra una collina sco- 
scesa, alla cui sommità evvi" un ca- 
stello fortificato . Ha tre. chiese par- 
rocchiali, 8 conventi, tre dei quali di 
monache, due ospedali, un ospizio per 
gli esposti , ed un castello. Vi si fab- 
bricano grosse stoffe di lana, e coperte 
in lana a colori variati. Conta i3,ioo 
abitanti. Aveva il titolo di ducato. Vi 
sono nei dintorni dei bagni solforosi, 
frequentati per le malattie cutanee. 
Alcuni autori la prendono per l'antica 



MAR 

Artegua, ma molti altri, con più ra« 
gione, congetturano che Lucio Marcio* 
che successe a Cn. Scipione nel co- 
mando dell'armata romana in Ispagna, 
ne sia stato il fondatore, e che quin- 
di sia la Colonia Marcia dei romani, 
perchè vi si scavarono delle iscrizioni 
sotto un tal nome. 

MARCHENOIR, bor. di Fr. , dipart. di 
Loir e Cher, circond. e a 6 1. N. da 
Blois, e a /j 1. O. da Beaugency , ca- 
poluogo di cant. , presso la foresta 
dello stesso nome. Vi si tengono 4 
annue fiere, e conta 5oo abitanti. 

MARCHENO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Brescia, distr. di Gardone. 

MARCHES (LES), vili, degli Stati-Sardi, 
divisione di Savoja, prov. di Savoja 
propria , mandamento e a 1 1, O. N. 
O. da Montmelian , e a 3 1. S. S. E. 
da Ciamberì. Vi si osserva un castello 
che Amadeo V, conte di Savoia, fece 
costruire nel 1342. Conta 1,000 abitanti. 

MARCHES (LES) , antico picc. paese di 
Fr., nel S. della Bassa -Normandia. A- 
lencon , Argentan e Sèez n' erano i 
luoghi principali. Fa ora parte del di- 
part. deirOrne. 

MARCHESANA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. del Polesine, distr. di Crespino. 

MARCHESI o MARCHESE DI MEN- 
DOZA, dette anche MARQUESAS, i- 
sole che formano la parte S. E. del- 
l'arcipelago Mendana nel grande O- 
ceano Equinoziale. Le principali sono 
la Maddalena o Fatouiva, s. Pedro o 
Motana, s.ta Cristina o Thaouata , la 
Dominica o Ohivaoa e Fetugu. 11 no- 
me di Marchesi si estende alcune vol- 
te a tutto l'arcipelago Mendana. Ve- 
di quesl' ultima voce. 

MARCHES1EUX, vili, di Fr., dipart. 
della Manica, circond. e a 3 1. i|2 N. 
E- da Coutances, e a 3 1. S. S. O. da 
Carentan, cant. e a 2 1. E. da Periers, 
presso la Taule, il Lozion, e la Van- 
lonette, Conta 1,400 abitanti. 

MARCHFELD, vasta pianura dell'arcidu- 
cato d'Austria, paese al di sotto del- 
l'Eiis, nella parte S. E. del circ. infe- 
riore del Manha rtsberg, fra la March 
ed il Danubio. 

MARCH1ENNE-AU-PONT , Marchia- 
nae ì bor. dei Paesi-Bassi 5 prof, di 



M A R 

Malnaut, circond. e a i I. O. S. 0. 
da Charleroi, cant. e a il. q3 E. da 
Fontaine-1' Evéque, sulla riva sinistra 
della Sambra. Evvi una inspezione 
delle acque e foreste, e delle fucine, e 
conta 1,200 abitanti. Questo bor. fu 
cinto di mura nel 1596 da Ernesto 
di Bav., vescovo di Liegi. Nel 1794 i 
francesi vi riportarono un vantaggio 
sugi 1 imperiali. 
MARCHIENNES, Martianae , città di 
Fr., dipart. del Nord, circond. e a 3 
I. ij3 N. E. da Douay, e a 4 I. O. 
N. O. da Valenciennes, capoluogo di 
cant., iri un paese paludoso, sulla riva 
sinistra della Scarpa. "Vi sono filatoi 
di lana, birrerie e conciatoi. Fa un 
gr. cnmra. di alberi fruttiferi e di a- 
sparagi. E patria del generale Corbi- 
neau. Conta» 2,600 abitanti . Eravi 
una ricchissima abbazia di religiose 
dell' ordine di san Benedetto, fondata 
nel 63o da santa Rictrude, moglie del 
principe di Douay. Fu presa dai fran- 
cesi nel 1712 dopo ch'ebbero battu- 
ti gli alleati a Denain. 
MARCHING, vili, della Bav., circ. del- 
la Regen, presidiale di Àbensberg, a 
5 1. E. N. E. da Ingolstadt , presso 
Ja riva sinistra del Danubio. Evvi una 
sorgente minerale, della pietra calca 
rea e piromaca, e terra a follone. 
MARCH1R0L0, vili, del reg. Lom. 
Ven., prov. di Como, dist. di Luino. 
MARCHOMODI , MARCHOMEDI e 
MARCOMEDI, popoli dell 1 Assiria, 
vinti dall' imperatore Trajano. 
MARCHUBII o MARCUBII, popoli alla 
estremità occid. dell' Africa propria, 
in vicinanza dei gettili, creduti i mal- 
ehubii che Tolomeo pone nella par- 
te orient. della Mauritania Cesarien- 
se, presso la Numidia. 
MARCIAC, bor. di Fr., dipart. del Gers, 
circond. e a 5 1. ij2 O. da Miran- 
da, capoluogo di cant., in una val- 
le, sulla riva sinistra della Boues. È 
costrutto in terra\ed ha una fabb. di 
vetri. Vi si tengono 6 annue fiere e 
conta 1,400 abitanti. 
MARCIAGA, vili, del reg. Lom -Ven., 
prov. di Verona, distretto di Ca- 
prino. 
MARCIAI, due vili, del reg. Lom.- Ven., 



M A & S55 

prov. di Belluno, l'uno nel distr. di 
Feltre, e l'altro in quello di Mei. 

MARCILLA, picc. luogo del gr. due. di 
Toscana, prov. fiorentina , vicino a 
Castel-Fiorentino. 

MARCIANA, grosso bor. del gr. due. 
di Toscana, nelF is. di Elba , presso 
ad un golf®, a 3 1. E. S. E. da Por- 
toferrajo. Evvi una caverna piena di 
stalattiti, e conta circa 3 ,000 abitanti. 

MARCIANA CIV1TAS, città vescovile 
della Licia, secondo le notizie greche. 

MARCIANA NOVA città vescovile del- 
l' Egitto, 

MARCIATOSI, città del reg. di Napoli, 
prov. della Terra di Lavoro, distr. e 
a 1 1. i{4 S. O. da Caserta , "capo- 
luogo di cantone. Vi sono 7 chiese, 
e conta 7,000 abitanti. 

MARCIANO, bor. del gr. due. di To- 
scana, prov. e a 17 1. S. E. da Fi- 
renze, vicariato è a 1 1. x\2 N. E. da 
Lucignano. Nel i5o4 l'imperatore Car- 
lo V e Cosmo I, duca di Firenze, vi 
riportarono una vittoria sui francesi. 

MARCIANO, bor. del gr. due. di To- 
scana, prov. e a i3 1. i{2 E. da Fi- 
renze, vicariato e a 2 1. E. N. E. da 
Poppi. 

MARCIDO-GAREGNANO, vili, del reg. 
Lom.- Ven., prov. di Milano, distr. di 
Bollate. 

MARC1GNAG0, vili, del reg. Lom.- 
Ven.. prov. di Pavia, distr. di Bere- 
guardo. 

MARCIGNY-LES-NONAINS o MAR- 
CIGNY-SUR-LOIRE, Marciniacum, 
città di Fr., dipart. di Saona e Loi- 
ra, circond. e a 5 1. ip S. O. da 
Charolles, e a 14 1. ij4 O. da Macon, 
capoluogo di cant. , presso la riva 
destra della Loira, in un paese ferti- 
le in biade. Ha fabbriche di bianche- 
ria da tavola e conciato j. Commercio 
di vini e grani. Vi si tengono 5 an- 
nue fiere, e conta 2,5oo abitanti. E 
patria dell'orientalista Andrea da Ryer 
di Malezair. 

MARCILLA, bor. della Spagna, prov. e 
a 6 1. 3[4 N. da Palencia, e a 2 I. 
3[4 E. da Carrion de los Condes, so- 
pra un'altura, con 4°o abitanti. 

MARCILLA, bor. della Spagna , prov, 
e a 7 1. i[2 S. da Pamplona, in Na- 



856 MAR 

varrà, e a 1 1. N. E. da Villafranca, 
.in una pianura. Evvi un castello for- 
tificato, un monastero ed un ospe- 
dale. Vi si fa molto oglio, e si ten- 
gono due annue fiere. Conta 1,000 
abitanti. 
MARCILLAC, bor. di Fr., dipart. del- 
l'Aveyron, circond. e a 3 1, 3j4 N. 
O. da Rhodez, e a 2 I. ij2 S. O. da 
Ville-Comtat, capoluogo di cant., in 
un bacino delizioso, cinto da vigneti 
e praterie, ed irrigato dalla picc. ri- 
viera Crenaux. Vi si fabbrica della 
tela ed oglio di noce. Commercia di 
bestiami, e vi si tengono y annue 
fiere. Conta 1,400 abitanti. 
MARCILLAC, vili, di Fr., dipart. della 
Correze, circond. e a, 4 '• 3^4 E. da 
Tulle, cant. e a 2 1. xj4 N. E. da La 
Roche-Canillac, con i,5oo abitanti. 
MARCILLAC, bor. di Fr.. dipart. del- 
la Gironda, circond. e a 4 L i[4 N. 
E. da Blaye, cant. e a 1 1. 3(4 S. E. 
da s.t Ciers-la -Lande, con 1,700 a- 
bitanti. 
MARCILLAC, bor. di Fr., dipart. del 
Lot, circond. e a 5 1. S. O. da Fi- 
geac, cant. e a 2 1. ij3 S. E. da Ca- 
jarc, sulla Selle. Vi si tengono 4 an- 
nue fiere, e [conta 800 abitanti. In 
vicinanza evvi una grotta composta di 
molte stanze sostenute da colonne, e 
piene di curiose petrificazioni. 
MARCILLAC-LANVILLE, vili, di Fr., 
dipart. della Charente, circond. e a 
5 1. i[4 N. O. da Angouleme, cant. 
e a 2 1. i]4 N. E. da Rouillae, con 
i,4oo abitanti. Vi si tengono 12 au- 
nue fiere, assai frequentate, soprat- 
tutto per bestiami ed acquavite. 
MARCILLA.T, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Allier, circond. e a \ . 1. i[4 S. da 
Montlucon, e a 3 I. O. da Montaigu, 
capoluogo di cant., presso la riva de- 
stra del Buron. Vi si tiene una fiera 
il 24 aprile, e conta 1,400 abitanti. 
In vicinanza vi è una miniera di car- 
bon fossile. 
MARCILLÈ, vili, di Fr., dipart. d'Ille- 
et-Vilaine, circond. e a 5 1. S. O. da 
Vitrè, cant. e a 1 1. N. N. E. da Re- 
liers, con 1,400 abitanti. Vi si ten- 
gono due annue fiere. 
MARCILLÈ-LA-VILLE, bor. di Fr., 



MAR 

dipart. della Mayenne, circond., Cani, 
E. e a 2 1. da Mayenne, con i,3oo 
abitanti. Evvi una fabbrica di vetri. 
MARCILLY-LA-CAMPAGNE, vili, di 
Fr.,. dipart. dell'Eure, circond. e a 5 
1. S. da Evreux, cant. e a 1 1. 2j3 
N. da Nonaneourt. Conta 1,200 abit. 

MARCILLY-LE-HAYER, vili, di Fr., 
dipart. dell' Aube, circond. e a 4 "• 
i|3 S.;E. da Nogent-sur-Seine, e a 7 
j, ija O. N. O. da Troyes, capoluo- 
go di cant., sul Lorrin. Conta 5oa 
abitanti. 

MABXILLY-LES-BUXY, vili, di Fr.', 
dipart. di Saona e Loira, circond. e 
a 4 !• 3(4 O. da Chàlons-sur-Saone, 
e a 11 1. 1^4 N. O. da Macon, cant. 
di Buxy. Vi si tengono tre annue 
fiere, e conta 800 abitanti» 

MARCINA, ant. città d'Italia, nella Lu- 
cania, secondo Strabone, fra Strenu- 
sa e Posidonia. Deve la sua fonda- 
zione ai Tirii. 

MARCIUM, mont. d' It. , a 200 stadi 
da Roma, secondo Diodoro Siculo. 

MARCK, ant. contea diAlemagna. Ve- 
di Mark. 

MARCROLSHEIM, bor. di Fr., dipart 
del Basso-Reno, circond. e a 2 1. 3 g§ 
S. E. da Schelestadt, e a 11 1. ip 
S. S. O. da Strasburgo, capoluogo di 
cant., a Z\l\ di 1. dalla riva sinistra 
del Reno, e a 1 1. dalla riva destra 
della Plint. Vi sono fabbriche di te- 
le e vasellami di terra, birrerie e 
fornaci da tegole e mattoni. Comm. 
di tabacco e cauape, e conta i,5oo 
abitanti. 

MARCKZALY, bor. della Ungheria, co- 
mitato di Schimegh, marca del suo 
nome, a i3 1. ij2 N. E. da Koprei- 
nitz, e a 3 1. S. dal lago Balalon. 

MARC-LE-BLANC (S.t), città di Fr., di- 
part. d'Ille-et-Vilaine, circond. e a 3 
1. ij2 O. da Fougères, e a 2 1. 2[3 
S* E. da Antrain, cant. di S.t Brice. 
Vi sono conciatoj, e 1,200 abitanti. 

MARCO (S.t), forte degli Stati-Uniti, ter- 
ritorio di Florida, contea di Leon, a 
5o 1. O. S. O. da s.t Agostino, sulla 
riva destra delPApalache o s. Marco, 
che si getta nella baja Apalache, un 
poco al di sotto. Lat. N. 3o°9 / j long. 
O. 86° 39'. 



MAR 

MARCO (San), città dell'isola Haiti, di 
part. deirOuest, capoluogo di circond 
a 16 1. N. O. da Porto-Repubblica- 
no, in fondo della pi ce. bajà del suo 
nome, formata dal golfo di Leogane, 
fra la Spianata del Diavolo, al N., ed 
il capo s. Marco, al S. Quantunque 
piccola, è risguardata come la più 
mena dell'isola. Il circond. contiene 
37,600 abitanti. 
MARCO (San), riviera del Messico, nel 
Texas. Si getta nel Guadalupa, alla 
riva sinistra, è circa 3o 1. al disopra 
dell'imboccatura di questo nella baja 
di s. Bernardo. Il suo corso può es- 
sere da 3o a 4° l«j generalm . al S. 
MARCO (San), città dei reg. di Napoli, 
prov. della Calabria-Citeriore, distr. 
e a 7 1. N. N. O. da Cosenza, e a G 
1. i[4 S. S. O. da Castrovillari, capo- 
luogo dì cantone. E' sede di un ve- 
scovato suffragarlo dell'arcivescovo di 
Cosenza. Evvi una cattedrale e due 
altre chiese. Conta 1,200 abitanti. 
MARCO (San), capo sulla costa occid. 
dell'isola di Sardegna, all'ingresso N. 
del golfo di Oristano. Lat. N. 3o,° 
5o'; long. E. 6° %'. 
MARCO (San), città della Sicilia, prov. 
di Messina, distr. e a 6 I. O. S. O. 
da Patti, e a 1 1. N. N. E. da Mili- 
iello, sopra un'altura, presso il mar 
Tirreno. Conta 3,ooo abitanti. Presso 
e al N. O., stanno le rovine di un 
ponte romano. 
MARCO (San), picc.is. dell'Adriatico, a 

2 1. da Ragusi. 
MARCO (San), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e a 4 I- *[2 O. da Treviso, di 
str. *e a 1 1. E. S. E. da Castelfran- 
co. In una montagna vicina vi sono 
cave di pietra da fabbrica e massi di 
selce piromaca. 
MARCO (San), vili, del reg. Lom.-Ven., 

prov. e distr. di Udine. 
MARCO (San), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Lodi e Crema, distr. di Lodi. 
MARCO (San), due vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Padova, l'uno nel di- 
str. di Campo Sampiero, e l'altro in 
quello di Monselice. 
MARCO DE' GAVOTI (San), bor, del 
reg. di Napoli, prov. del Principato- 
Ulteriore, distr. e a 5 1. ip N. 0. 
Tom. III. P. II.. 



MAR SS 7 

da Ariano, cant. e a 1 I. i[2 N. N. 
O. da s. Giorgio-la-Molinara. Il gior- 
no 8 deeembre vi si tiene una fiera 
di tre giorni, e conta 3,700 abitanti. 

MARCO IN CATOIA (San), bor. del re-. 
di Napoli, prov. di Capitanata, di- 
str. e a 8 1. S. O. da s. Severo, cant. 
e a 1 1. S. S. E. da Celenza. Vi si 
tengono due annue fiere, e conta 
3,2oo abitanti. 

MARCOING, . vill.di Fr., diparl. del 
Nord, circond. e a 1 1. 3j4 S. S. O. 
da Cambray, e a 6 1. ij2 S. da Do- 
uay, capoluogo di cant., sul canale di 
s. Quintino, presso la Schelda, con 
1,200 abitanti. 

MARCO IN LAMIS (San), città del reg. 
di Napoli, prov. di Capitanata, distr. 
e a 4 I- 112 E. N. E. da S.-Severo , 
e a 6 1. ij2 N. da Foggia, capoluo- 
go di cantone, con 9,000 abitanti. 

M ALCOLICA, città della Spagna, se- 
condo Tito-Livio, 

MARCOLLES, bor. di Fr., dipart. del 
Cantal, circond. e a \ 1, S/0. da Au» 
rillac, cant. e a 2 1. S. S. E. da S.t 
Maraet , con i,3oo abitanti. Vi si 
tengono 4 annue fiere. 

MARCOLS, vili, di Fr., diparl. dell'Ar- 
cléche, circond. e a ^ 1. N. O. da 
Privas, cant. e a 1 1. i[3 O. da S.t 
Pierreville, sulla Glueyre. Vi si ten- 
gono 5 annue fiere, e conta i,3oo 
abitanti. 

MARCOMAGUS, città della Gallia, nel- 
la seconda Germania. 

MARCOMANNI e poscia TURONI, po- 
poli dell'antica Germania, negli Sve- 
vi, che si stabilirono fra il Reno, il 
Danubio ed il Necker, e più preci- 
samente nei paesi in oggi detti Bavie- 
ra e Moravia, occupando Neumark, 
Manheim, Heidelberga. Si sparsero in 
qualche altra contrada della Germania 
e della Boemia, insieme coi Secluis] e 
gii Harudj. Si ribellarono in progres- 
so spesse volte contro i romani, e 
specialmente al tempo dell' iraperator 
Marc' Aurelio , da cui furono viati, 
l'anno di G. C. 2 7/3, e da Dioclezia- 
no, l'anno 299. 

MARCON, sili, tri Fr., diparl della 
Sa r the, eirecnd. e a 6 I. ija S., O. 
tia S.tTCalaiSj cani, e a 1 1. h4 O. S'. 
ili 



£58 MAR 

O. da La Chartre, presso la riva si- 
nistra del Loir. Conta 1,900 abitanti. 
MARCON, vili, del reg. Lom.-Ven., 

prov. di Venezia, distr. di Mestre. 
MARCONAGA, vili, del reg. Lom.-Ven., 

prov. di Como, distr. di Lecco. 
MARCOS (San), baja dell'Atlantico, sulla 
costa del Brasile, prov. di Maranhao, 
fra la costa occid. dell' isola di que- 
sto nome ed il continente . Ha circa 
4 1. di larghezza all' ingresso sopra 
12 1. di profondità, ed è piena di 
molte isole e banchi sabbiosi. 
MARCOS (S.t), capo del Brasile, strila co- 
sta della prov. di Maranhao. Lat. S. 
2 27' o"; long. O. 46° 25' io". 
MARCO-TRAMBACCHE (San), vili, del 
reg, Lom.-Ven., prov. di Padova, di- 
str. di Teolo, 
MARCOUF (S.t), due isole di Francia, 
di par t. della Manica, circond. e a 5 1. 
j\\ E. da Valognes, cant. e a 3 I. ip 
S. E. da Quettehou, nella Manica, in 
mezzo alla rada de la Hougue, e a 
3 I. dal capo di questo nome e del- 
l'isola di Tatihou, e a 1 1. i[4 dal 
continente. Sono a 600 metri V una 
dall'altra; l'isola del Large è inacces- 
sibile sulla costa N. O., a cagione 
delle roccie che la cingono, ma il re- 
stante offre alcuni seni accessibili ; 
l' isola di Terre è anche accessibile, 
eccettuato al S. O. ed al S. E., ove 
vi sono pure dei banchi di roccie 
eslesi. Queste isole hanno un suolo 
pietroso e sterile, una sorgente d'a- 
cqua dolce, e due pozzi di un'acqua 
-un poco salmastra. Sono di grande 
importanza per la difesa della rada 
e per assicurare il cabottagio da Ha- 
vre a Cherburgo. Evvi su quella del 
Large una torre munita di artiglie- 
ria, e su quella di Terre un ridotto, 
un fornello da arroventare le p'alle, 
ed un'antica prigione. Gl'inglesi le 
attaccarono in tutte le guerre colla 
Francia; le presero nel 1795, e non 
le restituirono che alla pace di A- 
xni'ens. 
MARCOUPOM, vili. dell'Indostari, sta- 
to del radjah di Missore , subah di 
Tchatracal, territorio di Colar. Si ri- 
trae dell'oro, mediante il lavacro, e 
«lei sai gemma. i 



MAR 

MA11COUSSIS, vili, di Fr., dipari. di 
Senna ed Oise, circond. e a 6 1, 3j4 
E. da Rambouillet, cant. e a 2 1. 2[3 
da Limonrs , e a 1} 1. ij2 S. S. È. 
da Versailles. Vi sono molte belle ca- 
se di delizia, e fra le altre, il castel- 
lo di Bellejaraes. Conta 1,400 abitan- 
ti. 11 territorio produce molte frutta, 
e vi si lavorano delle cave di pietra 
bigia. Quivi eravi il famoso conven- 
to dei Celestini, ch'ebbe per fonda- 
tore Giovanni di Montagli, che fa 
giustiziato, nei 1409, dalla fazione di 
Borgogna, e del quale i Celestini ot- 
tennero il corpo nel 1412. 

MARCUGIAGO, vili, del reg. Lom.- 
Ven. , prov. di Padova , "distr. di 
Mirano. 

MARCQ, vili, dei Paesi-Bassi , prov. dì 
Hainaut, circond. e a 6 1. i{2 N. da 
Mons, cant. e a i\i 1. O. da E 11- 
ghien. Evvi una fabbrica di carta, e 
conta 1,900 abitanti. 

MARCQ-EN-BAREUIL, vili, di Fr., di- 
part. del Nord, circond. e a 1 1. N. 
da Lilla,* cant. e a 1 1. 2j3 S. S. O. 
da Tourcoing. Evvi una distilleria di 
ginepro, una fabbrica di collaforte, un 
fìlatojo di lane pettinate a lunga tra^ 
ma e una di cotone. Conta 2,5oo abit. 

MARCQUETTE, vili, di Fr., diparr. 
del Nord, circond., cant. O. e a 1 I. 
N. da Lilla, presso la Deuìe. Vi sono 
distillerie di ginepro, e purghe ' di 
tela. Conta i,5oo abitanti. Eravi una 
cel. abbazia, fondata nel 1226 da 
Giovanna di Costantinopoli, che qui- 
vi terminò la sua vita. 

MAR CQUETTE-EN-OSTREVENT, vili, 
di Fr., dipart. del Nord, circond. e a 
4 "1. S. O. da Douay, cant. e a 1 1. 
O. da Bouchain, con i,3oo abitanti. 

MARCUS-HOOK, bor. degli Stati-Uni- 
ti, stato di Pensilvania , contea di 
Delaware, a 6 1. O. S. O. da Fila- 
delfia, sulla riva destra della Dela- 
ware. Vi sono lunghe spiagge, e 
dei moli. 

MARCZ, vili, della Ungheria, comitato 
di Oedenburg, notabile pe' suoi vini 
e frutta. 

MARCZAL, vili, della Ungheria, comi- 
lato di Neograd ; vi si fa del vino 
ed evvi un castello, 



MAR' 

»*ARCZÀLTO o MARCZALTOE, bor, 
delìà Ungheria, comitato e a 12 1. 
i{2 S. O. da Veszprim, marca di Pa- 
pa, al confluente del Marczal e del 
Raab. 

M ARDA ITI, popolo che abitava il mon- 
te Libano, secondo Cedreno. 

MARDARA, città della piccola Arme- 
nia, secondo Tolomeo. 

MARDE o MIRIDE, città dell 1 Asia, 
nell'Assiria, all'occid. del Tigri, secon- 
do Tolomeo. 

MARDENE, contrada della Perside, se- 
condo Tolomeo; alcuni esemplari no- 
mandola Mardyene. 

MARD-DE-RENO (S.t), vili, di Fr., di- 
part. delP Orne, circond., cant. e a 1 
1. ij3 E. da Mortagne, e a 9 1. ij4 
N. E. da Alencon, con i,3oo -abitan- 
ti. Evvi, nei dintorni, una cava di 
pietra bigia per lastricare. 

MARDECHT, pianura di Persia, prov. 
di Farsistan, distr. d 1 Istakhar, a 12 
1. N. N. E. da Schiraz. In questa pia- 
nura si trovala l 1 antica Persepolìs, 
di cui non rimane, secondo Cornelio 
Lebrun, che le rovine di un palazzo 
degli antichi re di Persia, e quelle 
eli un sepolcro, che si pretende esser 
quello di Dario, figlio dTstaspe. 

MARDEN, vili, e parrocchia della In- 
ghilterra, contea di Ke'nt, lalhe di 
Scray, hundred del suo nome, a 2 1. 
if3 S. da Maidstone, e a 3 1. ij2 N. 
da Cranbrooke. "Vi si tiene un 1 an- 
nua fiera, e conta 2,000 abitanti, a- 
vendone l'hundred 6,200. 

MARDGESERA o MARGESERA, città 
dell' Indosian inglese, presidenza di 
Madras, nel N. del Misore, subah di 
Tchatracal, sopra una montagna, a 
4 1. N. E. da Rottendgerry. 

B1ARDI, popolo della Grand-Armenia, 
secondo Tolomeo, che si estendeva 
ai confini dell'Armenia e della Media. 

MARDI o AMARDI, popoli della Media, 
abit. nelle mont. dell'Elymaide, men- 
zionate da Tolomeo, Plinio e Strabone. 
Nearco dice che congiuntamente ai 
Cossii e agli Uxii avevano fatta la 
guerra ai Suzii e ai Babilonesi nel 
tempo istesso. Furono vinti da A* 
lessandro. 

Ai ARDI, popoli della Margiaajaa Plinio 



ME A R 85 3 

gli estènde sino alle montagne dei Ra- 
lf] . Aggiunge che era una nazione 
feroce e indipendente. 

MARDr, popoli Sarmati, sulla costa set- 
tentrionale del Ponte-Eusino , fra gli 
Achei e i Cerceti. Sembra che que- 
sti popoli fossero erranti in progres- 
so ; eianvene molti nell'annata di Mi- 
tridate. 

MARDICK (CANALE DI), in Fr.,.di- 
part. del Nord, circond. e cant. CX 
di Dunkerque . Serviva un tempo 
di canale di Dunkerque aì porlo Mar- 
dick, e non è più al presente che un 
bacino di sostegno. La sua lunghez- 
za , dal Sas di Mail sino all' antica 
chiusa di Mardick , è di 3f4 di !.„ 
dall' E. all' O ; la sua larghezza net 
fondo è di 38 metri, e fra le parti 
superiori delle rive di 64 metri. 

MARDICK, vili, di Fr, diparti del 
Nord, circond., cant. O. e presso Dun- 
kerque. Eravi nelle vicinanze un for- 
te dello stesso nome, che Luigi XIV 
aveva fatto costruire invece delle for- 
lifioazioni di Dunkerque, che era sta- 
to obbligato di demolire pel trattato 
di Utrecht. Sotto la reggenza dei du- 
ca d'Orleans, nel 1664^ ^ a spianato 
questo forte ad istigazione degli In- 
glesi. 

MARDIMAGO, vili, del reg. Lom,-Ven. 4 
prov. del Polesine, distr. ■ di Rovigo. 

MARD1N o MARD1IN, Marde o Mirìde, 
città della Tur. asiatica, pascialicato e a 
125 h N. O. da Bagdad, e a 18 1. S. E, 
da Diarbekir, residenza di un coman- 
dante turco, dipendente dal pascià di 
Bagdad, che lo nomina. Sta in forma 
di anfiteatro, sul declivio di una mon- 
tagna ripida, e piena di roccie , che 
domina una grande e fertile pianu- 
ra, È cinta da una buona muraglia, 
in pietra, fiancheggiata da torri e da 
contrafforti., e ristaurala nel 1792. Sul- 
la sommità di una montagna^ che la 
domina , esiste un 1 antica fortezza ili 
mina, che era stata fabbricata dagli 
imperatori greci. Le case, costrutte ili 
pietra ed a volto, s'inalzano pur esse 
in anfiteatro; hanno delle picciole fi-* 
nestre con grate di ferro. Le strade 
sono strettissime , e tortuose. Spnovi 
moli© moschee assai antiche } «va so<- 



8-6o MAR 

lidamente eostrutte; un mèdressèh o 
collegio musulmano, li cui edifizj so- 
no molto vasti , e diverse chiese cri- 
stiane. Vi si fabbricano belle tele di 
cotone e lino e del marocchino. E* 
questo il deposito di tutte le tele fab- 
bricate in grandissima quantità nei 
■villaggi situati al N. E. Vi si esporta 
del cotone di bella qualità, delle te- 
le di cotone, e lino, dell' oglio, dei 
pistacchi ecc. , le importazioni consi- 
stono in alcuni panni, indago, seta e 
chincaglierie; questo commercio si fa 
col mezzo di Bagdad. La popolazio- 
ne è , secondo Duprè , calcolata a 
27,24° abitanti, cioè: 20,000 Turchi, 
3,200 Jacobiti, 2,000 Armeni cattoli- 
ci, 4° Armeni scismatici, 4°° Caldei, 
800 Ebrei, e 800 Guebri; le due set- 
te di cristiani armeni hanno ciascu- 
na il loro vescovo. L'aria di Mardin 
è pura e sana ; le oftalmie e il co- 
sì detto bottone di Aleppo vi sono 
però assai comuni. L'acqua di cister- 
na non è buona, e spesso anche rara. 
I mercati sono bene provvisti di der- 
rate a buon prezzo. I cristiani fan- 
no e vendono vino e acquavite. Al di- 
sotto di Mardin, e sul versatojo oppo- 
sto della mont., vi sono molti giardini, 
che producono uve, pistacchi, pera, e 
prugne rinomate, delle quali se ne 
manda ogni anno una gran quantità 
alla corte del Sultano; vi si raccoglie 
altresì in abbondanza ciriegie sel- 
vaggie, li cui nocciuoli formano un 
oggetto di commercio con Bassora ed 
Aleppo. — Mardin è l'ant. Marcie, che 
Tolomeo pone sui confini dell'Arme- 
nia e della Media. Secondo alcuni au- 
tori, questa città fu per lungo tempo 
poco considerabile. Charmagan , ge- 
nerale persiano, la distrusse nel 12B6. 
Secondo la tradizione del paese, Ta- 
merlano fu arrestato per sì lungo 
tempo all' assedio di questa città, che 
le sue truppe ebbero il tempo di pian- 
tar delle viti all'intorno, e di mangiar- 
ne l'uva. 

MARDJAN o MARJAN, città dell' Indo- 
stan inglese, presidenza di Madras, 
nel Kanara settentrion., a 5 1. N. da 
Onore, e a 28 1. S. S. E. da Goa, pres- 
so il mare di Oman. 



MAR 

MARD-LÈS-TRIOT (S.t), vili, di Fiv 
dipart. de la Somma , circond. e a 
3 1. i|2 E. N. E. da Montdidier, cant. 
e a ij4 di S. O. da Roye. Vi sono 
acque minerali che si prendono per 
bibita. Conta pochi abitanti. 

MARDOE, is. della Norvegia, all'ingres- 
so del golfo del suo nome, al ì*. E. 
di Christiansand. 

MARDORE, vili, di Fr., dipart. del Ro- 
dano , circond. e a 7 1. O. N. O. da 
Villefranche, cant. e a 1 1. N. da Thi- 
zy. Vi si tengono tre annue fiere. Con- 
ta 1,700 abitanti. 

MARDS ( S.t ), ruscello di Fr., naviga- 
bile con zattere, dipart. dell' Aube, 
circond. di Troyes , cant. d'Aix-en- 
Othe. Scorre al N. O. , passando per 
S. Mards-en-Othe e per Aix, e si con- 
giunge alla Vannes, alla riva sinistra, 
dopo un corso di circa 3 leghe. 

MARDS-EN-OTHE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell 1 Aube , circond. e a 5 1. 
2j3 S. S. O. da Troyes, cant. e a 1 
1. 2j3 da Aix-en-Othe, sul St. Mards, 
presso la foresta d'Othe. Vi sono fab- 
briche di berretti, buccherani, e stof- 
fe di lana. Vi si tengono 4 annue fie- 
re, e conta 1,600 abitanti. 

MARDULAMNE o MORDULAMNE, 
secondo i diversi esemplari di Tolo- 
meo, porto della Trapobana, sulla sua 
costa orientale. 

MARDYCK (Canale di), in Francia. 
Vedi Makdick (canale di). 

MARDYENI, popoli dell'Asia, nella Sog~ 
diana, secondo Tolomeo, abitanti a 
piedi di alte montagne, e a poca di- 
stanza dall' Oxus. 

MARE, dicesi propriamente quella par- 
te dell'Oceano che s'interna nelle 
terre, come mar ADRIATICO , mar 
ARABICO , mar BALTICO , mar 
GHIACCIALE, mar MEDITERRA- 
NEO, ed altri. Vedi questi nomi ed 
anche Oceano. 

MARE-AFRICO, così chiamossi la par- 
te del Mediterraneo > nei dintorni di 
Algeri, Tunisi e Tripoli. 

MARE-AQU1TANICO, si chiamò la co- 
sta di Guienna sino alla Loira, in Fr. 

MARE-ARGOLICO,è la cosa stessa che 
VArgolicus sinus o golfo Argolico. 

MARE-ASIATICO, così si chiamò lu co- 



MAR 

sta dell' Asia propriamente detta, nel- 
T Anatolia. 

MARE-ATLANTICO . Vedi Atlantico 
(Oceano). 

MARE- AUSONIO, antico nome del!a co- 
sta occid. del reg. di Napoli e del 
mare di Sicilia. 

MARE-AZANIO, nome della parte set- 
tentr. del Zanguebar. 

MARE-BALEARIGO , si chiamò quel 
mare che bagna le isole Baleari. 

MARE-BRITANNICO, antico nome del 
mare d'Inghilterra. 

MARE-CALEDONIO , così chiamossì il 
mare della Scozia. 

JVIARE-CANTABRICO nome delle coste 
di Biscaglia, la Cantabria degli an- 
tichi. 

MARE-CARPATH1UM o RHODIENSE 
PELAGUS, il mare di Scarpanto, is. 
dagli antichi chiamata Carpathos. 

MARE-C1L1CIUM, così chiamala la co 
sta della Cilicia o della Caramania , 
compresovi il golfo di Satalia , al S. 
della Natòlia. 

MARE-CIMBRICO, era il nome del ma- 
re che cinge la penisola ove stanno 
l'Holstein, il Jutland e lo Sleswig. 

MARE-CRETICO, era così chiamato il 
Mediterraneo nei dintorni dell 1 isola 
di Candia. 

MARE-CIPRIO, nome che davasi al Me- 
diterraneo nei dintorni dell'isola di 
Cipro. 

MARE DEL LEVANTE, così chiamossì 
la parte più'orient. del Mediterraneo, 
fra P Anatolia, la Siria e V Egitto. 

MARE DELLA CHINA, nome dato al- 
la porzione del mare delle Indie, che 
bagna la costa S. O. della China. 

MARE DI ABEZ, porzione del mar Ros- 
so, lungo le coste dell'Abissinia. 

MARE DI BASSORA, nome dato qual- 
che volta al golfo Persico. 

MARE DI CORÈA, parte del mare del- 
le Indie, che bagna la costa merid. 
della Corea, ed una porzione della 
costa orient. della China. 

MARE DEL GIAPPONE, braccio del 
mare Pacifico, limitato all'È, dalla Co- 
rea, e la costa orient. della Tartaria 
indipendente, e alfO. dall'isola di Ni- 
fon, e dalle altre isole del Giappone. 

MARE DI OCHOSTK, golfo consid. del 



MAR SGi 

mar Pacifico, che penetra nel gov. 
dTrkutsk, Russ. asiatica. È siluato al 
N. delle isole giapponesi , e limitato 
all'È, dalla penisola del Kamtschatka. 

MARE DI IMAM, così chiamata quella 
parte del mare delle Indie, situata fra 
l'Indostan, la Persia e l'Arabia. È lo 
stesso che il golfo Arabico. 

MARE-EGEO, nome dato dagli antichi 
a quella estensione di mare compre- 
sa fra le coste orientali della Grecia 
e l'Asia Minore, e che chiamossi po- 
scia Arcipelago Greco. 

MARE-EGIZIANO, nome che si diede 
alla costa dell'Egitto. 

MARE - ELESPONTICO , nome della 
costa dell'Ellesponto, lungo l'Asia Mi- 
nore. 

MARE-EOLIO, la costa dei dintorni di 
Smirne, nell'Anatolia. 

MARE-ERITREO, antico nome della 
parte dell'Oceano, che comprendeva i 
golfi Arabico e Persico, sino alle vi- 
cinanze dell'Indo; lungo l'Arabia e 
la Persia, dall' Africa sino alle Indie. 
Corrisponde al Mar-Rosso. 

MARE-ESPERIO, nome di quel mare 
che, al S. dell' Atlantico, estendevasi 
dall'occid. all'oriente della Libia. 

MARE-ESTERIORE, nome che gli an- 
tichi diedero all'Oceano in opposizio- 
ne al mare Interiore, nome che da- 
vano al Mediterraneo. Essi chiamava- 
no del pari Mare-Inferiore il mare di 
Toscana, oppositamente a Mare-Supe- 
riore, nome che davano al mare A- 
d viatico.. 

MARE-EUBOICO, nome che davasi al 
mare di Negroponte. 

MARE-GALLICO, antico nome del gol- 
fo di Lione. 

MARE-GERMANICO, nome dato al ma- 
re d'Alemagna o alle coste di Zelan- 
da, Olanda e Frisia , sino all' Elba, 
ove incomincia il mare Cimbrico. 

MARE-IBERICO o IBERIO, nome del- 
la costa della Spagna, dal golfo di 
Lione sino allo stretto. 

MARE-ICARIO, porzione dell'Arcipela- 
go nei dintorni dell'isola Nicaria, chia- 
mata Icario, dagli antichi. 

MARE-1LL1FJO, nome della eosta del- 
la Dalmazia. 

MARE-INFERUM, nome che i latini 



SG2 



M A li 



davano alla costa orientale dell'Italia, 
dalla costa di Genova sino alla Sicilia. 

MARE-JONIO, nome di quella porzio- 
ne del mare Mediterraneo, fra l'Italia 
e la Grecia , compresa la costa occid. 
della Morea. 

MARE-IPERBOREO, nome dato al ma- 
re al N. dell'Europa e dell'Asia; gli 
antichi nonne avevano che idee assai 
confuse. 

MARE-IRCANIO, così chiamossi la par- 
ie orientale del mar Caspio, lungo 
l'Ircania. 

MARE-RARA o CARSKOÌ'A, parte del 
mare Ghiacciale Artico, confinante al- 
l'O. colla Nuova-Zembla, ed al S. col- 
la costa N. E. del governo di Ar- 
cangelo, nella Russia europea. 

MARE-LIRICO, porzione del Mediter- 
raneo, fra Candia, e l'Africa. 

MARE-LIGUSTICO, cosi chiamossi la 
costa della Liguria o riviera di Ge- 
nova. 

MARE-LIGIO, la costa della Licia, al §. 
dell'Anatolia, faciente oggi parte del 
mare di Caramania. 

MARE-MAGNO, fu così chiamato dagli 
Ebrei il Mediterraneo, in opposizione 
al mare Morto ed al mare di Galilea. 

MARE-ORIENTALE. Molti geografi di- 
nolano sotto un tal nome la porzio- 
ne del mare Pacifico, nella quale so- 
no situate le isole del Giappone, le 
Filippine, Caroline, ec. 

MARE-VENED1CO, nome che davasi 
al golfo di Danzica. 

MARE-VERDE, nome dato dai geogra- 
fi orientali al mare che bagna le co- 
ste di Persia e quelle dell'Arabia. 

MARE-VERMIGLIO, così chiamato da 
alcuni, e specialmente da De l'Isle, 
un gran golfo dell'America settentr., 
al S. O. del Nuovo- Messico, al N. O. 
del Vecchio-Messico, ed all' O. della 
California. 

MARE, vili, del reg. Lom.-Ven. , prov. 
di Belluno, dist. di Auronzo. 

MARE, vili, del reg. Lom.-Ven. , prov. 
di Belluno, elisir, di Mei. 

MAREA, città -dell' Egitto, secondo Ero- 
dolo e Tucidide, ponendola questo ul- 
timo al disopra di Pharos. 

MAREAU, vili, di Francia. V. Makau. 

MAREB, fuiine che ha origine nell 1 A- 



M A R 
bissinia, nelle mont. del N. dèi reg. 
di Tigre ; entra nella parte S. E. del- 
la Nubia, si divide in molti rami, che 
si riuniscono dopo essersi considerabil- 
mente allontanati, circolando attra- 
verso le sabbie, e si scarica nel Ta- 
cazzè, alla riva destra, a circa Go I. 
dal confluente di questo ultimo e del' 
Nilo. Il suo corso è di più che ioo 
1. al N. O. 

MAREB, Mariaba, città dell'Arabia, nel- 
riladramaut, a 26 1. N. E. da Sana, 
residenza di uno sceri fo. Di mediocre 
grandezza, è cinta da una muraglia 
di terra , e conta circa 3oo abitazio- 
ni. L'aria vi è buonissima, e fertile il 
• territorio dei dintorni. Vedonsi alcu- 
ni vigneti, da cui gli ebrei trassero 
del vino, e poco lunge ricavansi del- 
le agate bellissime. In vicinanza evvi 
un serba tojo d'acqua chiamato Silte- 
Mareb . Secondo alcuni geografi, sa- 
rebbe l'ant. e cel. Saba, o, secondo 
altri, costrutta in vicinanza di essa 
colle sue rovine. 

MARECCHIA, Arimìnus, riviera degli 
Stati della Chiesa, che ha la sorgente 
sul versa tojo orient. dell'Apennino cen- 
trale, al Sasso di Cimone, nella dele- 
gazione di Urbino e Pesaro, ed at- 
traversa questa delegazione e quella 
di Forlì dal S. O. al N. E. Giunta 
presso di Rimini, si volge all'È., pas- 
sa per questa città, al di sotto della 
quale diviene navigabile, e si getta 
tosto nell'Adriatico, dopo un corso 
di 12 leghe. Porla delle barche di 
65. 000 chilogrammi. 

MARECKAN, una dell'isole Kurili. Ve- 
di SlMUSlR. 

MAREGA, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Verona, distr. di Legna go. 

MAREGORION , isola dell' arcipelago 
delle Molucche. Vedi Mandoly. 

MAREIL, vili, di Fr., dipart. di Senna 
ed Oise, eircond. e a 5 1. i|2 E. da 
Pontoise, cant. e a 1 1. i|4 N. O. da 
Ecouen, sopra un'altura. Evvi un bel 
castello , ed un ricco vivajo . Vi 
si fabbricano molti merletti, e conta 
5oo abitanti. 

MAREIN, picc. vili, del reg. Illirico, 
circ. di Neustadt ; vi si commercia dì, 
grani e tìuo. 



MAR 

MAREKPOUR o MARIKPOOR, città 

dell 1 Indostan inglese, presidenza del 

Bengala, nell'Orixa, distr. di Rhour- 

dah, a 16 1. S. O. da Ket'ek. 

MAREMEG, riviera degli Stati-Uniti. 

Vedi Marameo. 
MAREMMA-GROSSETANA (la) o PRO- 
VINCIA INFERIORE -SANESE, picc. 
prov. del gran due. di Toscana, nel 
Mediterraneo, confinante all' E. cogli 
Stati della Chiesa, ali 1 O. col Pisano, 
al S. col mare Toscano, ed al N. col- 
la prov. superiore Sanese. Ha una e- 
stensione di 200 leghe q., e la lun- 
ghezza, dal fi. Pavone, che la divide 
dal Volterrano, sino a Porto Ercole, 
è di 19 1., avendo circa 17 I. di lar- 
ghezza dal confine col principato di 
Piombino sino alla estremità del ter 
ritorio di Chiusi, a contatto collo 
Stato Pontificio. Nella più gran parte 
di questa paludosa prov. 1' aria nelle 
pianure, e nelle colline meno eminen 
te, è mal sana. Il suo fertilissimo ter- 
reno produce grani, manna, mele e 
cera. Vi sono alcuni bestiami , sali- 
ne, qualche cava di carbone, dell'allu- 
me e del zolfo. Il governo n' è affi- 
dato al commissario regio, che risie- 
de nel capoluogo di Grossetto. Com- 
preso lo Stato-de'-Presidj la sua popo- 
lazione ascende a 5o,ooo abitanti. So- 
novi 9 vicariali e 16 podesterie, u- 
nitamente allo Stato-de'Presidj ed 
all'isola del Giglio. — Questo paese, 
anticamente popolatissimo , presenta 
ancora dei numerosi avanzi di città 
etnische che mostrano essere stato flo- 
ridissimo. 
MAREN, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Treviso, distr. di Conegliano ; vi 
si fa un ottimo vino. 
MAREND, città della Persia. V. Merend. 
MARENDOLE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Padova, distr. di Monselice. 
MARENE, bor. degli Stati-Sardi, divi- 
sione di Cuneo, prov. di Saluzzo, man- 
damento di Cavallermaggiore, a 2 1. 
i{4 N. E. da Savigliano, con 2,400 
abitanti. 
MARENGO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Mantova, distr. di Roverbella, 
MARENGO, vili, degli Stati-Sardi, di- 
visione, prov. e a 1 I, S, E, da Ales- 



M A R 865 

sandria, sulla riva sinistra del Fonta- 
none, che, a poca distanza, si con- 
giunge al Tanaro. Conta circa 2,000 
abitanti. Sta in una estesa pianura, 
nuda e poco fertile, nella quale av- 
venne, il 14 giugno 1800, la famosa 
battaglia, sostenutasi per 36 ore, fra 
Tarmata francese sotto il comando 
di Bonaparte, e l'austriaca, comandata 
dal maresciallo Melas, battaglia che vin- 
ta dai francesi, decise un'altra volta, a 
loro favore, della sorte della Lom- 
bardia. Nel 1814 fu tolta la piccola 
colonna di granito, era inalzata alla 
memoria del generale francese Desaix, 
ucciso in questa battaglia. Questo vili, 
diede il suo nome ad un dipart. del- 
l'impero francese, che ora forma pres- 
so a poco le provincie di Alessan- 
dria, Asti e Casale. 

MARENGO, vili, degli Stati-Uniti, sfa- 
to di Alabama, capoluogo della con- 
tea del suo nome, a 14 1. O. da Ca- 
bàba. La contea ha 2,900 abitanti. 

MÀRÉNNES, Marinae, città di Fr., di- 
part. della Charente-Inferiore, capo- 
luogo di circond. e di cani., a 8 I. 
i[2 S. da la Rocella , e a 4 i S. O. 
da Rochefort, sulla riva destra della 
Seudre, a i[2 1. dal mare. Evvi uà 
tribunale di prima istanza ed una 
borsa di comm., una conservazione 
delle ipoteche, una direzione delle con- 
tribuzioni indirette, ed un sotto-com- 
missario di marina. E assai bene fab- 
bricata, ma Paria vi è poco salubre. Fa 
uà consid. commercio di sale bian- 
co e grezzo, proveniente dalle ma- 
remme che la circondano, di vini rossi 
e bianchi del suo territorio, di acqua- 
vite apprezzatissima, di fave eccellen- 
ti, ed altri legumi secchi, di senape, 
di rinomate ostriche verdi, e di mar- 
na finissima per le fabbriche di sapo- 
ne. Vi si tengono 4 annue fiere, e 
conta 4i6oo abitanti, avendone 46,900 
il circond., che contiene 34 comuni, 
e si divide nei 6 cantoni di S.t A- 
gnan, Pile di Oleron (2) , Marennes, 
Royan e La Tremlade. 

MAREOTES NOMUS o MAREOTIS 
REGIO, paese dell'Africa, alla estre- 
mità della Libia e dell'Egitto, presso 
Alessandria. 



864 M A R 

MAREQTIS o MAREOTIDE, Iago del- 
l 1 Egitto. Vedi Mariut 

MARES, ant. popolo che aveva le sue 
truppe nell' armata di Serse, allorché 
passò in Eur. onde attaccare la Gre 
eia. Avevano apparentemente qualche 
rapporto cogli abit. della Colchide, 
secondo Erodoto. 

MARESA , città della Palestina , nella 
tribù di Giuda , secondo il libro di 
Giosuè, una delle città fortificate da 
Roboamo. 

MARESF1ELD, parroco, della Ingh., 
contea di Sussex, rape di Pevensey , 
hundred di Rushmonden , a 2 1. ij'2 
E. S. E. da Lindfield , e a i5 I. E. 
N. E. da Chichester, con 1,400 abit. 

MARESIA, città dell' Asia, menzionata 
da Guglielmo di Tiro; secondo l'Or- 
telio sembra essere stata nella Cilicia. 

MARESSO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Missiaglia. 

MARETH, città della Palestina, 'nella 
tribù di Giuda, secondo il libro di 
Giosuè. 

MARETIMO, isola del Mediterraneo. 
Vedi Marittimo. 

MARETS, vili, di Fi\, dipart. del Nord, 
circond. e a ^ 1. ip S. E. da Cam- 
bray, cant. e a 1 1. S. S. E. da Clary. 
Conta 1,900 abitanti. 

MARETS (LES) , vili, di Fr. , dipart. di 
Senna e Marna, circond. e a 3 1. N. 
da Provins, cant. e a 1 1. 2[3 N. E. 
da Villers-s.t-George. Evvi ima fabb. 
di carta, e conta 3oo abitanti. 

MARETTO, bor. della Sicilia, prov., 
distr. e a io 1. N. O. da Catania, sul 
versatojo N. O. del monte Etna, pres- 
so la foresta del suo nome. Conta 
1,600 abitanti. 

MARETJ, isole basse nel golfo Arabico, 
sulla costa della Traglotidica, secon- 
do Plinio; sono nominate anche da 
Tolomeo . 

MAREUIL, vili, di Fr. , dipart. del 
Cher, circond. e a 6 1. ip S. O. da 
Bourges, cant. e a 3 1. S. S. E. da 
Charost, presso PArnon. Vi si tiene 
una fiera annua, e conta 1,400 abi- 
tane. Nei dintorni vi sono miniere di 
ferro, belle fucine e fornaci. 

MAREUIL, bor. di Fr. , dipart. della 
Dordogna, circond. e a 4 1. S.O. da 



MAR 

Nontron, e a 8 1. ii4 N. O. da Perì- 
gueux, capoluogo di cantone. Evvi 
un filatojo di cotone, e fabbriche di 
berretti e cappelli. Vi si tengono 6 
annue fiere, e conta 800 abitanti. 

MAREUIL, bor. di Fr. , dipart. della 
Marna, circond. e a 5 1. ip S. da 
Reims, cant, e a 3j4 di 1. S. E. da 
Ay, e a 1 1. ip E. da Epernay, sul- 
la riva destra della Marna. Commer- 
cia di vino, il cui territorio ne pro- 
duce di qualità eccellente. Vi si ten- 
gono due annue fiere, e 900 abitanti. 

MAREUIL, bor. di Fr. , dipart. della 
Vandea, circond. e a 5 1. S. E. da 
Borbone-Vandea, e a 2 1 i[4 N. N. O. 
da Lucon, capoluogo di cant. , sulla 
riva destra del Lay, eh 1 è navigabile. 
Vi s'imbarcano delle merci per Nan- 
tes e la Rocella. Vi si tengono 5 an- 
nue fiere, e conta 5oo abitanti. — 
Mareuil non era un tempo che un 
castello fortificato eretto onde arresta- 
re le incursioni degl'inglesi. 

MAREURA METROPOLIS o MERO, 
città metropoli delle Indie, al di là 
del Gange, secondo Tolomeo, situata 
alquanto nell'interno, sul ramo prin- 
cipale del fiume Sabaracus. 

MAREVILLE, ospizio di Fr. , dipart. 
della Meurthe, circond. , cant. e a 3 
1. O. da Nancy, comune e a ip 1. S. 
da Laxou. Contiene più di 3oo paz- 
zerelli di io dipartimenti. Nel 1597 
era un ospedale, e fu ricostruito, nel 
1794, dopo un incendio. 

MARGALANG, città della Tartaria in- 
dipendente. Vedi Marghtlan. 

MARGAM, vili, della parte S. .del pae- 
se di Galles, contea di Gkmorgan, 
hundred di Newcastle, a 3 1. ip E. 
S. E. da Swansea, e a 2 1. 3j4 N. O. 
da Bridgend. E assai frequentato a 
cagione della sua bella situazione. 
Evvi una usina da rame, e conta 
2,000 abitanti. 

MARGAMI, città del Giappone, nell'i- 
sola di Sikokf, prov. di Sanuhi, sullo 
stretto che divide Sikokf da Nifon, a 
i5 1. N. O. da Ava. 

MARGANA, città delle Indie, secondo 
Stefano il geografo, la stessa che To- 
lomeo situa verso il N. della costa 
ocoid. dell'isola Taprobana. 



MAR 

MARGANA, città dell'Elide, secondo 
Diodoro Siculo, citato dall' Oi-telio, e 
chiamata Marganea da Senofonte. 
MARGÀRA, città delle Indie, al di qua 
del Gange, presso questo fiume, se- 
condo Tolomeo. 
MARGARET (S.t), baja sulla costa S. 
E. della Nuova -Scozia, parie nella 
contea di Halifax, parte sul limite di 
questa contea e di quella di Lune- 
burg, al N. E. della baja Mahoue. Ha 
4 1. di lunghezza è 2 1. i[2 nella sua 
maggiore larghezza ; l'ingresso, deter- 
minato dai capi Owls e Peggy, non 
ha che 1 1. di larghezza. Offre alcu- 
ni buoni porti, che possono ricevere 
vascelli di linea. Questa baja si chia- 
ma pure qualche volta Charlotte 1 s-bay. 
MARGARET, gruppo d'isole del Gran- 
de-Oceano equinoziale, nell'arcipelago 
Pericoloso, al 20 26' di lat. S. e i45° 
38' di long. O. 
MARGARETHA (San) , vili, della Sviz- 
zera, cant. e à /fi. i]2 E. da s. Gal- 
lo, distr. di Rheinlhal, ciré, di Rhei- 
negg, presso la riva sinistra del Re- 
no, in una bella pianura. Vi sono varie 
sorgenti minerali, ove si trovano par- 
ticelle di acciajo e rame, e, nelle vi- 
cinanze, sorbenti solforose, e6ooabit. 
MARGARETHEN, in ungherese Mar- 
gina, bor. della Ungheria, comitato 
di Rihar, marca di Ermellyek, a i3 
1. E. S. E. da Debreczin, e a 10 1. N. 
E. da Gross-Wardein. 
MARGARETHEN (San), in ungherese s. 
Margitta, bor. della Ungheria, comi- 
tato, marca e a 3 1. N. da Oedenburg, 
e a 1 1. O. da Rusth, con i,3oo abit. 
MARGARETHEN - LENGERICH, vili, 
degli Stati-Prussiani. Vedi Lengerich. 
MARGARITA, vili, degli Stati-Sardi, 
divisione di Cuneo, prov. e a 3 1. 1 [2 
O. da Mondovi, mandamento e a 1 1. 
O. S. O. da Morozzo. Evvi una fab- 
brica di carta, e conta 1,200 abitanti. 
MARGARITA o MARGHERITA, una 
delle isole Solto-il-Venlo, nelle An- 
lille, presso la costa N. della Colom- 
bia, dipart. di Maturili (Caracca) , di 
cui forma una provincia. 11 centro 
sta al 1 i° di lat. N. e 6G° 25' di long. 
O. Ha i5 I. di lunghezza, dalla pun- 
ta de la Baltena, all'È., alla punta 
Tom. IH. P. li. 



MAR 865 

di Arenas, all' O. , e 7 I. nella sua 
maggiore larghezza. È divisa dal con- 
tinente da un canale di 6 1. di lar- 
ghezza, nel quale stanno le isole di 
Coche e di Cubagua. La Margarita 
si compone di due penisole, unite da 
un istmo lungo e stretto; quella del- 
l' E. è la più considerabile. Questa i- 
sola è coperta di aride roccie; le sue 
valli non offrono, in luogo di terra 
vegetale, che uno strato sabbioso di 
un piede di grossezza, mescolato di 
madrepore tarlale e cellulari. Non vi 
sono che alcune piantagioni di coto- 
ne e canne da zucchero, che non ba- 
stano però al consumo degli abitanti. 
La Margarita offre un gran numero 
di parrocchelti ed altri uccelli curio- 
si; vi si alleva molto pollame. Conta 
18,000 abit. , fra i quali, contami 
4oo schiavi; vanno alla pesca delle 
perle all' isola di Coche, ma il pro- 
dotto non è adesso tanto significante 
quanto in passato. Pescano pure molle 
tartarughe, ed una immensa quantità 
di pesce, che si sala e si spedisce sul 
continente e nelle vicine isole. Fab- 
bricano pure una specie di letti so- 
spesi di cotone di un bel tessuto, e 
delle calzette di cotone di una gran 
bellezza. Questa isola non ha che 
tre porti ; il principale è Pampa- 
tar all'È. S. E.; il secondo è Pue- 
blo de la Mar, a 1 1. E. S. E. dal 
primo, ed il terzo, Pueblo del Norte, 
sta sulla costa N. L'Assunzione, si- 
tuata quasi nel centro dell'isola, n'è 
il capoluogo. — La Margarita è un 
punto importantissimo, che può ecci- 
tare la invidia di ogni potenza com- 
merciale e marittima; essa è bene 
fortificala; ha forti e ridotti sopra 
tutte le alture, e su tutti i punti 
presso i quali l'inimico potrebbe ten- 
tare un passaggio. — Questa isola fu 
scoperta da Cristoforo Colombo nel 
1498. Carlo V la cesse in proprietà 
a Villalobos nel i52/j. Le perle che 
si trovarono tanto sulle coste che nel 
canale che la divide dal continente 
vi fecero nascere prontamente molli 
stabilimenti, che furono distrutti, nel 
1662, dagli Olandesi. Fu, durante la 
guerra della indipendenza , il tea- 
1 12 



SG6 MAR 

irò dì molti combattimenti; le trup 
pe spagnuole, comandate da Morillo, 
Vi furono sconfitte con gran perdita 
presso il porto di Pampalar, ed oh 
bligato di ritirarsi sul continente. Fu 
per qualche tempo la sede del go- 
verno della repubblica. 

MARGARITA, riviera degli Stati-Uniti, 
territ. di Michigan. Scorre in gene- 
rale ali 1 O. , e si getta nel lago 
Michigan, al 44° di lat. N. e 87 5o' 
di long. O., dopo un corso di circa 
20 leghe. 

MARGARITA o MALA BRIGA, gruppo 
d' isole del Grande-Oceano boreale, 
nella parte orient. dell' arcipelago 
Magellano. Lat. N. 27 20 / ; long. E. 
3 43° 3o'. Sono in numero di tre, e 
furono scoperte dal capitano Turn- 
bul!, che però non vi sbarcò. 

MARGARITA (S.ta), città della Sicilia, 
prov. e a 16 1. N. O. da Girgenti, 
distr. e a 6 1. N. da Sciacca, capoluo- 
go di cant., con 7,270 abitanti. 

MARGARITA (S.ta), riviera del Basso- 
Canada, distr. di Quebec. Esce da 
un picc. lago, al 48° 3o' di lat. N. 
e 72° 20' di long. O. ; scorre al S. 
E. , e si getta nello Saguenay, alla 
riva sinistra, a 6 1. O. da Tadousac, 
dopo un corso di circa 12 leghe. 

MARGARITA (S.ta), isola del Messico , 
nel Grande-Oceano boreale, sulla co- 
sta occid. della Vecchia California , 
dinanzi la baja di Maddalena. Lat. N. 
24 3o'; long. O. 114 . Ha circa i5 
1. di lungh. dall' 1 E. alf O., sopra 5 1. 
di larghezza. 

MARGAR1TI, Gytlianae, città della Tur. 
europea, in Albania, sangiaccato e a 
i41. S. da Delvino, e a 4 '• S. E. da 
Gricochori, capoluogo di distr., in li- 
na fertile piauura, con 6,000 abitanti. 

MARGAROVO, bor. della Tur. euro- 
pea, nella Romelia, sangiaccato e a 4 
1. N. da Monastir, sulla Clienilza. 

MARGASI, popoli della Media, secondo 
Tolomeo. 

MARGASTANA, picc. isola del golfo 
Persico, sulla costa della Susiana, al- 
l' 1 ingresso del lago Cataberbis, e ver- 
so la imboccatura deWsJrosis, secon- 
do Arriano. 

MARGATE, città e porto della lugli. , 



M A.R 
contea di Kent, lathe di s. Agosti- 
no, hundred di Ringslow , nelf iso- 
la di Thanet T sull'estuario del Ta- 
migi, a 5 I. i{2 E. N. E. da Cantor- 
bery, e a 5 1. i{2 N. N. E. da Dou- 
vres, in una situazione amena. Le 
sue case sono belle ; vi si osservano 
le piazze di S.ta Cicilia, di Hawley 
e della Unione ; su questa ultima, si 
trovano i più belli edifizj della città. 
Evvi sulla piazza di Nettuno una bat- 
teria per la difesa del porto. Gli edi- 
fizj principali sono : la chiesa, situa- 
ta sulla sommità di una collina, e che 
contiene molti mausolei ; il teatro e 
lo stabilimento dei bagni. Questa cit- 
tà rinchiude molti luoghi di culto, un 
bell'ospedale costrutto nel 1709, e 
parecchi stabilimenti di carità; fra gli 
altri, dei bagni per i poveri. Margate 
ritrae la sua principale ricchezza dal- 
l' affluenza delle persone doviziose 
che vi sì recano onde prender i bagni 
di mare. Offre un gran numero di 
luoghi di riunione e di passeggiate 
amene ; quella della spianata in pietra 
è la più frequentata. Margate spedisce 
biada e pesce a Londra, e vi si im- 
porta carbone fossile, legname da co- 
struzione, ferro, catrame, stagno, cana- 
pe, ec. Pachebotti a vapore mantengono 
le comunicazioni giornaliere fra que- 
sta città e Londra ; ne partono pure 
per altre destinazioni. Conta 7,800 
abitanti. 

MARGEA o MARGAEA, citta dell'Eli- 
de, secondo Stefano di Bisanzio, chia- 
mata Margala da Strabone. 

MARGEM, bor. del Portogallo, prov. 
di_ Alentejo, comarca e a 17 1. N. O. 
da Villaviciosa, e a 11 1. i[4 O. da 
Portalegre. 

MARGERIDE, ramo del sistema delle 
Cevenne, in Fr. , nel N. del dipart. 
de la Lozére, sul limite di questo di- 
part. e di quello dell' Alta-Loira, e 
fra questo ultimo e quello del Can- 
tal. Si stacca dalla vetta principale del- 
le Cevenne fra la sorg. del Cha- 
peauroux, affluente dell'Allier, e quel- 
la della Coulagnes, affluente del Lot; 
si dirige al N. N. O., fra la Truvère 
e l'Allier, e, all'È, di S.t Flour, si di- 
vide in due ramificazioni ; l'una si 



MAR 

estende al N., fra l'Alller e la Gaza- 
na, affluente dell'AIagnon; l'altra, an- 
dando all'O., inviluppa le sorgenti del- 
la Truyère e della Lende, e si unisce 
al Plomb del Cantal. Lo stadio de la 
Margeride è di circa i5 leghe. La sua 
madore elevazione ascende presso a 
poco a 75o tese. È generalmente di 
natura granitica. Dei pascoli ne rive- 
stono le parti più alte, ed i suoi fian- 
chi sono coperti di foreste, ove abbon- 
dano lupi assai pericolosi. 
MARGERIE, vili, di Fr., dipart. della 
Marna, circond. e a § l. i[3 S. da 
Yitry-le-Francais, e a io 1. rp S. S. 
E. da Chàlons-sur-Marne, cant. di S.t 
Jtemy-en-Bouzeniont. Vi si tengono 
due annue fiere , e conta 3oo abi- 
tanti. 
MARGGRABOWA, città degli Stati- 
Prussiani. Vedi Oletzko. 
MARGHERA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e a 3 1. da Venezia, distr. d 
Mestre, con alcuni forti costrutti sot 
to il regno d'Italia. 
MARGHERITA (S.ta), più vili, del reg. 
Lora-Ven. : prov. di Udine, distr. di 
San Daniele ; prov. di Verona, distr. 
di S. Bonifacio; prov. di Belluno, 
distr. di Fellre; prov. di Padova, di- 
str. di Montagnana ; prov. di Pavia, 
distr. di Belgiojoso ; prov. di Cremo- 
na, distr. di Pieve d'Olmi. 
MARGHERITA-C ALC1NARA (S.ta), vili, 
del reg. Lom.-Ven., prov. di Padova, 
distr. di Piove. 
MARGHERITA DELLA RIVIE RA(S.ta), 
vili, del reg. Lom.-Ven. , prov. di Pa 
dova, distr. di Piove. 
MARGHERITA EX-PARMIGIANO(S.ta) 
vili, del reg. Lom.-Ven., prov. di 
Cremona, distr. di Pieve d'Olmi. 
MARGH1LAN, MARGHINAN o- MAR- 
GALANG, città della Tartaria indi- 
pendente, nello stato e a 17 1. E. S. 
E. da Kokan , al piede dei monti 
Kaehgar-Davan, e presso di un pìc- 
colo affluente della riva sinistra del 
Sir. E cinta da cattive mura in ter- 
■ ra, e le case, senza finestre, sono co- 
strutte della stessa materia . Vi so- 
no moltissimi antichi monumenti e 
portici, molti dei quali di buonissimo 
stile; nel centro s'inalza un edificio, 



MAR 867 

nel cui interno è piantato mio sten- 
dardo di seta rossa; secondo gli a- 
bitanti, questo stendardo avrebbe ap- 
partenuto ad Alessandro il Grande, 
che, al suo ritorno dal)' Indie, sareb- 
be morto in questo luogo ; i sacer- 
doti lo portano in giro all'arrivo di 
ciascun nuovo governatore. Il bazar 
non è aperto che due giorni per set- 
timana. Vi sono molte fabbriche di 
stoffe d' oro ed argento sul gusto di 
quelle di Persia, di velluti ed altre 
stoffe di seta e cotone sul gusto a- 
siatico. Si fabbricano pure dei scialli, 
ma molto inferiori a quelli di Ca- 
chemire. La maggior parte di questi 
prodotti manifatturati si esporta in 
Bulgaria ed a Kaschgar ; questo ulti- 
mo luogo somministra a Marghilan 
thè, porcellana, verghe d'argento, co- 
lori, damaschi, ed altre stoffe della 
China. Due strade conducono da que- 
sta città a Rolcan ; l' una attraver- 
sa un paese assai popolato, l'altra un 
deserto . — Gli abit. di Marghi- 
lan professano l'islamismo. Sono es- 
si assai astuti; i più cel. lottatori, ed 
i migliori soldati di Samarcanda e 
di Bukara sono di Marghilan. — I din- 
torni producono graniti, albicocchi di 
sapore squisito, altre frutta, e fiori di 
un odore soavissimo, specialm. i gel- 
somini. Vi si trovano molti uccelli e 
dei cervi bianchi. A 1 1. evvi la for- 
tezza di Yarmazar, la cui guarnigione 
si compone di 20,000 uomini. 

MARGH1SITA, isola della Dalmazia, circ. 
di Zara, nel golfo del Quarnero. 

MARGIANA (la), paese dell'Asia, lungo 
il MarguS* che gli dava il nome. Se- 
condo Tolomeo, era limitato al N. 
dall' Oxus, al S. dall'Aria, all'È, dal- 
la Battriana e all' O. dalla Ircania. 
Era abitato dai Derbiti, Parai, Mas- 
sageti, Tapori e Dai, avendo per città 
principali Ariaca, Sina, Aratha, Arga- 
dris, Jasonium, Rhea, Antiochia, Gu- 
riane e Nicea. Plinio dà una idea as- 
sai vantaggiosa della situazione e fer- 
tilità di questo paese. Le viti, secon- 
do Strabone, erano sì grosse, che un 
uomo poteva appena abbracciarne una. 
La Margiana fa oggidì parte del Ko- 
rassan 7 nella Persia. 



868 MAR 

MARGI (BAHR-EL) (lago del prato), 
lago della Tur. asiatica , nella Siria, 
pascialicato € a 2 1. i[2 E. S. E. da 
Damasco. Ha 6 1. di lunghezza dal- 
l' E. ali 1 O. , 2 1. di larghezza, dal N. 
al S. , e riceve ali 1 O. il Barradi, di- 
viso in molti rami; non gli si cono- 
sce alcuno scolo. 

MARG1TTA (S.), bor. della Ungheria. 
Vedi Margarethen (s.) 

MARGNO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Taceno. 

MARGNY-AUX-CERISES, vili, di Fr. , 
dipart. deirOise, circond. e a 6 1. ij3 
N. N. E. da Compiègne, cant. e a 2 
I. \\2 N. N. E. da Lassigny. Vi sono 
fabbriche di panni, ciambellotti e più- 
ches. Conta 4°° abitanti. 

MARGON1N, città degli Stati-Prussiani 
prov. di Posen, reggenza e a 14 1. O. 
S. O. da Bromberg, circ. e a 2 1. ip 
E. da Chodziesen, sulla riva di un 
piccolo lago. Ha delle manifatture di 
panni, e conta 1,700 abitanti. 

MARGUERIDE, montagne di Francia. 
Vedi Margeride. 

MARGUERITE (S.te), la più riguar- 
devole delle isole Lerins, in Fr., di- 
part. del Varo, circond. e a 4 !• S. E. 
da Grasse, e a 1 1. S. E. da Cannes, 
cant. e a 2 1. ij4 S. O. da Antibo, 
nel Mediterraneo, a jf&l. dalla costa. 
Ha 3x4 di 1. di lunghezza e jj4 di 1. 
di larghezza, offre ima rada eccel- 
lente e protegge il golfo Juan. Que- 
sta isola, in gran parte incolta, rin- 
chiude un castello fortificato, ed al- 
cune altre fortificazioni . 11 castello 
servì di prigione di stato, ed il mi- 
sterioso uomo della maschera di ferro 
vi fu rinchiuso per molti anni. Que- 
sta isola fu presa dagli Spaglinoli 
nel i635, e ripresa dai Francesi nel 
i638; gl'Inglesi se n.e impadronirono 
nel 1746, ma ne furono scacciati dal 
maresciallo di Belle-Ile nel 1 747* 

MARGUERITE (S.te), vili, di Fr. , di- 
part. dell' Eure, circond. e a 5 1. 3|4 
S. O. da Evreux, cant. e a 2 1. N. 
O. da Breteuil, nella foresta di Con- 
ches. Conta i,3oo abitanti. 

MARGUER1TE-DE-CAROUGE (S.te), 
bor. di Fr. , dipart. dell'Orile, cir- 
cond. e a 5 1. 3 [4 N, O. da Alen§on, 



MAR 

cant. e a ip I. N. N. O. da Carowge. 
Evvi una miniera di ferro. 

MARGUER1TE-SUR-DUCLA1R (S.te), 
vili, di Fr., dipart. della Senna-Infe- 
riore, circond. e a 4 !• i[4 $• O- da 
Rouen, cant. e a 1 1. N. O. da Du- 
clair, presso la foresta du Trait. Conta 
1,600 abitanti. 

MARGUER1TTES, bor. di Fr., dipart. 
del Gard, circond. e a 1 1. 2j3 E. N. 
E. da Nimes, e a 3 1. 3[4 O. N. Q. 
da Beaucaire , capoluogo di cant. , 
presso la riva destra della Vistre, con 
1,700 abitanti. 

MARGUM, città dell' alta Mesia. Quivi 
Carino, figlio e successore dell'impe- 
ratore Caro , fu abbandonato dalla 
sua armata e consegnato a Diocle- 
ziano. 

MARGUS, riviera dell'Asia, nella Mar- 
giana, che da essa ebbe il nome. To- 
lomeo le dà due sorgenti, e la fa sca- 
ricare nell' Oxus. 

MARGUS, nome dato anticamente al 
fiume Morava. 

MARHEREH, città dell' Indostan in- 
glese, presidenza di Madras, nell' A- 
gra, distr. e a 4 I. O. N. O. da Fe- 
rekh-abad. 

MARHI-FUL, isola dell' arcipelago del- 
le Molucche, presso la costa occid. di 
Gilolo, in vicinanza ed al S. di Ti- 
dor. Lat. N. o° 36'; long. E. i25°8 / . 
Èssa appartiene agli Olandesi. 

MARI o MAREE, lago della Scozia, 
nella parte occid. della contea di Ross. 
Ha quasi 5 1. di lunghezza, dal N. E. 
al S. O. , sopra 1 1. nella sua mag- 
giore larghezza, e rinchiude 24 picc. 
isole; nella più grande si trovano gli 
avanzi di un monumento dei druidi. 

MARI, riviera dell' Indostan. Fedi Na- 

GOLPANY. 

MARIA, capo dell'impero Chinese, alla 
estremità N. O. dell'isola Sakhalian. 
Lat. N. 54° 24' 3o"; long. E. i3q° 
5i' 45". 

MARIA, bor. della Spagna, prov. e a 22 
1. N. da Almeria, nella Granata, e a 
1 1 1. E. N. E. da Baza, a qualche di- 
stanza dalla montagna del suo nome. 
Evvi un ospedale ed una fabbrica di 
vetri. Conta 4>ioo abitanti, comprese 
le dipendenze. 



M A R 

MARIA, riviera degli Stati-Uniti, nella 
parte occid. del territorio del Missu- 
rì. Discende dal versatojo orientale 
dei Monts-Rochenx , scorre all'È. S. 
E., e si congiunge al Missuri, alla 
riva sinistra, alquanto sotto le grandi 
cascate di questo fiume, dopo un cor- 
so di circa 70 leghe. 

MARIA, isola del Grande-Oceano au- 
strale, sulla costa orient. della terra 
di Diemen. Lat. S. 4^° 44'; lon g- E - 
1/J5 50'. Ha 5 1. di lunghezza, dal 
JN. al S. , e 3 1. nella sua maggiore 
larghezza, formando due penisole, in- 
sieme unite mediante uno stretto is- 
tmo. Sulla costa occid. trovasi la baja 
delle Ostriche, eh' è grande e sicu- 
ra; una parte della costa orient. è 
sparsa di montagne di granito di una 
elevazione perpendicolare di 3oo o 
4©o piedi, ove si formarono varie ca- 
verne profonde, nelle quali il mare 
penetra facendo un gran rumore. 
Un 1 altra porzione delle coste si ab- 
bassa poco a poco sino alla riva, ma 
il navigatore si trova imbarazzato da 
un'immensa quantità di projettili ma- 
rini ammassativi. Le coste sono assai 
frequentate da foche, ed i zoofiti vi 
sono estremamente numerosi. Gli a- 
bitanti non hanno per vestito che 
una pelle gettata sulle spalle; si di- 
cono vivaci, ma perfidi. — Questa 
isola fu scoperta nel 1642 da Ta- 
sman; parecchi navigatori la visitaro- 
no poscia. 

MARIA, capo sulla costa settentr. della 
Nuova - Olanda , terra di Arnheim , 
sulla costa occid. del golfo di Car- 
pentaria. Forma la estremità E. di 
una piccola isola. Lat. S. 14 55'; 
long. E. i33° 3o'. 

MARIA, porto sulla costa settentrionale 
della Giamaica. Lat. N. 18 3o'; 
long. O. 79 r5'. 

MARIA, porto del Grande-Oceano bo- 
reale, sulla costa della Russia-ameri- 
cana, nella parte occid. dell'arcipe- 
lago del Re-Giorgio. Lat. N. 5?° ii ; ; 
long. O. 13;° 5o'. 

MARIA, porto di Fr., dipart. del Mor- 

bihan, circond. e a 8 1. S. S. E. da 

Lorient, cant. e a i]2 1. S. O. da Qui- 

b«ron. La sua larghezza 4 di 113 lega. 

Tom. III. P. IL 



MAR SS ? 

Evvi a! S. la roccia dei Due-Fratelli, 
all' E. la Guiakmye, ed al S. En il 
Bec-Èrville, la bassa Elemont, il Four- 
les-Tre'pieds, il Gomivrais e la bassa 
di Miramont, roccie coperte di acqua % 
MARIA, porto di Fr. , dipart. del Mor- 
bihan, circond. di Vannes, cant. e ai 

I 1. qS O. S. O. da Sarzeau. Sonovi 
al S. le roccie del Bauzec, al S. O. 
quelle del basso di s. Gildas, ed al 
S. E. il basso en Halein. 

MARIA (KIS), bor. della Ungheria, co- 
mitato di Bihar, marca e a 5 1. 11J 
N. N. O. da Gross-Wardein, e a 7 I. 
3[4 S. S. E. da Debreczin, sulla riva 
sinistra del Berettyo, in vicinanza di 
un lago poco profondo, che resta a 
sjecco nella state e lascia alla scoperta 
una gran quantità di soda. 

MARIA (S.ta), bor. della Spagna, prov. 
e a 3 1. N. E. da Palma, isole Balea- 
ri, nell'isola Majorca, sul declivio di 
un' altissima montagna . Commercia 
di oglio, la cui raccolta è considera- 
bile sul suo territorio. Conta 2,400 
abitanti. 

MARIA (S.ta), bor. della Spag., prov. e 
a io 1. i\z E. da Burgos. 

MARIA (S.ta) , riviera del Brasile, che 
ha origine nel S. O. della prov. d'E- 
spirito-Santo, scorre all' E. N. E. , e 
si getta nella baja d'Espiritu-Santo, 
formata dall' Atlantico, presso e al S. 
O. di Nossa-Senhora-da- Victoria, dopo 
un corso di circa 60 1. , delle quali 
i5 di navigazione dall'ultima casca- 
ta. Nella sua parte superiore, le sue 
rive sono coperte di grandi foreste. 

MARIA (S.ta), isola del Grande-Oceano 
australe, presso la costa del Chili, a 

II 1. S. O. dalla Nuova-Concezione. 
Lat. S. (parte S.) 3?° 6' 4o"; long. 
O. ^5° 5y' 3o /y . La sua lunghezza, dal 
N. al S. , è di circa 5 1., e la sua 
media larghezza di una lega. I va- 
scelli quivi possono fornirsi di acqua. 
Un gran banco sabbioso, su cui so- 
no due isolotti, sembra essere il pro- 
lungamento orientale di questa isola, 
colla quale forma due baje, l'ima al 
N., e l'altra al S.: questa ultima of- 
fre un sicuro ricovero contro i venti 
del N. , che in questi tratti di iiaace 
dominano »elT inverno ; quella del 

Jl3 



g)o MAR 

N. , al contrario, non può essere fre- 
quentata che nell' estate. Questa isola 
nodrisce una gran quantità di cavalli 
e porci selvaggi. 
MARIA (S.-ta), città della Ungheria. V. 
Theresienstadt. 

MARIA (VILLA DI S.ta) , bor. dell'i- 
sola di s.ta Maria, una delle Azzore. 

MARIA (S.ta) , porto sulla costa occid. 
dell' isola di Mindanao, una delle' Fi- 
lippine. Lat.N, 7 °34 / ; long. E. 1 19 42'. 

MARIA (S.ta), capo sulla costa della rep, 
di Monte- Video, al N. E. della im- 
boccatura di la Piata. Lat. S. 34°. 4°'? 
long. O. 56° 25', 

MARIA (S.ta) , bor. del reg. di Napoli. 
Vedi Villa s.ta Maria. 

MARIA (S.ta), capo alla estremità S. 
del Portogallo, prov. di Algarvia, sul- 
la picc. isola di Caes, Lat. N. 36° 55' 
36"; long. O. io 9' 45". 

MARIA (S.ta), forte degli Sati-Sardi, 
divisione di Genova, prov. di Le- 
vante, a 1 1. i[2 S. da La Spezia, sulla 
punta della costa occid. del golio di 
La Spezia. 

MARIA (S.ta), vili, della Svizzera, cani, 
dei Grigioni, lega della Casa di Dio, 
capoluogo delia giurisdizione di Mun- 
sterthal, a 16 1. S. E. da Coirà, sul- 
la riva destra del Ram, una delle 
sorgenti dell'' Adige. Conta 5oo abi- 
tanti, riformati. 

MARIA (Sia) , bor. della parte N. E. 
dell 1 isola di Ustica, che dipende dalla 
Sicilia, prov. e distr. di Palermo, al 
piede di una montagna, sulla quale 
evvi il forte Falconara. In vicinanza 
ed al S, O. stanno le rovine di una 
antica città. 

MARIA (Sta), la più rae'rid. delle isole 
Azzore, nelf Atlantico, al 3^° di lat. 
N. e 27 26' di long. O. Ha 9 1. di 
giro, e le sue rive presentano grandi 
precipizi È fertile, soprattutto in fer- 
mento, di cui se ne esportano annual- 
mente i,5oo botti air isola di s. Mi- 
chiele. Trovavisi della terra da stovi- 
glie. Si scorgono alcune traccie di un 
terremoto, ma non vi si vede alcun 
avanzo vulcanico, come nelle altre 
Azzore. Conta 5,ooo abitanti. Porto 
e Villa di s.ta Maria 
principali \ 



sonp i luoghi 



MAR 

MARIA (S.ta), porto dell'Arcipelago, 
sulla costa N. E. dell' isola di Paro, 
a 1 1. E. N. E. da Naussa, al 3;° 8* 
di lat. N. e 22 58' di long. E. 
MARIA (S.ta), parrocchia dell'isola Bor- 
bone, nel distr. del Vento, sulla co- 
sta settentr. dell' isola. La coltivazio- 
ne della canna a zucchero è assai ac« 
curata _ ed estesa, e le usine per la 
fabbricazione dello zucchero vi si sono 
moltiplicate. Vi si vedono anche pian- 
tagioni di garofani e di caffè. A s.ta 
Maria ed a s.ta Susanna si trovano i 
più bei frutti della colonia. Conta 
3,5oo abitanti, dei quali 38o bian- 
chi, 260 schiavi liberi, e gli altri 
schiavi, 
MARIA (S.ta), stretto che unisce il lago 
Superiore al lago Huron, fra gli Stati- 
Uniti ed il Basso-Canada. Ha circa 
25 1. di lunghezza, dal N, O. al S. 
E., potendo avere il sito meno largo 
mezza lega . Vi si costrinsero due 
forti, sulla costa degli Stati-Uniti, al 
46° 24' di lat. N, e 86° 5o' di long, 
O, Un poco al di sopra, le acque for* 
mano una corrente, che i canoti co- 
strutti solidamente e bene condotti, 
possono passare. Sonovi molte isole, 
di cui una delle principali è l 1 isola 
Giorgio; la parte dello stretto com- 
presa fra questa isola e la costa del 
Canada, prende il nome di Iago Gior- 
gio. Si pesca, al di sotto della cor- 
rente, una gran quantità di pesce, 
soprattutto in settembre ed ottobre. 
MARIA (S.ta), parrocchia degli Stati- 
Uniti, nel S. dello stalo di Luigiana, 
verso il golfo del Messico, fra le par- 
rocchie di s. Martino e -di Terra-Bon- 
na. E formata dalla parte orientale 
della contea di Attakapas. L' aria vi 
è assai salubre; gli abit, agiati della 
Nuova-Orleans vi si portano durante 
i gran calori, È quasi interamente 
popolata da Francesi e Spagnuoìi. il 
capoluogo è Franklin. 
MARIA (S.ta) o MA RI ANNE,, gruppo di 
tre picc. isole degli Stati-Uniti, stato 
di Mississipi, contea di HancocK, nel 
lago Borgne, al N. E. delle isole dei 
• Malheureux. Sono sabbiose e coperte 
di mirti marini e di qualche pino. 
MARIA (S,la) , vili, della Guadalupa , 



MAR 
sulla costa S. E. della parie oecid. di 
questa isola, a 5 1. i]2 N. E. da La 
Bassa-Terra, alla imboccatura della 
picc. riviera del suo nome. Questo 
vili, essendo in una situazione bassa 
e malsana, è oggi quasi interamente 
abbandonato . La imboccatura della 
riviera forma un porto che offre un 
buon aneoramento ai bastimenti di 
cabotaggio. 

MARIA (Sta), baja della Guinea infe- 
riore, nel reg. di Benguela, sull' At- 
lantico , al i3° 27' di lat. S. Ha un 
buonissimo ingresso. 

MARIA ( S.ta ), in madecasso JVossì- 
Jèrahim, isola dell'Oceano Indiano, 
separata dalla costa E. di Madagascar 
da uno stretto di 3 1. , al S. della 
baja di Antongil, ed all'È, di Tintin- 
gua e delle bocche del Manangurè. 
La sua metà si trova al 16 /J5' di 
lat. S. , e 4$° I ^ / di long. E. Ha circa 
10 1. di lunghezza, dal N. N. E. al 
S. S. O. , e 2 1. nella sua media lar- 
ghezza, h cinta da scogliere al S. ed 
all' E. Le terre sono in generale pie- 
trose e sabbiose, e vi si vedono parec- 
chie paludi. Sonovi numerose sorgenti 
e piccole riviere. Conta 1,000 abitanti, 
buoni navigatori, che si dedicano con 
passione alla pesca della balena, di cui 
affamano la carne, onde venderla sul- 
la costa di Madagascar. Questa isola 
molto sofferse per le guerre che si 
fecero i principi di Madagascar. È 
questo uno stabilimento francese, di- 
pendente dall' isola di Borbone, con 
un comandante particolare. Fortunato 
Albrand, che vi si stabilì nel 1820, 
con un solo compagno, vi piantò 
caffè, garofani, e tutti i prodotti colo- 
niali e gli alberi d' Europa che pos- 
sono prosperarvi. Una spedizione, par- 
tita dalla Francia, vi si stabilì, verso 
il principio del 1822, a Porto Luigi, 
che divenne il capoluogo della colo- 
nia; il clima le fu da principio fu- 
nesto, ma la esperienza ne trionfò 
prestamente. 
MARIA (S.ta), capo alla estremità S. 
dell'isola di Madagascar, al S. della 
imboccatura della Manarnbouve, nel 
paese dei Carembuli. al 12 ^5' di lat. 
S, e 43° 17' di long. E. 



MAR g 7 i 

MARIA (S.ta) , bor. e parrocchia sulla 
costa N. E. dell' isola della Martinica, 
circond. e a il. ij4 N. O. dalla Tri- 
nità, e a 6 1. ip N. da Forte Reale. 
Il suolo della parrocchia è argilloso, 
fertile e bene coltivato, principal- 
mente in zucchero, il cui annuo pro- 
dotto ascende a 3,4i8 migliaja. Il luo- 
go d'imbarco e l'ancoramento dietro 
il grosso isolotto di s.ta Maria, sono 
buoni; la riviera che viene dalle al- 
ture rende questo luogo malsano . 
Conta 4->5oo abitanti, dei quali 3,700 
circa sono schiavi e 35o uomini di 
colore liberi. 

MARIA (S.ta), isola della Senegarabia, 
sulla riva sinistra e presso la imboc- 
catura della Gambia, all'È. S. E. del 
capo del suo nome. Ha 1 1. ip dal- 
l'E. all'O. Alla estremità orientale si 
trova la città inglese di Bathurst . 
Conta 1,000 abitanti. 

MARIA (S.ta), capo della Senegambia, 
sull'Atlantico, al S. della imbocc. del- 
la Gambia, a 38 1. S. S. E. dal capo 
Verde. Lat. N. i3° 3o'; long. O. 19 i\ 

MARIA (S.ta), baja di Terra-Nuova, 
sulla costa merid. della penisola di 
Avalon, nel S. E. dell'isola. Ha circa 
io 1. di lunghezza, sopra 5 di lar- 
ghezza all' ingresso. Il porto di s.ta 
Maria si trova sulla costa orientale. 

MARIA (S.ta), capo di Terra-Nuova, 
sulla costa merid. della penisola di 
Avalon, al S. O. della baja del suo 
nome, ed al S. E. della baja di Piai- 
sance. Lat. N. 46 5o'; long. O. 
56° io'. 

MARIA (S.ta), Trogflium Promonto- 
rìum, capo della Tur. asiatica, nel- 
l'Anatolia, sangiaccato e a i5 1.0. da 
Aidin, e a 2 ]. ij2 E. da Megali-Cho- 
ra, nell'isola di Samo. È la estremi- 
tà del monte Samson. 

MARIA (S.ta), più vili, del reg. Lom.- 
Ven.: prov. e distr. di Padova ; prov. 
di Venezia, distr. di Ariano; prov,, 
di Vicenza, distr. di Camisano; prov. 
di Treviso, distr. di Serravalle; prov. 
di Belluno, distr. di Feltre; prov. di 
Mantova, distr. di Volta. 

MARIA, antica città d'Italia, nella Ve- 
nezia, situata sul Padus, al S. E. ed 
in vicinanza di Hadrìa. 



S72 MAR 

MARIA AL MONTE (Sta), terrs della 
Toscana, prov, di Firenze, vicino a 
Castel-Franco di Sotto, dalla eui po- 
desteria dipende. 

MARIA-BACH, vili, della Stìria, circ. 
d'Iudenburg, con pochissimi abitanti. 

MARIABA^ città dell'Arabia felice, se- 
condo Plinio , e la capitale di molti 
popoli. 

MARIABRONNENTHAL, vili, dell'arrid. 
d'Austria, paese al di sopra dell'Ens, 
circ, deirinn, presso e al N. E. da 
Scharding. Vi sono bagni di acqua 
minerale. 

MARIA-BRUNN, vili, deirarcid. d'Au- 
stria , quartiere del Basso-Wienner- 
wald, sul Wien, presso Hutteldorf, 
con un frequentato pellegrinaggio, ed 
una scuola sulle foreste. 

MARIA-BRUNN, vili, della Baviera, circ. 
dell'Iser, con acque minerali e bagni. 

MARIAC, vili, di Fr., dipart. dell 1 Ar- 
deche, circond. e a 9 1. i|4 S. O. di 
T|purnon, cant. e a 1 1. O. dal Chail- 
lard, presso della Dome ; 1,200 abit. 

MARIA CERVARESE (S.ta), vili, del 
reg. Lom.-Ven., prov. di Padova, 
distr. di Teolo. 

MARIA DI ANGLONA (S.ta), vili, del 
reg. di Napoli, prov. di Basilicata, 
distr. e a 16 1. E. N. E. da Lagone- 
grò, cant. e a 2 1. i]2 N. N. E. da 
Roton della. Vi si tiene una fiera il 4 
settembre 

MARIA DE AOME (S.ta), porto del gol- 
fo di California, sulla costa del Mes- 
sico, stato di Cinaloa. Lat. N. 26 12'. 
Long. O. in 2? / . 

MARIA DE BETANCURIA (S.ta), bor., 
capoluogo di Fortaventura, una delle 
Canarie, nel centro dell'isola. 

MARIA DE CAMEROS (S.ta), bor. del- 
la Spagna, prov. e a 6 1. S. S. E. da 
Logrono, nella Soria, e a 9 1. 3[4 N. 
N. E. da Soria, sopra una collina, al 
cui piede si uniscono due ruscelli. Vi 
sono fabbriche di grosse stoffe di la- 
na. Conta 200 abitanti. 

MARIA DE FÉ (S.ta), città del Para- 
guay, a 20 1. S. S. E. da L'Assunzio- 
ne e a 25 1. N. O. da Ytapua. Il na- 
turalista francese Bonpland vi fu ri- 
tenuto prigioniero per molti anni dal 
dittatore Francia. 



MAH 

MARIA DELLA CROCE (S.ta), vili, de! 
reg. Lom.-Ven., prov. di Lodi e Gra- 
ma, distr. di Crema. 

MARIA DE LAS CHARCAS (S.ta), bor- 
gata del Messico, stato e a 20 L N. 
da S. Luigi-Potosi, capoluogo di una 
direzione delle miniere. Evvi un con- 
vento di francescani. Vi si trovano 5o 
famiglie di bianchi, ed uomini di co- 
lore, e il doppio di Indiani. Nelle vi- 
cinanze trovansi alcune ricche miniere 
di ferro. 

MARIA DE LAS HOYAS (S.ta), bor, 
della Spagna, prov. e a i3 1. O. da 
Soria (Burgos), e a io I. N. E. da A- 
randa de Duero, sulla strada da Osma 
a Burgos. Conta 5oo abitanti. 

MARIA DEL CAMPO (S.ta), bor. della 
Spagna, prov. e a 7 1. i|2 S. O. da 
Burgos, e a 1 1. i\\ N. N. O. daVil- 
lahoz, con i,3oo abitanti. 

MARIA DEL CAMPO (S.ta), bor. della 
Spagna, prov. e a 14 1. i\z S. S. E. 
da Cuenca, e a 5 1. ip E. da Bei- 
monte. Evvi un convento ed uno 
spedale. Conta 1,600 abitanti. 

MARIA DELLE CàRCERI (S.ta), vili, 
del reg. Lom.-Ven. , prov. di Pado- 
va, distr. di Este. 

MARIA DELLE GRAZIE (S.ta). Vedi 
GRAZIE (S.ta Maria delle). 

MARIA DEL MONTE, vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Como, distr. di 
Varese. 

MARIA DELL'ORO (S.ta), borgata del 
Messico, stato di Xàlisco, a 25 1. O. 
N. O. da Gadalaxara. 

MARIA DE LOS LLANOS (S.ta), bor. 
della Spagna^ prov. e a 9 1. E. S. E. 
da Ciudad-Real, nella Mancia, e a 6 
1. O. da Villanuova de los Infante?, 
in un paese fertile. Conta 1,100 abit. 

MARIA DEL PARAMO (S.ta), bor. del- 
la Spagna, prov. e a 6 I. ij2 S. S. O. 
da Leon, in un'arida pianura. Vi so- 
no fabbriche di oglio di lino, e tin- 
torie in lana. Commercia di sapone» 
oglio di oliva, e merluzzo secco. Con- 
ta 900 abitanti. Nei dintorni si alle- 
vano molti muli. 

MARIA DEL TRESTO (S.ta\ due vili, 
del reg. Lom.-Ven., prov. di Padova, 
distr. di Este. 

MARIA DE NiEVÀ (S.t»), bor. della Spa- 



MAR 

gna, prov. ea6 1. N. O. da" Segovia, 
è a 2 i; 3t4 N. da s - Domingo- Gar- 
da, sopra un arido terreno. Eyvi un 
convento, un ospedale, e fabbriche di 
panni, i cui prodotti sono venduti ad 
Avila, Zamora e Leon. Conta 1,700 
abitanti. 
MARIA DI CAPOA (S.ta), Capita, città 
del re?, di Napoli, prov. della Terra 
di Lavoro, distr. e a 1 I. 3\\ O. N. 
O. da Caserta, e a 1 1. S. È. da Ca- 
pua, capoluogo di .cantone. È sede di 
un tribunale criminale e di uno ci- 
vile. Vi si vedono alcuni avanzi di 
antichità, e, fra gli altri, quelli di un 
grande anfiteatro, di una galleria sot- 
terranea, e di un arco di trionfo po- 
sto sulla strada di Capua. Conta 8,460 
abitanti. 

MARIA DI FELETTO (S.ta), vili, del 
reg. Lom.-Ven., prov. di Treviso 
distr. di Conciliano. 
MARIA DI FUORI (S.ta), vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Padova, distr. 
di Monlagnana. 
MARIA DI LEUCA (S.ta), città del reg. 
di Napoli, prov. della Terra di O- 
Iranto, distr. e a io 1. S. E. da Gal- 
lipoli, cant. e a 1 1. i[4 S. da Ga- 
gliano, presso al capo di Leuca. Lat. 
N. 3 9 ° 4/ 54". Long. E. 16 2' 40?. 
E sede di un vescovo suffraganeo di 
Otranto. Conta 3,ooo abitanti. 
MARIA DI LODI VECCHIO (S.ta), vili, 
del reg. Lom.-Ven., prov. di Lodi 
e Crema, distr. di Lodi. 
MARIA DI LUSOR (S.ta), vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Padova, distr. di 
Mirano. 
MARIA DI NISCEMI (S.ta), vili, della 
Sicilia, prov. e a 11 1. S. E. da Cal- 
tanisetta, distr. e a 3 I. ij4 N. E. da 
Terranova, capoluogo di cantone. 
MARIA DI NON (S.ta), vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Padova, distr. 
di Pia z zola. 
MARIA DI PERAGA (S.ta), vili, del reg. 

Lom.-Ven., prov. e distr. di Padova. 
MARIA DI QUARTA (S.ta), vili, del reg. 

Lom.-Ven., prov. e distr. di Padova. 
MARIA DI SALA (S.ta), vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Padova, distr. 
di Mirano. 
MARIA DI ZEVIO (S.ta), vili, del/ree. 
Tom. 111. P. IL 



M A R 8 7 5 

Lom. Ven. , prov. di Verona, distr. 
dì Zevio. 

MARIAGA, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Canzo. 

MARIA-GALANTE, una delle piccole 
Anlille, al 16 di lat. N. e 63° 3o' 
di long. O., a 5 1. S. dalla Gran-Ter 
ra, parte orient. della Guadalupa. È 
di forma quasi circolare ed ha 4 I. di 
lunghezza dal N. al S. e 3 1. ipdr 
larghezza. Tranne al S. O. , le coste 
sono cinte da alte spiaggie tagliale a 
picco, al cui piede stanno varie vora- 
gini e scogliere, che non permettono 
di accostarvisi ; al S. O. la costa è più 
piatta, ma il mare vedesi attraversa- 
to da un banco di scogli che si esten- 
de verso l'È. sino a La Capeslerra, ^ 
possono impedire gli sbarchi ; in tal 
modo questa isola non ha porto. L'in- 
terno è attraversato dalPE. ali 1 O. da- 
una catena di montagne, la più a»U 
delle quali non ha più di 100 tese 
al di sopra del mare ; non vi scorre 
che alcuni ruscelli poco considerabili, 
e gli abit. hanno cura di raccoglie- 
re le acque piovane per loro uso. 11 
suolo di questa isola è fertile ovun- 
que potè essere coltivato ; le monLv 
gne sono in gran parte coperte di 
legnarne dei quali il più abbondante 
è quello di Campeggio. Maria-Galante 
comprende 9,066 ettari, cioè: 2,5of» 
in zucchero , calle , cotone , cacao e 
vettovaglie, 5f)3 in boschi, 1,961 in 
lame, e 4">°°7 ancora incolli. Si cons- 
tano 55 fabbriche di zucchero, 87 di 
caffè, 140 di cotone, e 25 luoghi a 
vettovaglie; in tutto, 3 io stabilimenti 
rurali. 11 bestiame è quivi numeroso, 
e con ragione sono rinomati i ca- 
valli, quantunque di piccola statura. 
Questa isola molto sofferse in conse- 
guenza dell'uragano, nel 1825, che de-, 
vasto la Guadalupa. Contiene r 1,800 
abit., dei quali i,5oo sono bianchi 4 - 
700 di. colore liberi, ed il restante 
schiavi, e dipende dal governo della 
Guadalupa. Si divide fri tre parroc- 
chie cioè: al S. 11 Gran. Borpo oMa-> 
rigot, che n'è il capoluogo, alFE., La 
Capesterra, ed al N. O. 11 Vecchio 
Forte. — Colombo scoprì Maria-Ga- 
lante nel suo terzo viaggio, il 3 no- 

ili 



s 7 



M A R 



M A R 



vembre i&fi, e le diede il nome del MARIÀ-LAURETEN, in ungherese Lo- 



bor. della Ungheria, comi la lo, 
6 l. N. - 



suo vascello. I Francesi furono i pri- 
mi europei che v'inviarono una co- 
lonia nel 1847. Gli Olandesi la pre- 
sero due volte 1 gl'Inglesi se ne impa- 
dronirono nel 1691 e nel 1709, ma 
fu restituita alla Francia nel 1763. 
Dopo la rivoluzione questa isola se- 
guì sempre la sorte della Guadalupa. 
MARIAGÉR, picc. città della Danimar- 
ca, nellMutland, diocesi e a i3 1. N. 
da Aarhuus, bai. e a 5 1. N. da Ran- 
ders, sulla costa S. del golfo del suo, 
nome. Il porto, quantunque picc, è 
buono e sicuro ; si esporta col suo j 

mezzo una grande quautilà di grani ; MARIA_ MADDALENA (S.ta), vili 
e vi si fa il piccolo cabotaggio. Vi si 



teugono 5 annue fiere , e conta 4°° 
abit. circa, dediti alla navigazione ed 
al commercio. 

MARIAGER-FIORD, golfo del Catlegat, 
éulla costa orient. dell'Jutland. in Da- 
nimarca, fra la diocesi di Aalborg, al 
N., e quella di Aarhuus, al S. L' in- 
gresso è al 56° fa' di Iat. N. e 
long. E. Ha 7 1. di profondità, 
di 1. di larghezza. Si trovano 
sue rive Manager ed Hobroe. 

MARIA HOE' (S.ta), vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Como, distr. di Brivio. 

MARIA-HOOREBEKE (S.ta), vili, dei 
Paesi-Bassi, prov. della Fiandra-Orien- 
tale, circond. e a 1 1. 1 [3 E. da Au- 
denarde, e a 5 1. i|2 S. da Ganci, ca- 



re tom 

marca e a 6 I. N. N. O. da Oeden- 

burg, con 3oo abitanti. 
MARIALVA, bor. del Portogallo, prov. 

di Beira, comarca e a 5 1. 1 [2 N. E. 

da Trancoso, e a i3 1. S. E. da La- 

mego, sopra un'altura. E* difeso da 

un castello fortificato in baono stato, 

e rinchiude due chiese parrocchiali, un 

convento ed un ospizio. Conta 5oo 

abitanti. 
MARIAM, città dell' Abissinia, nelPAmha- 

ra, prov. di Begemder , a 35 L S. S. 

E. da Gondar. 

del 

reg. Lom.-Ven., prov. di Valtellina, 



bor. degli 

7 1. N. N. 



8° di| 
e 3 ( 4 
sulle 



distr. di Bormio. 

MARIA-MAGGIORE (S.ta), 
Stati-Sardi, divisione e a 
O. da Novara, e a 3 1. E. da Domo- 
dossola, prov. di Ossola, capoluogo 
di mandamento. 

MARIAME, città episcopale della Feni- 
cia, nella Cassiotide, secondo Tolomeo, 
chiamata Mariamme da Arriano, e 
Mariammia da Stefano di Bisanzio. 
Alessandro il Grande confermò la so- 
vranità di questa città a Geralostrale, 
re di Arad. 

MARIAMPOL, bor. della GaUizia. Vedi 
Marianpol. 

MARIANA, vili., del reg. Lom.-Ven., 
di Mantova, dist 



prov. di Mantova, distr. di Canneto, 
poluogo di cant,, con 1,600 abitanti. {MARIANA, città rovinosa di Fr., dipart. 

della Corsica, circond. e a 4 1- i[4S. 



MARIA IN ORGANIS (S.ta), vili, del 

reg. Lom.-Ven., prov, e distretto di 

Verona. 
MARIA IN PRATO (S.ta), vili, del reg. 

Lom.-Ven., prov. di Lodi e Crema, 

distr. di Lodi. 
MARIA IN STELLE (S.ta), vili, del reg. 

Lom.-Ven., prov. e distr. di Verona. 
MARIAKIRCH, città di Francia. Vedi 

Marie-acx Mines (S.te). 
MARIA-KULM, bor, della Boemia, circ. 

€ a 3 1. ip O. S. O. da Elnbogen, 

e a 3 1. ij4 N. E. da Egra, con 4°° 

abitanti. 
MARIA - RUPFER , città della Boemia. 

Vedi Rupferberg. 
MARIA LA LUNGA (S.ta), vili, del reg, 

Lom.-Ven., prov. di Udine, distr, di 

Palma, 



da Bastia, e a 3 1. 3[4 S. E. da Olet- 
ta, presso la riva sinistra e la imboc- 
catura del Golo. Dà il suo nome al 
cantone in cui si trova, e il cui ca- 
poluogo è Borgo. — Questa antica 
città episcopale dicesi una colonia ro- 
mana, fondata da Mario. 

MAR1AND1NI, popoli dell'Asia, nella Bi- 
tinia , o piuttosto che si estendevano 
dalla Bitinia alla Patagonia, sulle ri- 
ve del golfo Sangarus. Strabone gli 
dice Tracj di origine. Furono anche 
chiamali Mariandeni. 

MARIANNA o MARIANA, città del Bra- 
sile, prov. di Minas-Geraes , cornarla 
e a 4 1- E. da Villa-Ricca , e a 5o I. 
N. da Rio-de-Janeiro, sulla riva de- 
stra di un picc. affluente della Pirau- 



MAH 
ga. E sede di un vescovo, suffraga- 
neo di Bahia, Piccola , ma bella, le 
sue strade sono lastricate , e le nuo- 
ve case ben fabbricate in pietra. Vi 
sono due piazze, e 7 fontane pub- 
bliche. Il palazzo vescovile e quel- 
lo della città sono belli edifizj ; la 
cattedrale è di una costruzione più 
elegante che solida. Evvi un grandis- 
simo seminario , molte chiese e vari 
conventi. II commercio è quivi poco 
considerabile. Conta circa 7,000 abi- 
tanti, la maggior parte dei quali tra- 
vaglia nelle miniere del territorio. — 
Questa città non era che un borgo, 
quando Giovanni V, re di Portogallo, 
essendosi ammogliato con Dona Ma- 
rianna d'Austria, le diede il titolo di 
città, in onore della sua sposa, crean- 
dovi il vescovato. 

MARIANNE, gruppo d'isole degli Stati- 
Uniti. Vedi Maria (S.ta). 

MARIANNA o ISOLE DEI LADRONI, 
catena d'isole del Grande-Occano e- 
quinoziale, fra i3° 27' e 20 3o> di 
lat. N. e fra 142 37' e 144 di long. 
E., al N. delle is. Caroline, ed al S. 
dell 1 arcip. Magellano . Esse si esten- 
dono, dal S. al N., sopra una lunghez- 
za di 176 leghe. La più al S. O., ch'è 
la maggiore, è quella di Guam; le più 
grandi sono poscia, andando verso il 
N., Rota, Tinian, Seypan, Anataxan , 
Sariguan , Alamaguan , Pagu , Gri- 
gnan, Mangs, l 1 Assunzione e Vracas. 
Le coste sono in generale piene di 
roccie, e molte sono cinte di corallo; 

- esse offrono alcune baje e dei porti. 
Eccettuata Guam, sono tutte di un 
aspetto sterile e triste ; le montagne, 
di cui sono in gran parte coperte, 
vedonsi nude quasi tutte ; vi si con- 
tano 9 vulcani, ma s'ignora se sieno 
in attività. Fra i mesi di giugno e di 
ottobre, varii spaventevoli uragani 
si succedono nel tempo della piena e 
della nuova luna ; il calore, assai in- 
tenso una gran parte dell'anno, è, 
durante i mesi di luglio ed agosto, 
temperato da regolari venticelli di 
mare. Le porzioni fertili producono 
l'albero del cocco, l'arancio, ed i melloni 
d'acqua ; gli Spaglinoli introdussero , 
principalmente in Guam, il cotone, 



Vi MAR 8 7 5 

l'indago, il cacao, il riso , il mai* , la 
canna a zucchero, ec. Prima dei loro 
arrivo non v' era alcun quadrupede, 
ma attualmente vi si trovan quasi tutti 
gli animali domestici della Europa* 
molti dei quali vivono selvaggi. Gli 
abit., numerosi prima della scoperta , 
furono quasi tutti sterminati od ob- 
bligati a fuggire. Essi avevano il co- 
lore, le forme, la lingua, i costumi, 
ed il governo dei Tagals delle isole 
Filippine. — Le Marianne furono 
scoperte, nel i52i, da Magellano, che» 
le chiamò isole dei Ladroni , perchè 
gli abit. rubarono nei suoi vascelli 
tutti gli oggetti di ferro che poterò» 
no trovare. Michele Lopez de Lega» 
spi fece la cerimonia di prenderne 
possesso, nel 1 565, in nome di Filip- 
po II, re di Spagna. Sotto Filippo IV, 
si diede a queste isole il nome dì 
Marianne , iu onore di Maria - Anna 
d'Austria madre di Carlo II, che v'in- 
viò dei missionari onde spargervi la 
religione cristiana . Furono visitate 
dall'ammiraglio Anson, che giunse a 
Tinian, nel i74 2 i e ne fece una 
descrizione bellissima; qualche tempo 
dopo, Byron vi sbarcò, ma restò mollo 
ingannato nel suo scopo , mentre la 
trovò deserta, e coperta di macchie 
impenetrabili, cangiamento attribuito 
alla funesta e crudele amministra zìo* 
ne dei governatori spagnuoli. Sembra 
che dopo il 1772, abbia un poco ces- 
sato l'oppressione, e che gl'isolani sie- 
no stati a poco a poco accostumati a 
coltivare le terre ; ciò non ostante 
queste isole non rinchiudono adesso 
che circa 5,3oo abitanti , tanto Spa- 
gnuoli che Indiani , dei quali circa 
5,ooo si trovano in Guam. 

MARIANO , bor. del reg. Lom.-Ven. , 
prov. e a 2 1. S. S. O. da Bergamo, 
distr. e a 1 1. N. O. da Verdello, con 
1,400 abitanti. 

MARIANO, bor. del reg. Lom. - Ven. , 
prov. e a 3 1. S. S. E. da Como, e 
a 6 I. N. da Milano, capoluogo di di- 
stretto. Ha un mercato, il martedì. 
Nei suoi dintorni, dicesi, Mario scon« 
fisse i Cimbri. Il distr. comprende 17 
comuni, e conta i6,(ìqo abitanti. 

lYIARJANPOL, MARIAMPOL o MA- 



£ ? 6 MAR 

RYANPOL, bor. della CÌalli/Li," che. 
e a 3 1. 3[4 IN. E. da Stanisi;* vrov , 
sulla riva sinistra del Dniester. Vi so- 
no nel!e vieinaftze alcune cave di pie- 
tre da fucile. 

MARIANPOL, città della Polonia, woi- 
wodia di Àugustowo, capoluogo di 
obwodia, a i3 1. N. N. E. da Suwal- 
ti e a ly 1. E. da Gumbinnen, sulla 
riva destra della Szeszuppe. Ha due 
chiese ed un convento, e conta 1,200 
abitanti. — L 'obwodia è abitata da un 
gran numero di coloni tedeschi. 

MARIANUM PROMONTORIUM , nel- 
l'isola di Corsica, secondo Tolomeo , 
che lo situa alla estremità della costa 
occident., verso il S. Eravi pure una 
città dello stesso nome.Oggidì il Ca- 
po Bonifacio 

MARIANUS-MONS, montagna della Spa- 
gna, nella Betica, che dicesi corrispon- 
dere alla Sierra-Morena. 

MARTA-PAIN, vili, dell'acid. d'Austria, 
circ. di Salisburgo, con 3oo abitanti. 

MARIA-RAIN, vili, del reg. Illirico, circ. 
di Klagenfurt, signoria di Hollenburg. 

MARIA-RAST, vili, della Stiria, circ. e 
a 3 1. i{2 O. S. O. da Marburg, sul- 
la riva destra della Drava. Evvi una 
fabbrica di velri, e conta 3oo abitan- 
ti. Nei dintorni si scava una miniera 
di ferro. 

MARIA-RIBAREDONOA (S.ta), bor. del- 
la Spagna, prov. e a io 1. N. E. da 
Bnrgos, e a il. 3 [4 O. N. O. da Pan- 
corbo. Evvi un ospedale, e conta 460 
abitanti. 

M ARIAP o TRES-MARIAS, tre isole del 
Grande-Oceano equinoziale, presso la 
costa del Messico, stato di Xalisco. 
Esse occupano, dal N. O. al S. E., 17 
ì. in lunghezza. La più merid. sta a 
16 1. dal continente, e quella di mez- 
zo, la più considerabile, trovasi al 21 
18 di lat. N. e 108 38' di long. O. 
Ha 6 1. di lunghezza sopra 3 di lar- 
ghezza. Il suolo, sabbioso, è in parte 
coperto di alberi, come il guajaco ed 
alcuni alberi di frutta, di boschi ce- 
dui e di arboscelli spinosi. Vi sono 
molti uccelli a piume brillanti, e fal- 

, coni, parrocchetti, piccioni, pellicaui, 
gabbiani, ec. Non vi si videro qua- 
drupedi. -Una. moltitudine di specie di 



MAR 

pesci si trovano sulle coste, e ro- 
si pure foche e tartarughe . Que- 
ste isole si possono dire deserte. — * 
Furono chiamate Islas de la Magda- 
lena da Diego di Mendoza, che le vi- 
de nel i532 ; Vancouver le visitò. I 
bastimenti inglesi ed americani de- 
stinati alla pesca della balena le fre- 
quentano, e vi si provvedono di le- 
gnami e di acqua; i corsari francesi 
ed inglesi che incrociavano un tem- 
po nel mare del Sud, avevano il co- 
stume di passare l'inverno in queste 
isole. 

MARIASAAL, vili, della Illiria, gov. di 
Lubiana, circ. e a 1 1. 112 N. E. da 
Elagenfurt. Evvi un deposito di fer- 
ro, e conta 4°° abitanti . Un tempo 
forte , si vedono nei dintorni gli a-> 
vanzi di una città romana. 

MARIA SABIONE (S.ta), vili, del reg< 
Lom.-Ven., prov. di Cremona, disti", 
di Soresina. 

MARIA-SCHARTEN , vili, dell' arcid. 
d'Austria, quartiere dell'Hausrucl?, re- 
sidenza della soprantendenza degli E- 
vangelici dell' Alta Austria e del Ti- 
rolo. 

MARIASCHEIN, vili, della Boemia, circ. 
e a 5 1. ip N. N. O. da Leilmerilz, 
e a i[2 1. S. E. da Graupen , sulla 
riva sinistra della Bila. Annualmente 
circa 3o,ooo pellegrini vanno a visi- 
tare la sua bella chiesa, che rinchiu- 
de una immagine venerata per mira- 
colosa. 

MARIA-SCIIEUERN, vili, e castello della 
Stiria, cirò. di Cilli, al confluente del 
Sann nella Sava, con 25o abitanti. 

MARIA-SCHNEE, vili, del Tirolo, circ. 
del Pusterthal, bai. di Buchenstein , 
con un pellegrinaggio. 

MARIA-SCHUTZ, vili. delParcid. d'Au- 
stria , quartiere del Basso- Wiener- 
wald, sul Semering, presso Scoltwien. 
Vi sono miniere e fabbriche di ferro. 

MARIA-SCLAUNICCO (S.ta), vili, del 
reg. Lom. Ven., prov. e distr. di U- 
dine. 

MARIA-STEIN, abbazia di Benedettini, 
nella Svizzera, cant. e a 6 1. 3 [4 N. 
N. O. da Solura, bai. e a 2 1. i^O. 
da Dornach, e a 3 1. i|4 S. O. da Ba- 
silea; in, un distretto, fra il cantone 



MAR 

■«li Berna e il dipart. francese delf Al- 
lo-Reno, sulla sommità di una roccia, 
ai cui piedi vi sono dei bagni. La im- 
magine della B. V., che vi attrae an- 
nualmente un gran numero di pel- 
legrini, sta in una caverna. 

MARIA-TAFERL, vili, dell'areici. d'Au- 
stria, quartiere dell'Alto-Mannharts- 
berg, sopra un alto monte. È luogo 
di pellegrinaggio. 

MARIA-THERESIANOPEL, città della 
Ungheria. Vedi Theresienstadt. 

MARIA-TRAST, vili, della Stiria , circ. 
e a i 1. IJ2 E. N. E. da Gratz, e a 
o 1. S. S. E. da Bruck. Vi sono cave 
di marmo grigio. 

MARIA-VAN-DIEMEN, capo della Nuo- 
va-Zelanda, alla estremità N. O. del- 
l'isola Eaheino-Mauwe. Lat. S. 34° 3o'. 
Long. E. 171 i5 ; . 

MARIA WEILER, vili, degli Stati-Prus- 
siani, prov. del Basso-Reno, reggenza 
e a 5 1. i\2 da Àquisgrana, circ. e a 
3[4 di 1. O. N. O. da Diiren, sulla 
riva sinistra della Roèr. In vicinanza 
vi sono due cartiere considerabili. 

MARIAZELL, MAR1ENZELL, GROSS- 
MARIENZELL o ZELL, bor. della 
Stiria, circ. e a 8 1. N. da Bruck, sul- 
la riva sinistra della Salza. Evvi una 
bella chiesa, ove un gran numero di 
persone va annualmente in pellegri- 
naggio. Le sorgenti di acque minera- 
li, ed i bagni che stanno a poca di- 
stanza, vi «hiamano pure molti con- 
correnti. Trovasi una fonderia di can- 
noni, bombe, palle, ec. con 800 abit. 

MARIBBA, cantone dell'Arabia, nell'Ye- 
men, e nella parte orientale del pae- 
se di Hachid-et-Bekil. 

JV1ARIBELES o MARIVELLE, vili, del- 
la isola di Lusson, una delle Filippi- 
ne, sulla costa settentr. dell' ingresso 
della baja di Manilla. Lat. N. 14° 26'. 



Long. E. n8 c 



'. Al N. s'inalza 



na montagna dello stesso nome. Le 
case, alte di 4 piedi al di sopra della 
terra, sono sostenute e fabbricate con 
dei bambù, che lasciano fra loro de- 
gl'intervalli. Il porto, difeso dai ven- 
ti, eccetto da quello S. S. E., può ri- 
cevere vascelli di ogni grandezza ; 
rancor'amento vi è buono. Gli abi- 
tanti vivono in uno stato ìaiserahjje. 



MAR 877; 

MAR1BOMBO, riviera della Guinea in- 
feriore, nella parte occid. del reg. di 
Benguela. Scorre al N. O., e si getta 
nell'Atlantico, a S. Filippo di Ben- 
guela, dopo un corso di circa 25 leghe. 

MARICA, bor. del Brasile, prov., distr. 
e a io 1. E. da Rio-de- Janeiro, sopra 
il lago del suo nome, che ha circa 2 
1. di lunghezza dal N. O. al S. E., e 
ch'è assai pescoso. Conta 800 abitanti. 

MARICABAN, isola dell'arcipelago delle 
Filippine, presso la costa S. dell'isola 
di Lusson. Lat. N. i3° 3?'. Long. E. 
118 35 ; . Ha circa 2 1. di lunghezza. 

MARICA-SYLYA o MARICAE LUCUS, 
foresta d' Italia, nella Campania, nel- 
le vicinanze di Minturno , poco di- 
stante da una palude delta Maricae- 
Paludes, ove Mario erasi nascosto, e 
dove fu fatto prigioniero dai cavalie- 
ri spediti da Geminio per inseguirlo. 

MARICI, popoli d'It. che, secondo Pli- 
nio, edificarono la città di Ticinum^ 
e che avevano la loro dimora nei din- 
torni di Alessandria detta della Paglia, 
in una città chiamata Marìcum, ora 
distrutta. 

MAR1DUNUM, città dell'isola di Albio- 
ne, assegnata da Tolomeo ai Demeti, 
nel prin. di Galles. 

MARIE (LE TRE), tre isolette sulla co- 
sta del Labrador, America settentr., 
nel golfo s. Lorenzo. 

MARIE (LE TRE), Fedi Marias. 

MARIE (PUNTA DELLE TRE), capo 
al N. dell'isola di s. Domingo, ed al- 
TO. del capo Francese. 

MARIE (PUY), monte di Francia, di- 
part. del Cantal, circond. e a 5 1. 3[4 
S. E. da Mauriac, cant. e a 2 1. ij4 
E. S. E. da Salers. Si scoperse di re- 
cente una nuova miniera di allume al 
piede di questa mont. nella valle di 
Mandailles ; la roccia trovasi compre- 
sa nel terreno trachitico dei vulcani 
estinti, e sembra suscettibile di un 
facile scavo. 

MARIE (S.te), vili, di Fr., dipart. della 
Charente-Inferiore, circond. e a 3 1. 
O. da La Rocella, cani, e a 1 1. 2j3 
S. E, da s. Martin-de-Rè, nell'isola di 
Rè. Conta 1,800 abitanti. 

MARIE (S.te), vili, di Fr., dipart. della 
Loira Inferiore, circond, e a 4 l 3j4 



S 7 8 



MAR 



S. O. da Pairaboeuf, cant. e a ip !. 

0. da Pornic, sull' Atlantico. Conta 
i,2oo abitanti. 

MARIE-AUDENHOVE (S.te), vili, dei 
Paesi-Bassi, prov. della Fiandra-Orien- 
tale, circondi, e a 3 1. rj4 E. da Au- 
denarde, cani, e a i 1. S. da Sotte- 
ghem, con 1,900 abitanti. 

MARIE-AUX-MINES (S.te), in tedesco 
Markirch o Mariakirch , città di 
Fr., dipart. dell 1 Alto-Reno, circond. 
e a 5 1. N. O. da Colmar, e a 4 !• 
3j4 O. da Schelestadt, capoluogo di 
cant, in un vallone, al piede di un' 
alta mont. del suo nome, ove si tro- 
va uno dei passaggi li più alti dei 
Vosgi, sulla Liepvretta, che la divide 
in due parti. Evvi una camera con- 
sultiva delle manifatture, ed un con- 
siglio di esperti. Ha più di i{2 I. di 
lunghezza, ed il suo aspetto è ame- 
no. Vi sono fabbriche di panni, tele 
e calzette di cotone, siamesi, fazzo- 
letti, tele dipinte, berretti, oglio di 
grani e kirschwasser ; trovandovisi 
pure grandi purghe, filatoj di coto- 
ne e lana, tintorie in rosso ad uso 
di Andrinopoli , concia toj , carterie, 
e fonderie pei metalli tratti dalle sue 
miniere ; lutti questi prodotti forma- 
no un coram. considerabile. Vi si 
tengono delle fiere, li primi mercor- 
dì di maggio e novembre, e conta 
8,700 abitanti. — Le montagne che 
circondano questa città rinchiudono 
molte miniere di piombo, contenente 
argento e rame, una solo delle qua- 
li è attualmente lavorata. Sembra che 
queste miniere sieno state scavate as- 
sai anticamente. Vi si vedono molte 
lunghissime gallerie praticate col mez- 
zo di scalpelli e martelli nella vita 
roccia ; esse offrono belle congela- 
zioni. 

MAR1EBOEE, città della Danimarca, ca- 
poluogo della diocesi di Laaland e 
del bai. del suo nome, nel centro dei- 
risola di Laaland, sulla riva seltentr. 
del lago di Mariebòe, che ha circa 2 

1. di lunghezza, sopra i{2 1. di lar- 
ghezza. Ha una chiesa, un ospitale, 
delle disiiìlerie di grani. Commer- 
cia di grani . Vi si tengono 3 an- 
nue iìore, e conta 700 abit., avendo- 



la A R 
ne 56,4 00 il bai. di tal nome, che 
compone tutta la diocesi di Laaland. 

MARIE-DE-FRUGIE (S.te), vili, di Fr., 
dipart. della Dordogna, circond. e a 
6 1. E. N. E. da Nontroii, cant. e a 
2 1. N. N. O. dal Grand- Jumilhac, 
sulla Valouze, con 900 abitanti. In 
vicinanza evvi una fucina ed una for- 
nace. 

MARIE-DE-GOSSE (S.te), vili, di Fr. , 
dipart. delle Lande, circond. e a 5 
1. S. O. da Dax, cant. e a 3 1. S. E. 
da S. Vincent~de-Tirosse. Conta 1,200 
abitanti. 

MARIE-DES-CHAMPS (S.te), vili. diFr,, 
dipart. della Senna Inferiore, circond., 
cant. e a ij4 di I. N. da Yvetot, coni 
i,4oo abitanti. 

MARIE-D'OLÈRON (S.te), picc. città 
di Fr., dipart. dei Bassi-Pirenei, cir- 
cond. e al S. O. di Oleron, da cui 
non è divisa che dal Gave d'Aspe, e 
a 5 L Si O. da Pau, capoluogo di 
cantone Conta 2,600 abitanti. 

MARIE-DU-MONT (Ste), bor. di Fr. , 
dipart. della Manica, cicond. e a 5 1. 
ij4 S. E. da Valognes, cant. e a 1 I. 
3[4 S. E. da S.te Mère-Eglise, sopra 
una riviera navigabile, presso un picc. 
porto. Conta i,3oo abitanti . 

MARIEFRED, città della Svezia, prefet- 
tura e a i3 1. N. da Nykoeping, e a 
11 I. O. S. O. da Stockolm, haerad 
di Selebo, sopra una baja del lago 
Maelar. Evvi un ospizio, e fabb. di 
seta e lana. Conta 600 abitanti. Pre- 
se il nome da un monastero che vi 
fu fondato nel i49°« 

MARIEL, porto sulla costa settentr. del- 
l'isola di Cuba, a 12 LO. da La Ha- 
vana. Lat. N. 28° e'. Long. O. 85° 3o' 

MARIE-LA-BLANCHE (S.te\ vili, di 
Fr. , dipart. della Costa d'Oro, cir- 
cond., cant. S. e a 1 1. ij3 da Beau- 
ne. Vi si tiene un'annua fiera e con- 
ta 4°° abitanti. 

MARIE-L'AUMONT (S.te), vili, di Fr., 
dipart. del Calvados, circond, e a 2 1. 
N. da Vire, cant. e a 1 1. S. O. da 
Bénv-Bocage, con 1,200 abitanti. 

MAR1EMONT, vili, della Polonia, woì- 
wodia di Masovia, obwodia e al N. 
di Varsavia. Evvi un demanio reale, 
le cui rendile sono destinate al man- 



MAR 

lenimento dello stabilimento ili eco- 
nomia rurale pratica che vi fu fon- 
dalo^ che rinchiude una scuola ve- 
terinaria ed una di arti e mestieri. 
MARIENBAUM, vili, degli Slati-Prus- 
siani, prov. di Cleves- Berg, reggen- 
za e a 4 1. ij4 e - S - E - da Cleves, 
circ. e a 5 I. n4 N. O. da Rhein- 
berg< Conta 1,000 abitanti. Nel 1460, 
Maria di Borgogna vi fondò un mo- 
nastero che divenne ricchissimo per 
T affluenza dei pellegrini che veniva- 
no a visitarvi una immagine miraco- 
losa. 
MAR1ENBERG, vili, del due. di Nassau, 
capoluogo di bai., a 2 1. ij4 E. da 
Hachenburg e a 4 1. ip N. N. O. 
da Wiesbaden , con 36o abitanti. Nel- 
le vicinanze evvi una miniera di rame 
— Il bai. conta 6,900 abrt., la mag- 
gior parte cattolici. 
MARIENBERG, MARIENBERGA, Ma- 
rìaeberga, città del reg. di Sassonia,circ. 
delfErzgebirge, bai. di Wolkenstein- 
et- Annaberg, a 1 1. q/J S. da Wot- 
tenstein, e a 5 1. q4 S. E. da Chem- 
nitz, in una elevata posizione. Èj be- 
ne fabbricata e rinchiude una bella 
piazza di mercato, un ginnasio, un 
orfanotrofio e delle acque minera- 
li. Vi sono fabbriche di tele di lino, 
indiane e merletti. Conta 2,600 abi- 
tanti. Sonovi nei dintorni miniere di 
argento e stagno, il cui annuo pro- 
dotto ascende a 1,016 marche di ar- 
gento, e 268 quintali di stagno; vi son 
pure delle miniere di ferro e fab- 
briche di vitriolo. La vicinanza di que- 
ste miniere diede origine alla sua fon- 
dazione, sotto Enrico, duca di Sasso- 
nia, nel i5io,. Fu saccheggiata dagli 
Svedesi nel 1639. 
MARIENRORN, vili, del gr. due. di 
Hassia-Darmstadt, prov. dell' Hassia- 
Superiore, bai. e a 2 1. O. S. O. da 
Biidingen, e a 3 1. N. E. da Hànau. 
Evvi un castello che servì di residenza 
ai conti d'Isenburgo, ed un antico 
convento di donne dell'ordine Cister- 
siense. Conta pochissimi abitanti. 
MARIENBORN, vili, del gr. due. di 
Hassia- Darmstadt, prov. del Reno, 
cani, di Niederolm, a 2 1. ij2 S. S. 
' ■ O. da Ma gonza. Cuoia 4 00 abitanti. 



MAR S79 

Nei dintorni si trovano alcuni avanzi 
di antichi monumenti, e delle rovine 
di un acquedoto romano. 

MARIENBORN, vili, degli Stati Prussia- 
ni, prov. di Westfalia, reggenza di 
Arensberg, circolo di Siegen. Evvi li- 
na fonderia di ferro. 

MARIENBURG, città forte dei Paesi 
Bassi, prov. di Namur, circond. e a 
2 1. i{2 S. da Philippe ville, cant. e a 
3[4 di 1. N. da Couvin, in una pia- 
nura, sulla riva sinistra dell' Acqua- 
Bianca. E' residenza di un maggior 
di piazza di prima classe. Ha 7 "stra- 
de che terminano tutte sulla piazza 
d'Armi. Conta 600 abitanti, occupati 
in gran parte nelle fucine dei din- 
torni. — Questa città deve la sua o- 
rigine a Maria Teresa di Houano che 
vi fece fabbricare un forte nel i54G, 
dandogli il suo nome. Gli Spagnuoli 
la conservarono sino al i554, epoca 
in cui fu presa da Enrico II, re di 
Francia; nel 1559, fu restituita agli 
Spagnuoli, che la cedettero ai Fran- 
cesi , nel 1659, alla pace dei Pire- 
nei. Luigi XIV ne fece demolire le 
fortificazioni , che furono ristabilite. 
Era rimasta alla Francia pel trattato 
del 18 14, ma quello dell'anno seguen- 
te glie la tolse. 

MARIENBURG, Marlaeburgum, ed in 
polacco Malborg , città degli Stati- 
Prussiani, prov. della Prussia- Occi- 
dentale, reggenza e a 9 I. 112 S. E. 
da Danzica, e a 6 L S. O. da El- 
binga, capoluogo di circolo, sopra la 
riva destra di un braccio della Visto- 
la, chiamato il Nogat, che si attra- 
versa sopra un bello e lunghissimo 
ponte di battelli. Essa è cinta di mu- 
ra. Evvi un vecchio castello, antica re- 
sidenza dei gran mastri dell' Ordine 
Teutonico, due sobborghi, 5 chiese 
cattoliche, una luterana, due ospedali, 
e fabb. di panni, calzette e cappelli, 
dei concialo], delle birrerie, e eonsid. 
distillatoi. Vi si esportano biade, le- 
gname da fabbrica e pesce . Conia 
5,ooo abitanti. Nei dintorni si osser- 
vano le Muhlengraben, esempio cu- 
rioso delle macchine idrauliche del- 
l'antica Germania. — Il circolo, che 
hu 38 1. q., contiene 39,900 abitanti, 



S8o MAR 

Eravi in questo luogo una fortezza a 
cagione di che vi si fabbricò questa 
città, nel 128V1, dai cavalieri dell 1 or 
dine Teutonico, alla quale si diede il 
nome che porta, in considerazione d 
una venerala immagine della B. V. 
Fu presa da Casimiro IV, re di Po- 
lonia, Tanno 1460, e dagli Svedesi 
negli anni 1626 e i655 ; fu poscia re 
stituita al re di Polonia. Era questa 
città il capoluogo di un palalinato 
del suo nome. 

MARIENBURG, vili, del reg. di Han- 
nover, gov. , principato e a 2 1. S 
S. O. da Hildesheim, capoluogo d 
bai. , con 3oo abit. , avendone 3,900 
tutto il baliaggio. 

MARIENBURG, in lettonio Allohhna, 
vili, della Russia europea, gov. di Li- 
vonia, distr. e a 25 1. E. da Wenden, 
e a 20 1. S. O. da Pskov, sulla riva 
occid. del lago del suo nome. Non è 
abitalo che da conciatori di pelli e da 
tessitori. I dintorni producono del 
lino molto apprezzato. E patria di Ca- 
terina I, imperatrice delle Russie. • — 
Questo vili, occupa il sito di una picc. 
città con un castello, eretto neli3/jr,che 
i Russi presero agli Svedesi nel 1702, 
e poscia distrussero. — Il lago di Ma- 
rienburg ha quasi 2 1. di lunghezza 
sopra 1 1. di larghezza, ed è assai 
pittoresco. 

MARIENBURG, in ungherese Folde- 
var^ bor. della Transilvania, paese dei 
Sassoni, distr. e a /J 1. N. da Cron- 
stadt, con un castello. Vi si tengono 
varie fiere frequentale, e conta 1,700 
abitanti. 

MARIENFELD, in ungherese Nagy- 
Teremia, vili, della Ungheria, comi- 
lato di Torontal, marca di Kanisa, a 
i3 1. i{4 O. N. O. da Temesvar, e a 
21 1. N. E. da Petervaradino . Evvi 
un gran deposito di polvere. 

MARIENHAUSEN, bor. della Russia, in 
Eur. , gov. di Vitebsk, distr. e a 16 
1. N. da Lucyn, e a 11 I. ij2 S. O. 
da Ostrov, sulla riva sinistra della Niva. 

MARIENHAVE, bor. del reg. di Han- 
nover, gov. , bai. e a 3 1. ij2 O. N. 
O. da Aurick, e a 4 1. N. da Emden. 
Evvi una bella chiesa ed una torre 
altissima. Conta 700 abitanti. I 



MAR 

MARIEN-HERDEKE, città degli Slati- 
Prussiani. Vedi Herdere. 

MARIENIOSSA, vili. dell'Hassia Eletto- 
rale. Vedi Marioss. 

MARIEN - THERESIENSTADT , città 
della Boemia. Vedi Theresienstadt. 

MARIEN - THERESIENSTADT , città 
della Ungheria. Vedi Theresienstadt. 

MARIEN WALDE, vili, degli Stati-Prus- 
siani, prov. di Brandeburgo, reggenza 
di Francfort, circ. e a /| I. 3[4 S. E. 
da Arenswalde, e a ^ 1. N. N. E. da 
Friedberg. Evvi una fabb. di vetri. 

MARIEN WERDER, reggenza degli Sta- 
ti-Prussiani, prov. della Prussia-Occi- 
dentale, confinante al N. colla prov. 
di Pomerania e colla reggenza diDan- 
zica, all' E. colla prov. della Prussia- 
Orientale, al S. col regno di Polonia 
e la reggenza di Posen, e alPO. colla 
prov. di Brandeburgo. Ha 58 I. di 
lunghezza dall' E. all' O. , 16 1. di 
larghezza media, e 875 1. q. Conta 
368,ooo abitanti. È questo paese qua- 
si tutto coperto di boschi, laghi, mac- 
chie, ec. Marienwerder n'è il capo- 
luogo, e si divide nei seguenti i3 
circoli: Conitz, Deutsch-Crone, Culm, 
Flatow, Graudenz, Lobau, Marienwer- 
der, Rosenberg, Schlochau, Schwctz, 
Strasburgo, Stulm e Thorn. 

MARIENWERDER, in polacco Kwi- 
dzin , picc. città, degli Stati-Prussia- 
ni, prov. della Prussia -Occidentale, 
capoluogo di reggenza e di circolo, a 
12 1. ip S. O. da Elbinga, e a i5 f. 
i[2 S. S. E. da Danzica, sopra un'al- 
tura, a 1 1. dalla riva destra della 
Vistola. E sede di una corte superio- 
re di giustizia. Ha 4 sobborghi, una 
chiesa magnifica, e fabbriche di pan- 
ni, cappelli e sapone. Vi sono con- 
ciato] , birrerie e consid. distillato}^ 
e 5,ioo abit. , avendone 35, 200 il 
circ. di tal nome, che ha 47 !• q- I 
suoi dintorni sono fertili e bene col- 
tivati. 

MARIENZELL, bor. della Stiria. Vedi 
Martazell. 

MAR1ES (LfcS S.tes) , città dì Fr. , di- 
part. delle Bocche del Rodano, cir- 
colici, e a G 1. 3[4 S. S. O. da Arles, 
capoluogo di cant. , sopra una piag- 
gia sabbiosa, a i[5 di 1. E. dal Pjo- 



M A K 

colo-RoiIano, presso fa sua imbocca- 
tura. Le strade sono regolari e po- 
lite, e le case costrutte in pietra di 
Àrles. Vi si osservano alcuni avanzi 
degli antichi bastioni. La chiesa è an- 
tichissima e presenta l'aspetto di una 
cittadella, per le sue grosse mura mer- 
late e per le sue torri. Conta 600 abit. 

MARIESTAD, città della Svezia, capo- 
luogo della prefettura di Skaraborg, 
haerad di Vadsbo, a io 1. N. E. da 
Skara, e a 60 1. O. S. O. da Stockolm, 
sulla riva S. E. del lago Wener, alla 
imboccatura della Tida. Le strade so- 
no larghe e regolari, e le case co- 
strutte in legno. Evvi una chiesa, un 
ospedale, ed una prigione. Commer- 
cia di grani, e conta 1,100 abitanti, 
ìn vicinanza evvi l 1 isola Marienholm, 
che rinchiude un palazzo reale, ove 
risiede il governatore. 

MARIE-THÈRÉSE, canale di Francia. 
Vedi Maur (Canal di s.t). 

MARIETTA, città degli Stati -Uniti, 
stato di Ohio, capoluogo della contea 
di Washington, a 32 1. E. S. E. da 
Columbus, al confluente del Muskin- 
gum e dell 1 Ohio, in «una pianura bas- 
sa che il Muskingum copre spesso di 
molti piedi d 1 acqua. Ha due edifizj 
destinati pel culto, una fabbrica di 
panni e delle manifatture di tele di 
cotone. Vi sono dei quartieri da co- 
struzione e conta 1,600 abitanti. — 
In vicinanza di questa città, sulle ri- 
ve del Muskingum, trovansi varie o- 
pere antiche di una grande estensio- 
ne; alcuni le risgiiardano come gli 
avanzi di fortificazioni. — Manetta fu 
fondata nel 1788, sopra un piano 
grandioso, dagli emigrati degli stati 
di Massachusets , Rhode - Island e 
Connecticut; la sua situazione nuoce 
molto al suo accrescimento. 

MARIETTA, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Pensilvania , contea e a 5 1. 
O. N. O. da Lancasler, e a 8 1. S. E. 
da Harrisburgo, sulla riva sinistra del- 
la Susquehanna. Commercia di grossa 
mobiglia, di grani e carbone. Conta 
i,5oo abitanti. 
jMARIGALANTE, una delle Piccole An~ 

lille. Vedi Maria-Galante. 
-MARIGLIANO. città del reg. di Napoli. 
Tom. III. P. II. 



M A R %%i 

prov. della lena di Lavoro, distr. e 
a 1 1. i[2 O. da Nola, e a 4 l- ip E. 
N. E. da Napoli, capoluogo di canto- 
ne. Ha strade regolari « tre belle 
chiese. Vi si tiene un' annua fiera di 
5 giorni, il 9 giugno. Conta 3,5oo 
abitanti. 

MARIGNAC, vili, di Fr. , dipart. del- 
l' Alla-Garonna , circond. e a 5 1. S. 
da s. Gaudens, cant. e a 3(4 di 1. O. 
da s.t Beat, sulla picc. riviera del suo 
nome, che a i[4 di 1. al di là, si riu- 
nisce alla Garonna, alla riva sinistra. 
Conta 5oo abitanti. Vi sono nei din- 
torni marmi bianco-grigio, bianco- 
cupo e grigio-giallo. 

MARIGNANA, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Udine, distr. di s. Vito. 

MAR1GNANE, bor. diFr., dipart. del- 
le Bocche del Rodano, circond. e a 5 
1. S. S. O. da Aix, e a 4 1. i[4 O. N. 
O. da Marsiglia, cant. dei Martigues, 
sopra uno stagno del suo nome, nei 
fondo di una picc. cala. Evvi un ca- 
stello e dei bastioni in rovina; la sua 
chiesa, fabbricata nel XIII secolo, è 
ancora assai solida. Fa un picc. comm. 
di vino ed oglio. Conta 1,400 abi- 
tanti. Si pretende che Mario ne ab- 
Ina gettato le fondamenta, durante il 
soggiorno che fece colla sua armali 
in questo paese. — Lo stagno di Ma- 
lignane è unito a quello di Belmora- 
te, e diviso dall'altro di Berre, me- 
diante un argine di sabbia di 200 
metri di media larghezza, e di 1 1. 
i[4 di lunghezza. L'acqua n'è legger- 
mente salsa . 

MARIGNANO, bor. del reg. Lom.-Ven. 
Vedi Melegnano. 

MAR1GNÈ, vili, di Fr. , dipart. di Mai- 
na e Loira, circond. e a 4 b M 2 &• 
N. E. da Se'gré, cant. e a 2 1. i[4 E. 
O. da Chàteauneuf. Vi si tengono 3 
annue fiere, e conta 1,200 abitanti. 

MARIGNÈ, vili, di Fr., dipart. della 
Sarthe, circond. e a 5 1. i\l\ S. S. E. 
dal Mans, e a 3 1. \\i N. N. O. da 
Chàteau-du-Loir , cant. di Ecomoy , 
sulla Lóne. Conta 1,900 abitanti. 
MARIGN1ER, vili, degli Stati Sardi, di- 
visione di Savoja, prov. diFaucigiij\ 
mandamento e a 1 1. 3j4 E. da Bon~ 
neville. Conta i,3oo abitanti. 
1 i5 



gga MAR 

PARIGNY, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Aisne, circond., cant. e a 2 1. 3^4 da 
Chàteau-Thierry, Vi si tengono 5 an- 
nue fiere, e conta 5oo abitanti. 

MARIGÌST, vili, di Fr„ dipart. dell' Au- 
foe, circond. e a 4 h ip E. S. E. da 
Nogent-sur-Seine, cant. e a 2 1. 3j4 
N. E. da Marcilly-le-Hayer, in un val- 
lone irrigato dalì'Ardusson. Vi si ten- 
gono due annue fiere, e conta 4 00 
abitanti. 

MARIGNY, vili, di Fr., dipart. delle 
Due-Sevre, circond, e a 3 1. i{4 S. S. 
E. da Niort, cant. e a 1 1. N. E. da 
Beauvoir, con 1,000 abitanti. 

MARIGNY, Marenneium, bar, di Fr- , 
dipart. della Manica, circond, e a 2 1. 
1$ O. da s. Lo, e a 3 1. 3j4 N. E. 
da Coutances, capoluogo di cantone, 
Evvi una fabb. di carta, Vi si tengo- 
no 4 annue fiere, e conta i,3oo abi- 
tanti. Aveva il titolo di marchesato. 

3MAR1GNY, vili, degli Stati-Sardi, di- 
visione di Savoja, prov, del Geneyese, 
mandamento e a t 1, ip S, S, E, da 
Rumilly, e a 3 1. 3j4 S. O. da An- 
necy, con i,3oo abitanti. 

MARIGNY-LE^CAHOUET, vili, di Fr., 
dipart. della Costa d'Oro, circond. e a 
2 1. ij4 E. da Semur, e a io 1, N. O. 
da Digione, cant, di Flavigny, con 600 
abitanti. Vi si tengono due annue fiere. 

MARIGNY-L'EGLISE, città di Fr., di- 
part. della Niévre, circond. e a 7 1. 
312 E. S. E. da Clamecy, cant. e a 
2 1. 3[4 N. E. da Lorme, sopra un 
piano elevato, fra la Cure, a destra, 
ed il Chalaux, a sinistra. Commercia 
di legname, e vi si tengono due an- 
nue fiere. Conta 1,600 abitanti, 

MARIGNY-SQUS-MARMANDE, vili, di 
Fr., dipart. d'Indre e Loira, circond. 
e a 6 1, ii2 S. E, da Chinali, e a 2 
1. O. da Ormes, cant. di Richelieu. 
Vi si tengono due annue fiere, e con- 
ta 5oo abitanti. 

MAR1GONDON, vili, dell'isola di Lus- 
son, a 8 1, S, O. da Manilla, sulla co- 
sta merid. della baja del suo nome, 
alla foce del Marigondon. 

MARIGOT, bor. di Maria-Galante. Ve- 
di Gran-Borgo (il). 

MARIGOT (LE), bor. della Guadalupa. 
fé (li Capesterre, 



MAR 

MARIGOT (LE), bor. dell'isola s. Mar- 
tino, una delle Piecole-Antille, capo» 
luogo della parte francese, sulla costa 
settentr., nel fondo eli una baja. Vi 
sono circa 5o abitazioni, , 

MARIGOT (LE), vili, e parrocchia sul- 
la costa N. della Martinica, circond, 
e a 7 1. ip N, O. da La Trinità, e a 
7 1. N. da Forte-Reale. Il suolo, al- ! 
tissimo al di sopra del livello del ma- 
re, è argilloso; esso produce i^iS 
migliaia di zucchero brutto. Il vili, 
sta alla foce di una picc. riviera, in 
una baja di cui prende il nome, 
e che forma uno dei migliori porti 
della costa, difeso al N. da massi^ spun- 
tati. Conta 1,100 abitanti, dei quali 
circa 900 sono schiavi, e i5o uomini 
di colore liberi. 

MARIGOT-DES-ROSEAUX, porto co- 
modissimo, sulla costa occid. dell' i- 
sola s.ta Lucia, una delle Piccole-An- 
tille. 

MARIGUANA, isola dell'arcipelago del- 
le Lucaje, nell'Atlantico, a 25 1. N. 
dalla Grande-Inagua. Il centro sta al 
22 22' di lai. N, e 75° 18' di long, 
O. Ha io 1. d'\ lunghezza dall'E. al-' 
l'O., e 3 1. di larghezza. 

MARUENSKOI-KANAL o CANALE PI 
MARIA, nella Russia europea, gov, 
di Olonetz, distr. di Vitegra. Ha 1 
h 3[4 di lunghezza, dal N. O. al S. 
E., e stabilisce una comunicazione fra 
la Vitegra, tributaria dell'Onega, eia 
ICovja, tributaria del lago Bièlo, e po^ i 
scia, col mezzo della Neva e del Vol- 
ga, fra il Baltico ed il Caspio. Attra- 
versa il picc. lago Matkozèro, ed ha 
12 sostegni onde inalzare le acque che 
vengono dalla Kovja, e 5 per farle 
discendere nella Vitegra. È questo 
canale di grande utilità per le prov- 
viste di Pietroburgo. Pietro il Gran- 
de concepì il progetto di questo ca- 
nale, ma non fu incominciato che 
nel 17991 e si terminò nel 1808. 

MARIRAN, isola dell'Oceano orientale, 
la più merid. delle Rurili. Ha circa 60 
m. di lunghezza. Sta al 46 5o' di 
lat. N. . ■:, ■ 1 

MARIK.O, città del Giappone, nell isola 
di Nifon, prov. diSuruga, con circa 
3oo abitazioni. 



M A fi 

ItfÀTUKtJTZA, Vili, della Tur. europea, 
nella Valacchia-Inferiore, distr. d'Ufo w, 
a i 1. E. N. E. da Bukarest . Evvi 
una fabbrica di tele dipinte ed una 
di carta. 

MARILAND o MARYLAND, uno degli 
Stati marittimi degli Stati-Uniti del- 
l'America settentr., nella regione orien- 
tale della confederazione, quantunque 
sia uno di quelli chiamati stati del 
Sud {Southern States). Sta fra 3?° 
58' e 39° 44' di lat. N., e fra 77 22' 
e 8i° 52 ; di long. O. Confina al N. 
col parallelo di 39 43 '•> ove ha fine 
la PeDsilvania ; ali' E. , collo stato di 
Delaware, verso cui il suo limite è 
formato dal meridiano di- 7 6° e il pa- 
rallelo di 3S° 28'; al S. E. coli' A- 
tlantico ; al S., col parallelo di 38°. 
verso la Virginia, e colla baja di Che- 
sapeake ; al S. O. col Potomac, che 
Io divide dalla Virginia, e, sopra una 
corta estensione, col distr. di Colum 
bia ; all'O., infine, colla Virginia, ver- 
so cui ha per limite, da questo lato, 
il meridiano di 8i° 52 r . La sua lun- 
ghezza, dall'E. all'O., è di 7 5 I. ; la 
larghezza, che aumenta generalmente 
avanzandosi verso l'È., varia da 1 1. 
a 43 1., essendo la sua superficie di 
3,397 leghe. — La gran baja Chesa- 
peake, che incomincia al limite il più 
merid. e non termina che nella Pen- 
silvania, divide questo stato in due 
regioni, che si estendono, l'una all'È., 
e l'altra all'O. La prima è bassa, pia- 
na, qua e là paludosa, ed irrigata dal- 
l' Elk, il Chester, il Choptank , la 
Nanticoke, e la Pokomoke, che scor- 
rono alS. O. ; la seconda presentalo 
stesso aspetto fisico lungo le coste, e 
soprattutto verso la imboccatura de' 
suoi corsi d'acqua, che scorrono ge- 
neralmente al S. E. ; si osservano fra 
essi il Potomac, il Bush, il Gunpowder, 
il Poplar ed il Patuxent. Rimontan- 
doli, si trovano prima varie pianure 
unite e spoglie di pietre ; al di sopra 
il paese s' inalza , e vi si riscontrano 
molti anelli degli Alleghany. 11 clima 
è tanto più sano,, quanto sièpiùlujft- 
ge dal mare ; il termometro s' inalza 
spesso in giugno a -f 26°R. Durante 
Testate e l'autunno, le febbri sh- 



m a ti m 

termittenti regnano all'È, della baja 
Chesapeake. Un cangiamento notabile 
nella temperatura si fa rimarcare al 
S. di Baltimora ; il calore e la umi- 
dità vi sono molto maggiori che nel- 
le* contee del R, eie produzioni del- 
le contrade merid. incominciano a 
farsi vedere. Il suolo è particolarmen- 
te favorevole alla coltivazione del ta~ 
bacco, formento, mais e della patata 
dolce; i due primi articolivi sono di 
una qualità superiore ed assai ricer- 
cati nel commercio \ vi abbondano 
pera, pomj, ciriegie e pesche, e que- 
ste frutta vengono in parte distillate» 
Le foreste e le valli sono popolate 
di quercie, noci, frassini, magnolie, pi- 
ni e cipressi. Da poco tempo s'intro- 
dusse la coltivazione del cotone, che 
sembra riuscire. 11 bove, il montone, 
e soprattutto il porco, vi sono assai 
apprezzati. Li principali prodotti del 
regno minerale consistono in ferro di 
qualità eccellente, e di cui vi sono 
moltissime miniere , rame , piombo , 
zinco e carbon fossile. Si costrussero 
già vari fornelli onde fabbricare le 
macchine e gli utensili necessari alle 
manifatture; vi sono in gran nume- 
ro le vetraie, i mulini da carta ed 
altre fabbriche, il cui valore totale, 
nel 1820, ascese a 286,719,850 fran- 
chi . 11 comm. consiste specialmen- 
te in farina e tabacco ; gli altri ar- 
ticoli sono ferro, porci, fave, grani di 
lino, ec. ; queste esportazioni giunse- 
ro, pel 18 16, a 36,693,835 franchi. 
Un rapido accrescimento di prosperi- 
tà si fece particolarmente rimarcare 
a Baltimora, che, per la sua commer- 
ciale importanza, occupa il quarto po- 
sto fra le città della confederazione,, 
La popolazione di questo stato era, 
nel 1810, di 38o,546 abit., enei 1820, 
di 4°7}35o , dei quali 260,222 bian- 
chi , 39,730 neri liberi, e 107^98 
schiavi. ■ — I cattolici romani che fu-* 
rono i primi abitatori del paese, for- 
mano ancora il numero maggiore; 
gli altri sono episcopali, presbiteriani, 
metodisti, battisti, luterani, ec. La in- 
struzione pubblica è quivi florida ; vi 
si contano 1^ scuole mantenute in 
|>arte dal governo, che 3 nel *8iij 



384 M .4 K 

loro assegnò 12^,000 franchi: la uni- 
Tersità di Mariland, il collegio di s. 
Mary e quello di Baltimora meritano 
di essere particolarmente distinti. — - La 
costituzione di questo stato, stabilita 
nel 1776, presenta alcune disposizioni 
che le sono particolari; il potere le- 
gislativo è diviso fra iS senatori ed 
una camera di deputati ; i primi so- 
no eletti da un' assemblea di elettori 
disegnati eglino stessi dai liberi possi- 
denti. Il potere esecutivo è confidato 
ad un governatore, assistito da cin 
que consiglieri ; esso viene eletto an 
nualmente, e non può prolungare le 
pue funzioni al di là di tre anni, ne 
essere eletto un'altra volta prima di 
quattro anni. Tutti i cittadini bian- 
chi, dall'età di 21 anno, godono del 
diritto di votare, purché abbiano risie- 
duto un anno nello stato, e sei mesi 
nella contea ove sono chiamati ad e- 
sercitarlo. Il potere giudiziario com- 
prende principalmente sei corti di 
giustizia, composte ciascuna di tre 
giudizi amovibili. — Questo stato, il 
cui capoluogo è Annapoli, si divide in 
19 contee, delle quali 8 sono all'È., 
eu all' O. della haja Cfresapeake " 
le prime sono quelle di Carolina, Ce 
cil, Dorchester, Kent, Queen-Ann, 
Somerset, Talbot e, Worcester; quelle 
deli'O. sono Alleghany, Ann-Arun- 
del, Baltimora, Calvert, Charles, Fre- 
derick, Harford, s. Mary, Montgomery, 
Principe-Giorgio e Washington. — Il 
Blariland è la terza colonia inglese 
che sia stata fondata nell'America del 
Nord; Guglielmo Clayborne, che, il 
primo, fu patentato onde commer- 
ciare con questo paese, formò, nel 
j63i, un piccolo stabilimento nell'i- 
sola di Iient. Nello stesso tempo, 
Giorgio Calvert, lord Baltimore e suo 
figlio, e Guglielmo Penn gettarono le 
fondamenta di una colonia che prese 
il nome di Mariland, in onore di En- 
1 ichetta-Maria, moglie di Carlo I, e 
si estese dalla riva settentr. del Po- 
tomac smo al 40 grado di latitudine. 
Sino dalla sua origine si fece rimar- 
care per la superiorità delle sue insti- 
tùz.ioni, per una tolleranza universale 
di tutte k opinioni e pratiche reli- 



M A R 
; giose, e per una più umana interpre- 
tazione del cristianesimo a favore del- 
le nazioni indiane, al cui riguardo si 
aveva adottato, da per tutto altrove, 
il sistema dello sterminio. Nel 1639, 
un codice di leggi venne a darle la 
forma di un governo rappresentativo. 
Le guerre civili vennero a turbar- 
la al tempo dalla crisi politica della 
fine del regno di Carlo 1 ; la pace fa 
turbata ancora dalla insurrezione de! 
i656, diretta da Giosia Fendali, e 
dalle lunghe contese fra i proprietari 
e la corona, terminate, nel 1716, col- 
la ricognizione dei diritti dei primi. 
Da questo anno sino al 1776, il Ma- 
riland non cessò di godere di una 
costante tranquillità ; ma frattanto que- 
sto lungo felice stato fu accompa- 
gnato dall'accrescimento della popo- 
lazione nera, calamità di cui questo 
paese risentirà per lungo tempo gli 
effetti. Gli abit. del Mariland si sono 
distinti pel loro ardore e bravura du- 
rante la guerra della indipendenza. 
Questo stato noa entrò che nel 1788 , 
nella Confederazione, alla quale ce- 
dette, due anni dopo, una porzione 
della riva orient. del Potomac, che 
passò al distr. di Columbia, perchè vi 
si stabilisse, a Washington, la sede del 
governo degli Stati-Uniti. 
MARILAND o MARYLAND, comune 
degli Stati -Uniti, stato di Nuova-; 
York, contea di Otsego, a 6 1. S. da , 
Cooperstown. Conta 1,400 abitanti. 
MAfULAND o MARYLAND -POINT, 
penisola fra la baja di Chesapeacke 
e V Oceano. 
MARILLA1S (LE), vili, di Fr. , dipart. 
di Maina e Loira, circond. eajl. N. 
da Beaupreau, cant. e a i\\ di 1. da 
s.t Florent-le-Vieil. Vi si tengono tre, 
annue fiere. 
MARILLY, casale di Fr. , dipart. della 
Costa d'Oro, presso e al N, di Beati- 
ne. Nei dintorni si trovano molti a- 
vanzi di costruzioni e delle medaglie 
dei primi imperatori romani, essen- 
dovi si raccolti anche dei cippi o fram- 
menti di pilastri, portanti figure di 
deità pagane. 
MAR1M, baja dell'Atlantico, sulla costa 
del Brasile, prov, di Maranhao. alla 



MAR 

imboccatura di una picc. riviera. Lat. 
S. a° 20' 3o"; long. O. 45° 34' 3o". 
MARIMATHA, città dell'Arabia felice, 
posta da Tolomeo fra Vodona e Saba. 
MAR1N (S.ta MARIA DI), bor. della 
Spagna, prov. e a 3 1. ip N. da Vigo, 
nella Galicia ; sulla baja del suo no- 
me, formata dalf Atlantico, ove sta 
un buon porto, difeso dal forte san 
Fernando. Ewi un priorato di Ber- 
nardini. La pesca, e soprattutto quel- 
la delle sardelle, è attivissima sulla 
eosta. Conta 2,5oo abitanti, comprese 
le dipendenze; la maggior parte di essi 
serve nella marina. 
MARIN (il) , vulcano estinto nel S. del- 
l' isola della Martinica. 
MAR1N (il) , bor. e parrocchia sulla co- 
sta S. O. dell'isola della Martinica, 
capoluogo di circond., a 5 1. E. S. E. 
da Forte-Reale, nel fondo della baja 
del Cul-de-sac Marin , che vi forma 
un buon porto. Il borgo, uno dei più 
consid. dell'isola, ha una chiesa bene 
fabbricata, più di 60 abitazioni e dei 
magazzini. Evvi una dogana. 11 com- 
mercio non è molto attivo. — Il suolo 
della parrocchia è argilloso e calca 
reo, fertile e bene coltivato; le sic 
cita vi sono spesso disastrose. Pro 
duce 845 migliaja di zucchero brutto. 
Conta 2,000 abit., fra i quali 1,400 
schiavi e circa 3oo uomini di colore 
liberi. — Il circond. contiene i3,ooo 
abitanti, dei quali 11.800 sono schia- 
vi e 1,200 uomini di colore liberi. 
MARIN, vili, della Svizzera, cant. e a 1 
1. ij4 E. N. E. da Neuchàtel, e a q4 
di 1. E. da s.t Blaise, sul lago di Neu- 
chàtel. Evvi una fabbrica d'indiane e 
conta 200 abitanti. 
MARINA, vili, del reg. Lora.-Ven., 

prov. di Venezia, distr. di s. Dona. 
MARINA ( HAGIA ) , convento greco, 
nell' isola e a 1 1. O. da Zea, nell'Ar- 
cipelago. Nei dintorni evvi una mi- 
niera di piombo. 
MARINA (la), bor. della Tur. asiatica, 
nella Siria, pascialicato di Tripoli, sul 
porto di Ladikièh, a ij4 di 1. dalla 
città di questo nome. Fu vittima del 
terremoto del luglio 1822; la fortez- 
za, che minacciava rovina da lungo 
tempo, cadde, come pure la moschea, 



M A R 885 

ed il gran fcan dei tabacchi ; la do- 
gana, le case e molti magazzini fu- 
rono considerabilmente danneggiati. 
Questo luogo è poco abitato dacché 
il suo porto è in gran parte inter- 
rato . 

MARINA-DEL-REY (S.ta), bor. della 
Spagna, prov. e a 5 1. i{4 O. S. O. 
da Leon, e a ijs I. N. E. da Bena- 
vides, sulla riva sinistra dell' Orvigo. 
Vi si fabbricano grosse stoffe di lana 
e della tela. Conta 900 abitanti. 

MARINA DI CAMPO, vili, dell'isola di 
Elba. Vedi Campo. 

MARINA DI LURI, vili, di Fr., dipart. 
della Corsica, circond. e a 4 !'• 3l4 N„ 
da Bastia, e a 6 1. N. N. E. da s.t 
Florent, capoluogo del cantone di 
Seneca. 

MARIN D JAN o MARINDJAL, bor. del- 
la Nubia, nel Sennaar, presso la riva 
sinistra del Bahr-el-Azrak, a 20 1. N. 
da Sennaar. 

MARINDUQUE o MARINDUKE, isola 
dell'arcipelago delle Filippine, presso 
e al S. dell'isola Lusson, al i3° 25 / 
di lai. N. e 119 37' di long. E. Ha 
16 1. di lunghezza dal N. al S. , e 4 
1. di media larghezza. È fertile e be- 
ne coltivata ; vi abbondano gli alberi 
di cocco. Conta 1,600 abitanti. Ha 
per luoghi principali Roac e Napo. 

MARINELLA, forte della Sicilia, prov. 
di Girgenti, distr. e a 6 1. N. O. da 
Sciacca: a circa 1 1. O. stanno le rovine 
di Selinonte. 

MAR1NELLO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Mantova, distr. di Viadana. 

MAR1NEO, città della Sicilia, prov., 
distr. e a 4 h S. da Palermo, con 
6,5oo abitanti. 

MARINES, bor. di Fr., dipart. di Senna 
ed Oise, circond. e a 3 1. N. (X da 
Pontoise, a 9 1. N. da Versailles e ad 
eguale distanza N. N. O. da Parigi, 
capoluogo di cant. , poco lungo dalla 
Viosrie. Vi si osserva un antico castel- 
lo, ed una bella casa di delizia. So- 
novi fornaci da tegole e mattoni, e 
forni da gesso. Vi si tengono due an- 
nue fiere, e conta i,4oo abitanti. E- 
ravi anticamente un priorato di Ca- 
nonici regolari, al quale successe una 
comunità dei Preti dell' Oratorio. 



ne MAR 

M ARINGA, borgata dell'interno dell'A- 
frica, nel paese dei Mumbos, al N. di 
Tète, alla sinistra del Zambèze. 

MARINGDES, città di Fr., dipart. del 
Puy-de-Dóme, circond. e a 4 I. 0. N. 
O. da Thiers , e a 5 1. ip N. E. da 
Clermont-Ferrand, capoluogo di canL, 
nel più fertile territ. della Lima- 
gne, sulla Morge, che, a ij/j. di I. di 
distanza, si unisce all'ÀUier. Vi sono 
conciato) e fabb. di marrocchini , e 
pelli di camozzo. Fa un gran comm. 
ai grani. Vi si tengono 9 fiere annue, 
e conta 3,8oo abitanti. 

MARINGUINS MARINGUINI (MARI- 
GOT DEI ) , Ghiagheyr, braccio del 
Senegal, nella Senegambia. Si stacca 
dalla riva destra del fiume , al N. O. 
dell'isola di Beldo, a 12 1. N. N. E. 
da S. Luigi, scorre al N. O., e si get- 
ta nell'Atlantico, dopo un corso di 5 1. 

MARINHA (S.ta), bor. del Portogallo, 
prov. di Beira, comarca e a 8 ]. O. 
S. O. da Guarda, e a 9 1. it2 S. S. 
E. da Viseu. 

MARINHA-GRANDE,bor. del Portogallo 
prov. di Estremadura, comarca e a 2 
I. da Leiria, in un paese sabbioso e 
un poco paludoso. Evvi una bella 
fabbrica di vetri, fondata da un in- 
glese, che provvede in parie il Por- 
togallo e i suoi possedimenti marit- 
timi di ogni sorta di vasellami e la- 
vori in vetro. Conta 1,600 abitanti. 

MAR1NIANAE, città della Pannonia, se- 
condo l'itinerario di Antonino, che 
la situa sulla strada da Jovia a Sir- 
mium, fra Serota e Verei, a 20,000 
passi dalla prima , e 22,000 dalla se- 
conda. 

MARINILLA, città della Colombia, di- 
part. di Cundinamarca, prov. di An- 
tioquia (Nuova-Granata). Lat. N. 5° 
l\\ ( . Sta a i,o58 tese sopra il mare, 
e conta 4->9°° abitanti. 

MARINO, Bovillae, grosso bor. degli 
Stati della Chiesa, comarca e a 5 1. 
i\i S. E. da Roma. Evvi un castello, 
che si crede fabbricato da Mario. 

MARINO (S.n), repubblica d'Italia, rin- 
chiusa negli Stati della Chiesa , sotto 
la cui protezione si trova, posta fra la 
legazione di Forlì, al N., e la delega- 
azione di Urbino e Pesaro , al S. Ha 



MH 
2 I. dì lunghézza, dall'E. all'O., sopra 
1 I. i|2 di larghezza, e circa 3 1. di 
superficie. Il territorio non consiste 
che in una mont. scoscesa, chiamata 
sino al X secolo Mons Titanus, che 
ha 35o tese di elevazione, e nei vili. 
di Faet?aio e Serravalle, che stan- 
no ai piedi di questa montagna. Un 
picc. affluente della Marecchia scorre 
nella sua parte N. O., e l'Ausa e l'A- 
marano, tributari diretti dell'Adriatico, 
hanno le loro sorgenti sui limiti N. 
E. e S. E. In generale V acqua vi è 
scarsa, non bevendovisi che quella del- 
le cisterne. I suoi principali predotti 
sono vino eccellente, óglio comune* 
frutta e seta: si alleva un sufficiente 
numero di bestiame. Conta 7,000 abi- 
tanti. — Li poteri legislativo ed ese- 
cutivo risiedono in un senato compo- 
sto di 60 consiglieri eletti a vita (20 
nobili, 20 borghesi , è 20 villici ), e 
presieduto da due gonfalonieri o ca- 
pitani eletti per tre mesi. Dodici mem- 
bri, presi nel senato, formano una 
sorte di tribunale di appello. Ciascun 
cittadino ha il diritto di petizione al- 
la grande assemblea nazionale ^ chia- 
mata arringo, che si raduna ogni 6 
mesi. Questa rep. non ha che 60,000 
fr. di rendita pubblica , e 60 uomini 
di truppe , divise in due guardie pei 
gonfalonieri. Questo picc. stato deve 
la sua origine ad un dalmata scarpel- 
lino, chiamato Marino , che venne a 
stabilirsi sulla montagna, nella secon- 
da metà del VI secolo , e che fu po- 
scia canonizzato. Molte persone essen- 
dosi riunite intorno al suo eremitag- 
gio, questo sant'uomo trasmise loro i 
suoi principj di libertà ed eguaglianza 
evangelica; a poco a poco questa so- 
cietà s'ingrandì, e la sua indipenden- 
za si rassodò, per così dire, mediante 
la specie di oscurità in cui cercò sem- 
pre di vivere. Allorché Cesare Borgia 
metteva a sacco il centro della Italia, 
in luogo di fargli resistenza, S. Marino 
ricevette il governatore da esso invia- 
to, ma lo scacciò subito alla caduta del 
tiranno. Invasa , nel 1739, dal cardi- 
nale Alberoni, gli abitanti se ne ap- 
pellarono alla Santa Sede, che finì col 
renderle la propria libertà. Nel ira- 



MAR 

saero delle cagioni, per le quali con- 
servossi la indipendenza di questo picc. 
stato, devesi ricordare la protezione 
disinteressata dei vicini duchi di Ur- 
bino, e lo spirito di moderazione e 
di equità dei Pontefici, quando que- 
sto territorio trovossi rinchiuso nei 
ìoro stati. Allorché, nel 1797, Bona- 
parte divenne padrone di questa par- 
te d'Italia, egli assicurò la rep. di S. 
Marino dell'amicizia del governo fran- 
cese, e le offrì anche una estensione 
di territorio, che però fu rifiutata; 
tale moderazione fu ricompensata col 
dono di 4 pezzi di cannone. In se- 
guito, fu riunita al dipartii», del Ru- 
bicone, nel regno d'Italia. Nel 1817 , 
Pio VII riconobbe di nuovo la sua in- 
dipendenza. 
MARINO (S.), città capitale della rep. 
del suo nome, a 5o 1. N. da Roma, a 
20 1. E. N. E. da Firenze, e a 220 
ì. S. E. da Parigi. Sta sopra una 
montagna scoscesa, alta 35o tese, la 
quale non è accessibile che da un la 
to. Lat. N. 43° 56 / 21"; long. E. io 1 
fi' So-".. Ha tre picc. forti , e qualche 
altra opera di fortificazione , e rin 
chiude 5 chiese e tre conventi , Non 
vi si beve che l'acqua delle cisterne. 
Commercia di vini, seta e bestiami. 
Conta 5,5oo abit, assai gelosi della 
ìoro libertà. Questa città s'inalzò, ver- 
so l'anno 600 , nel luogo is tesso ove 
erasi stabilito l'eremita S. Marino. 
Credesi sia la città della Umbria chia- 
mata da Strabone Marinum. 
MARINUS LACUS, lago d'Italia, nella 
Toscana, in vicinanza del porto Erco- 
le, secondo Strabone. Dicesi che cor- 
risponda al lago di Orbitello. 
MARION , baja sulla costa orient. della 
terra di Diemen, fra il capo Paul-La- 
manon e la punta Ressac. È esposta 
ai venti del S. e dell' E., ma 1' anco- 
rameli to vi è buono. 
MARION, contea degli Stati-Uniti , nel 
N. O. dello stato di Alabama. Pike- 
vilìe n'è il capoluogo. 
MARION, contea degli Stati-Uniti, nella 

parte merid. dello stato d'Illinese. 
MARION, contea degli Slati-Uniti, nel 
centro dello slato d'Indiana. 11 capo- 
luogo è tnUijmopolis, 



MAR Uy 

MARION, contea degli Stati-Uniti, nel 
S. dello stato di Mississipi, con 3, 100 
abitanti. 11 capoluogo è Columbia. 

MARION, comune degli Stati -Uniti, 
stato di Ohio, capoluogo di contea, a 
36 ]. N. da Columbus. 

MARION, contea degli Stati-Uniti, nel 
S. dello stato di Tennessee, con 3,900 
abitanti. Ha per capoluogo Jasper. 

MARION, vili, degli Stati-Uniti, slato di 
Alabama, capoluogo della contea di 
Perry, a io 1. N. da Cahaba, sulla ri- 
va destra della riviera di questo nome. 

MARION, vili, degli Slati - Uniti, stato 
della Carolina del Sud, capoluogo di 
distr., a 36 1. N. N. E. da Charleston 
e a 20 1. N. da Georgetown. Il di- 
str. conta 10,200 abitanti. 

MARION, vili, degli Stati-Uniti, stalo 
di Georgia, capoluogo della contea di 
Tvviggs , a'n 1. S, S. O. da Milled- 
geville. Ha un palazzo di giustizia, una 
prigione, e 200 abitanti. 

MARION, vili, degli Stati-Uniti, stato di 
Missuri, capoluogo della contea di Co- 
le, a 9 1. O. da Jefferson, sulla riva 
destra del Missuri. 

MARION -ET -CROZET, gruppo di 4 
picc. isole dell'Oceano Indiano austra- 
le, al 45° 3o> di lat. S. e 45° di long. 
E. Fu scoperto dai navigatori fran- 
cesi Marion e Crozet, che le chiama- 
rono isole della Caverna , della Pos- 
sessione, Arida ed Hardia. Il capitano 
Cook , che vide questo gruppo nel 
1776, gli diede il nome di questi due 
navigatori che lo scopersero. 

MARIONA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Verona. 

MARIONIS C1VITAS, città della Ger- 
mania , posta da Tolomeo nella par- 
te settentr. fra Lirimiris e Mario- 
ìiis Altera. 

MARIONIS ALTERA, città della parte 
settentr. della Germania , secondo 
Tolomeo, fra Marionis Cwitas e Coe-° 
noenam. Credono alcuni che corispon- 
da a Lubecca. 

MARIOS, città della Laconia, al N. dì 
Geronthrae, situata in un terreno 
paludoso,, in cui trovami molte fon- 
tane. Vede vasi un tempio dì Dia uà. 

MARIOSS o MARIENIOSSA, vili, del- 
rilassia Elettorale, prov. di llanajj, 



S88 M A B 

ciré, e a i 1. 3[4 S. da Schlùchtern, 
bai. e a ■ i 1. 2(3 S. E. da Steinau, 
snll' lossa, affluente della Sinn, e co- 

« nosciuta per le sue trote e per le per- 
le che vi si pescano. Fa un consid. 
commercio in legname. Conta 5oo a- 
bitanti. 

MARIPIPI, isola dell 1 arcipelago 'delle 
Filippine, a 8 I. S. E. dall'isola Ma- 
sbate. Lat. N. u° W, long. E. iai° 

V- 

MARIPPY, bor. del Brasile, prov. e a 
4ao I. O. da Para, distr. di Rio-Ne- 
gro, sulla riva sinistra delYapura. È 
abitato da Indiani. 

MARIQU1TA, città della Colombia, di- 
part. di Cundinamarca (Nuova Gra- 
nata), capoluogo di prov., a 24 1. N. 
O. da S.ta Fé-de-Bogota, presso di 
un picc. affluente della Maddalena, 
sul declivio di alte mont. granitiche, 
e sotto un clima temperato. Ha una 
bella chiesa e molti altri edilìzi. Dac- 
ché le ricche miniere d' oro ed argen- 
to, che si scavavano un tempo nei 
dintorni, furono abbandonate, questa 
città è decaduta, non essendovisi più 
che 4°° a 5oo abitanti. — La pro- 
vincia di Mariquita occupa la parte 
' centrale del dipart. di Cundinamar- 
ca. Gli abit 
ti al gozzo. 

MARIS, paludi della Tracia, nel paese 
dei Ciconi , secondo Stefano di Bi- 
sanzio. Diedero il nome alla città di 
Maronea. 

MARIS, fi. della Mesia europea , nel 
paese degli Agatirsi, secondo Erodo- 
to. Si gettava nell 1 Ister. 

MARISSA, città della tribù di Giuda, 
la stessa che Maresa o Maresechet. 

MARISVILLE o MAR YSVILLE, comu- 
ne degli Stati-Uniti, stato di Ohio, 
capoluogo della contea di Unione, a 
9 1. N. O. da Columbus. 

MARISVILLE o MARYSV1LLE, vili, 
degli Stati-Uniti, stato di Tennessee, 
capoluogo della contea di Blount, a 
42 1. E. da Murfreesborough e a 6 1. 
S. S. O. da Knoxville. 

MARISVILLE o MARYSVILLE, vili, 
degli Stati-Uniti, stato di Virginia, 
capoluogo della contea di Carlotta, 
a 26 1. O. S. O. da Richmond; 



MAR 

MARITCHANDGI, riviera deirindest?*, 
nel Neypal, paese dei 24 Radjahs. 
Discende dal versatojo merid. dell'Ai- 
malaya, scorre al S. S. E., e si con- 
giunge alla Setiganga, alla riva sini- 
stra, a 6 1. S. O. da Gorkha, dopo 
un corso di circa 3o leghe. 

MARITIMA COLONIA, città della Gal- 
lia Narbonese, posta da Tolomeo nel 
paese degli A natili , che Plinio e 
Pomponio Mela chiamano Avarici. 
Mela aggiunge di' era fabbricata sulla 
riva dello stagno degli Avatici. 

MARITIMA AVATICORUM, città della 
Gallia Narbonese, sulla riva N. E. 
dello stagno di Berre. Passava per 
questa città l 1 antica strada militare 
che andava da Arles e Marsiglia. 

MARITTIMO o MARETIMO, Riera o 
Maritima, isola del Mediterraneo, la 
più occidentale delle Egadi, presso la 
costa occìd. della Sicilia, prov. e distr. 
di Trapani, a 5 1. O. N. O. dell'iso- 
la Favignana. Lat. N. 38°; long. E. 
9 42'. La sua lungh. è di 1 1. ip e la 
sua largb. di q2 lega. È montuosa e 
stenle. Evvi un forte alla estremità 
N. E., sopra una altura scoscesa. 

MARITZA, MARIZZA o MARISA, He- 
brus, fiume della Tur. europea, nel- 
la Romelia. Ha origine nel versatojo 
N. E. del Despotodagh, nel sangiac- 
cato di Sofìa, a 6 1. O. da Kostendjé 
e a 3 1. S. da Samarov, scorre all'È. , 
passa a Tatar-Bazardjik e a Filippo- 
poli, entra nel sangiaccato di Tchir- 
men, irriga Adrianopoli , attraversa, 
scorrendo verso il S., il sangiaccato 
di Gallipoli, ove bagna Djes»-Erke- 
né, Dimotika ed Ipsala , e, giunto 
presso Feredjik, si divide in due rami, 
dei quali il più occidentale va a get- 
tarsi nell'Arcipelago, a 2 1. N. O. da 
Enos, e l'altro nel golfo di questo no- 
me, formato da questo mare, a 4 1- N. 
N. E. da Enos, dopo un corso di 
circa 80 leghe. I suoi principali afflu- 
enti sono, a destra, il Pachakai, lo 
Stanimaki-su , l'Ouzundja e l'Arda, 
e a sinistra, la Tondja e l'Erkené, 
Questo fiume, quasi da per tutto co- 
perto d'isole, non ha che 3oo tese 
nella sua maggiore larghezza . Non 
è navigabile, dopo Adrianopoli . che 



MAR 

nell'inverno ed in primavera; dama- 
le le due altre stagioni, manca di a- 
cqua, e vi sono dei guadi su molti 
punti. La valle che bagna è fertile e 
bene coltivata, vedendovisi molte pian- 
tagioni di gelsi. — E questo V Ebro 
degli antichi, le cui rive, dicesi, furo- 
no abitate da Orfeo. Nelle sue acque, 
secondo i poeti, le donne di Tracia 
gettarono la testa sanguinosa di que- 
sto sfortunato amante. 
MARIUM, città dell'isola di Cipro, sulla 
costa merid., in vicinanza del mare, 
fra Amàthus, all'O., e Citium, verso 
il N. E. 
MAR1UPOL o MARIOUPOL, città del- 
la Russia europea, gov. e a 5i 1. S. 
E. da Iekatèrinoslav, disti*, e a 36 1. 
O. da Rostov, alla imboccatura del 
Ralmius nel mare di Azov. Ha due 
chiese bene fabbricate, una specie di 
bazar, e fabbriche di marocchino ros 
so. Il suo picc. porto fa un gran 
commercio di biade, e la pesca sulla 
costa è abbondante, principalmente 
quella dello storione. Conta i,8oo a- 
bitanti. La steppa di Mariupol abbon- 
da di selvaggiume, e la coltivazione 
dei gelsi vi è assai diffusa. — Gli abi- 
tanti sono greci, che Catterina li fece 
trasportare dalla Crimea nel 1784. 
MAR1US, città libera della Laconia, se- 
condo Pausa nia. 
MARIUT, MARIOUT, MAREOTIDE, 
Mareia o Mareotis palus^ lago del- 
la parte occid. del Basso-Egitto, prov. 
di Bahéirèh, diviso, al N. O., dal Me- 
diterraneo, mediante una banda di 
terra, coperta in parte da colline cai 
caree, ed in parte dalle rovine del 
l'antica Alessandria e dalle costruzio- 
ni della nuova ; verso questa città 
la larghezza di questa banda è pres 
so a poco di ij2 lega ; sopra altri 
punti, non è che di ij4 di lega. Uno 
spazio altresì strettissimo, che percor- 
re il canale IVIahmudiéh o di Alessan- 
dria, la divide al N, dal lago Madièh. 
— 11 lago Martut ha circa io J. di 
lunghezza, dall'E. S. E. alì'Q. N. O., 
e 5 1. di media larghezza. Era un 
tempo pieno continuamente dalle a- 
cque del Nilo ; fertili giardini, ab- 
bondanti vigneti lo circondavano, ed 
Tom. III. P. II. 



MAR . ÌI9 

Ab alfe da parla di questo cantone 
come di un soggiorno delizioso, ma 
le acque avendo cessato di perve- 
nire in sufficiente quantità, il lago si 
vuotò in parte per la evaporazione, e 
la piccola quantità di acqua rimasta 
in fondo, aumentala dalle filtrazioni e 
delle acque piovane, divenne salma- 
stra per la salsedine naturale del- 
le terre, e fuori di stalo di servire 
alle irrigazioni. Dopo i travagli fat- 
ti eseguire dal pascià, si spera di 
renderlo a secco. — Il lago Mariut 
prese il nome dall' antica città di 
Marea, le cui ruine trovansi presso 
la riva S. O. Di questo lago molto 
parlano Plinio e Strabene, assicurali» 
do questo ultimo che le acque sì e- 
rano accresciute mediante dei canali 
che venivano dal Nilo, in modo che 
si poteva andare per acqua in tutto 
T Egitto. Per tal motivo gli abit. di 
Alessandria avevano su questo lago 
un porto più ricco e meglio prove- 
duto di quello che stava dal lato del 
Mediterraneo. Lo stesso Strabone dà 
a questo lago i5o stadi di larghezza 
e quasi il doppio di lunghezza. Tutti 
gli autori antichi, e Virgilio special- 
mente, fanno elogio al vino che cre- 
sceva sulle sue rive. 
MARIVELLE, vili, e porto dell'isola di 

Lusson. Vedi Mé.RiB*LBs. 
MARIZY, vili, di Fr. , dipart. di Sao- 
na e Loira, circond. e a 4 '• N. N. E. 
da Charolles, cant. e a 1 1. N. O. da 
la Guiche. Vi si tengono due annue 
fiere, e conta 1,100 abitanti. 
MARJOVETZ, isola della Russia euro- 
pea, gov. di Arcangelo, distr. di Ble- 
zen, nel mar Bianco , al N. O. del 
golfo di Mezen. Lat. N. 65° 45' ; long. 
E. 2i°5o / . Ha 3 o 4 1- di lunghezza. 
MARIZZA (S.ta), vili, del reg. Lom.- 
Ven. , prov. di Udine , distr. di Co- 
droipo. 
MARK o MARCII (la), ani. contea del- 
l' Alemagna, compresa nel circ. di West- 
falia, e soggetta al re di Prussia. Aveva 
una superficie di 59 1. q., ed una po- 
polazione dì 3o,ooo abitanti. Questo 
paese è attraversato dalla Roer, dalla 
Lenue e dalla Wolme, che si unisco- 
no insieme. È ancora irrigato dall'Era - 
1 16 



Sgo- M À E 

sei? e dalla Lippe. Porterà un teinpo 
il nome di Aliena , borgata Sulla 
Len ne. Il suo nome presente le ven- 
ne da un castello situato presso ed 
'al S. E. della città di Hamm, che n'era 
la capitale. Il suolo è fertile in ogni 
sorla di grano, e vi si raccoglie il ca- 
nape in grandissima quantità Le fo- 
reste ed i pascoli vi offrono altre 
risorse, come le sue miniere di car- 
bone , ferro , piombo e qualche al- 
tro metallo. Fu riunita alla Francia, 
e nel 1806 formò !a maggior parte 
del dipart. della Ruhr, nel gran du- 
cato di Berg. Nel 18 14 ritornò alla 
Prussia, ove costituì una buona por- 
zione della reggenza di Arensberg, • 
nella prov. di Westfalia. 

MARK o MARCK, haerad della Svezia,] 
nella prefettura di Elfsborg. 

MARKAB, bor. della Tur. asiatica, nella; 
Siria, pascialicato di Aleppo, presso al 
Mediterraneo, a 9 1. S, S. E. da La-I 
dikiéh. Lat. N. 35° 9 o"; long. E.' 
33° 36' io". Evvi un castello fortifi- 
cato che fu in parte distrutto da un 
terremoto nel 1822. Fu questa la 
sede primaria dei sabei, o così detti 
cristiani di s. Giovanni Battista. 

MARK-ALVENSLEBEN, bor. degli Sta- 
ti-Prussiani. Vedi Alvensleben. 

MARKARY, città dell' Indostan inglese, 
presidenza di Madras, nel Mdabar, 
distr. di Tcherical, a 3 1. N. O. da 
Cananore, alla estremità S. E. di una 
stretta lingua di terra che si avanza 
fra il mare di Oman ed una riviera, 
al S. E. del monte Delly. 

MARKDORF, città del gr. due. di Ba- 
den, circ. di Lago e Danubio, bai. e 
a 1 1. 3|4 E. N. E. da Mòrsburg, e a 
31. if4 E- N. E. da Costanza. È cinta 
da mura, ed ha due sobborghi e tre 
chiese. Vi si tengono 4 annue fiere, 
e conta i,3oo abitanti. 

MARRELSGRUN, vili, della Boemia, 
circ. e a 5 1. 112 S. S. O. da Elnbo- 
gen, e a 4 !• M 2 S. E, da Egra. Evvi 
una miniera di stagno. 

MARRELSHEIM, bor. del reg. di Wiir- 
temberg, circ. deiriaxt, bah e a 1 
1. n4 E. S. E. da Mergentlieìm , e 
a io 1. N. da Hall, sulla riva sinistra 
del Taufoer» con 1,100 abitanti. 



M. A B 

MÀR.KEN, isola dei Paesi - Bassi, prof, 
di Olanda (parte settentrionale) , cir- 
cond. e a 5 1. S. da Horn, nel Zuy- 
der-zee , divisa dalla costa mediante 
uno stretto canale. Ha 3(4 di 1. di 
lunghezza sopra ij4 di 1. di larghez- 
za, e rinchiude un villaggio. Conia 
600 abitanti, marinai e pescatori. Nel 
1825, un uragano vi cagionò grandi 
guasti. 

MARKENDORF, bor. dell'arcid. d'Au- 
stria, paese al di sotto dell' Ens, circ, 
inferiore del Manhartsberg, a 12 1. N. 
O. da Rorneuburg, e a 2 1. 3[4 S. O. 
da Znaym. 

MARKENDORF, bor. della Boemia, circ. 
di Leitmerìtz. 

MARRSTEiN, vili, e castello dell'arcid. 
d'Austria, quartiere del Basso-Wien- 
nerwald, presso Baden. 

MARKER!, città e fortezza dell' Indo- 
stàn inglese, presidenza di Madras, 
nel Maiabar, capoluogo del distr. di 
Kurk, e residenza di un radjah, a 
3o 1. N. da Calicut, e a 22 1. O. da 
Seringapatam, sul versalojo E. delle 
Gatte occidentali. 11 forte è un pen- 
tagono irregolare con torri, bastioni» 
ed una piccola opera onde coprire la 
porta dell' E. È cinto da due fosse, 
la più avanzata delle quali è ripiena 
d' acqua. — La città fu eretta nel 
1773 da Hayder-Aly , dopo ch'ebbe 
conquistato il distretto e fatto prigio- 
niero il radjah ; questi pervenne a sal- 
varsi nel 1785, e venne ad assediarla, 
ma inutilmente. Pel trattato del 1792, 
Tippu-Saéb fu obbligato di cedere il 
Kurk al radjah, che si pose sotto la 
protezione inglese. 

MARKET. I nomi che si compongono 
con questa parola, e qui non si tro- 
vano, sì cerchino alla parola che se- 
gue Market. 

MARKET -HILL, bor. della Irlanda, 
prov. di Ulster, contea e a 1 I. i[2 
S. E. da Armagli, baronia di Fews. 
Vi sono consid. fabbriche di tele di 
lino. Vi si tiene una fiera il terzo 
venerdì di ciascun mese. 

MARKET-JEW (mercato degli Ebrei), 
città della Inghilterra. V. Mabaziqiv. 

MÀRK-GEFELL, 
siani. Vedi Gefell. 



città degli 5tati-Pru5- 



M A n 

WARKeOLlTZ, vii», dei due. di Sasso- 

nia-Meinnìgen, territorio di Saalfeld, 

bai. e a i. I. N. E- da Grafenthal . 

Evvi una fucina ed una fabbrica di 

" pece. Conta 200 abitanti. 

MARKGRÀF7NEUSIEDEL, bor. del- 

~ F arcid. d'Austria, paese al di sotto 

dell'Eoa, circolo inferiore del Man- 

hartsberg, a 4 h *l4 §• $- ^- da K,or= 

neuburg, e a 4 ^ U 2 E. N. E. da 

Vienna. 

MARKINCH, parrocchia della Scozia, 

contea di Fife, presbiterio e a al. N. 

da Rirkaldy, e a 3 1. S. O. da Cupar. 

Conta 4->7°° abitanti. 

MARK1RCH, città di Francia. Vedi 

Marie-aux-mines (s.te) . 
MARK1SCH - FRIÈDLAND, città degli 
Stati-Prussiani. Vedi Friedland (Mar- 
kisch) . 
MARK-LISSA, città degli Stati-Prussia- 
ni, prov. di Slesia, reggenza e a 4 
1. O. S. O. da Liegnitz, ci re. e a 3 1. 
S. da Lauban, sulla riva sinistra della 
Queis. Vi si fabbrica molta tela di 
lino e stoviglie. Conta i.3oo abitanti. 
MARKNEUK1RCHEN, città del reg. di 
Sassonia, circ. di Voigtland, bai. di 
Voigtsberg , a 6 1. N. da Eger, e a 
5 1. ip S. S. E. da Plauen. Evvi una 
fabbrica d'istrumenti da musica, e 
1,200 abitanti. 
MARKOBI, convento della Russia, in 
Asia, nella Georgia, prov. .di Kakéti, 
37 1. E. N. E. da Tiflis. È residenza 
di un arcivescovo greco. 
MARKOEE, picc. isola sulla costa S. O. 
della Norvegia, diocesi di Christian- 
sand, bai. dì Mandai, al 5;° 5g f di ìat. 
N. e 4° 39' di long. E. Evvi un faro, 
MARKOLDENDORF, bor. del reg. di 
Hannover, gov. di Hildesheim, prin- 
cipato e a 7 1. uà N. N. O. da Got- 
tinga, e a 2 1. O. da Einibeck, bai. 
di Erichsburg-Hiinnesrùck. Commer- 
cia in filo ed in lino, e conta i,3oo 
abitanti. 
MAR&OLSHEIM, bor. di Francia. Vedi 

Marckolsheim. 
MARKOVKA, bor. della Russia euro- 
pea, gov. di Podolia, distr. e a 8 I. 
N. E. da lampo!, e a u I. ij2 S. da 
Bratzlav. 
'MARKOVKA, bor. della Russia, in Eu- 



M, k E g 9 T 

I rapa, gov, di Voronej, dislr. € a i5 

| 1. S. O. da Bogutchar. 

| MARKOVKA, boiv della Russia, m.Eu- 

; ropa, gov. di Voronej, distr. e .a i3 
1, ip N. E. ck Starobielsk, e a 19 1. 
S. O. da Boguichar. 

MARROVO, bor. delia Russia europea, 
gov» di Minsk, distr, e a 8 l. N. E. da 
Vileika, e a io 1. i|3 E, S. E, da 
Oschmiana. 

MARKOVSKOI, vili, della Russia, nel- 
l'Asia, gov. dlrkutsk, distr. e a 18 I, 
S. O. da Kirensk, sulla riva destra 
della Lena. Evvi un magazzino pei? 
grani. 

MARKRANSTADT, bor, del reg. di Sas~ 
sonia, circ, bai. e a y 2 1. i(4 O. S. 

0. da Lipsia, con 600 abitanti. 
MARKS, lago della Barbarla. Vedi Lau- 

DÈAH. 

MARKSCHORGAST, bor. delia Baviera, 
circ. del Meno-Superiore, presidiale 
e a i 1. ij4 O. S. O. da Gefrees, e 
a 4 1- I ì 2 N. N. E. da Bayreulh, sul- 
lo Schorgast. Vi si pescano datteri 
di mare. Conta 600 abitanti, 

MARK-STEFT, bor, della Baviera, Ve- 
di Mare.t=Steft. 

MARKSUHL, bor, del gr. due, di Sas- 
sonia-Weimar, principato , bai, e a 
2 1. i{4 S. O. da Eisenach, e a 8 

1. O. S. O. da Gotha, sul Subì È 
questo un luogo di caccia. Evvi uà 
haras, e vi si tengono due annue fie- 
re. Conta 800 abitanti, 

MARKT. I nomi composti con questa 
parola, che qui non si trovano, si 
cerchino alla parola che segue Markt, 

MARKT-BECHHÓFÉN, bor. della Ba- 
viera. Vedi Bechofek. 

MÀRKT-BIBÉRT, città della Baviera, 
circ. della Rezat, capoluogo di presi- 
diale, a 9 1. 112 E. S, E, da Wttrti- 
burg, e a 9 1. N. da Aaspach, cóli 
1,100 abitanti. 

MARKT-BISSINGEN, bor. della Bavie- 
ra. Vedi Bissingen. 

MARK.T - BREIT, città della Baviera, 
circ. del Meno-Inferiore, ai 1. E. N. 
E. da Ochsenfurf, e a ^ 1. S. E. da 
Wurtzburg, in una signoria del suo 
nome, che appartiene ai principi ài 
SchvyarzeqJberg, sulla riva sinistra dei 
Meno., Evvi una chiesa luterana e<i 



9* 



M A R 



una cattolica* imo spedale ed un li- 
ceo. Commercia di grani. Conta 1,400 
abitanti. 

MARRT-BURGEL, bor. della Baviera, 
circ. della Rezat, presidiale e a i 1. 
ip S. O. da Windsheim, e a 5 1. 
JN T . O. da Anspach. Vi si coltiva molta 
spelta, vi sono alcune fiere, e conta 
i,4oo abitanti. 

MARRT-EINERSHEIM, bor. della Ba- 
viera, circ. della Rezat, presidiale e a 
3 1. ij2 O.N.O. da Markt-Bibert, e a 
6 1. i[4 E. S. E. da Wtirlzburg, con 
circa ioo abitazioni. 

MÀRRTEL, vili, dell' arcid. d'Austria, 
paese ai di sotto dell'Ens, circ. supe- 
riore del Wienerwald, a 4 b 3j4 S. 
da S. Pòlten, e a i4 1. O. S. O. da 
Vienna, sul Tresen. Evvi una fabbri- 
ca d'armi. 

MàRRTEL, bor. della Baviera, circ. del 
Danubio-Inferiore , presidiale e a i 
1. 2t3 E. N. E. da Alten-Oetting, e 
a 4 b O. da Braunau, sulla riva sini- 
stra dell'In n. Evvi uno spedale, e con- 
ta 4oo abitanti. 

MARRT-ERLBACH, bor. della Baviera, 
circ. della Rezat, capoluogo di presi- 
diale, a 7 1. 0. N. O. da Norimberga 
e a 5 1. N. N. E. da Anspach, con 
8oo abitanti. 

MARKT-GRONINGEN, città del reg. di 
Wiirtemberg, circ. del Necker, bai. 
e a 2 1. O. N. O. da Louisburg, e a 
3 1. i{2 Ni N. O. da Stuttgart. Evvi 
un importante mercato per montoni. 
e conta 2,700 abitanti. 

MARKT-HE1DENFELD, bor. della Ba- 
viera. Vedi Heidebfeld. 

MARRT-LEUGAST, bor. della Baviera, 
circ. dal Meno-Superiore, presidiale 
e a 2 1. 3i4 O. S. O. de Miincbberg, 
e a 5 L N. da Bayreuth: vi si fa del- 
la tela di lino , e conta 4 00 a ^~ 
tanti. 

MÀM.T-LEUTHEN, bor. della Baviera, 
circ. del Meno-Superiore, presidiale e 
ai I. ii3 E. S. E. da Kirchlamitz, e 

' a 9 1. i|4 N. E. da Bayreuth. Conta 
5oo abitanti. 

MARRT-SCHEINFELD, città della Ba- 
viera, circ. della Rezat, principato di 
Schwarzenberg, a 9 1. M. da Anspach 
e a io l.JE. da Wiirlzburg, al piede 



MAR 

di una montagna su cui evvi il ca- 
stello di Schwarzenberg. Commer- 
cia di bestiami, e conta 1,100 abi- 
tanti. 

MARRT-SCHELREN, bor. della Tran- 
silvania. Vedi Schelken (Gross). 

MARRTSCHORGAST, bor. della Bavie- 
ra. Vedi Markschorgast. 

MARKT-STEFT, bor. della Baviera, 
circ. del Meno-Inferiore, capoluogo di 
presidiale, a 4 b E. S. E. da "Wurt- 
zburg e a 14 I. ip O. S. O. da Bam- 
berga. Vi sono molte distillerie di ac- 
quevite, fabbriebe di tabacco e pol- 
vere e parecchie fiere . Conta 1,200 
abitanti. 

MARRT-STEINACH, bor. della Bavie- 
ra, circ. del Meno-Inferiore, presidia- 
le e a 1 1. ip E. N. E. da Mainberg, 
e a io 1. 1 [2 N. E. da Wurtzburg. 
Conta 3oo abitanti. 

MARRUSZOW, città della Polonia, 
woiwodia, obwodia e a 6 1. O. N. O. 
da Lublino. 

MARLBOROUGH, parrocchia dei a In- 
ghilterra, contea di Devon, hundred 
di Stanborough, a 1 I. S. da Ring- 
sbridge e a 12 I. S. S. O. da Exe- 
ter, con i,5oo abitanti. 

MARLBOROUGH, Cunetio, città della 
Inghilterra, contea di Wilts, hundred 
di Selkley, a 9 1. N. da Salisbury, e 
a 4 b I J 2 E. da Calne, sulla riva si- 
nistra del Rennet, che si attraversa 
sopra un ponte, e sulla strada da 
Londra a Bath. È fabbricata irregolar- 
mente in mattoni ed ih legno. Vi 
sono molte picc. piazze, un vecchio e- 
dificio ove sta la camera del consi- 
glio, una prigione, due chiese anti- 
chissime, e molti luoghi di culto pei 
non-conformisti. Manda due membri 
al parlamento, e conta 3, 000 abitan- 
ti. — Molti autori dicono eh' essa cor- 
risponde all'antica Cunetio, città dei 
Belgii , che altri però pongono a 
Rennet, in vicinanza di due leghe. 
Marlborough aveva anticamente un 
castello fortificato, nel quale si radu- 
nò il gran consiglio della nazione, 
nel 1267, e fece varie leggi conosciu- 
te sotto il nome di statuto di Marl- 
borough. Questa città diede il titolo 
di duca a Giovanni Churchil , uno 



M A E 

ieì più grandi uomini di guerra del 
secolo passato. 

MARLBOROUGH, distr. degli Stati-U- 
niti, nel N. E. dello stato della Carolina 
del Sud, con 6,4°° abitanti. Benuet- 
ville n' è il capoluogo. 

MARLBOROUGH, comune degli Stati- 
Uniti, stato di Massachusets, contea 
di Middlesex , a 7 1. O. da Boston , 
con 1,900 abitanti. 

MARLBOROUGH, comune degli Stati- 
Uniti, stato di Nuova- York, contea 
di Ulster, con 2,200 abitanti. 

MARLBOROUGH, comune degli Stati- 
Uniti, stato di Pensilvania, contea di 
Montgomery, con 1,900 abitanti. 

MARLBOROUGH, comune degli Stati- 
Uniti, stato di Vermont, contea di 
Windham, a 35 1. S. da Montpellier, 
con i,3oo abitanti. 

MARLBOROUGH, forte sulla costa oc- 
cid. dell'isola di Sumatra, presso di 
Benculen, nello stabilimento che gli 
inglesi cedettero al regno dei Paesi- 
Bassi nel 1823. 

MARLBOROUGH f LOWER o Infe- 
riore), bor. degli Stati-Uniti, stato di 
Mariland , contea di Calvert, a 3 1. 
jj2 S.S. E. da Upper-Ma rlborough e 
a 9 1. S. S. O. da Annapolis, sulla ri- 
va sinistra del Patuxent. 

MARLBOROUGH (UPPER o Superio- 
re), città degli Stati-Uniti, stato di 
Mariland, capoluogo della contea del 
Principe-Giorgio, a 7 1. S. O, da 
Annapolis, e a 6 1. E. S. E. da Wa- 
shington, sulla riva destra del Patu- 
xent, con 200 abitazioni. 

MARLBOROUGH (NEW o Nuovo), co- 
mune degli Stati-Uniti, stato di Mas- 
sachusets, contea di Berks, a 36 1. O. 
da Boston, con 1,700 abitanti. Evvi 
una sorgente minerale. 

MARLE, Maria, picc. città di Fr., di- 
part. dell'Aisne, circond. e a 5 1. N. 
E. da Laon, e a 4 1. i\i S. E. da 
Guise, capoluogo di cant., sulla Cer- 
re. Ha un antico castello, un ospizio, 
e dei conciato]. Fa un gran commer- 
cio di grani, e vi si tengono 12 an- 
nue fiere. Conta 1,400 abitanti. Que- 
sta città aveva il titolo di contea, ed 
appartenne alla casa di Mazarino. 

MARLENHEIM, vili, di Fr., dipvrt. 



m a m -8. 9 3 

del Basso-Reno, circond. e a 4 '• l fi 
O. N. O. da Strasburgo , cant. e a 
3[/| dì 1. E. S. da Wasselonne. Vi sì 
raccoglie vino rosso, e conta 2,000 
abitanti. 

MARLHES, vili, di Fr. , dipart. della 
Loira, circond. e a 3 I. 3[4 S. da s.t 
Etienne, cant. e a 1 1. 112 S. da s.t 
Genest-Malifaux. Vi si tengono 4 an- 
nue fiere, e conta 2,800 abitanti. Nei 
dintorni evvi una miniera di piombo. 

MARLIA, vili, del due. e del distr. di 
Lucca, a 1 1. ix4 ^- N. E. dalla città 
di questo nome. La duchessa vi fece 
erigere, nel 1819, un osservatorio. 

MARLIOZ, vili, degli Stati-Sardi, divi- 
sione di Savoja, prov. di Carouge, 
mandamento a 3 1. S. S. O. da s. Ju- 
lien, e a 7 1. O. da Bonneville. Vi si 
tengono due annue fiere. Alessandro 
de Viry, barone di Satlenave, vi scon- 
fìsse, nel i536, il corpo d'armata che 
Francesco I inviò a Genova per so- 
stenerla nella sua ribellione. 

MARLOW (GREAT), bor. della Inghil- 
terra, contea e a 11 1. S. da Buckin- 
gham, e a 3 1. i{2 N. O. da Windsor, 
hundred di Desborough, sulla riva si- 
nistra del Tamigi, che si attraversa 
sopra un ponte. La sua chiesa è an- 
tichissima, ed il luogo del mercato è 
un bel edilìzio. Vi sono molti stabili- 
menti di carità, fabbriche di carta, 
velo e merletti di seta nera, e nei din- 
torni stanno delle usine ove si lavo- 
ra il rame e si fabbrica filo di fer- 
ro e ditali ; vi si trovano pure stret- 
to) da oglio. Commercia in carbo- 
ne, legname da costruzione , che si 
ritrae dalle foreste vicine, ed in fa- 
rina e feccia di birra, che s'impor- 
tano da High-Wycombe. Vi si tie- 
ne, il 29 novembre, una fiera di tre 
giorni. Questo bor. manda due mem- 
bri al parlamento ; conta 2,5oo a bit. 

MARLOW, città del gr. due. di Mecklen- 
burg-Schwerin, due, di Mecklenburg- 
Giistrow, capoluogo di bai., a 6 1. if4 
E. N. E. da Rostock, e a to 1. JV.N. 
E. da Gustrow, sulla riva sinistra 
della Reclini tz. Vi sono due distil- 
lerie di acquavite e 19 officine di tes- 
sitore. Vi si tengono due annue fie- 
re, e conta 800 abitanti. 



8g4 M A. R 

tJARLY: vili, di Fr. , dipart. dell 1 A i- 
sne, circond. e a 2 t ip N. O. da 
Vervins, cant. e a 2 1. 3(4 È. da Gai- 
se, suìPOise. Conta 900 abitanti. Nei 
dintorni vi si trova terra da stovi- 
glie. 
MARLY, MARLY-LE ROI o MARLY- 
LA MACHINE, Marliacum, bor. di 
Fr. , dipart. della Senna ed Oise , 
circond. e a 1 1. 3{4 N. da Versailles, 
e a ^ 1. i[4 O. ^ a Parigi, capoluogo 
di cantone, sul declivio di una mont., 
presso la riva sinistra delia Senna, e 
sul lembo della vasta foresta del suo 
nome, in una situazione deliziosa. Vi 
sono alcune belle case di campagna. 
Il castello reale fatto fabbricare da 
Luigi XIV, sul disegno di Mansard, 
incominciato nel 1679, ed in cui mo- 
rì, nel 17141 il delfino suo minor fi- 
glio, ed i superbi giardini che ne di- 
pendevano, adorni di boschetti, statue, 
fontane, cascate, ec. opera di le Nó- 
tre, furono distrutti durante la rivo- 
luzione. A tal epoca fu anche abban- 
donata la sorprendente ed ingegnosa 
macchina idraulica, eseguita pure sotto 
Luigi XIV, da Rennequin Sualem, fra 
JViarly ed il villaggio de la Chaussée, 
sulla Senna, onde condurre le acque 
di questo fiume a Versailles, incomin- 
ciata nel 1676 e compita nel 1682. 
Fu dessa ricostruita quasi del tutto, 
con un disegno meno complicato, pochi 
anni dopo, ma siccome essa in qual- 
che modo apportava impedimento alla 
navigazione della Senna, ed era assai 
dispendioso il suo mantenimento, così 
vi fu sostituita una pompa a fuoco 
che inalza a 5oo piedi le acque con- 
dotte poscia mediante un belP acque- 
dotto di 33o tese di lunghezza, avente 
36 arcate in pieno centro, delle quali 
ie più alle hanno sino a ^5 piedi dal 
serraglio. Conta i,5oo abitanti. 

MARLY o MERTENBACH, vili, della 
Svizzera, cant., bai. e a il. S. da Fri- 
burgo, sopra un picc. affluente della 
Sarine. Evvi una fabbrica di carta, e 
eonta 4°o abitanti. 

MARLY-LA-VILLE, vili, di Fr., dipart. 
di Senna ed Oise, circond. di Pon- 
toise, cant. di Luzarches , a 2 I. i{2 
K da Connesse. Vi sona fabbriche dì 



M k % 

merletti. Evvi un ospedale. Qnest* 
vii!, ebbe il titolo di contea. Conta 
700 abitanti. 

MARMA, città situata sulla costa del- 
l' Arabia felice, secondo Plinio. 

MARMA, città della Fenicia, secondo 
Stefano dì Bisanzio. 

MARMAGNAC, hot, di Francia. Vedi 
Marmanhac. 

MARMAGNE, ruscello di Fr. , naviga- 
bile con zattere, dipart. della Costa 
d 1 Oro, Ha origine nel circond. di 
Chàtillon-sur-Seine, presso e ali 1 E. di 
Touillon, entra nel circond. di Se- 
ra ur, e si unisce alla Brenne, a i[| 
di 1. O. da Montbart, dopo circa 2 L 
ij2 di corso, dal N. E. al S. O. 

MARMAGNE, vili, di Fr. , dipart. di 
Saona e Loira, circond. e a 3 1. S. S. 
E. da Autun, cant. e a 1 1. i|2 N. O. 
da Montcenis, sul Mévrin, con 1,200 
abitanti. 

MARMAGOR, forte dell 1 Indostan por- 
toghese, territorio di Goa, presso e 
al S. O. dell 1 isola di questo nome, 
sulla riva sinistra ed alla imboccatura 
del Rachol, alla estremità di un lungo 
promontorio. 

MAR M ANDE, Marmanda, città di Fr., 
dipart. di Lot e Garonna, capoluogo 
di circond. e di cant., a 11 1. N. O. 
da Agen, sulla riva destra della Ga- 
ronna. Evvi un tribunale di prima 
istanza, ed uno di commercio, una 
conservazione delle ipoteche, una so- 
cietà di agricoltura ed un collegio 
comunale. Ha strade larghe, case as- 
sai ben fabbricate, ed una bella fon- 
tana pubblica; gli edifizj del collegio 
sono pure bellissimi. La biblioteca 
pubblica contiene 4->°°° volumi. Vi 
sono fabbriche di stoffe di lana, tele 
e tralicci, cordami, cordicine e fili da 
vele, cappelli, spiriti ed acquavite; vi 
sono pure conciatoj e numerose fab- 
briche di acquavite nei dintorni . Vi 
si tengono 16 annue fiere, e commer- 
cia di grani, farine, canape, vino, 
acquavite, prugne, ec. Conta 7,100 
abitanti. È patria di Francesco Coni- 
besis domenicano, erudito scrittore e. 
teologo. — Marmande è antichissima , 
vi si trovarono, fra vecchi fondamenti, 
parecchio medaglie d'oro di Giulio Ce- 



m a r 

ss re» e molte d'argento del tempo della 
rep. romana. Era considerabile nel- 
f Vili secolo, allorché fu distrutta dai 
Mori. Ricostrutta, nel n85, da Ric- 
cardo Cuor di Leone, allora duca di 
Gujenna, fu presa e saccheggiata nel 
1219, da Amaury di Monlfort, du- 
rante le guerre degli Albigesi. En- 
rico IV la assediò in vano nel 1577, 
ed il principe di Condè nel i652. 
— 11 suo circond. si divide nei 9 can- 
toni di Bouglon, Castel-Mòron, Du- 
ras, Lauzun, Marmande, le Mas-d'A- 
genois, Meilhan, Seyches e Tonneins; 
contiene 11 comuni, e ior,3oo abit. 
MARMANHAC o MARMAGNAC, vili, 
di Fr. , dipart. del Cantal, circond. , 
cani, e a 2 1. N. N. E. da Aurillac, 
sulla Da ut re, con- 2,000 abitanti. Vi 
si tengono due annue fiere. 
MARMARA, città dell 1 Asia, nella Siria 
o nclP Eufratense, secondo la notizia 
dell'impero. 
MARMARA, o meglioMARMORA, detto 
anche MAR - BIANCO, Propontide, 
mare fra la Europa e l'Asia, da ^o° 
20' a 4i° 5' di lat. N. , e da 2/f° 20' 
e 27 40' di long. E. Ha 60 1. di lun- 
ghezza, dall' E. all' O. , e 20 1. nella 
sua maggiore larghezza, e comunica 
al S. O. coir Arcipelago, mediante lo 
stretto dei Dardanelli, e al N. E. col 
mar Nero pel canale di Costantino- 
poli. Forma all' E. il profondo golfo 
d'Ismid, el al S. E. quello di Mu- 
dania. Questo picc. mare bagna, nella 
Tur. europea, il sangiaccato di Gal- 
lipoli ed il territorio di Costantino- 
poli, nella Romelia, e, nella Tur. a- 
siatica, i sangiaccati di Codjah-éili , 
di Kodavendkiar e di Biga, nell'A- 
natolia. Le isole le più osservabili so- 
no, nella parte occid. , Marmara, che 
dà il suo nome al mare, Rabby e Li- 
man-Pascià; nel S. E., Ralolimni, e 
ali 1 E. , le isole dei Principi ; nella 
parte merid. si avanza la penisola di 
Cizico. Fra le riviere che riceve dalla 
Europa , si rimarcano il Cara - su , 
P Jatidji ed il Tchortu ; le più consi- 
derabili fra quelle che riceve dall' A- 
sia sono il Salatderé, il Gueinimen- 
tchai, il Moukhalitch e l 5 Hyla Cos>- 
«antiìiopoJi 5 Kutehuk _ Tchenricdjè , 



M A E. 89» 

$ilivrì, Erekìi, Rodosdjig. in Europa, 
Madama ed Ismid, in Asia, sono si- 
tuate sulle coste di questo mare, hi 
quali presentano situazioni variatissim^. 
e molto pittoresche. Nel mare di Mar- 
mara, il fenomeno delle maree è ap- 
pena sensibile, e la navigazione non 
è pericolosa. Lo stretto di Costanti- 
nopoli ha una corrente generale che 
trasporta le acque del mar Nero in 
quello di Marmara; questo manda a 
vicenda le sue nell'Arcipelago, me- 
diante una corrente dello stretto dei 
Dardanelli. 

MARMARA, o meglio MARMORA. Eia- 
phonesos, Proconnesos e Neurìs, is. 
della Tur. d 1 Asia, nella parte orient. 
del mare del suo nome, dipendente 
dai sangiaccato di Biga, nell'Anatolia, 
a 2 1. N. O. dalla penisola di Cizico, 
a 17 1. N. E. da Gallipoli, e a 25 1. 
S. O. da Costantinopoli. La sua lun- 
ghezza è di 4 !••> la larghezza, dalfE. 
aìl'O., di 2 1., e la sua circonferenza 
di 9 leghe. È montuosa e assai ferti- 
le; vi si coltivano grani, viti, che dan- 
no un vino buonissimo, olivi e coto- 
ne. Vi sono mandrie e montoni. Sì 
scava molto marmo bianco, e da ciò 
deriva il suo nome attuale. Vi si conta- 
vano un tempo parecchi luoghi osser- 
vabili, ed una città, ma ora non evvi 
che un borgo, molti vili, popolatissimi, 
alcuni conventi di greci Calogeri , e 
due porti di poco conto sulla costa S. 
All' intorno vi sono alcune isole as-, 
sai più piccole. — Il nome di Ela- 
phonesos, che portava un tempo, vie- 
ne dalla gran quantità di cervi che 
vi si trovavano. 

MARMARA, o meglio MARMORA, bor. 
della Tur. asiatica , sulla costa S. O. 
della isola del suo nome , di cui è il 
luogo principale, a 6 1. N. O. da Ai- 
talo, nella penisola di Cizico. 

MARMARLI, popoli della Cilicia, ver- 
so le frontiere di questa prov. dal Ia- 
to dell' Assiria. Osarono attaccare A- 
lessandro il grande, ma questi gli as- 
sediò nei luoghi ove avevano la loro 
ritirata: vedendosi però vicini a dover 
cedere, dopo aver posto il fuoco alte 
loro dimore, attraversando di nott« 
il campo Macedone., si salvarono nel- 



3 9 6 M A R 

le vicine montagne. Diodoro di Sici- 
lia ne parla. 

MARMAR1CA, antica grande contrada 
marittima dell'Africa, fra la Cirenaica 
airO., la Libica, all'È., ed il Mediter- 
raneo al N. , estendendosi lunghesso 
questo mare. Non ebbe sempre lo 
stesso nome, e variarono i suoi con- 
fini. Corrisponde alla parte N. E. del 
Barca, nel reg. di Tripoli, in Barbaria. 

MARMARICE, città dèlia Tur. asiatica. 
Vedi Marmorice. 

MARMARIUM, città della Grecia , bel- 
fis. di Eubea, secondo Strabone e 
Stefano di Bisanzio. 

MARMAROS, MARMAROSCH o MAR- 
MARUSRA, comitato della Unghe- 
ria, circolo al di là della Theiss , fra 
47° 3o> e 48° 45 ' di !at. N., e fra 
20° 5o'' e 22 5o' di long. E. Confi- 
na al N. ed all'È, colla Gallicia, da 
cui è diviso dai Karpazj, al S. colla 
Transilvania, e all'O. coi comitati di 
Szathmar, Ugots e Beregh, avendo 
42 1. di lunghezza, dal N. O. al S. 
E., 20 1. nella sua maggiore larghez- 
za, e 4<)4 1- °t- ^ a catena dei Karpa- 
zj , che si estende sui limiti settentr. 
ed occid. , lo copre co' suoi rami , e 
ne fa tifi paese assai montuoso; man- 
da le sue acque al Danubio, mediante 
la Theiss, che vi si forma della Theiss- 
Nera e la Teiss-Bianca, scorre dall'E. 
alf O., e s 1 ingrossa colla Saputila , il 
Taracz, il Talabor, ed il Nagyag, che 
discendono dal N., e col Viso e lTza, 
provenienti dal S. Le montagne sono 
coperte di boschi, che formano una 
delle principali ricchezze di questo pae- 
se, mentre le terre sono poco fertili, 
e le raccolte iti biada non bastano al 
consumo. Produce poca vena e lino. 
Si allevano delle gran mandrie , spe- 
cialmente di montoni. Questo comi- 
tato rinchiude delle mine di sale con- 
sid., che si scavano a Rhonaszek ed 
a Sigei; vi si trova qualche pietra pre- 
ziosa, e principalmente del cristallo di 
rocca, che chiamasi diamante di Un- 
gheria. Conta 114,200 abitanti, e si 
divide in 5 marche o jaras, che sono: 
BLaszo, Also-Marmaros, Felsò-Marma- 
ros , Siget e Verchovat. Siget n' è il 
capoluogo. 



M A R 

MARMAROS (ALSO), marca della Un- 
gheria, nella parte occid. del comitato 
di Marmaros. Huszth è uno dei suoi 
luoghi principali. 

MARMAROS (FELSO), marca della Un- 
gheria, nel S. E. del comitato di Mar- 
maros. Uno de'suoi luoghi più osser- 
vabili è Borsa. 

MARMELADE , città dell 1 is. Haiti , di- 

,part. del N., capoluogo di circond., a 

i4 1. S. S. E. dal Porto-delia Pace, e 

a 23 I. N. dal Porto-Repubblicano. Il 

circond. conta 32,8oo abitanti. 

MARMENTINO, vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Brescia , distr. di Bo- 
vegno. 

MARMERESSE, città della Gumea su- 
periore, sulla costa d'Oro, reg. di Gu- 
ra, sulla riva destra dell'Ancobra, a 5 
1. dalla costa. 

MARMIGNAC , bor. di Fr., dipart. del 
Lot, circond. e a 7 1. N. O. da Ca- 
hors, cant. e a 1 1. N. O. da Gazali, 
con 1,000 abitanti. Vi si tengono 4 
annue iiere. 

MARMIROLO , vili, del reg. Lom. - ; 
Ven., prov. e a 2 1. N. O. da Man-' 
tova, distr. di Roverbella. Evvi una 
polveriera. Vi si vedono le rovine di 
un magnifico palazzo eretto nel 1480 
da Federico Gonzaga. Conta 1,109 
abitatili. 

MARMOL (FL), bor. della Spagna, prov. , 
e a 11 I. ij2 N. E. da Jaen, e a il,, 
i(2 N. da Ubeda, in un paese abbon- 
dante di buon vino. Evvi un ospeda- 
le, e conta 200 abitanti. 

MAR MOLE JO, U dense, vili, della Spa- 
gna, prov. e a io 1. N. O. da Jaen , 
e a 1 1. i[2 O. da Andujar , pres- 
so la riva sinistra del Guadalquivir, 
su cui evvi un bel ponte. Vi si trova 
un vecchio castello rovinoso, un ospi- 
zio d'orfani , uno spedale , e bagni 
d'acqua miuerale rinomatissimi contro 
le ostruzioni. Conta 2,000 abitanti. Si 
scavano nei dintorni alcune cave di 
diaspro e pietre da eote. 

MARMO LITE A, contrada della Galizia, 
posta da Strabone ai contini della Bi- 
tinia. 

MARMORA, città del reg. di Napoli, 
nella Calabria Ulteriore, a 6 I. O. da 
San-Se verino. 



MAR 

MARMORA, vili, e porto dell'Arcipelago, 

sulla costa orientale dell'is. di Paro, 

a 2 1. S. S. E. da Naussa , e a 2 1. 

i[2 E. da Parechia. 

MARMORA, capo e città della Tur. a- 

sialica. Vedi Marmoricb. 
MARMORA, mare, isola e borgo della 

Turchia. Vedi Marmar a. 
MARMORA o MERMER, Hyrcania, 
bori della Tur. asiatica, nell'Anatolia, 
sangiaccato di Saructan, a 7 1. S, E. 
da Ac-Hissar, e a 2 1. O. dal picc. la- 
go del suo nome, chiamato anche E- 
uli-Gheul , anticamente Gygaea so- 
pra un'altura, che domina , al N. , la 
pianura di Sardica. 
MARMORICE o MARMORA, capo della 
■ Tur. asiatica, sulla costa S. O. dell'A- 
natolia, sangiaccato di Mentecha,aH'0. 
dell'ingresso della baja di Marmorice. 
Lat. N. 36° 42 / 40"; long. E. 2 5° 
5G' 35". 
MARMORICE o CASTRO-MARMORA, 
Physcus^ città e porto della Tur. a- 
sialica, nell'Anatolia, sangiaccato di 
Mentecha, a 7 1. S. S. O. da Moglah 
e a 8 1. N. da Rodi, nel fondo della 
baja del suo nome. E assai irrego- 
larmente fabbricata; le case, in gene- 
rale cattive, non sono divise che da 
stradelle strette e tortuose. Nella par- 
te più alta s'innalza un castello mo- 
derno, quasi rovinoso, le cui mura 
sostengono qualche vecchio cannone 
e di piccolo calibro. Dietro la città 
ovvi una moschea di mediocre archi- 
tettura; nel cimiterio vicino vi sono 
delle gronde erette in forma di cippi. 
La baja ha 3 1. di profondità, e 2 1. 
nella sua maggiore larghezza; l'ingresso 
si trova fra i capi Fisquo e Marmori- 
ce : presso a poco verso il mezzo ev- 
vi un'is. assai alta: il principale pas- 
saggio è all' E., l' altro è poco fre- 
quentato . In questa baja gl'inglesi 
radunarono la loro flotta per la spe- 
dizione che fecero contro i Francesi 
in Egitto, Al N. O. della città , si e- 
stende un vasta pianura assai bene ir- 
rigata. 
MARMOUTIER, in tedesco Mauermùn- 
ster, ed in latino Mauri Monas te- 
rileni, città di Francia, dipart. del Ras- 
so-Reno, circond. e a i I, i[3 S. S, 
Tom. III. I\ IL 



■MA R Sqy 

E. da Saverne, e a C 1. 3^ N. O. da 
Strasburgo, capoluogo di cantone, sul- 
l'Huselbach, in una amena situazione, 
al piede del Vosgi. E' cintarla vecchie 
mura, ed assai bene fabbricata. Vi si 
osservano i vasti edifizi della cel. ab- 
bazia^ di Benedettini, fondata da san 
Firmino, nel 725, ora più non esi- 
stente. Ha fabb. di stoviglie di terra, 
fornaci da tegole e mattoni , purghe 
di tele e birrerie. Fa un gran com- 
mercio di bestiame. Vi si tiene una 
fiera di due giorni, il lunedì dopo la 
prima domenica di settembre. Conia 
2,3oo abitanti. Nei dintorni trovami 
alcune miniere di carbon fossile. 

MARMOUT1ERS, casale di Fr., dipart, 
dell'Indre e Loira» circond., cant. N. 
e a i}4 di 1. N. E. da Tours, comu- 
ne di s. Sinforiano. Eravi un'abbazia 
fondala da s. Martino nel 371 , di- 
strutta nell'853 dai Normanni, e rista- 
bilita in appresso ; fu occupala dai 
Benedettini sino al tempo della rivo- 
luzione. Conservavasi nella chiesa una 
santa ampolla, che servì alla consa- 
crazione di Enrico IV, nella cattedrale 
di Chartres. 

MARMPON, città della Guinea superio- 
re, sulla costa d'Oro, reg. di Achanli., 
a 4 L N. E. da Cumassia, capoluogo 
di un distretto, il cui contingente mi- 
litare è di 1 5,ooo uomini. 

MARMtJNSTER, città di Fr. Vedi Mas- 

SEVACX. 

MARNA, in francese MARNE, Matrona, 
fi. di Fr., che ha origine al piano elevalo 
diLangres, circond. e a 1 1. S. dalla 
città di questo nome, presso il casale 
diLaMarnote, dipart. dell'Ai ta-Mar- 
na; dopo aver attraversato queslo di- 
part., in quasi tutta la sua lunghezza, 
percorre quello della Marna verso il 
mezzo, quello di Senna e Marna ver- 
so il N., irriga sopra un corto spazio 
quello di Senna ed Oise, ed entrain 
quello della Senna, ove si congiunge al 
fi. di questo nome , alla riva destra , 
un poco al di sotto di Charenton-le- 
Poni, a 1 1. IJ2 S. E. da Parigi, do- 
po un corso di 98 1., in due prin- 
cipali direzioni, prima al N. O. poi 
all'O. I suoi principali affluenti sono: 
a destra, il Rognon, l'Ornain, ingros- 
1 17 



B 9 S MAR 

s;ilo dalla Saux, e fOurcq; li sinistra,? 
la Blaise, la Colle, la Somme-Soude, 
il Piccolo-Morin e il Grande-Morin. 
Fassa perChaumont, Joinville, s. Di- 
dier, Yitry-ìe-Francais, Chàlons, Eper- 
nay, Chàteau-Thierry, La Ferté-sous- : 
Jouarre e Meaux. Ha 69 1. di navi- 
gazione, da s.Dizier; questa naviga- 
zione non discende che da s. Dizier 
a Chàlons; al disotto di questa ulti- 
ma città, non prova difficoltà che nel- 
le basse acque ; però la grandissima 
rapidità del corso di questo fiume 
rese necessario lo stabilimento di molti 
sostegni. Nella ultima parte del suo 
corso, la Marna forma dei giri assai 
grandi e numerosissimi ; si praticò, 
presso s. Maur, un 1 apertura chiamata 
canale Maria-Teresa o di s. Maur, on- 
de evitare uno di questi giri, I tras- 
porti che si fanno sa questo fiume , 
e che Parigi assorbe quasi intieramen- 
te, sono assai considerabili, consisten- 
do principalmente in ferro delle mi- 
niere del dipart. dell 7 Alta-Marna, iti 
legname da costruzione, di fabbriche e 
da fuoco; in carbone, vini, canape, 
grani e vasi per uso dei giardini, 
in panieri , ec. Le rive della Marna 
sono amenissime sopra diversi punti; 
essa forma in molti luoghi delle isole 
di un aspetto ridente. 
MARNA, MARNE, dipart. del N. della 
Fr., formato della parte centrale della 
Sciampagna, Cha mpagne, fra 4 8° 28' e 
A9 é> di lat. N. e fra i° 5' e 2 40' 
ai long. E. Conf. coi dipart. dell'Àisne, 
al N. O., delle Ardenne, al N. E., della 
Mosa, all'È., deir Alta-Marna, al S. E., 
delPAube, al S., e della Senna e Mar- 
na, al S. O. La sua lunghezza, dall'E. 
airO., è di circa 3o 1., la sua larghezza 
inedia, dal N. ai S., di 20 1., e la sua 
superfìcie di 224 leghe. Appartiene in- 
tieramente al bacino della Senna; que- 
sto fiume non fa che comparire alla 
estremità S. O. , ove riceve T Aube ; 
quasi tutto il restante delle acque gli 
"viene portato dalla Marna, che dà il 
suo nome a questo dipart., e lo per- 
corre prima dal S. E. al N. O., poi 
dall' E. air O., e vi riceve, a destra, 
V Ornain e la Moivre, ed a sinistra, 
l'Isson, la Colle e la Somme-Soude; 



m a r 

al N. E., scorre T Aisne, ed al N. si 
trovano la Suippe e la Vele. La Sen- 
na ■> la Marna e V Aube vi sono so- 
li navigabili. Li due terzi di questo 
dipart. si compongono di vaste pia- 
nure, il cui suolo, formato, quasi da 
per tutto di un tufo cretoso, appena 
ricoperto di poca terra , è arido e 
quasi sterile ; non vi si riscontrano 
di quando in quando che alcuni ce- 
spugli, e qualche albero debole e lan- 
guente. 11 restante di questo dipart. 
è assai variato ; si trovano pianure, 
valli, poggi ed alcune colline ; le mag- 
giori altezze, che però non sorpassa- 
no 200 tese , stanno particolarmente 
neirO. e nelP E. , ove si osserva il 
monte Airaè, al S. di Vertus. Esiste 
fra Vitry-le-Francais e s. Menehould, 
e fra Montmirail ed Epernay un gran, 
numero di stagni, e nelle parti bo- 
schive deli'E. e dell'O., vi sono molte 
paludi; in questa ultima parte, si di- 
vide il suolo, in affatto limoso, più o 
meno torboso, ed in terreno rosso o 
sabbioso; è assai generalmente fertile, e 
contrasta felicemente colle pianure cre- 
tose del S. che compongono, in parte, 
ciò che chiamavasi un tempo la Sciam- 
pagna Vxxv\\ese^Champagn.e-Pouilleu~ 
se. L'agricoltura fece dei progressi in 
questo dipart. ; i buoni cantoni sono 
benissimo coltivati, e si cercò, in quelli 
che restavano un tempo incolti, una 
coltivazione conveniente al terreno ; 
così, da qualche tempo, una parte delle 
pianure cretose offre delle piantagio- 
ni di pini di Ginevra e di pini di 
Scozia. I prodotti dei terreni medio- 
cri si riducono a segala, orzo e Sara- 
cino ; quelli delle terre buone sono 
biade, piante ortensi, e molte frutta 
eccellenti, essendo rinomati i melloni 
di Chàlons. 11 canape, il lino, le pian- 
te oleoso, ed i funghi vedonsi colli- 
vati assai generalmente, e la coltura 
in grande del vetriee ha luogo in 
qualche cantone. La vite, che forma 
la ricchezza di questo paese, è colti- 
vata in tutti li circondar], ma in quelli 
di R.eims e di Epernay stanno i ce- 
lebri colli che producono li vini di 
Sciampagna bianchi e rossi li più ap- 
prezzali ; si distinguono in vini di ri- 



M A R 
*iera e vini di montagna. I migliori 
di riviera si raccolgono, alla destra 
della Marna , a Mareuil , Ay, Dizy, 
Hauvilliers, sino a Cumières inclusi- 
vamente; i vini spumanti diAy sono 
li primi. I migliori vini di montagna 
sono quelli di Ambonay, Bonzy, Vil- 
lers-Marmery, Verzy, Verzenay, Mail- 
ly , Eilly , Mombret , Taissy e Sil- 
iery ; i bianchi di Sillery hanno una 
grande riputazione, e si portano da 
alcuni al di sópra di quelli di Ay. Si 
calcolano le raccolte di questo dipart., 
un anno per l'altro, a 422, 48; etto- 
litri di vino. Le foreste, popolate prin- 
cipalmente di querele e bettule, oc- 
cupano 82,6:4 ettari di superficie. Le 
piatene ed i pascoli stanno lungo le 
riviere, sopra una grandissima esten- 
sione di terreno; servono ad allevare 
cavalli , bestie a corna, e numerose 
mandrie di montoni-merinos, inglesi, 
meticci e del paese; vi s' introdus- 
sero pure le capre del Tibet, dalle qua- 
li si sperano i più felici risultamene. 
"Vi si allevano anche molte api, e le 
riviere ed i stagni abbondano di pe- 
sce. Questo dipart. non ha alcuna mi- 
niera in lavoro ; quelle di ferro ossi- 
dato furono abbandonate ; ma rin- 
chiude cave della miglior pietra mo- 
lare della Europa, pietra bigia e da 
fabbrica, terra da stoviglie, torbiere 
consid., e delle ceneri fossili solforose 
che vengono adoperate per concime. 
Da Chàlons sino a Reims, li colli sono 
formali di creta; vi sono dei fossili, 
e principalmente dei banchi conehi- 
gliacei di molte specie. Vi si contano 
8 sorgenti minerali; quelle di Sermaize, 
a i|4 di 1. dalla città di tal nome, so- 
no le più rinomate. La industria è 
quivi attivissima , ed offre prodotti 
famosi; come panni, casimiri di Reims, 
slesie, flanelle, scialli ad uso di Ca- 
chemire, stoffe di merinos ed altre 
merci di gusto e di moda ; vi sono 
pure fabbriche di stoffe comuni, sta- 
migne, berretti, sopraccinghie, cuoi, 
carta, cartoni da apparecchiatori, can- 
dele, saponerie, pane pepato rinoma- 
tissimo, ed oglio. Vi si trovano gr. 
filatoj di lana e cotone , tintorie, fabb. 
di vetri, majolìea « stoviglie, formei 



MAR 899 

da pegole e gr. fucine. Vi si carbo- 
nizza pure legname ad uso di distil- 
lazione. La scuola reale d'arti e me- 
stieri stabilita a Chàlons fabbrica con 
successo mobiglie e diversi articoli 
dell 1 arte del magnano, del carradore, 
dell' orologiaio, e da qualche tempo 
istrumenti per batter la biada ; vi si 
stabilì anche una fonderia di campa- 
ne. 11 coram, è quivi consid., princi- 
palmente in vini di Sciampagna spu- 
manti e non spumanti, in tessuti di 
lana, e cotone filato, acquavite, o<dio, 
grani oleosi ed in carbone di cui si 
provvede in parte Parigi; questo traf- 
fico è favorito da 16 grandi strade 
reali e dipartimentali. Questo dipart., 
di cui Chàlons-sur-Marne è il capo- 
luogo, si divide nei 5 circond. di 
Chàlons-sur-Marne, Epernay, s.t Me- 
nehould, Reims e Vitry-le-Francais, 
suddivisi in 02 comuni, rinchiuden- 
ti (x)3 comuni, e 326,000 abitanti. 
Manda 5 membri alla camera dei de- 
putati, ed è compreso nella 2. a divis. 
militare, e nel 5.to circond. forestale, 
dipende dalla corte reale e dall' acca- 
demia di univ. di Parigi. Li circond. 
di Chàlons-sur-Marne, Epernay, s.t 
Menehould e Vitry-le-Francais for- 
mano la di oc. di Chàlons che fa par- 
te dell' arcivescovato di Reims. 1 Me- 
mi, che abitavano anticamente questo 
paese, tenevano fra i belgi un posto 
distinto; essi vivevano in repubblica , 
ed avevano molti popoli sotto la lo- 
ro dipendenza. Si assoggettarono vo- 
lontariamente a Cesare, e sotto la rep. 
furono governati da proconsoli, e sot- 
to gì 1 imperatori, ebbero governatori 
o duci. Questo paese fu in seguito 
invaso da diversi popoli del Nord, 
Attila, re degli Unni, fu vinto nelle 
pianure di Chàlons, e la sua armato 
distrutta dai goti, romani e franchi. 
Questi ultimi vi si stabilirono sotto 
Cìodoveo, e questa porzione della 
Sciampagna fu compresa, alla morte 
di questo principe, nel regno di Au- 
strasia, essendo stata in progresso go- 
vernata da duchi e conti, che si re- 
sero poscia indipendenti. Nel i3s8, 
sotto Filippo di Valois, fu riunì!? al- 
la. Francia per la cessione lattavi da 



tjoo MAR 

Gio rami. 1 » ' dì Navarra , ed il contea 
di Evreux , nipote eli Filippo il 
Bello. 

MARNA (ALTA), dipart. del Ni della 
Fr., formato dalla parte S. E. della 
Sciampagna, fra 47° 35' e 48° 4° /cu 
lat. N., e fra 2° i8> e 3° 32' di long. 
E. Conf. coi dipart. della Marna al 
N. G., della Mosa al N. E., dei Vos- 
gi all'È ., dell 1 alta-Saona al S, E., 
della Costa d 3 Oro al S., e dell'Aube 
ali 1 O. Ha 25 1. di lunghezza dal N. 
al S., i4 di larghezza inedia dall' E. 
all' O., e 325 1. quadrate. E 1 attraver- 
sato al S. E. dal dorso che divide il 
versatojo dell 1 Atlantico da quello del 
Medit., e dove si osserva il piano e- 
levato di Langres, unito al N. E. ai 
monti Faucilles , e al S. alla catena 
della Costa d'Oro. Questo paese, in- 
clinato quasi interamente verso la 
Senna, le manda le sue acque col 
mezzo della Marna e dell 1 Aube, che 
hanno le loro sorg. al S. ; la prima 
di queste riviere, la sola che sia na- 
vigabile, lo attraversa quasi in retta 
linea dal S. al N.,e vi riceve a sini- 
stra la Suize, e a destra la Treize ed 
il Rognon ; l 1 Aube irriga la parte S. 
O. che le manda l 1 Aujon. Le sorg. 
della Venelle, della Vingeanna , del 
Saolon e dell 1 Amance, affluenti della 
Saona, riattaccano al bacino del Ro- 
dano la parte S. di questo dipart.; la 
Mosa scorre al N. E. Dal piano e- 
levato di Langres scende la maggior 
parte di questi corsi d 1 acqua. Vi so- 
no pochi stagni ; quelli della foresta 
di Val e della comune di Harmèville 
sono i più considerabili; non si tro- 
vano paludi che in alcune porzioni 
delle valli della Mosa e dell'Amance. 
Il territorio offre belle valli, fertili 
pianure, colli piantati di vigneti, va- 
ste praterie, montagne boschive , e 
qua e là delle roccie sterili e nude. 
Lo strato di terra vegetale, la cui 
profondità varia molto , riposa sulla 
pietra calcarea e la min. di ferro 
terroso di cui abbonda questo paese. 
L'agricoltura vi fece qualche pro- 
gresso, e gli abitanti seppero porre a 
profitto li terreni un tempo incolli, 
e la maggior parte dei luoghi palu- 



M A R 

dosi ; il suolo è coltivato da per tut- 
to ov' è suscettibile di coltivazione, e 
produce ogni sorta di cereali al di 
là del consumo, legumi secchi , semi 
di rape, senape, genziana in quan- 
tità, ed altre piante aduso della me- 
dicina. Le noci e le ciriegie trovami 
comunissime. La vite occupa 17,600 
ettari, e dà un anno per V altro , 
509,490 ettolitri di vini ; i migliori 
dei quali sono quelli di Aubigny , 
Montsaugeon, Vaux, Riviere-les-Fos- 
ses e Prauthoy. È questo uno dei 
più boschivi dipartimenti, contenen- 
do 223,570 ettari di foreste la mag^ 
gior parte di quercie e faggi. Vi si 
trovano cignali, lupi, caprioli , cervi, 
volpi e molto picc. selvaggiume. So- 
novi buone praterie ed eccellenti pa- 
scoli, in cui si allevano cavalli di 
picc. statura e di mediocre qualità, 
buone vacche, montoni apprezzati per 
la delicatezza della loro carne, mol- 
te capre, e pochi porci. La educa- 
zione delle api è assai dilatata; quel- 
la dei galli d 1 India si trova in gr. 
in qualche cantone. Le riviere e gli 
stagni somministrano del buon pesce, 
e dei gamberi. La natura sparse il 
ferro con profusione in questo paese, 
e soprattutto dal centro sino alla e- 
stremità settentrionale ; il si trova in 
grani ed in rocca; le min. di grani 
sono le più comuni, abbond. e più 
facili da scavarsi. Vi sono anche cave 
di pietra calcarea suscettibile di bel- 
la politura, bella pietra da fabb., pie- 
tre da cote, gesso, argilla da stoviglie 
e a follone, marna, pezzi di piriti mar- 
ziali, alcune torbiere e molte sorg. 
minerali, fra le quali si distinguono 
principalmente quelle di Borbonc-i 
Bagni. Vi si trovano moltissime fuci- 
ne, fornaci, martelli, fonderie e tra- 
filerie pel ferro; la fabb. di lime, ra- 
spe, strumenti di vario genere, uten- 
sili di cucina, punte di Parigi è in 
vero consid.; quella di coltelli a Lan- 
gres e a Nogent-Ie Roi è assai sti- 
mata. Si fabb. pure molti berretti di 
lana, guanti di pelle, droghetti, car- 
ta, candelle ed aceto ; i conciatoli e 
le fabb. di pelli sono assai diffuse. 
Si costruiscono battelli a san Dizier 



MAR 
il corani, più importante consiste in 
biade, vini, mele, cera, ferro, legna- 
me da doghe e da fabb., tavole, cor- 
telli, ec; è facilitato da io gr. strade 
reali e dipartimentali. — Questo di- 
part., il cui capoluogo è Chaumont, 
si divide nei tre circond. di ^ Chau- 
mont, Langres e Vassy, suddivisi in 
28 cant., e contenenti 552 comuni e 
244,800 abitanti. Manda l\ membri 
alla camera dei deputati, è compresa, 
nella io.a divisione militare e nel 
secondo circond. forestale, forma la 
dioc. di Langres e dipende dalla corte 
reale edall'accad. di_univ. di Bigione. 
— I Lìngojii erano nell 1 antichità il 
popolo principale di questo paese, di 
cui Langres era la capitale , Cesare 
li soggiogò. In progresso il loro pae- 
se fece parte della Prima Lionese. 
Invaso dai vandali, nel V secolo, fu 
saccheggiato, e Langres presa e ro- 
vinata. I franchi ed i borgognoni lo 
conquistarono poscia, e fu riunito in 
gr. parte al reg. di Borgogna. Ric- 
cardo conte di Autun incorporò il 
restante nei suoi dominj, ed uno dei 
suoi discendenti prese il titolo di 
conte di Langres. Luigi "VII eresse 
questa contea in ducato, e la riunì 
alla corona nel 1179. I vescovi di 
Langres, che avevano il titolo di du- 
ca e pari di Fr., erano assai possenti 
sotto i re della seconda e terza stirpe. 
MARNAJND, vili, di Fr. , dipart. del 
Rodano, circond. e a 6 1. 3j4 O. da 
"Vi Ile franche, cant. e a i\l\ ài 1. E. 
N. E. da Thizy. Vi si tengono due 
annue fiere, e conta 1,100 abitanti. 
MARNATE, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Milano, dislr. di Busto Ar- 
sizio. . 
MARNAVÀL, casale di Fr., dipart. del- 
l' Alta-Marna. circond. di Vassy, cant. 
e comune di s.t Dizier, sulla Marna. 
Evvi una gr. fucina, due raffinerie 
ed un mazzo. 
MARNAY, vili, di Fr., dipart. di Sao- 
na e Loira, circond. , cant. S. e a 2 
1. da Chàlons-sur-Saone, presso del- 
la Gróne, Vi si tengono due annue 
fiere,- e conta 600 abitanti. 
MARNAY, bor. di Fr., dipart. dell' Al- 
la-Saona, circond. e a 4 *• 3[4 S. E. 



MAR 901 

da Gray, capoluogo di cant. , sulla 
riva destra dell'Oignon. Vi si tengo- 
no 4 fiere annue, e conta i,joo abi- 
tanti. 

MARNE, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Bergamo, distretto di Ponte San 
Pietro. 
MARNE, bor. della Danimarca, due. di 
Holstein, bai. di Suder-Dithmarschen, 
a 6 1. i{2 S. da Heide, e a 18 1. N. 
0._jda Amburgo. Vi si tiene una fie- 
ra annua e conta 700 abitanti. 

MARNES, vili, di Fr., dipart. delle Due- 
Sevre, circond. e a 6 1. ij2 N. E. da 
Parthenay, cant. e a 2 1. N E. da 
Airvault, con i,3oo abitanti. 

MARNHULL, parrocchia della Inghilter- 
ra, contea di Dorset, hundred di Stur- 
minster-Newton-Castle, a 7 1. N. N. 
E. da Dorchesler, e a 1 1. E. da Stai- 
bridge, con i,3oo abitanti. 

MARNITZ, vili, del gr. due. di Meck- 
lenburg-Schwerin, principato e a 10 
1. ij2 S. E. da Schwerin, capoluogo di 
baliaggio. Conta i,3oo abit., avendone 
il bai. 2,000. 

MARNOCK , parrocchia della Scozia , 
contea e a 3 1. S. S. O. da Banff, pre- 
sbiterio di Strathbogie, sulla riva destra 
del Doveran, con 2,200 abitanti, 

MAROBUDUM, antica città della Ger- 
mania, che apparteneva ai Marcomani, 
secondo Tolomeo. 

MAROCASTELLO, bor. degli Stati-Sar- 
di, divisione di Nizza, prov. e a 3 I. 
i|4 N. O. da Oneglia, mandamento 
e a 3{4 di 1. E. N. E. da Borgoma- 
ro, con 1,700 abitanti. 

MAROCCHINA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Brescia, distr. di Ospitaletlo. 

MAROCCO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Venezia, distr. di Mestre. 

MAROCCO, MARRAKCH,MERAKACIi, 
MARAKUCHA, MARORI , MARUS- 
KASH o MAROKOS,' impero del N. 
O. dell'Africa, il più occid. dei quat- 
tro stati della Barbaria, fra 28 20' 
e 35° 5o / di lat. N. e fra 3° 40' e 
12° 4» / di long. O. Confina, al N, , 
col Mediterraneo e lo stretto di Gi- 
bilterra, all'O., coll'Atlantico, al S. ed 
al S. E. col Sahara, ed all'È, col reg. 
di Algeri. La sua lunghezza, dal N. 
al S., è di 190 1, , la larghezza me- 



902 MAR 

dia di i5o 1., e là sua superfìcie di 
circa 24,000 leghe . Un gran pro- 
montorio , che rinchiude lo stretto 
di Gibilterra, presenta, ali 1 Q., il ca- 
po Spartel, ed, all'È., la punta del- 
l' Africa ed il capo di Ceuta ; sul 
Mediterraneo evvi il capo Tres-For- 
cas, e sull'Atlantico, si vedono i capi 
Bianco di Mazagan, Cantili e Ger. 
Questo impero ha circa 3oo 1. di co- 
ste, delle quali 200 sull'Atlantico. — 
Lo stato di Marocco è attraversato dal 
S. O. al. N. O. dal Grande-Atlante, 
che vi mostra le sue sommità le più 
alte, coperte di nevi perpetue, e che 
spinge verso il N. delle ramificazioni 
assai numerose, alcune delle quali lo 
uniscono al Piccolo-Atlante, in vici- 
nanza del Mediterraneo ; uno di que- 
sti rami termina allo stretto di Gibil- 
terra. II Grande-Atlante divide il pae- 
se in due versatoi generali; l'uno è 
esposto al S. E., verso il Sahara, e 
irrigato dal Ziz o Tafilet ed il Dra- 
-ha, che si perdono , il primo, in un 
lago senza scolo, ed il secondo nelle 
sabbie ; 1' altro versatojo è marittimo 
e suddiviso in 2 parti, N. ed O., dal 
ramo principale che giunge allo stret- 
to di Gibilterra ; la prima di queste 
parti è solcata dalla Mulu'ia e dal No- 
cor, tributarie del Mediterraneo, e l'al- 
tra dal Luccos, dal Buregreb, dall'En- 
sif, dalla Morbea, del Tensif e dalla 
Susa, che vanno all' Atlantico. — In 
generale, si vanta la fertilità di que- 
sto impero ; però essa è limitata 
ai luoghi irrigati, e sui quali il clima 
non esercita un' azione troppo forte, 
come sono generalmente li terreni 
fra l'Aliante ed il mare. Il clima è 
delizioso e sano ; dal marzo al set- 
tembre, il cielo vedesi raramente co- 
perto, e nella stagion piovosa, che 
comprende gli altri mesi dell'anno, le 
pioggie non cadono senza interruzio- 
ne ; pochi sono ì giorni in cui il so- 
le non si mostri. Nella stagione cal- 
da , i regolari venticelli di mare 
rinfrescano la temperatura ; le cime 
nevose dell'Atlante producono pure 
un tale effetto. I più forti calori che 
si si'eno osservati sul versatojo marit- 
timo, sono di 34°' (R.) all'ombra ; nel- 



^I A & 

le valli dell'Atlantico cade molta neve, 
Non si teme in questo paese che il 
vento caldo del Sahara, che domina 
per tre settimane prima delia stagio- 
ne piovosa. Quantunque la coltivazio- 
ne sia assai negletta, la fecondità del 
suolo è tale in generale, che i pro- 
dotti crescono con un vigore ed una 
abbondanza straordinaria ; le biade 
e le frutta danno un eccedente che 
forma uno dei suoi principali articoli 
di esportazione ; l'orzo è pure abbou- 
dantissimo, e la vena cresce sponta- 
neamente. Nei giardini si coltiva una 
gran varietà di legumi di Europa e 
dei fiori odoriferi. A forza <T irriga- 
zioni, si fanno pur crescere nei ter- 
reni sabbiosi dei melloni, pimento, 
cocomeri, ec. in alcuni luoghi si rac- 
coglie del canape. Si vedono ovun- 
que, nelle pianure e sulle colline, 1 o- 
livo ed il fico nella sua maggiore ve- 
getazione, il cedro, l'arancio, la man- 
dorla, il dattero, il gelso bianco, il 
cotone, ec. Si coltivano con profìt- 
to molte varietà di viti nelle parti 
settentr. dell' impero. Sul versatojo 
del deserto, crescono in abbondanza 
i datteri , che fecero dare a questa 
regione il nome di Biledulgerid (pae- 
se dei datteri); quelli specialmente 
di Tafilet e le mandorle di Susa so- 
no rinomatissime. Le foreste vedonsi 
popolate di quercie e ghiande dolci , 
sugheri, cedri, corbezzoli ed alberi 
che danno la gomma: vi si trovano 
molte piante, preziose per la medici- 
na e curiose pel botanico. Questa con- 
trada nodrisce una gr. quantità di a- 
nimali ; vi si osservano principalmen* 
te molte specie di cammelli, delle quali 
la meno apprezzata si chiama Talavè; 
ve ne sono altre che fanno più del 
doppio ed anche del triplo di strada 
di quella nominala superiormente, ma 
tutte sono sorpassate in celerità, al 
detto di molti viaggiatori, dall' heirie 
o cammello del deserto, che si distingue 
soltanto dal dromedario per una sta- 
tura più bella; si assicura che uno di 
questi animali corse in 7 giorni, 14 
gradi di lat., ciò che farebbe 5o 1. 
per giorno, senza comprendere i gi- 
ri . Vi sono asini di due specie ^ 



MAR 

Tuna «li gr. statura, e l'altra pic- 
colissima ; dei cavalli di razza ara- 
ba ; bestie a corna picc. , il cui lat- 
te è poco abbond. e di cattivo gusto; 
numerosi montoni di lana comune , 
tranne di quelli di Tedia, che, di- 
cesi, hanno una lana fina e brillante 
quanto la seta ; una gr. quantità di 
capre, fra le quali quelle di Tafiiet 
sono rinomate per somministrare le 
pelli più stimate per le fabbriche di 
marocchino. Si allevano molta polle- 
ria e molte api, raccogliendosi quin- 
di in abbondanza un mele ass^i aro- 
matico, che depongono nei tronchi 
degli alberi. Fra gli animali selvaggi 
si contano lioni, pantere, gazelle, jen- 
ne, furetti, alcune scimie ed una spe- 
cie di marmotta ; quasi tutti questi 
animali non frequentano molto che 
le foreste e le frontiere del Sahara, 
ove sì riscontrano pure molti struzzi. 
Vi sono min. di ferro, rame, stagno, 
antimonio, ec, ma se ne ritrae poco 
profitto ; però si eslrae antimonio con 
ogni cura per la fabb. dei cosmetici 
di Oriente. Il sai gemma è abbond. 
e forma un importante articolo di e- 
sportazione. La industria si riduce 
alla fabbrica di oggetti di necessità 
-e di alcuni articoli di commercio; le 
più importanti manifatture sono quelle 
del marocchino rosso e giallo, assai sti- 
mato, e del quale scrupolosamente si 
conserva il segreto della fabbricazione; 
si fanno pure alcune stoffe di seta e 
lana, e, nella prov. di Fez, una gran 
quantità di berretti di lana rossi , in 
uso per tutta la Barbarla. Le espor- 
tazioni consistono in lana, cera, pelli 
di bove, marocchino, avorio, piume 
di struzzo, bestiami e muli, gomma a- 
rabica, poco rame greggio, mandorle, 
oglio, diverse frutta e biade ; le im- 
portazioni sono in panni, chincaglie- 
ria, ferro di Spagna, specierie, thè, 
legname da costruzione, e diversi ar- 
ticoli di fabbriche europee. Il comm. 
si fa quasi interamente per Mogador. 
Marocco mantiene pure delle commer- 
ciali relazioni con Timboetu me- 
diante le carovane che si radunano 
sulla frontiera merid., principalmente 
ad Akka ed a Talta; nelle altre parti 



MA IT 90 3, 

della Nigrizia, manda sale, tele ed una 
grandissima quantità di diverse mer- 
ci, che sono cangiate contro oro, avo- 
rio, gomma e schiavi. Le monete di 
questo impero sono : in oro , il ma- 
tbu-kebis ~ circa 54 fr., il matbu Ì2 
7 fr. 80 cent., ed il miskal-deheb p" 
5 fr. 20 cent.; ed in argento, il mi- 
skal.~ 5 fr. 20 cent., il nysf-miskal 
~ 2 fr. 60 cent,, il rubaa-miskal ~ 
1 fr. 3o cent., il dirhem o okije, che 
gli Europei ordinariamente chiama- 
no oncia £ 52 cent.; la musuna 
o blanquilia g i3 cent. ZZ 24 fils o 
flons, moneta di rame. Tutte le mo- 
nete spagnuole hanno corso in Maroc- 
co, e la piastra chiamasi arridi. La 
principale misura lineare è la draa o 
a una, divisa in 8 tomins . La mud 
è la misura di capacità per le biade» 
— L 1 impero di Marocco si divide in 
5 provincie, che sono: Fez e Marocco, 
sul versatojo marittimo; Susa, sui due 
versa toj del Grande-Atlante, e Draha 
e Tafiiet, sul, versatojo S. E. — La 
maggior parte dei viaggiatori dipin- 
gono questo paese come pochissimo 
popolato , e, se si crede a Chènier, 
Hoest, Lamprière, la sua popolazione 
non passa G milioni di abitanti, es- 
sendo, secondo Balbi, di soli 4,5oo,ooo. 
Jaskson, console inglese a Mogador, 
assicura però , secondo comunicazio- 
ni che dice offiiziali , che il nume- 
ro degli abit ascenda a i4>8oo,oop, 
così divisi: 9,40/4,400 arabi, 4->5oo,ooo 
berberi , e 895,600 mori , andalusi , 
buccari, ebrei e franchi , che abi- 
tano nelle città e nei villaggi delle 
pianure. — Gli Arabi, che vivono la 
maggior parte sotto tende, in mezzo 
ai pascoli, ove allevano numerose man- 
drie, stanno in campi , o miserabili 
volanti villaggi, chiamati adovars , 
quasi tutti di forma circolare. I Ber- 
beri o Breberi, i più antichi abitatori 
del paese, si dividono in due nazioni 
distinte, cioè quella dei berberi pro- 
priamente detti, che abitano l'Atlante 
dalla parte orientale sino al di là di 
Marocco, e quella dei chilluhi, sparsa 
nelle mont. delle prov. di Tafiiet e 
di Susa; queste due nazioni si suddi- 
vidono . in tribù, come quella elei ca- 



qo4 MAR 

baili o cubili, nella prov. di Fez, e 
quella degli amazighi o chilluhi, in 
quella di Susa. La maggior parte dei 
berberi si dedica alla coltivazione ; 
sono eglino pastori , e professano un 
maomettismo corrotto . Quantunque 
soggetti in apparenza all'imp., hanno 
un capo per ogni tribù, ed abitano 
dei villaggi muniti di torri ove sono 
sempre pronti a difendersi. I Mori, 
discendenti da un miscuglio di antichi 
Mauritani e Numidi coi Fenicj , Ro- 
mani ed Arabi, hanno la pelle più 
bianca, il viso più gonfio, il naso meno 
sporgente e tutti i lineamenti della fi- 
sonomia meno energici che gli arabi; 
sono essi avari e dissoluti, sanguinari 
ed infingardi, avidi ed accidiosi, ven- 
dicatici e vili. Gli Andalusi discendo- 
no dagli Arabi scacciati dalla Spagna; 
i Buecari sono negri comprati nel- 
la Guinea , che formano una casta 
militare; gli Ebrei, i cui antenati fu- 
rono la maggior parte scacciati dal 
Portogallo e dalla Spagna, sono in 
numero di circa 3oo,ooo, e, come gli 
Andalusi, abitano particolarmente le 
città; sono essi che danno il movimen- 
to alle ruote delle macchine politiche 
ed amministrative dell 1 impero, soprat- 
tutto in ciò che concerne i rami com- 
merciali e manifatturieri , locchè per 
nitro non impedisce che sieno di con- 
tinuo oppressi, insultali e spogliati 
dairimperatore e dai grandi, e spesso 
anche maltrattati nelle strade e sino 
nelle sinagoghe dal popolo . La spe- 
ranza di una maggior libertà , e di 
una mitigazione a tanta miseria , ne 
condusse un gran numero ad abbrac- 
ciare il maomettismo, ma né anche per 
questo non sono meno gli oggetti del 
disprezzo, e dell'odio degli altri mao- 
mettani, che non vollero giammai al- 
learsi con loro. Vi sono dei Franchi, 
ma in piccolo numero, nelle città prin- 
cipali di commercio , e così anche 
dei così detti zingani , che seduco- 
no la credulità del popolaccio , ven- 
dendogli filtri e sortilegi : si chiamano 
sidinafìri, o mangiatori di serpenti, 
perchè, mangiando questi rettili vi- 
venti , credono questi impostori mo- 
strare al popolo il loro potere. Vi sono 



MAR 

alcuni conventi cattolici a Marocco , 
Mogador,Tanger e Mequinez, ma pro- 
vano molte vessazioni. — I Maroc- 
chini, come tutti gli altri maometta- 
ni, sono poco comunicativi, e non si 
vedono che nei luoghi pubblici; han- 
no un contegno grave e silenzioso, e 
T orgoglio nazionale fa loro disprez- 
zare gli altri popoli, e specialmente i 
cristiani, dei quali non pronunziano 
mai il nome senza aggiungervi una 
qualche ingiuria. Non si trova fra 
essi nessun sentimento d'onore indi- 
viduale. Nelle città, la reclusione del- 
le donne è delle più rigide. Quelle 
degli Arabi erranti e dei Berberi so- 
no assoggettate ai più duri lavori, e 
la loro continua esposizione agli ar- 
dori solari distrugge ben tosto ogni 
traccia di bellezza, e così le garanti- , 
sce da un inutile rigore. Questo po- 
polo indolente, e poco intelligente, non 
è meno cupido ed avido dei regali ; 
uno dei suoi proverbj si è « che ace- I 
to donato è più dolce del mele com- 
perato ». In generale, stretto osserva- 
tpre della legge musulmana, pratica , 
però certe cerimonie religiose stra- 
niere a questa legge, come quella di 
portare, ogni venerdì, le provigioni 
sulle tombe dei parenti o degli ami- 
ci, cerimonia a cui li Marabuti assi- 
stono recitando delle preghiere. La | 
venerazione dei Marocchini pei pel- ; 
legrini che ritornano da La Mecca è i 
tale, che vengono questi considerati j 
come santi (hadyr). La condizione de- ' 
gli schiavi cristiani, presso questo pò- j 
polo crudele ed inumano, è orribile; 
sempre occupati ai travagli più vili e 
penosi, nudriti soltanto di pane d'or- 
zo mescolato nelPoglio, vestiti di una 
specie di gabbano di lana grossa, con 
un cappuccio, rinchiusi la notte in pro- 
fonde ed oscure infette prigioni, ed 
orribilmente maltrattati , secondo il 
capriccio dei loro conduttori, non è 
raro di vederli soccombere in poco 
tempo sotto il peso delle loro orri- 
bili sofferenze. Gli schiavi maritati , 
senza essere nò meglio cibati, allog- 
giali e vestiti, sono però esenti dai 
più pesanti lavori ; questa apparente 
umanità non è che il risultato di un 



MAR 
calcolo di avarizia, che teme esser pri- 
va di una discendenza schiava.— I! go- 
verno di Marocco è forse il più dispo- 
tico e barbaro che esista sulla terra; 
1"' imperatore, che prende il titolo di 
sultano o di kalifat - allah (luogote- 
nente di Dio), non ha per legge che 
la sua volontà. Non evvi divano, mu- 
ftì o capo di religione, che possa, co- 
me in Turchia, contrariare le sue de- 
terminazioni ; da sé solo decide della 
vita e dei beni dei suoi sudditi ; ed 
ì suoi ministri, dei quali tutto l' inge- 
gno consiste a saper bene scrivere, 
non sono che i suoi segretari ; però 
vi sono certi diritti consacrati dal co- 
stume e dall' uso che questo despota 
è forzato di rispettare; tali sono quelli 
di non poter penetrare nelF interno 
delle famiglie, e più ancora nei san- 
tuarj dei dervis, che servono spesso 
di asilo inviolabile all' innocente per- 
seguitato, al colpevole, ed anche al ri- 
belle contro il sovrano. È pure obbli- 
gato di rendere la giustizia in per- 
sona ovunque risieda ; le sue udienze 
hanno luogo due volte per settimana, 
e tutti i suoi sudditi, come pure gli 
stranieri, possono esservi ammessi ; la 
sentenza, pronunciata sulP istante, è 
sempre decisiva. Come in questo pae- 
se la cupidigia, la cattiva fede, e la 
perfidia si mostrano nella loro più 
orrida bruttezza ; non conviene ri- 
sparmiare i doni ai ministri, ai dra- 
gomani, al principe istesso se si bra- 
ma ottenere giustizia. La corte del 
sovrano è composta di un effendi o 
letterato, ch'è il visir, di un ciambel- 
lano con numerosi aggiunti, pel ser- 
vizio dell'imperatore fuori del serra- 
glio, e di un cadì eunuco, pel servi- 
zio interno ; vi ha inoltre tre maestri di 
cerimonie, e molti affissali del palaz- 
zo incaricati delle scuderie imperiali, 
dell'equipaggio di caccia, della cuci- 
na, ec. ; tre ministri sono alla testa 
dell'armata , della marina e delle fi- 
nanze; li governatori delle prov. e 
delle città, che portano il titolo di 
bey, pascià o kaid, riuniscono i po- 
teri militari, amministrativi e giudi- 
ziari ; però nelle città principali vi 
sono cadi o giudici indipendenti , 
Tom. III. |». II. 



MAI go5 

che sono investiti di una grande au- 
torità. Oppressi e vessati dal sovrano 
e dai cortigiani, tutti questi gover- 
natori e giudici opprimono e vessa- 
no a vicenda i loro dipendenti. L'ar- 
mata, che ascende a circa 3o,ooo uo- 
mini, è in gran parte composta di 
negri, formanti una casta militare, e 
della quale tutti i maschi nascono sol- 
dati ; i mori sono riservati per la ca- 
valleria, ch'è la principale forza del- 
l'impero. La guardia dell'imperatore 
si compone di 6,000 uomini, tutti nt- 
gri della casta militare. Il soldato non 
ha alcun uniforme ; il suo equipaggio 
consiste in una giberna di cuojo ros- 
so, stretta sai ventre con una corda , 
ed ira una cassetta da polvere, sospe- 
sa da un lato con una coreggia ; que- 
st'armata, ripartita in tutte le piazze 
dell' impero, non è che un ammasso 
di predatori, di cui si serve il sovra- 
no per la riscossione delle imposte 
arretrate ; sciagura per la provincia 
debitrice ; la devastazione e spesso 
la morte di una parte degli abitanti 
attestano ben presto la presenza di 
questa truppa indisciplinala. — La 
marina è ora in una completa deca- 
denza ; dacché la pirateria non è pia 
produttrice, i mori se ne sono disgu- 
stati. Contava un tempo una quin- 
dicina di fregate nei diversi porti 
dell'impero; si osservò che le strette 
foci di tutte le rade si riempiono gior- 
nalai, di sabbia, a segno che i navi- 
gli non entrano e non sortono pre- 
sentemente che con difficoltà e pe- 
ricolo, 11 aaioistero delle finanze è 
molto attivo ; sì calcola a 20 o a5 
milioni di -franchi le rendite dell'im- 
peratore; esse sono provenienti da li- 
na imposta stabilita su tutte Se pro- 
duzioni agricole, dai diritti di doga- 
na su tutte le importazioni che sono 
facoltative e dipendenti dai capriccio 
del principe, da una capitazione e- 
sorbitante che pagano gli ebrei, e dai 
regali considerabili che tutti Si petenti 
indigeni ' o stranieri , commercianti^ 
industriosi o viaggiatori, sono obbli- 
gati di fare all' imperatore ; lo spo- 
gliamente, sotto il nome di confisca, 
compisce queste rendite. Dal moaaen- 
1-18 



fto6' MAR 

to che il governatore od altro fun- 
zionario, è sospettato di aver riunito 
delle grandi ricchezze nelle sue Illa- 
zioni, il sovrano non manca di un 
qualche pretesto onde spogliarlo qua- 
si interamente; i commercianti ebrei 
sono altresì esposti a tali atti di vio- 
lenza. Questo impero, come tutti gli 
stati dispotici, è soggetto a grandi ri- 
voluzioni; nessuna classe non essen- 
da interessata a sostenere il sovrano, 
questo può a ciascun istante essere 
rovesciato dal trono, o per tradimen- 
to, o in conseguenza di ribellione ; 
da ciò nasce il carattere inquie- 
to , geloso, e feroce che sempre 
distinse i tiranni di questo moderno 
stato. Tutti, a pochissime eccezioni, 
si sono bagnati nel sangue dei loro 
sudditi; Muley-Israael, particolarmen- 
te, se ne fece un giuoco; fu desso 
■ che, onde abbandonarsi con maggior 
sicurezza a tutta la sua ferocia in- 
trodusse il sistema di una guardia di 
ne«ri mercenari, sui quali credeva di 
poter contare: un tale sistema, esteso 
dai suoi successori, divenne loro, in 
progresso, più di una volta funesto, 
non essendo raro che questa truppa 
inquieta e sediziosa, precipiti il suo 
sovrano dal trono per inalzarvi in 
suo luogo il principe che le promet- 
te un maggiore salario. 11 primo atto 
che fa un sovrano del suo potere, e 
quello d'ordinario di fare strangolare 
i suoi competitori, sieno pur essi pa- 
• renli o fratelli. — L'impero di Ma- 
rocco comprende una picc. porzione 
della Màuritiana Cesar iense, e tutta 
la Mauritania Tingitana. Questa gran- 
de contrada soggiacque alle medesime 
rivoluzioni del restante dell'Africa set- 
tentrionale. Prfssò successivamente dai 
Romani ai Vandali, e da questi ai 
Greci, sotto il regno di Giustiniano. 
Sotto quello di Eraclio, i califi, dig- 
già dominatori della Siria e dell ìl- 
sitto, non lardarono di sottommet- 
ierla col mezzo dei loro luogotenenti, 
che vi fondarono molti stati indipen- 
denti ; queste diverse dinastie arabe 
m dispularono lungamente le loro 
conquiste, ed infine un riformatore 
della religione musulmana, chiamato 



MAR 

Abu-al-Fin, uscito dal deserto nel 
XI secolo, acquistò una sì grande ri- 
putazione di santità che tutte le vi- 
cine tribù si raccolsero sotto la sua 
bandiera; fu esso il capo della dina- 
stia degli Almoravidi ( Morabiti ) o 
Lumptuni , che estesero il loro do- 
minio su tutta la Barbaria, ed anche 
sulla Spagna. Il vasto impero forma- 
tosi ricevette il nome di Mograb o 
delPOuest; nel secolo seguente, que- 
sto grande impero fu conquistato da 
dei nuovi settatori, gli- Almohadi, il 
cui sovrano portava il titolo di emir- 
al-mumeinon ed anche di califfo. Non, 
appena trascorso un secolo, questi 
conquistatori, di continuo assaliti da 
molti rivali, furono obbligati di ce- 
dere li regni di Fez e di Marocco 
ai Merinili; questa nuova dinastia, 
più gelosa di conservarsi in dominio 
che di renderlo maggiore, non penso 
a ristabilire il grande impero di Mo- 
grab. Infine, nel i54 7 , uno sceriffo, 
discendente da Maometto, chiamato 
Muley-Aly, pose un termine alla do- 
minazione dei Meriniti ; devoto, vir- 
tuoso, e costantemente occupato del- 
la felicità dei suoi popoli, morì uni- 
versalmente compianto nel 1664. I 
suoi successori, che ancora regnano 
su questa contrada, non molto imi- 
tarono il suo esempio. — Si sa che 
eli Spagnuoli ed i Portoghesi, appe- 
lla ebbero liberato i loro paesi dai 
Mori, che portarono la guerra in A- 
frica. 1 Portoghesi, che vi fecero mag- 
giori conquiste, incominciarono 1 lo- 
ro attacchi, nel i4i5, colla presa di 
Ceuta, e nel i5oo regnavano sull in- 
tiera costa, sino a Mogador; essi non 
furono giammai tranquilli nei loro 



possessi, e 



gli avvantaggi che ne ri- 



traevano coprivano appena le spese in- 
separabili di un continuo stato di guer- 
ra. D. Sebastiano, re di Portogallo, 
pensando che l'interno del P*ese gli 
sarebbe di una più grande utilità, ne 
intraprese la conquista, ma questo 
principe imprudente vi peri con tutta 
la sua armata, nel i5 79 , in "«» ba- 
iatila che diede nelle pianure di Al- 
enar, e a poco a poco questi euro- 
pei furono scacciati da lutti. 1 posti 



■ M A R 

che occupavano. Gli Spagnuoli vi con- 
servano ancora le piazze di Ceuta, 
Penon di Velez, Alhucemas e Melil- 
la-, d;i dove gl'imperatori di Marocco 
tentarono invano di scacciarli, special- 
mente nel 177/j.Dal primo marzo 1799, 
esiste fra la Spagna e Marocco un 
trattato di commercio e di amicizia, 
in virtù del quale queste potenze go- 
dono reciprocamente del diritto di a- 
vere dei possessi nei due stati, senza 
che la diversità di religione e di co- 
stumi vi apporti pregiudizio. Nel 181 5, 
scoppiò in Marocco una sedizione, che 
fu soffocata a stento ; 3o,ooo uomini 
perdettero la vita in una sola batta- 
glia. — In questo paese i poeti del- 
l'antichità posero il favoloso giardino 
delle Esperidi, non più guardato da 
un drago, ma da tigri con umana faccia. 

MAROCCO, prov. dell'impero di que- 
sto nome, in Barbaria, fra il Grande 
Atlante, all'È., l'Atlantico, ali 1 O. , la 
Morbea, al N. , e le montagne che 
circondano il colle di Bebauan , al 
S. Tocca al N. con la prov. di Fez, 
all'È, con quella di Draha, al S. con 
quella di Susa, ed ha circa 70 1. dal 
N. al S., e quasi altrettante dall' E. 
all'O. I capi Bianco di Mazagan, Can- 
tin e Ger spezzano la costa. 11 Ten- 
sif e la Morbea ne sono i principali 
corsi d' acqua. Questa prov., di cui 
Marocco è il capoluogo, rinchiude le 
picc. contrade di Dukela, Zerara, Ar- 
da, Hea, Merhammena, Gezula, Susa 
e Tedles. 

MAROCCO , MARRAKCH , xMERA- 
KACH, MAROCHIUM o MARAKU- 
CHA, città della Barbaria, cap. dell'im- 
pero del suo nome, e. 1. di prov. , ed 
ordinaria resid. dell'imperatore, posta 
in una deliziosa e fertile pianura, ab- 
bellita da ben ordinati gruppi di arbo- 
scelli, e bagnata da varj ruscelli, che 
discendono dall'Atlante, e la rendono 
più amena e pittoresca, presso la ri- 
va sinistra del Tensif, a 35 1. dall'At- 
lantico, a 85 1. S. O. da Fez, a 260 
1. S O. da, Algeri, e a 5oo I. S. O. 
da Parigi. E cinta di mura altissime, 
assai grosse, con calce e sabbia mes- 
colata con terra grassa, che forma un 
cemento durissimo, fiancheggiate da 



M A R 907 

torri, e precedute da una larga fossa; 
in questo circuito, di circa 3 1., stan- 
no numerose rovine, grandi giar- 
dini, e vasti terreni. Il palazzo im- 
periale ne occupa la maggior par- 
te verso il S. E., e le sue mura 
possono avere circa una 1. di circon- 
ferènza ; è questo una unione di pa- 
diglioni e di corpi di case frammi- 
schiati di cortili, piazze e giardini, 
dominati dalla torre della grande e 
bella moschea eretta da Muley-Abdal- 
lah. Li padiglioni abitati dall' impe- 
ratore portano i nomi delle princi- 
pali città dell'impero; gli altri edifìzj 
sono occupati, dai gran dignitari, da- 
gli eunuchi e dalle odalische. Nel cir- 
cuito del palazzo stanno anche f ar- 
senale, il vecchio collegio o madarassa^ 
li vasti magazzini a grani dei sovra- 
ni, gli antichi magazzini a biade, che 
sono fatti a volto, e dove sono rin- 
chiusi gli schiavi cristiani, un mer- 
cato per le derrate, ec. La parte di 
Marocco, che si chiama ÀI-Kaiserah , 
ha pure un circuito particolare, ch'è 
quasi di i]2 lega ; essa sta fra il pa- 
lazzo ed il restante della città; qui- 
vi si vede un mercato bene fornito, 
e molte case rovinose , ed è questa 
parte popolata da mercanti mori e 
da ebrei ; questi ultimi sono rinchiu- 
si ogni sera nel loro separato quar- 
tiere . Marocco ha molte piazze e 
mercati che, come le strade, non so- 
no lastricate ; l'interno è triste , perchè 
le case, di un appartamento solo qua- 
si tutte, hanno di rado le finestre 
sulle strade; le inferriate del maggior 
numero guardano una corte inter- 
na, che, d' ordinario, vedesi adorna 
di una fontana , la quale rinfresca 
l'atmosfera e serve alle oblazioni or- 
dinate dal Corano. Fra le numerose 
moschee di Marocco, se ne distinguo- 
no 6 grandi ; quella che sta nel cir- 
cuito del palazzo, fabbricata da Ab- 
dul-mumen, secondo re di Marocco, 
e che suo figlio Jacob Almanzor ab- 
bellì con molte pietre di pregio che 
fece trasportar dalla Spagna, insieme 
colle porte della chiesa maggiore di 
Siviglia, coperte di pezzi di bronzo 
di ammirabil lavoro; portava sulla ci- 



-gù* Il R 

' ' ma 'disila sua torre 4 palle di rara© 
ricopèrte d'oro, di una graduata gros- 
sezza, e che pesavan unite 1,200 lib- 
bre; quantunque la superstizione del 
popolo le credesse incantate , pure, 
verso Tanno 154°, Muley Haraet 
non temette di farle levare. Maroc- 
co ha un serbatojo d' acqua , in cui 
si riunisce una infinità di sotterranei 
aequidotti , che tutti conducono le 
acque dell'Atlante. La principale in- 
dustria consiste in fabbriche di stof- 
fe di seta , carta , e marocchino pre- 
giatissimo. Conta adesso soli 3o,ooo 
abitanti, fra i quali vi sono 2,000 
famiglie ebree; molti autori le dan- 
no una popolazione ancora inferi©' 
re . L' atmosfera è quivi rinfresca- 
ta dalla vicinanza delle nevose som- 
mità dell' Atlante ; V aria vi è sana. 
Gli abit sono secidi , e le loro case 
vedonsi la maggior parte piene d' in- 
setti incomodi e di scorpioni, e qual- 
che volta vi penetrano anche i ser-. 
penti. — Si crede da alcuni che cor- 
risponda all'ani. Bocomim-Hemerum, 
ove eravi un vescovato prima del do- 
minio dei mori. Secondo la opinione 
comune, fu fondata nel io52 o 4^4 
dell'egira, da Abu-al-Fin, primo re 
degli Almorsvidi o Lumptuni, e vi- 
desi prontamente eretta ed abbellita 
di tutto ciò che F orgoglio e la vo- 
luttà fecero imaginare di più comodo 
e magnifico ; nel secolo di Ali-Ben- 
Ytussuf suo figlio , essa godeva della 
maggiore prosperità, assicurando mol- 
ti autori che la sua popol. ascendeva 
allora a circa un milione di abitanti; 
egli è fuor di dubbio, che se anche 
questo numero si vuole esagerato, 
pure la sua superficie indica essere 
stata popolatissima. Deve la sna deca- 
denza alle rivoluzioni di cui fu spes- 
so il teatro, alla tirannia dei sangui- 
nar] suoi capi, alla peste del 1678, 
che costò all' impero 3 o 4 milioni 
di abitanti, a quella del 1799, che ne 
fece perire quasi 3,ooo al giorno, al- 
la devastazione ed alla carnifìcina che 
ne fece Muley-Elyezid, allor che la 
prese d'assalto, ed in fine alla non pe- 
renne dimora dei sovrano e della 
sua corte. 



MAR 

MAROGNA, Maroma, bor. della Tur, 
Europea, e nella Romelia, sangiacca- 
to e a 25 1. N. O. da Gallipoli, e a 
4 1. O. da Makri, presso l'Arcipelago. 
Era la residenza dell'arcivescovo di 
Trajanopols. Vedi Maronea. 

MAROLA, vili, del reg.Lom.-Ven., prov. 
di Vicenza, distr. di Camisano. 

MAROLDS WEISACH, bor. della Bav., 
circ. del Meno-lnferiore t presidiale e 
a 2 1. 3[4 N. E. da Hofheim, e a 8 
1. 3f4 N. N. O. da Bamberga , con 
5oo abitanti. 

MAROLLES o MAROILLES, vili, di 
Fr., dipart. del Nord, circond. e a 3 
1. O. da Avesnes, cant. e a s 1. q4 
N. E. da Landrecy, sulla riva destra 
della Piccola-Helpe. Vi si fabbrica una 
gran quantità di buoni formaggi, dei 
quali si fanno spedizioni in quasi tut- 
ta la Francia. Vi si tengono 12 annue 
fiere, e conta 2,200 abitanti. 

MAROLLES-LES-BRAUX, bor. di Fr., 
dipart. della Sarthe, circond. e a 2 
1. 3|4 S. S. O. da Mamers , e a 6 1. 
ij2 N. N. E. dal Mans, capoluogo di 
cantone, con 1,800 abitanti. 

MAROMME, riviera di Francia. Vedi 
Cailly. 

MAROMME, vili, di Fr. , dipart. della 
Senna-Inferiore, cirond. e a 1 1, i]| 
N. E. da Rouen, e a 5 I. 3j4 S. E. da 
Yvetot, capoluogo di cant., sul Casi- , 
ly. Evvi un fìlatojo di cotone, una 
fabbrica d' indiane, conciato] , im- 
biancato] di tela, cartiere, tintorie e 
polveriere. Conta 2,200 abitanti. Vi J 
si trova nei dintorni una eccellente 
argilla. 

MARON, lago della Tur. a natica. Vedi 
Houle. 

MARONDA, città dell' Indostan, ai Ra- 
djeputi, nel!' Adjemyr, a 4 1. IJ2 N. 
E. dalla città di questo nome. 

MARON-DAVA porto dell'isola di Ma- 
dagascar. Vedi Murundava. 

MARONE, vili, del reg. Lom. - Ven. , 
prov. e a 5 1. i\f\ N. N. O. da Bre- 
scia, distr. e a 2 1. N. da Iseo, sulla 
riva orient. del lago di questo nome. 
Vi si fabbricano molte coperte di la- 
na, e conta circa 900 abitanti. 

MARONEA, MARONEIA, MAROGNA, 
ant. città dellaGiconia,nellaTracia,pres- 






MAR 
so il lago Ismaris. Pomponio Mela 
Sa situa sulle rive di Nestus^ Stefano 
di Bisanzio presso la Chersoneso, e 
d ? Anville sulla costa al N. O. di Strf- 
ma. Plinio dice che aveva prima il 
nome di Ortagurea. Il suo territorio 
producendo un vino eccellente, si ri- 
guardava essere sotto la protezione 
di Bacco, /^ed/ Marogna. 

MARONEA, città d'Italia, dei Sanniti, 
secondo Tito-Livio. 

BARONI o MAROWINA , fiume della 
Guiana, che sorge da un picc. lago 
situato nel S. della Guiana francese, 
verso i° 3o ; di lat. N. e 5?° di long. 
O., scorre verso ilN., traccia una gran 
parte del limite fra le Guiane ^ol^n- 
dese e francese, e si getta nelfAtlan- 
tico, a 5o 1. N. O. da Caiennn, al 5° 
55' di lat. N. e 56° 20' di lo^ng. O., 
dopo un corso di circa i3o leghe. 1 
suoi principali affluenti sono l'Ouaoui 
l'Araoua, a destra. 11 suo letto è ri- 
pieno di picc. isole , di roccie e di 
sabbia movente ; ha così poca acqua 
che, anche durante la marea, non può 
portare che piccoli navigli legger- 
mente carichi. Si trova sulle sue rive 
un piccolo ciottolo, chiamato diaman- 
te di Maroni, che rassomiglia perfet- 
tamente al vero diamante ; s'impiega 
in lavori di chincajdiaria. 

MARONIA o MARONlAS, città della Si- 
ria, posta da Tolomeo nella Colchide, 
fra Tohnidessa e Coara. 

MARONITI, popoli della provincia di 
Rodi, nominati nel secondo concilio 
di Costantinopoli. 

MARONITI, popoli della Tur. asiatica, 
nella Siria, abitanti principalmente il 
paese di Kesrauan, coperto di rami- 
ficazioni del Libano , nei S. del pa- 
scialicato di Tripoli, e governati da 
uno sheik, che dipende dall'emir dei 
Di usi. Sono in numero di circa i5o,ooo 
individui di ogni classe, che eserci- 
tano la ospitalità nella forma più ge- 
nerosa. L'agricoltura è la loro prin- 
cipale occupazione. Questo popolo for- 
ma una setta religiosa, che fu fonda- 
ta, verso la fine del VII secolo, da un 
certo eremita Giovanni, detto Marone, 
perchè aveva abitato per lungo tem- 
po il convento di s. Marone, sulle ri- 



M A R 909 

I ve dell'Orante» Nel 1182, questa setta 
si unì alla Chiesa romana, conservan- 
do sempre il diritto di celebrare l'uf- 
fizio divino secondo il suo rito e nel 
suo proprio dialetto, composto di ara- 
bo e siriaco. Mei 1736 riconobbe gli 
atti del concilio di Trento, ma og- 
gidì ammette in gran parte il rito 
greco, sebbene si trovi nominalmente 
attaccata alla chiesa latina. I Maroniti 
hanno più di 200 monasteri di uo- 
mini e donne, che seguono tutti la 
regola di s. Antonio. Essi obbedisco- 
no all'autorità spirituale di un patriar- 
ca, che risiede a Kanobin, e che pren- 
de il titolo di patriarca di Antiochia; 
esso è nominato dal popolo, confer- 
mato dal papa, ed ha sotto i suoi or- 
dini alcuni vescovi, che realmente non 
sono che monaci quanto esso. Ev- 
vi a Roma, dal i5/jo, un collegio ma- 
ronita per la educazione del clero di 
questo popolo. 

MAROS, montagna della Tracia, presso 
la città Ismarus. 

MAROS, stabilimento olandese dell'iso- 
la Celebe, nel reg. e a 12 1. N. N. E. 
da Macassar, nel fondo di una picc. 
baja dello stretto del suo nome. E il 
capoluogo di un distretto che com- 
prende 370 villaggi. 

MAROS, MARUS o MAROSCH, Mari- 
sus^ riviera che ha origine nella Tran- 
silvania, sede di Csik, al monte Ma- 
gos, a 3 1. S. S. E. da Gyergio s. Mik- 
los, scorre prima al N. O., entra nel 
comitato di Thorenburg, si volge al 
S. O., passa per la sede di Maros, se- 
gna il limite fra li comitati di Tho- 
renburg e di Kockelburg, e fra la se- 
de di Aranyos ed il comitato diWeis- 
senburg inferiore, che percorre , di- 
rigendosi alFO., attraverso il comitato 
di Hunyad, entra nella Ungheria, ove 
conserva la stessa direzione, divide li 
comitati di Araci,' di Csanad e di Cson- 
grad, al N., da quelli di Kassova, di 
Temes ediTorontal, al S., e si getta 
nella Theiss, alla riva sinistra, quasi 
in faccia di Seghedino, dopo un corso 
di circa i5o leghe. Bagna Neumarkf, 
Karlsburg, e O-Arad. I suoi affluenti 
principali sono il Gorgersy, ilNyarad, 
il Muhlenbach, lo Strcll , la Czerna, 



9 io MAR 

a sinistra, ed il Luzz e TAranyos, a 
destra. Il Maros, pieno di pesce, è rin- 
chiuso fra altare scoscesi dalla sua sor- 
gente sino a Lippa in Ungheria j al 
di là scorre in una pianura sino alla 
Theiss. Non diviene navigabile che in 
vicinanza di Rarlsburg, da dove tra- 
sporta in Ungheria il sale tolto dalle 
miniere di Thorenburgo. 

MAROS o MAROSCH, e qualche volta 
NEUMARRT, sede della parte cen- 
trale della Transilvania, paese deiSzek- 
leri, confinante all'O. ed al N. col co- 
mitato di Thorenburg, al S. E. colla 
sede di Udvarhely, ed al S. col comi- 
tato di Rockelburg. Ha 17 1. di lun- 
ghezza, dall' E. airO., 7 1. nella sua 
maggiore larghezza, e 60 I. q. 11 suo 
clima è dolce, ed il suolo fertile. E' 
coperta dalle ramificazioni dei Rar- 
pazj, ed irrigata dal Maros e da un 
gran numero de' suoi affluenti. Li suoi 
principali prodotti sono tabacco e li- 
no. 11 selvaggi urne ed il pesce vi so- 
no abbondanti. Vi si alleva molto be- 
stiame e cavalli, pecore, capre, porci 
ed api. Sonovi delle saline e sorgenti 
minerali. Conta /J5,ooo abitanti. — 
Questa sede, che ha per capoluogo 
Neumarkt, si divide in due circoli , 
Superiore ed Inferiore, suddivisi nelle 
8 marche o jaras di Abod, Galfalva, 
Jobbagy-Falva, Rai, Mezo-Band, Sam- 
son, Selly e Szovath. 

MAROS-BOGAT, marca della Transil- 
vania, paese degli Ungheresi, circ. su- 
periore del comitato di Thorenburg. 
Vi si trova il vili, dello stesso nome, 
sul Maros, conosciuto per i suoi mel- 
loni zuccherini. 

M4.ROS-FALVA, vili, della Ungheria, 
comitato di Bars, sul Gran. 

MAROS-GESZE, vili, della Transilva- 
nia , comitato di Weissenburg-infe- 
riore, con un castello. 

MAROS (GROSS), in ungherese Nagy- 
Mnros, bor. della Ungheria, comitato 
di Honth, marca dTpoly, a 31. i[2 E. 
da Gran , e a 7 1. 3(4 N. N. O. da 
Pest, sulla riva destra del Danubio. 

MAROS-JARA , marca della Transilv. 
paese degli Ungheresi, circ. superiore 
del comitato di Thorenburg. Vi si 
trova il vili, dello stesso nome. 



MAR 

MAROS-NEMETHI, gr. vili della Tran- 
silvania, capoluogo di signoria, con 
castello, comitato di RIausenburg, sul 
Maros, con circa 100 abitazioni. 

MAROSSEoNOSSI-MANGHABEI, pica 
isola sulla costa orientale di Madaga- 
scar, nella parte setlentr. della baja 
di Antongil, presso il porto Choiseul. 

MAROSTIGA, grosso bor. del reg. Lom.- 
Ven., prov. e a 5 1. i[4 N. N. E. da 
Vicenza, e a il. ip O. S. O. daBas- 
sano, Capoluogo di un distretto di 1 1 
comuni, e popolato da 19,500 abitan- 
ti. Sta a 1 piedi di un monte, sul quale 
vedonsi le rovine di un castello for- 
tificato eretto nel i3o2. È ben co- 
strutto. L'aria vi è perfetta. Un ru- 
scello mette in movimento molte mac- 
chine da torcere la seta, di cui com- 
mercia, insieme con cappelli di pa- 
glia, vino e bestiami. Tiene un mer- 
cato di grani, il martedì, ed una fie- 
ra, il 28 ottobre. Conta circa 4i° ° 
abitanti. Nei dintorni vi sono delle 
cave di pietra da fabbrica e di terra 
da stoviglie. — Si pretende da alcuni 
che sia stata fondata dagli abit. di Vi- 
cenza che, perseguitati da Siila, per 
aver dato dei soccorsi a Mario, eres- 
sero in questo luogo un castello che 
chiamarono Marostica, dal nome di 
Mario. Altri dicono che la Marostica 
moderna fu fondata da' Scaligeri. 

MAROS-UJVAR , marca della Transil- 
vania, paese degli Ungheresi, circ. in- 
feriore del comitato di Weissenburg 
inferiore. Vi si trova il vili, dello stes- 
so nome. 

MAROS-UJVAR, vili, della Transilva- 
nia, paese degli Ungheresi, circ. in- 
feriore del comitato di Weissenburg 
inferiore, marca del suo nome, agi. 
N. N. O. da Rarlsburg, sulla riva si- 
nistra del Maros. Vi si trova una mi- 
niera di sai gemma, una purga d'o- 
ro, ed una razza di cavalli. 

MAROS-VASARHELY, città della Tran- 
silvania. Vedi NED>IARK.T. 

MAROTH (APATH ed EGYAHAZ), due 
vili, della Ungheria, comitato di Hont, 
che danno vino e castagne. 

MAROTH-ARANYOS, in islavo Morw- 
ce, bor. della Ungheria, comitato di 
Bars, marca di Rlein-Tapolschan, a 






MAR 

4 1. O. S. O. da Kònigsberg, e a n 
1. i(4 S. O. da Kremnitz. Vi si ten- 
gono le assemblee del comitato. Ha 
una fabbrica di panni, e conia i,8oo 
abitanti. 
MAROVITZ, vili, del reg. Illirico, circ. 
di Lubiana, presso Neustadt. 

MAROW1NE, fiume della Guiana. Ve- 
di Marosi. 

MARPESIA - CAUTES, nome dato al 
monte Caucaso, perchè Marpesia, re- 
gina delle Amazzoni, vi aveva dimo- 
rato qualche tempo. 

MARPESO o CAPRESSO, Marpesus, 
montagna dell'isola di Paro, nell'Ar- 
cipelago, presso ed ali 1 O. del porto 
di Marmora. E la più alta dell'isola, 
e somministrava particolarmente il bel 
marmo che i Greci ne scavavano. 

MARPESSUS, città della Frigia, sul 
monte Ida, posta da Pausania presso 
i Focj, nei dintorni del fiume La- 
done. 

MARPLE , comune della Inghilterra , 
contea e a i3 1. E. N. E. da Che- 
ster, himdred di Macclesfieìd, a i 1. 
i|2 S. O. da Stockport, con 2,600 a- 
bitanti . 

MARPURG, città dell' Hassia Elettorale. 
Vedi Marburg. 

MARQUA1S, vili, di Fr., dipart. della 
Dordogna, circond., cant. e a 2 1. N. 
O. da Sarlat, con 1,200 abitanti. 

MARQUE (LA) , vili, di Fr. , dipart. 
della Gironda, circond. e a 7 1 N. N. 
O. da Rordeaux, cant. e a 2 1. ij4 
N. E. da Castelnau - de - Mèdoc. 11 
comra. è quivi attivissimo. Conta 800 
abitanti. 

MARQUES, gruppo d'isole del golfo 
del Messico, faciente parte del rialzo 
di Florida, al S. della Florida. Lat. 
N. 24 33^; long. O. 84 3o'. Sono 
poste in circolo, e cinte da un gran 
banco sabbioso pericolosissimo. 

MARQUESAS, MARQU1SES o MAR- 
QUES DE MENDOZA, isole del Gran- 
de-Oceano equinoziale. Vedi Marchesi. 

MARQUETTE, riviera degli Stati-Uni- 
ti, territorio di Michigan. Si getta nel 
lago Michigan, alla riva orientale, 
verso 43° 35' di lat. N. e 88° 20' di 
long. Q. , dopo un corso di circa 25 
leghe, verso l' O. Porla il nome di 



MAR 911 

un missionario francese , che morì 
presso le sue rive. 

MARQU1LLIES, vili, di Fr., dipart. 
del Nord, circond. e a 3 1. ij2 S.O. 
da Lilla, cant. e a il. i|3 N. E. da 
la Bassèe. Conta 1,000 abitanti. 

MARQU1NA, bor. della Spagna, prov. 
e a io 1. i[2 E. N. E. da Bilbao, nel- 
la Biscaglia, e a 2 1. 3(4 S. da Le- 
queytio, fra due ruscelli, che si riu- 
niscono un po' dopo onde formare 
l'Ondarroa. Vi sono alcuni avanzi di 
mura e 4 porte. Le strade sono po- 
lite e bene lastricate; vi si osserva 
una fontana adorna di una colonna 
di marmo bianco. Vi sono due con- 
venti, uno dei quali di monache, un 
ospedale, e vi si tengono due annue 
fiere. Conta 1,100 abitanti. I passeggi 
dei dintorni sono amenissimi. 

MARQU1NEZ, bor. della Spagna, prov. 
e a 4 1. 3j4 S. S. E. da Vittoria (Ala- 
va) , e a 3 1. ip S. S. O. da Salva- 
tierra, in un paese boschivo e bene 
irrigato. Conta 3oo abitanti. 

MARQUION, vili, di Fr. , dipart. del 
Passo di Calais, circond. e a 5 1. E. 
S. E. da Arras, capoluogo di cant. , 
presso della Gache, con 5oo abitanti. 

MARQUIS DE MENDOZE, gruppo d'i- 
sole del Grande-Oceano. Vedi Mar- 
chesi. 

MARQUISE, Marci, bor. di Fr. , di- 
part. del Passo di Calais, circond. e 
a 2 1. 3[4 N. N E. da Boulogne-sur- 
Mer, e a 4 1. 2 [4 S. S. O. da Ca- 
lais, capoluogo di cant. , sul declivio 
di una collina. Vi si tengono 14 an- 
nue fiere, e conta 2,000 abitanti. Nei 
dintorni si trova un marmo bruno 
macchiato di nero e del marmo grigio. 

MARR, picc. paese marittimo della Sco- 
zia, nella parte merid. della contea di 
Aberdeen, fra il Don, al N., e la Dee, 
al S. Abbonda in biade, legumi, be- 
stiame, pesce e selvaggiume. Può dir- 
si una lingua di terra, che ha 22 I. 
dal ponente al levante e tre o quat- 
tro 1. di larghezza. È pieno questo 
paese di boschi e montagne. Conta 
circa 53,ooo abitanti, avendo Aber- 
deen per capoluogo. Meritano le os- 
servazioni del naturalista, quelle pie- 
tre che quivi si trovano, sotto il no- 



9 i2 MAE 

me di etfarmwheadS) ài forme di- 
verse, e che si riproducono ih poche 
ore. Diede questo paese il titolo di 
conte al capo della famiglia di Er- 
sklne. 
MARRA, isola del Grande-Oeeano equi- 
noziale. Vedi Maupiti. 
MARRA o MEARAT-EM-NAMAN, città 
della Tur. asiatica, nella Siria, pascià- 
Meato e a 18 1. S. O. da Aleppo, sulla 
strada di questa città a Damasco. 

MARRA, MAARRA o MARRAH, città 
della Tur. asiatica, nella Siria, pascia- 
licato e a 6 ì. N. E. da Damasco. È 
oggi in uno stato di decadenza. Vi si 
vedono alcuni edifisj bene fabbricati, 
fra i quali osservasi un minereto al- 
tissimo; i bazar, edifizj quadrati, cir- 
condati da volte solide, annunziano 
un antico splendore, e i dintorni in- 
dicano che un tempo, la città esten- 
devasi molto più lunge. Si distinguo- 
no facilmente i nuovi fabbricati per 
la loro cattiva costruzione in pietra 
rossa. Vi si ritrova un'acqua di sor- 
gente assai buona. Marra è uno dei 
pochi luoghi in cui si parli 1' antico 
siriaco . E patria del famoso poeta 
Abou l'Ola, sopranominato Al-Te- 
nou-kht-al-Maari. 

MARRA, ant. città dell'Asia, nella Si- 
ria, situata in una grande pianura, 
nella parte orientale dell 1 Oronte, al 
N. E. di Apamea. 

MARRABU, città della Nigrizia, nel 
Bambara, a 12 1. E. N. E. da Bam- 
maku, e a 60 I. O. S. O. da Sego, 
sulla riva sinistra del Diali-ba. E cin- 
ta di mura. I Mori vi fanno un gran 
commercio di sale. 

MARRADI, bor. del gr. due. di To- 
scana, prov. e a 11 1. i|2 N. E. da 
Firenze, e a 3 1. S. O. da Modiglia- 
ni, sul Lamone, capoluogo di vica- 
ciato. Vi si tiene un mercato, il lu- 
nedi, e conta 1,200 abitanti. Si sot- 
tomise ai Fiorentini nel 1258, che 
lo perderono e riacquistarono più 
volte. 

MARRAH (el), tribù araba, nel Nedjad, 
che può mettere in armi i,5oo fanti 
e 120 cavalieri. 11 numero delle donne 
e dei fanciulli è calcolato ad un tri- 
plo di quello degli nomini» 1 



MAR 
MARRAKCH, impero e città di Barba- 
ria. Vedi Marocco. 
MARRASIUM , città della Perside, che 

Tolomeo situa fra Tanagara ed A- 
spadana. 
MARRAY, vili di Fr. , dipart. d'Indre 
e Loira, circo nd. e a 6 1. N. da Tours, 
cant. e a 2 1. E. N. E. da Neuvy-le- 
Roi. Conta 1,000 abitanti. Nei din- 
torni vi sono miniere di ferro. 

MARRIKA, capo dell'Arabia, sulla costa 
S. dell' Oman, verso 18 20' di lat. 
N. e 54° 2o> di long. E. 

MARRONI, o MARRQCEI, nome dato 
ad alcuni avanzi di quei Saracinì che 
si ritirarono nelle moni, delle Alpi, 
allorché furono gettati sulle coste della 
Provenza da una grande tempesta , 
verso l'anno 900. La loro principale 
dimora era verso il monte Maurus , 
da dove facevano delie scorrerie nella 
Borgogna e nella Italia. Ugo, re d'I- 
talia, fece con essi sforzatamente la 
pace, ma qualche tempo dopo furono 
scacciati -da questi luoghi dai signori 
dei paesi vicini. 

MARRUBIUM, antica città d' Italia, e 
capitale dei Marsi, sulla riva orien- 
tale del lago Fucino. Le sue rovine, 
nell'Abruzzo Ulteriore, a s. Benedet- 
to, offrono un'arena, e le traccie di 
un vasto anfiteatro. 

MARRUCINI, popoli dell'Italia, sul gol- 
fo Adriatico fra i Vestirli ed i Fren- 
tani, di origine Sabini, ed aventi il 
loro paese bagnato dall' Aternus. Oc- 
cupavano Ghieti (Teate) nell'Abruz- 
zo Citeriore. 

MARS (S.t), bor. della Francia. Vedi 
Ciaq-Mars. 

MARS, vili, di Fr., dipart della Loira, 
circond. e a 4 ^ N. E. da Roano , 
cant. e a 1 1. i[4 O. da Charlieu , 
presso il Chandonet, con 1,800 abi- 
tanti. 

MARS4, città delia Pannonia, nelle cui * 
vicinanze l'imperatore Costanzo, se- 
condo figlio di Costantino, diede bat- 
taglia a IVlagensio, che aveva preso il 
titolo d'imperatore dei Galli. 

MARSA, Maxula, città dell'Africa, sul- 
le coste della Barbarla, regno di Tu- 
nisi, e nella signoria della Goletta , 
nel luogo is tesso che, dicesi, occupa- 



M AH 

va l'antica Cartagine. Evvi un bel pa- 
lazzo di delizia del pascià di Tunisi, 
diverse case di campagna, una mo- 
schea, ed un collegio fondato da Mu- 
ley-Mahomet. 

MARSAC, vili, di Fr., dipart. della Dor- 
dogna, circond., cani, e a i 1. O. da 
Perigueux, presso la riva destra del- 
Tlsle. Evvi una fontana intermitten- 
te, e conta 5oo abitanti. 

MARSAC, vili, di Fr., dipart. delia Loi- 
ra-Inferiore, circond. e a 7 1. i|2 N. 
E. da Savenay, cant. e a 2 1. ip E, 
S. E. da Guémenée-Penfas, presso il 
Don. Vi si tiene un 1 annua fiera , e 
conta 1,000 abitanti. 

MARSAC, vili, di Fr., dipart. del Tarn, 
circond., cant. e a 2 1. 1 [4 O. da Al- 
by, e ad eguale distanza E. N. E. da 
Gaillac, sul Tarn, che si attraversa 
sopra un bel ponte di pietra. Vi si 
tengono tre annue fiere, e 5oo abit. 

MARSAC, bor. di Fr., dipart. del Puy- 
de-Dòme, circond., cant. e a 2 1. S. 
da Ambert, e a 2 1. N. da Ariani 
sulla Dorè. Vi sono fabbriche di na- 
stri di filo, cordoncini, tele, ed altri 
oggetti di merceria, e dei concialo]. 
Vi si tengono 4 annue fiere, e conta 
3,ooo abitanti. 

M ARSAGXIA, vili, degli Stati-Sardi, divi- 
sione di Cuneo, prov. e a 31. ipE, N. E. 
daMondovi, mandamento e a il. it4 S. 
S. O.daMurazzano, con 1,000 abitanti. 
Nella vicina ^pianura si diede una san- 
guinosa battaglia, il 4 ottobre 1693, 
ira l'armata francese, comandata dal 
maresciallo Catinat, e quelle del du- 
ca di Savoja, Vittorio Amadeo II di 
nome, degli Spagnuoli. e dei Tede- 
schi, nella quale i francesi rimasero 
vincitori. 

MARS-AGOLEITE, Gunugus^ovio del- 
la Barbarla, reg. di Algeri, prov. di 
Mascara, sul Mediterraneo, a 3 1. S. 
O. da Tenez e a 4° 1. N. E. da Orano. 

MARSAL, Bodatìum, e, più moderna- 
mente, Mar s alluni o Marsalìum, cit- 
tà di Fr., dipart. della Meurthe, cir- 
cond. e a 2 1. E. S. E. da Chàteau- 
Salins, cani, e a 1 1. ipf E. da Vie, 
in una pianura paludosa, e di diffi- 
cile accesso, sulla Seille, che passa, nel- 
le sue fosse. Un tempo aspettabile 
Tom. III. P. II 



MAR 91S 

piazza forte, non è più che un po- 
sto militare, consistendo le sue forti- 
ficazioni in un circuito con bastioni. 
Ha un 1 antichissima bella chiesa, un 
grande ospedale, delle caserme , un 
magazzino da polvere ed un arsena- 
le. Conta 1,000 abitanti. Aveva il ti- 
tolo di castellania. — - Questa città è 
posta sopra un singolare fondo di 
mattoni, opera dei romani, che vi a- 
vevano un campo. Sembra aver rice- 
vuto il nome dalla sua posizione , e 
dalle sorgenti salse nei dintorni, sca- 
vate neirVIII secolo, e poscia abban- 
donate nel XVII. Fu fortificata nel 
1260, smantellata da Luigi XIII, e 
instaurata da Luigi XIV. Nel i5;)o^ 
Carlo III ne scacciò i protestanti. Mar- 
sai provò un fatale bombardamene 
nel i8i5. 

MARSALA, città della Sicilia, prov., 
distr. e a 6 1. i[4 S. S. O. da Tra- 
pani, e a 5 1. N. N. O. da Mazzara, 
capoluogo di cant., presso ed ali 1 E. 
del capo Boeo, anticamente Lilibeo„ 
alquanto al N. della imbaco, della, 
Marsala nel Mediterraneo. Lat. N. 
87° 47' 35"; long. E. io° 5' 20". È 
cinta di mura guernite di bastioni, 
ed ha un'antica cattedrale, ed un col- 
legio. Eravi un buon porto, ma que- 
sto fu colmato sino dal }532 , per 
impedire che le galere turclie venis- 
sero a cercarvi un ricovero. Sonavi 
delle acque minerali, e delle officine 
in cui si prepara la soda. Situata ìm 
meno fertile territorio , commercia di 
oglio, e biade, e conta circa 20,000 
abitanti. I vini dei dintorni gareggia- 
no con quelli secchi di Madera. — 
Presso e al S. E. evvi il luogo ove 
stava Lilybaeurn. Dicesi fabbricata dai 
romani durante la guerra cartagine- 
se. Al N., presso l'antico porto, vi 
sono delle eslese saline. Alla bellezza 
del suo antico porto , deve il suo 
nome, che in arabo significa poi^ 
to eli Dio. 

MARSALQUIVIR , MAZALQUIVIR , 
MARSALQUIVER o MER5-EL-KE- 
B1R (il grande porto), città della Bar- 
barla, reg. di- Algeri, prov. di Ma- 
scara, sopra una punta che si avan- 
za nei Mediterraneo, a 1 1. O. da 0- 

JI 9 



|i4 M A R M A R 

rano. Il porto è bello, comoda e spa^ MARSA-SUZA, Sozusa, poscia Apollo-* 



zìoso, potendo contenere 5o vascelli 
(di linea ; esso ha un buon fanale. Qui- 
■yi esiste una compagnia che, median- 
te una somma di 12,000 zecchini, pa- 
gata ogni anno al dey, esporta delle 
merci del paese. Conta 4i°°o a bit. — 
Alcuni autori pensano che sia il Por- 
fus Magnus degli antichi, che altri 
pongono ad Arzeou, città più all'È., 
Credono altri che sia stata fabbricata 
dai romani. L'anno i5or, essendo in 
potere dei Mori, Emanuele, re di Por- 
togallo, tentò di sorprenderla , ma 
inutilmente, essendo stato egli stesso 
sorpreso dai mori. Gli spagnuoli se 



ma, porto della Barbagia, reg. di 
Tripoli, nel Barcah, a £ 1. i|2 N., N. 
E. da Curin, e a 17 1. O. da Derna, 
Era il porto di Cirene , da cui era 
diviso da una catena di alture om- 
breggiate da belle foreste. Questo por- 
to, al presente spopolato, ha, dal la- 
to di terra, dei forti quadrati; la co- 
sta offre varie rovine sopra una gran^ 
dissima estensione. 
MARSAY, vili, di Fr., dipart. della Cha^ 
rente-rlnferiore, circond. e a 6 1. 3j4 
N. E. da Rochefort, cant. e a 2 1. ip 
E. N. F^. da Surgères , con 1,800 a- 
bitanti. 



ne impadronirono, nel i5o6, ma gli'MARSBERG, città degli Stati-Prussiani; 
algerini gliela tolsero; avendola però. Vedi Stadtbtskg. 



ripresa nei i?32, rimase m potere 
degli Spagnuoli, 
PÀRSAN, antico paese di Fr\, nella 
Guascogna, che formava il N de la 
Chalosse, avente Mont-de-Marzan per 
Capoluogo. Produce vino , segala e 
miglio, e fa oggi parte del dipart. 
della Lande. Incominciò ad avere il 
titolo di viscontea, Tanno 1000, sotto 
Guglielmo, duca di Guascogna. Passò 
?»i conti di Bigorre, verso Tanno 1 1 18, 
per matrimonio, quindi nella casa di 
Bearn, e poscia ai principi della casa 

• di Lorena del ramo di Armagnac. 

■MAR SAN GO e MARSANGO MUSSA- 
TO , due vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Padova, distr. di Piazzola. 

JkfARSANNK, bor. di Fr., dipart. della 
Dròme , circond. e a 3 1. 1 j4 N. E. 
da MontèUmart, e a-^4. i[4 S. da 
Valenza, capoluogo di cantone, sul 
pendio di un colle. Alcune sue strade 
sono di accesso diffìcile. Alcuni avanzi 
di bastioni ed antichi edifizj provano 

• che questo luogo era un tempo più 
importante. Commercia di vino e seta, 
Vi si tengono 4 annue fiere, e conta, 
t,too abitanti. 

RIARSA-SIR OCCO, baja sulla costa 0- 
rientale delT isola di Malta. Lat. N. 
35° 5o'; long. E. 12 i2 ; Al suo in- 
gresso ha i[3 di I. di larghezza, ed 
acquista maggior estensione a misura 
che si avanza nelle terre. E difesa da 
molti forti, torri e ridotti, e da qual- 

• che altra opera di riguardo. 



MARSCHENDORF, vili; della Boemia, 
circ. e a 11 1. N. Kòniggrìitz , e a 8 
1. ij2 O. N. O. da Braunau, sulla riva 
sinistra delTAupa. Vi si fabbrica te- 
la di lino, e conta i,3oo abitanti. 
MARSCHFIELD, comune degli Stalin 
Uniti, stato di Massachusets , contea 
di Plymouth, a 8 1. S. E. da Boston, 
sull'Atlantico, con i,5oo abitanti. 
MARSCHOWITZ, bor. della Boemia, 
circ. e a io 1. S. E. da Beraun, e a. 
io I. S. da Praga, con 400 abitanti. 
MARSCIANO, bor. degli Stati della Chie- 
sa, delegazione « a 4 1- Sj4 S. da Pe- 
rugia, e a 4 I. ij4 N. N. O. da Todi» 
sul Nestore. 
MAKS-DE-LA-JAILLE (S.t), vili, di Fr., 
dipart, della Loira Inferiore, circond. 
e a 4 L N. da Ancenis, e a 9 1. 3[4 
N. O. da Nantes, capoluogo di cant., 
presso la riva destra delTErdre. Vi si 
tengono 4 annue fiere, e conta 1,100 
abitanti, 
MARSDEN, cappellata della Inghil- 
terra, west-ri din g della contea di York, 
wapentake di Agbrigg , a 3 1- i{3 S, 
S. O. da Halifax , e a 2 1. i|2 O. S, 
O. da Huddersfield, presso la sorgen-? 
te della Coinè. Vr sono delle impor- 
tanti fabbriche di cotone, nelle quali 
s'impiega un gran numero di fanciul- 
li tolti dalla metropoli. Conta 2,3oo 
abitanti. 
MARSDEN, capo della Russ. americana, 
sulla cesta oceid. dell'isola dell'Am- 
miragliato, alTingresso dello stretto dj 






M A il 

Chatham. Lat. N. 58° io'; long. 0. 

i37° 4'- 

MARSDEN o VENDOME, capo sulla 
costa N. O. della is. dei Kangurus, 
presso e al S. della Nuova-Olanda. Lat. 
S.35°33 / o"; long. E. i35° 20' 45". 

M ARS-DIEP , stretto sulla costa N. O. 
dei Paesi-Bassi. Divide fis. di Texel 
dalla parte continentale della prov. di 
Olanda. Lat. N. 53°; long. ]y 2° 22'. 
La sua larghezza è di 3 [4 di lega. E 
questo il più frequentato passaggio 
del mare del N. al Zuyder-zee. 

MARS-D'OUTILLÈ (50, vili, di Fi\, di- 
part. della Sarlhe , circond. e a ij 1. 
i[2 S. E. dal Mans, cani, e a 1 L 'ij2 
N. E. da Ecomoy, con j,6oo abitanti. 

MARSEILLAN, bor. di Frydiparr. deì- 
l'Herault, circond. e a 6 1. E. da Bè- 
ziers, cant. e a 1 1. 2{3 N. E. da 
Àgde, sullo stagno di Thau, ove eVvi 
tin porto di 200 metri di lunghezza 
Sopra 33 di larghezza; i suoi moli so- 
no assai mal conci. Nelle vicinanze 
trovansi delle saline. Vi si tiene un'ano 
ima fiera, e conta /^ooo abit., la mag- 
gior parte pescatori i 

MARSE1LLETTE, antico stagno di Fr,, 
dipart. dell'Aude, circond. e a 3 1. i|2 
E; da Carcassonna, cant, e a ij2 1. N. 
da Capendu, a l[4 di 1. dilla riva si- 
nistra dell^Aude, presso al canale del 
Mezzodì. Aveva il. i(2 di lunghezza 
dal N. al S., e 1 1. di larghezza. Si 
pervenne recentemente a seccarlo, pra- 
ticando un canale di scolo dell'acqua 

• pel cui passaggio si costrusse un bei- 
Facquidotto. Poscia s'inalzò un gran 
numero di bei edifìzj , e la quasi to- 
talità di questo stagno è- posta in col- 
tura ed offre prodotti di molto conto^ 
Gli stati di Linguadoca avevano im- 
piegate senza profitto somme eonsid. 
per questa grande impresa. 

MARS-EL-FAHM, città della Barbarla. 

Vedi Zuffe». 
MARSEVEEN o MAR SE WIN, pkc. is. 

dell'Africa, al S. del capo delle Agu- 

glìe, che forma la punta più merid. 

dell'Africa. Lat. S< Ao° 3o': long. E. 

18° 3o>. 4 

MàRSFELD, vili, della Baviera, circ. 

del Reno, distr. e a 8 1. N. N. O. da 

• &ai*er$lai*tejr« j cantone as -1. JS< N„ 



M A ti §iB 

O; da Kìrchheìm-Polland. E 1 rinoma- 4 
to per le sue miniere di mercurio. 

MARSHALL, isole dell' arcipelago Mul-^ 
grave, nel gruppo di Scarborugh. Lat. 
N. i° 30'Jlong. E. 171 io'. Sono 
basse e composte di corallo. 

MARSMFIELD, bor. della Inghilterra* 
contea di Glocester, hundred di Thorn- 
bury, a 4 1. E. da Bristol. Evvi uno 
stabilimento di carila dotato ricca- 
mente. Commercia di feccia di birra, 
e conta 1^600 abitanti, 

MARSI-, popoli della Italia, nelPÀ- 
pennino, -e nei dintorni del lago Fu»* 
ciao , ora lago di Gelano . \n ge- 
nerale comprendevaasi sotto un tal 
nome i Vestirti^ i Peìigni^ -i MavnuA 
cini ed i Frentanì . Si crede co- 
munemente che i Marsi avessero i 
Vestini al N. , i Peligni ed i Sanniti 
all'È., ii Lazio, al S.-, ed i Sabini al- 
l'O. Marrubium era la loro città ca- 
pitale. Gli antichi danno loro una ori- 
gine favolosa, ma si dicono orionds 
dei Sabini. 

MAR SII, popoli della Germania, che si 
credettero abitanti fra un ramo del 
Reno e deli'Issel, nella Westfalia. Sta- 
vano coi Bructeri al S. della Frisia, 
al N. della Lippe, ed all'O, del Reno, 
Antonino dà loro Metila per capita- 
le, distrutta da Germanico. Credono 
alcuni che sieno provenienti dai Mara 
d'Italia, da dove furono, dicesi, scac- 
ciati da Pompeo. Altri li fanno giun- 
gere coi Catti, loro vicini. 

MARSIAI, vili, del reg. Lom.-Ven*, prov. 
di Belluno, distr. di Feltre. 

MARSICO-NUOVO, Marsicum, città del 
teg. di Napoli , prov. del Principato- 
Citeriore, distr. e a 2 L i[2 E. da 
La Sala , cant. e a 1 1. 3[4 N. E. da 
Pad u la, al piede dell'A pennino. E se- 
de di un vescovato, suffraganeo dei- 
Farciv, di Salerno. Fa un buon com- 
mercio di prodotti del suolo. Vi si 
tengono due annue fiere di tre giorni, 
la domenica della Pentecoste ed il 
24 asosto. Conta 5,6oo abitanti. 

MARSÌCO-VECCH10 o VETERE,^6e/- 
Unum Marsicum, bor. del reg. d'i 
Napoli, prov. dì Basilicata, distr. e a 
7 1. S. da Potenza, e a 4 1- E. da La 
Sala, capoluogo ài cant.-, eoa 3,xoa' 



9 i6- M A-K 

abitanti- Tu così chiamato per distin- 
guerlo da Marsico-Nuovo. 

MARSIGLIA; in francese MARSEILLE, 
ed in latino Massilia o Massalia^ la 
più ricca, mercantile e popolata città 
del mezzodì della Francia, nella Pro 
venza, ora capoluogo del dipart. delle 
Bocche del Rodano , di circond. e di 
6 cantoni, a 63 1. S. S. E. da Lione 

- e a 162 1. (distanza legale) S. S. E 
da Parigi , sopra una rada del Medi- 
terraneo, alla costa N. E. del golfo 
di Lione, un poco al N. della imboc- 
catura delFHuveaune. Lat. N. [\ò° 17' 
4o ;/ ; long. E. 5° 2' o ìf . È sede di un 
vescovo suffraganeo dell 1 arcivescovato 

• di Aix, e del quale il circond. di 
Marsiglia forma solo la diocesi; capo- 
luogo della ottava divisione militare; 
sede di tribunali di prima istanza e 
di commercio. Vi son© direzioni delle 
contribuzioni dirette e indirette , dei 
demanj e dogane, una conservazione 
delle ipoteche , una camera ed una 
borsa, un consiglio di periti, un sin- 
dacato marittimo, un commissario ge- 
nerale, un tesoriere di marina, ed un 
ingegnere dei ponti ed argini incari- 
cato dei lavori del porlo. Al N., all'È., 
al-S. ed al S. O., Marsiglia è cinta di 
colline delle quali la più alta è quella 
della Madonna de la Guardia , verso 
il mezzodì, su cui evvi un forte; al- 
Ì'O. si trova il mare col porto. Presso 
ed alPO. di questo ultimo, vi è la cala 
della Fontana del Re, e al N. O. di 
questa quella del Faro: al N. E. del- 
l'ingresso del porto, si osservano le 

! cale dell' Ourse, della Joliette , e del 
Lazzeretto. 11 porto, di figura ovale, 
si prolunga neh" interno della città, 
dall' E. alPO., sopra una lunghezza 
di 5oo tese, ed una larghezza di cir- 
ca 200; l'ingresso è rinchiuso fra due 
roccie, sulle quali s'inalzano, al N., il 
forte S. Giovanni, e al S. quello di 
S. Nicola, che, più consid. del primo, 
domina altresì una porzione della cit- 
tà; è difficile e non permette il pas- 
saggio che ad una sola nave per volta. 
Questo porto è sicurissimo, e può con- 
tenere circa 1,200 navigli; le fregate 
sono i legni da guerra i più grandi 
che vi possono entrare; è soggetto ad 



M A R 

essere colmato dalle alluvioni e dal 
fango delle vicine colline, staccato dal- 
le pioggie; varie macchine sono di 
continuo impiegate al suo nettamento. 
Sul lato N. del porto, evvi lo stabili- 
mento sanitario; un canale, cinto dai 
magazzini della dogana, è praticato 
sul lato meridionale. Indipendente- 
mente da questo porto, se ne fece di 
recente un altro chiamato Dieudonnè, 
nella rada , fra le isole bene fortifi- 
cate di Ratonneau e di Pomègue ; i 
vascelli di linea possono ancorarVisi 
con sicurezza, e serve anche di luogo 
di quarantena ai navigli. Avanti del- 
la rada, si trova l'isola d'If, roccia 
coperta di batterie , ove stanno le 
torri e gli edifizj che servono di 
prigione di stalo. 11 lazzeretto sta sulla 
costa a 200 passi N. dalla ci Uà, ed è 
uno dei più belli della Europa; si e- 
resse pure nell 1 isola Ratonneau uno 
spedale per gì' individui la cui sa- 
lute è sospetta. — Marsiglia ha cir- 
ca 2,3oo m. o un poco più di i[2 I. 
di lunghezza, dal N. al S., dalla piaz- 
za Pentagona, o delle i3 Scale, sino 
alla piazza Castellane, e 2,000 m. dà 
larghezza, dall' E. all'O., dal corso del 
Capitolo sino al forte s. Giovanni. E 
questa una piazza di guerra, e vi si 
vedono alcuni avanzi di un 1 antica 
muraglia con bastioni. Si divide in vec- 
chia e nuova città. La prima, situata 
all' O., eretta in anfiteatro, in parta 
sopra alture, ha per limiti il porto, la 
strada Canabiére o Cannebiere , il 
Gran-Corso, e la strada d' Aix. Le sue 
principali strade sono quella detta 
Coutellerie , la Grande-Strada e la 
strada s. Rarbara continuata da quella 
di Belzunce, che sono diritte, ma po- 
co larghe, ed il cui terreno è inegua- 
le; esse sono fiancheggiate da case, in 
generale alte , e di costruzione uni 
poco pesante. Le altre strade sono 
generalmente strette , tortuose, e la 
maggior parte assai scoscese: tutte so- 
no bene irrigate da acque sane edl 
abbondanti. Questa porzione di Mar- 
siglia ha il vantaggio di non essere 
mai esposta ai venti impetuosi che si 
fanno sentire nella città nuova, e dove 
si è altresì più difesi dagli •ardori 



■M A m 

deli' estate. Non manca ne di piazze, 
riè di fontane, ne di passeggi; ma le 
prime sono in generale piccole ed 
irregolari; la piazza Nuova è la più 
grande e regolare; in quanto ai pas- 
seggi, quello della l'oretta, chiamato 
pure la Spianata, è il più bello; vi si 
gode di una prospettiva variata e bel- 
lissima, che si estende sul mare , la 
la campagna, ed una parte della città 
nuova. 11 baluardo delle Dame è assai 
ameno, essendolo egualmente le stra- 
de lungo l'acqua, che sono, sopratut- 
to nell' inverno, la porzione la più 
frequentata di Marsiglia. — La città 
nuova, che forma circa li due terzi 
di Marsiglia, è percorsa, dal N. al S., 
da una lunga e bella strada, che, dal- 
la piazza della porta d' Aix, va in li- 
nea retta alla piazza Castellana, sotto 
i nomi di strada d'Aix, Grande-Cor- 
so, corso di s. Luigi, strada di Roma 
e Gran Cammino di Roma ; ha dessa 
ip 1. di lunghezza, ed è fiancheggia- 
ta da belle case, la cui altezza sta in 
proporzione della larghezza della stra- 
da ; dall' alto delia strada d'Aix, la 
vista ne è maestosa . Questo viale è 
ancora abbellito dall'arco trionfale e- 
retto sulla piazza d' Aix in onore di 
S. A. R. monsig. il Dolfìno , da due 
belle fontane costrutte sul Grande- 
Corso, e da un' altra fontana con so- 
pra un superbo obelisco , e situa- 
la alla estremità del Grande-Cammino 
di Roma. Tutte le strade di questa 
parte di Marsiglia sono diritte, larghe, 
in gran, parte fornite di marciapiedi 
e adorne di bellissime case; le prin- 
cipali, indipendentemente da quelle 
diggià citate, sono le strade di s. Fé- 
reol, del Paradiso, di Rreteuil, di Au- 
fcagne, ec. La strada Canabière, assai 
più larga delle altre, ma meno lunga, 
va dal Gran-Corso al porlo: dall'alto 
di essa si scopre il porto coperto di 
navigli, e chiuso alla estremità occid. 
da colline che non permettono dive- 
dere da qual lato vi penetri il mare. 
11 canale situato sulla parte S. del 
porto è cinto da belle spiaggie, da ca- 
se regolari, e da magazzini la cui ar- 
chitettura è semplice ma solida; un po- 
co più superiormente del canale, e dal 



MAH §éé 

lato ispesso, sfanno i cantieri di co- 
struzione. In vicinanza si racconciano 
vascelli. Le piazze, in minor numero» 
che nella città vecchia, sono più spa- 
ziose, regolari, e meglio ornate, ricor- 
dandosi la piazza Reale, con una fon- 
tana, quella di s. Fèreol, cinta da una 
doppia linea di maronaj delle Indie; 
quella di Monthion, che ha dei viali 
di bagolari, ed una fontana nel mez- 
zo ; quelle di s. "Vittore, e del Gran- 
Teatro, e quella di s. Michele, ove si 
danno alcune volte pubblici spetta- 
coli. I passeggi, nel circuito e fuori 
della nuova città, sono numerosissimi; 
fra essi vedonsi i viali di Meilhan, il 
corso del Capitolo, ed il corso Giu- 
liano. Si frequenta molto la strada 
della Maddalena, che conduce al giar- 
dino botanico; il corso Borbone, che 
termina alla montagna dello stesso no- 
me, un tempo roccia nuda, e ora pian- 
tata di arbusti, intersecata da stra- 
de e labirinti, e sopra da una co- 
lonna di granito; infine i bastioni, che 
si estendono dalla montagna di Bor- 
bone sino alla porta di Aix, e che por- 
tano successivamente i nomi del ma- 
resciallo Dumuy, di Angoulème, del 
Museo, di Dugommier, di Enghien e 
della Pace. Le acque delle fontane , 
senza essere abbondantissime in que- 
sta parte della città, sono però suffi- 
cienti al bisogno; d' altronde, un gran 
numero di case ha dei pozzi la cui 
acqua è bevibile; le acque di Marsiglia 
vengono dall' Huveaune, e da molte 
sorgenti particolari che alimentano al- 
cune fontane. Un grande acquidotlo, 
quasi interamente sotterraneo, e che 
ha 3 incili sull'Huveaune, ed uno sul 
Jarret, porta V acqua alla piazza di 
Aix, e da di là a quella di s. Loren- 
zo, ove si fa la distribuzione di essa; 
questa acquidolto ha 7,828 ra. di lun- 



snezza: vi sono 



mche molti altri 



pic- 



coli acquidotti per le sorgenti par- 
ticolari, delle quali la più considera- 
bile è quella del Grande-Pozzo. — 11 
clima di Marsiglia è sanissimo, quan- 
tunque sia la sua temperatura assai 
alta.— Questa città non rinchiude al- 
cun avanzo di antichi monumenti; vi 
si trovarono soltanto, negli scavi fai- 



li, statue, nrne, medaglie, ed uria spen- 
de di obelisco di 7 a 8 piedi di al- 
tezza che si crede essere il Gnomone 
di Pitea; ha pure pochi edifìzi nuo- 
vi degni di osservazione. La cattedra- 
le, una delle più antiche di Francia, 
fu eretta, dicesi, sulle royine di un 
tempio di Diana. Il palazzo pubblico, 
costrutto da Puget, è il più beli' cdi- 
fizio della città: la facciata, sul porto, 
vedesi adorna di bellissimi rilievi in 
marmo bianco; vi si vede la statua di 
Pietro Bayon, che Uccise il console 
Casaux, capo di quelli della Lega, e 
due bei quadri dei marsigliese Serre, 
rappresentanti le stragi della peste 
di questa città; la borsa è nel piano 
terreno di questo edilìzio. Si distin- 
gue pur anco Y osservatorio, la pe- 
scheda nuova eseguita da Puget, il nuo- 
vo mercato a 32 colonne d'ordine to- 
scano, li due teatri, e soprattutto il 
Grande, il palazzo della prefettura, la 
dogana, i magazzini pubblici, e la co- 
lonna inalzata, nel 1822, in memoria 
dei soccorsi ottenuti del papa duran- 
te la peste. Vi sono 4 parrocchie, 7 
succursali e 9 cappelle o annesse, una 
chiesa concistoriale riformata, una si-* 
nagoga concistoriale, parecchi ospedali, 
«n arsenale, una zecca ( lettere M ed 
A intrecciate), una grande corderia, 
tin monte di pietà, una cassa di ri 
sparmio e di prevedimento, dei bagni a 
vapore e di sabbia staturata di sai ma 
fino buoni pei reumatismi : le strade 
sono bene illuminate dall' anno i^"85 
Questa città possiede una rinomata ac- 
cademia di scienze, belle-lettere ed ar- 
ti, stabilita sino dal 1726, molte so 
cietà di agricoltura, di medicina, d 
carità materna, di morale cristiana, di 
beneficenza, ec. Un collegio reale, una 
scuola secondaria di medicina, una di 
mutuo insegnamento, scuole di dise- 
gno lineare, di navigazione, di com- 
mercio e di musica; un corso gra- 
tuito di geometria e di meccanica 
applicate alle arti, un istituto di sor- 
di-muli , una biblioteca pubblica di 
Go.boo volumi, un museo di quadri, 
un gabinetto d'istoria naturale, un 
giardino botanico, ed Un giardino rea- 
le ài botanica e di naturalizzazione, — 



MAH 

Marsiglia è rinomata per le sue fató^ 
di sapone, oglio di oliva, acqua-vite, 
spiriti, liquori, e per le sue insalature 
di acciughe, ec, ha pure fabb. di Cal- 
zette e berretti ad uso di Tunisi, di 
diversi prodotti chimici, di corallo <$ 
colla forte, coltelleria apprezzata, e di 
damaschi di grande bellezza, e meglio 
fabbricati che quelli di Siria, di cande- 1 
le, cappelli di paglia^ vetri, bianco di 
cerusa, profumerie ricercate, turaccioli 
di sovero , lesine, amido, tele dipin- 
te , ec. Vi si contano 33 concie e 
fabb. di marocchini, molte raffinerie 
di zucchero, zolfo e sale, fabb. di ma- 
iolica.; e fornaci da tegole, e forni da 
calce, un filatoio di cotone, una ma- 1 
nifattura reale di tabacco, una polve- 
riera reale, ed una reale raffineria di 
polvere. Questa città fu sempre flori- 
da pel suo eomm. marittimo, che si 
estende a tutte le parti del mondo, 
ma che è speciaim. attivissimo co* 
porti d' Italia, della Spagna della Bar- 
barla e del Levante. Le sue esporta- 
zióni principali consistono in sapo-* 
ne, vini, acquavite, spiriti, grani, fa- 
rina^ frutta secche e confettate , la- 
ne, pelli, cuoj, panni, carta< piom- 
bo, ferro, stagno, stoffe di seta, mi- 
nuterie, merci in genere, ec. Le sue 
importazioni, in cotone gregio furono 
nel 1826, di 82,000 balle, un poco più 
di un quarto della importazione ge- 
nerale in Francia ; vi s' importa al- 
tresì lane di ogni specie, zucchero, 
legno da tintura, gomma, cera, pelo 
di capra e cammello, specierie, legumi > 
mandorle, frutta secche, paste ed al- 
tre produzioni delle colonie e del Le- 
vante. Nel 1824, vi entrarono 



Navigli 



Tonnellaggio 



Francesi provenienti 

dall'estero. . . . 864 95,532 

Cabotieri. 3, 737 172,168 

Pescatori 53 10,173 

Stranieri 1,069 n5,i2?3 



Totale. . ! . 5,723 392,99$ 
Ne asci remo neU'unuo »te»jx>* 



M A R 



Navigli 



Tonnellaggio 



Francesi per l'estero . 796 6,43 1 

Cabotieri 3,i4i 1 56,662 

Stranieri. 1,164 123,718 

Totale . . 5,ioi 286,811 

I dazi! percepiti per la importazio- 
ne e la esportazione, compresi quelli 
ilei sali, ascesero a 20,028,054 franchi. 
Vi si tiene una fiera di i5 giorni, il 
3i agosto. Fanno capo a Marsiglia le 
strade da Nizza, Avignone e Digione. 
Pa gansi da Parigi a Marsiglia 102 
poste, passando da Auxerre a Lione, 
r— Questa città produsse, e negli an- 
tichi e nei tempi moderni , molti 
nomini celebri; basterà nominare dei 
primi: il cel. Pitea, astronomo, geo- 
grafo e letterato, vivente al tempo di 
Alessandro il grande; Eutimene na- 
vigatore; i medici Demostene e Crinas; 
fra i moderni Onorato d'Urfè, ameno 
scrittore; Dumarsais, grammatico; i 
sacri oratori Mascaron e Massillon; 
il poeta Pellegrin ; il viaggiatore, ma- 
tematico e botanico Carlo Plumier ; 
lo storico di Marsiglia Antonio Ruffi; 
il viaggiatore ed erudito orientalista 
cavaliere d'Arvieux; 1" astro nomo e 
botanista padre Feuilleè; il letterato 
Lantier; lo scultore, pittore ed ar- 
chitetto Pietro Puget, il generale Gar- 
fJanne, ed altri. 11 poeta Petronio 
nacque nei dintorni di Marsiglia. Con- 
ta 115.900 abitanti. Li marsigliesi in 
generale hanno il tuono e le manie- 
re ruvide, poche parole e lo sguar- 
do assai espressivo ; sotto esteriori 
poco cortesi, vi si trovano però spes- 
so cuori sensibilissimi. Sono laborio- 
si, intelligenti, franchi e probi, ed 
amano con passione la musica, la dan- 
za ed il teatro . La letteratura fiorì 
un tempo assai più che al presente, 
in cui il commercio e la navigazione 
attraggono ogni cosa. — Il territorio 
di Marsiglia è secco in generale; le 
montagne vi sono nude e sembrano 
calcaree; molte di esse rinchiudo- 
no cave di marmo. Fra queste stan- 
no disperse più. di £ 3 ooo case di 



MAR 919, 

campagna, chiamate bastìdeS , pres- 
so alle quali si giunse con gravi 
spese a vincere la sterilità del suolo. 
Questo territorio è irrigato dall' Hu- 
veaune, dal Jarret e dalla Plombieres, 
picc. riviere che son quasi a secco in 
estate; vi si raccoglie biada, vino, 
oglio, frutta, poco foraggio, ec. Il 
maestrale, vento del N. O. , vi do- 
mina durante la maggior parte de!-* 
Fanno; esso è freddo, e assai vio- 
lento, ma nell" eslate rinfresca la 
bollente atmosfera , — Marsiglia , 
la più antica città della Francia, fu 
fondata sotto il regno di Tarquinia» 
il Vecchio, verso l'anno 600 prima 
di G. C. , e sembra dover la sua o- 
rigine ad una colonia greca di Foce-* 
si, che abbandonò il suo sterile paese, 
onde cercarne uno più fertile ; Àn 
progresso essa ricevette tutta la po- 
polazione della Focea, che abbandonò 
in massa la propria patria, e si rifuggì 
nelle Gallie per sottrarsi alla tirannia 
di Arpago o Arpalo, generale di Ciro, 
e da questo inviato governatore del 
conquistato paese. Fu in origine no- 
minala Mas s alia , che i latini pro- 
nunciarono Massilia, e da cui poscia 
chiamossi Marsiglia. Quasi dalla sua 
origine divenne una delle più grandi 
e commercianti città dell' occidente. 
Essa formò ben tosto una repubblica 
simile a quelle delle città greche, che 
divenne florida pel suo traffico , e 
rinomata per la saggezza delle sue 
leggi, e per la sua civilità, di cui 
sparse tosto i benefizj sulle rive del 
Mediterraneo e nelle Gallie, Può van- 
tarsi Marsiglia di aver formato una 
delle tre più famose accademie dei 
mondo, e di aver per ciò diviso l'o- 
nore con Rodi ed Atene, meritan- 
do da Cicerone di essere chiamata 
V Atene delle Gallie, e da Plinio ma~> 
gistra studiorum. Quivi venivasi da 
ogni parte onde apprendere la elo- 
quenza, la filosofia e le belle arti, 
mandandovi spesso i romani i loro 
figli per instruirsene. I naturali del 
paese, invidiosi della felicità e della 
ricchezza che acquistarono i marsi- 
gliesi. ,. avendoli spesso faticati con 
sempre nuove ostilità , li costrinsero 



$iù MAR 

a fare alleanza col popolo romano, 
che fece la guerra ai salii loro più 
possenti nemici ed oppressori . I ro- 
mani non ebbero giammai amici più 
fedeli e generosi, lo che dimostraro- 
no specialmente allorché abbraccia- 
rono gì 1 interessi della rep. contro 
Cesare* 11 potere dei marsigliesi, e le 
forze loro erano assai considerabili, 
talché sostennero diverse guerre con- 
tro i gaulesi, i liguri, i cartaginesi, 
ed altri popoli nemici dei romani, a- 
vendo la loro alleanza con essi, si 
può dire, occasionata la conquista del- 
la Gallia Transalpina, aprendone le 
porte ai conquistatori. Marsiglia ri- 
mase per lungo tempo alleata dei 
romani e resistette a Giulio Cesare, 
che voleva forzarla ad abbracciar il 
suo partito contro Pompeo, e non si 
arrese se non dopo aver sostenuto 
un assedio lungo e terribile. Sotto i 
romani Marsiglia perdette la sua po- 
tenza politica, ma conservando la sua 
libertà, rivalizzò, mediante il suo e- 
steso comm. , con Alessandria e Co- 
stantinopoli, ed appunto occupandosi 
soltanto ad ammassare delle ricchez- 
ze, abbandonossi ai piaceri di ogni 
genere, talché i costumi dei marsi- 
gliesi passarono allora in proverbio, 
onde disegnar quelli di gente perduta 
nel lusso, nella mollezza e nello stra- 
vizzo. Non cessarono però di coltivare 
le scienze, come lo avevano fatto in 
precedenza, lasciando il loro antico 
linguaggio pel latino, e da essi può 
dirsi essersi i Galli spogliati dalla loro 
nativa barbarie, apprendendo dai mar- 
sigliesi la scrittura, che non tardarono 
a spargere fra i popoli vicini. Roma 
e la Italia soggiogate nel V secolo 
dagli Eruli, Marsiglia cadde in pote- 
re di Enrico re dei Visigoti e di suo 
figlio Alarico, dopo la morte del qua- 
le Teodorico re degli Ostrogoti s'im 
padroni di questa città e del paese 
vicino. I suoi successori la cedettero 
ai re francesi Merovingi, che ne fu- 
rono padroni sino a Carlo Martello. 
Allora il duca Moronte se ne impa- 
dronì sotto la protezione dei sara- 
ceni, ma però essendo vivameute pres- 
sato dai francesi , egli si salvò pei* 



MAR 

mare, e Marsiglia obbedì ai Carlo-* 
vingi, poscia ai re di Borgogna e 
finalmente ai conti d' Arles. Sotto il 
regno di Luigi il Cieco e sotto il go- 
verno di Ugo conte di Arles, i sara- 
ceni, che s'erano stabiliti e fortificati 
sulle coste della Provenza, rovinarono 
tutte le città marittime e specialmente 
Marsiglia. Ebbe la fortuna di ristabi- 
lirsi sotto il r«gno di Corrado il Pa- 
cifico. I suoi governatori, che chia- 
mavansi visconti o duchi, se ne ren- 
dettero padroni assoluti , sulla fine 
del X secolo . Guglielmo, che morì 
nel 1004, fu il suo primo visconte 
proprietario. Ugo Godofreddo, uno 
de 1 suoi discendenti, lasciò la sua vis- 
contea da dividersi egualmente fra i 
suoi cinque figli. Allora i marsigliesi 
acquistarono insensibilmente le por- 
zioni degli uni e degli altri , e tor- 
narono a governarsi repubblicanamen- 
te nei 1226, ma non godettero per 
lungo tempo di tale vantaggio. Carlo 
di Angiò, fratello di $. Luigi, essen- 
do eonte di Provenza, fece marciare 
un'armata contro di essa, e se ne im- 
padronì nel i25i, o, secondo altri, 
nel 1262. Alfonso re di Aragona pre- 
se Marsiglia nel 1423, la saccheggiò, 
e vi mise fuoco. Luigi XII la riunì 
alla corona nel 1482 , e le concesse 
. grandi privilegi. Francesco 1 ne au- 
mentò le fortificazioni, dopo la sua bella 
difesa contro le truppe di Carlo V, 
comandate dal cardinale di Borbone, 
nel i53G. Avendo gli abit. tentato' 
una rivolta, Luigi XI V, nel suo viag- 
gio in Provenza, tolse a Marsiglia li- 
na porzione dei suoi numerosi privi- 
legi, e fece costruire li forti che di- 
fendono il porto e dominano la città. 
Nel 1720, una nave, proveniente da 
Saida, portovi la peste, che esercitò 
le più orribili stragi, e che, sparsa, 
tutto ali 1 intorno , fece perire nella 
«ola città da 4° a 5o,ooo abitanti; 
non s' ignora quale fosse allora V e- 
roismo di Belzunceo, vescovo di Mar- 
siglia, che in mezzo a tutti i pericoli 
non cessò di prodigare le sue cure ai 
pestiferi, e la cui memoria sarà sem- 
pre cara agli amici della umanità. 
Questa città molto sofferse durante la 



MAR 

.'Rivoluzione per la privazione del suo 
commercio . Una trappa di uomi- 
ni entusiasti e sanguinari, o piuttosto 
una orgia di tigri in figura umana 
uscì dal suo seno, e ben tosto, in- 
grossata da un popolaccio sfrenato, si 
diresse sopra Parigi, nel 1792, ove 
in mezzo alla canzone di sangue, detta 
da loro la marsigliese, vi cagionò una 
parte dei torbidi del mese di agosto 
di qnell 1 anno, e vi commise quegli 
orrori che saranno celebri troppo nel- 
le pagine della storia. Nel 1 793, Mar- 
siglia abbracciò il partito dei Giron- 
dini, contro la fazione detta della 
Montagna, allora trionfante; ma la 
sua Sedizione fit prontamente calma- 
la più coli' astuzia che colla forza. 
— 11 circond. di Marsiglia si divide 
nei seguenti 9 cantoni : Aubagne, la 
Ciotat, Marsiglia (6), e Roquevaire, e 
conta 148,600 abitanti. 

MARSIGLIA, in francese MARSEILLE, 
bor. di Fr., dipart. dell'Oisa, circond. 
e a 4 !• n4 N - N. O. da Beanvais, e 
ali. i[3 S. da Grandvilliers, capo- 
luogo di cant., in un bel vallone, sul 
Petit-Thèraiu. È bene fabbricato, ed 
ha fabbriche di pelli, e concie. Vi si 
tengono 5 annue fiere, e conta 700 abit. 

VIÀRS1LIANA, vasto e ricco podere del 
gr. due. di Toscana , prov. inferiore 
Sanese, appartenente alla casa Corsi- 
ni, presso al confine dello stato de' 
Presidj. 

MARSILLARGUES, bor. di Francia . 
Fedi Massillargues. 

MARS1LLY, vili, di Fr., dipart. della 
Charente-Inferiore, circond. , cant. e 
a i 1. 3i4 N. da La Rocella . Nel 
1780 vi si scopersero in un pozzo 
molti pezzi di rame, indizj di una 
miniera ricchissima. Conta 900 abit. 

MARSINGI, popoli della Germania, nel- 
la Slesia, che facevano parte dei Lin- 
gii, e che Tacito situa fra i Gothini, 
gli Ossi ed i Burii, al di sopra dei 
Marcomanni e dei Quadi. Si credono 
i Marvingi di Tolomeo. 

HARS1VAN, Euchaites, città della Tur. 
asiatica, pascialicato di Sivas, sangiac- 

I calo e a 8 I. O. N. O. da Amasia, e 
a 26 1. N. O, da Tokat, in una pia- 
nura ben coltivata . È assai grande, 
Tom. HI. P. II. 



MAR Qit 

ed irrigata da un grosso ruscello. So- 
novi molte fontane , e diverse {mo- 
schee. Vi si fabbricano tele di coto- 
ne. Pochi anni sono, provò un vio- 
lento terremoto, che le cagionò gran 
guasti, e fece perire moltissimi abi- 
tanti. Conta presentemente circa 2,000 
case . In vicinanza esiste una sorg. 
salata. Hadjy-Kendjy, vili, vicino*, pos- 
siede una miniera che dà un poco 
d"* argento . — Questa città non è 
T ant. Phazemon, come si credette: 
essa rimpiazza Eucha'ites^ che fu so- 
prannomata Teodoropolis, a cagione 
di una vittoria riportata il giorno di 
s. Teodoro, sul re dei bulgari, dal- 
P imperatore Giovanni Zimicès , che, 
in tale occasione, vi fece fabbricare 
una chiesa magnifica, «onvertita ades- 
so in moschea. , 

MARS-LA-BRUYERE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Sarthe, circond. e a 3 1. 
E. N. E. dal Mans, cant. e a 3j4 di 
1. S. O. da Montfort-le-Rotrou. Evvi 
un bel castello ed una fabbrica di 
carta. Conta 3oo abitanti. 

MARS-LA-TOUR o MALATOUR, vili, 
di Fr., dipart. della Mosella, circond, 
e a 5 1. O. da Metz, cant. e a 2 I. 
i(4 N. O. da Gorze. Vi sono magaz- 
zini di viveri e foraggi, e vi si ten- 
gono due annue fiere. Conta 5oo a- 
bitanti. — I duchi di Lorena, che se 
n' erano impadroniti, lo cedeWero a 
Luigi XIV pel trattato del 1661. 

MARSOLAN, vili, di Fr., dipart. del 
Gers, circond., cant. e a 1 1. ip O. 
da Lectoure, e a 3 1. i{2 E. da Con- 
doni, presso la riva destra della Lan- 
cine, affluente del Gers. Vi si tengo- 
no due annue fiere , e conta i,3oo 
abitanti. 

MARSON , vili, di Fr. , dipart. della 
Marna, circond. e a 3 1. E. da Chà- 
lons-sur-Marne , capoluogo di cant., 
con 5oo abitanti. 

MARSONIA, città della Bassa-Pannonia; 
Tolomeo la allontana dal Danubio, e 
la situa fra Bibalis e V acontiuni. 

MAKSONNAZ, vili, di Fr., dipart. del- 
PAin, circond. e a 4 i- n3 N. O, da 
Bourg, cant. e a 1 1. O. da Montre- 
vel, con i,3oo abitanti. 

MARSQU1N (BECCO DEL), capo del- 



922 MAR 

T is. Haiti, sulla costa^ N. del dipari, 
del Sud, alla estremità occid. di una 
picc. penisola. Lat. N. i8° 35': long. 

0. 7 5° 55>. 
MARSOUS, vili, di Fr. , dipart. degli 

Alti-Pirenei, circond. e a 2 1. S. O. 
da Argelez , e a 8 1. S. O. da Tar- 
bes, cant. e a i{4 di 1. S. O. da Au- 
cun, presso del Gave di Azun. Con- 
ta 700 abitanti. Evvi nei dintorni 
pirite gialla con pietra metallica quar- 
zosa, e banchi di marmo e schisto. 

MARSUS, città municipale, che l'Orte- 
lio crede che fosse nel paese dei 
Marsi. 

MARSTAL, bor. e porto di Danimar- 
ca, alla estremità E. dell' is. di AE- 
ròe, che dipende dal due. di Sleswig, 
bai. di Norburg, e Sonderburg, a 17 

1. N. E. da Sleswig, e a 14 1. S. da 
Odense, con 800 abit. , 'pescatori e 
marina]. 

MARSTETTEN, vili, della Svizz., cant. 
di Turgovia, bai. e a 1 1. N. O. da 
Weinfelden, e a 2 1. i\z E. da Fra- 
uenfeld , capoluogo di circolo , con 
1,000 abitanti. 

MARSTRAND , città e porto sulla co- 
sta occid. della Svezia, prefettura di 
Goeteborg-e-Bohus, haerad d' Inland 
settentr., a 7 1. N. O. da Goeteborg, 
sopra un'isola, nel Cattegat. Lat. N. 
57 53' 5i"; long. E. 9 i5' 45". 
È poco consid., e costrutta in legno, 
senza regolarità. Evvi un faro sopra 
una torre, che fa parte delle fortifi- 
cazioni. La pesca è quivi attivissima. 
Conta 1,200 abitanti. 

MARSUM, vili, dei Paesi-Bassi , prov. 
di Frisia, circond., cant. e a il. O. 
da Leeuwerden. Evvi un dipart. del- 
la società del pubblico bene. . 

MARSURA, due vili, del reg. Lom.- 



Ven., prov. di Udine, 1 uno nel distr. 
di Faedis, e V altro in quello di Ci- 
viclale. 

MARSYA, o piuttosto MARSYAS, città 
della Fenicia, secondo Stefano il geo- 
grafo, e, secondo altri, creduta una 
contrada della Celesiria, 

MARSYAS, fi. dell'Asia, nella Siria, che 
aveva origine fra montagne, scorreva 
al S. E., e si perdeva in un lago for- 
malo dalle sue acque, e da quelle t 



MA R 

dell' Oronle. La sua imboccatura sla- 
va al N. O. di Apamea. 
MARSYAS, fi. dell' As. minore, nei din- 
torni della Frigia o della Troade, a- 
vente la sorgente presso quella del 
Meandro, in cui gettavasi : il mo- 
derno MEINDER. 
MARTA, riviera degli Stati della Chie- 
sa, che sorge dal lago di Bolsena, al- 
la riva merid., al vili, del suo nome, 
nella delegazione di Viterbo, si diri- 
ge al S. attraverso questa delegazio- 
ne e quella di Civita-Vecchia, pas- 
sando presso Toscanella e Corneto, e, 
alquanto al di sotto di questa ultima 
città, si getta nel mar Tirreno , do- 
po un corso di io leghe. 
MARTA (S.ta), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Cremona, distr. di Soncino. 
MARTA ( S.ta ), città della Columbia . 

Vedi Martha (S.ta). 
MARTA (S.ta), baja sulla costa S. O. 
dell' is. Curacao, una delle Antille, sot- , 
to il Vento 1 . Lat. N. 12 ; long. O. 
70 56'. Ha 1 1. 112 di largh. all'in- 
gresso, e forma un porto. 
MARTA (S.ta), bor. della Spag. , prov. 
e a 8 1. i\2 S. S. E. da Badajoz, nel- 
la Estremadura, a 6 1. n4 N - N - °j 
da Zafra, in un paese fertile, bene 
irrigato . Vi si fabbricano stoffe di 
lana, e tele di lino e canape. Conta 
1,900 abitanti. 
MARTA (S.ta), bor. della Spag., prov. 
e a 17 1. N. N. O. da Lugo, in Ga- 
lizia , e a 6 1. 112 O. N. O. da Vi- 
vero, sulla riva orient. della baja del 
suo nome, eh' è talmente stretta e 
ingombra di sabbie all'ingresso, che 
i navigli non possono approdarvi. 
Questo bor. è assai bene fabbricato, 
e rinchiude due conventi, due ospe- 
dali, un mulino a fallone, ed un fi- 
la tojo di lino . Vi si tiene una fiera 
mensile, e conta 1,200 abitanti. 
MARTABAN (GOLFO DI), sfondamen- 
to della parte orient. del golfo del 
Bengala, sulla costa occid. dell' Indo- 
China, fra l'impero Birmano, al N., 
e le prov. inglesi di Martaban e di 
Yè all'È., L'ingresso, largo di 90 1 
n'è determinato dal capo Negrais, al 
N. O., e da un promontorio che si 
avanza fra la imboc. della Henzah e 



quella del TavaY, al S 
dita del s 



MAR 

E., la profon- 
e di 60 leghe. Bruxe , 
al N. E., è la principal isola che rin- 
chiuda. Molti corsi d'acqua vengono a 
gettarvisi, essendo i più consid. l'Ira- 
naddy ed il Rangun, al N., e il Si- 
tati» ed il Thaleayn, al N. E. Le co- 
ste di questo golfo sono in generale 
basse, principalm. verso il delta del- 
Flrauaddy. — ■ Il golfo di Martaban 
è forse il Magnus sinus degli antichi. 
MARTABAN, fi. dell'Indo-China. Fedi 

Thaleayn. 
MARTABAN, prov. dell'Indo-China bri- 
tannica, confinante, al N., coll'impero 
Birmano, all'È, coi monti Peplum, 
che la dividono dal reg. di Siam, al 
S. colla prov. di Yè, da cui la separa 
la Balame'in, ed all'O. col golfo del 
suo nome. Ha 40 I. dall'E. all'O., 35 
1. da] N. al S., e i,55o 1. q. E 1 in 
parte montuosa, fertile e bagnata da 
molti corsi d'acqua, e, fra gli altri, 
dal Thaleayn o Martaban. Il clima è 
delizioso e salubre; le pioggie inco- 
minciano verso la fine di maggio , e 
continuano con poca interruzione si- 
no alla fine di settembre; giunge al- 
lora la stagione fredda , durante la 
quale il termometro si sostiene fra 
12°, 44 e 2i°, 23 R. ; nei tre mesi 
del calore non monta mai al di sopra 
di 25° , ?5. Le raccolte in riso sono 
considerabili, principalmente nell'isola 
di Puliung, e nel distr. che, all'O. 
del capoluogo , si estende verso la 
pagoda di Jenkeit. Il cotone è coltiva- 
to, e più ancora nel paese alto, dai 
kariaini e dai peguani ; questa prov. 
produce pure indago, pevere nero di 
buona qualità, poco zucchero, e ta- 
bacco. Le noci dell'aree indiano vi 
abbondano ; il canape cresce in gran 
quantità nelle is. del Thaleayn ; al N. 
di Martaban, si estendono delle foreste 
che danno legno di tek, quello detto 
sapan, che serve alla tintura , ed al- 
tri legni ricercati. I peguani portano 
dalle mont. avorio, cardamomo, cera 
e mele. Sulla costa si fa molto sale , 
ma trovasi poco oro nelle sabbie del- 
le riviere. Sonovi miniere di antimo- 
nio. I rubini «di Martaban erano assai 
vantati un tempo, ma si traevano dal- 



ai A R. 9 25 

l'interno dell' impero Birmano. La 
maggior parte del cotone quivi raccol- 
to s'impiega a fabbricar delle tele, 
che si consumano nel paese; vi si fan- 
no pure alcune stoffe di seta e sto- 
viglie . Questa prov. comunica col 
Siam, coll'impero Birmano, col Laos, 
ed anche colla China: questi due ul- 
timi paesi le somministrano lacca, ru- 
bini, droghe, sciable, cortelli, stoffe di 
cotone e seta, zucchero candito, zen- 
zero, specierie, mercurio, assafetida, 
allume e borace, e così pure indiane, 
aghi, e diversi articoli di Europa. I 
numerosi bassi - fondi , e le grandi 
maree del golfo di Martaban rendo- 
no assai pericoloso l'ingresso dei porti 
di questa provincia. La gran quantità 
di battelli che si vede a viaggiare sul 
Thaleayn prova che le relazioni col- 
l'interno sono attivissime. La popola- 
zione di questo paese è di circa 24,000 
abitanti. Questa prov. cangiò spesso 
di padrone: nel principio del XVII 
secolo, i portoghesi vi esercitavano 
una grande influenza. I birmani , a- 
vendo soggiogati i peguanijnel 17^5» 
ne presero possesso, ma, in questi ul- 
timi tempi, gì' inglesi se ne resero 
padroni. 11 capoluogo è Martaban. 
MARTABAN o MAOUTAMA, città del- 
l'Indo-China britannica, capoluogo di 
prov., alla base di una catena di col- 
line dello stesto nome , presso del 
Thaleayn, a 4° 1- $. E. da Pegù, a 
35 1. E. S. E. da Rangun e a io 1. 
dal golfo di KTartaban. Ha più di i[3 
di 1. di lunghezza , ed è difesa da 
una palizzata che la divide da alcuni 
sobborghi. Si compone di due lunghe 
strade, pietrose nella stagione secca, e 
fangose nella umida. Le case sono 
tutte erette in legno sopra piuoli ; il 
solo edificio un poco rimarcabile è 
una grande pagoda di circa i5o pie- 
di di altezza. Regna molta attività 
sul fiume. Conta circa 2,000 abit. , 
inglesi, portoghesi, birmani e siame- 
si. — Martaban è forse l'antica Aspi- 
thra. Fu una piazza importante , e 
molto sofferse nel 1741 , durante la 
guerra fra i siamesi, i peguani, ed i 
birmani ; questi ultimi finirono col- 
l'impadronirsene; gl'inglesi vi aveva- 



$ 2 4 MAR 

no uno stabilimento che poscia per- 
dettero. 

MARTA DE TERA (S.ta) , bor. della 
Spag., prov. e a 22 1. O. N. O. da 
Valladolid, e a 4 1. i[2 O. S. O. da 
Benavente, sulla riva destra della Te- 
ra. Il vescovo di Astorga vi possiede 
un castello. Conta 3oo abitanti. 

>MAR1TAN, una delle isole Curia-Muria, 
presso la costa nierid. dell 1 Arabia , 
prov. di Hadramaut. Il mare depone; 
sulle sue rive una grandissima quan- 
tità d'ambra, della quale fanno com- 
mercio gli abitanti. 

MARTANO, bor. del reg. di Napoli, 



MAR 

picc. città dei Paesi-Bassi, prov. ài 
Zelanda, circond. e a 3 1. S. E. da 
Zierikzee, eant. e a 3 1. O. N. O, da 
Tholen , nelP isola di questo nome. 
Conta 1,200 abitanti. 

MARTENSI, popoli dell' Armorica , se- 
condo la notizia dell'impero. 

MARTESANA, Marticiana o Martiana, 
ant. prov. del due. di Milano , che 
comprendeva le 4 comunità di Vi- 
mercate, Gorgonzola, Pontirolo al di 
qua dell'Adda e Corneliano. Credesi 
che abbia preso il suo nome dalfant, 
castello Marte, dando il suo ad un 
canale. 



prov. della Terra di Otranto, distr. MARTESANA, canal navigabile del reg 



e a 4 b I P S. S. E. da Lecce , e a 
4 1. O. N. O. da Otranto, capoluogo 
di cantone. Evvi un ospizio. Conta 
2,5oo abitanti. 

MARTAPURA, città dell'isola Borneo, 
reg. e a 20 1, N. N. E. da Bander- 
massin. Il sultano vi trasferì la sua 
residenza nel 1771. 

MARXARO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Padova, distr. di Montagnana. 

MARTEL, Martellimi, picc. città di Fr., 
dipart. del Lot, circond. e a 6 1. i}2 
N. E. da Gourdon, e a 7 1. E. da 
Sai'lat, capoluogo di cantone. Vi si 
tengono 23 annue fiere, e conta 1,800 



Lom.-Ven., prov. di Milano; deriva 
dall' Adda, alla riva destra, a Va- 
prio, va lunghesso questa riviera sino 
presso a Cassano, si volge allora al- 
l' O., passando per Gorgonzola e Vi- 
modrone, poi al S. O., ed entra in 
Milano, fra le porte Nuova e di Como. 
Cinge, passando per l'È., la città pro- 
priamente detta, e si congiunge all'O- 
lona, al S. E., presso la imboccatura 
del Naviglio-Grande. Questo canale 
taglia, col mezzo di ponti , i corsi 
della Molgora, del Lambro e del Se- 
veso. Ha 9 1. di stadio, e porta bar- 
che di 3o,ooo kilogrammi. 



abitanti. Nei dintorni trovami alcune MARTHA o MARTA (S.ta), gruppo di 
cave di pietra calcarea. 
MARTEL ANGE, vili, dei Paesi-Bassi, 
prov. e a 9 1. N. O. da Lussemburgo 
circond. e a l\ 1. O. da Neufehàteau, 



cant. di Fauvillers, sulla Sure. Vi so- 
no segato}, concie di pelli e 600 abi- 
tanti. Si scavano nei dintorni ricche 
cave di ardesia. 

MARTELE' , ruscello navigabile con 
zattere, in Fr., nella parte orient. del 
dipart. della Nièvre. Le sue acque 
scolano nell'Houssiere , affluente del- 
l'Yonne. 

MARTELLAGO, vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Venezia, distr. di Mestre. 

MARTELLO, isola del grande Oceano, 
al S. E. della Nuova-Irlanda, presso 
il capo San Giorgio. 

MARTELLO-MEZZANO , vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. di Lodi e Crema , 
distr. di Codogno. 

MARTENSDYK o MAARTENSDYK(S.t), 



montagne di Colombia, dipart. della 
Magdaìena, nelle prov. di S.ta Martha 
e di Rio-dell'Hacha; all'O. del lago di 
Maracaibo, ej al S. E. di S.ta Martha. 
E' quasi isolato e diviso dalle Ande, 
e si lega, mediante qualche collina, 
alla siera di Perija. ed alle montagne 
di Ocana e di Montuosa. Le princi- 
pali sommità s'inalzano a circa i5,ooo 
piedi al di sopra del mare. 

MARTHA o MARTA (S.ta), lago di Co- 
lombia, dipart., della Magdaìena (Nuo- 
va Granata), al S. O. di S. Marta, ed 
al S. E. della imbocc. della Magdaìe- 
na. E quasi circolare, ed ha circa 5 
\. di diametro. Può esser considerato 
come formante la parte merid. della 
baia della Magdaìena, alla quale co- 
munica mediante due sbocchi. 

MARTHA o MARTA (S.ta), città della 
Colombia, dipart. della Magdaìena, ca- 
poluogo di prov. , a 4o I- N. E, da 



M A R 

Cartagena, e a 170 1. N. da S.ta Fé 
di Biogota, sulla baia della Maddalena 
formata dal mare delle Antille. Lat. 
N. n° 19' 34"; long. O. 7 5° 28' 45". 
È sede di un vescovato, e molto sof- 
ferse durante la guerra della indi- 
pendenza. Le case hanno poche fine- 
stre, a cagione del calore che di rado 
è al disotto di 25°, 75. I venti vio- 
lenti di S. O. vi soffiano regolarmen- 
te in decembre e gennaro, e riempio- 
no le case di una sabbia bianca finis- 
sima ; vi sono pure in grandissimo nu- 
mero gl'incomodi insetti. Il porto è gr. 
comodo, attorniato da ogni lato, ec- 
cettuato all' O. , da alte montagne, 
e difeso da opere fortissime; nel mez- 
zo del canale evvi il Morrò, roccia 
sormontata da un castello che domina 
V ingresso del porto. 11 comm. è ben 
meno importante che un tempo; non 
per tanto le sue relazioni con Carta- 
gena sono ancora assai estese. Conta 
5,ooo abitanti. — Nelle pianura circon- 
vicina, fertilissima, vi si coltivano mol- 
te piante ortensi e della frutta. Al di 
là stanno dei boschi, che abbondano 
di serpenti. — Questa città fu fondata 
nel i554, da Ximenes Quesada, che 
ne fece un luogo di deposito; fu ri- 
dotta in cenere, nel 1596, da sir Fran- 
cesco Drake. Durante la guerra della 
indipendenza, ne fu disputato il pos- 
sesso con molto accanimento. — - La 
prov. di S.ta Martha , che occupa 
l'ant. prov. dello stesso nome, si trova 
nel N. del dipart. della Magdalena. E 
in gran parte coperta di montagne 
scoscese, delle quali molte sommità 
conservano la neve tutto l'anno; quan- 
tunque la temperatura sia in gene- 
rale caldissima ed umida, i venti fred- 
di, che vengono da queste regioni al- 
te, la rendono assai sopportabile nelle 
pianure e nelle valli ove si fanno 
sentire. L'aria è salubre, ed il suolo 
rinomato per la sua fecondità ; la so- 
cietà nazionale di colonizzazione vi 
acquistò una grande quantità di ter- 
reni colla intenzione di distribuirli a 
coloni stranieri. Li principali pro- 
dotti sono mais, zucchero, tabacco, co- 
tone e vaniglia; vi crescono i pal- 
mizii da cui si ritrae del vino, legno 



MAR 925 

di Brasile, ed una specie di albero , 
le cui foglie onluose s 1 impiegano dai 
naturali in luogo di sapone. Le vaili 
nodriscono un gran numero di bestia- 
mi e pochi muli. La costa è piena di 
pesce. Evvi una pesca di perle meno 
lucrosa che un tempo, ma che ne dà 
ancora delle bellissime. Il regno mi- 
nerale è quivi poco importante, essen- 
dovi però vene d' oro e di rame. 

MARTHA, riviera degli Stati-Uniti, ter- 
ritorio di Missuri. >Si congiunge alla 
riviera del suo nome, alla sinistra, a 
8 1. O. dal confluente del Yellow- 
stone, dopo un corso di circa 45 1. al 
S. S. E. La valle che bagna è bella 
e fertile. 

MARTHA-BREA, vili, e porto sulla co- 
sta settentr. della Giamaica , contea 
di Cornwall; alla imbocc. della picc. 
riviera del suo nome, a 26 1. O. N. 
O. da Kingston. 

MARTHA de PENA-GUIAO (S.ta), città 
del Portogallo, prov. di Tras-os-raon- 
tes, coraarca e a 1 1. 2t3 O. S. O. da 
Villa-Real, e a 3 1. N. N. O. da La- 
mego, presso del Douro. Ha due ric- 
chissime abbazie, e conta; 200 abi- 
tanti. 

MARTHA-DO-BOURO, (S.ta), vili, del 
Portogallo, prov. di Minho , comarea 
e a 4 L il4 N. da Viana, presso di 
una collina, fra V Home ed il Cavan- 
do. Evvi un convento di Bernardini, 
chiamato Bouro , la cui chiesa rin- 
chiude una immagine della B. V. ch'è 
visitata da molti devoti. Conta 1,000 
abitanti. Questo vili, fu fondato, nel 
1201, dal re Sancio Primo. 

MARTHALEN, bor. della Svizzera, cant. 
e a 6 1. i|/| N. N. E. da Zurigo, bai. 
e a 3 ■ 1. JN. da Winterthur, con 1600 
abitanti. 

MARTHA' S-V1NEYARD, isola dell' At- 
lantico, sulla costa degli Stati-Uniti, 
stato di Massachusets, contea di Duke. 
Lat. N. 4i° 25'; long. O. 72 55'. Ha 
6 1. di lunghezza, dall' E. all' O., so- 
pra 3 1. nella sua maggiore larghezza, 
ed è bassa ed unita. Quantunque po- 
co fertile, produce molto riso pel con- 
sumo, e mais, di cui si fanno espor- 
tazioni. Gli alberi non pervengono mai 
ad una grande altezza. Sonovi fabbri- 



926 MAR 

che di sloffe di lana e saline. Edgar- 
ton n 1 è il luogo principale. 

MARTHOD, vili, degli Stati Sardi, divi- 
sione di Savoia, prov. di Savoja su- 
periore, mandamento e a i 1. i\z N. 
da Conflans, con i,ioo abitanti. 

MARTHON, bor. di Fr. , dipart. della 
Charente, circond. e a 5 1. E. da An- 
gouléme, cant. e a i 1. 3j4 S. O. da 
Montbron, sul Bandiat. Vi si vedono 
alcuni avanzi delle sue antiche forti- 
ficazioni» Vi si fabbricano saie e grossi 
tappeti, e si tengono 12 annue fiere 
per bestiami. Conta 600 abitanti. Si 
scavano, nei dintorni, miniere di fer- 
ro che provvedono la fonderia reale 
di Ruelle. 

MARTHULA o MORTHULA, città del- 
la Cappadocia, secondo Tolomeo, che 
la situa alla imboccatura dell' 4 rchas. 

MARTI, castello del gr. due. di Tosca- 
na, prov. Pisana, antica frontiera dei 
Pisani, dirimpetto a Montopoli . Era 
una volta ragguardevole. 

MARTIAL (S.), vili, di Fr., dipart. del- 
la Dordogna, circond. e a 3 l. 3[4 S. 
S. E. da Sarlat, cant. e a 1 1. 3j4 S. 
S. E. da Dorarne. Vi si tiene una fie- 
ra, il i5 di ciascun mese, e conta 900 
abitanti. 

MARTIAL (S.), vili, di Fr., dipart. del 
Gard, circond. e a 2 1. i\z E. dal Vi- 
gan, cant. di Siimene, con 1,100 abit. 

MARTIAL-DE-BOUTIERES (S.), vili, di 
Fr., dipart. deir Ardéche, circond. e a 
n 1. S. O. da Tournon , e a 6 1. 2j3 
N. O. da Privas, cant. di S, Martin- 
de- Valamas, vi si tengono io annue 
fiere, e conta 1 ,800 abitanti compresi 
quelli del vili, di S.t Martial-Taillable. 

MARTIAL-DE-VALLETTE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Dordogna, circond., 
cant. e a i[4 di 1. S. O. da Nontron, 
e a 8 1. i[2 N. da Perigueux, sul Ban- 
diat, con 1,000 abitanti. Vi sono mi- 
niere di ferro ed antimonio. 

MARTIAL-LE-MONT ($% vili, di Fr., 
dipart. della Creuse, circond. e a 2 
1. 2j3 N. N. O. da Aubusson, e a 5 1. 
S. E. da Guéret, cant. e a 2 1. N. N. 
E. da S. Sulpice-des-Champs, presso la 
riva sinistra della Creuse, con 800 a- 
bitanti. Nei dintorni si scavano mi- 
niere di carbone assai abbondanti. 



MAR 

MARTIANA SILVA, foresta della Gei- 
mania, secondo Ammia no Marcellino, 
creduta da alcuni quella che Tolomeo 
chiama Ere/nus Helvetiorum e più 
modernamente, Foresta-Nera. 

MARTIANUM , fi. della Pannonia, se- 
condo Giornando , che vi pone una 
città chiamata Marguin pianura, fra 
questo fi. ed il Danubio. 

MARTICK , comune degli Stati-Uniti, 
stato di Pensilvania, contea di Lanca- 
ster, sulla riva sinistra della Susque- 
hanna. Conta 1,700 abitanti. 

MARTIEL, vili, di Fr., dipart. dell' A- 
veyron, circond., cant. e a 2 1. O. N. 
O. da Villefranche. Vi si contano 6 
annue fiere, e conta 700 abitanti. 

MARTIGNACCO, vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. e distr. di Udine. 

MARTIGNANA, vili, del reg. Lom.-Ven. 
prov. e a 7 1. E. S. E. da Cremona, 
distr. e a 3[4 di 1. N. O. da Casal- 
Maggiore, sulla riva sinistra del Po. 
Conta 1,400 abitanti, 

MARTIGNANO,vill. del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Brescia, distr. d 1 Iseo. 

MARTIGNANO, vili, del Tirolo, circ. e 
bai. di Trento. 

MARTIGNANO, picc. città del reg. di 
Napoli, prov. della Terra di Otranto, 
distr. e a 3 1. \\i S. S. E. da Lecce, 
cant. e a 2 1. N. E. da Soleto , con 
600 abitanti. 

MARTIGNÈ, vili, di Fr., dipart. dTUe- 
et-Villaine, circond. e a 7 1. 2[3 S S. 
O. da Vitrè, cant. e a 2 1. i{4 S. S. 
E. da Rétiers, presso il Bruc. Vi so- 
no alcune fucine considerabili. Vi si 
tengono due annue fiere, e conta 3,5oo 
abitanti. 

MARTIGNÈ, vili, di Fr., dipart. della 
Mayenne, circond., cant. E. e a 3 1. 
S. da Mayenne, e a 3 1. ip N. N. E. 
da Lavai. Conta 2,000 abitanti. Vi si 
tengono tre annue fiere , e sonovi 
acque ferruginose. 

MARTIGNÈ-BRIAND , Martiniacum , 
bor. di Fr., dipart. di Maina e Loira, 
circond. e a 6 1. O. da Saumur, cant. 
e a 2 1. O. da Douè, presso la riva 
destra del Layon. Vi si tengono 5 an- 
nue fiere, e conta 2,100 abitanti. Nei 
dintorni si trovano acque minerali. 

MARTIGNY , vili, di Fr. , dipart. dei 



MAR 

Vosgi, circond. e a 6 1. i|2 S. S. E. 
da Neufchàteau, cant. e a i 1. N. E. 
da La Marche, presso la sorgente del 
Mouzon. Conta i,ioo abitanti. 
MARTIGNY, in tedesco Martinach , 
l'ant. Octodurum di Antonino, ed il 
Forum Claudii o Vicus-Veragro- 
rum di Cesare, città della Svizzera, 
cant. del Valese, capoluogo di decina, 
a 5 J. 3x4 O- S. O. da Sion e a 16 
I. E. da Ginevra, sulla riva destra 
della Dranse, verso il suo confluente 
col Rodano, presso paludi considera- 
bili, a 247 tese circa al disopra del 
mare, e a 56 al di sopra del lago di 
Ginevra. Contiene molti belli edifizj, 
e fra gli altri la chiesa di s.ta Maria, 
sulle mura della quale si osserva un 
gran numero di romane iscrizioni ; 
evvi un priorato i cui religiosi ser- 
vono all'ospizio del Grande s. Bernar- 
do. Questa città ha un grande van- 
taggio dal transito delle merci per la 
Italia, mediante l 1 Alto- Valese , e il 
Grande s. Bernardo. Conta circa 1,000 
abitanti. Presso e al S. evvi il Bourg- 
Martigny , bor. al quale questa città 
comunica per un viale di- noci. Nei 
dintorni, ali 1 O. , vedonsi, sopra una 
ripida roccia , gli avanzi deir antico 
castello della Bathia, il cui aspetto è 
assai pittoresco. — Si presume che 
Galba, luogotenente di Cesare, abbia 
svernato in questa città, dopo aver 
soggiogato, i Nantuati. Martigny fu la 
sede del vescovato del Valese sino al 
VI secolo, epoca in cui fu trasferito 
a Sion. Provò delle gran perdite nel 
1595, per lo staripamento del Roda- 
no, e nel giugno 1818 per una inon- 
dazione della Dranse. — La decina 
comprende 8 parrocchie, e 6,200 abi- 
tanti ; e gode di un clima caldo. Le 
paludi del Rodano ne rendono Paria 
poco sana, e cagionano lo stato ma- 
laticcio e languido che provano gli 
abitanti. Produce in abbondanza bia- 
de, frutta e vini, dei quali i più ri- 
nomati sono quelli di La Marque e 
di Coquempin ; vi si raccoglie pure 
del mele eccellente. Foreste e pra- 
terie coprono le montagne. Molti luo- 
ghi di questa decina sono conside- 
rati come i luoghi del Valese, in cui 



MAR 927 

il cretinismo ed i gozzi vi abbon- 
dino. 

MARTIGNY-LE-BOURG, bor. della 
Svizzera. Vedi bourg-martigny (le) 

MART1GNY-LE-COMTE, vili, di Fr., 
dipart. di Saona e Loira, circond. e 
a 2 1. 3[4 N. E. da Charolles, cant. 
e a 2 1. E. S. E. da Palinges. Vi so- 
no fucine ed un mazzo. Vi si tengono 
4 annue fiere, e conta 1,660 abitanti. 

MART1GUES (les), Marittima, città di 
Fr., dipart. delle Bocche del Rodano, 
circond. e a 8 1. S. O. da Aix, e a 6 
I. iT2 N. O. da Marsiglia, capoluogo 
di cant., sullo stagno di Berre, detto 
anche stagno di Mortigues. Evvi un 
tribunale di coram,, ed una scuola gra- 
tuita di navigazione. Si compone que- 
sta città di tre parti ; la più antica, 
detta l'Ile, che deve la sua origine a 
dei pescatori, i quali vi si stabilirono 
nel X secolo, sta in mezzo del canale 
che fa comunicare lo stagno al golfo 
di Lione, formato dal Mediterraneo; 
la seconda , chiamata Ferrières, sta 
sulla riva settentr. del canale, e comu- 
nica colla prima per un ponte-leva- 
tojo ; la terza, che porta il nome di 
Jonquieres, occupa la riva merid. dello 
stesso canale. Le strade sono general- 
mente bene distribuite, e le case pro- 
priamente fabbricate. Le rive di mol- 
te porzioni del canale sono cinte da 
spiaggie. Vi si osserva il palazzo pub- 
blico, edifizio spazioso e regolare. Ev- 
vi una bella chiesa, un ospedale, dei 
cantieri di costruzione, e fabbriche di 
cappelli e pietre da fucile. Presso al 
porto del Bouc, in vicinanza, vi sono 
delle saline. 11 pesce, e specialmente 
il tonno, che dà lo stagno in abbon- 
danza, fa la ricchezza di questa cit- 
tà, da cui si esporta molto pesce, ec- 
cellente oglio, vino e sale. Conta 7,600 
abit., la maggior parte buonissimi ma- 
rinai. È patria del primo insti tutore 
e gran maestro dell'ordine dei cava- 
lieri di Malta, Gerardo Thom, o piut- 
tosto Gerardo Tenque. — Chiamossi 
questa città, sino al 1266, Saint-Ge- 
nès, ed in latino Castrum Sancii Ge- 
nesii. Nel i382, fu riunita alla con- 
tea di Provenza da Luigi d'Angiò. Il 
re Renato la eresse in viscontea, e la 



9 28 MAR 

il onò a suo nipote Carlo del Maina. 
Enrico IV ne fece un principato in 
favore di Maria di Lucemburgo, du- 
chessa di Mercoeur. Il maresciallo di 
Villars comperò questo principato 
nel 1714- 

MARTIN, riviera del Basso-Canada, distr. 
di Quebec. Sorge da un Iago, e si getta 
nel s. Lorenzo, alla riva sinistra, sot- 
to 5o° di lat. N. e 68° 45' di long. 
O., dopo un corso di circa 20 1. al 
S. S. E. 

MARTIN, contea degli Stati-Uniti, nel- 
la parte orientale dello stato della Ca- 
rolina del Nord, con 6,3oo abitanti. 
11 capoluogo è Williamston. 

MARTIN, contea degli Stati-Uniti, nella 
parte S. O. dello stato d'Indiana, con 
1,000 abitanti, avente Hindustan per 
capoluogo, 

MARTIN (San), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Belluno, distr. di Feltre. 

MARTIN (S.t), parrocchia della Inghil- 
terra, contea di Salop, hundred di 
Oswestry, a 2 1. O. da Ellesmere, e 
a 6 1. ij2 N. O. da Shrewsbury, con 
1,800 abitanti. 

MARTIN (S.t), ruscello navigabile cou 
zattere, in Fr., dipart. dell' Alta-Mar- 
na, circond. di Chaumont, cant. di 
Juzennecourt. Scorre prima al N. O., 
poi al S. S. O. , e si congiunge al- 
l'Aujon, alla riva destra, al di sopra 
di Maranville. Il suo corso è di circa 
4 leghe. 

MARTIN (CANALE S.t), in Fr., dipart. 
della Senna. È questo un incrocia- 
mento di quello dell'Ourcq, attraver- 
sa la parte N. E. di Parigi, ed evita, 
col canale di s. Dionigi, la naviga- 
zione lenta e pericolosa da Parigi a 
s. Dionigi, ed il passaggio dei ponti. 
Si compone di tre livellamenti ; il pri- 
mo, che incomincia al bacino di La 
Villette, circond. di s. Dionigi, cant. 
di Pantin, entra tosto nella capitale, 
e discende pel sobborgo s. Martino 
sino alla strada des Recollets, fra l'an- 
tico convento di questo nome e l'o- 
spedal s. Luigi ; il secondo livella- 
mento, attraversando il sobborgo del 
Tempio, va lunge, a destra, della stra- 
da di Carème-Prenant e quella di Fo- 
lie-Méricourt, sino alla si rada s. Se- 



M A R 

basliano, ed il terzo si dirige, per il 
locale del giardino Beaumarchais e 
della Bastiglia, nel ritiro delle barche 
nell' arsenale, da dove va a sboccare 
nella Senna, alla riva destra, un po- 
co al di sotto del ponte di Ausleilitz. 
Questo canale, largo 20 metri, è ri- 
vestito di pietra, e fiancheggiato da 
due belle spiaggie, piantale di alberi, 
ed adorne di amene case e di como- 
di magazzini. Il coram. vi è attivis- 
simo. Trovasi attraversato da 7 ponti 
giranti, da l\ ponti in pietra, ed ha 
uno stadio di 4>6io metri; il suo de- 
clivio, di 25 metri, è sostenuto da 7 
sostegni. Questo canale fu aperto alla 
navigazione il 4 novembre 1825. 

MARTIN (S.t), in ungherese s. Marion, 
bor. della Ungheria, comitato di Thu- 
rotz , marca di Elso , a 9 1. N. da 
Kremnitz, e a 4° 1- N. da Buda, sulla 
riva destra del Thurotz. Vi si tengo- 
no le assemblee del comitato. Evvi 
una chiesa cattolica bene fabbr icata, 
ed una sinagoga. Vi si fa della buo- 
na birra. Vi si tengono 6 annue fie- 
re, e conta 1,900 abitanti. 

MARTIN (S.t), vili, della Stiria, circ. e 
a 3 1. i[2 S. E. da Marburg , sulla 
riva sinistra della Drava, con 1,200 
abitanti. 

MARTIN (S.t), isola del golfo del Mes- 
sico, sulla costa occid. della Florida, 
alla imbocc. della picc. riviera del 
suo nome. Lat. S. 28 4 2 'i lon g- °- 
85° 21'. 

MARTIN (S.t), isola del Grande-Oceano 
australe, presso la costa occid. della 
Patagonia, al S. dell'isola Madre di 
Dio, da cui è divisa da un canale di 
2 o 3 1. di larghezza. Lat. S. 5o° 4©'; 
long. O. 77 46'. Ha circa 12 1. di 
lunghezza dal N. al S., e 8 leghe di 
larghezza. 

MARTIN (S.t), una delle Piccole Antil- 
le, al 18 4' di lat. N. e 65° 25' di 
long. O., a 45 1. N. N. O. da la Gua- 
dalupa, e a 1 1. ip S. dall'isola An- 
guilla. Ha 5 1. di lunghezza, dall' E. 
all'O., 3 1. di larghezza, e 18 di cir- 
cuito, seguendo le numerose spezza- 
ture delle coste, che offrono delle baje 
spaziose, in cui i navigli trovano un 
luogo sicuro ed eccellenti ancoramen- 



MAR 

ti; U migliori di queste baje «ono 
quella di Philisburgo, alla estremità 
S. , e quella del Marigot , alla costa 
N. O. Al N. E. evvi l'isolotto Tinta- 
tnarre, cinto da scogliere lungo la co- 
sta. S. Martino è coperta di montagne, 
delle quali la più alta non giunge a 
3oo tése, e che si prolungano quasi 
tutte sino al mare, in cui si scarica 
una moltitudine di ruscelli che non 
si seccano mai; l'acqua, quantunque 
limpida, n'è un poco salmastra; ma 
"per altro i negri la bevono senza sof- 
terirne incomodo. Vi sono molti sta- 
gni, alcuni dei quali salati; il mag- 
giore ha circa 5,ooo tese di giro, e 
somministra una immensa quantità di 
sale, lì suolo è leggero, pietroso ed 
esposto a delle siccità frequenti; il 
cielo è estremamente puro, ed il clima 
assai salubre. Questa isola contiene 
9,5oo quadrati di terra, o più di 
10,000 ettari; vi si coltiva principale 
mente la canna a zucchero, poco co- 
tone, e tabacco reputato il miglior 
delle Antille. Vi si distilla dei rhum 
buono quanto quello della Giamai- 
ca; i legumi e le frutta sono rari, ma 
eccellenti. Si allevano molte bestie a 
corna di bella razza, numerose man- 
drie di montoni, la cui carne è squi- 
sita, piccoli cavalli, ma vivaci e ben 
fatti, ed una gran quantità di capre 
e porci; la polleria, il selvaggiume 
ed il pesce sono quivi abbondanti. 
— Questa isola è posseduta dai Fran- 
cesi e dagli Olandesi; la parte settentr. 
appartiene ai primi, e l'orma circa li 
due terzi dell 1 is.; le terre ne sono più 
produttrici che quelle dell 1 altra por- 
zione, per essere meno impregnate di 
nitro. Vi si contano 958 quadrati di 
terra in zucchero, i3 in cotone, 171 
in viveri, 1,240 in savane o pascoli, 
595 in boschi , residuo del guajaco 
prezioso che copriva un tempo tutta 
Pisola, e 90 incolti. Vi sono 3i fab- 
briche di zucchero, 6 stabilimenti pel 
cotone e 25 pei viveri. Il prodotto 
annuale è di circa 875,000 lulogram- 
mi di bellissimo zucchero, 5o,ooo gal- 
-Joni di rhnra, e 1,100 kilogrammi di 
siroppo o melazzo. Vi sono tre por- 
ti : quello del Marigot è il solo che 
Tom. Ili P. II. 



MAR 9 a 9 

possa ricevere navigli al di sopra 
di 100 tonnellate. Questa colonia non 
entra per quasi niente nel sistema 
commerciale della Guadalupa, a ca- 
gione della sua lontananza da questa 
isola e della sua prossimità a quella 
di s. Bartolomeo ed altre isole vici- 
ne, ove è tanto facile di esportare 
per contrabbando tutte le derrate; 
d'altronde non vi arriva mai alcun 
naviglio dalla Francia. La sua popo- 
lazione è di 3,75o abit , cioè, 35o 
bianchi, 190 di colore liberi, e gli 
altri schiavi. Questa porzione dell'iso- 
la si divide in 4 quartieri, che sono : 
Le Colombier, la Grande - Case , il 
Mafigot, ed il quartiere d 1 Orleans. 
Dipende dal governo della Guadalu- 
pa, che vi mantiene un comandante, 
un sotto-commissario di marina , uà 
commesso principale per V ammini- 
stazione, ed una ventina di soldati. 
11 capoluogo è il Marigot. — La par- 
te olandese di s. Martino rinchiude 
vari stagni salati, il cui prodotto è 
consid. , e 5 1 manifatture, delle qua- 
li 29 pel zucchero e 22 pei viveri. 
Questa porzione è molto meno bo- 
schiva dell'altra; essa ha pure poche 
comunicazioni colla metropoli, e fa 
un commercio attivissimo di contrab- 
bando colle isole vicine. La popola- 
zione è di 3,700 individui, cioè 800 
bianchi, 180 di colore liberi, e gli 
altri schiavi. Il capoluogo è Philisburg > 
più conosciuto sotto il nome di Gran- 
de-Baja. Quasi tutti gli abit. di san 
Martino sono inglesi, ed il restante» 
composto di francesi ed olandesi, è 
la porzione la più povera della colo- 
nia; i costumi, gli usi ed il linguag- 
gio sono inglesi nell'una e nell'altra 
parte dell'isola. — Gli Spagnuoli fu- 
rono i primi coloni europei di que- 
sta isola ; i Francesi e gli Olandesi 
vi giunsero nel i638, ma gli Spa- 
gnuoli gli scacciarono; obbligati però 
di abbandonarla nel i65o, vi distrus- 
sero il forte, le abitazioni, e lutto 
quello eh' esser poteva utile a 1 suoi 
nuovi coloni. I Francesi e gli Olan- 
desi ne reclamarono simultaneamente 
il possesso, e finirono col dividerselo. 
Nel 1744'ì gl'Inglesi s'impadronirono 
1 1 i 



della parte francese, ma la restitui- 
rono poco tempo dopo ; nel 1800 ne 
presero possesso, col consentimento 
degli abitanti, ma l'abbandonarono 
pel trattato di Amiens. Nel 1808, 43 
Francesi -vi si difesero contro 200 In- 
glesi, e li sforzarono a ritirarsi. San 
Martino seguì la sorte della Guada- 
lupa nel 1810, e non fu restituita 
ai suoi antichi padroni che nel 181 4- 
MARTIN (S.t), parrocchia degli Stati- 
Uniti, stato di Luigiana, formata dal 
N. E. della contea di Àttakapas. E 
quasi interamente popolata da Fran- 
cesi e Spagnuoli. L'aria vi è sanis- 
sima, e gli abit. ricchi della Nuova- 
Orleans vi abitano durante i grandi 
calori. Il capoluogo è s. Martinsville. 
MARTINA, città del reg. di Napoli, prov. 
della Terra di Otranto, distr. e a 6 1. 
3[4 N. N. E. da Taranto, capoluogo 
di cantone. Evvi 7 conventi, e conta 
4,ooo abitanti. 
MARTINACH, città della Svizzera. Vedi 

Maktigny. 
MARTIN -AUX-BUNEAUX (S.t), vili, 
di Fr., dipart. della Senna-Inferiore, 
circond. e a 6 1. i t 4 % N. O. da Yve- 
tot, cant. e a 1 1. ip N. N. O. da 
Cany, presso la Manica. "Vi si tiene 
■una fiera, e conta 1,700 abitanti. 
MARTIN-CHÀTEAU (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Creuse, circond. e a 2 1. 
ij2 S. S. E. da Bourganeuf, e a 8 1. 
S. da Guèret, cant. e a 2 1. O. N. O. 
da Royère, al piede di una montagna, 
presso la riva sinistra della Maude, 
con 1,100 abitanti. 
MARTIN-D'ALBOIS (S.t) , bor. di Fr. , 
dipart. della Marna, circond., cant. 
e a 1 1. 2p3 S. O. da Epernay, e a 3 
ì. 112 N. E. da Verlus. Evvi una fabb. 
di carta, una di cartoni, una concia 
ed una macina per la scorza. Comm. 
di pietre da mulino, e conta 1,200 
abitanti. 
MARTIN-D'ARDENTES (S.t), vili, di 
Fr., dipart. dell' Indre, circond. e a 
3 1. S. E. da Chàteauroux, cant. di s. 
Vincenzo-d'Ardentes, presso e al S. O. 
del comune di questo nome, da cui 
non è divisa che dall' Indre, che vi 
forma uno stagno spazioso. Vi sono 
molte fucine e £>oo abitanti. * 



MARTINA AtJXIGNY (S.t), vili. & Fr. , 
dipart, del Cher, circond. e a 3 1. N. 
da Bourges, e a 6 1. E. da Vierzon, 
capoluogo di cant., presso la riva 
destra del Moulon, con 1,700 abitatiti» 
Vi si trova della sanguigna. 

MART1N-DE-BELLEVILLE (S.t) , vili, 
degli Stati-Sardi, divisione di Savoja, 
prov. di Tarantesia, mandamento e a 
3 i S. da Moutiers, e a 4 1. i]4 N. 
E. da s. Giovanni di Moriana, con 
2,400 abitanti. Le mont. vicine rin- 
chiudono miniere di argento, piombo 
e cave di marmo. 

MARTIN-DE-BETHISY (S.t) , vili, di 
Fr. , dipart. dell 1 Oise, circond. e a 
5 1. i|4 N. E. da Senlis, cant. e a 2 
1. N. O. da Crèpy. Vi si prepara una 
gran quantità di filamenti di lino e 
canape, che si mandano a Parigi e 
nel dipart. del Nord. Conta 400 a- 

bitanti . 

MARTIN -DE -BOSCHERVILLE (S.t), 
vili, di Fr. , dipart. della Senna-In- ; 
feriore, circond. e a 2 1. O. da Ro- 
uen, cant. di Duclair, sulla riva de- , 
stra della Senna, con 1,200 abitanti. \ 

MARTIN-DE-CARALP (S.t), vili, di Fr., 
dipart. deirAriége, circond., cant. e a 
1 1. ix4 N. O. da Foix, e a 4 1. N. 
da Tarascon, con 400 abitanti. In vi- 
cinanza, evvi una miniera di carbon 
fossile e di gesso rossiccio. 

MARTIN DE CASTANEDA (S.t). bor. : 
della Spagna, prov. e a 17 1. O. da ; 
Valladolid, e a 2 1. 3 X 4 Ni O. da La , 
Puebla de Sanabria , in una posizio- 
ne elevata, presso di un picc. lago 1 
che abbonda in trote ed anguille, che ; 
prendono in parte il colore rossiccio 
delle sue acque. Evvi un convento di 
Bernardini. Conta 3oo abitanti, occu- 
pati in gran parte della filatura del 
canape. ' .„ .. 

MART1N-DE-CASTILLON (S.t), vili, di 
Fr dipart. di Valchiusa, circond., 
cant. e a 2 1. E. S. E. da Apt. Vi 
si tiene un' annua fiera, e conta 3oo 

abitanti. , v .„ ,. _ 

MART1N-DE-CONNEE (S.t), vili, di Fr., 
, dipart, della Mayenne, circond. e a 7 
! 1 ij4 E. S. E. da Mayenne, cant. e 
I a 2 1. 3[4 S. E. da Bays, con 1,600 
I abitanti. 



MAR 

MARTIN-DE-CORNAS (S.t), vili, di Fr., 
dipart. del Rodano, circond. e a 5 1. 
S. da Lione, cani, e a i 1. O. da Gi- 
vors, con pochi abitanti. Vi si trova 
carbon fossile. 

MARTIN-DE-COURTISOLS (S.t) , vili, 
di Fr., dipart. della Marna, circond. 
e a 2 1. 3{4 E. N. E. da Chàlons-sur 
Marne, cant. e a 2 1. N. da Marson, 
sulla Véle. Vi sono fabbriche dioglio 
di grani, e vi si tengono 5 annue fie- 
re. Conta 2,000 abitanti. Si crede che 
questo luogo sia un'antica colonia di 
Elvezj. 

MARTIN-D'ECURLEY (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell 1 Orne, circond. e a 7 1. 
ij2 . N. da Mortagne, cant. e a 1 1. N. 
E, da L'Aigle. Evvi una sorgente mi- 
nerale fredda, il cui uso è raccoman- 
dato nelle malattie asteniche. Conta 
4oO abitanti. 

MARTIN-DE-DAMIATTE (S.t.) bor. di 
Fr., dipart. del Tarn, circond. e a 3 
1. E. S* E. da Lavaur, cant. e a i[4 
di 1. da. S. Paul-de-Cap-de^Joux, nella 
riva destra dell'Atout, con 1,100 abit. 

MARTIN DE DON (San), bor. della Spa- 
gna, prov. e a 9 1. if4 N. da Burgos, 
e a 7 1. N.N. È. da Villa-Diego, sul- 
la, riva sinistra dell 1 Ebro. Evvi un 
convento di monache e 3oo abitanti. 

MÀRT1N-DE-FONTAINE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. del Rodano, circond. e a 
2 1. ij4 N. da Lione, cant. e a 3(4 di 
1. S. S. E. da Neuville, e a i{4 di 1. 
dalla riva sinistra del Rodano. Conta 
i,3oo abitanti. 

MARTIN-DE-FONTENAY (S.t), vili, di 
Fr., dipart. del Calvados, circond. e 
a i 1. i{2 S. da Caen, cant. e a 1 1. 
i|3 O. S. O. da Bourguebus, a poca 
distanza dalla riva destra dell"' Orne , 
con 600 abitanti. Evvi una miniera 
di carbone. 

MARTIN-DE-FUGÈRES (S.t), vili, di 
Fr., dipart. dell' Alta-Loira, circond. 
e a 3 1. 2p3 S. S. E. dal Puy, cant. 
e a 1 1. ij4 S. O. dal Monaslier. Con- 
ta 1,200 abitanti. 

MARTIN-DE-GURSON (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Dordogna, circond. e a 
7 1. q4 O. N. O. da Bergerac, cant. 
e a 1 1. E. da Yillefrauche, con i,qoo 
abitanti. , 



MAR 9 5i 

MARTIN-DE UINX (S.t), vili, di Fr., 

dipart. delle Lande, circond. e a 5 1. 

S. O. da Dax, cant. e a 2 1. S. S. E. 

da S. Vincenzo-de-Tirosse, con 1,000 
abitanti. Vi si tengono 4 annue fiere. 

MART1N-DE-LA BESACE (S.t), vili, di 
Fr. , dipart. del Calvados, circond. e 

. a 4 1. i[3 N. da Vire, e a 9 I. S. O. 
da Caen, cant. del Beny, con 1,200 
abitanti. A 7 i si tiene un'annua fiera. 

MARTIN-DE LA COUCHA (S.t), vili, 
del Chili. Vedi Quillota. 

MARTIN-DE-LAIVES (S.t), vili, di Fr., 
Vedi Laives. 

MARTIN-DE-LANDELLE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Manica, circond. e 
a 4 !• 2 l3 S. O. da Mortaio, cant. e 
a il. i|2 S. O. da S.t Hilaire-du- 
HarcQuel, con 2,000 abitanti. 

MARTlN-DE-LA PLACE (S.t) , vili, di 
Fr., dipart. di Maina e Loira, circond.,, 
cant. N. O., e a 1 1. 3|4 da Saumur, 
presso la riva destra della Loira. Con- 
ta 1,100 abitanti. 

MARTIN DE LA VEGA (San), bor. del- 
la Spagna, pit>v. e a 5.1. 1 {2 S. O. 
da Segovia, e a /} '-, 1 ! 3 S. S. E. da 
S. Garcia, in un paese fertile, ma po- 
co sano. Conta Goo abitanti. Nei din- 
torni si trova delfArgilla, e della pie- 
tra calcarea. 

MARTIN DEL CASTANAR (San), bor. 
della Spagna, prov. e a i3 1. ij.2 S. 
S. O. da Salamanca, e a 2 1. 3(4 S- 
S. O. da U Escuriate. Evvi un bel 
passeggio pubblico ed un convento. 
Conta 900 abitanti. 

MARTIN-DE-LONDRES (S.t), vili, di 
Fr., dipart. delFHerault, circond. e a 
5 1. ij4 N.N. O. da Montpellier, e a 
3 1. 3j4 $ da Ganges , capoluogo di 
cantone. Vi sono fabbriche di calzet- 
te di seta, e vi si tengono tre annue 
fiere. Conta 1,000 abitanti. 

MARTIN DEUWQNTALBAN (San), bor. 
della Spagna, prov. e a 8 1. O. S. O. 
da Toledo, e a 8 1. S. E. da Talave- 
ra , in un paese fertile. La chiesa è 
di una buona architettura. Conta 400 
abitanti. Vi si osserva nei dintorni 
un eremitaggio, che si dice esser sta- 
ta una chiesa di Templari, e la cui 
costruzione, in pietra senza cemento, 
indica una grandu antichità, ed il ea- 



*& M A E 

stello di Montalban,oel. per mw 
toria riportatavi da Giovanni U di 
Castiglia. 
MARTIN DE OSCOS (San), bor. della 
Spagna, prov. e a 19 1. O. da Ovie- 
do, nelle Asturie, e a 1 1. S. O. da 
Villanueva. Vi si tiene una fiera ogni 
mese, e conta 1,700 abitanti. Vi sono 
sul territorio fucine e fabbriche di 
chiodi, e diversi utensili in ferro. 
MARTIN DE PtJSA (San), bor. della 
Spagna, prov. e a 12 1. O. S. O. da 
Toledo, e a 5 1. ,p S. S. E. daTa- 
lavera, in un paese montuoso ed 
aspro, con 800 abitanti. In vicinanza, 
evvi il picco del Corvo, dove si sco- 
perse, alla fine del XVII secolo, una 
miniera d'argento. ; 
MARTIN-DE-QUEYRIERES (S..t) , vii • 
di Fr., dipart. delle Aite-Alpi, circond. 
e a 1 1. 3t4 5. S. O. da Brianzone, 
cult, e a 1 1. «a N. da L'Argentie- 
re, sulla riva destra della Duranza. 
Conta i,3oo abitanti. Nei dintorni si 
scavano miniere di carbon fossile. 
MARTIN-DÈ-QUILIlVfANE ( S.t ) , citta 
della Capitaneria generale di Mozam- 
bico. Vedi Quilimane. 
MARTIN-DE-RE (S.t), picc. città di * r., 
dipart. della Charente-Inferiore , cir- 
cond. e a 4 1. N. O. da La Rocella, 
capoluogo di cant., nell'isola di Re, 
sull'Atlantico, ove ha un buon porto, 
preceduto da una rada sicura . e di- 
feso da una buona cittadella. E que- 
sta una piazza di guerra di terza 
classe, e le sue fortificazioni sono be- 
nissimo mantenute. Evvi un tribuna- 
le di commercio ed una borsa, un 
sindacato marittimo, un bell'arsenale, 
uno spedale ed una prigione. Il coram. 
è consid. in vini rossi e bianchi, 
acquavite, aceto, sale, pesce salato, ca- 
nape, legna, tavole, alberature da na- 
vi, catrame, ferro, ec. Vi si arma per 
la pesca del merluzzo, e conta 2,400 
abitanti. — Gl'inglesi assediarono in- 
vano S.Martin nel 1628, allorché 
Luigi XIII bloccava La Rocella. Nel 
1681, Luigi XIV fece aggrandire que- 
sta piazza, fortificolla secondo il me 
todo diVauban, e vi costrusse la cit 
tadella. 
MARTIN DE RUBIALES (San), bor. del- 



ti A R 

la Spagna, prov. e a 20 1. S. da Buf- 
goS, e a 9 1. O. da Aranda de Due- 
ro, 'in un paese pieno di vigneti^ 
sulla riva destra del Duero. Vi si fab- 
brica molt'acquavite, e conta 800 abi- 
tanti. ' ,._ 
MARTIN-DE-SALLON (S.t), vili. diFr., 
dipart. del Calvados, circond. e a 5 
1. 1^2 O. N. 0. da Falaise, cant. e a 
i lì S. O. da Harcourt, con 1,400 abi- 
tanti. .„ .„ 
MARTIN-DES-CHAMPS (S.t), vili, d* 
Fr., dipart. dell' Yon ne, circond. e a 
io 1. S. S. O. da Joigny, cant. e a 
3 X 4 di 1. N* O. da S.t Fargeau. Evvi 
una fucina, e conta 600 abitanti. 
MARTIN-DE-SEIGNAUX (S.t) , vili, di 
Fr., dipart. delle Lande, circond. e a 
n 1. ix4 S- O. da Dax, cant. e a 2 1. 
N. E. da S.t Esprit. Vi si tengono f\ 
annue fiere, e conta 2,200 abitanti. 
Nei dintorni vi sono miniere di car- 
bon fossile, ma non lavorate. 
MART1N-DES-OLMES (S.t), vili, di Fr., 
dipart. del Puy-de-Dóme , circond. , 
cant. e a 1 1. E. S. E. da Ambert, 
con t,ooo abitanti. 
MART1N-DE-SOULAN (S.t), vili, di Fr. 
dipart. dell' Ariège, circond. e a 2 1 
it2 S. E. da s.t Gironsa, cant. e a 2 
1 N. O. da Massat, con 1,800 abit. 
MARTIN-DES-PRÉS (S.t), vili, di Fr., 
dipart. delle Coste del Nord, circond. 
e a 4 1. 3[4 N. N. O. da Loudèac , 
cant. e a 1 1. Z\k E. da Corlay, con 
i,3oo abitanti. Vi si tengono due an- , 
nue fiere. 
MARTIN-DES-TRAUX (S.t), vili, di Fr , 
dipart. della Loira, circond. e a 6 1. 
112 N. O. da Roanno, cant. e a 1 I. 
1J2 N. O. da La Pacaudière . Vi si 
tengono 4 annue fiere, e conta 2,4oo 

abitanti. *."'.'*"'* 1 j* 

MARTIN-DE-TE1LLE (S.t), casale di 
Fr dipart. della Loira-Inferiore, cir- 
cond., cant. e a 5 1. N. O. da Cha- 
teaubriand, comune di Ruffigne. Ev- 
vi una fabb. di vetri. 
MARTIN-DE-TOURNON (S.t), bor. di 
Fr., dipart. dell' Indre, circond e a 
3 1. N. O. dal Blanc, e a 3 1. S. da 
Preuilly, capoluogo di cant., sulla n- 
T a destra della Creuse, con 1,400 a* 
bitanti. 



MAR 

MARTIN DE TREVEJQ (San), bor. del- 
la Spag. , prov. e a 3o 1. S. O. da 
Salamanca, e a 12 1. >]4 S. S. O. da 
Ciudad-Rodrlgo, al piede di una mont. 
da cui discendono Vari corsi d'acqua 
che lo attraversano in ogni lato . E 
cinto da una vecchia muraglia, ed ha 
un convento di francescani , molti 
molìni e strettoj da oglio, una con- 
cia, ed una fabhr. di stoffe di lana. 
Conta 1,900 abitanti. 

MARTIN DE UNX(San), bor. della Spag., 
prov. e a 5 1. ip S. E. da Pamplo- 
na, nella Navarra, e a 1 1. 3[4 N. E. 
da Olite, sul declivio di un'alta mon- 
tagna. Rimangono ancora alcune rovi- 
ne de' suoi antichi bastioni, due por- 
te, e le vestigia di un castello forti- 
ficato. Conta 1,100 abitanti. 

MARTIN-DE-VALAMAS (S.t), bor. di 
Fr., dipart. dell' Ardeche, circond. e 
a 9 1. O. S. O. da Tournon , e a 6 
1. ij2 N. O. da Privas, capoluogo di 
cant., sulla riva destra della Saliouze. 
Vi si tengono 14 fiere annue, e con- 
ta 2,200 abitanti. 

MARTIN DE VAL DE IGLESIAS (San), 
bor. della Spag., prov. e a i5 1. N. 

0. da Toledo ( Guadalaxara ), e a 14 

1. O. S. O. da Madrid, con 3, 100 a- 
bitanti . Le frutta che si raccolgono 
nei dintorni sono assai apprezzate. 

MART1N-DE-VALGALGUE (S.t) , vili. 
di Fr., dipart. del Gard , circond. e 
a 1 1. N. da Alais , e a 9 1. ij2 N. 
N. O. da Nimes, capoluogo di cant., 
presso la riva sinistra del Gordon 
d'Alais, con 700 abitanti. Evvi una 
miniera di ocra sul suo territorio. 

MARTIN DE VALVENI (San), bor. del- 
la Spag., prov. e a 5 1. ij2 N. E. da 
Valladolid, e a 3 1. 1-4 E. N. E. da 
Cigales, sulla riva sinistra della Pi- 
suerga, con 3oo abitanti. 

MART1N-DE-VERS (S.t) , vili, di Fr., 
dipart. del Lot, circond. e a /} 1. N. 
E. da Cahors, cant. e a ip 1. N. O. 
da Lauzès. Evvi una sorg. minerale, 
che prova un flusso e un riflusso. Vi 
si tengono 8 annue fiere, e conta 5oo 
abitanti. 

MARTIN-D'HEUILLE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Nièvre, circond. e a 2 1. 
N. E. da Nevers, cant. e a 2 1. 2|3 



MAR 9 55 

E. S. E. da Pougues . Vi sono due 
fornaci ed una fucina da fusione . 
Conta 4°° abitanti. 

MART1N-DU-BOIS (S.t) , bor. di Fr. , 
dipart. di Maina e Loira , circond., 
cant. e a 2 1. ij4 N. N. E. da Segrè, 
e a 6 1. 3x4 N. N. O. da Angers, con 
1,000 abitanti. 

MART1N-DU-MONT (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell' Ain, circond. e a 3 1. 1-4 
S. E. da Bourg, cant. e a 1 1. ij3 N. 
da Pont-d'Ain. Evvi un bel castello* 
Vi si tengono tre annue fiere, e con- 
ta 1,700 abitanti. 

M ART1N-DU-PLAN-DE-LA-TOUR (S.t), 
vili, di Fr., dipart. del Varo, circond. 
e a 5 1. S. S. E. da Draguignan , 
cant. e a 1 1. 3t4 N. da Grimaud , 
con 1,000 abitanti. 

MARTIN-DU-PUITS (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Nièvre, circond. e a 6 1. 
3[4 E. S. E. da Clamecy, cant. e a 1 
1. 112 N. N. E. da Lorme, con 1,200 
abitanti. Vi si tengono 3 annue fiere. 

MARTIN-D'URIAGE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell' Isere , circond. e a 2 1. 
ij4 E- S. E. da Grenoble, cant. e a 
1 1. i{2 S. da Domène. Evvi una fon- 
deria di ferro e fornaci da mattoni. 
Vi si tiene una fiera annua, e conta 
1,800 abitanti. 4 

MARTIN -DU-VIEUX-BELLEME (S.t), 
vili, di Fr., dipart. dell'Orne, circond. 
e a 3 1. i{2 S. da Mortagne, cant. e 
a i]2 1. N. O. da Belléme , presso la 
foresta del suo nome. Vi si tengono 
tre annue fiere, e conta 2,5oo abi- 
tanti. 

MARTIN-EN-BRESSE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. di Saona e Lóira , circond. e 
a 3 1. 3|4 E. N. E. da Chàlons-sur- 
Saone, e a 2 1. S. S. E. da Verdun- 
sur-Saone, capoluogo di cantone. Vi 
si tengono 4 fiere annue, e conta 1,200 
abitanti. 

MARTINENGO, bor. del reg. Lom.- 
Ven., prov. e a 4'1- S. S. E. da Ber- 
gamo, e a io 1. E. N. E. da Milano, 
capoluogo di un distr. di 11 comuni. 
È cinto da un muro fiancheggiato di 
torri quadrate, con una fossa larga e 
profonda. Vi si lavora molta seta. Vi 
si tiene un mercato, il primo marte- 
dì dopo il i5 di ciascun mese, ed una 



9 34 MAR 

fiera il 3 febbraro. Conta 3,200 abi- 
tanti. 

MARTIN-EN-HAUT (S.t), vili, di Fr., 
dipart. del Rodano, circond. e a 5 1. 
i[4 S. O. da Lione, cant. e a 2 1. . N. 
E. da S.t Symphorien sur Coise. Vi si 
tengono 4 annue fiere, e conta i,8oo 
abitanti. 

MARTIN-EN-VAL-GODEMARD ( S.t ) , 
vili, di Fr., dipart. delle Aite-Alpi, 
circond. e a 6 1. i[2 N. da Gap, cant. 
e a i 1. 3[4 O, S. O. da S.t Firmin- 
en-Val-Godèmard, con 4oo abitanti. 
Vi si trova nei dintorni marmo bian- 
co cristallino , marmo diasprato a 
macchie rosse e verdi, ed altro color 
di carne, tutti impiegati nella statua- 
ria o per ornamenti di architettura. 
Vi si trova pure della variolite bruna 
e violetta, suscettibile di bella pulitura. 

MARTIN-EN-VERCORS (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Dròme , circond. e 
a 6 1. 3[4 N. da Die, cant. di La Cha- 
pelle-en-Vercors. Vi si tengono due 
annue fiere, e conta 6oo abitanti. 

B1ARTINESTI, vili, della Tur. europea, 
nella Valacchia superiore , distr. di 
Muntchel , a 7 1. i[2 E. N. E. da 
Rimnik, e a 4 h ri 2 O. S. O. de Kim- 
polung, con 800 abitanti. Il giorno 
3o settembre 1789, gli Austriaci, al- 
leati dei Russi, riportarono nelle sue 
vicinanze una vittoria sui Turchi. 

MARTIN-ES-VIGNES (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell' Aube, circond., cant. e a 
q4 di 1. E. da Troyes, presso uno 
dei più belli passeggi di questa città, 
di cui forma uno dei sobborghi. Vi 
si osserva la facciata della chiesa, e 
sonovi amene case, deliziosi giardini, 
fabbriche di berretti, e filatoi di co- 
tone. Commercia di vino, acquavite , 
cotone, ec. Conta 1,700 abitanti. 

MVRTINET, capo sulla costa S. dTvica, 
una delle Baleari. 

MARTINEZ, bor. della Spagna, prov. e 
a 12 1. S. E. da Salamanca (Avila), 
sopra \m terreno basso ed umido , 
ma però sano. Conta 400 abitanti. 

MARTIN-GARCIA, isola del Buenos- 
Àyres, nella Piata, al confluente del- 
l' Uruguay e del Paratia. Lat. S. 34° 
7'. Long. 0. 6o° 5j'. Ha circa 2 1. di 
Umgheua, 



M A R 

MARTINHO (San), bor. del Portogallo, 
prov. della Estremadura, comarca e a 
3 I. i[4 O..S. O. da Alcobaca, e a 
12 1. ip O. N. O. da Santarem, sul- 
V Atlantico. Evvi un piccolo raa si- 
curo porto, ove si costruiscono na- 
vigli, e dove si carica legname per 
la marina proveniente dalle fore- 
ste di Leiria ; questo porto, che le 
sabbie avevano chiuso nel 1774, ven- 
ne reso libero per la navigazione. 
Conta 900 abitanti. 

MARTINHO DOS MODROS(San), comu- 
ne del Portogallo, prov. di Beira, co- 
marca e a 2 1. i[2 N. O, da Lamego, 
e a 8 1. S. O. da Villa-Real, sulla ri- 
va sinistra del Douro, con 4,800 abi- 
tanti. 

MARTINI, popoli dell'Arabia felice, po- 
sti da Tolomeo presso la Babilonia. 

MARTINICA, una delle piccole Antille, 
bagnata all'O. dal mar delle Antille 
ed all'È. dall'Alani ico, fra i4° 23 / e 
i4°52' di lat.N. e fra 63° io' e 63° 
39' di long. O. , a 12 1. S, È. dalla 
Dominica, a 8 1. N. da S.ta Lucia e a 
25 1. S. E. dalla Guadalupa. Ha 16 
1. di lunghezza, dal N. O. al S. E., 
il. ij4 di larghezza nella parte cen- 
trale, fra il chi assetto Francese e quello 
Reale, 071. fra il così detto moine 
ai Bovi e la punta alla Caravelle ; la 
sua superficie è calcolata a 75, 58i 
ettari o circa 4° leghe. Questa isola 
è elevata, e si scopre in mare a i5 
1., le coste sono spezzate da numero- 
se baje, delle quali le principali si chia- 
mano, al N. E., il chiassetto della Tri- 
nità, all'È, del quale si avanza la pun- 
ta della Caravelle, che termina una 
lunga penisola, e quelli del Galion, di 
Roberto e Francese; al S. O., sta 
il chiassetto Marin ed il Reale.. La pun- 
ta del Préeheur forma la estremità 
N. O. dell'isola, quella del Diamante, 
la estremità S. O., e quella delle Sa- 
tinerà estremità S. Il capo Ferrè n'è 
il punto il più orientale; in questa 
ultima parte, la costa è sparsa di ra- 
de poco difese. I principali ancoramenti 
sono quelli del Forte-Reale, al S. , e. 
di San Pietro, al N. : il primo è più 
sicuro, e riceve i navigli che devono 
lisciar scorrere la stagione degli ura- 



MAR 

ganì alla Martinica. Questa isola of- 
fre due penisole unite dall'istmo che 
sta fra il chiassetto Francese e quello 
Reale; il terreno s'innalza gradata- 
mente dalla riva sino al centro, ove 
stanno delle altissime montagne in 
gran parte coperte di foreste quasi 
impenetrabili; ciascuna di queste pe- 
nisole fu formata dalle successive eru- 
zioni di vulcani presentemente estin- 
ti, chiamati morne nelle colonie, del- 
ìi quali i principali sono il Mont- 
Pelè, il Gros-Morne, li Pitons-du-Car- 
Let, le Roccie Quadrate, il Vauclain, 
il Marino ed il Diamante. La mag- 
gior altezza di questi punti culmi- 
nanti è di circa 1,600 metri al di so- 
pra del mare ; intorno ne stanno ag- 
gruppati moltissimi altri, dei quali la 
minima elevazione è di circa 5o me- 
tri ; discendono da queste montagne 
75 riviere, il cui corso non eccede 6 
leghe. Queste riviere, d'ordinario po- 
co consid., divengono , nella stagio- 
ne invernale, torrenti impetuosi ; le 
principali sono : la Lezarde, che si 
scarica nel chiassetto Reale, la riviera 
del Forte-San-Pietro, che va nella ra- 
da del nome islesso, e la riviera del 
Gabon, tributario del chiassetto del suo 
nome. "Vi sono pure delle sorgenti mi- 
nerali ; una di esse si trova al piede 
dei Mont-Pelè, ed un' altra ai Pitons 
del Forte Reale ; queste ultime sono 
«no stabilimento vasto e comodo, e 
vedonsi assai frequentate. Due stagio- 
ni si dividono 1' anno in questa iso- 
la; l'una incomincia ai i5 ottobre, e 
dura quasi 9 mesi ; 1' altra, chiamata 
inverno, incomincia verso il i5 lu- 
glio; in questa ultima, durante la qua- 
le cadono pioggie abbondanti, il ter- 
mometro di Rèaumur resta fra 22 e 
27 all'ombra, mentre cade fra 17 e 
20° nell'altra stagione; delle rugiade 
benefiche succedono nel mese di mag- 
gio. In alcune parti paludose s'inal- 
zano fitte nebbie, che, allorquan- 
do non possono esser dissipate dal- 
l' ardore solare , cagionano delle feb- 
bri, specialmente nocevoli agli stra- 
nieri; i quartieri del Forte-Reale, del 
Lamentili, della Riviera-Salsa , e del- 
le Tre Isolette, vi sono principalmen- 



M A R 9 3S 

te esposti. La febbre gialla vi cagio- 
nò grandi stragi a parecchie epoche, 
e specialmente nel 1825. Questa iso- 
la provò pure vari disastrosi uraga- 
ni; i più funesti avvennero negli an- 
nidi 766, 1779, 1780, 1788, i8i3, 1817, 
e 1823 ; anche i terremotivi si fece- 
ro sentir di frequente, ed in partico- 
larità negli anni 1823 a 1828, ma in 
generale cagionarono pochi danni. La 
coltivazione è quivi quasi esclusiva- 
mente ristretta alle rive, avendosi sco- 
perto eh 1 essa riuscirebbe male sco- 
standosi da esse ; le valli, formate fra 
le correnti delle lave , sono i luoghi 
più fertili, e le riviere che le irriga- 
no sono il principal movente delle 
fabbriche coloniali. Di 75,38 1 ettari 
di superfìcie che ha la Martinica, 1 7,622 
sono coltivati a canne da zucchero, 
3,86i a caffè, 719 a cacao, 9,401 a 
piante alimentari , 49 1 a cotone ed 
altre colture : ciò che forma 32,094 
ettari di terre coltivate; il restante si 
compone di 17,191 di savane o pa- 
scoli, 19,997 di foreste, e 6,099 di 
terreni incolti, dai quali non si può 
tirare alcun partito. Il termine me- 
dio delle raccolte annuali è: 

Zucchero bianco. . 5,ooo,ooo di lulog. 

Zucchero brutto. . 23,000,000 id. 

Siroppo. ...... 4^00,000 i'ìfrì 

Rhum o tafia . . . 600,000 id. 

Caffè . 1,400,000 kilog. 

Cotone 125,000 id. 

Cacao 160,000 id. 

ciòcche produce, secondo le mercuria- 
li delle colonie del 1825, circa 20 mi- 
lioni di franchi, a cui bisogna aggiun- 
gere pel valore dei viveri, foraggi, le- 
gname pei lavori di ebano e da tintura, 
ec. i,5oo,ooo franchi. Gli stabilimen- 
ti rurali, neccessitati dal lavoro, sono 
in numero di i,595: vi si osservano 
444 niulini a zucchero, dei quali ,187 
ad acqua, 17 a vento, 229 con mec- 
canismo, ed 11 a vapore. S'impiega- 
no nel lavoro circa 120 aratri, e l'uso 
di questo istromento si estende oguor 
più. V' si contano 1 5,444 bestie a 
corna 1,678 cavalli, e 6,593 muli. II 
capitale delle proprietà di ogni gene- 



9 36 MAR 

re, nella Martinica, compresovi il mo- 
lo^ gli edifizj ed i mobili, è calcolato 
a 3io milioni di franchi. — Nel 1824, 
questa isola consumò 16,601, 863 fr. 
di prodotti del suolo o della indu- 
stria francese. Ad eccezione dei sicop- 
pi, e di una parte dei tafias, che può 
vendere allo straniero, esporta nella 
metropoli la totalità de' suoi prodot- 
tici cui valore di deposito, nel 1824, 
fu di 18,701,279 fr., le importazioni 
di Francia impiegarono 137 navigli 
stanzanti 33,62 1 botti, e montati da 
1,997 uomm i di equipaggio, e le espor- 
tazioni i45 navigli stanzanti 33,55 1 
botti, e montati da 1,910 marinai. 
Da questa epoca, le importazioni e 
le esportazioni aumentarono di un 
quinto. La popolazione della Martini- 
ca che non ascendeva, nel 1822, che 
a 97,293 abit., dei quali 9,722 bian- 
chi, io,5 18 genti di colore libere, e 
77,o53 schiavi; nei 1827, era ^i 101, 
865, dei quali 9,937 bianchi, 10,786 
genti di colore libere, e 81,142 schia- 
vi. — Questa colonia è amministrata 
da un consiglio privato, composto di 
un governatore, di un comandante 
militare, di un ordinatore, di un di- 
rettore generale dell' interno, di un 
procurator generale, di tre consiglieri 
coloniali, di un registratore, e di un 
segretario archivista. Evvi una dire- 
zione di artiglieria, una del genio, un 
commissario di marina, una corte rea- 
le, due tribunali di prima istanza 
(l'uno al Forte Reale e l'altro a San 
Pietro), una direzione delle dogane, 
ed un prefetto appostolico. La guar- 
nigione si compone di due battaglio- 
ni di fanteria, forti di 1,172 uomi- 
ni, di 81 artiglieri di marina, di 27 
artefici di artiglieria, di una compa- 
gnia di zappatori di i4* uomini, di 
una brigata del treno di 26 uomini, 
e di una brigata di gendarmeria di 
33 uomini. Le rendite ascesero, nel 
1823, a 3,984^892 franchi, e le spese 
a 3,972,614 franchi. — La Martinica 
è divisa in 4 circondari, che sono: Il 
Forte-Reale, il Marin, San Pietro e la 
Trinità, che sono suddivisi in 27 par- 
rocchie, e rinchiude 2 città, 4 bor- 
ghi e ao villaggi. 11 Forte-Reale, suo 



MAR 

capoluogo, è nello «tesso tempo la se- 
de principale della stazione francese 
alle Antille. — La Martinica era chia- 
mata Madiana dai Caraibi allorché 
fu scoperta, nel i4g3, dagli Spagnuo- 
li, che le diedero il nome di Marti- 
meo ; questi navigatori non vi for- 
marono allora veruno stabilimento. 
Lollive e Duplessis, nominati dal re 
di Francia comandanti di tutte le iso- 
le di quei tratti di mare de' quali non si 
aveva ancora preso possesso, vi giun- 
sero il giorno 18 giugno i635, e vi 
piantarono la croce, cogli scudi delle 
armi di Francia, ma furono talmente 
spaventati dalla quantità prodigiosa 
di serpenti e d' incomodi insetti 
dall' aspetto minacciante dei Caraibi, 
i quali loro disputavano il terreno, 
che rinunziarono al progetto di sta 
bilirvi una colonia. Denambuc, gover- 
natore dell' isola di San Cristoforo , 
ignorando senza dubbio la discesa fat- 
tavi da questi comandanti, vi fece 
passare, un mese dopo, una colonia 
di 100 uomini, che si stabilì primiti- 
vamente a 1 1. ij2 da San Pietro; que- 
sti uomini assuefattisi al clima, e be- 
ne aguerriti , non pervennero a go 
dere di qualche tranquillità che ne 1 
i658, dopo aver vinti o espulsi in 
gran parte i Caraibi che loro faceva 
no una guerra accanita ; allora fu 
fabbricata la città di San Pietro con 
molti forti. La cittadella del Forte- 
Reale non s' incominciò che nel lu 
glio 1672. Gli Olandesi, comandati da 
Ruyter, attaccarono in vano questa 
isola nel 1674. Nel 1 7 17, gli ahitan 
ti si ribellarono contro l'autorità del 
marchese di Varennes, loro governa- 
tore, e lo rinviarono in Francia. Gl'In- 
glesi s'impadronirono della Martinica 
il i3 febbraro 1762, ma la restitui 
rono 16 mesi dopo. All' epoca della 
rivoluzione francese, la ripresero, e la 
conservarono sino al 1802; essa ricadde 
in loro potere nel 1809, e non la re- 
sero alla Fr. che nel 9 decembre 1814 
MARTINICA (PICCOLA), is. del groppo 
delle Grenadilles, nell'arcipelago delle 
Piccole-Antille , presso e al N. E. di 
Carriacu 
63° 46'. 



MAR 

MÀRTINIERE (LA) , moni sulla costa 
occid. dell'isola Sakalian, al 5o° io' 
di lat. N. Essa fu così chiamata da 
La Perouse, in onore di un botanico 
della sua spedizione. 

MART1NITZ, vili, della Boemia, eira di 
Czaslau, signoria del basso-Kralovitz, 
con un castello. 

MARTINITZ, vili, della Moravia, circ. 
di Hradisch, presso Holeschau, con 
un castello, e 600 abitanti. Commer- 
cia di lana. 

MARTIN-LA-FOSSE (S.t), vili, di Fr. , 
dipart. dell'Aube, circond. e a 3 1. 
3j2 E. S. E. da Nogent-sur-Seine , 
cant. e a 2 1. S. da Romilly. Vi si 
fabbricano calzette di cotone, e conta 
200 abitanti. 

IJARTIN-LA-LANDE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell 1 Aude, circond., cant. e a 
1 1. i]4 E. da Castelnaudary, sopra 
un'altura, a' cui piedi passano il ca- 
nale del Mezzodì, il Treboui ed il 
Fresquel. Conta 1,000 abitanti. 

MARTIN-LA-MÈANE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Corrèze, circond. e a 4 !• 
2{3 S. E. da Tulle, cant. di La Roche- 
Canillac. Vi si tengono 12 annue fie- 
Ye, e conta 200 abitanti. 

MARTIN-LA-PLAINE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Loira, circond. e a (\ 1. 
ip N. E. da S.t Etienne, cant. e a 3[4 

; di 1. N. O. da Rive-de-Gier. Conta 

1 700 abitanti. Vi sono fabbriche di 

; chiodi, e nei dintorni si scavano mi- 

! niere di piombo contenente un poco 
di oro. 

MARTIN-LARS (S.t), vili, di Fr., dipart. 
della Vienna, circond. e a 4 h J l3 

1; E. N. E. da Civray, cant. di Avail- 
les-Limousine, sulla riva sinistra del- 

! la Cloire. Vi si tengono f\ annue fie- 
re, e conta 800 abitanti 

IMARTIN-LA-SAUVETÈ (S.t), vili, di 

; Fr., dipart. della Loira, circond. e a 

i 6 1. S. O. da Roanno, cant. e a 1 1. 
3f4 O. da S. Germain-la-Val. Conta 
i,5oo abitanti. Evvi una miniera di 
piombo nei dintorni. 

MART1N-LE-BEAU (S.t), vili, di Fr., 
dipart. d'Indre e Loira, circond. e a 
4 1. E. S. E. da Tours , cant. e a 2 
1. S. O. da Amboise. Evvi una mani- 
fattura di acciajo. Vi si tengono t\ 
Tom. HI. P. IL 



M A R 9 3 7 

annue fiere, e conta i,4oo abitanti. 
E' questo luogo rimarcabile per la 
sconfitta dei saraceni nel 732, e pet 
quella dei normanni iielf Mi. 

MARTIN-LES-BOULOGNE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. del Passo di Calais, circond., 
cant. e a ip4 di 1. N. E. da Boulogne- 
sur-mer. Conta i,3oo abitanti. Nei 
dintorni, si lavorano delle cave & di 
pietra calcarea di 4 specie. 

MARTIN-LESTRA (S.t), vili, di Fr., di- 
part. della Loira, circond. e a 5 L 
i|4 N. E. da Montbrison, cant. e a 
2 1. i|4 E. da Feurs, con 1,000 abi- 
tanti. Vi si tengono 6 annue fiere. 

MARTIN-LE-SUPERIEUR (S.t), vili, di 
Fr., dipart. dell'Ardèche, circond. e a 
2 1. ij2 S. E. da Privas, cant. di Ro~ 
chemaure, presso la riva sinistra de! 
Laveron. Vi si tengono due annue 
fiere, e conta 5oo abitanti. 

MARTIN MUNOZ , bor. della Spagna, 
prov. e a 8 1. O. S. O. da ^Segovia , 
e a 22 1. N. O. da Madrid, in una 
pianura fertile. Evvi un convento di 
francescani ed uno spedale. E patria 
del cardinal Espinosa, la cui tomba 
vedesi nella chiesa. Vi si tiene una 
fiera il 21 settembre, e conta 1,000 
abitanti. 

MARTINO, forte del gr. due. di Tosca- 
na , prov. e a 5 1. 3 [4 N. E. da Fi- 
renze , vicariato e a 3[4 di 1. S. S. 
O. da Scarperia, presso la riva destra 
della Pieve, che si passa sopra uà 
ponte di 8 archi, e sulla strada da 
Firenze a Bologna. Rinchiude un ar- 
senale , una fonderia di cannoni ed 
una fabb. d 1 armi. 

MARTINO (S.), bor. della Uliria, gov, 
e a io l. N. N. O. da Trieste, circ. 
e a 2 l. N. N. O.. da Gorizia, sulla 
sommità di una ripida ed altissima 
collina, la cui veduta abbraccia la pia- 
nura del Friuli, il corso dell 1 Isonzo, 
ed il golfo di Trieste. È cinto da 
un vecchio muro fiancheggiato afe 
torri. Gonta 1,800 abitanti. Le mont. 
vicine sono coltivate in viti che dan- 
no un vino eccellente. 

MARTINO (S.), vili, del Tirolo, circ. di 
Roveredo, bai. di Arco. 

MARTINO (S.), vili, delfarcid. d'Austria, 

, circ. delfìni), con un castello, 
11% 



o5S mar 

MARTINO (S.), vili, della Stiria, Fedi 

Ma-ktin (S.t), . 

MARTINO (S.), più vili, della Ungheria. 

Fedi Mautoi*. 
MARTINO (S.), capo O. della baja di 

Campeggio, nel golfo del Messico. 
MARTINO (5.), is. sulla costa O, della 
Patagonia, presso a Madre-de-los-Dios. 
MARTINO (S.ì, is. disabitata sulla costa 
O. della Nuova Spagna nel Grande 
Oceano, '"'',, T 

MARTINO (S.), più vili- del reg. Lom.- 
Ven.: prov, e distr, di Padova ; prov. 
di Treviso, distr. di Asolo ; prov. di 
Padova, distr. di Monseìice; prov. di 
Udine, distretti di Avi ano, S, Vito e 
Godroipo', prov, e distr, di Treviso ; 
prov. di Belluno, distr, di Pieve di 
Cadore ; prov i di Padova, distr, di 
Teolo; prov, di Bergamo, distr. di 
Tre scorre. 
MARTINO (6.), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov, di Valtellina, distr, di Traona, 
a ii 1, N. K. da Sondrio, con acque 
minerali. 
MARTINO (S,), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e a 5 1. O, S. O. da Mantova, 
distr. e a t\i L E. da Bozzolo, in una 
pianura fertile, vicino all'Ogho. L be- 
ile fabbricato, e vi si allevano molti 
fcachi da seta, Vi si tengono due be- 
re assai frequentate, Vana di 3 giorni, 
in settembre, e l'altra di 8, in hot 
vembre. Conta 2,200 abitanti. 
MARTINO (S.), bor. del due. di Modena, 
distr. e a 3 1. ip N, da Modena, sulla 
riva destra della Secchia, 
MARTINO (S.), bor, del reg. di Napoli, 
prov. di Sannio, distr., cant. e a 2 1. 
it2 E. N. E. da Larino, e a 3 1. S, 
S. O. da Termoli, con 3,2oo abitanti, 
MARTINO (S.), vili, degli Stati Sardi, 
divisione di Torino, prov. e a 2 1. 
112 S. O. da Ivrea, mandamento e a 
il. N, N. E. da Agliè, con 2,000 
abitanti; . ,. 

MARTINO (S.), bor, degli Stati Sardi , 
divisione di Torino , prov. e a 4 I. 
O N. O. da Pignerolo, mandamento 
di Perrero, nella valle del suo nome. 
MART1NO-ADRARA (S.), vili, del reg. 
Lom.-Ven„ prov, di Bergamo, distr. 
di Sarnico. 
MARTINO BUON ALBERGO (S.), bor 



MAR 

del reg. Lom.-Ven. , prò?, dislf. e ai 
2 1. E. da Verona, sul Tibio. 
MARTINO DI ALBARO (S.), vili, degli 
Stati Sardi, divisione , prov. e a 1 1. 
3i4 E. da Genova, capoluogo di marn 
damento, con 2,100 abitanti. 
MARTINO DARIO (S.), vili, del reg, 
Lom.-Ven., prov. di Lodi e Crema, 
distr. di Codogno. 
MARTINO DELLE FERRATE (S.), bor, 
del reg. Lom.-Ven., prov, e a 2 1. N, 
N. O. da Cremona, distr. e a 2 1. U, 
S. O. da Robecco, 
MARTINO DEL LAGO (S.), vili, del reg, 
Lom.-Ven., prov. di Cremona, distr, 
di Casalmaggiore, , 

MARTINO DELL'ARGINE (S.), vul, 
del reg. Lora„Ven., prov. di Manto-, 
va, distr. di Bozzolo. J 

MARTINO DEL PIZZOLANO (S.),vdl,< 
del reg. Lom.-Ven „ prov. di Lodi e 
Crema, distr. di Casal Pusterlengo. 
MARTINO DI ENTRAUNES (S.) , viU,« 
degustarti Sardi, divisione, prov. ea| 
i5°l. N. O. da Nizza, mandamento e 
a 2 1 Ó. N. O. da Guillaumes. Evvl 
una fabb. di panni e due gualchiere,? 
Conta 600 abitanti, 
MARTINO D 1 ESTE (S,), vili, del rej 
Lom.-Ven., prov, di Padova, distr^ <&; 

Este ; 'JH 

MARTINO DI LANTOSCA (S.), bor,, 
degli Stati Sardi , divisione , prov, e 
e io 1. N. da Nizza, e a 6 1. ip N 
O. da Sospello, capoluogo di manda, 
mento, sulla riva sinistra della Vesubia , 
MARTINO DI LUPARI o LIPARI (S ), 
due vili, del reg, Lom.-Ven. , 1' un* 
detto Trevigiano e l'altro Padovano;, 
nella prov. di Vicenza, distr. di Citta- 
della. Vi si fabbricano tele di lino e 
stoviglie, e vi si tengono delle nert 
e dei mercati. 
MARTINO DI VENEZZE (S,), vili, de! 
recr. Lom.-Ven., prov. del Polesine, 
distr. e a 1 1. 3,4 N. NE da Rovi- 
go, sulla riva destra dell'Adige. Ew 
un castello, e conta 1,900 abitanti, 
MARTINO GUSNAGO (S.), vili, del reg 
Lom.-Ven. , prov. di Mantova, distr 

MARTINO ÌN BELLISETTO (S.), vili 
del reg. Lom.-Ven., prov. di CremQ- 
[ na, distr, di Robecco, 



MAH 

MARTINO IN COLLE, (S.), viti, (tei 
reg. Lom.-Ven. , prov. di Treviso 
distr. di Ceneda. 

MARTINO IN STRADA (S.), vili, del 
reg. Lom.-Ven., prov. di Lodi e Gre 

; ma, distr. di Borghetto. 

Martino siccomario (S.), bor. de 

gli Stati Sardi, divisione di Novara 
prov. di Lomellina, capoluogo di man- 
damento, a 17 I. i{2 E. S.E> da Mor- 
tara, e a ij2 I. S. da Pavia> sulla ri- 
va destra del Ticino» 
MARTIN 1 S (S.t), parrocchia della Scozia^ 
| contea, presbiterio e a 2 1. N. N. E. 
da Perth. Vi sono cave di pietra da 
fàbbr., e pietre calcaree con 1,000 abit. 
MARTINSBERG, bor. dell' arcid. d*Au- 
stria, paese al di sotto delì'Ens, circ. 
superiore del Manhartsberg, a 8 1. O. 
da Rrems e a 5 V. i[2 S. da Zwettel. 
MARTINSBERG, in ungherese S. Mar- 
ion, bor. della Ungheria, Gomitato e 
i' ali. l\\ S. S. E. da Raab;, marca 
; di Puszta. Stefano I vi fondò, in o- 
i «ore di S. Martino ^ to' abbazia di 
Benedettini. Conta i,Ì5oo abitanti, ed 
è situato in mezzo a bellissimi vigneti. 
MARTINSBERG, vili, degli Stati Prus- 
I siani, prov. di Slesia, reggenza e A 
i 21 1. S. S. O. da Breslavia , circ. e a 
2 1. Ei da Habelschvvert. Vi si scavano 
alcune miniere di argento e piombo. 
Conta 3oo abitanti i 
MARTINSBRUCK, vili, del TÌrolo, bah 
di Nauders, circ. dell 1 Innthal supe- 
riore^ siillTuh. 
MARTINSBURG , comune degli Stati- 
Uniti^ stato d'Indiana, capoluogo del- 
la contea di Morgan, a i3 1. S. O* 
da Indianopoiis. 
MARTINSBURG , comune degli Stati- 
Uniti, stato e a 80 1. N. N. O. da 
Nuova-York, e a 40 1- N. O. da Al- 
bany, capoluogo della contea di Lewis, 
Rinchiude un vili., vi è una corte di 
giustizia, una prigione e alcuni altri 
stabilimenti della contea. Conta i,5oo 
abitanti. 
MARTINSBURG, bor degli Stati-Uniti* 
stato di Virginia, capoluogo della con- 
tea di Berkeley, a 5o 1. N. da Rich- 
mond e a 22 1. N. O. da Washington, 
in un paese ameno e fertile. Vi sono 
«irca 80 case. 



MARTINSLEY, hundred della tìigh. . 4 
nella parte merid. della contea di 
Rutland, con 3,5oo abitanti. 

MARTINSVILLE, vili, degli Stali-Uniti, 
stato della Carolina del Nord, contea 
di Guilford, a 2 5 1. N. O. da Rateigli, 
e a 1 1. N. da Greensborugh, con 3oo 
abitanti; Sotto le sue mura, il i5 
marzo 1781, per una sanguinosa a- 
zione fra lord Cormvallised il ge- 
nerale Greene, gli Americani furono 
forzati alla ritirata. 

MARTINSVILLE, vili, degli Stati-Uniti, 
stato di Virginia, capoluogo della con- 
tea di Henry, a 46 1. O. S. O. da 
Richmond; 

MARTINSVILLE (S.t),, città degli Stati- 
Uniti, stato di Lùigiana, capoluogo 
della parrocchia di S. Martino, a %o 
1. O. dalla Nuova-Orleans, sulla riva 
destra del, Teche, in an paese ben 
coltivato. E assai commerciante. 

MARTINSZELL, bon della Baviera, cim 
del Danubio-Superiore, presidiale e a 
2 1. i]2 S. da Kernpten ^ e a io 1. 
E; N. E. da Landau. 

MARTIN-VALMEROUX (5.), vili, di Fr.^ 
dipart. del Cantal, circond. e a 3 !. 
S. E. da Mauriac , cant; e a 1 1. q/g. 
O. da Salers, presso la Marone. Vi sì 
tengono tre annue fiere i i,3oo abit. 

MARTI NVAST b bon della Fr., dipart, 
della Manica, circond. e a 1 1. ij4 S. 
O, da Cherhurg , cant. e a 3i4 di ì. 
S. S. O. da Octeville* presso la fore- 
sta di Cherburg e della riva destra 
della Divette. Conta 5700 abitanti. 

MARTIN- YAZ h tre isolotti dell'Atlantico, 
ali 1 E. della costa del Brasile. 11 più 
grande ha i]4 di 1. di circonferenza, 
e si trova a 20 29' 4 2/V di lat. S. e 
3i° x%i 58» di long. O. Secondo La 
t^èrouse, non sono assolutamente che 
rocciGj, 

MARTIN X1LOTEPEC (S.t), città del 
Guatemala* stato di questo nome, di- 
part. di Chimaltenawgo, con 4^°°° 
abit. , indiani , e pochi spagnuoli e 
ladinos (indiani convertili). 

MARTIRI (ISOLE DEI), sulla costa S. 
della Florida orientale. Vedi Florida 

I (scogliera di) 

MART1S CASTRA , città della Misia , 
secondo TOrtelio. 



$4o IVI A R 

MARTIS LACUS, lago d'Italia, nel ter- 
ritorio di Crustumeria, secondo Tito 
Livio. 

MARTIS VILLA, città d'Italia, nella 
Liguria, alle falde deirApennino. Se- 
condo alcuni, fu patria dell'imperator 
Pertinace» 

MARTIZAY, bor. di Fr., dipart. dell'In- 
dro, circond. e a* 4 1- i[2 N. dal Blanc, 
cant. e a 2 I. i|3 N. E. da S. Mar- 
tin-de-Tournon, sulla riva destra del- 
la Claise. Vi si tengono 5 annue fiere, 
e conta i,^oo abitanti. Si traffica di 
grani e lane. 

MARTLEY, parrocchia dell' In gli. ^ contea 
e a 2 1. ip N. O. da Worcester, e a 
i 1. i[4 E. S. E. da Cliston, hundred 
di Doddingtree, con 1,200 abitanti. 

MARTOCK, città della Ingli., contea di 
Somerset , hundred del suo nome, 
a 1 1. ij2 S. O. da Ilchester, ea5 1. 
E. S. E. da Taunton. La chiesa è 
grande e bella. Presso la piazza del 
mercato evvi una bella colonna scanela- 
ta con un orologio solare, sul modello 
della colonna Trajana a Roma. Vi si 
tiene una fiera , il primo agosto , e 
conta 2,600 abitanti. L'hundred non 
è composto che della città. 

MARTON (S.), bor. della Ungheria, co- 
mitato , marca e a 4 1. *l4 §, P- da 
Oedenburg, e a 4 I. i[2 N. N. O. da 
Gùns, con 600 ani tanti. Nei dintorni 
evvi una cava che contiene curiose 
petrificazioni. 

MARTON (S.) bor. della Ungheria, co- 
mitato e a 4 1. i[4 S. S. E. da Raab, 
marca di Deserti. 

MARTON (S.), bor. della Ungheria, co- 
mitato di Saboltsch, marca e a 4 1- 
i{2 N. E. da Klein-Wardein, e a 41- 
3j2 N. O. da Kaszony, sulla riva de- 
stra della Theiss. 

MARTON (S.), bor. della Ungheria. 
Vedi Martin (S.) 

MARTON (HOMOROD-S.t), vili, della 
Transilvania. /^.Homorod S.t(MARTON). 

MARTON (NAGY), bor, della Unghe- 
ria. Vedi Mattersdorf. 

MARTON (SZALK S.t), bor. della Un- 
gheria, comitato e a i3 1. S. da Pest, 
marca e a 4 1. ij4 N. da Solt. 

MARTONVASAR, bor. della Ungheria, 
comitato e a 7 1. ij4 E. N. E. da^ 



M A R 

Stuhl-Weissenburg, e a 6 I. S. O. àà 
Buda, marca di Bitste. 

MARTORANO, Mamertium o Marta* 
ranum, picc. città del reg. Mi Na-* 
poli , prov. della Calabria-Ulteriore 
Seconda, distr. e a 3 1. ip N. N. O. 
da Catanzaro, capoluogo di cantone* 
È sede di un vescovo suffraganeo del- 
l'arciv. di Cosenza; commercia in seta, 
miele e cera, e conta 3,ooo abitanti- 

MARTORELL, Tolobis, bor. della, Spa- 
gna, prov. e a 4 1. ii4 N- O. da Bar- 
cellona, in Catalogna, e a 7. iv|4 S. Si 
E. da Manresa, al piede di una mont, 
al confluente del Llobregat. e della 
Nova, che si attraversa sopra un pon- 
te, di costruzione romana , altissime* 
ma stretto. Evvi un convento, una 
caserma di cavalleria, un filatojo di 
cotone, e due fabbriche di caria ; le 
donne vi fanno molte trine e mer j 
letti. Conta 1,700 abitanti. In vici- 
nanza vedesi un arco- di trionfo, ope- 
ra dei romani. 

MARTORI (S.t), città di Fr., dipart. 
dell' Alta-Garonna, circond. e a 4 1. E. 
N. E da S.t Gaudens, e a i5 1. S. O. 
da Tolosa, capoluogo di cant., sulla 
riva sinistra della Garonna, che vi si 
passa sopra un bellissimo ponte in 
pietra per andar in un sobborgo. La 
sua situazione, alla incrociatura di 4 
grandi strade, è molto vantaggiosa. 
Ha fabbriche di stoffe di ogni sorta* 
che occupano altresì una parte degli 
abit. dei dintorni, e di cui si fa un 
gran commercio. Vi si tengono 4 an- 
nue fiere, e conta 1,200 abitanti. Nei. 
dintorni, vi sono delle miniere non 
iscavate di carbon fossile, ed una ca- 
va di pietre da fabbrica in lavori. 

MARTOS, Augusta, Tucci, Gemella 
Tuccitana, città della Spagna, prov. 
e a 4 h S. O. da Jaen, e a 12 1. ip 
N. O. da Granata, sul declivio di tìn 
altissima montagna, sulla cui sommi- 
tà evvi un castello rovinoso. E resi- 
denza di un governatore civile e mi- 
litare. Le strade sono ripide, strette 
e tortuose. Ha tre parrocchie, 4 con- 
venti dei due sessi , un ospedale ed 
un collegio . Conta 10,700 abitan- 
ti. — La campagna vicina è bellis- 
sima, e produce principalmente una 



MAR 

£rato quantità di oglio, che forma 
T oggetto di un commercio assai e- 
steso. Vi si trovano bagni d' acque 
minerali frequentati* e che sono di 
romana Costruzione. — Questa cit- 
tà fu la sede di un vescovato prima 
della invasione dei Mori. Ferdinando 
JII, coirajuto dei cavalieri dell'ordine 
di Calatrava, avendo scacciato i Mori, 
ìa cedette a questi cavalieri perchè la 
difendessero, appartenendo poscia, in- 
sieme col suo territorio, a quest' or- 
dine» Dalla sommità della roccia sulla 
quale è eretto il castello, furono pre- 
cipitati, per ordine di Ferdinando-il 
Giustiziere, re di Casliglia, i fratel- 
li Carjaval, commendatori dell'ordi- 
ne di Calatrava, accusati dell'assassi- 
nio di un cavaliere della casa di Be- 
navides. 

MARTRES, hor. di Fr., dipart. dell' Al- 
ta-Garonna, circond. e a 8 1. 3j4 S» 
O. da Muret, cant. e a i ì. i[2 O. 
da Cazeres, sulla riva sinistra della 
Garonna. Vi sono delle fabbriche di 
stoviglie, e conta 1,800 abitanti. Vi 
si tengono tre annue fiere. 

MARTRES-D'ARTIÈRES (LES), vili, di 
Fr., dipart. del Puy-de-Dóme, cir- 
cond. e a 3 1. N. E. da Clermont- 
Ferrand, cant. e a i 1. N. da Pont- 
du-Chàteau; sull'Ali ier. Nel iy56, vi si 
trovò una casa di piombo, contenen 
te una mumia, che aveva conservato 
il colore e la freschezza di un cada- 
vere di qualche giorno. Conta 700 
abitanti. 

MARTRES-DE-VAYRE (LES), bor. dì 
Fr., dipart. del Puy-de-Dòme, circond 
e a 6 1. S. E. da Clermont-Ferrand, 
cant. e a i[2 1. N. E. da Vayre, sulla 
Vayre, a poca distanza dall' Allier. Fa 
un gran comm. di vini, e conta 2,5oo 
abitanti. Evvi, nei dintorni, una sor- 
gente minerale efficace contro le ma- 
lattie dello stomaco e le febbri. 

MARTSIKANTSY, bor. della Russia eu- 
ropea, gov. di Grodno, distr. e a i3 
l O. Ni O. da Lida, e a 20 1. S. O. 
da Vilna. 

MARITILI o MARRVILI, fortezza del- 
la Russia, in Asia, nella Mingrelia, a 
i4 1. N. O. da Rutais, ai piedi del 
Caucaso, presso la riva destra del 



MAH 941 

Tsthe'nistskali. Evvi un convento in 
cui risiede un vescovo greco. 

MARTYANCZ, bor. della Ungh., comi- 
tato di Eisenburg, marca di Totsag, 
a 5 1. ij2 E. da Radliersburg, e a 9 
1. ip IN. E. da Pettau, con circa 200 
abitanti. 

MARTYCHNOI, is. del mar Caspio, nel 
N. del golfo di Kottchali-Kultiuk , 
presso la costa della Tartaria indi- 
pendente , a io 1. N. dal porto dì 
Manghichlali. 

MARI "YKOSK AIA, bor. della Russ. eu- 
ropea , gov. dei Cosacchi del Don , 
distr. di Khoper, a 92 1. N. N. E. da 
Tcherkask, sulla riva destra delBuzuluk. 

MARTYRE (la), bor. di Fr., dipart. 
del Finislere, circond. e a 5 I. E. N. 
E. da Brest, cant. e a i|2 1, S. O. da 
Ploudiry , con una fiera di cavalli e 
bestiami. Conta 1.600 abitanti. 

MARTYROPOL1S o MEIA FAREKIN, 
città dell'Asia, nell'Armenia, sul fi. 
Wympliaeus, a 240 stadi di Amida^ 
secondo Procopio. 

MARTZALY, vili, della Ungh., comif. 
di Schumeg, capoluogo di distretto. 

MARU, riviera del Brasile, prov. di Pa- 
ra. Ha origine verso 4° di lat. S. e 
5i° di long. E.; scorre al N. , e si 
getta nel Tocantino, alla riva destra, 
presso la sua congiunzione coi ramo 
merid. dell' Amazone^ dopo un cor- 
so di circa 5o leghe. 

MARUBIO, fi. della Sarmazia asiatica, 
secondo Tolomeo. 

MARUCA, ant. città della Margiana, 
parte del Korassan, fra montagne, e 
nei dintorni del fi. Oxus . Tolomeo 
la situa fra Oxiana e Colbesina. Era 
abitata dai MARUCEI, e poco dist. 
da Antiochia. Vedi MaRv-Shahidjaw. 

MARUCENI o MARDC1NI, popoli del- 
la Italia, sul mare Adriatico, secondo 
Tolomeo, cbe assegna nel loro paese 
la imbocc. dei fi. Apernus e Matri- 
nus, dando loro anche una città chia- 
mala Tealea. 

MAREDINO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
proV. di Lodi e Crema, distr. di S. 
Angiolo. 

MARÙDO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Lodi e Crema , distr. di S. 
Angiolo. 



942 MAR 

MARUGGI, bor. del reg. di Napoli , 
prov. della Terra di Olranto, distr. 
e a 8 1. ij2 S. E. da Taranto, cant. 
e a 2 1. ip S, S. O. da Manduria , 
con 1,000 abitanti* 

MARUNDII , popoli delle Indie, di là 
del Gange, secondo Tolomeo. 

MARUQ (el) o MAROUQ ( el ), rovi- 
ne di una città della Nubia, nel Mak- 
Nimir, a io 1. N. E. da Chendi, pres- 
so la riva destra del Nilo. Vi si ve- 
dono gli avanzi di un tempio e tre 
piramidi. Si crede che occupi presso 
a poco il sito dell 1 ant. Meroé. 

MARUQUEVENIS, popolazione indiana 
nel S. E. della Colombia, presso del^ 
1' Yapura. 

MARUTZES o MARUZI, popol. di Bet- 
juan, nella Cafreria, verso 25° di lat. 
S. e 25° di long. E. Kurrichane n' è 
la loro principale città. 

MARUVIUM. Vedi Marrubio. 

MARUVO o MAROUVO, borgata del- 
l'interno dell'Africa, nel paese dei Ca- 
zembi , a 4» 1« E. S. E. dalla capi- 
tale di questo popolo. 

MAR VAL, vili, di Fr., dipart. dell'Al- 
ta- Vienna, circond. e a 5 1. S. da Ro- 
chechouart, cant. e a 2 1. S. S. E. da 
s.t Mathieu. Vi sono alcune fucine e 
conta 1,200 abitanti. 

MARVAO, città forte del Portogallo , 
prov. di Alentejo, comarca e a 2 1. 
if4 N. E. da Portalegre, e a ij| 1> i[ 2 
S. da Gastel'Branco, sopra una mont. 
scoscesa della catena di Portalegre, 
che si crede essere YHerminius mi- 
«or degli antichi. Le sue fortificazio- 
ni sono irregolari, ma è però anche 
difesa da un buon castello. Ha due 
parrocchie, un convento, un ospeda- 
le, un ospizio, e due grandi cisterne, 
una sola delle quali può bastare alla 
sua guarnigione per 6 mesi. Conta 
1,000 abitanti. — Nei dintorni si sco- 
perse una gran quantità di medaglie, 
vasi di terra, ed avanzi di romani mo- 
numenti, che si dicono aver apparte- 
nuto all'ant. Medobriga. 

MARVAR o MARWAUR, distr, dell'In- 
dostan, ai Radjepuli, nella parte occid. 
deU'Àdjemyr, fra il distr. di Nagove, 
al N. e quello di Djoudpour, al S. Di- 
pende dal radjah di Djoudpour , e 



MAH 

non vi si trovano che alcuni Vii* 
laggi. 

MARVÉJOLS o MARVEGE, Marvetì* 
gium, città di Fr., dipart. della Lo- 
zère, capoluogo di circond. e di cant.» 
a 4 1. O. N. O. da Mènde, sulla riva 
destra della Coulagnes, in un vallo- 
ne aperto, piantato di alberi frutti-» 
feri e con buoni pascoli* Evvi un tri- 
bunale di prima istanza, una conser- 
vazione delle ipoteche, una direzione 
delle contribuzioni indirette, una so- 
cietà di agricoltura, ed un collegio 
comunale. E v bene fabbricata, e pos- 
siede fabbriche di cadì, saje e casi-* 
miri e delle grandi tintorie. Conta 
3,4oo abité, e vi si tengono 8 annue 
fiere. Evvi, nei dintorni, una miniera 
di antimonio non lavorata, ed un 
gran numero di antichità. — Questa 
rimotissiraa città molto sofferse du- 
rante le guerre di religione ; fu pre- 
sa e ruinata interamente, nel i58G* 
dal duca di Joyeuse; 6 anni dopo En- 
rico IV permise agli abit. di riedifi- 
carla, dando loro dei soccorsi. — lì 
circond. si divide in io cantoni che 
sono: Aumont, La Canourque, Cha- 
nac, S.t Chély, Chirac, Fournels. Le 
Malzieu, Marvéjols, Nasbinals e Ser- 
verette : contiene 76 comuni e 53,700 
abitanti. 

MARVELLA, città della Spagna. Vedi 
Marbella. 

MARVILLE, vili, di Fr. , dipart. della 
Mosa, circond., cant. e a 2 1. i|4 S. 
E. da Montmedy, sulla riva sinistra 
dell'Othain. Vi si fabbricano stoffe di 
filo e lana, chiamate droghetti di Mar- 
ville, il cui smercio è considerabile \ 
Vi sono pure fabbriche d' oglio e di 
pelli, è delle concie. Vi si tengono 5 
annue fiere, e conta 1,000 abitanti. — 
Era un tempo il capoluogo di un 
prevostato, che apparteneva all' impe- 
ratore e al duca di Lorena, e che fu 
ceduto afa Francia col trattato dei 
Pirenei. 

MAR-VIRADO, isola dell'Atlantico, sul- 
la costa del Brasile, prov. di s. Pao- 
lo. Lat. S.23° H' 7"; long. O. [±f- 
34' 20". 

MARV-RUD , MARV-ROUD , MERV- 
URROUD o MEROÉ, città della Pei- 



MAR 

sìa, frtov. diKorassan, capoluogo dì 
distr., a 4o 1. N. E. da Herat, e a 70 
I. E. S. E. da Meshehed, sul Morg-ab. 

MARV-SHAHIDJAN o MERVI-SHAH- 
DJEHAN, Antiochia margiaha, città 
della Tartaria indipendente, nella Bu- 
lgaria , a 80 I, S. S. O. da Bukara , 
presso la frontiera della Persia, alla 
quale un tempo appartenne, e a 70 
1. E. N. E. da Meshehed. E' cinta da 
un muro di argilla, ed ha circa 1 1, 
ij4 di circuito. Per lo passato assai 
importante, non contiene più adesso 
che circa 3,oooabit., la maggior par- 
te persiani. — Fondata da Alessan- 
dro il Grande, chiamossi prima Ales- 
sandria, ma essendo stata distrutta , 
Antioco, figlio di Seleuco, la rifab- 
bricò, e chiamolla Antiochia Margia- 
na. Fu per lungo tempo una delle 4 
grandi città del Korassan, e la capi- 
tale di molti sovrani, particolarmente 
della dinastia dei Seldjukidi. Fu pre- 
sa, devastata e saccheggiata dagli Us- 
beki, condotti da Shak^Murat nel 1 786, 
e da quell'epoca nou^>otè più rial- 
zarsi. Le frutta dei suoi dintorni e- 
rano un tempo assai rinomate. 

MARWAUR, distr. dell' Indostan, Fedi 
Mauvar. 

MARXDORF, vili, della Ungheria, co- 
mitato di Zips, sull'Hernafh, con 5oo 
abit., cave di marmo, carbon fossile, 
e bagni. 

MARXGRUN o MARXGRIN, vili, della 
Bav,, circ. del Meno-Superiore, presi- 
diale di Naila. Evvi una gr, fornace, 
una fonderia e fucine, 

MARY (S.t), contea degli Stati^Uniti, nel 
S. dello stato di Mariland, fra il Po- 
tomac, il Patuxent e la baja Chesa- 
peake. Conta i3,ooo abitanti. Il ca- 
poluogo è Léonard-town. 

MARY (S.t), vilb e porto degli Stati-Uni- 
ti, stato di Mariland, contea di s.t Ma- 
ry, a 3 1, S. E, da Léonard-town e 
a 20 L S. da Annapolis, sulla riva si- 
nistra , e presso la foce del Poto- 
mac. 

MARY (S.t), riviera degli Stati-Uniti, 
che ha origine nello stato di Ohio, 
contea di Mercer, presso il forte s.t Ma- 
ry, scorre al $_. O., entra nello stato 
d' Indiana., e si unisce alla riviera 



MAR 945 

Giuseppe, al forte Wayne, dopo un 
corso di 20 I., onde formare il Miami. 

MARY (S.t), forte degli Stati-Uniti, stato 
d'Ohio, contea di Mercer, a 3o 1. O. 
N, O. da Columbus, presso la sorgen- 
te del s. Mary, 

MARY (S.t), bor. degli Stati-Uniti, stato 
di Giorgia, contea di Camden, a 70 
h S. S. E. da Milledgeville e a 36 
1. S. S. O. da Savanna, sulla riva si- 
nistra del s.t Mary, che si getta in vici- 
nanza neir Atlantico, dopo aver se- 
gnato il limite della Giorgia e della 
Florida, sopra uno spazio di circa 3o 
leghe, 

MARY (S.t), baja sulla costa occid. della 
Nuova-Scozia, contea di Annapolis. E* 
questa una divisione della baja di 
Fundy, e trovasi chiusa all'O, da una 
penisola ristretta , dal Long-island e 
dall'isola Bryer. L' ingresso, sotto 44° 
2o ; dilat, N., ha 3 1. di larghezza, e 
sì restringe a misura che penetra nel- 
le terre, essendo la sua profondità di 
Il leghe, Banchi di sabbia chiu- 
dono la parte orientale. Fra le rivie- 
re che riceve, il Sisibon è la sola os- 
servabile. Un poco al S. si trova un 
capo dello stesso nome. 

MARY (S.t), riviera della Nuova-Scozia, 
sul limite delle contee di Sydney e 
di Halifax. Formata dalla riunione 
dell'East-river e del West-river, scor- 
re al S, E., e si getta nell'Atlantico, 
per una larga imboccatura, sulla co- 
sta S. E. della penisola. Il suo corso 
è di circa 20 lì, dalla sorgente del 
West-river, che n'è il ramo principale. 

MARY (S,t), la principale delle isole Sor- 
linghe, nell' Atlantico, al S. O. della 
Ingh., contea di Cornovaglia, al 49° 
54' 32" di lat. N. e 8° 37' i3" di 
long. O, Ha circa 1 1. di lunghezza, 
un 'buon porto, ed è bene fortificata, 
11 numero dei suoi abit. è di circa 
i,3oo, e sorpassa la popolazione di 
tutte le altre Sorlinghe riunite. 

MARY (S.t), vili, di Fr., dipart. della 
Guarente, circond. e a 6 1. ip S. O. 
da Confolens, cant. e a 2 I. S. O. da 
s. Cloud, con 1,000 abitanti. 

MARYAMPOL, bor. della Galicia. Vedi 
Maiuanpol. , 

MARYANDINI, popolr dell'Asia Mi- 



9 44 M A R 

nore, nella Bitinia, proveniente, se- 
condo la cronaca di Eusebio, dalla 
Tracia, e che occupava un cantone 
della Paflagonia prima abitata dagli 
Henetì. Abitavano nelle città di 2V7- 
comedia e Prusa. 
MARYBOROUGH, MARYBORUGH o 
QUEENSTOWN, città della Irlanda, 
jprov. di Leinster, capoluogo della con- 
tea della Regina, baronia del suo no- 
me, a 18 1. O. S. O. da Dublino e 
a 9 1. i[2 N. da Rilkenny, presso la 
sorgente del Barrow. Fu così chia- 
mata in onore della regina Maria. V: 
sono manifatture di lanificio e tele di 



MAR 

MARYSVILLE, comune e villaggi degli 
Stati-Uniti. Vedi Marisville. 

MARZA, vili, della Sicilia, prov. e a io 
1. S. O. da Siracusa, distr. e a 5 1. S. 
S. O. da Noto, presso il Mediterra- 
neo. Vi sono delle saline. 

MARZALENGO, vili, del reg. Lom.- 
Ven. , prov. di Cremona, distr. di 
Robecco. 

MARZAMENI, picc. isola del mare Io- 
nio, presso la costa orient. della Si- 
cilia, prov. e a 9 1. S. S. O. da Si- 
racusa, a i 1. ip N. 'N. O. dal capo 
Passero. Vi si fa un 1 abbondante pesca 
di tonno. 



lino, e vi si tengono 7 annue fiere. [MARZAN, vili, di Fr., dipart. del Mor- 

bihan, circond. e a 7 1. 3[4 S. E. da 
Vannes, cant. e a 3j4 di 1. N. N. O. 
da La Roche-Bernard. Vi si tengono 6 
annue fiere, e conta 2,000 abitanti. 

MARZANA, due vili, del reg. Lom. - 
Ven., prov. e distr. di Verona ; prov. 
di Polesine, distr. di Rovigo. 

MARZANO, tre vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Pavia, distr. di Belgiojoso;, 
prov. di Lodi e Crema, distr. di Zelo , 
"Buon Persico; prov. di Como, distr. , 
di Gavirate. 

MARZANO, bor. del reg. di Napoli, 
prov. della Terra di Lavoro, distr. e 
a 8 1. i]2 E. N. E. da Gaeta, cant. 
e a 3x4 di 1- N. E. da Rocca-Monfi- 
na. Vi sono 4 chiese, e 3,3oo abit. ; 

MAR-ZARAH, riviera della Nigrizia, ili 
principio e fine del cui òorso noi* 
sono ancora noti. §corre ai S. O. 
presso Timbouctu, ove ha circa i\(\ di 
1. di larghezza; a 3[4 di li da questa 
città è rinchiuso considerabilmente ira 
montagne altissime. 

MARZA-S1ROCCO, golfo fortificato al 
S. E. dell'isola di Malta. 

MARZA-SUSA, porto della Barbarla. 
Vedi Marsa-seza. 

MARZELL, vili, del gr. due. di Baden, 
circ. di Treisam-e-Wiesen, bai. e a 1 
1. ip2 E. S. E. da Miillheira, e a 5 1. 
S. S. O. da Friburgo, con 4°° afei 
tanti. Evvi nel dintorni una miniera 
di argento. 

MARZ1NIS, vili, del reg. Lom. - Ven. , 
prov. di Udine, distr. di Pordenone. 

MARZIO, vili, dei reg. Lom.-Ven. , prov. 
di Como, distr. di Arcisate» 



Mandava due membri al parlamento 
irlandese, e conta 2,200 abitanti. 

MARYKIRK, parrocchia della Scozia, 
contea di Kincardina, presbiterio di 
Fordun, a 3 1. S. O. da Bervie, con 
1,800 abitanti. 

MARYLAND, stato e comune degli Sta- 
ti-Uniti. Vedi Mariland. 

MARYOUM, montagna del Tibet, sul 
limite delle prov. di Thsang e di 
Ngari. 

MARYOUT, lago dell'Egitto. Vedi Ma- 

RIUT. 

MARYPORT, città della Ingh. , contea 
di Cumberland, ward di Allerdale 
below-Derwent, a 2 1. i\z O. N. O. da 
Cockermouth, e a 9 I. S.,0. da Car 
lisle^ sul mare d' Irlanda, piacevol- 
mente situata alla imboccatura del 
V Ellen, le cui rive sono fornite di 
gettate in legno, e di strade lungo 
l'acqua, selciate in pietra. Le strade 
sono larghe e le case bene fabbricate. 
Vi sono fabbriche di cotone e vetri; 
si fanno grandi esportazioni di car- 
bone di terra in Irlanda, e vi si im- 
porta dall' America settentr. del le- 
gname da costruzione. La pesca è 
quivi attivissima; vi sono bagni di 
mare e cantieri di costruzione. 11 por- 
to possiede circa 100 navigli, alcuni 
dei quali di 25o tonnellate. Conta 
3,5oo abitanti. — Maryport, 70 anni 
fa, non era che un semplice casale. 

MARY-PORT, picc. porto della Scozia, 
contea e a 7 1. S. O, da Wigton, pre- 
sbiterio e a 6 1. S. S. E. da Strauraer, 
sulla baja di I^uce. 



MAR 

MÀ.RZ1VAN, città della Tur. asiatica. 
Vedi Marsivan. 

MAS, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. e 
distr. di Belluno. 

MAS, casale di Fr., dipart. del Roda- 
no, circond. e a 3 I. ip O. da Lio- 
ne, cant. e a i 1. i[2 S. S. E. da 
l'Arbrèle, comune di s.t Pierre-Ia-Pa- 
lnd. Evvi una miniera di rame. 

MASACì, MARSI, MARSAC1I o MAR- 
SAT11, popoli della Germania, com- 
presi originariamente sotto il nome 
dei popoli Islaevones, che al tempo 
di Cesare abitavano di là del Reno. 

MAS-A-FUERA, isola dei Grande-Ocea- 
no australe, a i85 1. O. dal Chili, e 
a 35 1. O. dall' isola Juan-Fernandez, 
al 33° 4o' di lat. S. e 82 58> di long. 
O. Ha 2 o 3 1. di lunghezza ; le co- 
ste sono cinte da roccie scoscese e 
quasi perpendicolari, che ne rendono 
l'accesso estremamente difficile. È for- 
mata di una montagna boschiva, da 
dove discendono abbondanti corsi 
d'acqua, e vedesi incolta ed inabita- 
la ; al N. vi sono alcune porzioni che 
sarebbero suscettibili di coltivazione. 
Vi si riscontrano delle capre selvag- 
gie, e le coste sono frequentate da 
foche, delle quali alcuni navigli ven- 
gono a far la pesca; evvi pure una 
quantità prodigiosa di pesce. Nei pri- 
mi anni della rivoluzione del Chili, 
questa isola fu il luogo di esilio di 
molli ricchi abitanti di quel paese. 

MASAI o MASEI, arabi che abitavano 
nei dintorni della Mesopotamia , se- 
condo Plinio, che li chiama anche 
Mar sai. 

MAS AL, MASCHAL o MISCHAL, città 
della Palestina , nella tribù di Aser 
secondo Giosuè, ceduta ai leviti della 
famiglia di Gerson, verso il Cannello 
ed il mare. 
MASALOTH, città della Giudea, nella 
tribù di Neflali, presa e saccheggiata 
da Bacchide e Alcimene, generali d" 
Demetrio, re di Siria. 

MASAGUA, vili, del Guatimela, nello 
stato di questo nome, dipart. di E- 
scuintla. Evvi una immagine della B 
V., oggetto di una gran divozione. I 
suoi abitanti sono Ladinos (Indiani 
convertiti.) 

Tom. III. P\ II. 



MAS 945 

MASALSK, città della Russia, in Euro- 
pa. Vedi MASSALSK. 

MASAMAGRELL , vili, della Spagna , 
prov. e a 3 1. N. N. E. da Valenza, 
e a i[2 l.dal Mediterraneo, con 1,200 
abitanti. 

MASANDERAN, prov. della Persia. Ve- 
di Mazenderan. 

MASANET DE CABREN1S, bor. della 
Spagna, prov. e a 8 1. N. da Giro- 
tta, nella Catalogna , e a 5 1. O. N„ 
O. da Figuiéres, presso la frontiera 
francese, con 1,700 abitanti. 

MASANGO, borgata della Guinea infe- 
riore, reg. di Benguela, in una isola 
del Clivo, a 65 1. E. N. E. da s. Fi- 
lippo di Benguela. 

MASANORADA, città della Caria, se» 
condo Stefano il geografo. 

MAS API A, contrada dell'India. Arriano 
nel suo periplo del mar Rosso dice 
che fosse mollo inoltrala nelle terre, 

MASARA o MASORA, città della pìc- 
cola Armenia, posta da Tolomeo pres- 
so 1' Eufrate , fra Garape ed Oro- 
mandus. 

MASAROLIS, vili, del reg. Lom.-Ven.., 
prov. di Udine, distr. di Cividalc 

MASÀTI, popoli della Libia interna, se- 
condo Plinio. 

MASATE, vili, del reg. Lom.-Ven., prov, 
di Milano, distr. di Gorgonzola. 

MAS-A-TIERRA, isola del Grande-Q- 
ceano australe, Vedi J uan-fernandez, 

MASATTO, vili, del reg. Lom.-Ven,, 
prov. di Udine, distr. di Latisana. 

MASAYA, città del Gualimala, slato di 
Nicaragua, capoluogo di dipart., sulla 
riva N. O. del lago di Nicaragua, a 
22 1. S. E. da Leon. E' assai commer- 
ciante, e conta 10,000 abitanti. In vi- 
cinanza evvi un vulcano dello slesso 
nome, un tempo assai da temersi. 

MASBACH, bor. della Baviera, circ. de! 
Meno-Inferiore, presidiale e a 2 I. 112 
S. E. da Miinnerstadt, e a (\ 1. N. da 
Schvveinfurlh. Vi sono molli distilla- 
toi di grani, e conia 1,200 abitanti. 

MASBATÉ, MASSAIA, isola dell'arci- 
pelago delle Filippine, all'O. dell'iso- 
la di Samar e al S. della penisola S. 
E. dell'isola di Lusson; fra 11 52' e 
12° 3^' di lat. N. , e fra 120' 5i e 
iai° t\& di long. E. Ha 20 1. di luu- 

125 



9 46 MAS 

ghezza, dall' E. ali 1 O. , e la sua lar- 
ghezza varia da 5 a 1 5 leghe. Le co 
gte presentano alcuni porti, fra i qua 
li si distinguono quelli di Barreras e 
di Catayngan. Produce principalmen 
te riso, e rinchiude alcune miniere 
non lavorate. Vi si trova del muschio 
e le sue rive danno della eccellente 
ambra grigia. Gli abit. sono la mag- 
gior parte indipendenti, non contan- 
dovisi che 25o famiglie, le quali pa- 
gano delle imposte agli Spagnuoli 
che s' impadronirono di questa isola 
nel i56g. 

MASCA, riviera dell' Asia nella Mesopo- 
tamia, secondo Senofonte, avente un 
corso dal N. E. al S. E., ove andava 
a perdersi nelP Eufrate. Fu anche chia- 
mata Saocoras, ora Wadi-el-Sebaa. 

MAS-CABARDES (il) , bor. di Fr., di- 
part. dell' Aude, circond. e a f L N, 
da Carcassonna, capoluogo di cant., 
suir Orbiel. Vi sono molte fabbriche 
di panni, che occupano un gran nu- 
mero di operai. Vi si tengono 3 an- 
nue fiere, per stoffe di lana, tele e 
stoviglie, e conta 700 abitanti- 

PASCAL, isola del golfo del Bengala, 
sulla costa dell'Indostan inglese, pre*- 
sidenza e prov. del Bengala, distr. di 
Tchittagong, al S. E. delle bocche del 
Gange. Non è divisa dal continente 
che da uno stretto canale. È poco 
abitata e male coltivata. Le sue rive 
abbondano di ostriche e tartarughe. 

MASCALI-NUOVO , città della Sicilia, 
prov., distr. e a 7 1. N. N. E. da Ca- 
tania, capoluogo di cant., al piede del 
monte Etna, presso la costa. È mal 
fabbricata, e rinchiude molte chiese e 
conventi. La pesca è quivi assai atti- 
va. Conta 4i o0 ° abitanti. Un poco al- 
TO. N. O, si trova il villaggio di Ma- 
scali- Vecchio. 

MASGALUGIA, città della Sicilia, prov., 
distr. e a 1 1. i[2 N. da Catania, ca- 
poluogo di !cant. , sul versatojo me- 
rid. dell'Etna. Conta 1,800 abitanti. 
Fu moltissimo danneggiala dalla eru- 
zione dell'Etna nel 1669, e< ^ m g ran 
parte distrutta dal terremoto del 20 
febbraro 18 18. 

MASCARA, TREMESEN o TELEMES- 
SEN, prov. della Barbarla, nella par- 



M A S 

te occid. del reg. di Algeri, confinan- 
te al N. E. col Mediterraneo, all'È, 
colle prov. di Algeri e Titeri, al S. 
col Grande Atlante, che la divide dal 
Biledulgerid, e all' O. coli' impero di 
Marocco. Ha quasi 80 1. dall'E. all'O., 
sopra 4° dal N. al S. Il golfo di Tre- 
mesen e li capi One, Falcon, Ferrat 
e Tenez si presentano sulla costa. II 
Piccolo Atlante copre la parte set- 
tentr., ed il Chellif è il solo corso d'a- 
cqua osservabile. Il suolo è general- 
mente" assai fertile, eccettuato il S., 
ove sta il deserto di Angad. Vi si tro- 
va la tribù berbera dei Beni-Ammei?. 
Mascara n' è il capo luogo, ma Tre- 
mesen può dirsi la sua più grande 
città. 

MASCARA, Victoria, città della Bar- 
ba ria, reg. e a 65 1. O. S. O. da Al- 
geri, e a 18 1. E. da Orano, capo- 
luogo di prov., in una bella pianura, 
È cinta da mura, e difesa da un for- 
te e da batterie. I Beduini dei din- 
torni sono esenti da imposte , e non 
servono che come volontarj. 

MASCARACA, bor. della Spagna, prov. 
e a 5 1. S. E. da Toledo, e a i5 1. S, 
da Madrid, presso il Guazalate. Vi si 
fa dell' eccellente siroppo col mosto 
dell'uva. Commercia di muli, di cor- 
dami , e di vino bianco raccolto nei 
dintorni. Conta i,ioo abitanti. 

MASCARE1GNES, nome collettivo delle 
isole di Francia e di Borbone, nel- 
l'oceano Indiano, all'È, di Madagascar, 
dietro a quello del navigatore porto- 
ghese Mascarenhas, che, nel i5/|5, sco* 
prì la ultima, la sola che portò sin da 
principio il suo nome. 

MASCARELL, bor. della Spagna, prov, 
e a 7 1. N. da Valenza, in una pia- 
nura fertilissima , a i[2 1. dal Modi- 
terraneo. Vi sono molte romane anti- 
chità, e conta 5oo abitanti. 

MASCARENHAS, isole dell\Oceano In- 
diano. Vedi Mascareignes. 

MASCAMNA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Lodi e Crema, distr, di Lodi. 

MASCATE, MASCAT, MASK1ET, Mo- 
scha, Mascatum, città dell' Arabia , 
capitale dell'Oman, a 45o 1. E. da La 
Mecca, e a 3oo 1. S. E. da Bassora, 
nel fondo di una baia del mare di 



MAS 

Oman, sopra un promontorio, fra foc- 
cie scoscese, che chiudono l'accesso a 
tutti i venti , e vi rendono il calore 
eccessivo, per cui anche il clima è 
piuttosto malsano e pernicioso, in 
particolare per gli Europei» Da per 
tutto in cui la città non è fortificata 
dalla natura , è cinta da una mura- 
glia non forte, ma ben difesa da 8 
torri guernife di artiglieria. Il porto, 
formato dal promontorio, e da una 
picc. isola, ha uno stretto ingresso dal 
lato del N. : tre forti e molte batte- 
rie, situate sopra delle roccie, lo pro- 
teggono ; quivi una flotta può anco- 
ratisi insicurezza. Le case sono sem- 
plicissime, e la maggior parte coper- 
te di stuoie; gli edifizi più osserva- 
bili sono le moschee, ed un 1 antica 
chiesa portoghese, di cui si fece un'a- 
bitazione. L^acqua pei bisogni è tolta 
da una vicina montagna, e condotta 
in città mediante un acquedotto, ope- 
ra dei Portoghesi; i forti rinchiudo- 
no dei serbatoj vastissimi, che ven- 
gono riempiti di acqua nella stagio- 
ne secca. Mascate è uno dei principa- 
li porti dell'Arabia, e da molto tem- 
po il deposito del comm. della Per- 
sia, dell'Arabia e delle Indie, e così 
pure delle isole di Francia e di Bor- 
bone e di tutta la costa orientale del- 
l'Africa ; i principali oggetti di espor- 
tazione sono caffè, datteri, ambra, mir- 
ra, uve secche, specierie, nitro, ben- 
zoino, gomma ec, prendendo in cam- 
bio zucchero, pevere, accia jo, piom- 
bo, cannoni, riso, cotone, panni di Ilu- 
ropa t merci e tele di Surale, et. Man*- 
da una gran quantità di perle nel 
golfo Persico ; le gialle sì spediscono 
nelle Indie, e le bianche nell'impero 
Ottomano. Col mezzo delle carovane 
mantiene delle relazioni continue col 
restante. dell'Arabia» Questa città è be- 
ne popolata; vi si conta un gran mi- 
mero di Baniani o Indiani, che sono 
mercatanti, artigiani o domestici ; in- 
torno alla città, vi sono molte capan- 
ne di stuoje, che gli stranieri devono 
abitare. Sonovi pochissimi Ebrei e 
f>ochi Europei ; i Francesi vi hanno 
un banco. Tutti gli abit. arabi sono 
maomettani, e vivono senza magni fi- 



MAS g4 7 

éenza e con sobrietà ; del restante so- 
no politissimi cogli stranieri, e tolle- 
ranti per tutte le religioni. La poli- 
zia è talmente bene amministrata in 
questa città, che non si sente mai par- 3 
lare di furto, quantunque le merci re- 
stino esposte nelle strade notte e gior- 
no, e qualche volta molte settimane 
di seguito. — Mascate è governata da 
un imano, la cui autorità è piuttosto» 
patriarcale che dispotica; quantunque 
padrone di flotte considerabili, e di 
un'armata numerosa, è però obbliga- 
to d'obbedire alla intimazione di tut- 
ti gli abit. , che lo citassero innanzi 
lina Corte di giustizia. Questo imano 
non estende il suo potere che sull'O- 
man; ha ancora alcune porzioni del 
Farsistan e del Mogostan, in Persia ; 
diverse isole del golfo Persico , delle 
quali la più consid. è quella di Kis- 
mis ; la isola Socotora , all' E. della 
costa ^africana di Adel, e molti pun- 
ti del Zanguebar. — Presso Mascate, 
evvi una pianura fertile e grandissi & 
ma, circondata da roccie nude e sco- 
scese, e non avente che tre uscite 
che si possono facilmente difendere ; 
essa rinchiude dei giardini e pianta- 
gioni di datteri ed altri alberi che 
procurano, nella sta te^ un'ombra ame- 
na. — Albuquerque prese questa cit- 
tàj nel i5o?, ed i portoghesi la con*- 
servarono sino al 1648, epoca in cui 
furono forzati di rimetterla in pote- 
re degli Arabi ? che si erano aperta- 
mente ribellali. Verso l'anno 1690=, 
gli Arabi di Mascate divennero pira- 
ti così formidabili che gì' inglesi eb- 
bero la intenzione d'impadronirsi del- 
la loro città per distruggerla, ma que- 
sto progetto non si effettuò, perchè 
ì' imano fece cessare la pirateria nei 
suoi stati, e si unì agl'Inglesi per ta- 
le oggetto» 

MASCII, salina dell 1 Hassia- Elettorale, 
prov. della Bassa-Hassia, eirc; di Scha- 
uenburg, bai. di Rodenberg, un poco 
al S. della città di questo nome. Dà 
annualmente circa 8,100 quintali di 
sale. Evvi, nelle vicinanze, una mi- 
niera di carbon fossile. 

MASCHAU, in boemo Maszczow, bor* 
della Boemia, circ, e a l\ L ip O* S, 



948 MAS 

Q. da Saalz, e a 4 1. 3i4 N. N. E. 
da Luditz, capoluogo di una signoria, 
con 6oo abitanti. Nei dintorni si tro- 
va dell'asbesto. 

MASCHITO, bor. del reg. di Napoli, 
prov. di Basilicata, distr. e; a 4 I* S. 
E. da Melfi, cant» e a i 1. i[2 N. da 
Forenza. Conta 2,700 abitanti, 'la 
maggior parte Albanesi. 

MASC1ACUM o MASTIACUM, città del- 
la Norica, fra Albianeum e Ve.ldidena. 

MASCIAGO , vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Milano, distr. di Barlassina. 

MASCIAGO , vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Cuvio. 

MASCLIANIS, città dell'interno dell'A- 
frica, a 4 !• all'O. da Aquae Regiae, 
e fra questa città e Sufetula, secondo 
Antonino. 

MASCURY capo sulla costa N. dell'isola 
di S. Domipgo. 

MASCUTENI, indiani degli Stati-Uniti, 
nella parte orient. dello stato di Illi 
nese, verso Wabash. 

MAS-D'AGÈNOIS (LE), MansuS Aghi 
nensìs, vili, di Fr., dipart. di Lot-e 
Garonna, ckcond. e a 2 1. ì\2 S. E 
da Marraande, e a 2 1. O. N. O. da 
Tonneins , capoluogo di cant. , sulla 
riva sinistra della Carogna. Vi si ten 
gono 4 annue fiere , e conta 3,5oo 
abitanti. 

MAS-D'AUVIGNON (LE) , bor. di Fr., 
dipart* del Gers , circond. , cant. e a 
2 I. il3 S. O. da Lectoure. Vi si ten 
gono due annue fiere, e conta 600 
abitanti. 

MAS-D-AZIL (LE) , Mansus Asilii o 
Asilium mansum, citta di Fr., di 
part. dell 1 Àriége , cireond. e a 4 l 
112 O. S. O. da Pamiers, e a 5 l. 1$ 
N. O. da Foix , capoluogo di cant. , 
sull'Arize, in un bel vallone cinto da 
fertili montagne. Sonovi fabb. di pel- 
tini di corno e bosso , ed una fabb, 
di allume. Commercia di bestiame 
Vi si tengono 5 annue fiere, e conta 
2,900 abitanti. A poca distanza l'Arize 
attraversa una mont. nella quale evvi 
una vasta caverna divisa in molti 
luoghi ove si vedono curiose cri- 
stallizzazioni. Questa città, che ave- 
va un'abbazia di benedettini, era cin- 
ta di mura e popolata soltanto da 



MAS 






calvinisti, alla rivocazione dell'editto 
di Nantes. 

MAS DE LAS MATAS, bor. della Spa- 
gna, prov. e a 23 l. ij2 S. E. da Sa- 
ragozza, nell'Aragona, a 3 1. i\z S* 
S. O. da Alcaniz, sulla riva sinistrai 
del Guadalope. Conta 1,200 abitanti. 

MASDORANI, popoli dell'Aria, secondo 
Tolomeo , il quale dice che occupas- 
sero la contrada vicina della Partia 
e delia Cararaania deserta. 

MASEGOSO, bor. della Spagna , prov, 
e a 11 1. E. N. E. da Guadalaxara , 
e a 1 1. 3|4 N. N. O. da Cifuentes, 
sulla riva destra della Tajuna, che si 
attraversa sopra un ponte di pietra. 
Conta 3oo abitanti. 

MASEMORUM-REGIO, popoli dell'Asia, 
nei ditorni dell'Eufrate, nella grande 
Armenia. 

MASENA, picc. fi. del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Valtellina, nella valle del suo 
nome , e che si perde nell' Adda. E 
rinomato pe' suoi bagni. 

MASEPHA, città della Palestina, nella 
tribù di Giuda, situata al mezzodì di 
Gerusalemme, e al N. di Hebron e 
di Eleutheropolis. 

MASER vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Treviso, distr. di Asolo. 

MASERA',vilI. del reg. Lom.-Ven., prov. 
e distr. (di Padova. 

MASERADA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Treviso. 

MASERALINO, vili, del reg. Lom.-Ven,, 
prov. di Padova, distr. di Battaglia, 

MASERI1S , vili, del reg. Lom.-Ven. , \ 
prov. di Udine, distr. di S. Daniele, 

MASES, città deil'Argolide, al S. O. di 
Ermione, con un porto. Appartenne 
prima agli argivi e quindi agli ermonj, 

MASETTAZAS, o, secondo Marmol, ME- 
ZETABCAS, montagne della Barbaria, 
impero di Marocco , prov. di Fez , 
nel territorio di Tchaous. Fanno par- 
te del Piccolo-Atlante. 

MASFA o MASPHE, paese al piede del 
monte Hermone, verso le sorgenti de! 
Giordano. Dice Giosuè che fosse abi- 
tato dagli Heveeni. 

MASFA, MASPHA o MASEPHA, città 
della Giudea, appartenente alla tribù 
di Gad, e situata nella parte settentr. 
ed orientale di questa tribù, secondo 



MAS 

iì libro dì Giosuè. In vicinane, gfì- 
sraeliti si accamparono per combattere 
gli Ammoniti ed i Filistei. Quivi pu- 
re ritirossi Davide, dopo esser uscito 
dalla caverna di Odollam. Fu presa, 
saccheggiata ed abbruciata da Giuda 

OD 
(WìOPJl TìPO 

MASFA o MASPHAT, città della Giu- 
dea, nella tribù di Beniamino, in cui 
si tennero qualche volta le assemblee 
generali degl' Israeliti. Fu questa cit- 
tà rifabbricata da Asa, re di Giuda. 
Quivi Giuda Maccabeo ed i suoi 
fratelli si radunarono per combattere 
Lisia, generale dell'armata di Antioco» 

MASFAT , MASPHAT o MASSEPHA , 
fortezza del paese di Moab, menzio- 
nata dallo storico Giuseppe. 

MASFELD, bai del due. di Sassonia- 
Meiningen. Vedi Massfeld. 

MAS-GARNIER (le), bor. di Fr., diparta 
di Tarn e Garonna, circonda e a 4 b 
S. S. E. da Castel-Sarra sin, cant. e a 
i I. N. N. O. da Verdun , sulla riva 
sinistra della Garonna. Vi si tengono 
5 annue fiere, e conta i,5oo abitanti. 

MASGNA,città della Nigrizia. VediMssxA. 

MASHAM, bor. della Inghilterra, north- 
riding della contea di York, wapen- 
take di Hang-East, a 4 1. 2i3 S. S. 
E. da Richmond e a 2 1. it2 N. O. da 
Ripon. Evvi una fabbrica di panni. 
Vi si tiene una fiera il 18 settembre, 
e conta 2,800 abitanti. 

MASI, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. e 
a io 1. S. O. da Padova, distr. e a 
3 1. S. da Montagnana, sulla riva si-! 
nistra dell'Adige. Conta 2,200 abitanti. 

MASI o S.ta TRINITÀ' , vili, del Tiro- 
Io, circ. di Trento, bai. di Cavalese. 

MASIAN1, popoli delle Indie, secondo 
Strabone, che li situa fra i fiumi Co- 
phen ed Indus. 

MASIASU, uno dei sette distretti della 
prov. di Suruga, nell' isola di Nifon, 
nel Giappone. 

MASICI, popoli della Mauritania Tingi- 
tana, secondo Tolomeo. 

MASIDE, bor. della Spagna , prov. e a 
i5 1. N. E. da Vigo, nella Galicia, e 
a 6 1. N. O. da Orense. Commercia 
di vino, oglio e sapone. Vi si tiene 
una fiera, il giorno 9 di ciascun me-' 
se, e conta 600 abitanti. \ 



MAS 949 

MASIT o MASPII, popoli della Persia , 
secondo Erodoto. 

MASIKI, uno dei distretti della prov. 
di Figo , neh 1 isola di Kiu-siu , nel 
Giappone. 

MAS1N1SSENSI , popoli della Maurita- 
nia, secondo Ammiano Marcellino. 

MASINO, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
della Valtellina, distr. di Morbegno. 

MAS1TA, uno dei 4 distretti della prov. 
di Fida, nell^is. di Nifon, nel Giappone, 

MASIUS o MAS1UM MONS, montagna 
dell' Asia, nell* parte setlentr. della 
Mesopotamia, al di sopra di Nisibis e 
Tigranocerta. 

MASR (LOUGH), lago della Irlanda, 
prov. di Connati ght, fra la contea di 
Mayo, al N. , e quella di Galway, al 
S. , al N. del Lovigh-Corrib. Ha 5 1. 
di lunghezza, dal N. O. al S. O., so- 
pra i 1. ip nella sua maggiore lar- 
ghezza. Comunica, al N. E. , col Lough* 
Carragh, e riceve la Robe, alla sua 
riva orientale. Le sue acque non han- 
no alcuno scolo visibile; si suppone 
che un corso d 1 acqua, che sorge da 
una caverna a Cong, e va a gettarsi 
nel Lough-Corrib, sia il proseguimento 
di un canal sotterraneo proveniente 
dal lago. 

MASKANA, paese della colonia del Ca- 
po di Buona Speranza, distr. di Tul- 
Lagh, fra il Dorn, il Leeuven, e l'E- 
lefante. 

MASKAT, città dell' Arabia. Vedi Ma- 

SCATE. 

MASRELYNE, picc. isola, fra le nuove 
Ebridi, nel Grande-Oceano, al S. E. 
di Mallicolo. Long. i65° 3o/ i5'; lafc 
mericb 16 32 r . 

MASKO, distr. o haerad della Russia 
europea, nel gr. due. di Finlandia, 
nel S. del gov. di Abo, in cui trovasi 
la stessa città di Abo. 

MASLACQ, bor. di Fr., dipart. dei 
Bassi-Pirenei, circond. e a 1 1. 3[4 S. 
E. da Orthés, cant. e a 1 1. ip2 N. 
N. O. da Lagor, sulla riva sinistra del 
Gave di Pau. Conta 900 abitanti. 

MASLE, città della Nubia, reg. e a 3o 
1. N. O. da Sennaar, e a circa 6 1. 
dalla riva destra del Bahr-el-Abiad. 

MASLES, vili, di Fr., dipart. dell'Or- 
ile, circond. e a 7 1. ij4 S. S. E. da 



9 5o MAS 

Morta gne, cant. e a 3j4 eli L dal 
Theil, presso la riva sinistra delFIIui- 
ne. Confa 1,200 abitanti. 

MASLIANICO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Como. 

MASLOVKA, bor. della Russ., in Enr., 
gov. di Voronej, distr. e a 4 1- O. S. 
O. da Bobrov, sulla riva sinistra del- 
l' Ikoretz. 

MASLOZERO, Iago della Russia euro- 
pea, gov, di Olonetz, distr. di Pove- 
netz, a 2 1. O. dal lago Segozèro. Ha 
circa 5 I. di lunghezza, dal N. O. al 
S. E. , e 1 1. i[2 di larghezza. 

MASMUNSTER, città di Francia- Vedi 
Massevaux. 

MASNAGO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Como, distr. di Varese 

MASODIK, marca della Ungheria, nel- 
la parte centrale del comitato di 
Thurotz. 

MASOGA, città delle Indie, e la resi- 
denza del re Assacan, secondo S tra- 
bone, la stessa che Massada. 

MASON, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Vicenza, distr. di Mar-ostica. 

MASON, contea degli Stati -Uniti, nel 
N. dello stato di Kentucky , con 
i3,6oo abitanti. II capoluogo è Wa- 
shington. 

MASON, contea degli Stati -Uniti, nel 
N. O. dello stato di Virginia, bagnata 
ali 1 O. ed al N. dall' Ohio, che vi ri- 
ceve il Great-Kenhawa. Conta 4->9°° 
abitanti. Il capoluogo è Point - PÌea- 
sant. 

MASON, comune degli Stati-Uniti, stato 
del Nuovo-Hampshire, contea di Hil- 
lsborough, a 4 1. S. O. da Amherst, e 
a 12 1. S. S. O. da Concord, con i,3oo 
abitanti. 

MASONDA, città della Guinea inferio- 
re, reg. di Congo, a 20 1. N. O, da 
s. Salvador, sulla riva sinistra del 
Zai'ro. 

MASONITI o MASSONITE, popoli del- 
l 1 Arabia felice, posti da Tolomeo al 
di sopra dei Santi. 

MASORA o CURIAT, riviera /dell'Ara- 
bia, nell'Oman. Si getta nel mare di 
questo nome a Curiat, a 9 L S. E. 
da Mascate, dopo un corso di 3o le- 
ghe ali 1 E. 

MASOUD o MASOOD, città dell 1 Indo- 



MAS 

stan, al radjah di Nagpour, nel GSn- 
duana, distr. e a 18 I. O. S. O. da 
Nagpour. 

MASOUEY o MASWEY, città dell' In- 
dosfan, stato del nabab di Aoude, 
distr. e a 6 1. S. O. da Kheyr-abad, 
e a 12 1. N. N. O. da Laknau, fra il 
Goumty ed il Djemouary, 

MASOUMA o MASUMA, distr, del Giap- 
pone, neir isola di Nifon, prov. di 
Mimasaka. 

MASOVIA o MAZOVIA, antica prov. 
della Polonia, rinchiusa fra la grande 
e la piccola Polonia, la Lituania, la 
Prussia e la Polesia. Ebbe dei prin- 
cipi particolari, chiamati duchi. Fui 
soggetta alla Polonia, sotto il regno 
di Casimiro il Grande, ma non ne fu 
perfettamente unita che nel i526, irl 
cui il ramo maschile dei duchi di 
Masovia si estinse, Masos o Maslaus, 
coppiere di Micislavo II, re di Polo- 
nia, avendo usurpata la maggior parte 
della prov. di Plock, durante Pjn- : 
terregno che seguì la morte di questo 
re, Tanno io34 diede a questo paese 
il nome di Masovia, e vi si rese pos j ! 
sente. Passò quindi in eredità nella 
casa dei re, e diede il nome ad un 
ramo eh 1 ebbe molti duchi . Diviso 
poscia in molte parti, ciascuna delle 
quali pure aveva il titolo di ducato, 
fu infine riunito alla corona di Po- 
lonia, i cui re presero il titolo di 
duchi di Masovia . — La Masovia è 
presentemente una woiwodia del nuo- 
vo reg, di Polonia, formata da una 
porzione dell'antico palatina to del suo 
nome, e confina al N. colla woiwodia i 
di Plock, da cui è divisa dal Bog e 
dalla Vistola ; all' E. con quella di 
Siedlec; al S, , con l'altra di Sando- 
mir; al S. O. , con quella di Kalisch, 
ed all' O. cogli Stati-Prussiani. Ha 60 
1, di lunghezza, dall' E. all' O. , 17 l. 
di larghezza media, e quasi 900 1, q. 
È irrigata dalla Vistola, che la divi* 
de in due parti. Il suo suolo, sabbio- 
so e fertile, produce del grano, ma 
non può effettivamente dirsi ben col- 
tivato che nei contorni della capita- 
le. Abbonda di bestiami e partico- 
larmente di buoni cavalli. Nel S. e 
nell'E. vi sono dei gran boschi, che 



MAS 

abbondano di buffali, lupi, cignali, 
jene e daini selvatici, dei quali si 
fanno caccie lucrose. — Questa woi- 
wodia, il cui capoluogo è Varsavia, 
si divide in 7 obwodie, che sono : 
Gostynin, Kujavia, Lenczy, Rawa, So- 
chaczew, Stanislawow e Varsavia. 

MASOX, Misauca, valle della Svizzera, 
nel cant. dei Grigioni, che prende il 
nome dal suo capoluogo. 

MASPA, borgata della Colombia, di- 
part. dell' Equatore, a i5 1. E. S. E. 
da Quito. 

MASP1I, popoli della Persia, che, secon- 
do Erodoto, erano assai possenti, ed 
avevano una grande influenza sul re- 
stante della nazione. 

MASQUEFA, bor. della Spagna, prov. 
e a 7 1» i[2 N. N. E. da Tarragona, 
nella Catalogna, e a 4 1. 3[4 O. N, O. 
da Villafranca, in una pianura. Vi si 
fabbrica delf acquavite, e conta 900 
aiutanti. 

MASQU1NONGE, lago del Basso-Cana- 
da, sul limite dei distr. di Montreal 
e delle Tré-Riviere, a 35 1. N. N. O. 
da Montreal . Ha circa 5 1. , dall' E. 
ali 1 O. , sopra 2 L di larghezza , La 
riviera del suo nome ne sorge al S. E. 

MASQUINONGE, riviera del Basso-Ca- 
nada, fra il distr. delle Tre-Rivìere e 
di Montreal. Sorge dal lago del suo 
nome, scorre al S. E. , e si getta nel 
lago s. Pietro, formato dal s. Loren 
zo, dopo un corso di circa 25 leghe. 
È navigabile per Io spazio di qualche 
lega. Si trova sulle sue rive, verso il 
suo corso inferiore, un villaggio dello 
stesso nome. 

MASSA, città della Laconia, al N. di 
Thynides. 

MASSA, riviera dell' Africa, nella Libia 
interna, secondo Tolomeo. 

MASSA, ducato della Italia. Fedi Mas- 
sa-Carrara. 

MASSA, vili, del reg. Lora.-Ven, Fedi 
Massa-Superiore. 

MASSA, bor. degli Stati della Chiesa, 
delegazione e a 9 1. S. S. E. da Pe- 
rugia, e a 4 1. ij4 E. N. E. da Spoleto. 

MASSA, delta anche MASSA-DUCALE, 
città vescovile d' Italia, capitale del 
ducato di Massa-Carrara, a 8 1. N. O. 
du Lucca, a 21 1. S. O. da Modena, 



MAS 9 5r 

e a 22 1. O. N. da Firenze, presso la 
riva sinistra del Frigido, in un'ame- 
na pianura, à il. dal goltb di Ge- 
nova. E difesa da un castello, ed ha 
strade larghe, bene lastricate, e case 
in generale benissimo fabbricate. II 
palazzo in marmo di Carrara, antica 
residenza sovrana, è bellissimo, come 
li suoi giardini. Vi sono molte chiese, 
adorne di alcuni buoni quadri. Evvi 
un'accademia di scoltura e di archi- 
tettura, un seminario, un collegio e 
degli ospizj. Vi sono alcune fabbriche 
di stoffe di seta, di cui fa commercio, 
come dell' oglió; ma il suo traffico 
maggiore consiste nei lavori del bel 
marmo bianco statuario, proveniente 
dalle vicine montagne e perciò detto 
marmo di Carrara. Vi si tiene una 
fiera di 3 giorni, il 22 maggio. Conta 
9,800 abitanti. — Quest'antica città, 
residenza dei duchi di Cibo, e pro- 
prietà dei conti di Cunio, ebbe anche 
il nome di Massa de' Lombardi, per 
essere stata molto ampliata e quasi, 
rifabbricata da 200 famiglie lombarde 
che vi si rifuggirono dopo essere state 
espulse da Mantova nelle guerre dei 
Guelfi e Ghibellini. 

MASSA, bor. del gr. due. di Toscana, 
prov. e a 8 1. ij2 N. O. da Firenze, 
vicariato e a 1 1. 3^4 N, E. da Pescia. 

MASSA, castello del gr. due. di Tose, 
prov. di Firenze, vicino a Buggiano, 
magnifica villa de' marchesi Ferroni 
di Firenze. 

MASSAC, forte degli Stati-Uniti, stato 
d'illinese, contea di Pope, a 45 1* S. 
da Van dalia , sulla riva destra del- 
l' Ohio, 4 h al di sotto del confluen- 
te del Tennessee. Ha per guarnigione 
una compagnia di truppe regolari. 
Dietro stanno delle paludi che ren- 
dono il paese malsano. 

MASSA-CARRARA, ducato d' It., con- 
finante al N. coi vicariati toscani di 
Ponlremoli e di Bagnone, al N. E. 
col distr. di Varano , dipendente dal 
due. di Modena , e col vicariato to- 
scano di Fivizzano, all'È, col due. di 
Modena, al S. E. col vicariato tosca- 
no di Pietra-Santa , al S. col distr. 
lucchese di Mon tignoso, al S. O. col 
golfo di Genova , ed ali" O. colla di- 



pj>2 MAS 

visione sarda di questo nome, e con 
dei dislr. toscani. Questo due., di for- 
ma assai irregolare, ha circa io 1. di 
lungh., dal N. al S. ; la sua maggiore 
largh., eh 1 è verso il S., è di 4 h\ e 
la sua superf. di 11 1., compresovi il 
disfcr. di Mulazzo , situato al N. O. 
della porzione principale . Sta al S. 
della catena degli Apennini, che lo 
copre coi suoi rami, ed appartiene al 
bacino del golfo di Genova, essendo 
bagnato dalla Magra , che vi riceve 
l 1 Aulla, dal Carrione e dal Frigido . 
Quantunque montuoso, è però fertile 
e ben coltivato ; le sue più abbondan- 
ti raccolte sono in oglio, vino, frut- 
ta, agrumi, seta e canape. Vi si alle- 
va del sufficiente bestiame e molte 
api. Il suo maggior vantaggio gli ar- 
recano le cave rinomatissime e ric- 
che abbondanti del bel marmo sta- 
tuario detto di Carrara, che quivi si 
lavora pur anco, e viene spedito non 
solo in Europa, ma anche in Africa 
ed in America. Conta 3o,ooo abitan- 
ti. — Questo paese apparteneva anti- 
camente, col titolo di marchesato, ad 
un ramo della famiglia Malaspi-aa, ma 
passò per maritaggio alla famiglia Ci- 
bo, di Genova, sotto alla quale fu e- 
retto in ducato. Nel «743, passò sot« 
lo quella di Modena pel matrimonio 
della unica figlia dell'ultimo duca di 
Massa, con Ercole Rinaldo prin. eredi- 
tario di Modena, che lo possedette si- 
no al 1796, allorché, presi i suoi sta- 
ti dai Francesi, fu unito, al principio 
di questo secolo, al reg. d'Italia, di 
cui formò la maggior parte del di- 
part. del Crostolo. Incorporato al due. 
di Lucca e Piombino, Napoleone ne 
fece dono, nel 1806, come feudo fran- 
cese, a sua sorella Elisa, e nel 1809, 
conferì al suo gran-Giudice, Regnier, 
il titolo di duca di Massa-Carrara. 
Nel 18 14, questo ducato fu restituito 
all'arciduchessa Maria Beatrice, erede 
delle case di Este e di Cibo, onde ri- 
tornare, alla sua morte, al figlio, du- 
ca di Modena, il che successe il 14 
novembre 1829. 

MASSACCIO, bor. degli Stati della Chie- 
sa, delegazione e a 8 1. S. S. O. da 
Ancona, e a 7 l. N. O. da Macerata. 



MAS 
Vi sì tengono due fiere,, i giorni 20 
agosto e 14 settembre. 
MASSACHUSETS ©MASSACHUSETTS, 
stato della regione orient. degli Sta- 
ti-Uniti, uno di quelli che furono for- 
mati dalla Nuova-Inghilterra, fra 4*° 
12' e 42°52 / di lat. N., e fra 72 i5' 
e 75 5o' di long. O. Ha per confi* 
ni: al N., lo stato di Vermont, da cui 
è diviso dal parallelo di 4 2 ° 4^V e 1° 
stato di Nuovo-Hampshire, il cui limi- 
te, dopo aver seguito lo stesso paral- 
lelo, serpeggia col corso inferiore del 
Merrimack; all'È, ed al S. E., l'At- 
lantico ; al S. , lo stato di Rhode-Is- 
land, verso cui la frontiera è deter- 
minata dalle riviere della Providenza 
e di Seekonk e dal 42 parallelo, e lo> 
stato di Connecticut , col quale il li-, 
mite è un poco al N. del parallelo in- 
dicato; all'O., infine, lo stato di Nuo- 
va-York. La sua lunghezza, dalPE. al- 
l'O., è di 5o 1., la sua media larghez- 
za è di 17 1., e la sua superficie di 
970 leghe. Le coste presentano un gran 
numero di sfondamenti, dei quali Ji 
più osservabili sono le baje di Massa- 
chusets, di Capo-Cod e di Buzzards. 
Fra le isole assai numerose che fan- 
no parte di questo stato, si distinguo- 
no quelle di Nantucket, di Martha V 
Vineyard e di Elizabeth. I principa-» 
li capi sono quelli di Ann, di Cod 
e di Malabar. La porzione occid. di 
questo paese è coperta da diversi a- 
nelli dei monti Alleghany ; il più oc- 
cidentale è quello dei monti Taghco- 
nuc, venendo poscia li Green-raoun- 
tains, e quindi i monti Tom e Lyme. 
La loro elevazione è in generale as- 
sai mediocre. Tutta questa contrada 
appartiene al bacino dell'Atlantico; le 
principali correnti per le quali le sue 
acque scolano in quest' oceano sono, 
all'O., l'Housatoaick ed il Connecti- 
cut, che s' ingrossa col Deerfield, col 
Millers-river, col Westfield e colla 
Chickapee ; all'È., trovatisi il Tauutou, 
il Charles-river, ed il Merrimack, ove 
vanno a gettarsi il Nashau e la Con- 
cord; il Merrimack è posto in comu- 
nicazione col porto di Boston me- 
diante il canale di Middlesex. Evvi un 
grati numero di laghi, ma alcuno non 



MAS 
è considerabile. — Il clima caldissimo 
in estate è assai freddo nell'inverno ; 
durante questa ultima stagione, che 
incomincia verso la metà di dicem- 
bre, il ghiaccio delle riviere sostiene 
dei carri carichi, ed il mare vedesi 
spesso gelato ad una consid. distanza 
dalla costa, Alla primavera vengono 
dietro prontamente i forti calori, du- 
rante i quali il termometro s'innalza 
a 3o° (R.). Si gode nel rimanente 
dell'anno di una temperatura delizio- 
sa, e tutta la contrada, malgrado i 
passaggi frequenti e solleciti del cal- 
do al freddo, è in generale favore- 
vole alla salute. Il suolo sabbioso e 
povero lungo le coste, è spesso incol- 
to nelle contee del S. E., e partico- 
larmente nella penisola di Capo-Cod; 
si compone di un miscuglio di ghiaja, 
sabbia ed argilla nelle montagne, di 
sabbia e ghiaja in certe valli, e di una 
terra grassa e leggera in altre; le più 
fertili non rinchiudono né pietra, né 
ghiaja, e sono ricche di depositi di 
alluvione. Tutte le produzioni della 
zona temperata boreale quivi riesco- 
no perfettamente; esse consistono in 
mais, segala, vena, piselli, fave, orzo, 
pomi di terra, luppoli, lino, canape, 
trifoglio, ec. I giardini sono l'ogget- 
to di una generale attenzione, e pro- 
ducono una grande quantità di frut- 
ta di Europa, come prugne, pera, pe- 
sche, ciregie, uva spina, ec. Le poma 
danno una consid. quantità di sidro. 
I bovi, i porci, vi abbondano e sono 
di qualità eccellente ; la educazione 
dei montoni divenne un ramo impor- 
tante della industria agricola. Esisto- 
no miniere di ferro ricchissime nelle 
contee di Plymouth e di Bristol; evvi 
rame, stagno, graniti bellissimi, marmi 
dei quali se ne lavorano molte cave e 
si fanno colonne basaltiche.Le fabbriche 
d'armi, di giojelleria, ed articoli in 
legno di ogni sorta, le birrerie ed i 
distillatoi sono numerosissimi ed as- 
segnano al Massachusets uno dei pri- 
mi posti fra gli stati industriali della 
Unione; vi sono pure fabbriche di 
stoffe di cotone, cappelli, liquori spi- 
ritosi, cordami, lavori in ferro e di 
chiodi , dei quali una sola fabbrica 3 
Tom, III, P. II, ' 



MAS g55 

quella di Newbury, ne dà 200,000 per 
giorno. La pesca occupa un gran nu- 
mero di abitanti ; una parte conside- 
rabile della popolazione delle città ma- 
rittime vive unicamente dei suoi pro- 
dotti. Le esportazioni consistono in. 
pesce, bovi, lardo, porci, ed in gene- 
rale nei diversi prodotti del suolo e 
delle manifatture; esse ascesero, nel 

1820, a 275,228,050 franchi. Il ton- 
nellaggio dello stato ammontò , nel 

1821, a 316,069 t., ciò che for- 
ma il quarto del tonnellaggio degli 
Stati - Uniti . La popolazione , che 
nel 1790 era di 888,727 abitanti, 
ascese, nel 1820, a 623,287, dei qua- 
li 6,740 persone di colore libere ; si 
contavano in questo anno istesso 
6346o individui impiegati nell' agri- 
coltura, 33,464 nelle manifatture, e 
i3,3oo nel commercio. I congrega- 
zionalisti sono la setta più numerosa; 
dopo essi vengono i battisti, quache- 
ri, gli episcopali, i presbiteriani, ec.J; 
vi sono pochi metodisti e cattolici. La 
istruzione pubblica è quivi florida ; 
ogni luogo di 5o case è obbligato dì 
mantenere una scuola primaria gra- 
tuita. Vi sono moltissime scuole e 
collegi riccamente dotati, rimarcando- 
si soprattutto la università di Har- 
vard, a Cambridge. La coltura delle 
lettere e delle scienze può dirsi as- 
sai incoraggiata, ciò che contribuì al 
miglioramento dei costumi, mentre il 
dottore Morse osservò che nel 181 2, 
gli stranieri formavano li 19/20 dei 
detenuti della prigione di Charles- 
town. — La costituzione di questo 
stato , adottata nel 1780, ricevette 
qualche modificazione nel 1820, dopo 
la sua separazione dal Maina. Essa 
attribuisce il potere legislativo ad li- 
na corte generale , composta di un 
senato i cui membri sono eletti dai 
distretti, e da una camera di rappre- 
sentanti, che lo sono dalle città ; cia- 
scuna di esse manda un rappresen- 
tante allorché conta i5o contribuen- 
ti, due quando il numero ascende a 
375, ed uno di più per ciascuna nuo« 
va serie di 225 cittadini paganti im- 
poste. 11 poter esecutivo è confidato 
all'autorità collettiva di un governato- 



nH 



MAS 

, di un sotto-governatore , e di 
un consiglio di nove membri ; il con- 
sentimento del primo è necessario 
per far passare un bill, a meno che 
dopo il suo rifiuto non abbia l 1 ap- 
provazione dei due terzi delle due 
camere, maggioranza egualmente ne- 
cessaria per dar forza di legge ad ogni 
emenda che modifichi la costituzione. 
Il poter giudiziario risiede principal- 
mente in una Corte suprema compo- 
sta di quattro giudici, ed, avente tre 
cessioni annue in ciascuna contea, — 
Questo statq, il cui capoluogo è Bo? 
gton, comprende le 14 contee: Barn- 
gtable, Berkshire, Bristol, Duke 7 -s, Es? 
$ex, Franklin, Hampden, Hampshire, 
Middlesex, Nantucket, Nqrfoìk, Ply- 
mouth, Suffolk e Worcester, — I pro- 
gressi delle colonie formate nel Massa-? 
phusets furono lentissimi; il primo sta^ 
bilimento yi fu fondato da Bartolaraeo 
(iosnald, che, partito della Inghilterra 
pel 1602, giunse alla penisola di Ca- 
po-Cod, e visitò lUnterno del paese ; 
jnolte compagnie mancarono successi? 
yamente nei tentativi che fecero on- 
jle mantenervisi. Nel 1620, una con- 
gregazione di puritani avendo otte- 
nuto una concessione di terre ed u- 
na carta, venne a stabilirsi sul terri- 
torio di Plymouth; essa si costituì 
civilmente dandosi un governatore ; 
^autorità risiedeva in tutta |a massa 
degli abitanti, e più tardi ebbero u- 
na camera di rappresentanti. All'epo- 
ca dei torbidi che agitarono la In- 
ghilterra, nella metà cjel XVII secolo, 
£ssa si accrebbe eolle numerose enù- 
razioni, invitatevi dalla sicurezza e 
dalla protezione offerte ai puritani, 
dagli avantaggi annessi al titolo di cit- 
tadino, e dalle franchigie di che godeva, 
il suo commercio. Dal i643, ilMassa- 
phusets aveva formato còl Connecti- 
cut un'alleanza offensiva e difensiva 
contro gl'Indiani ; da quest'epoca, la 
sua prosperità fu rapida e costante, 
Somministrò molte Volte grandi sussi- 
di alla Inghilterra, nelle sue guerre 
continentali, benché male ricompen- 
sato; quindi la sua cooperazione al- 
la indipendenza nazionale fu assai e- 
uergica» Al principio di questa lotta 



MAS 

terribile, il suo territorio divenne \l 
teatro della guerra, e Boston aveva, 
prima di ogni altro luogo spiegato i\ 
segnale della ribellione. Dopo la pa-r 
ce del 1783, le imposte fortissime di 
cui furono caricati, eccitarono un gè? 
neraje malcontento. Nel 1786,, una 
insurrezione violenta scoppiò nell^a 
contee dell'O ; i sediziosi furono bat- 
tuti dal generale Sheppard, e scacciati 
dallo slato. Poscia, il Massachusels go? 
dette generalmente della più invidia? 
bile tranquillità. Nel 1^19 , il Maina, 
sino allora distr. annesso al Massa? 
chusets, ne fu diviso onde formare 
uno stato particolare. 

MASSACHUSETS o MASSACHUSETTS, 
baja dell 1 Atlantico, sulla costa degli 
gtati-Uniti, stato di Massachusets, fra 
/42 15' e 42O 45^ di lat. N. e fra 72** ' 
87' e 73 20^ di long. O, Ha 10 1. di 
larghezza fra il capo Anna al N. e le 
roccie di Cohassett al S. , ed altret- 
tante di profondità. Nel fondo si trova, ' 
Boston, alla imbocc. del Charles-river. 

MASSACHUSETS, isola dell'arcipelago < 
Mendana. Vedi Ouahouga. 

MASSAC1UCCOLT, lago del due. e a 2 
1. 3[4 O. da Lucca, sulla frontiera de}' 
gr. due. di Toscana. Ha quasi 1 1. di 
lunghezza sopra ip di larghezza. 
Sulla riva orientale evvi un vili. i\e\ 
Suo nome. Le sue acque scolano per 
diverse fosse, o piccoli canali, al S. , 
nel Serchio, ed al N. nella fossa di 
Selice, che si getta nel Mediterraneo, 
a Viareggio, 

MASSACRO (RIVIERA DEI,), nelP iso- 
la Haiti. Ha origine nelle mont. , a i 
y 1. E. N. E. da Hinche, scorre al N., 
disegnando il limite dei dipartimen- 
ti de} Nord e dell'Est, e sj getta, 
nella baja di Mancenilla, a 2 L na 
N. E. dal Forte-Libertà. Prima della 
rivoluzione essa fissava il limite del? 
la parte francese e della parte spa? 
gnuola. Prese tal nome perchè sulle 
riva i francesi e gli spagnuoh spesso 
venivano alle mani fra loro. 

MASSACRO (ISOLA DEL), nel golfo 
del Messico, sulla costa degli Stati- 
Uniti, stato di Mississipi, contea di 
Jackson, a 1 I. E. dall'isola Horn. 
Lat. N. ap° 12/; long. O. Qo ò 5f, 



MAS 

MASSàCMO, una delle isole del Navi- 
gatori. Vedi Maouna; 

&JASSADA, la più forte piazza della 
Palestina, nella tribù di Giuda, eret- 
ta dal sovrano sagrificatore Gionàta, 
ónde resistere ài re di Siria, e forti- 
ficata poscia dal re Erode il Grande, 
che la fece una piazza imprendibile. 

IlASSA DI MAREMMA, detta MARIT- 
TIMA, Massa Veternènsis^ città del 
gr. due. di Toscana, prov. e a 2 1. 
S. O; da Siena in linea retta, e 9 I. 
da Piombino; sede di un vicariato 
regio, capoluogo di un distretto, con 
vescovo suffraganeo delfarciv. di Sie- 
na, e la cui diocesi conta io parroc- 
chie e circa 1,600 fuochi. È posta so- 
bra nh poggio bislungo, diramato dal- 
la mont. di Prata, che da tre parti e 
isolato, e sulla pendice merid. di esso; 
Fra il S. e l'È. forma urt risalto, che 
chiamasi il Poggio della Madonna del 
Piano. Benché quasi affatto distrùtta, 
bure ritiene una certa apparenza di 
città mediocre, vedendosi ancora le 
rovine della stia antica magnificenza ; 
Ha lina cattedrale grande e bella nella 
sua barbara architettura* Vi si vedo- 
no altre chiese, iì pretòrio^ il palazzo 
pubblico, la cancelleria e delle fonta- 
ne. Conta neìr inverilo i,5oo abitanti^ 
i quali non restano nell'estate che 
eoli 4°° circa, ritirandosi gli altri 
nelle colline più siine, onde allonta- 
narsi dalla sua aria perniciosa, occa- 
sionata dalle Vicine maremme, il che 
diede luogo al proverbio: Massa^ 
guarda e passa. — La orìgine di 
Massa è incerta; Fu assai florida nel 
principio del secolo XIV, e battè mo- 
neta. I Sanesì se ne impadronirono 
per sorpresa, nel i335. Nel i555, fu 
presa dalle truppe dell' imperatore 
Carlo V, ed insieme con Siena fii 
travagliata più volte dalla péste e dalle 
cavallette. V impr. Francesco, allora 
gran duca di Toscana, volendo ripa-* 
polare questa città, ed asciugarne le 
Campagne, vi mandò una colonia di 
torenesi, che in poco tempo periro- 
no di malattie. 11 territorio, irrigato 
dal torrente Aronna, che si scarica 
nella Pecora, è ricchissimo di produ- 
zioni naturali 9 antimonio j verde di 



■ii k è tf§| 

s^onte, rame, ametiste, ed allume, di 
cui evvi una cava abbondante; vi si 
trovano pure delle acque minerali^ 
dette le Venelle. 

MASSA-FISCAGLIA, bor. degli Stati 
della Chiesa, legazione e a 6 1. i[à 
Ei N. E. da Ferrara, e a | 1. ì[4 N; 
O. da Cornacchie 

MASS AFRA, città del reg. di Napoli, 
prot. della Terra di Otranto , distr. 
e a 3 1. 3[4 E. S. E. da Castellàneta, 
capoluogo di cailt., con 7,000 abitan- 
ti. — Alcuni vogliono elle corrispon- 
da all'antica Messapia. 

MASSAFRAN, riviera di Barbarla. Vedi 
MazaffrAst. 

MASSAGA o MANOSA, città reale de- 
gli AsSacani, nelle Indie^ al di qua 
del Gange^ e sulla riva destra della 
Sorgente la più settentr. del fi. Tndus* 
Amano parla di questa città, e la si- 
tua nei dintorni del Gureus. 

MASSAGETI , popoli che gli storici , é 
soprattutto i Greci, situarono diffe- 
rentemente. Evvi luogo a credere che" 
fosse il ramo di una sola e stessa na- 
zione, cn'erasi estesa , e le cui parti 
disperse in diversi luoghi dell 7 Asia 
formarono altrettanti popoli. Furono 
da prima vicini al Geti ^ e avanzane 
dosi lungo il Mar Nero ^ stettero 
qualche tempo fra questo mare ed il 
Caspio, da dove si sparsero belle al-* 
tre contrade. I Massageti di Erodoto 
stavano al di là dell'Arasse; quelli dì 
Tolomeo abitavano la Margiana , e 
quelli di Procopio sono gli stessi che 
gli Unni, ec; Erodoto dice che si ab- 
bigliavano come gli altri Sciti, viven- 
do, comessi, sotto delle tende, senza 
avere né città, ne templi. SagrificaVa- 
no al Sole dei cavalli, ed erano cru- 
deli e barbari in ogni verso , dicen- 
dosi che divoravano i loro nemici , 
mangiando anche la carne dei loro 
morti, che facevano cuocere con quel- 
la di qualche bestia , e specialmente 
quella dei parenti che uccidevano 
quando giunti erano alla vecchiezza. 
Riuscivano egualmente bravi combat- 
tendo a piedi ed a cavallo, servendo- 
si di dardi , picche , e di un ferro a 
due tagli detto sagares. Sposavano 
eiaseuiiu i\m donni* , ma <pe$4o nmt 



®% MAS 

impediva che fossero comuni. Vìveva- 
no col prodotto delle loro mandrie 
e col pesce, essendo il latte la loro 
bevanda ordinaria. Picesi corrispon- 
dere il loro paese alla Tartaria deser- 
ta, verso gli Usbechi. 

MASSAGLIA, bor. del due. di Modena, 
distr. e a i 1. 3 [4 O. da Modena, sulla 
riva destra della Secchia , con i,6oo 
abitanti. 

MASSAGUEL, vili, di Fr. , dipart. del 
Tarn, circond. e a 3 1. iji S. S. O. 
da Castres, cant. e a ij4 di 1. N. E. 
da Dourgne. Vi si fabbricano molte 
stoffe comuni, e conta 5oo abitanti. 

MASSAIDE, tribù araba della Tur. asia- 
tica, pascialicato di Damasco. Abita 
verso il Chari , nella vicinanza dei 
Machalikhah. La loro occupazione prin- 
cipale èj di correre per bande contro 
i viaggiatori e le carovane mercan- 
tili ; la loro forza armata non ascen- 
de fortunatamente che ad alcune cen- 
tinaia d'uomini. 

MAS-SAINTES-PUELLES (LE), vili, di 
Fr., dipart. dell'Ande., circond., cant. 
S., e a i 1. q3 da Castelnaudary, sul 
Treboul, e presso il canale del Mez- 
zodì. E patria di Pietro Nolasco, fon- 
datore dell' ordine della Mercede , e 
contemporaneo di S. Domenico. Con- 
ta i,ioo abitanti . — Era un tempo 
una città chiusa, e nominata Recali- 
dum\ essa prese il suo nome attuale, 
perchè due sante giovani vi furono 
seppellite. Questa città fu presa e 
data alle fiamme nel i355, dagl'Ingle- 
si, e nel 1623 dall'armata di Luigi 
XIII. Il duca di Joyeuse l'aveva inu- 
tilmente assediata nel i5o(5. 

MASSAKHIT , città rovinosa di Barba- 
ria, reg. di Tripoli , nel Barca, non 
lunge dal Mediterraneo, fra Dernè e 
Curin. I frammenti di marmo e di 
statue, e soprattutto i numerosi se- 
polcri che vi si trovano, indicano es- 
sere stata floridissima. La grande quan- 
tità delle statue fece credere agli Arabi 
che fosse una città i cui abitanti sieno 
stati impietriti". Pacho suppone che 
sia Olbie, città vescovile, di cui parla 
Sinesio. 

MASSAMA, città dell'Arabia felice, nel 
paese degli Homeriti, secondo Plinio. 



MAS 

MASSALAGEM, porti dell' is. di M** 
dagascar. Vedi Masseleigb. 

MASSALA-MASANGO, borgata della 
Guinea inferiore, nel Congo, a 90 I. 
E. S. E. da S. Salvador. 

MASSALENGO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Lodi e Crema , distr. di S. 
Angiolo. 

MASSALIA, riviera dell'is. di Creta, se- 
condo Tolomeo, che ne pone la im- 
boccatura sulla costa meridionale. 

MASSA LOMBARDA, bor. degli Stati 
della Chiesa, legazione e a 19 1. S. S, 
E. da Ferrara, e a 6 1. ip O. da Ra- 
venna. Conta 4^000 abitanti. La fa- 
miglia dei conti Belgiojoso lo posse- 
dette per lungo tempo , ma furono 
spogliati dal papa Eugenio IV, per 
darlo alla casa di Este. Nel secolo 
XVI, fu l'appannaggio di Francesco di 
Este, uno dei figli del duca Alfonso 
Primo. Passò poscia con Ferrara sot- 
to il dominio papale. 

MASSALSK, città della Russ., in Euro- 
pa, gov. e a 18 1. O. da Kaluga, ca- 1 
poluogo di distr., sulla riva sinistra \ 
della Gorodenka. Ha tre chiese ed un 
magazzino di sale e grani . Fa un 
comm. consid. di canape ed oglio , 
una porzione del quale s'imbarca per 
S. Pietroburgo. Conta 1,200 abitanti. 
11 distr. situato nella parte occid. del 
gov. rinchiude 1 38 ,000 abitanti. 

MASSA-LUBRENSE o MASSA DI SOR- i 
RENTO, città del reg. di Napoli, J 
prov. e a 6 1. ij4 S. da Napoli, distr. , 
e a 3 1. i[2 S. O. da Castel-a-Mare, 1 
capoluogo di cantone, sul golfo di j 
Napoli , in una situazione di difficile 
accesso. È sede di un vescovato, suf- 
fragane© dell'arciv. di Sorrento. Conta 
2,700 abitanti, 

MASSAMEJ , popolazione indiana , nel 
S. della Colombia, nel territorio com- 
preso fra l' Amazone, il Napo ed il 
Tigre. 

MASSANGANO o MASSAGANO , for- 
te portoghese della Guinea inferiore, 
reg. di Angola , al confluente della 
Coanza e della Lucala, a 47 !• E. da 
S. Paolo di Loanda. La guarnigione 
è di 100 fanti indigeni, comandati dai 
portoghesi. 

MASSANI, popoli delle Indie, abitali- 



MAS 
il lungo e presso la imboccatura del 
fi. Indvs. secondo Quinto-Curzio, nel 
numero di quelli che furono -vinti 
da Alessandro. 

MASSANZAGO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Padova, distr. di Campo 
Sampiero. 

MASSAPA, vili, della Cafreria, nel Mo- 
nomotapa, presso la riva sinistra della 
Manzora , a circa 5o 1. S. S. O. da 
Zimbaoè. Commercia di oro ed avo- 
rio. Un uffìziale portoghese vi risiede 
sempre a cagione della vicinanza, al- 
TO., delle ricche miniere d' oro dei 
monti Fura. 

JMASSARA, uno dei 5 principati della 
is. di Sumba , nell' arcipelago della 
Sonda. 

MASSARI DE MELZI, vili, del reg. 
Lom.-Ven. , prov. di Bergamo, distr. 
di Trevi glio. 

MASSA -SUPERIORE, bor. del reg. 
Lom.-Ven., prov!. del Polesine, a 8 1. 
O. S. O. da Rovigo, e a 9 1. ip E. 
S. E. da Mantova , capoluogo di di- 
stretto , sulla riva sinistra del Po. 
Conta 2,600 abitanti. Nei dintorni 
evvi un antico costello. — Il distr. si 
divide in 7 comuni, con 14,000 abi- 
tanti. Commercia di biade. 

MASSASSYLIENSI, popoli dell' interno 
della Mauritania Cesariense, che abi- 
tavano sui monti Durdus, menzionali 
da Tolomeo. 

MASSAT, città di Fr., dipart. dell'Arie- 
ge, circond. e a /| 1, ij2 S. E. da S.t 
Girons , e a 5 1. O. S. O. da Foix , 
capoluogo di cant., presso l'Arac", in 
una valle, con 8,900 abitanti. Vi si 
tengono 9 annue fiere. Nei dintorni, 
vi sono parecchie miniere di ferro , 
fucine , miniere di piombo conte- 
nente argento, masse di marmo gri- 
gio, e cave di ardesia. 
MASSAY, Massìaeum, bor. di Fr., di- 
part. del Cher, circond. e a 7 1. O 
N. O. da Bourges , cant. e a 2 I. S 
S. O. da Vierzon. Vi si tengono tre 
annue fiere, e conta 800 abitanti. E 
ravi un abbazia di Benedettini, ove 
stava custodita una corona di Carlo 
magno in oro, argento e ferro. 

MASSAY, vili, di Fr., dipart. delle Due 
Sevre, circond. e a 5 1. N. N. E. da 



MAS 9 5? 

Bressuire, cant. e a a 1. E. K. E. da 
Argenton-le-Chàteau , sull' Argenton, 
Vi si tiene un' annua fiera , e conta 
600 abitanti. 

MASSBACH, bor. della Baviera. Vedi 
Masbach. 

MASSE o HIAOU, picc. Ìsola del Gran- 
de-Oceano equinoziale, nell'arcipelago 
di Mendana; fa parte del gruppo di 
Washington, e trovasi al 7 3<j / di lat 
S. e 142 44 ; di long. O. Il nome di 
Masse fu posto a questa isola da Mar- 
chand ; lngraham le diede quello di 
Knox, e Roberts l'altro di Freeman-» 
tle. Hiaou è il nome indigeno. 

MASSE, vili, degli Stati-Sardi, divisione 
di Torino, prov. e a 3 1. 1I2 S. S. E, 
da Ivrea, mandamento e a 1 1. N. E. 
da Cai uro, sulla riva destra della Do- 
ra-Baltea. Conta 2,600 abitanti. 

MASSEBLETTE, ruscello dei Paesi-Bas- 
si, prov. di Lussemburgo, circond. e 
cant. di s. Hubert. E navigabile con 
zattere. Si getta nell'Homme, alla ri- 
va destra. 

MASSEL, vili, degli Stati -Prussiani, 
prov. di Slesia, reggenza e a 6 1, N. 
N. E. da Breslavia, circ. e a 1 1. i|2 
N. E. da Trebnitz. Trovasi una mi- 
niera di ferro, granate e legno petri- 
fìcato. Conta 200 abitanti. 

MASSELEIGE o MASSALAGEM (NUOh 
VO) , porto dell' isola di Madagascar, 
reg. dei Sedavi, sulla costa merid. del 
golfo di Bombètoc, al 16 di lat. S e 
44° 3o> di long. E. 

MASSELEIGE o MASSALAGEM (VEC- 
CHIO) , porto della isola di Madaga- 
scar, reg. dei Sedavi, sulla costa o- 
rientale del golfo di Bombètoc, a 11 
1. S. O. da Muzangaye. 

MASSERAM, città della Nigrizia, nel 
Bornu, un poco al N. E. di Affa gay, e 
a 3o 1. S. S. E. daKulia,con 20,000 abit. 

MASSERANO, Massìanum, picc. ma 
forte città degli Stati- Sardi, divisione 
e a 7 1. i[2 N. O. da Novara, prov, 
e a 7 1. N. N. O. da Vercelli, capo- 
luogo di mandamento, posta in una 
situazione elevata, con 3,5oo abitanti, 
Era in passato la capitale di un prin- 
cipato dello stesso nome, il cui pos- 
sessore la teneva come feudo della 
Chiesa. 



g3d M A g 

MASSÈRET, vili, di Fr. , Lipari, della 
Correze, circond. e a 8 1. i\\ N. O. 
da Tulle, cant. e a 3 1. N. N. O. da 
Ùzerche, con 3oo abitatili, fi si ten- 
gono i/[ annue fiere. 

MASSEUBE, città di Fr., dipart. del 
Gers, circond. e a ij 1. S. E, da Mi- 
randa, e a 5 h i[2 S. da Aiich, ca- 
poluogo di cant. , sulla riva sinistra 
del Gers. Vi sono fabbriche di cadì 
e coperte di lana, e delle concie. Fa 
tin gran eomm» di muli per la Spa^ 
gua. Vi si tengono 6 annue fiere^ e 
conta i,5oo abitanti. 

MASSEVAUX o MASMUNSTEft, città 
di Fr. , dipart. dell' Alto-Reno, cir- 
cond. e a 4 1. q4 N. N. E. da Be- 
fort, e a 5 1. 3[4 N, O. da Àltkirdh* 
capoluogo di cantone, in una situa- 
zione amena^ al piede dei Vosgi, sul- 
la riva destra del Boiler. Ha delle fi- 
lature e fabbriche di tessuti di cotone", 
e vasellami di rame, diverse grandi 
lisine, e delle concie. Vi si tengono 
6 annue fiere e conta 2^700 abitanti, 
— Fu eretta in città nel 1217, e pre- 
se il nome da un monastero che vi 
fu fondato^ nell'VIII secolo^ da Maso, 
figlio di Adalberto, duca di Alsazia. 
Era vi un* abbazia di nobili dame, 

MASSFELD o MASFELD, baliaggio del 
due* di Sassonia-Meiningen, nelPUn- 
terland, con 7,700 abitanti. tJnter-» 
Massfeld n'è il capoluogo, 

MASSFELD o MASFELD (OBER), vili, 
del due. di Sassonia-Meiningen, nel- 
rUnterland, bai. di Massfeld, a q3 
di 1. S. E. da Unter-Massfeld, e a 1 
1. S. da Meiningen, sulla riva destra 
della Werra. Evvi una nitriera, e con-* 
ta 200 abitanti. 

MASSFELD o MASFELD (UNTER), 
vili, del due. di Sassonia-Meiningen, 
nelF Unterland, capoluogo del bai. d 
Massfeld, a 3[4 di 1. S. S. O. da Mei- 
ningen, sulla riva sinistra della Wer 
ra. Evvi un castello ed un mulino 
da polvere. Conta 4°° abitanti. 

MASSI o MAOXI, riviera del Brasile 
prov. di Para. Ha origine verso 9 d 
lat. S. e 63° di long. O. , scorre al- 
l' O. N. O., e si getta nella Madeira 
alla riva destra, al 8° di lat. S. e 64° 
4»' di long. Q,, dopo un corso di 5o I. 



MAS 

MASSIA, città della Spagna Uttérioré| 
secondo Plinio, appartenente ai Tar-= 
tesj, secondo Stefano di Bisanzio; 

MASSIAG, città di Fr., dipart. del Can- 
tal, circond. e a 6 1. N. da s.t Flour^ 
e a 3 1. ija O. da Brioude, capoluogo 
di cant., sulla riva destra dell'Ala» 
gnon, in una valle profonda e bene 
coltivata. Evvi un bellissimo castellò; 
La fabbricazione della tela è quivi 
attivissima. Vi si tengono 6 annue 
fiere, e conta i^5oo abitanti. 

MASSICE, città dell'Asia, nella BabikM 
nia^ situata sulla riva orientale del» 
P Eufrate^ al N. O. di Babilonia. 

MASSICH, vili, delia Ungheria, gene-* 
raìato di PeterVaradind, con circa 4^ 
abitazioni. 

MASSICO, Massici^ monte del regi 
di Napoli, prov. della Terra di La- 
toro, distr, di Gaeta, cànt.^ presso è 
al S. O, di Carinola. Era celebre pei 
suoi vini, menzionati tanto da Mar- • 
ziale^ e perchè Appio Claudio riportò 
nei dintorni una vittoria sui San- 1 
nifi, 

MASSIGNIAT* vili, di Fr;, dipart. della ! 
Charente, circond. e a G 1. S, da Corì- 
folens, cant. e a 1 1. 3(4 E. da Morì- 
temboeuf, con i$2oo abitanti. Vi » 
tengono 12 annue fiere; 

MASS1LLARGUES, bor. diFr., dipart 
delT Herault, circond. e a 5 1. 3{4 E. 
N, E. da Montpellier, cartt. e a 1 h | 
E. S. E. da Lunel, sulla riva destra \ 
della Vidourle, con 3, 200 abitanti. j 

MASSIMBONA, vili, del reg. Lora.-Ven., 
prov. di Mantova, disti* di Volta. 

MASSIMENO, vili, del Tirolo, ciré, dì 
Roveredo, sul Sarca, 

MASSIMILIANO, canale progettato nel 
reg. di Baviera, pel quale il Reno ea 
il Meno devono comunicare col Da- 
nubio, mediante la Regnitz e V Ah- 
miinl. 

MASSIMO (S.), vilL del reg. Lom.-Ven.-, 
prov, e distr. di Verona. 

MASSIMO (S.), vili, del reg. di Napoli, 
prov. di Sannio, distr. e a 4 1- 3[4 S» 
E. da Isernia, cant. e a 3j4 di 1. N, 
O. da Bojano. Vi si tiene una fiera 
il 29 settembre. 

MASSINA, reg. della Nigrizia occiden- 
tale} al N. del Bambara, di c«i è ìrì* 



MAS 

piarlo, È abitato dai Fulahs pa- 
stori, che professano il maomettismo. 
La capitale è Ja città dello stesso 
nome. 

WASSINA, città della Nigrizia, capitale 
del reg. del suo nome, a circa 60 1. 
S. O. da Timbouclu. 

MASSING, bor. della Baviera, circ, del 
Danubio-Inferiore, presidiale e a 2 1. 
ij4 O. S. O. da Fggenfelden, e a 7 
1. 112 E. S. E. da Landshut. Com- 
mercia di cavalli e bestiami. Conta 
5oo abitanti. 

MASSISSA, vili, della Tqr, asiatica, Ve- 
di Messis. 

MASSON, vii!, del Tirolo, cant, di Arco, 
sul Sarca. 

MASSOUI), MASSOOD, città dell'Indo- 
stan inglese, presidenza del Bengala, 
prov. e distr. di Ganduana, a 16 1. 
N. E, da Ellitchpour, e a 25 I, O. N, 
O. da Nagpour. 

MASSOW, picc. città degli Stati-Prus- 
siani, prov, di Pomerania, reggenza 
e a 7 1. ij2 E. N. E. da Stellino, circ, 
e a ij 1. i[2 S, da Naugardten, con 
1,400 abitanti. 

MASSUAH o MASSOUAH (BAJA DI) , 
o d'ANNESLEY, nel golfo Arabico, 
sulla costa dell' Abissinia, aperta al- 
l' E, , ove ha l'isola Dahalac, ed al 
ÌNf._, ove si trovano quelle di Debnl 
<e di Damanil. Ha 16 1, di lunghezza 
dal N. al S. , i5 1. di larghezza, dal 
l'È. all' O., e rinchiude al S, l'iso 
la Medud, ed all' O. la picc. isola in 
cui trovasi Massuah. Ha 4 ingressi 
uno al S, E, , e 3 al N. , tutti in 
parte chiusi da roccie o banchi sab* 
biosi. 

MASSUAH o MASSOUAH, città dell'A 
bissinia, gov. delle Coste, sopra una 
isola di i[4 di 1. di lungh., nella baja 
del suo nome, formata dal golfo A 
rabico, a 3 I. N. N. E, da Arkiko, a 
i5° 36' i5" di lat. N. e 3?° V i5" 
di long. E. 11 porto, che può conte 
nere 5o navi, è sicuro, profondo, e 
di un facile accesso, quantunque ab- 
bia un ingresso ristretto. La città ha 
qualche casa in pietra, ma quasi tut- 
te in rovina ; le altre abitazioni non 
sono che semplici capanne di canne 
coperte dj stoppia, avente ciascuna un 



MAS 9S9 

picc. giardino. I pubblici edifizj con-? 
sistono in 4 moschee di semplicissima 
architettura. Siccome non vi sono ne 
sorgenti, né pozzi, si raccoglie 'V a-? 
equa di pioggia in vaste cisterne, e 
si prende acqua dall' Arkiko, Massuah 
faceva un tempo un grandissimo 
commercio, ed era il deposito degli 
schiavi dell'Abissinia destinati ad es-s 
ser venduti nei mercati africani, ma 
decadette dacché questa piazza passò 
in potere dei Turchi; nientemeno, 
per la sua situazione, il suo porto 
gara sempre frequentatissimo per la 
esportazione dei prodotti dell'Abissi- 
nia, Vi s' importa principalmente del 
cotone di Mascate e di Bombay, che 
si vende con vantaggio neh" interno, 
alcune grosse tele dell'India, grossi 
panni larghi, specierie, piombo, fer- 
ro, rame, stagno, e diversi articoli 
delle fabbriche di Europa. Il suo com- 
mercio consiste in oro, avorio, corni 
di rinoceronte, mele, cera, biade del- 
l' Abissinia, ec. , una gran carovana, 
che arriva in febbraro, porta questi 
articoli, che servono poscia alla espor- 
tazione. Tutte le merci quivi impor- 
tate o esportate , pagano al naib o 
capo, un diritto di io per cento. Mas-* 
suah è regolarmente provvisto di 
ogni sorta di viveri dal continen- 
te, ma sono essi molto più cari che 
nell'Abissinia. Conta 2,000 abit., il 
cui linguaggio è un composto di pa-? 
role arabe ed abissine. — Credono 
alcuni che sia l'antica Os Sebasticum. 

MASSUGUIES, vili, di Fr., dipart. del 
Tarn, circond. e a 7 1. i{4 N. E. da 
Castres, e a 2 1. i[2 S. O. da S. Ser- 
nin, caiit. di Vabres, con 1,200 abi- 
tanti, Vi si tengono due annue fiere 

MASSULA, città della Persia, nelle 
montagne dell O. del Ghilan, capoluo- 
go dj distretto, a io 1. O. da Rechi. 
Internamente cinta da monti, le case 
sono di terra o mattoni , con tetti 
piatti in forma di terrazzo. Sono ri- 
nomate la sue fucine e li suoi arti- 
coli di ferro. 

MASSURE, città dell'Egitto. Vedi Man- 

SURAH. 

MASSY, vili, di Fr. , dipart. di Senna 
e4 Oise, circond, e à 4 t ®° ®- °* 



9 6o MAS 

da Corbe!!, cant. e a i I. i[4 N. N. 

0. da Longjumeau. Vi si vede uà an- 
tico castello, e molte belle case di 
campagna. Evvi una fornace da tego- 
le. Conta 1,000 abitanti. 

MAST, baja sulla costa N. O. delia Gia- 
maica, all'È, di Montego. 

3VUSTA o MASTE, città interna dell'i- 
sola di Meroè, lontana da ogni fiume, 
secondo Tolomeo. 

MASTASSIN, lago della Nuova -Breta- 
gna Vedi Mistissinny. 

MASTAURA, città della Lidia, secondo 
Strabone e Stefano di Bisanzio . I 
suoi abit. si chiamavano Mastaurensi. 

MASTE LINA, vili, del Tirolo, circ. di 
Trento, bai. di Male. 

MASTENBROEK, vili, dei Paesi-Bas, 
si, prov. di Over-Yssel, circond. e a 2 

1. N. O. da Zwolle, cant. e a 1 1. i|2 
E. N. E. da Rampen. Fa un consid. 
comm. di burro. 

MASTHALA, città dell'Arabia felice, po- 
sta da Tolomeo nelle terre, fra Sata 
e Domana. 

MASTIA, città dei Milesj, nella Pata- 
gonia, da Plinio situata fra Teium e 
Cromna. 

MASTIA, citta dei Cartaginesi, in vici- 
nanza delle colonne di Ercole. Poli- 
bio dice che stava sul promontorio 
detto Pulchrum. I suoi abit. si chia- 
mavano Mastiani, 

MAST1CJI, popoli abitanti sulle frontie- 
re delle tribù di Giuda e di Beniamino, 
in luoghi fortissimi, e quasi inaccessi- 
bili, ove David ritirossi, dopo aver ta- 
gliato un pezzo del manto di Saule, 
nella caverna di Engaddi. 

MASTICO o THIMINA, Phanae pro- 
montorium o Phanae Extrema^ ca- 
po alla estremità merid. dell 1 isola di 
Scio, nell 1 Arcipelago, al S. E. del por- 
to del suo nome. 

MASTICO, porto della Tur. asiatica, 
nell'Arcipelago, sulla costa S. O. del- 
l' isola di Scio, presso il villagto di 
Calamoly. 

MASTICO-CHORIA cant. della parte 
merid. dell' isola di Scio, nell'Arcipe- 
lago, all'È, del cantone di Cato-mèria. 

MASTI, popoli della Libia, secondo Ste- 
fano il Geografo. 

MASTIGQN, riviera degli Stati - Uni- 



M A S 

ti, territorio di Michigan. Scorre al- 
l' O. e si getta nel lago Michigan , 
verso 43° 35' di lat N. e 8 7 ° 55' di 
long. O ; dopo un corso di circa 20 
leghe. 

MASTIH, Modomastìce, bor. della Per- 
sia, prov. e a 3o 1. E. N. E. da Ker-* 
man, capoluogo di distretto. 

MASTRE (LA), bor. di Fr., dipart. del- 
l' Ardeche, circond. e a 5 1. S. O. da 
Tournon, capoluogo di cant., sulla ri- 
va destra del Doux, con 2,000 abit. 

MARTITES, popoli della Etiopia, sotto 
1' Egitto, secondo Tolomeo, che li si- 
tua al N. dei Nitrioi e degli Oasiti. 

MASTITE, popoli dell'Egitto, che, secon- 
do Tolomeo, si estendevano sino alle 
paludi del Nilo. 

MASTRICHT, MAESTRICHT o MAAS- 
TRICHT, Trajectum ad Mosatn, 
Trajectum superius, Obtricum, città 
forte dei Paesi-Bassi, capoluogo del- 
la prov. di Limburgo, di circond. e 
di due cantoni, a 38 1. S. S. E. da 
Amsterdam, e a 5 1. N. N. E. da Lie- 
gi, sulla riva sinistra della Mosa. Lat. 
N. 5o° 5i' 7''. Long. E. 3° 20' 46". 
È residenza del governatore della prov. 
e di un comandante di piazza di se- 
conda classe, capoluogo del2i° distret- 
to della milizia nazionale, e sede di 
una corte di assise, e di un tribu- 
nale di prima istanza. Evvi una ca- 
mera di commercio, una ricettoria ge- 
nerale delle finanze, un auditorato 
militare per la prov., ed un ispettore 
di acque e boschi. Cinta da colline, 
trovasi attraversata, nella sua par-te 
S., dalla Iaar, picc. affluente della 
Mosa, e divisa da questa ultima dal 
sobborgo di Wyck, al quale comuni- 
ca col mezzo di un bellissimo ponte 
in pietra, lungo 5oo piedi. Mastricht 
è una delle più forti piazze dei 
Paesi-Bassi, essendo difesa da buo- 
nissimi baluardi e da fosse,da numerosi 
bastioni che sono staccati, e così pure 
dal forte S.n Pietro, posto sopra una 
vicina altura ; i dintorni possono es- 
sere al bisogno innondati . Questa 
città è benissimo fabbricata; le strade 
sono larghe e polite, massime quella 
di Bois-le-Duc, rimarcabile pure p£r 
la sua luiiirliczza. li mercato si tie- 



MAS 

ne sopra una grandissima piazza, in 
mezzo alla quale evvi il palazzo pub- 
blico , costruito nel i6r>2, e conside- 
rato come uno dei più begli edifìzi 
del Belgico ; il Veythof o, piazza di 
armi, in mezzo della città, è una bel- 
lissima passeggiata piantata di molti 
viali di alberi. Gli] altri edifizi che 
meritano essere distinti, sono il mer- 
cato, la chiesa di S. Gervasio, il col- 
legio eh' era dei gesuiti, 1' arsenale, 
il teatro. I passeggi sui bastioni e 
lungo la Mosa sono deliziosissimi. Vi 
sono io chiese pei culti diversi, due 
ospedali, due ospizj, un lazzeretto, 
un ateneo, una bella biblioteca, ed 
una società di agricoltura. Vi si fab- 
bricano panni, armi da fuoco, aghi, 
sapone, acquavite di grani, flanelle, 
calzette, amido e tabacco . Evvi in 
oltre una raffineria di sale, una fab- 
brica di carta , conciatoj e birre- 
rie considerabili. Si fa un commercio 
assai attivo pel porto che questa cit- 
tà ha sulla Mosa , e partono ogni 
giorno, ad ore fisse, dei battelli per 
Liegi e altri luoghi situati su questo fiu- 
me. Vi si tengono delle fiere assai fre- 
quentate, specialmente per cavalli e 
bestiami. Questa città nomina 6 de- 
putati agli stati della provincia. Con- 
ta 18,000 abit., cattolici e protestan- 
ti. — A 5oo tese da Mastricht esiste 
una cava conosciuti sotto il nome di 
sotterraneo della montagna di S. Pie- 
tro, le cui gallerie, che s'incrociano e 
si prolungano in ogni verso, formano 
un labirinto di circa 6 1. di circuito. 
Questa cava diede i materiali per la 
costruzione della città ed ancora se ne 
scavano; vi si trovarono diverse curio- 
se petrificazioni. Si scavano pure al- 
l'È, di questa città, delle miniere di 
carbon fossile. — Mastricht è patria 
del P. Rougemont, famoso missiona- 
rio della China. — Il nome di Tra- 
jectum ad Mosam , che portò anti- 
camente questa città, viene senza dub- 
bio per essere stato uno dei punti 
in cui si passava la Mosa sopra una 
chiatta. I romani la chiamarono Tra- 
jeclum Superius , onde distinguerla 
da Trajectum inferius, ch 1 è Utrecht, 
sopra un braccio del Reno. Questo 
Tom. III. P. II. 



MAS 961 

luogo già esisteva come città nel IV 
secolo, e fu compresa nel regno di 
Austrasia, non avendo per molto tem- 
po riconosciuto altro sovrano che 
l'imperatore. I diversi assedj che so- 
stenne in più epoche la resero cele- 
bre. Fu sede episcopale quivi trasfe- 
rita nel 346, ma che poscia ritornò 
nell'VIII secolo a Liegi, per avere gli 
abit. di Mastricht ucciso San Lam- 
berto loro prelato. Dicesi anche ven- 
duta da un vescovo di Liegi all'im- 
peratore Carlo V. Nel 1579, il prin- 
cipe di Parma la prese per gli spa- 
gnuoli, e la saccheggiò. Federico En- 
rico, principe di Orange, la tolse agli 
spagnuoli nel i632 , e la cedette agli 
Slati Generali nel 1648. Luigi XIV 
la conquistò in i3 giorni di assedio, 
nel 1673. Attaccata da Guglielmo III 
principe di Orange, nel 1676, fu ob- 
bligato, dopo 5i giorno, di levarne 
l'assedio, essendo slata restituita agli 
Olandesi per V ottavo articolo della 
pace di Nimega dell'anno 1678. Ri- 
presa dai Francesi nel 1748, fu nel- 
l'anno slesso ceduta in forza del trat- 
tato di Aquisgrana. Giuseppe li ne 
rivendicò il possesso nel 1784, ma 
l'anno seguente rinunciò ad ogni suo 
diritto per la somma di 9 milioni e 
mezzo. I francesi la bombardarono 
nel 1793, ma furono ben presto ob- 
bligati a levarne l'assedio; essi l'attac- 
carono di nuovo, nel 1794» sotto gli 
ordini del generale Klèber, e la pre- 
sero dopo undici giorni di assedio» 
Riunita alla Francia nel 1795, diven- 
ne il capoluogo del dipart. della Mo- 
sa-Inferiore, finche passò a far parte 
del reg. dei Paesi-Bassi. — Il circond. 
di Mastricht è diviso negli n canto- 
ni di Bilsen, Galoppe, Heerlen, Ma- 
stricht (2 cant.), Mazeik , Mechelen , 
Meersen, Oirsbeeck, Sittard e Tongres. 
MASTURA, città dell' Arabia, nell' He- 
djaz , a io 1. N. O. da Radagh, e a 
60 1. S. O. da Medina, sulla costa del 
golfo Arabico, al piede di una montagna. 
MASTY, MASTEE, città dell' Indostan, 
stato del radjah di Missore, subah 
di Patana, a 12 I. E. S. E. da Ban- 
galore, e a 34 1. E. N. E. da Scrin- 
gapatam. 

125 



9 6a MAS 

MASUAH, città e baja deh" Abissinia . 
Vedi Massuah. 

MASUCCIO, monL di un ramo delle 
Alpi Rezie 5 .nel reg. Lom-.-Ven., prov. 
di Valtellina, a 6 1. N. E. da Sondrio. 
Ha i,4oo tese al di sopra del mare. 

MASUL1PATAM o MOTCHL1PATAM, 
città deirindostan inglese, presidenza 
e a 80 1. N. N. E. da Madras, e a 
265 1. S. O. da Calcutta , capoluogo 
della prov. dei Serkari settentrional 
e di distretto. Sta sul golfo del Ben- 
gala, alla imboccatura di uno dei ra- 
mi li più orientali della lirisna , e 
al S. O dalle Bocche del Godavery. 
Lat. N. 16 io'; long. E. 78° 48'. E 
sede di una corte del zillah e resi- 
denza di un^ricevitore generale. Si 
compone di due parti, il Forte e la 
Pettah. 11 Forte ha 800 metri di lun- 
ghezza sopra 600 di larghezza , rin- 
chiude gli edifizj del governo , ed è 
situato sopra un terreno paludoso, 
che si può inondare a volontà. La 
Pettah o città Nera, al N. O. del For- 
te, è in una pianura fertile, bene ir- 
rigata, e cinta da paludi da due la- 
ti; è grande e assai bene fabbricata 
per una città indiana. 11 calore è qua- 
si insopportabile nei mesi di maggio, 
giugno, luglio ed agosto. Conta del- 
le rinomate fabbriche di tessuti di 
cotone conosciuti sotto il nome di 
chints, i di cui colori sono bellissimi 
e brillanti, e di tele assai pregiate; 
ha pur anco delle fabbriche di seterie, 
tabacco, indago, rhum, oglio, ec. Fa 
un commercio considerabile colla Chi- 
na, Plndo-China, il Bengala, la Persia 
e%¥ Arabia; i Francesi vi hanno un 
banco. 11 suo porto, il migliore della 
costa di Coromandel, può ricevere 
dei navigli di 3oo tonnellate. Dal pri- 
mo maggio 181 1 al 3o aprile 1812 , 
vi entrarono ^55 navigli , portanti 
31,277 tonnellate, e ne uscirono 727, 
della portata di 3i ,048 tonnellate. I 
conti quivi si tengono in pagode , 
rupie ed anas; la pagoda zi 3 rupie 
ij2 d'argento; la rupia Zi *6 anas. 
Le monete reali sono la rupia d' oro 
. che pesa ii,i36 gr. zi 37,08 fr. ; la 
rupia di argento zi 2,42 franchi. I 
pesi sono il eandy zj 20 mands zi 



M A T 

11,111 kilogram. Conta 70,000 abi- 
tanti. — Questa città è forse l'antica 
Cottobara. I maomettani la conqui- 
starono nel 1480, cadde poscia in 
potere del Nizam, che, nel 1751, la 
cedette, insieme col suo territorio, 
ai Francesi, ai quali gl'Inglesi tolsero 
questo possesso nel 1769. I primi pe- 
rò conservarono un banco a Masuli- 
patam. — Il distretto di /tal nome è 
all'O. di quello di Radjahmendry, al- 
l'È, dell' altro di Gontour , da cui è 
diviso dalla Krisna, e bagnalo al S. 
dal golfo del Bengala; il lago Colair 
ne occupa una grandissima parte. 
Comprende gli antichi serkari di Kon- 
dapilly e di Ellore. 
MASVAUX, città di Francia. Vedi Mast 

SEVAUX. 

MASZCZOW, bor, della Boemia. Vedi 
Maschau. 

MASZT, vili, della Ungheria, comitato 
di Presburgo, con alcune romane an- 
tichità. 

MAT, bor. della Tur. europea . Vedi 
Mattia. 

MATA, lago del Brasile, prov. e a 60 \ 
1. S. da Maranhao. Ha circa 8 1. di 
lungh. sopra 4 di largii., e dà nascita 
al Codo, affluente dell'Itapicurù. 

MATA, riviera della capitaneria genera- 
le di Mozambico , fra i governi di ; 
Sofala e delle Riviere-di-Sena. Si get- , 
ta nel canale di Mozambico, a 8 1. S. 
O. dalla imboccatura del Luabo, ra- I 
mo il più merid. del Zambeze, dopo j 
un corso di 5o 1., all'È. 

MATA (LA), bor. della Spagna, prov. 
e a io 1. i|2 N. O. da Caceres, neU ' 
la Eslremadura, e a 1 1. 3[4 E. S. E. 
da Alcantara, cinto da alture. Conta 
1,100 abitanti. 

MATA (LA), bor. della Spagna, prov. 
e a 11 1. 3[4 E. da Murcia , in Va- 
lenza, e a io 1. 3|4 S. S. O. da Ali- 
cante, presso il Mediterraneo, a piedi 
di una montagna. Evvi un ospedale, 
e fabbriche di tele, nastri di filo, e 
calzari di corda. Col mezzo del suo 
piccolo porto si esportano il sale del- 
le vicine abbondanti saline, ed alcune 
derrate. Conta 600 abitanti. 
MATA (LA), bor. della Spagna, prov. 

| e a 7 1. i[4 O. N. O. da Toledo, e 



MAT 

a 8 1. E. N. E. da Talavera , in un 
fertile paese. Vi sono fabbriche di 
stamigne, e conta 900 abitanti. 

MATAA, vili. dell'Arabia, nell'Yemen, a 
6 1. E. da Zebid, e a 34 1. S. S. O. 
da Sana," presso la riva sinistra del- 
l'Ouadi-Zebid. Vi si tiene una fiera 
tutte le settimane. 

MATABUN , picc. is. fra le Sulù , nel- 
l'oceano Indiano, al 5° 2' di lat. N. 

MATACA, città dell'isola di Cuba. Vedi 
Matanzas. 

MATACHEL, riviera della Spagna, prov. 
di Badajoz, nella Estremadura. Ha 
origine presso Aznaga, si dirige al 
N., e gettasi nella Guadiana, alla ri- 
va sinistra, a Molgado, a 3 1. S. da 
Merida, dopo un corso di 20 leghe. 

MATACOS, Indiani del Buenos-Ayres, 
nel N. O. della prov. di Giaco, verso 
il Pilcomayo, 

MATADEON DE LOS OTEROS, bor. 
della Spagna, prov. e a 7 1. ij2 S. E. 
da Leon, e a 3 1. ip+ E. N. E. da Va- 
lenza, con 3oo abitanti. 

MATA EL PINO, bor. della Spagna, 
prov. e a 8 I. i(2 N. N. O. da Ma- 
drid (Guadalaxara) , e a ^ 1. i[2 N. 
E. da 1' Escurial, con pochi abitanti. 

MATAGALPA, dipart. del Guatimela, 
nella parte orient. dello stato di Mi- 
caragua. E ricco di bestiami e mais. 
Il suo capoluogo è un vili, dello stes- 
so nome. 

MATAGODA, bor. del Chili, distr. di 
Casco, a 3o 1. S. da Coquimbo, e a 
60 1. N. N. O. da Santiago, presso il 
Grande-Oceano australe. 

MATAGORDA, forte della Spagna, nel- 
l'isola di Leon, all'O. del Trocadero. 

MATAGORDA, forte del Messico, prov. 
di Texas, sulla baia San-Giuseppe, al 
29 di kt. N. 

MATAGORDA, montagna dell'Africa, ai 
confini di Fez ed Algeri, i cui abit. 
diconsi indipendenti . 

MATAGUAYOS, tribù d'Indiani del 
Buenos-Ayres, nel N. O. della prov. 
di Chaco, fra il rio Vermejo ' ed il 
Pilcomayo . 

MATALA, capo dell'isola di Candia. 
Vedi Theodia. 

MATALARIN , riviera che ha la sua 
sorgente nel paese dei Betjuani, nella 



MAT 9 65 

Cafreria, entra nel paese dei Korani, 
nella Ottentozia, e si congiunge al 
Ry-Gariep, alla riva destra, dopo un 
corso di 5o 1. al S. S. O. 

MATALLANA, bor. della Spagna, prov. 
e a 6 1. 3{4 S. E. da Leon, con 3oo 
abitanti. 

MATALONI, città del reg. di Napoli. 
Vedi Maddaloni. 

MATALUENGA, bor. della Spagna, prov. 
e a 5 1. ix4 P« N. O. da Leon, e a 
1 1. N. N. O. da Llamas, con 3oo a- 
bi tanti. 

MATAMBA, paese della Guinea inferio- 
re. Vedi Mattemba. 

MATAMMAH o MECAOD, paese del 
centro della Nubia, al S. di quello di 
DjaI, al N. di quello di Halfày, ed al- 
l'O. del deserto di Bahiuda e del pae- 
se di Mak-Nimir, da cui è diviso dal 
Nilo. Ha circa 35 1. di lunghezza, dal 
N. E. al S. O. Matammah n' è il ca- 
poluogo. 

MATAMMAH, bor. della Nubia, capo- 
luogo del paese del suo nome, presso 
la riva sinistra del Nilo, quasi in fac- 
cia a Chendi. 

MATAN o MACTAN, isola dell'arcipe- 
lago delle Filippine, presso la costa 
orientale di Zebù, al io 16' di lat. 
N. e i2i° 2 8' di long. E. Ha 4 1. di 
lunghezza sopra 1 1. i[2 di larghezza. 
Magellano vi fu ucciso, il giorno a5 
aprile i52i, combattendo contro i 
naturali. 

MATANCA, bor. del Portogallo, prov. 
di Beira, coma rea e a 8 1. i|4 N. E. 
da Trancoso, e a 7 1. ij4 N. da 
Pinhel. 

MATANCHEL, vili, e porto del Messico, 
stato di Xalisco, a 56 1. O. da Gua- 
dalaxara, sul Grande-Oceano equino- 
ziale . Quivi d' ordinario si fanno le 
imbarcazioni per la California. 

MATANE, due mont. del Basso-Canada, 
distr. di Quebec, presso la riva destra 
del s. Lorenzo, a circa io 1. dalla sua 
imboccatura. La loro forma fece dar 
loro la qualificazione di paps o mam- 
melle. 

MATANILLA, scogliera dell'arcipelago 
delle Lucaje, alla estremità N. del pic- 
colo banco di Baharna. Lat. N. 21° 
35'; long. O. 8i° 3o'. 



9 64 M A T 

MATANSA, riviera degli Sta li-Uniti, nel- 
la Florida. Si getta nelF Atlantico, a 
circa 6 1. S. O. da s. Agostino. 11 suo 
corso è poco esteso, ma ha una larga 
imboccatura. 

MATANZA, bor. della Spagna, prov. e 
a i3 1. i[2 O. S. O. da Soria, e a 2 
1. i|2 O. da Osma, sulla riva destra 
del Rejas, con 200 abitanti. 

MATANZAS o MATANCES, città e por- 
to sulla costa settentr. della isola di 
Cuba, a 17 1. E. da La Havana, alla 
imbocc. del rio s. Giovanni, sopra 
una delle principali baje dell' isola. 
La rada può essere perfettamente be- 
ne difesa. 11 suo porto è sicuro, e vi 
si fanno grandi esportazioni di zuc- 
chero, melazzo e caffè. Quivi le flotte 
spagnuole che ritornavano dall'Ame- 
rica, davano fondo onde fare le prov- 
viste. Conta 9,3oo abitanti. Nella baja 
di Matanzas, una flotta olandese di- 
sfece una flotta anglo-ispana, nel 1627. 

M ATAPAN, Taenarium Promontorìum, 
capo della Grecia alla estremità merid. 
della Morea. Lat. N. 36° 23 '20/'; long. 
E. 2o°o/ i^ n . Il mare è quivi profon- 
do. È questo il punto più merid. del 
continente europeo, e fra i promon- 
tori della Morea, quello di Matapan 
si avanza più degli altri nel mare. Fu 
chiamato dagli antichi Taenarium, 
a cagione della vicinanza dell'antro 
Taenarus, orribile tanto, che i poeti 
presero motivo di chiamarlo la porla 
dell'Inferno. 

MATAPAS, bor. del Guatimala, slato di 
s. Salvador, presso il lago Guija. Com- 
mercia di zucchero, indago e farina 
di mais. Evvi nei dintorni una mi- 
niera di ferro e delle fucine. Conia 
4,000 abitanti. 

MATAPOZUELOS, bor. della Spagna, 
prov. e a 5 1. S. S. O. da Valladolid, 
e a 3 1. N. N, O. da Olmedo, in una 
pianura, presso l'Adaja. Conta i,3oo 
abitanti. 

MATAQUESCUINTA, vili, del Guali- 
mala, stato di questo nome, dipart. 
di Chiquimula. Vi si vede la caverna 
di PenoL ove si trovarono scheletri 
umani e ossa di mammuth. 

MATAQU1TO, riviera del Chili, che ha 
la sorgente al piede del Feteroa, vul- 



M A T 

cano delle Ande, scorre all' O. , rice- 
ve il Teno a destra, e, dopo aver di- 
viso li distr.' di Curìco e di Maule, 
si getta nel Grande-Oceano australe, 
al 34° (&' di lat. S. , e 6 1. N. dalla 
imboccatura della Maule, dopo uà 
corso di 5o leghe. 

MATARAM, prov. dell'isola di JavaJ 
nei possedimenti del Sultano, fra le 
prov. di Bagaleen e di Jagaraga. È as- 
sai montuosa, ma fertile ; vi si racco- 
glie indago, riso, cotone, zenzero, caf- 
fè, pevere, ec. Suracarta e Djocjacarta 
ne sono le principali città. 

MATARAM, Mataranum, città sulla co- 
sta occid. dell'isola di Lombok, una 
delle isole della Sonda, in una situa- 
zione circondata da mont. , che la 
rendono molto forte. È la residenza 
del radjah di Lombok, eh' è tributa- 
rio del sultano di Karang - Assira . 
Un tempo capitale dell 1 impero di 
questo nome, è questa città molto 
decaduta. 

MATAR1ÈH, MATARIA o MATARIÈ, 
vili, del Basso- Egilto, prov. e a 7 1. 
i|4 S. E. da Damiata, e a 2 1. ip 
E. N. E. da Menzalèh, sopra una picc. 
isola del lago di questo nome. Conta 
3,ooo abit. , quasi tutti pescatori. 

MATARIEH, MATARIA o MATARIÈ, 
vili, del Basso-Egitto, prov. di Gizèh, 
a 2 1. N. N. E. dal Cairo, e a 8 I. 3 t 4 
S. S. O. da Belbe'is, 5oo abit. È fabbr. 
presso le rovine di Eliopoli. I soli suoi 
avanzi di antichità sono un obelisco 
di 65 piedi di altezza, e circa 6 di 
diametro, e alcune sfingi assai però mu- 
tilate. Scorgesi un recinto di mattoni 
crudi avente la forma di un paralle- 
logrammo rettangolo , che sembra il 
circuito di un' antica città. — Il 25 
marzo 1800 , nei dintorni si diede 
la famosa battaglia detta di Eliopoli, 
fra l'armata francese, comandata da 
Kléber, ed i Turchi, in cui quest'ul- 
timi furono completamente sconfìtti, 
malgrado il loro gran numero. 

MATARO, Iluro o Diluron, città e por- 
to della Spagna, prov. e a 6 1. i|4 
N. E. da Barcellona, nella Catalogna, 
sul Mediterraneo, residenza di un go- 
vernatore militare e civile, e ca- 
poluogo di un dipart. della Marina. 



M A T 
Sia alla estremità di una pìccola pia- 
nura fertile, a 1 piedi di ama catena 
di montagne boschive. La vecchia cit- 
tà, conosciuta dai Romani, e che offre 
vari indizj delia sua antichità, è si- 
tuata sopra un'altura, e cinta da mu- 
ra, con strade strette e tortuose, ec- 
cettuata quella della Riera, eh' è larga, 
diritta e bene fabbricata; un ruscel- 
lo, cinto da una linea di alberi, la 
bagna. La città nuova si estende dak 
piede dell'altura sino al mare; essa| 
è più consid. , ed ha strade larghe, 
lunghe e diritte; la maggior parte 
delle case è regolare, di semplice co- 
struzione, ed ornate di pitture a fre- 
sco; vi sono molte fontane di acqua 
eccellente. Ma taro ha una parrocchia, 
tre conventi di uomini e due di don- 
ne, un ospedale, un collegio, una scuo- 
la di navigazione, e fabbriche d'in- 
diane, tele di cotone, stoffe di seta e 
veluti, nastri e galloni di seta, cor- 
doncini, calzette di seta e cotone, 
merletti, sapone ed acquavite; vi si 
contano 8 conciatoj e molti can- 
tieri per la costruzione di navigli. Il 
porto è comodo; il suo commercio in 
sale, ottimo vino, oglio, ed altre der- 
rate è considerabile. Conta 12,900 
abitanti. I dintorni sono ameni, fer- 
tili e bene coltivati. Vi si scopersero 
delle acque minerali. — Questa città 
era una piazza di guerra importante 
sotto i romani . Tolomeo la indica 
sotto il nome di Diluron, e Plinio 
sotto quello siluro; sembra che il 
suo nome attuale le sia venuto dai 
Mori. Il 24 maggio 1823, gli spa- 
ginali costituzionali vi attaccarono i 
Francesi, che li respinsero. 

MATA-RUBIA, bor. della Spagna, prov. 
e a 11 1. N. da Guadalaxara, e a 4 1- 
3|/t E. N. E. da Torrelaguna, con 33o 
abitanti. 

MA.TAS, capo dell'America merid., sul- 
la costa della Patagonia, al 45° di 
lat. S. 

MATATANE, riviera dell'isola di Ma- 
dagascar, paese degli Antaximi. Ha la 
sua origine verso il limite orientale 
del paese degli Andranlsei, scorre 
al S. E., e si scarica nèll' oceano In- 
diano, al 22 3o / di lat. S. , dopo un 



M A T 9 65 

corso di circa 4° leghe. Alla sua im- 
bocc. evvi un porto ove stanno gli 
appaltatori reali francesi per l'acquisto 
del riso. 

MATA VAI, baja sulla costa settentr. di 
O-taiti, una delle isole della Società, 
nel Grande-Oceano equinoziale. Offre 
un sicuro asilo ai navigli che restano 
difesi dai venti, eccettuati quelli d'O. 
e di N. O. 

MATAVONIUM, città della Gallia Nar- 
bonese, al N. O. di Forum-Voconii. 

MATCHA, città della Tartaria indipen- 
dente , kanato e a 20 1. S. S. E. 
da Kokan , sul versatojo merid. dei 
monti Kaschgar - Davan , presso la 
Tassa . 

MATCHAQUADI, paese della Nigrizia, 
al S. di Gurma, e all' O. dell' Yar- 
kon. La città del suo nome è a 200 
1. N. E. da Cumassia. 

MATCHEDASH, riviera dell' Alto -Ca- 
nada. Vedi Severn. 

MA-TCHEOU-CHAN, montagna della 
China, prov. di Yun-nan, circond. di 
You-ting, al a5° ^o' di lat. N. e 99° 
44' di long. E. E coperta di nevi 
perpetue. 

MATCHERLA o MACHERLA, città del- 
l' Indostan inglese, presidenza di Ma- 
dras, nei Serkari settentrionali, distr. 
e a 28 1. O. da Gontour, e ad eguale 
distanza S. E. da Hayder-abad. 

MATCHERY, MATSHERRY, MACHE- 
RY o MASHERRY, stato dell' Indo- 
stan, paese dei Radjeputi, nella parte 
occid. dell' Agra, all' O. del distr. di 
questo nome. Ha 390 1. quadrate. La 
Lasouary n' è la riviera principale. 
Gli abit. sono la maggior parte dei 
Miouatis, conosciuti per il loro spirito 
di ladroneccio, ed i loro selvaggi 
costumi; il capo ha il titolo di ra- 
djah. La capitale è Alvar. 

MATCHERY, MATSHERRY, MACHE- 
RY o MASHERRY, città dell' Indo- 
stan, ai Radjeputi, nell'Agra, slato 
del suo nome, di cui era un tempo 
la capitale. Sta a 8 1. S. S. O. da Al- 
var. E adesso quasi del tutto in rovina. 

MATCH1K, vili, della Russia europea, 
gov. e a 6 1. ij2 O. da Karkov, 
distr. e a 5 1. N. da Valki. Vi si ten- 
gono alcune fiere assai frequentale. 



9 66 M A T 

MATCHIKHA, bor. della Russia euro- 
pea, gov. dei Cosacchi del Don, distr. 
di Khoper, a ioo 1. N. N. E. da Tcher- 
task, e a 26 1. E. da Novokhopersk, 
sulla picc. riviera del suo nome, af- 
fluente del Khoper. 

MATCHIN, città della Tur. europea, nel- 
la Bulgaria, sangiaccato di Silistria, a 
7 1. ip O. S. O. da Iassaktchi, e a 
12 1. ij2 N. N. E. da Hirchova, ca- 
poluogo di distr. , sulla riva destra 
del Danubio. È difesa da 2 castelli 
fortificati, e rinchiude una moschea e 
dei bagni. 

MA-TCHING, distr. della China, prov. 
di Hou-pe. La città di questo distret- 
to è a 22 1. N. E. da quella del di- 
part. di Woutchhang. Lat. N. 3i° tiltf 
24"; long. E. 112 3o'4i". 

MATCOW1TZ o MATGOW1TZ, picc. 
città della Ungh.-Superiore, sopra una 
eminenza , a 22 1. N. E. da Eperies. 

MATEA, isola del gr. Oceano, nell'ar- 
cipelago Pericoloso, al i5° 48' di lat. S. 

MATEJOCZ, bor. della Ungheria. Vedi 
Matzdorf. 

MATEL1CA, città degli Stati della Chie- 
sa, delegazione e a 8 1. i[2 O. S. O. 
da Macerata, e a t\ 1. N. N. O. da Ca- 
merino, al piede degli Apennini, sul- 
la riva destra del s. Angelo, una delle 
sorgenti dell'Esina. È cinta da vec- 
chie mura, ed ha 7 conventi. Vi si 
fabbricano grosse stoffe di lana, e vi 
si tengono due annue fiere.. Conta 
1,800 abitanti. 

MATELLÈ, distr. del centro dell' isola 
di Ceylan, al N. di Candy, alla sini- 
stra del Mahavellè. Nalandè n'è il 
luogo principale. 

MATELLES (LES), bor. diFr., dipart. 
dell' Herault, circond. e a 3 1. \\t\ N. 
N. O. da Montpellier, e a 4 1- *l4 &■ 
N. E. da Aniane, capoluogo di can- 
tone, con 400 abitanti. 

MATELGEA, città dei Garamanti, se- 
condo Plinio. 

METELOT1, picc. gruppo d'isole del 
Grande-Oceano equinoziale, nella par- 
te O. dell'arcipelago delle Caroline, 
al 8° 3o> di lat. N. e i35° So' di long. 
E. Sono basse e legate insieme da 
scogliere. 

MATEMO o MATEMBO, picc. isola del- 



M A T 

l'arcipelago Querimbè, presso la costa 
della capitaneria generale di Mozam- 
bico, governo del Cabo-del-Gado, al 
12° i5' di lat. S. 

MATEO (S.), bor. di Colombia, dipart. 
di Maturin ( Caracca ), a 32 1. S. O. 
da Cumana, e a 45 1. E. S. E. da Ca- 
racca, sulla riva destra dell' Unare. 
Conta 2,i 00 abitanti. 

MATEO (S.), picc. città della Spagna, 
prov. e a 11 1. ij4 N. da Castellon 
de la Plana, in Valenza, e a /} 1, ip 
O. N. O. da Peniscola. È cinta da mu- 
ra, e difesa da due forti. Le strade 
sono larghe, diritte e bene costrutte. 
Ha due piazze pubbliche adorne di 
belle fontane, una parrocchia, tre con- 
venti, uno dei quali di monache, ed 
un ospedale. Vi sono fabbriche di te- 
le e di pelli. Il comm. di oglio del 
territorio è importante. Conta circa 
1,000 abitanti. — Questa città occupa 
il luogo Klnciblli o Inalbile, presso 
a cui i Cartaginesi furono sconfìtti 
dai due Scipioni. I Francesi, nel 1649, 
ed il conte de la Torres, nel 1706, 
tentarono di prenderla ma inutilmente. 
Vedi Matteo (s.) 

MATERA, Mateola, città del reg. di 
Napoli, prov. di Basilicata, capoluogo 
di distr. e di cantone, a i5 1. i[2 E. 
da Potenza e a i3 1. O. N. O. da Ta- 
ranto, sulla riva destra della Gravi- 
na. E' sede di un arcivescovato riunito 
a quello di Acerenza, residenza del- 
l' arcivescovo e di un tribunale civile. 
E* antichissima, e rinchiude una cat- 
tedrale, tre conventi, ed una scuola 
reale di belle lettere, medicina, di- 
ritto ed agronomia. Vi si tengono 
due fiere, li 2 luglio e io agosto. 
Conta 1 i,5oo abitanti. Guglielmo Brac- 
cio-di-Ferro, vi fu creato conte della 
Puglia nel io43. — Il distr. si divi- 
de nei seguenti 8 cantoni: Ferran- 
dola, Matera, Mauro, Montepeloso, 
Monte- Scaglioso, Pisticcio, Stigliano 
e Tricarico. 

MATERBORN, vili, degli Stati-Prussia- 
ni, prov. di Cleves - Berg, reggenza, 
circ. e a ij2 1. O. S. O. da Cleves, 
con i,3oo abitanti. Il sepolcro del 
principe Maurizio di Nassau è presso 
di questo luogo. 



M A T 

MATER HYPANIS, nome di una gran, 
de palude della Scizia europea, per- 
chè il fiume Hypanìs vi aveva la sor- 
gente. Diodoro di Sicilia e Pomponio 
Mela parlano di questa palude. 

MATERENSE OPP1DUM, città dell'A- 
frica, situata presso e al S. O. del 
Sisara Palus, menzionata da Plinio. 

MATERI, antico popolo della Sarmazia 
asiatica, secondo Tolomeo. 

MATERIA, vili, del reg. Illirico , circ. 
e all' E. di Trieste, con 5oo abitanti. 

MATERINA , contrada della Italia, se- 
condo Tito Livio, nell 1 Umbria. 

MATE-SZALKA, bor. della Ung. Vedi 

SZALKA (MATE.) 

MATGARA, montagna "della Barbaria, 
impero di Marocco, prov. di Fez , 
presso Teza. Fa parte del piccolo-A- 
tlante, ed è altissima e difficile ad at- 
traversare. 

MATH, vili, della Svizzera , cant. di 
Glaris, ove trovatisi alcune cave di la- 
vagna , nelle quali si vedono piante 
e pesci impietriti. 

MATHA, bor. della Fr., dipart. della 
Charente Inferiore, circond. e a ^ 1. 
S. E. da s. Je'an-d'Angély, e a 6 1. i|4 
N. E. da Saintes, capoluogo di can- 
tone. Yi si tengono n annue fiere, 
e conta 8oo abitanti. 

MATHAGARI, città dell' Indostan. Vedi 
Djadjarcote. 

MATHAMANPOUR o MATHAMAN- 
POOR , città dell 1 Indostan inglese , 
presidenza del Bengala, nel Gorval , 
a qualche distanza dalla riva sinistra 
del Baghirati. 

MARTHAN, ant. città dell' Africa cen- 
trale, citata da Edrisio come grande 
ed importante, e della quale non si 
conosce il luogo preciso. 

MATHATHAN, città della Nigrizia, nel- 
PHaussa, a qualche distanza dalla 
riva destra del Chachom, e a 12 1 
S. O. da Katagum. 

MATHAUSEN, bor. dell' arcid. d' Au- 
stria. Vedi Mauthausen. 

MATHAY, tribù degli Arabi pasturi, 
verso i limiti dell'Alto e del medio- 
Egitto, sulla riva sinistra del Nilo, 
presso le piramidi di Saqqàrah. È go- 
vernata da uno sheik, e può mettere 
in armi 200 fanti e ao cavalieri . 



M A T 



9 6 7 



MAl'HEI, popoli delle Indie , in vici- 
nanza del Gange, secondo Àrriano. 

MATHEO, (S.), città della Spagna. Vedi 
Mateo (S.) 

MATH1EU (S.t), vili, di Fr., dipart. del 
Calvados, circond. e a 1 1. 3[4 N. da 
Caen, cant. e a 3|4 di 1. S. da Dou- 
vres. E patria di Giovanni Marot, e 
conta 800 abitanti. 

MATHIEU. capo di Fr., dipart. del Fi- 
nistere, circond. e a 4 1. 2|3 O. da 
Brest, cant. e a 3 1. qa S. O. da S.t 
Renan. 

MATHIEU (S.t), bor. di Fr., dipart. 
dell' Alta-Vienna, circond. e a 3 1. 
i|4 S. S. O. da Rochechouart , capo- 
luogo di cant., sulla riva sinistra del- 
la Tardoirc. Vi sono miniere di fer- 
ro e fucine . Yi si tengono 12 an- 
nue fiere, e conta 2,100 abitanti. 

MA-THIMBA, popolo della Cafreria. 
Vedi Tambukis. 

MATH1TES, popoli della Etiopia , sot- 
to P Egitto, secondo Plinio. 

MATHOD, vili, della Svizzera, cant. di 
Vaud, distr. e a 1 1. ij3 O. S. O. da 
Yverdun, e a 6 1. ij/j N. da Losan- 
na, circ. di Champvent. Evvi una fabb. 
di carta ed un bel castello. 

MATHUALIS, popolo della Tur., asiati- 
ca. Vedi Metualis. 

MATHURA o MOTRA, Muira , città 
dell' Indostan inglese, presidenza del 
Bengala, prov., distr. e a 1 1 1. N. O. da 
Agra, sulla riva destra della Djemnah. 
E in grande venerazione fra glTndo- 
stani, che la risguardano come luogo 
della nascita di Rrisna, loro favorita 
divinità, e non consiste che in una 
strada ornata di molti templi. 11 for- 
te che la difende contiene gli avan- 
zi di un osservatorio eretto per or- 
dine del radj ah Djey-sing. — L'epo- 
ca della fondazione di questa città è 
sconosciuta. I maomettani la presero 
nel 1019; e Mahmud di Ghiznih, do- 
po di essersi impadronito degl' idoli 
d' oro e d' argento coperti di pietre 
preziose che ritrovò nei templi, fece 
distruggere un gran numero di que- 
sti templi, e convertì gli altri in mo- 
schee. GÌ' indostani non poterono 
rialzarli ed abbellire la loro città che 
sotto V imperatore Akbar ; fu allora 



9 68 M A T 

che Byr-sing-Deo, radjah di Ourlcha, 
inalzò un magnifico tempio, che fu 
distrutto alla fine del XVII secolo , 
da Aureng-Zeyb, ed i cui materiali 
servirono a costruire una moschea ; 
questo principe istesso, per disprezzo 
degl' Indostaui , cangiò il nome di 
questa città in quello d' Islam- Abad. 
Mathura fu ancora saccheggiata nel 
i?56, e da quell'epoca più non si rial- 
zò. Alla fine delf ultimo secolo, i Ma- 
ral li ne presero possesso, ma nel i8o3, 
gl'Inglesi la tolsero loro senza provar 
resistenza. — Si risguardano come sa- 
cre le scimie, i pavoni ed il pesce del 
territorio, e si applicano castighi a 
quelli che gli uccidono. 

MATHURIN (S.t) , bor. di Fr. , dipart. 
di Maina e Loira, cireond. e a 5 1. 
E. S. E. da Angers, cant. e a /[ I. E. 
dai Ponls-de-Cè, sulla riva destra 
della Loira, con i,6oo abitanti. 

MATIA, picc. isola del Grande-Oceano 
equinoziale, nel! 1 arcipelago del Mar- 
Caltivo. Lat. S. i5° 48'; long. O. i5o° 
18'. Da lunge ha una bella apparen- 
za e sembra unita. I suoi abit. rasso- 
migliano agli O-ta'i-tani, ma sono me- 
no inciviliti; però i loro canoti, che 
ornano con un miscuglio di pitture, 
sono bene superiori a quelli di quei 
popoli. 

MATIANA, contrada dell'Asia, fra F Ar- 
menia e la Media, chiamata da Stra- 
bone la Maliana della Media. 

M ATI ANI, popoli dell 1 Asia, che Plinio 
sembra situare nei dintorni della Sog- 
diana, menzionati da Polibio. 

M ATI ANI o MATIENI, popoli dell'A- 
sia Minore, sulla riva destra del fiu- 
me Halys, ove Tolomeo situa la con- 
trada Saragausena, menzionati da Eu- 
stazio ed Erodoto. 

MATIENA o MATIERA, città dell'A- 
sia, sull'Eufrate. Dionigi di Alicarnas- 
so dice che fosse il soprannome della 
città di Tiora. 

MATIENA, paese dei Ma tieni, nell'Asia, 
le cui montagne si estendevano dal 
S. al N. 

M ATIFU , Ras -el- Temendfus , capo 
della Barbarla, reg. , prov. e a 3 1. E. 
da Algeri, sul Mediterraneo. Lat. N. 
36° 45'; long. E. o° 52'. Chiude al- 



l' E. 

forte, 



M A T 

la rada di Algeri . Evvi un 



MATIGNON, città di Fr., dipart. delle 
Coste del Nord, cireond. e a 5 1. i\2 
N. N. O. da Dinan, e a 8 1. E. N. E. 
da s.t Brieuc, capoluogo di cantone. 
Fa un gran comm. di grani. Vi si 
tengono 9 annue fiere, e 900 abitanti. 

MATILDE, baja all'È, della Terra di 
Van-Diemen, nel gr. Oceano, al 4 a ° 
2.2' di lat. S. 

MAT1LICATI, popoli della Italia, posti 
da Plinio nell'Umbria. 

MATILO, città dei Baiavi, posta dalla 
tavola Peutingeriana fra Praetorium 
Agrippiriae ed Albamanae. 

MATILLA, bor. della Spagna, prov. e 
a 6 1. i|2 S. O. da Salamanca, e a 3 
1. i|2 S. S. O. da Rollan, sulla riva 
destra del ruscello del suo nome. Ev- 
vi un castello dei duchi di Frias ed 
un convento. Conta 900 abitanti. 

MATILLA DE ARZON, bor. della Spa- 
gna, prov. di Leon, a 3 1. S. da La- 
guna de Negrillos e a 2 1. i[2 N. da 
Benavente, con 3oo abitanti. 

MAT1NA, borgata del Guatemala, stalo 
di Nicaragua, a circa 12 1. S. dalla 
imbocc. del s. Giovanni, sulla riva si- 
nistra della riviera del suo nome, che 
va a qualche lega di distanza a get- 
tarsi nel mare delle Antille. 

MAT1NI, popoli della Puglia, menzio- 
nati da Lucano e Plinio. 

MAT1NICUS, isola dell'Atlantico, sulla 
costa degli Stati-Uniti, stato di Mai- 
na, contea di Hancock, al S. della 
baja di Penobscot. Lat. N. 43° 5o'; 
long. O. 71 i5 ; . Ha pochi abitanti. 

MAT1SCO, città dei Gauli, nel paese 
degli Edui, che credesi corrisponda 
a Macon. 

MAT1SSA o MATISA, città dell'isola di 
Corsica, secondo Tolomeo, che la si- 
tua nelle terre, fra Mora ed Al- 
viana. 

MATIUM, città sulla costa dell' isola di 
Creta, secondo Plinio, il quale altra 
ne pone nella Colchide, sopra del fiu- 
me Heraclea. 

MATJAP1NGI, una delle popolazioni 

j le più deboli e meridionali della na- 

j zione dei Betjuani, nella Cafreria, so- 

' pra il Kruman. 



M A T 

MATKH (EI), lago paludoso della Tur. 
asiatica, nella Siria, pascialicato e a 9 
1. S. S. O. da Aleppo, un poco al S. 
di Kinnesrin. Ha 4 1. dal N. al S. 
e quasi altrettante dall' E. all' O. 11 
Kue'ik vi si perde al N. ; si crede che 
un tempo ne sortisse al S. onde an- 
dar a gettarsi nell' Oronte. 

MATLOCK, vili, della Ingh. , contea e 
a 5 1. N. da Derby, e a 3 1. S. O. da 
Cbesterfield, hundred di Wirksworth, 
in una valle pittoresca, sulla riva de- 
stra del Derwenfc, che si attraversa 
sopra un ponte di pietra. E rinomato 
pe'suoi bagni di acque termali; i suoi 
edifizi sono eleganti e comodi. Evvi 
una manifattura di cotone. Conta 
2,900 abitanti. Si osservano sulla vi- 
cina collina gli avanzi di un altare 
dei druidi. Si scavano nei dintorni 
alcune miniere di piombo, per le quali 
si stabilirono delle fonderie. 

MATNÈIJ, cantone della Tur. asiatica, 
nella Siria, pascialicato di Acri, nel 
N. del paese dei Drusì. È pieno di 
roccie e ricco di ferro. 

MATOCS o MATOTCS, bor. della Un- 
gheria, comitato di Sathmar, marca 
di Szamos-Koz, a 9 1. \\(\ S. da Me- 
zò-Kaszony, e a 9 1. S. E. da Klein- 
"Wardein. 

MATO-GROSSO o MATTO-GROSSO , 
prov. del Brasile, fra 7 e 24 3o' di 
lat. S. e fra 5a° 30' e 69 di long. O. 
Confina al N. colla prov. di Para ; al- 
l'È. , con quella di Goyaz, da cui l'A- 
raguay la divide in gran parte; al 
S. , con quella di s. Paolo, verso cui 
il Paratia forma il suo limite, e col 
Paraguai, dal quale il Xexui !a separa 
interamente; al S. O., col Buenos- 
Ayres e V Alto-Perù, ed all' Q. col 
Perù, con cui ha per frontiera il Ma- 
deira. Ha 45o 1. di lunghezza, dal N. 
O. al S. E., sopra 3oo 1. dì larghez- 
za. È attraversata, dal S. E. al N. O., 
da una catena di mont, che si sten- 
de successivamente sotto li nomi di 
Campos-Parexis, serra Trucumanacu e 
Cordillera-Geral, si riattacca verso 
il S. E. alla serra des Vertenies, e 
contribuisce a dividere il bacino del- 
l' Amazzone da quello di la Piata. Le 
§ue più importanti riviere sono, nel 
Tom, III. P. II. 



M A T 969 

primo di questi bacini, l'Araguay, col 
suo influente il rio das Mortes, il 
Xingu, il Topayos, che si forma colla 
Juruena e l'Ari nos, il Madeira, col suo 
tribuìario il Guaporè ; e, nel bacino 
de la Piata, il Parana ed il Paraguay, 
co'suoi affluenti la Cuyaba, il Taguary, 
ed il Mondego. 11 Mato-Grosso, an- 
cora poco conosciuto, è abitato da di- 
verse nazioni indiane selvagge e in- 
dipendenti. Questa prov. rinchiude 
delle grandi pianure e delle fertili 
vallate; il riso, miglio, manioco, le- 
gumi, frutta, uve, cotone, zucchero, 
tabacco, ec. sono la base delle colti- 
vazioni. Le foreste di vasta estensio- 
ne sono popolate da legnami da tin- 
tura e da ebanista, da costruzione 
e da fabbrica ; vi si trova pure l' al- 
bero che nodrisce la cocciniglia, la 
gomma copal, il sangue di drago, la 
china di diverse qualità, la manna © 
molte piante utili in medecina, e fra 
le altre l' ipecacuana e la gialappa, 
L'arbusto chiamato matte, le cui fo- 
glie si sostituiscano al thè, è quivi 
comune. Tutti gli animali domestici 
della Europa vi moltiplicano in modo 
straordinario, non essendovi neppur 
rari gli animali selvaggi, gli uccelli 
acquatici e quelli a piume brillanti 
e colorate. Ciò che rende questa prov. 
interessantissima, ed è cagione dei di- 
versi stabilimenti che i Portoghesi 
hanno quivi originariamente formati, 
sono l' oro e li diamanti che rinchiu- 
de, principalmente nelle comarche di 
Camapuania, di Cuyaba e di Mato- 
Grosso; li territori abitati dagl'In- 
diani selvaggi contengono pure mol- 
t'oro; evvi in oltre ferro, cristallo di 
ranito, pietra calcarea e diver- 



rocca, iivc 



se specie di pietre preziose. La indu- 
stria si riduce alla coltivazione delle 
terre, allo scavo delle miniere, alla fab- 
bricazione dei tessuti di cotone pei bi- 
sogni di qualche abitante, e al lavoro 
dei cuoj. Le merci europee ed<asia~. 
tiche vi si vendono care, e sono quasi 
tutte pagate in oro. Conta 82,000 a- 
lutanti, compresi gì' Indiani soggetti, 
quantunque alcuni geografi dieno a 
questa prov. un'assai maggiore popò- 
laiioae . ts= Di tutte le nazioni india" 
126 



97 o M A T 

ne die abitano questa prov., la più 
numerosa è quella dei Gua'icuros; la 
sua vicinanza è pericolosa pei coloni. — 
L'autore della Chorografia brasilia- 
na divide questa prov. in 7 distretti 
o comarche, che sono : Arinos, Cama- 
puania, Cuyaba, Bororonia, Juruena, 
Mato-Grosso e Tappiraquia. Il capo- 
luogo è Villa-Bella. 

MATO-GROSSO o MATTO-GROSSO, 
coraarca del Brasile, prov. del suo 
nome, confinante al N. , colla cate- 
na dei Campos-Parexis , che la di- 
vide dalla comarca di Arinos ; all' E. 
col Paraguay, che la separa dalla 
comarca di Cuyaba; al S. , coli 1 Alto- 
Perù, ed air O. colla comarca di Ju- 
ruena. Ha circa 120 1. di lunghezza, 
dal N. E. al S. O. , sopra 5o di lar- 
ghezza. La sua superficie è sparsa di 
colline, montagne, pianure e valli be- 
ne irrigate e fertili . Vi si coltiva 
miglio, riso, manioco, legumi, ta- 
bacco, cotone e canna a zucchero, ed 
evvi abbondanza di aranci, mangui, 
banani, ananas ed uve. Le foreste 
danno legnami da costruzione e da 
tintura, come pure delle pianti buo- 
ne alla medicina e massime la ipe- 
cacuana ; V anice cresce spontanea- 
mente nei terreni umidi. Questa co- 
marca è ricca in oro, diamanti, ferro, 
cristallo, granito e pietra calcarea. Si 
allevano molte bestie a corna; tutte 
le spezie di quadrupedi selvaggi delle 
prov. marittime del Brasile, e così pu- 
re diverse specie di uccelli sono quivi 
comuni. La parte più seltentr. è abi- 
tata da nazioni indigene, fra le altre, 
dai Cabyxys, Cantoros, Ababas, Lam- 
bys, ed Urucurunys. Villa-Bella n'è 
il capoluogo. 

MATO-GROSSO o MATTO-GROSSO, 
montagna del Brasile, prov. di Rio- 
de-Janeiro, distr. d'Ilha-Grande, pres- 
so il villaggio di Angra-dos-Reys. Sta 
circa 5oo tese sopra il mare. 

MATOMBAGH, riviera dell'isola di Ma- 
dagascar, nel reg. dei Sedavi. Scorre 
all' O. N. O. , irriga il paese del suo 
nome, e si getta nel canale di Mo- 
zambico, al 17 io' di lat. S. , dopo 
un corso di 5o leghe. 

IViATOMBAGH, paese della costa occid. 



MAI 

dell' ìsola di Madagascar, nel reg. dei 
Sedavi, sul canale di Mozambico, fra 
il capo s. Andrea e l'isola Cofnn. È 
bagnato dalla riviera del suo nome. 

MATOMK1N (GREAT), isola dell'A- 
tlantico, sulla costa degli Stati-Uniti, 
stato di Virginia, contea di Accomac. 
Lat. N. 3 7 ° 45'; long. O. 77 5o'. Ha 
circa 2 1. di lunghezza, dal N. al S. 
In vicinanza ed al S. O. si trova l'i- 
sola di Little-Matomldn. 

MATOTCHK1N, braccio di mare dell'o- 
ceano Ghiacciaie-Artico, sulla costa oc- 
cid. della Nuova-Zembla, che divide 
in due parti quasi eguali. Si prolunga 
consid. nelle terre, e si crede che 
sbocchi nel mare di Kara. Le rive 
della parte conosciuta sono sparse di 
roccie scoscese. 

MATOUA , picc. isola dell' arcipelago 
delle Kurili, dipendente dalla Russia 
asiatica, al S. dell' isola Raikoke, da 
cui è separata dallo stretto di Golov- ! 
nin, e al N. dell' isola Rastoua, da cui 
è divisa dallo stretto di Nadejdy, Lat. i 
N. 47 ; long. E. i5o° 5o'. 

MATOUR, bor. di Fr., dipart. di Sao- 
na e Loira, circond. e a 6 1. O. da 1 
Macon, e a 4 1- 3(4 S. E. da Charol- 
les, capoluogo di cantone, in una pie- j 
cola fertile pianura. Conta 1,200 abi- 
tanti, e vi si tengono 12 annue fiere. 
I dintorni offrono situazioni amene e 
grassi pascoli. 

MATOURA, città sulla costa merid. del- ; 
l'isola di Ceylan, capoluogo del distr. ; 
di Dolasdas, alla imbocc. della Neel- 
ganga, e a 3o 1. S. E. da Colombo; i 
è questa la città più meridionale del- 
l' isola. Ha un forte ed un porto per 
piccoli navigli. I dintorni, coperti in 
gran parte di boschi folti e di alte 
erbe, abbondano di superbi elefanti. 
Vi si trovano molte specie di pietre 
preziose e particolarmente zaffiri e 
rubini. 

MATOZINHOS (BARRA DE) , vili, e 
porto del Portogallo, prov. di Minho, 
comarca e a 1 1. r|4 O. N. O. da Por- 
to, sulla riva sinistra della Leea, alla 
sua imbocc. nell'Atlantico. 11 porlo 
offre un sicuro ancoramento. La pesca 
è quivi attivissima e somministra in 
parte il bisogno pel consumo di Porto. 



M A T 

Conta 1,900 abitanti. — In vicinanza 
evvi una bella salina, e pili lunge un 
santuario visitato ogni anno da più 
di 3o,ooo persone. 

MATQUIM, vili, del Buenos-Ayres, prov. 
e a 35 1. O. da Tucuman. 

MATRA, in islavo Matry, anello dei 
Carpazi, nella Ungheria, comitato di 
Heves. Forma il limite fra la marca 
di Gyòngyòs e quella di Matra. I 
punti più elevati non giungono a più 
di 3,5oo piedi sopra il livello del 
mare. 

MATRA, marca della Ungheria, nel N. 
del comitato di Heves. Petervarsara 
è uno dei suoi luoghi principali. 

MATRAGA, capo dell'Arabia. Vedi Ma- 

HRAH, 

MATRA JA, bor. del due. a a 2 1. N. 
O. da Lucca , distr. di questo nome. 
Vi si coltivano molti olivi. 

MATRAY, Matreium, bor. del Tirolo, 
circ. dell'Innthal inferiore, a 3 1. i|2 
da Inspruck, sul Sili. Vi sono fabbri- 
che di falci e coltelli. 

MATRIA, antica città d'Italia, secondo 
Suida. 

MATRICA, città della Pannonia infe- 
riore, secondo l'Orlelio. 

MATRINUM, città della Italia, nel Pice- 
no, presso li Pisetulii. 

MATRONA, fi. della Gallia Belgica, il 
moderno MARNA, in Francia. 

MATSCHDORF , vili, degli Stati-Prus- 
siani, prov. di Brandeburgo , reggen- 
za e a 3 1. E. S. E. da Francfort, circ. 
e a 5 1. ij2 O. da Sturnberg. Evvi una 
fabbrica di carta, un segatojo, ed una 
gualchiera . 

MATSCHEWICE, pica città della Po- 
lonia, a i3 1. E. da Varsavia, ove il 
bravo Rosciusko, combattendo per la 
sua patria, fu ferito e fatto prigionie- 
ro nel 170/1. 

MATSIMA , isola del Giappone , presso 
la costa orient. dell'isola di Nifon , 
prov. di Mouts, al 38° 25' di lat. N. 
E assai consid., bene coltivata, e molto 
popolata. 

MATSIOV , bor. della Russ. europea , 
gov. di Volinia, distr. e a 5 L O. 
N. O. da KoAvel , e a 9 1. i[2 N. da 
Vladimir, con circa 4oo abitazioni. 

MATSLARU, popolazione di Betjuanas , 



MAT -971 

nella Cafreria. Turihey è la residen- 
za del capo, e Queis, all'O. di Lita- 
ku, è un altro dei suoi luoghi prin- 
cipali. 

MATSMAT, MATSUMAY o MATSUMAI, 
is. del Giappone. Vedi Yeso. 

MATSMAI, MATSUMAY o MATSUMAI 
(STRETTO DI), nel Giappone. Vedi 
Sangak. 

MATSMAT, MATSUMAY o MATSUMAI, 
governo del Giappone, nell'is. di Yeso, 
di cui occupa il S. O. Forma una 
penisola , il cui istmo è fra la baja 
del Vulcano, e la baja Kutusov, e 
ch'è divisa, al S., dalla is. di Nifon , 
per lo stretto di Sangar. I giapponesi 
l'acquistarono dagli Amos, da circa 4 
secoli. La popolazione sta quasi tutta 
verso le coste ; V interno è occupato 
da alle montagne, coperte di neve e 
di folte foreste. Vi si scavano minie- 
re di piombo, e si raccoglie dell'oro, 
col mezzo del lavacro, in un corso 
d'acqua vicino alla città di Matsmai , 
e. 1. del governo. 

MATSMAT,MATSUMAY o MàTSUMA'l, 
città del Giappone, capoluogo di gov., 
verso la estremità merid. dell'isola di 
Yeso, sopra una baia formata dallo 
stretto di Sangar. Si estende sul de- 
clivio di un'altura, presso una riviera 
che si getta a poca distanza nel ma- 
re, ed è difesa da una fortezza. Le 
case sono in legno, ma coperte di 
pietra; i templi, ed in generale i pub- 
blici edilìzi , sono dipinti in bianco. 
Evvi un teatro. La baia è grande ed 
aperta; all' O. sta una pìcc. isola in 
cui evvi una specie di fanale. Una 
scogliera, dietro la quale ancorano i 
navigli in vicinanza di terra, forma 
ciò che si chiama il porto; la sua pro- 
fondità a mar basso è, al dire dei 
Giapponesi, di 4 braccia, e per con- 
seguenza sufficiente per grossi navigli 
mercantili europei. 11 corani, è consi- 
derabile. Secondo Golovnin , che fu 
detenuto in questa città per molto 
tempo , la popolazione può essere di 
5o,ooo individui. I dintorni sono be- 
ne coltivati. 

MATSUMAI, isola, governo e città del 
Giappone. Vedi Matsmai. 

MATSURA o MATSOURE j imo degli 



m** 



M À T 



i distretti della prov. di Fizen, nel- 
l'is. di Kiu-siu, nel Giappone. 

MATT, vili, della Svizzera, cant. e a 3 
1. S. E. da Glaris, capoluogo di distr. 
presso la riva destra del Sernft. Ev- 
vi una considerabile cava di ardesia. 

MATTABELLAS, is, dell'arcipelago del- 
le Molucche, al S. E. di Goram. Lat. 
S. 4° 2o ; ; long. E. 129 20'. 

MATTADY, città della Guinea inferiore, 
sulla costa di Biafra, reg. di Ounda- 
my, a circa 100 1. dalla costa. 

MATTAN, paese , città e riviera nella 
parte S. O. dell'isola Borneo. La cit- 
tà sta sopra una riviera che si getta, 
a qualche lega al di sotto, nello stret- 
to di Caremata, al i° [fi* di lat. S. e 
107° 4o / di long. E. 

MATTAPONY, riviera degli Stati-Uniti, 
stato di Virginia, che ha origine nel- 
la contea di Spotsilvania , scorre al 
S. E. , e si congiunge al Paraunky , 
alla riva sinistra, onde formare il 
York, a Delaware , e a 14 1- E. da 
Richmond, dopo un corso di 3o 1., 
navigabile in gran parte. 

MATTARELLO , vili, del Tirolo , c'ire, 
di Trento, con un castello. 

MATTAS (CAPO-DE-LAS), capo sulla 
costa E. dell'America mericl., al S. della 
baja di S. Gregorio, al 45° di lat. S. 

MATTA-WAUL1H, porto della Nuova- 
Olanda. Vedi Illawarra. 

B1ATTEMBA o MATAMBA, distr. della 
parte orient. del reg. di Angola, nella 
Guinea inferiore , al S. del paese di 
Mahunga, irrigato al N. dal Zaìro , 
airO. dal Lumini, affluente di questo 
fiume, ed ai S. dalla Goanza. Ebbe 
per regina la celebre Zinga, o, come 
i suoi sudditi la chiamavano, Gongo- 
Amena ; da questo nome di Zinga, 
reso tanto familiare ai portoghesi per 
le imprese di questa principessa, essi 
chiamano di ordinario Zingas o Gin- 
gas gli abit. del Mattemba. 

MATTEO (S.), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Mantova, distr. di Viadana. 

MATTEO (S.), picc. isola dell'Atlantico 
equinoziale, a 160 1. S. dal capo del- 
le Palme, nella Guinea superiore, al 
2° di lat. S. e ii° di long. O. Fu 
scoperta, nel i5j6, dai portoghesi, 
che vi formarono imo stabilimento , 



M A T 

oggieft abbandonato. Ewi un piccolo 
lago di acqua dolce. 

MATTEO (S.), in russo S. Matvieia o 
GORA , isola del mare di Bering , a 
80 1. dalla Russ. americana , e a 9S 
1. dalla Russ. asiatica, al S. dell'isola 
S. Lorenzo, e all' O. dell'isola Nuni- 
vok , al 6o° 3o' di lat. N. e 1^5° di 
long. O. Ha i5 1. di lunghezza , dal 
N. O. al S. E., e 5 1. di larghezza. 
È generalmente coperta di montagne, 
le cui sommità , nude ed aride, sono 
frequentate da innumerevoli uccelli 
marini ; le valli offrono qualche ver- 
zura. Le coste vedonsi popolate di 
orsi e di vacche marine. L' isola è i- 
11 abitata. 

MATTEO (S.), una delle principali isole 
dell'arcipelago Mergui, sulla costa del- 
l'Indo-Chìna britannica, prov. di Te- 
nasserim, nel golfo del Bengala, a 20 
1. dall'is. di Mei, presso ed all'O. del- 
l'istmo di Krà. Lat. N. io°; long. E. 
95° (\o f . Ha 8 1. di lunghezza, dal N. 
al S., e 4 h di larghezza, dall' E. al- 
l'O. Evvi un vasto porto, formato fra 
la sua estremità settentr. e molli iso- 
lotti, e la cui profondità è di 17 brac- 
cia verso il mezzo, e di io e 12 
presso la riva; le flotte più numerose 
possono ancorarvisi. Questa isola è 
alta, assai montuosa , ed interamente 
coperta di folte foreste : la cima più 
alta sembra sollevarsi a circa 5oo te- 
se. E inabitata. 

MATTEO (S.) o S. MATTHEUS, rivie- 
ra del Brasile, prov. di Porto-Seguro. 
Ha la sua origine verso la sommità 
dell'angolo S. O. della prov., si dirige 
generalmente all' E., passa nel borgo 
del suo nome, e gettasi nell'Atlantico, 
al 18 4o' di lat. S. e 42 io' di long. 
O., dopo un corso di circa 4° leghe. 

MATTEO (S.) o S. MATTHEUS , bor. 
del Brasile , prov. e a 65 1. S. S. O. 
da Porto-Seguro , e a 4° '• N. da 
Nossa-Senhora-da-Yictoria, sulla rivie- 
ra dello stesso nome. Le paludi vici- 
ne lo rendono poco sano. Si compone 
di circa un centinajo di fuochi. I din- 
torni sono fertili in riso , zucchero , 
cotone, caffè e manioco, di cui si e- 
sporta una gran quantità in farina. 

MATTEO, is. del Grande-Oeeano equi- 



M À f 

Sìozìale, all'È, della Nuova- Cale Jonìa, 
al 22 3c> di lat. S. e 169 25' di 
long. E. Non è che una roccia -vul- 
canica, che manda fumo da ogni parte. 

MATTEO, capo sulla costa S. dell'isola 
di Scio, nell'arcipelago Greco. 

MATTERADA, vili, del reg. Illirico, 
neir Istria, circ. di Trieste, presso U- 
mago, con 3oo abitanti. 

MATTERHORN, montagna delle Alpi. 
Vedi Cervik. 

MATTERSDORF, in ungherese Wagy- 
Marion, bor. della Ungheria, comita- 
to, marca e a 3 1. ij2 O. N. O. da 
Oedenburg. Vi sono cave abbondan- 
tissime. Conta 3,ooo abit., dei quali 
circa 1,000 sono ebrei. 

MATTERTHAL, NIKLAUSTHAL o 
NIKOLAITHAL, valle della Svizzera, 
nel S. E. del cant. del Valese, al S. 
del Vispacherthal, nella decina di Visp. 
Ha circa 7 1. dal N. N. E. al S. S. O. 
Il Matterhorn o monte Cervino la 
termina in questa ultima direzione. 
Il vili, di Matt o Zermatt n'è il luo- 
go principale. 

MATTHANA, città della Siria o dell'Eu- 
fratense, secondo la notizia dell 1 Im- 
pero. 

MATTHEWS, Ìsola dell 1 arcip. Mulgra- 
ve nel Grande-Oceano equinoziale. 
Lat. N. 2 4' 20"; long. E. i70°o". 
E bassa e composta di coralli. 

MATTHEWS, contea degli Stati-Uniti, 
nella parte orient. dello stato di Vir- 
ginia, all' O. della baja Chesapealie , 
con 6,900 abitanti. 

MATTIA o MAT, riviera della Tur. eu- 
ropea, nell 1 Albania , sangiaccato di 
Scutari. Ha origine presso il bor. del 
suo nome, si dirige ali 1 O., e gettasi 
nell 1 Adriatico, formando 3 isole, a 8 
1. N. da Durazzo , e a 3 1. O. N. O. 
da Ichini , dopo un corso di circa 20 
leghe. 

MATTIA o MAT, bor. della Tur. eu- 
ropea, nell'Albania, sangiaccato e a 
io I. S. E. da Scutari, e a 6 1. ija 
N. da Isbat, capoluogo di distr., pres- 
so la sorgente della riviera del suo 
nome. E abitato da Albanesi feroci, 
conosciuti sotto il nome di Selit. 

MATTIACI o MATTIAQUI, popoli del- 
la Germania., così chiamati dalla città 



MAT 975 

di Mattium, capitale del paese dei 
Catti, il modernoMarburg, nell'Hassia- 
Elettorale. Abitavano sul Reno, e, se- 
condo alcuni autori, precisamente nel- 
la contea di Nassau, fra Francfort, Wis- 
baden e Marpurg. Secondo Tacito, a- 
vevano una grandissima uniformità di 
costumi coi Batavi, credendo lo stesso 
scrittore, avessero una origine comune 
e lo stesso valore. Furono posti dai ro- 
mani sotto la protezione dell 1 im- 
pero. 

MATTIGHOFEN, bor. dell' arcid d'Au- 
stria, paese al di sopra dell'Ens, circ. 
dell' Inn, a 5 1. 3|4 O. S. O. da Ried, 
e a 5 1. E. S. E. da Eurghausen. Vi 
sono fabbriche di falci, e conta 5oo 
abitanti. 

MATT1MUSKEET, lago degli Slati-U- 
niti, stato della Carolina del Nord , 
contea di Hyde, un poco al N. del 
Pamlico-sund, nel quale versa le sue 
acque. Ha 6 1. di lunghezza, dall' E, 
all' 0. t e 3 1. di larghezza. 

MATT1NA-BOTTICINO, vili, del reg. 
Lom.-Ven., prov. e distr. di Bre- 
scia. 

MATTINATA, vili, e porto del reg. di 
Napoli, prov. di Capitanata distr., e 
ani. i]2 N. E. da Foggia, cant. e 
a 2 1. E. da Monte-S. Angelo, sull'A- 
driatico. 

MATTIO, isola del Grande-Oceano e- 
quinoziale , nell' arcipelago del Mar- 
Cattivo, al 16 di lat. S. e i5o° di 
long. O. Fu così, chiamata da Tura- 
bull, nel i8o3. E verisimilmente la 
stessa che fu scoperta e chiamata Au- 
rora da Roggewein, nel 1722. 

MATTO-GROSSO, prov., comarca e 
montagna dei Brasile. Vedi Mato- 
Grosso. 

MATTOUCTY, isola del Grande-Ocea- 
no equinoziale.. Vedi Kennedy. 

MATTRACH, città e porto dell' Arabia, 
nell 1 Oman, presso e al N. di Masca- 
te, sul mare di Oman. E difesa da un 
castello fortificato, ma non rinchiude 
che capanne miserabili, ed una piaz- 
za da mercato. Evvi sulla costa un 
luogo comodo pel riattamento dei na- 
vigli 

MATTRAT, bor. del Brasile. Vedi Ma- 



g 7 4 M A T 

MATTY, isola del Grande-Oceano equi- 
noziale, presso la costa settentr. della 
Nuova-Guinea. Lat. S. i° 46'; long. 
E., 141 . Fu scoperta da Cook, nel 
1767. 

MATUARO, isola e baja al N. E. del- 
la Nuova-Zelanda. 

MATUGA, regno della Cafreria. Vedi 
Manica. 

MATURA, borgata del Brasile, prov. e 
a 5oo 1. O. da Para, e a 24 1. E. N. 
E. da Ollivensa , comarca di Javari , 
sulla riva destra dell 1 Amazone. 

MATURA, città fortificata dell' isola di 
Ceylan. Vedi Matoura. 

MATUREU o BOUGA1N VILLE, porto 
dell' isola Ouédéah , neh' arcipelago 
della Società. Vi si getta una riviera 
dello stesso nome. 

MATURIN o MATURINO, dipart. il più 
orientale della Colombia, formato di 
recente dal per lo innanzi dipart. del- 
l 1 Orenoco, che leniva luogo della Gu- 
jana spagnuola, e della prov. di Cu- 
raana, comprese nell' antico governo 
di Caracca. Si estende presso a poco da 
i° 20' a ii° di lat. N. e da 6i° a 
71 di long. O. È bagnato al N. 
dal mare delle Antille, al N. E. dal- 
l' Atlantico, e confina , air E.', colla 
Gujana inglese, al S. colla Gujana 
brasiliana, da cui è in parte diviso 
dalla Sierra di Pacaraina, ed ali 1 O. 
con paesi abitati da Indiani indipen- 
denti, e coi dipart. delfOrenoco e 
di Venezuela. Ila 260 1. , dal N. E. 
al S. O., e 200 1. nella sua mag- 
giore larghezza. È coperto, al N. dal 
rOrenoco, dalle ramificazioni orientali 
della cordigliera delle Ande, ed al S. 
di questo fiume, da parecchi anelli di 
montagne, come la Parime, e la Sier- 
ra Rinocote. L 1 Orenoco, che ha ori- 
gine nell' interno di questo dipart., 
segna una porzione del limite occid. 
ed irriga la parte settentrionale; vi 
riceve il Caroni. Nel S. O. il Cassi- 
quiare stabilisce una comunicazione 
fra questo fiume ed il rio Negro; la 
parte orientale è irrigata dal'Cuyuni. 
Il clima di questo paese è in gene- 
rale assai caldo. Il suolo, in molti 
punti paludoso, si mostra quasi o- 
vunque di una estrema fecondità ; 



M A T 

immensi pascoli cingono V Oreno- 
co. Le foreste somministrano molti 
legni preziosi, come guajaco , accaju 
e brasiletto. — Questo dipart. ha per 
capoluogo Cumana , e si divide in 
tre provincie, che sono: Barcellona, 
Cumana e Guajana (Gujana-Colom- 
biana.) La più gran parte è ancora 
poco conosciuta ed abitata da sal- 
vaggi indipendenti. 

MATUSARUiVI o MATUSARO, città del- 
le Spagne, nella Lusitania, verso il S. 
E. di Scalabris. L'itinerario di An- 
tonino la situa sulla strada da Lisbo- 
na ad Emerita. 

MATUTE, bor. della Spagna, prov. e 
a 9 1. S. O. da Logrono (Burgos), e 
a 5 1. i[2 S. S. E. da s. Domingo de 
la Calzada, in un paese freddo , sul 
declivio di una montagna, sulla cui 
sommità evvi un convento di mona- 
che. Conta 700 abitanti. 

MATV1EIA (S.), isola del mare di Be- ; 
ring. Vedi Matteo (S.) 

MAT VIEIE V, picc. is. dell'Oceano Ghiac- ' 
ciale-artico, presso la Russia europea, l 
gov. di Arkangelsk, al S. della Nuo- 
va-Zembla, e all' O. dell'isola Vai- 
gatz. 

MATYLUS, città sulla costa della Pam- 
fìlia, secondo Tolomeo, che la situa 
fra la imbocc. del fiume Cataractus 
e quella del Cester. 

MATZAMBA, riviera dell'isola di Ma- | 
dagascar, regno de ? Sedavi. Si getta ' 
nel canale di Mozambico, al N. E. di 
Mouzangaye, al i5° di lat. S., dopo 
un corso di 3o 1., prima al N. poi al '! 
N. O. Si trova un vili, dello stesso 
nome, verso la parte superiore. 

MATZAROQUAS, tribù di Betjuanas, 
nella Cafreria, in vicinanza dei Khojas. 

MATZDORF, in ungherese Matejocz, 
bor. privilegiato della Ungheria, co- 
mitato di Zips, marca dei Carpazj, a 
2 1. ip S. O. da Kasmarkt e a 5 1. 
O. N. O. da Leutchov, sulla riva si- 
nistra del Poprad. Vi sono due chie- 
se e birrerie. Commercia di birra , 
aceto, cavalli, e grassi porci. Conta 
1000 abitanti. 

MATZEN, bor. dell' arcid. d 1 Austria , 
paese al di sotto dell 1 Ens, circ. in- 
feriore del Manhaitsberg, a 1. E. S. 



M A T 

E. da Korneuburg, e a ^ I. S, S. O. 
da Zistersdorf. 

MATZEN, bor. e castello del Tirolo , 
circ. del Basso Iun, bai. di Rattenberg. 

MATZUCUM, luogo fortificato della Tra- 
cia, secondo Cedreno. 

MAU o MAOU, citta della Nigrizia , 
designata da qualche autore come la 
capitale del Kanem , rna la cui vera 
posizione è sconosciuta. 

MAU-AH-HEB, picc. città dell'Arabia, 
nell'Yemen, a i 1. N. da Damar, so- 
pra una collina. Evvi un forte. Fu 
fondata nel 1712. 

MAUBAN, gr. baja o golfo all'È, del- 
l'isola di Lusson, fra le Filippine. 

MAUBEC, vili, di Fr., dipart. dell'Ise- 
re, circond. e a 7 1. E. N. E. da Vien- 
na, cant. e a 2 1. i[4 S. E* da La Ver- 
pillière. Vi si tiene una fiera annua, 
e conta 2,700 abitanti. 

MAUBEC, vili, di Fr., dipart. di Val- 
chiusa, circond. e a 6 1. 2i3 S. E. da 
Avignone, cant. di Cavaillon, con 600 
abitanti. Vi si tengono due annue 
fiere. 

MAUBERT-FONTAINE , città di Fr., 
dipart. delle Ardenne, circond., cant. 
e a 2 1. ij4 S. O. da Rocroy, e a 5 1. 
i}2 O. N. O. da Mezieres. È la resi- 
denza di un sotto-ispettore alle foreste. 
Vi si tengono 4 annue fiere, e conta 
1,000 abitanti. 

MAUBEUGE, Maìbodium, città forte di 
Fr., dipart. del Nord, circond. e a 4 b 
N. da Avesnes, e a 7 1. \\i E. da Valen- 
ciennes, capoluogo di cant,; sulla Sam- 
bra , che l' attraversa , vi riceve la 
Passelotte, e vi diviene navigabile. È 
questa una piazza di guerra di terza 
classe, cinta da un circuito con bastio- 
ni, e difeso da molti forti e ridotti. 
E bene distribuita e fabbricata, rin- 
chiudendo due chiese, un convento 
di donne, un collegio comunale, due 
ospedali militari, una manifattura rea- 
le di artiglieria, delle fucine, fabbri- 
che di chiodi, di spiedi e cilindri pei 
filatoj, di biancheria da tavola, di sa- 
pone, ec, e delle concie. Evvi una 
bella usina idraulica pel travaglio del 
marmo che si estrae dai dintorni. Fa 
un esleso comm. in vini , acquavite , 
speciene, ferro, ardesia di Fumay , 



MAU 9 ?5 

carbon fossile, marmo ec. Vi si ten- 
gono i3 annue fiere, e conta 6,000 
abit. — La origine di Maubeuge pro- 
viene dalla fondazione di un capitolo 
di canonichesse, nel 618, da S.ta Al- 
degonda, figlia di Valberto, conte di 
Hainaut. Questa città fu la capitale 
della antica prov. dell' Hainaut, e fu 
presa e ripresa molte volte dai Fran- 
cesi e dagli Spagnuoli. Luigi XIV se 
ne impadronì nel 1649, ed il trattato 
di Nimega del 1678 ne assicurò il 
possesso alla Francia. Nel 1680 , di- 
strutti i suoi vecchi bastioni, fu for- 
tificata di nuovo da Vauban. Il prin- 
cipe di Coburgo, comandante l'arma- 
ta dei coalizzati , che 1' attaccò nel 
1793, con 65,ooo uomini, fu forzato 
di levarne l'assedio, in seguito della 
vittoria riportata dai francesi , sotto 
il comando del generale Jourdan, a 
Watignies, il 18 ottobre dell'anno 
istesso. Nel giugno i8i5 si arrese ai 
Prussiani. 

MAUBOURGUET, città di Fr., dipart. 
degli Alti-Pirenei, circond. e a 6 1. 
N. da Tarbes. e a 2 1. N. da Vic-en- 
Bigorre, capoluogo di cantone, sulla 
riva sinistra dell' Adour, al confluente 
dell'Echez. La chiesa parrocchiale, fab- 
bricata dai Templarj , è osservabile 
per un miscuglio di stile gotico col- 
l'orientale ; la porta presenta curio- 
si arabeschi. Vi si tengono due an- 
nue fiere, e conta i,5oo abitanti. 

MAUCHLINE, città della Scozia, contea, 
presbiterio e a 3 1. ij2 E. N. E. da 
Ayr, con 2,000 abitanti. Vi si ten- 
gono 7 annue fiere. In vicinanza evvi 
una tomba che indica il luogo ove 5 
individui soffersero il martirio nel 
i685. 

MAUDE, riviera di Fr., che ha origine 
nello stagno del suo nome , dipart. 
della Creuse, circond. e all' E. S. E. 
di Bourganeuf, entra nel circond. di 
Limoges, del dipart. dell'Alta- Vienna, 
passa a Peyrat ed a Bujaleuf, e si con- 
giunge alla Vienna, alla riva destra, 
a L'Arligue, dopo un corso di circa 
io leghe. E navigabile con zattere ad 
imboccatura dispersa da S. Martin 
Chàteau. 

MAU-DOI, uno dei 6 principati dell'i- 



97 6 M A U 

sola Nuàahiva , nell' arcipelago Mon- 
dana. Può mettere in armi 1,200 guer- 
rieri. 

MAUDR.E, riviera di Fr. , dipart. di 
Senna ed Oise. Si forma, nel circond. 
e a 5 1. i|a S» O. da Versailles, colle 
acque dei numerosi stagni e paludi 
che coprono il cant. di Montfort- 
l'Amaury, irriga S.t Àubin, Neauphle- 
le-Vieux e Man He, ed entra nel cir- 
cond. di Mantes onde congiungetsi 
alla Senna, alla riva sinistra, a t\. 3[4 
S. O. da Meulan, dopo un corso di 
circa 8 1. 112, al N. Fa muovere un 
gran numero di mulini. 

MAUER, vili, dell' arcid. d'Austria, in 
un'amena e solitaria situazione, paese 
al di sotto dell'Ens, circ. inferiore del 
Wienerwald, a 2 1. S. O. da Vienna. 
Sonovi varie sorgenti minerali, e fab 
liriche di prodotti chimici. Ne 1 suoi 
contorni coltivasi una gran quantità 
di robbia, di cui si fa comm. unita- 
mente al vino che si raccoglie dalle 
viti le quali stanno all'intorno. Conta 
900 abitanti. 

MAUERBACH, vili, dell'arcid. d'Austria 
paese al di sotto dell'Ens, circ. infe- 
riore del Wienerwald, a 3 1. 3 [4 O. 
da Vienna. Evvi un vasto ospedale. 

MAUERHOF, ant. forte castello dell'ar- 
cid. d'Austria, presso il borgo di Ho- 
henberg, quartiere dell'ai to-Wiener- 
wald, con fabbriche di ferro ed ac- 
ciaio. 

MAUERKIRCHEN, bor. deli'arcid. d'Au- 
stria, paese ai di sopra dell'Ens, circ. 
dell'Inn, a 5 1. O. da Ried, e a 4 1- 
ij2 E.da Burghausen. Vi sono circa i5o 
abitazioni ed una fucina. 

MAUERMUNSTER , città di Francia. 
Vedi Marmoutier. 

MAUFUR-BUNDER, porto dell' Indo- 
stan. Vedi Maphor-Bender. 

MAUGUIO (STAGNO DI),inFr., dipart. 
dell'Herault, circ. di Montpellier, cant. 
di Mauguio, presso il Mediterraneo, 
da cui non è diviso che da una stretta 
lingua di terra. Ha 2 1. 3[4 nella sua 
maggiore lunghezza sopra 1 1. nella 
sua più grande larghezza, e comunica 
all' O. collo stagno di Perols. 11 canale 
des Etangs lo attraversa. 

MAUGUIO MELGUEL, Melgorium, 



MAH 

bor. di Fr., dipart. dell'Herault, cir- 
cond. ^ a 2 1. i(2 E. da Montpellier, 
e a 2 l.'*|3 S. O. da Lunel, capo- 
luogo di cant., sullo stagno del suo 
nome, ove eravi anticamente un porto. 
Conta 1,660 abitanti. 

MAUHE , braccio dell' Amazone , nei 
Brasile, prov. di Para. Lascia la riva 
destra del fi. verso 2 fò' di lat. S. e 
6o° io' di long. O., scorre all'È., ri- 
ceve la Topinambarana, a destra, pas- 
sa a Villa-Nóva-Rainha, e, a 8 1. al 
di sotto di questo bor., raggiunge 
l' Amazone , dopo uno stadio di 3o 
leghe. Le sue rive sono abitate da una 
tribù indiana dello stesso nome. 

MAULAMHYEN, nuovo stabilimento in- 
glese dell'Indo-China, nel Martaban, 
a 9 1. da Amherst-town. Vi sono già ' 
più di 3,ooo abitanti. È un accampa- 
mento militare. 

MAULBRONN, bor. del reg. di Wur- 
temberg, circ. del Necker, capoluogo | 
di bai., a 7 I. x\\ O. S. O. da Heil- 
bronn e a 9 1. N. O. da Stuttgart, j 
sul Salzbach , con fabbriche e pur- \ 
ghe di tela. Conta 3oo abitanti. E- < 
ravi un convento dell'ordine dei Ci- 
sterciensi, il cui edifizio serve oggidì 
ad una scuola normale. — 11 bai. con- 
tiene 20,900 abitanti. 

MAULDAH, città dell'Indostan. Vedi 

MA.LDAH. 

MAULDE, vili, dei Paesi-Bassi, prov. di 
Hainaut, circond. e a 2 1. 3[4 $. da - 
Tournay, con 1,200 abitanti. 

MAULE, riviera del Chili, che discende 
dal versato] o occid. delle Ande, verso ; 
35° i5' di lat. S., scorre all'O., passa 
a Talea, e, dopo aver diviso il di- 
stretto del suo nome, al N., da quelli 
d' Isla-de-Maule e di Canquenes , al 
S. , si getta nel Grande-Oceano au- 
strale , al 35° di lat. S. , a 5o 1. N. 
N. E. da La Nuova-Concezione, dopo 
un corso di circa 5o leghe . E navi- 
gabile con barche per qualche lega . 
11 suo principale affluente è il Gua- 
nutil , a sinistra. 

MAULE, distr. del Chili, fra quello di 
Curico, al N., e quelli di Canquenes 
e d'Isla-de-Maule, al S. Ha 5o 1. dal- 
l'E. all'O.; la^sua larghezza non ecce- 
de 8 leghe. È bagnato al S. dalla xh 



M A V 

viera del suo nome, ed al N. dal Ma- 
taquito. Fertilissimo in grani, vi si 
raccoglie pure del Tino più stimato 
che quello del Perù, e del tabacco 
ricercato. Gl'immensi pascoli che rin- 
chiude nodriscono numerose mandrie 
di bestiami, e soprattutto delle capre 
le cui pelli apprezzate sono l'oggetto 
di un gran commercio. Evvi un poco 
d'oro e del sale bianchissimo . Talea 
li' è il capoluogo . Alla sua estremità 
orient. sta il vulcano di Peterea , il 
più terribile delle Ande. 

MAULE, bor di Francia. VediMAVLLE. 

MAULÈON , vili, di Fr. , dipart. del 
Gers, circond. e a 9 1. ija O. da Con- 
dona, cant. e a 1 1. 3j4 S. O. da Ca- 
zaubon, con 1,100 abitanti. 

MAULÈON, Matteo, città di Fr., dipart. 
dei Bassi-Pirenei, capoluogo di circon. 
e di cant. , a 9 1. 3[4 O. S. O. da 
Pau e a 5 1. O. N. O. da Oléron, 
sulla riva destra del Saizon, che pren- 
de qui il nome di gave di Maule'on. 
11 tribunale di prima istanza del cir- 
cond. è a S.t Palais; evvi una direzione 
di contribuzioni indirette, ed un col- 
legio comunale Quest' antica città è 
piccola, male fabbricata, ma posta in 
un 1 amena situazione. Vi si tengono 
due fiere annue, una di due giorni, 
il primo gennaro, e l'altra, il primo 
maggio. E patria di Enrico Sponde, 
scrittore di cui Enrico IV fu il pa- 
drino. Conta 1,100 abit. Nei dintor- 
ni trovasi una sorgente salsa, e pietra 
calcarea grezza. — Era questa città la 
capitale dell'antico paese di Soule, e fa- 
ceva parte di quello dei Baschi o Va- 
sconi, che se n'erano impadroniti nel 
635, dopo aver vinto il duca France- 
sco d'Arimbert, che il re Dagoberto 
aveva mandato contro di essi. I signori 
del castello di Soule consegnarono il 
paese a Filippo il Bello, per non ricono- 
scere i re d'Inghilterra in qualità di 
duchi di Gujenna. — Il circond. si 
divide nei 6 cantoni di : S. Etienne- 
de-Baigorry, Iholdy, S. Jéan-PierJ-de- 
Port , Maule'on, S.t Palais e Taf dets. 
Contiene 147 comuni , e 70,200 abi 
tanti. 

MAULÈON (Gave de), riviera di Fran 
da. Vedi Saizoi*. 
Tom. HI. P, II, 



MAH cj 77 

MAULÈON, città di Francia. Vedi Cha- 
tillon-sur-Sevre. 

MAULEVRIER , vili, di Fr., dipart. di 
Maina e Loira , circond. e a 6 1. qa 
S. E. da Beaupréau, cant. e a 2 1. 2j3 
S. E. da Chollet, sulla Moine. Vi si 
tiene un'annua fiera, e conta 5oo abi- 
tanti. Il castello fortificato, un tempo 
importante, più non esiste. 

MAULLE o MAULE , bor. di Fr. , di- 
part. di Senna ed Oisa, circond. e a 5 I. 
N. O. da Versailles, cant. e a 2 1. 3[4 
S. S. O. da Meulan , in una valle , 
sulla Mandre . Vi sono alcune bella 
case di campagna, ed un castello, con- 
cie e fabb. di pelli. Conta 1 ^coabi- 
tanti. 

MAULNE o MONES, casale di Fr., di- 
part. dell'Yonne, circond. e a 3 l. i\z 
S. E. da Tonnerre, cant. e a 2 1. N. da 
Ancy-le-Franc. Vi sono fabbriche di 
vetri, e commercia di tartufi. 

MAULS, vili, del Tirolo, bai. di Ster- 
zing, sull' Eisach. 

MAUME, città della Etiopia, sotto l'E- 
gitto, menzionata da Plinio. 

MAUMEE, riviera, baja e comune de- 
gli Stati-Uniti. Vedi Miami. 

MAUMEII , Indiani degli Stati-Uniti. — 
Vedi Miamis. 

MAUN .' I nomi dell' Indostan che così 
cominciano, e che qui non si trovano, 
si cerchino sotto Man. 

MAUNA-ROA, montagna dell'arcipelago 
Sandwich. Vedi Mouna-Roa. 

MAUPERTUIS, vili, di Fr., dipart. di 
Senna e Marna, circond., cant. e a 1 
1. ij2 S. da Coulommiers, suTl'Aube- 
tin. Aveva un magnifico castello , ed 
il titolo di marchesato. Vi si tiene un' 
annua fiera, e conta 4°° abitanti. §i 
vedono ancora i giardini che 1' abate 
Delille cantò nel suo poema i Giardini. 

MAUP1TI o MAURA , una delle isole 
della Società, nel Grande-Oceano equi- 
noziale. Lat. S. »6° 25' long. O. i54 Q 
3o\ Ha circa 5 1. di circuito, e sem- 
bra esser cinta da scogliere di corallo, 
che ne rendono l'approccio difficilis- 
simo. Sulla costa orient. vi sono al- 
beri di cocco in gr. quantità, e l'albe- 
ro a pane vi è molto più gr. che nel- 
le varie isole adjacenti, 



IMAUPREVOIR, vili. 



di Fr. , dipart*. 
127 



9? 8 MAH 

della Vienna, circond. e a 6 L E. da 
Civray , cant. di Availles , presso del 
Patron. Vi si tengono i5 annue fiere, 
e conta 1,000 abitanti, 
MAUR (S.t), vili, di Fr., dipart. dell In- 
dre, circond., cant. ea i 1. O. S. O. 
da Chàteauroux , presso dell' Indre. 
Conta i,3oo abitanti. 
MAUR (S.t) , vili, di Fr., dipart. della 
Senna, circond. e a 3 1. i\\ N. E. da 
Sceaux, cant. e a i 1. E. da Charen- 
ton, e a 2 1. i[4 S. E. da Parigi, sulla 
riva destra della Marna, che sì attra- 
Tersa sopra un lungo ponte di pie- 
tra, presso il canale di S. Mauro e 
il bosco di Vincennes. Vi sono molte 
belle case di campagna, un vasto par- 
co , che dipendeva dal magnifico ca- 
stello distrutto nella rivoluzione , 
una fabbrica di tuli di cotone , ed 
una di carta. I Benedettini vi aveva- 
no un monastero, capo d'ordine della 
congregazione di S. Mauro, che fu 
secolarizzato nel i533, e cangiato po- 
scia in una collegiata. 
MAUR (Canal de S.t) in Francia. Ve- 
di Mauro {Canale di S.n) 
MAURA, una delle is. della Società. Ve- 
di Maupiti. 
MAURA (S.ta), Leucadia e Leucas, una 
delle isole Jonie, nel mar Jonio, pres- 
so la costa del sangiaccato turco di 
Janina , da cui non è divisa che da 
uno strettissimo canale' e poco pro- 
fondo, e a 2 1. N. dalle isole di Cefa- 
lonia e di Thiaki . Il centro si trova 
al 88° 42' di lat. N. e i8° 19/ di long. 
E. Ha 7. 1. di lungh. , dal N. al S. , 
3 I. ita nella sua maggiore largh., e 
i5 1. q. , ed è la più vicina alla ter- 
raferma di tutte le altre isole. La co- 
sta è assai spezzata verso il S. , essa 
offre il capo Ducato , alla estremità 
merid., e la baja di Vasiliki: presso 
la costa orient. si trova 1' isola di Me- 
ganisi e molti isolotti. S.ta Maura, at- 
traversata da una catena di montagne 
scoscese, la più elevata delle quali 
trovasi nel centro, non ha alcun fiu- 
me di rimarco, ma è irrigata da un 
gran numero di piccoli torrenti e 
di ruscelli; le pioggie vi formano nel- 
l'inverno dei piccoli laghi che restano 
a secco nell'estate, e rendono il suolo 



m a m 

paludoso in molti siti. Il clima , as- 
sai variabile, è umido e freddo nel- 
l'inverno , bollente in estate , ma in 
generale sano. I terremoti sono quivi 
frequenti; quello del 19 gennaro 1825, 
distrusse Amaxichi, capoluogo dell'i- 
sola, e molti villaggi. Quanto le mont. 
sono nude e sterili, altrettanto le pia- 
nure e le valli spiegano una grande 
ricchezza di vegetazione; vi si rac- 
coglie biada solo bastante alla metà 
del consumo, ma molto vino, oglio , 
e frutta , e specialmente aranci , ce- 
dri, mandorle, ec. Vi si allevano nu- 
merose mandrie di montoni e capre, 
e delle api che danno un mele rino- 
mato. Il selvaggiume vi è abbondan- 
te, e la pesca assai lucrosa sulla co- 
sta. Vi si fa molto sale, che, insieme 
col vino, alcune frutta, mele, cera, ec. 
formano i principali articoli del com- 
mercio, che si fa in gran ria r te col 
mezzo del porto di Amaxichi. Conta 
17,400 abitanti, greci di origine, di 
una complessione piuttosto debole , 
inclinati alla pigrizia e alla tristez- 
za. _ Dagli antichi greci fu chia- 
mata questa isola col nome di Neritis^ 
dal nome della città di Nerito , una 
delle sue principali ; fu poscia detta 
Leucadia, nome che ottenne anche 
dai latini. La sua figura si accosta a 
quella di un triangolo con due la ti ugua- 
li, e raccontasi che altre volte fosse: 
una penisola unita nel suo angolo 
settentr. alla terraferma d'Epiro. Fu| 
riparata dai Corintj, che ne taglia- 
rono l'istmo, e al continente rimase; 
attaccata con un ponte di legno. In 
progresso riempito il canale , eh' era 
stato scavato, tornò una 2.da volta pe- 
nisola mediante un istmo, che Plinio 
chiamò Dioryctos, e lo descrisse lungo 
tre stadj ; ma scavate un'altra volta, 
o dalla natura o dall' arte, le sabbie 
ivi radunate, ritornò Leucadia alla 
condizione d'isola, servendole di co- 
municazione alla terraferma alcuni 
ponti fondati sopra certe piccole por- 
zioni dell'antico terreno, le quali for- 
marono varj canali. Acquistò poi que- 
sta isola in appresso il nome di Sta 
Maura, a cagione di un monastero 
con chiesa erettavi in onore di questa 



lAtf 

santa. Dopo la decadenza delle repub- 
bliche greche , V isola c^dde sotto il 
dominio dei romani, occupata con po- 
ca fatica da Lucio Quinzio Flaminio, 
attesa la superiorità delle sue forze, 
e la qualità dell'isola non alta a di- 
fendersi. Credesi che prima d' allora 
fosse soggetta questa isola ai Gor- 
ciresi . Dominata dagl' imperatori , 
per lunghissimo tempo restò sog- 
getta all'impero di Oriente. Ebbe 
col progresso del tempo i suoi prò 
pri principi, e trovasi memoria pre 
cisaraente di certo Giovanni Zaffa 
Orsini, che la possedeva nel secolo 
XV. Nel i479o dagl'isolani stessi fu 
data in potere di Legan Bassa, gene 
rale del sultano Mehemet II. Poco do- 
po i Veneziani , sotto la condotta del 
loro condottiero Benedetto Pesaro, la 
tolsero ai Turchi, ma, nel trattato 
susseguente di pace, fu dal governo 
ceduta di nuovo agli Ottomani , es- 
sendo l'isola ripiena allora di quel- 
le famiglie ebree che il re Ferdi- 
nando cacciò dalle Spagne. Divenne 
poi l'isola di S.ta Maura un nido di 
corsari infestissimi al commercio di 
ogni nazione, i quali, avendo inven- 
tate quelle barche sottili e leggere , 
che diconsi galeotte, tanto veloci al 
corso, recavano infinito danno colle 
continue loro prede in ogni parte. 
Nell'anno 1684, dal generale France- 
sco Morosini, detto il Peloponnesia- 
co , fu sottomessa nuovamente , per 
forza d'armi, al veneto dominio. Nel 
i?i5, quando la Morea fu invasa da- 
gli Ottomani, i Veneziani evacuarono 
anche l'isola di S.ta Maura, smantel- 
lando le fortificazioni della capitale, 
e trasportandone le munizioni da guer- 
ra a quella di Gorfù. L'isola passò al- 
lora in potere dei Turchi, ma, nel- 
l'anno seguente, se ne impadronì di 
bel nuovo la rep. Veneta, e dal 1797 
provò le medesime vicissitudini poli- 
tiche delle altre isole Jonie. Manda 
4 deputati all'assemblea generale. — 
Era questa isola celebre pel suo tem- 
pio di Apollo, situato nella parte me- 
ridionale, di cui si scopersero di re- 
fate alcuni avanzi, e più ancora per 
*a rinomata roccia di Leucade, (oggi 



MAI) 



979 



Ducato ) poco lungi dal tempio, cur- 
vata sopra il mare, da cui gli amanti, 
tra i quali la cel. Saffo, si lanciavano 
nel mare colla lusinga di guarire dalla 
loro passione amorosa. 
MAURA (S.ta), fortezza delle isole Jo- 
nie, sopra una stretta lingua di terra, 
fra l'estremità N. E. dell'isola di S.ta 
Maura ed il continente, in faccia di 
Amaxichi, con cui comunica median- 
te un argine , ed un consid. acque- 
dotto in pietra, fabbricato all'uso dei 
romani. Le mura sono alte, con ba- 
stioni rotondi. Fu assediata più volte. 
Lat. N. 38° 49' io". Lon ? . E. 18 

22 ; 5o ff . I 

MAURE, città di Fr., dipart. d' llle et 
Vilaine, circond. e a 6 1. ij2 N. da 
Redon, e a 3 1. i[/} S. E. da Ple'lay, 
capoluogo di cantone. Vi si tengono 
6 annue fiere, e conia 3, 400 abitanti. 

iMAURE (S.te), città di Fr., dipart. 
d'Indre e Loira, circond. e a 6 1. 3[4 
E. S. E. da Chinon, e a 7 1. ij4 S. 
S. O. da Tours, capoluogo di cant. , 
sulla riva destra della Manse. Fa un 
consid. comm. di grani, e vi si ten- 
gono 6 annue fiere. Conta 1,600 abi- 
tanti. 

MAUREGNY, vili, di Fr., dipart. del- 
l' Aisne, circond. e a 3 1. E. da Laon, 
cant. e a 1 1. 3{4 S. O. da Sissonne. 
Vi si tengono 4 annue fiere. Conta 
600 abitanti. Nei dintorni vi è una 
mina composta di parti saline, ignee, 
solforose e carboniche ; la cenere che 
se ne ricava è impiegata con profìtto 
come ingrasso. 

MAURELLE, isola dell'arcipelago dei 
Navigatori, così chiamata, dal capitano 
che la vide nel 1781. E verisimil- 
mente la stessa che quella di Wallis. 

MAUREN , vili, di Fr. , dipart. delle 
Basse-Alpi, circond. e a 6 1. S. O. da 
Barcellonetta , cant., comune e a 2 1. 
i{2 S. O. da S. Paolo. Evvi, nei din- 
torni, una miniera di ferro ricchissi- 
ma ed una di piombo. 

MAURENS, vili, di Fr. , dipart. della 
Dordogna, circond. e a 2 1. ij4 N. da 
Bergerac, cant. e a 2 1. ij2 S. S. O. 
da Villemblard, con 5oo abitanti. 

MAURENSII, popoli della Mauritania 
Tingitana , che Tolomeo situa nella 



■ 9 g6 MAt 

parte orientale di questa provìncia. 
Tito-Livio li chiama Maurusii^ Mau- 
rusii li Greci, e Mauri i Romani. 

MAUREPAS, lago degli Stati-Uniti, 
stato di Luigiana, a i3 1. N. O. da La 
Nuova-Orleans. Ha 7 lì di lunghezza 
dal N. E. al S. O., e 5 1. nella sua 
maggiore larghezza. Riceve, ali 1 0., 
l'Amile, e scorre, all'È., iiel lago Pont- 
chartrain, pel passo di Manchac, che 
ha 2 1. di lunghezza. 

MAUREPAS, isola del lago Superiore. 
Vedi Michipicoton. 

MAUREPAS, vili, di Fr., dlpart. della 
Somma, circond. e a 2 1. N. N. O. da 
Peronne, cant. e a 3f4 &* *• §• $• O. 
da Combles, con 1,000 abitanti. 

MAURETTO (S.), vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Venezia distr., di Por- 
togruaro. 

MAURI, nazione dell* Africa. Vedi Mori. 

MAURIAC, Mauriacum , città di Fr. , 
dipart. del Cantal, capoluogo di cir- 
cond. e di cant., a 7 1. i|3 N. N. O. 
da Aurillac e a 14 L i|3 O. N. O. da 
S.t Flour, sul declivio di una collina 
vulcanica, presso la riva destra del- 
l'Auze, a circa 1 1. i\2 dalla Dordo- 
gna. Evvi un tribunale di prima istan- 
za, una società di agricoltura, ed un 
collegio comunale. Ha fabbriche di 
tele, stoffe di lana, merletti, ec. e del- 
le concie. Fa un gran commercio di 
cavalli apprezzati , muli , bestiami , 
stoffe di lana, tele, merletti, cuoj, le- 
gname da doghe , e formaggi. Vi si 
tengono 9 annue fiere, e conta 2,400 
abitanti. E patria dell'abate Chappe. — 
Il circond. si divide nei 6 cantoni di 
Champs, Mauriac, Pleaux, Riom-es- 
Montagnes, Saignes e Salers. Contie- 
ne 64 comuni , e conta 63,900 abi- 
tanti. 

MAURICE (S.t). Si cerchino sotto 
MAURIZIO (S.n) gli altri nomi che 
qui non si trovano. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. 
della Creuse, circond. e a 7 1. 2{3 O. 
Ni O. da Guèret, cant. e a il. i|| 
S. O. da La Souterraine, con i,5oo 
abitanti. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. 
deirOrne, circond. e a 4 1. il4E.da 
Domfront, cant. e a ij2 1, N. O. da 



MAH 

La Fertè-Macè, presso la foresta di 
Getel. Conta 1,000 abitanti. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. del 
Puy-de-Dóme, circond. e a 3 1. 3j$ 
S. E. da Clermont-Ferrand, cant. e a 
3[4 di 1. N. da Vic-le-Comte, con 1,000 
abitanti. Nei dintorni, sulla montagna 

; di S. Romain, antico vulcano, evvi u- 
na cava di gesso, diffìcile a scavarsi. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. de! 
Puy-de-Dórae, circond. e a io 1. N* 

0. da Riom, cant. e a 2 1. S. O. da 
Pionsat, con i,5oo abitanti. 

MAURICE (S.t) , vili, di Fr., dipart. 
della Senna Inferiore, circond. e a 2 

1. 3{4 N. da Rouen, cant. e a 1 1. i|3 
N. da Marorame, sul Cailly. Vi sono 
fabbriche di carta e 3oo abitanti. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. dei 
Vosgi, circond. e a 6 1. N. N. E. da 
Epinal, cant. e a 1 1. 1^3 N. N. O. 
da Ramberviller , con 200 abitanti. 
Nei dintorni si scava una miniera di 
ferro. 

MAURICE (S.t), vili, di Fr., dipart. dei 
Vosgi, circond. e a 5 1. 3{4 S. E. da 
Remiremont, cant. e a 2 I. E. , S. E. 
da Ramonchamp, con 1,400 abitanti. 

MAURICE (S.t), bor. degli Stati Sardi. 
Vedi Borgo-san-mauhizio. 

MAURICE-DE-GOURDAN (S.t), vili, 
di Fr., dipart. dell' Ain, circond. e a 
8 1. E. S. E. da Trevoux , cant. di 
Meximieux. Vi si tiene una fiera an- 
nua, e conta 900 abitanti. 

MAURICE-DE-LIGNON (S.t), vili, di 
Fr., dipart. dell' Alta-Loira , circond. 
e a 2 1. N. da Issengeaux, cant. e a 
1 1. 3(4 S. da Monistrol , con 1,800 
abitanti. 

MAURICE-DES-NONES (S.t) , vili, di 
Fr., dipart. della Vandea, circond. e 
a 3 1. 3[4 N. N. E. da Fontenay-le- 
Comte, cant. e a 1 1. i\k S. da La 
Chàtaigneraye, con 1,200 abitanti. 

MAURICE-D' IBIE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. dell' Ardeche, circond. e a 6 
1. i[4 S. S. O. da Privas , cant. di 
Villeneuve-le-Berg, sulla riva sinistra 
dell' Ibie. Vi si tengono due annue 
fiere, e conta 5oo abitanti. 

MAURICE-EN-GOURGOIS (S.t), vili, 
di Fr., dipart. dalla Loira, circond. e 
a 5 1. 2j3 S. S. E. da Montbrison, 



MAH 
Gatit. e a a 1. E. S. E. da S.t Bonnet- 
le Chàteau, con 2,000 abitanti. 

MAUR1CE-EN-TRIÉVES (S.t), -vili, di 
Fr., dipart. dell' Isere, circond. e a 
11 1. S. da Grenoble, cant. e a 2 1. 
S. S. E. da Clelles. Vi si tengono due 
amine fiere, e conta 1,100 abitanti. 

MAUR1CE-LA-FOUGEREUSE (S.t), 
vili, di Fr., dipart. delle Due-Sevre, 
circond. e a 5 1. ij4 O. N. O. da 
Thouars, cant. e a 1 1. it2 N. O. da 
Argenton-le-Chàteau, con 1,100 abit. 

MAURICE-LE-TEMPLE (S.t), -vili, di 
Fr., dipart. d'Indre e Loira, circond. 
e a 3 1. il? S. E. da Chinon , cant. 
de V lle-Bò^uchard, presso la Vienna. 
Vi si tengono 4 annue fiere, e conta 
700 abitanti. 

MAURICE-SUR-DARGOIRE (S.t), vili, 
di Fr., dipart. del Rodano, circond. 
e a 5 1. 3|4 S. O. da Lione, cant. e 
a 1 1. 1I4 S. S. O. da Mornant. Vi 
si tengono due annue fiere, e conta 
1,200 abitanti. 

MAURICE-SUR-L' AVERON (S.t), vili, 
di Fr., dipart. del Loiret, circond. e 
a 5 1. S. E. da Montargis, cant. e a 
2 1. N. E. da Chàtillen-sur-Loing. Vi 
si tengono 5 fiere annue, e conta 3co 
abitanti. 

MAURICE-SUR-LOIRE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Loira, circond., cant. 
e a 2 1. ii4 S. S. O. da Roanno, e a 
6 1. 3|4 N. O. da Feurs, con 1,200 
abitanti. Evvi sul territorio una cava 
di bel porfido verde, serpentino. 

MAURIENNE, prov. degli Stati Sardi. 
Vedi Moriana. 

MA4DRIET, bor. di Fr., dipart. del Gers, 
circond. e a 9 1. 2j3 S. O. da Con- 
doni, cant. e a 1 1. N. da Nogaro , 
presso la riva sinistra della Midou , 
con 200 abitanti. 

MAUR1LLE-DES-PONTS-DE-CÉ (S.t), 
vili, di Fr., dipart. di Maina e Loira, 
circond. e a 1 1. ip S. da Angers , 
cant. dei Ponts-de-Cé. Compone, in- 
sieme con S. Aubin, ciò che si chia- 
ma Les Ponts-de-Cé. Nei dintorni ev- 
vi una cava di marmo nero , e mi- 
niere di carbon fossile. L' armata di 
Luigi XIII, comandata dal marescial- 
lo di Crequy, vi sconfìsse quella della 
regina madre nel 1620. 



MAC 981 

MATJRIN (S.t), bor. di Fr,, dipart. di 
Lot e Garonna, circond. e a 5 1. E. 
da Agen, cant. e a 2 1. S. da Beau- 
ville, sopra un affluente della Seau- 
ne. Vi si tengono 4 annue fiere , e 
conta 1,100 abitanti. Eravi un mo- 
nastero di benedettini. 
MAURITANIA o MAURETANIA, parte 
consid. dell' Africa settentr., che si 
estendeva dalla Numidia sino alla 
costa bagnata tlalF Oceano, in progress 
so divisa in Cesariense, Tingitana e 
Sitifense. La Mauritania, che sembra 
essere stata da prima compresa sotto» 
il nome di Libia, rinchiudeva molti 
popoli nominati da Tolomeo, e che 
certamente erano tribù presso a poco 
simili a quelle che vi si riscontrano 
di presente. Questi popoli furono no- 
madi per lungo tempo senza uno sta- 
bile governo. Vivevano sotto tende, 
e condotti da un capo cangiavano 
di luogo al bisogno. Ma come si 
trovano alcuni re di Mauritania dei 
secoli più vicini alla nostra era, si 
può credere che l' esempio di mol- 
ti altri paesi, e la necessità di forma- 
re una potenza capace di opporsi a 
quella dei Cartaginesi , gli abbiano 
condotti ad eleggersi dei re. Niente 
di preciso per altro si può dire sul- 
la storia di questi popoli prima della 
guerra di Cartagine, la quale in ori- 
gine era stata lorc^ tributaria. In pro- 
gresso i Cartaginesi, divenuti possen- 
ti per la estensione del loro commer- 
cio, si resero formidabili ai Maurita- 
ni, ai quali fecero la guerra con van- 
taggio. Fu allora che dovette incomin- 
ciare probabilmente la monarchia nel- 
la Mauritania. I suoi abit., nelle pri- 
me guerre di Cartagine contro Roma, 
servivano in qualità di ausiliari. La 
cattiva fede dei Cartaginesi , e forse 
anche la impossibilità di pagarli, ec- 
citò fra i Mauritani ed i Cartaginesi una 
guerra crudele. Durante la seconda 
guerra punica la Mauritania era di- 
visa fra due sovrani. La parte occi- 
dentale, che in seguito portò il no^ 
me di Tingitana, era soggetta a Gala, 
che alcuni autori chiamano re dei 
Massessili, e la parte orientale, chia- 
mala poscia Cesariense , obbediva a 



9 8a MAD 

Siface. Ciascuno di questi principi 
prese un partito diverso. Gala fece 
alleanza coi Cartaginesi, e Siface coi 
Romani. Gala mandò suo figlio Mas 
sinissa alla testa di un 1 armata pos- 
sente, sconfisse quella di Siface, che 
avendo radunato altre truppe, fu di 
nuovo battuto. I Mauritani, quantun- 
que alleati de"* Cartaginesi e dei Ro- 
mani, non erano esercitati nelle evo- 
luzioni militari, e perciò formavano 
truppe irregolari di cavalleria leggera, 
meno atta a combattere che a deva- 
stare il paese. Poco dopo si trovano 
nominati Massinissa e Bocchar o 
Bocchus, re della Mauritania, proba- 
bilmente regnante il primo sulla Mas- 
sessilia, ed il secondo sulla Tingitana. 
Questi due regni sembrano però es- 
sere stati ora divisi ora riuniti sotto 
un capo istesso, e soltanto sotto l'im- 
pero di Claudio furono eretti in Pro- 
vincie romane. I romani, dopo aver 
sconfitto Siface, aggiunsero la Numi- 
dia ai loro stati. Giugurta, nipote di 
Massinissa, si comportò valorosamente 
nelle armate romane, ed ereditò una 
porzione degli slati di Misipsa figlio 
maggiore di Massinissa. Dominalo dal- 
ambizione dopo vari avvenimenti , i 
romani gli dichiararono la guerra , 
che fu lunga, e che finì colla sua pri- 
gionia. I suoi stati furono dati dai 
romani a Boccljus, genero di Giugur- 
ta, quello che lo consegnò ali 1 inimi- 
co, e la provincia di Numidia fu go- 
vernata da romani prefetti. Cesare, 
vincitore in Africa, si vide padrone 
di questa provincia e della Maurita- 
nia, che ridusse a provincie romane, 
dividendo le terre dei Mauritani e 
dei Numidi fra i suoi soldati. La Tin- 
gitana conservava ancora i suoi re, ed 
a Bogud, uno di essi, che rese gran- 
di servigi a Cesare, fu confermata la 
sovranità della Massessilia e della 
Mauritania. Dopo la morte di Cesare, 
prese partito contro Augusto , ma 
Bocchus, altro principe moro, s' im- 
padronì su di esso della Tingitana, a 
cui Ottavio ne accordò la sovranità. 
Dopo la sua morte, questa parte della 
Mauritania fu considerata come pro- 
vincia romana. I Mauritani intrapre- 



si À U 

sero di scuotere questo giogo al prin~ 
cipio del regno di Tiberio, ma furo- 
no sconfitti dal proconsole Cornelio 
Dolabella. Tolomeo, figlio di Juba II, 
rese grandi servigi ai romani in que- 
sta guerra, ma ciò non ostante fu uc- 
ciso sotto Caligola. Quell 1 armata che 
intrapresa ne aveva la vendetta fu 
battuta da Claudio successore di Ca- 
ligola, ed allora la Mauritania si di- 
vise nelle due grandi provincie di Cesa- 
riense e Tingitana. I romani fecero 
passar colonie nella Mauritania on- 
de meglio conservarne la sovrani- 
tà, e la tranquillità ricomparve infi- 
ne in questo vasto paese. Gli abitan- 
ti occupati delle loro terre e delle 
mandrie, abbandonarono le armi, e 
ripresero il loro antico modo di vi- 
vere, ma le dissensioni sopravvenute 
nella occasione delle pretese di Otto- 
ne e Vitellio ali 1 impero, tornarono 
ad agitarli di nuovo: fu ucciso in ta- 
le incontro Lucio Albino, che gover- 
nava le due Mauritanie. Niente av- 
venne di osservabile in questa parte 
dell' impero, sotto i regni che suc- 
cessero immediatamente , ma sotto 
Diocleziano si videro i Mauritani in 
guerra contro Massimiano, suo asso- 
ciato ali 1 impero, il quale avendoli 
vinti, distrusse i loro castelli, e di- A 
sarmandoli gli sforzò ad emigrare. 
Dopo l'abdicazione- di Diocleziano vi 
furono nuove turbolenze. Le truppa 
d'Africa si ribellarono, proclamarono 
Alessandro, loro luogotenente, ma fu- 
rono sconfitte da Massenzio, che in 
seguito fu anch'esso sconfitto da Co- 
stantino, il quale accordò grandi pri- 
vilegi alle Chiese di Africa. I progressi 
della religione cristiana furono sì ra- 
pidi, che al principio del V secolo vi 
si contavano moltissimi vescovati. La 
sede del governo imperiale essendo 
stata da Costantino trasportata a Bi- 
sanzio, le provincie lontane rimasero 
abbandonate alle vessazioni di quelli 
che le governavano. Firmos, capita- 
no, tentò di scuotere il giogo di Ro- 
ma , divenuto insopportabile fra le 
mani di Palladio e di Romano. S'im- 
padronì di Cesarea, capitale della Ce- 
sariense, e trascinò nella ribellione le 



MAH 

vicine provincie. Teodosio, invialo da 
Valentiniano , calmò questi torbidi, 
ma l'impero era riserbato a mali mag- 
giori. I popoli settentr. , noti sotto 
i nomi di Svevi, Goti, Vandali, si 
gettarono nella Gallia, neh" Italia e 
nelle Spagne. Bonifazio, governatore 
delF Africa , avendo provato disgu- 
sti da parte di Placidia, che governa- 
va durante la minorità di suo figlio 
Valentiniano III, chiamò Genserico, 
ed i suoi Vandali, che rimasero po^ 
scia padroni di una parte dell'Africa, 
la quale fu ceduta a Genserico da 
Valentiniano. Non si aveva compreso 
in questo dono la provincia consola- 
re , ma Genserico se ne assicurò il 
possesso, prendendo Cartagine con 
una porzione della Numidia. I Van- 
dali furono in progresso distrutti in 
Africa sotto il regno di Giustiniano, 
dal suo generale Belisario ; ciò non 
ostante il paese non fu niente più 
felice, trovandosi esposto alla tiran-. 
nia ed all'oppressione dei prefetti Gre- 
ci. In fatti, sotto l'impero di Eraclio, 
\ califi, avendo conquistato la Siria 
e 1' Egitto, inviarono da questo lato 
«n'armata, per cui facilmente diven- 
nero conquistatori, e tutto il paese, 
sino alle colonne d'Ercole, si sotto- 
mise volontariamente agli Arabi. 

MAURITANIA-CESARIEN SE, così chia- 
mata dal soprannome di Cesare, dato 
a Claudio, parte della Mauritania, che 
si estendeva dalla Tingitana, da cui 
era divisa dal fiume Malva, all'O., si- 
no all'Ampsaga, e rinchiusa la mag- 
gior parte nella Numidia dei Masses- 
silj. Aveva Giulia-Cesarea per capita- 
le, e, secondo Tolomeo, conteneva 4 * 
città marittime, e 6 nella Numidia, 
72 nelle terre, 29 popoli diversi, e 
io principali montagne. Comprende 
il reg. di Algeri, ad eccezione della 
prov. di Costantina. 

MAURITANIA-S1TIFENSE , così chia- 
mata dalla città di Sitifx , divisione 
della Mauritania adjacente alla Numi- 
dia, confinante al N. col Mediterra- 
neo ; all' E. con una linea dalla im- 
boccatura del fi. Ampiaga sino a Ma- 
ximianum-Oppidum ; ed all'O. colla 
Mauritania Cesariense. Aveva /ja città 



MAC 98S 

vescovili, e corrisponde ad una parte 
della provincia di Bugia. 

MAURITANIA-TINGITANA, così chia- 
mata da Tingis, metropoli, prov. la 
più occid. dell'Africa. Era in qualche 
modo la Mauritania propria, ed esten- 
devasi dall'Oceano, all'O., sino al fiu- 
me Maluia o Malva, all'È/ Tolo- 
meo vi pone sulle coste, dallo stretto 
sino ad una delle estremità del gran- 
de Atlante, 18 città, e, lungo la co- 
sta sino alla Cesariense, 18, e 22 nelle 
terre, contandovi 19 popoli diversi, 
due mont. principali, e due isole sulla 
costa occidentale. Questa parte della 
Mauritania rinchiude i regni di Fez 
e di Marocco colle terre che sono ai 
loro occidente. 

MAURIZIO, isola dell' Oceano Indiano 
equinoziale. Vedi Francia (isola di). 

MAURIZIO, baja sulla costa merid. del- 
l' isola di Java. Lat. S. 7 25'. Long. 
E. 10G 45'. 

MAURIZIO (S.), riviera del Basso-Ca- 
nada, distr. delle Tré-Riviere. Ha ori- 
gine verso 48° cti lat. N. e 76 3o' di 
long. O., scorre verso il S. S. E., pas- 
sa a s. Maurizio, e si getta nel s. Lo- 
renzo, alla riva sinistra, alla città delle 
Tré-Riviere, dopo un corso di circa 
60 leghe. • 

MAURIZIO (S.), contea del Basso-Cana- 
da , nella parte E. del distr. delle 
Tré-Riviere, al N. del s. Lorenzo. II 
capoluogo è la città delle Tré-Riviere. 

MAURIZIO (S.), città del Basso-Canada, 
distr. e a 3 1. N. O. dalle Tré-Rivie- 
re, contea del suo nome, sulla riva de- 
stra del s. Maurizio. Evvi una fucina. 

MAURIZIO ( S, ), città della Svizzera , 
cant. del Valese, capoluogo di deci- 
na, a 6 1. O. da Sion, e a i5 I. E. 
da Ginevra, sulla riva sinistra del Ro- 
dano, che si passa sopra un bel ponte 
di pietra di una sola arcata, in mez- 
zo a cui evvi una cappella. La situa- 
zione è assai pittoresca ; le roccie che 
formano la base dei Denti del Mez- 
zodì e di Morcles, rinchiudono stret- 
tamente la valle, e la minacciano di 
continuo de' loro frantumi. Ha una 
bellissima strada, ma il restante tro- 
vasi in un grande decadimento ; la 
biblioteca rinchiude dei manoscritti 



g S4 M A V 

antichi curiosissimi. Conta 2,000 abi- 
tanti. Ail. 3j4 S. da questa città, 
presso di Miville, evvi la bella cascata 
di Pissevache, formata dalla Salau- 
ca. — Si crede che s. Maurizio sia 
V Agaunum degli antichi. Vi si tro- 
varono molte romane iscrizioni, ed 
alcuni autori attribuiscono a Giulio 
Cesare il castello ed il ponte, mentre 
altri vogliono che sieno di Giusto de 
Sillinen , vescovo di Sion nel 1482. 
Deve questa città il suo nome attua- 
le all'abbazia eretta, nel 5i5, da Si- 
gismondo, re di Borgogna, in onore 
di s. Maurizio, capo della legione Te- 
xana, che dicesi distrutta in questo 
luogo nel 392, per ordine dell' im- 
perator Massimiano. Vi si trovano al- 
cune antiche colonne assai però dan- 
neggiate. — La decina di questo no- 
me contiene 5 parrocchie e 4^7°° abit. 

MAURO [Canale di 5".), o Maria-Tere- 
sa, in Fr., dipart.-della Senna, circond. 
di Sceaux, cant. di Charenton, presso 
il vili, del suo nome . Abbrevia di 
circa 3. 1. la navigazione della Mar- 
na che forma, al di sotto di S. Mauro, 
«ria parte assai consid. di un circolo; 
taglia un monticello che divide due 
punti della riva destra della riviera 
mediante una linea retta di 1,1 5o me 
tri, dal N. O. al S. E., ed è sotter 
raneo per la metà di questa estensio- 
ne. 11 suo declivio, di 3 m 5o, è so 
stenuto da un argine. — Questo ca- 
nale fu aperto il io ottobre 1825, e 
se gli diede, in onore di S. A. R. ma- 
dama la Delfina , il nome di canale 
Maria-Teresa. 

MAURO (S.), vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Venezia, distr. di Portogruaro. 

MAURO (S.), bor. del reg. di Napoli, 
prov. del Principato-Citeriore, distr. 
e a 4 1. O. S. O. da 11-Vallo , cant. 
e a 3[4 di I. N. da Pollica, con 800 
abitanti. 

MAURO (S.), bor. della Sicilia, prov. e 
a 19 1. E. S. E. da Palermo, distr. e 
a 5 1. ij4 S. S. E. da Cefalù. 

MAURO (S.), vili, del reg. di Napoli, 
prov. di Basilicata, distr. e a 8 1. S. 
O. da Matera, e a 4 1. i[2 S. S. E. 
da Tricarico, capoluogo di cant., con 
3,900 abitanti. 



MAO 

MAURO CASTRUM, ant. città episcopale 
dell'Asia, nell'Armenia. 

MAURON, città di Fr., dipart. del Mor- 
bihan, circond. e a 4 1. *l4 N. N. E. 
da Ploèrmel, e a 5 1. ij2 N. E. da 
Josselin, capoluogo di cantone. Vi si 
tengono 5 annue fiere e 3, 700 abit. 

MAUROUX, vili, di Fr., dipart. del Lot, 
circond. e a 7 I. N. Ó. da Cahors, e 
a 5 1. i[4 N. da Lauzerte, cant. di 
Puy-1'Evèque. Vi si tengono 5 annue 
fiere, e conta 900 abitanti. 

MAURS, picc. città di Fr., dipart. del 
Cantal , circond. e a 7 1. S. O. da 
i^arillac, capoluogo di cantone, sopra 
una montagna, presso la riva destra 
della Rance. Fa un consid. commer- 
cio di porci e rinomati prosciutti. Vi 
si tengono 6 annue fiere , e conta 
i,5oo abitanti. 

MAURUM, ant. città d'Italia, nella Ca- 
labria, fra Thurii e Coriola. 

MAURUNGANI, popolo di una contra- 
da del Nord, sul Baltico, di cui parla 
1' Anonimo Ravennate. 

MAURUS1I, nome dato dai Greci ai Mo- 
ri, che i latini chiamano Mauri. Ve- 
di Maurensii. 

MAURUA, isola del Grande-Oceano e- 
quinoziale. Vedi Maupiti. 

MAURY, contea degli Stati-Uniti, nella 
parte centrale dello stato di Tennes- 
see. Conta 22,100 abitanti, ed ha Co- 
lumbia per capoluogo. 

MAUSCFI1D, gran vili. dell'Arabia, nel- 
l'Yemen, a io 1. N. da Moka, 871. 
S. O. da Has, e a qualche centinajo 
di passi dal mare. Ha un sotto-gover- 
natore, che dipende dal governatore 
di Has. Vi si paga una gabella per le 
merci. Sonovi consid. saline. 

MAUSOCA, città della Ircania, secondo 
Tolomeo. 

MAUSOLI, popoli della Libia interna, 
che Tolomeo situa sulla costa al di 
sopra di Getulia, e che estende sino 
al monte Mandrus. 

MAUSSANE, vili, di Fr. , dipart. delle 
Bocche dei Rodano, circond. di Ar- 
les, cant. e a 1 1. 2[3 da s.t Remy, 
sulla Conille, presso a paludi che ne 
rendono l'aria mal sana. Evvi uà 

I ospizio, e conta 900 abitanti. Vi &à 
tengono due annue fiere. 



MAH 

MAUT o MAOUT, Philadelphia, città 
della Tur. asiatica, pascialicato e san- 
giaccato d'Itchil, ani. N. da Sèlefkèh. 
E' la residenza di un pascià a due co- 
de. Sta fra delle colline, sopra 1' una 
delle quali si trova un castello, le cui 
mura , fiancheggiate di torri , sono 
merlate ; ad un lato di questo castel- 
lo evvi un precipizio, abbasso del quale 
scorre la pica riviera di Maut, af- 
fluente del Kelikdeni. Questa città non 
si compone più che di 200 capanne 
circa, che contrastano ben tristamente 
coi begli edifizj rovinati che vi si os- 
servano. Fra delle moschee e dei ba- 
gni in rovina, che attestano la sua 
passata prosperità , come città turca, 
si distingue ancora perfettamente il 
piano della città greca, le sue strade 
principali, i suoi templi, e così pu- 
re altri edifizj pubblici aventi lun- 
ghi colonnati con portici . Fra gli 
edifizj moderni, evvì una vecchia mo- 
schea che rinchiude il sepolcro di Ca - 
ra-man-Oglu, suo fondatore. La mag- 
gior parte degli abit. sembra misera- 
bile, quantunque il paese annunzii una 
grande fertilità. Presso di questa città 
si osservano molti sepolcri. 

JAUTERN, picc. città dell' arciducato 
d'Austria, paese al di sotto dell'Ens, 
circ. superiore del Wienerwald, a 4 
1. 3i4 N. da s. Pòlteti e a 14 1. O. N. 

0. da Vienna, sulla riva destra del 
Danubio, che si attraversa sopra un 
lunghissimo e bel ponte che la fa co- 
municar» con Stein. Conta 6oo abi- 
tanti. —Nel 1484, Mattia, re di Un- 
gheria, riportò, nelle sue vicinanze, 
una segnalata vittoria sugli Austriaci. 

MAUTERN, bor. della Stiria, circ. e a 
6 1. ip O. da Bruck, e a 7 1. N. N. 
E. da Iudenburg, sulla riva sinistra 
della Lissing. Vi sono bagni di acque 
minerali, e, nei dintorni, una miniera 
di ferro e fucine. Conta 400 abitanti. 

SkJAUTERNDORF, bor. dell'arcid. d'Au- 
stria, paese al di sopra dell' Ens, circ. 
e a 19 1. S. S. E. da Salisburgo e a 5 

1. ip S. da Radstadt. Ha una fabb. 
di stuffe. Conta 1,000 abitanti. 

MAUTH, in boemo Me/io, bor. della 
Boemia, circ. e a 7 1. S. O. da Be- 
raun, e a 5 1. itf E. N. E. da Pil- 
Tom. III. P. IL 



M A U 985 

seti. Vi sono importanti fabbriche di 
vetri, fucine. Conta 700 abitanti. 

MAUTHEN, bor. dell'IUirio, gov. di Lu- 
biana, circ. e a 14 I. O. da Villacco, 
sulla riva destra del Gail. Evvi una 
gran fucina, e, nei dintorni, miniere 
di ferro. 

MAUTHHAUSEN o MATHAUSEN, bor. 
dell'arcid. d'Austria, paese al di sopra 
dell' Ens, circ. della Miihl, a 6 1. S. 
da Freystadt, e a l\ 1. E. S. E. da 
Lintz, sulla riva sinistra del Danu- 
bio. Evvi una direzione delle saline, 
e fabbriche di calzette. Vi sono circa 
i3o abitazioni. 

MAUT1I o MAOUTI, una delle più o- 
rientali delle isole Harvey, nel Gran- 
de-Oceano equinoziale. Lat. S. 20 
4'; long. O. 159 54'. E cinta da sco- 
gli di corallo, che non permettono 
neppure al più picc. canoto di appro- 
darvi; non vi si può penetrare che 
a basso mare, saltando dal canoto 
sulle roccie che si estendono nell'in- 
terno sopra circa i\2 1. di lunghezza* 
Questa isola fu scoperta nel giugno 
l8a3, dal capitano Dibbs. Lord By~ 
ron, nipote del poeta, la visitò nel- 
F agosto 1825, e vi trovò uno stabi- 
limento di missionari, e 200 isolani, i 
cui progressi nella civilità erano ra- 
pidissimi. 

MAUVAISE (riviera detta cattiva), ri- 
viera degli Stati-Uniti, territorio de! 
Nord-Ovest. Si getta nel lago Michi- 
gan, verso 44° 2o/ di lat. N. e 49° di 
long. O. , dopo un corso di circa 20 
1. , verso F E. 

MAUVELIVARAN, città dell' Indostan, 
Vedi Mahabaliporam. 

MAUVES, bor. di Fr., dipart. dell'Or- 
ile, circond., cant. e a 2 1. 1^ S. S. 
E. da Mortagne, e ad eguale distan- 
za N. N. E. da Bellème, sulla riva 
destra dell' Huine, che lo bagna al- 
l'È., e lo cinge al S. ed all' O. Vi 
si tengono 5 annue fiere, e conta 
1,200 abitanti. 

MAUVES, vii!, di Fr. , dipart. dell'Ar- 
deche, circond. , cant, e a 2j3 di 1. 
da Tournon, presso la riva destra de! 
Rodano, con 700 abitanti. Vi si ten- 
gono 2 annue fiere. 

MAUVES, vili, di Fr,, dipart. della 
138 



986 MAH 

Lo ira-Inferiore, circond. e a 3 I. i|4 
N. E. da Nantes, cant. e a i I. 3(4 
E, da Carquefou, presso la riva de- 
stra della Loira. Vi sì tiene nn' an- 
nua fiera, e conta 1,000 abitanti. Nei 
dintorni evvi una miniera di carbon 
fossile. 

MAUVESIN, città di Fr,, dipart. del 
Gers, circond. e a 7 1. S. E. da Lec- 
toure, capoluogo di cantone, sulla ri- 
va sinistra del Larax. Fa un gran 
comra, di biade, mais e bestiami. Vi 
si tengono io annue fiere, e conta 
1,800 abitanti. — Questa antica città, 
un tempo forte e considerabile, era 
il capoluogo della viscontea di Fizen- 
zaquet, nel Basso-Armagnac. 

MAUZAT, vili, di Fr., dipart. del Puy- 
de-Dóme, circond. , cant. O. e a i{4 
di 1. da Riom, Aveva un' abbazia di 
Benedettini, fondata nel 681, in cui 
sì conservavano molte reliquie. Vi sì 
tiene un'annua fiera, e conta 1^100 
abitanti. 

MAUZÈ, picc, città di Fr., dipart, del- 
le Due-Sevre, circond. e a 5 1. S. O, 
da Niort, capoluogo di òajit, , sulla 
riva destra del Mignon. Fa un im- 
portante comra. di vini, acquavite, e 
di asini di bella razza, allevati nei 
numerosi haras dei dintorni, Vi si 
tengono i3 annue fiere, e conta 1,700 
abitanti, 

©JAUZÈ, bor. di Fr., dipart. delle Due- 
Sevre, circond. di Bressuire, cant. e 
ail. da Thouars, con i,5oo abitanti, 

MAVARENNAHAR o MAVARELNA- 
HAR. Questo nome designa assai val- 
gamente la porzione S. E. della Tar- 
tarea indipendente, che rinchiude la 
Bulgaria, il Rokan ed il Badakchan, 
e che fu spesso chiamata Transo- 
aeiana o paese al di là dell' Oxus 
(Djihun) . 

MA-VEN-JIN, in giapponese Ma-haun- 
nin, città sulla costa orient. della 
prov. di Chan-nan, nella grande Li- 
eu-kieu, soggetta all'impero chinese, 
a 2 I. S. E. da Zieuly. 

MAVRA, città della Tartaria indipen- 
dente. Vedi Marv-Shahidjan. 

MAVREVAN, sangiaccato della Tur. a- 
siatica, nel pascialicato di Erze-rum. 

MAVROMATJ, vili, della Gema, nella 



MAX 
Morea, a 3 I. N. O. da Andrussa, e a 
14 1. O. da Mistra. Occupa il centro 
dell'antica Messene, rifabbricata da 
Epaminonda. Vi si vedono ancora 
rovine ben conservate, sparse sopra 
una vastissima estensione. 

MAVROMOS, bor. della Tur, europea, 
nella Romelia, sangiaccato e a 22 1, 
S. S. E, da Monastir, e a 2 1. i[2 O, 
S. O. da Grevno, 

MAVRO-POTAMOS o MAVRO-NERO, 
Cephìssus, riviera della Grecia, nella 
Livadia. Ha origine dal monte Va» 
disios , passa a Lidoriki e a Dadi, e 
si getta nel lago Topolias, al vili, 
di Scripu, dopo un corso di 20 1, 
generalmente verso TE, 

MAVROVO, bor, della Tur, europea, 
nella Romelia, sangiaccato e a io 1. 
i|4 S. S. E. da Monastir, e a 6 1, ira 
N, da Anaselitzas, sulla riva orientale 
del lago di Castoria. 

MAVROYO, bor. della Tur. europea, 
nel!' Albania, sangiaccato e a 1 I. ija 
S. da Avlone, sul golfo di questo 
nome. 

MAWES (S,t), bor, della Ingh. , contea 
di Cornovaglia, hundred di Powder, 
sulla riva orient. della rada di Fai- 
moiith, in faccia alla città di questa 
nome, a 16 1. S. O. da Launceston. 
Evvi un forte che concorre alla dn 
fesa della rada, ma che trovasi domi-» 
nato da una montagna vicina. Vi si 
tiene una fiera il venerdì dopo san 
Luca, Questo bor. manda due mem- 
bri al parlamento. Conta 1,600 abi- 
tanti, compresi quelli della parrocchia 
di s.t Just. 

MAWHELLYPOOR, città delPIndostan, 
Vedi Mahellipour. 

MAXALA, città dell' Africa interna, se- 
condo Plinio, presa da Cornelio Balbo. 

MAXATANY, comune degli Stati-Uniti, 
stato di Pensilvania, contea di Berks, 
con 1,600 abitanti. 

MAXAU, bor. della Stiria, circ. e a 9 I. 
E. N. E. di Cilly, e a 6 1. 1 [2 S. da 
Marburg. 

MAXEN, vili, del reg. di Sassonia, circ, 
e a 8 1. S. E. da Misnia, bai. e a 2 
1. i T 4 O. S. O. da Pirna, e a 3 1. S, 
S. È. da Dresda. Vi sono cave di 
marmo» pietre calcaree, e 800 ahi-» 



MAX 

tanti. Quivi, nel 1^9, gli austriaci 
batterono i Prussiani, comandati dal 
generale Fink, e ne fecero i5,ooo 
prigionieri . 

MAXENT, vili, di Fr,, dipart. d'Ule et- 
Viìaine, circond» e a i| I. S. S. O. da 
Montfort, e a 6 1. 3{4 S. O. da Ren- 
nes, cant. e a 1 1. 1I4 da Pléìan» 
Vi si fa «in gran comm. di filo, e conta 
1,700 abitanti. 

MAXERA, fiume della Irc-ania , la cui 
foce Tolomeo pone fra Saramane e 
Fontes Fluvii. 

MAXEREI, popoli della Ircania, che 
Tolomeo dice abitavano cogli Astabe- 
ni, sulla costa del mare. 

MAXEY-SUR-VA15E, bor. di Fr., di- 
part. della Mosa, circond. e a 6 1. S. 
da Commercy, cant. e a 1 J. 3pj S. 
da Vancouleurs, con 600 abitanti. Vi 
si tengono due annue fiere* 

MAXIGO o MAGH1CO, bor. della isola 
di Madera, capoluogo di una capitane- 
ria, sulla cala del suo nome. Conta 
2,000 abitanti. 

MAXILLA ASINI o ONU-GNATOS, pro- 
montorio al S. E. della Laconia, nel 
golfo dello stesso nome, che si avan- 
zava molto nel mare, e stava a 200 
stadj della città di Asopo. È questo 
luogo più conosciuto sotto il greco suo 
secondo nome. Ora capo X1LL 

MAXILUA città della Betica, presso i 
Turdetani, ai confini della Lusitania, 
situata da Tolomeo fra Italica ed 
Uria. 

MAXIMA -CESARIENSE, prc-v. della 
Gran Bretagna, menzionata nella no- 
lizia dell'Impero, ora di YORK. 

MAX1MA-SEQUANORUM, contrada del- 
la Gallia Celtica, nominata nella no- 
tizia dell' Impero, ora la FRANGA- 
CONTEA. 

MAXIMIANOPOLI, città della Palesti- 
na, la stessa che Adadremmon, nella 
valle di Jezrael, e nella compagna di 
Blageddo. Fu, secondo alcuni, episco- 
pale, e posta nella Palestina seconda, 

MAXIMIANOPOLI, città episcopale del- 
la Pamfìlia, secondo la notizia di Leo- 
ne il Saggio, e posta, da altri, nella 
seconda Pamfìlia. 

MAXIMIANOPOLI, città della Tracia, 
nella Media* sulla riva settenlr, della 



MAX 9S7 

palude Buton. Si chiamava pria Iairi-* 
phora, Porsuli o Pyrsoalis. Ammi- 
ano Marcellino parla di questa città» 
La notizia di Leone il Saggio ne fa 
Una sede vescovile della prov. di Ro- 
dope, e dice che questa sede fosse in 
dipendente. Si chiamò anche Myxac 

MAXIMIANOPOLLcittàdeirEgitto,men 
zionata nella notizia dell'Impero, e, 
secondo Leone il Saggio, sede episco 
pale della seconda Tebaide. La noti 
zia di Gerocle ne parla pure, e la si- 
tua nell'alta Tebaide. 

MAXIMIN ( S.t ), Sancii Maximini Fa- 
num, città di Fr., dipart. del Varo, 
circond. e a ^ 1. O. N. O. da Brig- 
noli, e a 8 1. ij4 Né da Tolone , ca- 
poluogo di cant., in una valle fertile, 
presso la sorgente dell^Argens. Vi si 
osserva la bella chiesa degli Agostinia- 
ni. Evvi una scuola di arti e mestieri, 
una biblioteca di 3,ooo volumi, e fab- 
briche di stoffe di lana, filatoj di co- 
tone, e distillerie di acquavite. Com- 
mercia di zaffrano. Vi si tengono tre 
annue fiere, e conta 3,8oo abitanti» 
Eravi una famosa abbazia di Domeni- 
cani, ed una di Benedettini, la qua- 
le fu distrutta prima nel IX secolo, 
poi nelle guerre di Luigi XIV, in 
fine in quelle della rivoluzione. — - 
Si scava nei dintorni del marmo ne- 
ro macchiato di bianco e giallo. 

MAXIMIN (S.t), vilh di Fr., dipart. del- 
l' Oise, circond. e a 2 1. ip4 O. N* 
O. da Senlis, eant. e a 1 1. S. S. O. 
da Creil , presso la strada da Parigi 
a Amiens. Evvi una fabbrica di co- 
tone, e alcune cave. Vi si fanno molti 
merletti, e conta 800 abitanti. 

MAXMO, isola della Russia europea , 
nel golfo di Botnia, sulla costa occid» 
del gr. due. di Finlandia, gov. di Va- 
sa, al 63° 1^ di laL N. e 19 H' di 
long» E. 

MAXSAYN, vili, del due. e a 5 1. q2 
N. da Nassau, bai. e a i[2 1. N. E. 
da §elters. Evvi una fucina ed un 
mazzo. Conta 600 abitanti. 

MAXULA, MAZULA o MO-RAISAH, 
arit. città dell 1 Africa, situata sulle ri- 
ve del mare, al S. E. di Cartagine» 
E menzionata da Tolomeo, Plinio ed 
Autonino. 



988 MAX 

MAXWELL, forte degli Stati-Uniti, ter- 
rit. e contea di Arkansas, al con- 
fluente del White-river e del Mis- 
sissipi. 
MAXYES, popoli dell'Afr. , nella Libia, 
ali 1 occid. del fiume Triton. Abitava- 
no Byzacium, Hadrumetum, e si di- 
cevano discendenti dai Trojani. 
MAY, capo degli Stati-Uniti, alla estre- 
mità S. dello stato di Nuovo-Jersey e 
della contea di Capo-May, al N. E. 
dell 1 ingresso della baja di Delaware. 
Lat. N. 38° 3?'; long. O. 77 18' 
MAY, punta sulla costa merid. di Ter- 
ra-Nuova, alla estremità di una peni- 
sola che divide la baja di Placenzia 
da quella della Fortuna. Lat. N. {fi 
56 >; long. O. 58° 20'. 
MAY, Maja, isola sulla costa orient. del- 
la Scozia, contea di Fife, all'ingresso 
del golfo di Forth, al 56° 11' 22"; 
di lat. N. e 4° 53' 2" di long. O., a 
2 1. E. S. E. da Anstruther. Ha i\2 
di lunghezza dal N. al S. La costa 
orient. offre molti luoghi di sbarco ; 
quella dell' O. è alta e scoscesa. Evvi 
un faro, una sorgente di acqua bevi- 
bile ed eccellenti pascoli che nudii- 
scono molti montoni. I conigli vi so- 
no numerosi, e così pure gli uccelli 
di mare. Vi si vede una cappella de- 
dicata a san Adriano, che fu ucciso 
nell 1 870 dai danesi, e quivi sepolto. 
Alcuni geografi la prendono per l'ant. 
Emonia. 
MAY, distr. della China, prov. di Chan- 
sì. La città è a 40 1- N. da quella del 
dipart. di Thai-youan, e a 2 1. N. E. 
dalla città del circond. di So. 
MAY, borgata di Persia, prov. di Far- 
sistan, nel Laristan, a 60 1. S. S. E. 
da Shiraz e a 20 1. (X da Lar. 
MAY, una delle isole del Capo-Verde. 

Vedi Mayo. 
MAY (LE), bor. di Fr., dipart. di Mai- 
na e Loira, circond., cant. e a 2 1. 
i"4 S. E. da Beaupreau, e a 2 1. N. 
N. O. da Chollet. Molto sofferse nel- 
le guerre della Vandea, ed è appena 
rialzata dalle sue rovine. 
MAYA, riviera delPIndostan. Vedi Myoo. 
MAYA, bor. della Spag., prov. e a 8 1. 
3{4 N. N. E. da Pamplona, nella Na- 
varro, e a 4 l. n4 E* S. E. da Vera,! 



MAY 

al piede di una gola del suo nome. 
Vi si vedono le rovine di un castel- 
lo fortificato, e conta 5oo abitanti. 

MAYA, borgata della Guinea inferiore, 
reg. di Benguela, a 6 1. S. O. dal 
forte Caconda, e a 80 1. S. E. da s. 
Filippo di Benguela. 

MAYACO, Iago degli Stati-Uniti, nella 
parte merid. della Florida. Ha circa 
i5 1. di lunghezza dal N. al S. Si 
crede che dia origine al s. Giovanni. 

MAYACONDA, città e fortezza dell 1 In- 
dostan, stato del rad j ah di Missore, 
subah di Tchatracal, a 8 1. O. N. O. 
da Tchittledroug, e a 5o 1. N. N. O. 
da Seringapatam. La sua posizione 
presso di una spalliera montuosa , la 
rende una piazza importante. 

MAYAGUANA, isola dell'arcipelago del- 
le Luca j e. Vedi Mariguana. 

MAYALDE, bor. della Spagna, prov. e 
a 4 L r l 2 S. S. O. da Zamora , e a 
8 1. S. E. da Miranda, sopra un ter- 
reno elevato e poco fertile. Conta 200 
abitanti. 

MAYALS, bor. della Spagna, prov. e a 
6 1. ija S. S. O. da Lerida, nella Ca- 
talogna, e a 3 1. N. N. O. da Asco, 
in un paese piatto e fertile in vino 
ed oglio. Conta 700 abitanti. 

MA-YANG, distretto della China, prov. 
di Hou-nan. La città è a 76 1. O. 
da quella del dipart. di Tchang-cha, 
e a 6 1. N. dalla città del dipart. di 
Youan-tcheu , snlla riva sinistra del 
Ma-yang-so , affluente dell 1 Youan- 
kiang. 

MAYASQUER, borgata di Colombia, 
dipart. dell 1 Equatore (Nuova-Grana- 
ta), a 3o 1. N. N. E. da Quito. 

MAYBOLE, bor. e parrocchia della Sco- 
zia, contea, presbiterio e a 3 1. S. da 
Ayr, sopra un 1 altura. Vi sono molta 
fabbriche di coperte di lana. L 1 aria 
è pura e sana. Conta 5,aoo abitanti. 
In vicinanza evvi un edifizio fondato 
nel 1441 e che si chiama il Collegio. 

MAYDAN, vili, della Gallicia, circ. di 
Stry, sulla riviera* dello stesso nome. 
Evvi una fucina. 

MAYDAIGONDGE, città dell 1 Indostan. 
Vedi Mednigondgb. 

MA YDOURGHATo MAYDOUR GHAUT, 
città delP Indostan inglese, presidenza 



MAY 

di Madras, nei Serkari settentrionali, 
«Ustr. e a 23 1. N. O. da Masulipatam, 
e a 7 1. N. da Kondapilly, in un pae- 
se montuoso. 

MAYEN (TORRE DI), montagna della 
Svizzera, nella parte occid. delle Alpi 
Bernesi, cant. di Vaud, distr. di Ai- 
gle, a i 1. ip E- dal lago di Gine- 
vra. Ha i,i 33 tese al di sopra del ma- 
re. Un poco al S. O. evvi la Torre 
d'Ay. 

MAYEN, Magnìacum città degli Stati- 
Prussiani, prov. del Basso-Reno, reg- 
genza e a 5 1. 3j4 O. da Coblentz, e 
a io 1. S. da Bonn, capoluogo di cir- 
colo, sulla riva destra della Nette. 
Rinchiude due chiese cattoliche, una 
sinagoga, una fabb. di carta, concia- 
to], ed acque minerali. Conia 3,ooo 
abitanti, avendone 32,8oo il circolo 
che ha 26 1. q. 

MAYEN, isola dell'oceano Ghiacciale ar- 
tico. Vedi GlOVANNl-MAYEN. 

MAYENFELD o MAINFELD, città del- 
la Svizzera, cant. dei Gri giani, lega 
delle Dieci -Giustizie, capoluogo di 
giurisdizione, a /} 1. 3j4 N. da Coirà, 
in una valle pittoresca, presso la riva 
destra del Reno. È bene fabbricata, 
ed ha un castello. Commercia di vini, 
e quivi esiste un gran deposito di 
merci destinate per 1' Alemagna e 
T Italia. Conta 900 abit., avendone 
2,5oo la giurisdizione. Credesi che si 
chiamasse anticamente Lupinum. Ap- 
partenne ai baroni di Vatz, dai quali 
la ereditarono i conti di Tockenbur- 
go, e da questi passò nel 1 436 al ba- 
rone di Brandis. Nel 1499, i Grigio- 
ni vi posero guarnigione, la quale fu 
trucidata, ma tornarono ad occupar- 
la. Dopo varie vicende, nel 1623, 
r arcid. Leopoldo s'impadronì di que- 
sta città, ma non vi rimase padrone 
che sino al 1624, in cui le truppe 
francesi e svizzere la ripresero. 

MATERNE o MAJENNA, Meduana, ri- 
siera di Fr., che ha origine nel di- 
part. deli 1 Orne, circond. di Alencon, 
presso e al S. di S.t Martin-des-Lan- 
des e al N. E. di Prez-en-Pail, attra- 
versa, nella sua lunghezza, il dipart. 
al quale dà il suo nome, irriga il N. 
ài quello di Maina e Loira } e si con- 



M A Y 989 

giunge alla Sarthe , onde formar la 
Maina, un poco al di sopra di Angers, 
dopo un corso di 4« !•» generalmente 
al S.. I suoi principali affluenti sono, 
a destra , la Varenne , il Calmont , 
V Ernèe e l'Oudon, e a sinistra, la 
Jouanne e V Ouelte. Mayenne, Lavai 
e Chàleau-Gontier sono le città ri- 
marcabili eh' essa bagna. La naviga- 
zione con zattare di questa riviera ha 
luogo dal confluente dell' Ernée sino 
a 100 metri al disotto del ponte di 
Lavai, cioè a dire per lo spazio di 2 
leghe ; la navigazione, che incomincia 
a questo punto, e che conta 18 leghe, 
è assai difficile a cagione della costru- 
zione viziosa dei gran numero dei 
suoi sostegni. I trasporti consistono 
preferibilm. in vini, acquavite, aceto, 
grani, lavagna, alberese, gesso, e le- 
gname da costruzione. 
MAYENNE o MAJENNA , dipart. del- 
l' O. della Fr., formato dalla parie 
occid. del Maina , e della estremità 
settenlr. dell' Angiò, fra 47° 4^' e 4°"' 
35' di lat. N., e fra 2 20/ e 3° 35' 
di long. O. confina coi dipart. della 
Manica e dell 1 Orne, al N., della Sar- 
the, all' E., della Maina-e-Loira, al S., 
e dell 1 llle-et Vilaine , all' O. La sua 
lunghezza, dal N. al S., è di 19 I., la 
larghezza media, dall' E. all' O., di i5 
1., e la sua superficie di 2^5 leghe. 
Questo dipart., generalmente compo- 
sto di pianure ondulate, è attraversa- 
to al N. O. dal dorso che divide il 
bacino della Manica da quello del golfo 
di Guascogna, ed all'O. dal ramo che 
si estende fra il bacino della Vilaine 
e quello della Loira , appartenendo 
quasi interamente a questo ultimo. La 
Mayenne, che gli dà il nome, che lo 
attraversa in tutta la sua estensione 
dal N. al S., e che n' è la sola rivie- 
ra navigabile, vi riceve a sinistra la 
Jouanne, a destra il Calmont, V Er- 
nèe ed il Vicoin; nell'O. scorre il De- 
ron, tributario della Manica. Evvi un 
gran numero di stagni e di ruscelli» 
11 suolo è in generale sabbioso; i cir- 
cond» di Lavai e di Chàteau-Gontier 
rinchiudono della buona terra vege- 
tale, e sono fertilissimi; quello di 
Mayenne è ingrato, e le sue raccolte 



g 9 o MAY 

non bastano al consumo. Questo di- 
part. produce poco formento , della 
bellissima segala, orzo, avena e Sara- 
cino ; tutte queste raccolte sono suf- 
ficienti al bisogno degli abitanti , e 
niente più. Vi si coltiva molto il lino 
ed il canape, ed evvi una gran quan- 
tità di alberi fruttiferi, specialmente 
poma e pera, che danno 600,000 et- 
tolitri di sidro per anno ; le viti oc- 
cupano 600 ettari di terreno , ma 
danno un vino mediocre. Fra le pian- 
te leguminose si osserva il cavolo det- 
to cavaliere , la cui altezza eccede 
quella di un uomo, ed una specie di 
castagna d'acqua. Sonovi 26,621, et- 
tari di foreste popolate da quercie , 
faggi e castagni. Le praterie non sono 
comuni, ma col mezzo delle lande 
e dei terreni maggesi si alleva un 
gran numero di bestiame, soprattut- 
to di vacche che danno un buonissi- 
mo burro, gran mandrie di montoni, 
la cui lana è apprezzata, e cavalli di 
piccola taglia; s' ingrassano pure mol- 
ti porci e della polleria. Là educa- 
zione delle api si fa in grande in 
quasi tutto il paese. Sonovi miniere 
di ferro, cave di marmo, pietra da 
taglio e lavagna. Conta molte usi- 
ne a ferro, essendo le più consid. 
quelle di Port-Briel e di Ghaillant, 
ove si fabbrica 1,200 migliaia di fer- 
ro ogni anno. La fabbricazione delle 
tele è sparsa in tutto il paese, e quelle 
che prendono li nomi di Lavai e di 
Mayenne formano una delle principa- 
li ricchezze; si fanno pure tele da ve- 
le, biancheria da tavola, calicot, faz- 
zoletti, tralicci, siamesi, saje, stamigne, 
ec. Sonovi belle purghe di tele, fìla- 
toj di cotone, e fabbriche di carta. 
11 suo commercio consiste in grani, 
•vini, sidro, acquavite, frutta, mele, ce- 
ra molto stimata, polleria, lane, tele 
di filo e lino, ferro, marmo, lavagna, 
molto legname da fuoco, da fabbrica, 
e da costruzioni marittime, ec. Que- 
sto comm. è favorito dalla Mayenne, 
e da 14 grandi strade reali e dipar- 
timentali — Questo dipart., di cui La- 
vai è il capoluogo, si divide nei tre 
circond. di Ghàteau-Gontier, Lavai e 
Mayenne, suddivisi in 27 cant. } econ- 



M A Y 
tenenti 281 comuni, e 354-ioa abi- 
tanti. Manda 5 membri alla camera 
dei deputati, è compreso nella 4-a di- 
visione militare, e nel n° circond. 
forestale, forma, col dipart. della Sar- 
the, la diocesi del Mans, ed è dipen- 
dente dalla corte-reale e dall'accademia 
di univ. di Angers. — Questo paese , 
anticamente abitato dagli Aulerci-Cé"- 
nomarti, fu compreso nella Terza Lio- 
nese. Nel medio evo , divenne per 
lungo tempo il teatro delle dissensioni 
fra gì' Inglesi ed i Francesi , e nel 
i584 fu definitivamente riunito alla 
corona di Francia, col restante del 
Maina. Nella rivoluzione questo dipart. 
molto sofferse per la guerra civile. 
MAYENNE o MAJENNA, Meduana,ci\.\h 
di Fr., dipart. della Mayenne , capo- 
luogo di circond. e di cant., a 6 1. 
i[2 N. N. E. da Lavai e a 18 1. E. 
N. E. da Rennes, sul declivio di due 
colli che attorniano la Mayenne; su 
quello della riva destra, il più alto dei 
due, evvi la città propriamente detta; 
e sull'altro il sobborgo che rinchiude 
un terzo della popolazione. Mayen- 
ne ha dei tribunali di prima istanza, 
e di comm., una conservazione delle 
ipoteche, una direzione delle contribu- 
zioni indirette, una camera consulti- 
va delle manifatture ed un collegio 
comunale. Le strade ne sono strette, 
irregolari e scoscese, e le case in ge- 
nerale vecchie e mal fabbricate; vi 
sono due belle piazze pubbliche, e la 
grande vedesi adorna di una fontana* 
11 palazzo comunale è un edilizio mo- 
derno bellissimo. Vi sono due chiese 
parrocchiali ed un ospedale. Il castel- 
lo gotico dei duchi di Mayenne sta 
sopra una roccia , alla destra della 
riviera, e forma un punto di vista 
molto pittoresco; una parte serve 
adesso di casa di arresto, e 1' altra è 
occupata dal mercato delle tele ; un 
terrazzo, piantato d' alberi, che di- 
vide queste due parti , è un deli- 
zioso pubblico passeggio. Questa città 
è rinomata per le sue fabbriche di te- 
la, fazzoletti e calicot, che impiega- 
no più di 8,000 operaj, e che forma- 
no un comm. assai esteso. Vi si ten- 
gono tre mercati consid. ogni setti- 



MAY 

ttiana il lunedì per tele, bestiami, 
derrate, ec. , il giovedì, per grani, ed 
il venerdì per legumi, frutta, ec. Del- 
l' le 8 annue fiere, quelle del venerdì 
l prima della Passione e del 22 luglio 
, sono le maggiori ; le altre si tengono 
il hinedì dopo la Trinità, il lunedì 
prima di S. Giorgio, li 2 gennaro, 
29 agosto, 22 settembre e 23 novem- 
bre. È patria di Babin du Bourg. Con- 
ta 9,800 abitanti. Esistono, a 1 1. S. 
da questa città, delle fucine che dan- 
no annualmente 600 migliaja di fer- 
ro di mediocre qualità. — Prese que- 
sta città il suo nome da un certo Ju- 
hel, antico signore del paese, che vi- 
veva sotto il regno di Filippo Augu- 
sto, e che fabbricò, nell" 1 Vili secolo, 
quel famoso castello, rimpiazzato da 
quello attuale, e che si risguardava 
come imprendibile, essendo però sta- 
to preso dagl'Inglesi nel 1424, dopo 
tre mesi di assedio e 4 assalti. Ebbe 
Mayenne prima il titolo di marche- 
sato, e divenne la capitale del per lo 
innanzi Alto-Maina. Carlo IX la eres- 
se in ducato, col titolo di pari, nel 
1.573, a favore di Carlo di Lorena, 
che prese il titolo di duca di Mayen- 
ne, e che divenne il capo della Lega. 
Ferdinando di Gonzaga portò questo 
titolo, ed il cardinale Mazarino ac- 
quistò questo ducato, che diede, nel 
1661, ad Armando Carlo della Porla, 
duca di Mazarino, che aveva sposa- 
ta Ortensia Mancini, nipote del car- 
dinale. — Il circond. si divide nei 
seguenti 1 2 cantoni : Ambrières, Baix, 
Couptrain, Ernée, Goron, Le Horps, 
Landivy, Lassay, Mayenne (2), Prez- 
en Pail, e Vilaine-la-Juhel. Contiene 
116 comuni, e 126,200 abitanti. 
MAYENS DE SION, montagne della 
Svizzera, cant. del Valese, decina di 
Sion, presso la riva sinistra del Ro- 
dano, in faccia a Sion. Hanno un a- 
spetto ameno, e sono sparse di belle 
casa di campagna, che appartengono 
agli abit. di Sion. 
^IAYENTHAL, valle della Svizzera, cant. 
e distr. di Uri. Si estende , dall' O. 
all'È., dal monte Susten sino verso 
la Reuss, per uno spazio di circa 3 
leghe, Prende il nome dai Mayen- 



M A Y 99 * 

bach, che la bagna. Il ridotto de! 
Mayenschanz si trova al suo ingres- 
so. I vili, di Mayen e di Fàhringen 
ne sono i luoghi principali. 

MAYERHOFEN, vili, del Tirolo, eira 
dell'AIto-Inn, valle di Oez. 

MAYES, Indiani del Messico, nel Texas, 
presso il golfo del Messico, fra la ba- 
ja S. Bernardo e la riviera Guada- 
lupa . 

MAYET, bor. di Fr., dipart. della Sart- 
he, circond. e a 6 1. E. N. E. da La 
Flèche, e a 6 1. it4 S. dal Mans, ca- 
poluogo di cant., in un paese fertile. 
Vi si fabbricano grosse stoffe di lana. 
Vi si tengono 4 annue fiere, e conta 
3,3oo abitanti. 

MAYET-DE-MONTAGNE (LE), vili, di 
Fr., dipart. dell'Allier, circond. e a 4 
1. i|3 S. da La Palisse, e a 14 I. É. 
S. E. da Moulins, capoluogo di can- 
tone. Si comm. di bestiami, e vi si 
tengono 8 annue fiere. Conta 1,700 
abitanti, 

MAYEUX (S.t), vili, di Fr., dipart. del- 
le Coste del Nord, circond. e a 4 "• 
2j3 N. O. da Loudeac, cant. e a 1 I. 
3)4 N. O. da Corlay, con i,5oo abit. 

MAYFIELD, parrocchia della Ingh., con- 
tea di Sussex, rape di Pevensey, hun- 
dred di Loxfield-Pelham, a 17 LE. 
N. E. da Chichester, e a 4 1- N. da 
Hailsham. Vi si tengono due annue 
fiere, e conta 2,700 abitanti. 

MAYFIELD , comune degli Stati - U- 
niti, stato di Nuova-York, contea di 
Montgomery, con 2,000 abitanti. 

MAY-KANG, CAMBOGE o KIU - 
LONG-RIANG (nell 1 imp. di Annam), 
LAN-THSANG-KIANG (in China), 
e LA-TCHOU (nel Tibet), fiume del- 
l'Asia, che si forma nella parte orien- 
tale del Tibet, prov. di Kam, colla 
riunione del Tsa - tchou, e dell'Orai - 
tchou, attraversa la parte occid. della 
prov. chinese di Yun-nan, 'percorre 
successivamente, nell 1 impero di An- 
nam, i paesi di Lactchou, di Laos, 
di Camboge e di Dongna'i, e si get- 
ta nel mare della China, col mezzo 
di un gran numero d 1 imboccature, 
sotto io° di lat. N. e 104 di long. E. 
Il suo corso è maggiore di 600 leghe, 
generalmente al S. 9 è ancora poco 



99* 



MAY 



nolo, massime nella sua parte media. 
Fra i suoi affluenti, si può citare il Dzi- 
tchou, il May-koup-myit , a destra, 
ed il Lo-so-kiang, a sinistra. Questo 
fi. è navigabile pei più grossi vascelli 
sino ad una consid. distanza ; l 1 ac- 
qua vi è profondissima, anche presso 
le sue rive ; queste sono ombreggiate 
dia begli alberi. Vi sono all'ingresso al- 
cuni banchi di sabbia che facilmente 
si evitano. Il delta che formano le 
imboccature è fertilissimo. Camboge è 
la città principale che bagna. Da po- 
co tempo si costrusse un canale di 
12 1. di lunghezza, di 12 piedi di pro- 
fondità, e di 80 piedi di largh. per cui 
comunica colla riva occid. del Dong- 
na'i; un canal naturale, chiamato A- 
nan-myit, lo unisce verso l'O. al Me'i- 
nam. 

MAY-KOUP-MYIT, in chinese Man- 
lou-ho, riviera che ha origine nel S. 
O. della prov. chinese di Yun-nan, 
percorre il N. O. del paese di Lac- 
tchou, nell' impero di An-nam, e si 
congiunge al May-kang, alla riva de- 
stra, dopo un corso di circa 100 1. , 
al S. E. 

MAY-LE-KIANG, fiume dell'Asia. Vedi 
Meìnam 

MAYN, fiume dell'AIemagna. Vedi Meno. 

MAYNAS MAINAS, paese nel S. del- 
la Colombia (Nuova Granata), all'È, 
del dipart. dall' Asuay, irrigato dal 
Tunguragua e dall'Ucayale, che si ri- 
uniscono onde formare 1' Amazzone. 
Il clima è caldo , ma umido, e delle 
vaste foreste coprono una gran parte 
del suolo. Gli abit. poco numerosi 
di questo paese sono quasi tutti In- 
diani, che raccolgono caccao e salsa- 
pariglia, e la cui ricchezza consiste 
in una aperta capanna, formata e co- 
perta di foglie di palma, in pochi u- 
tensili per l'agricoltura, in una lancia, 
degli archi e freccio per la caccia, 
in ami per la pesca, ed in una ten- 
da e un canot. La Laguna è il suo 
luogo principale. 

MAYNBERNHE1M, picc. città della Ba- 
viera, ci re. del Meno-Inferiore, presi- 
diale di Markt-Steft, a 4 1. 3j4 E. S. 
E. da Wurtzburg, e a i3 I. O. S. O. 
da Bamberga, eoa 1,400 abitanti. 



MAY 

MAYNDOUN o MAYNDUN, città del- 
l'impero Birmano, prov. di Tchalain, 
a destra dell' Irauaddy , a 55 1. S. O. 
da Ava. 

MAYNOOTH, citta della Irlanda, prov. 
di Leinster, contea di Kildare, baro- 
nia di Salt, a | ]. ij2 O. da Dubli- 
no. E piccola, ma bene fabbricata sul 
gusto moderno. Evvi una università 
fondata, dal 1795, sotto il nome di 
S. Patrick, per la educazione dei cat- 
tolici, un collegio anglicano, ed una 
scuola protestante. Vi si tengono due 
annue fiere. 

MAYO o MAY, una delle isole del Ca- 
po-Verde, nell'Atlantico, all'O dell'A- 
frica, al i5° io' di lat. N. e 25° 25' 
di long. O., all'È, dell'isola S. Jago e 
al S. S. O. di quella di Boavista. Ha 
circa 7 1. di circuito. La costa, for- 
mata di roccie, è cinta da bassi-fon- 
di al N. ed al N. E. Si scopre da 
lunge a cagione di due altissime 
montagne, essendo piano il restante. 
Mayo è sterile per mancanza di ac- 
qua, ma ciò che la rende importan- 
te è il sale che vi si forma in una 
laguna sabbiosa, ove il mare non en- 
tra che ad alta marea. Durante la 
stagione secca, dal novembre al mag- 
gio, il sale vi è tanto abbondante che 
mille bastimenti potrebbero esserne 
caricali. Gl'inglesi ne esportavano un 
tempo una gran quantità, e la rada ; 
che frequentavano ritenne il loro no- 
me ; sono oggi gli Americani che fre- j 
quentano più degli altri questa isola. ' 
Vi si trovano molti bovi, vacche, asi- 
ni, e specialmente capre salvaggie. Ab- 
bonda di frutta e di una qualità di 
cotone che alligna assai bene sulle 
coste sabbiose, e sopra certi partico- 
lari arboscelli. I naturali son negri; 
ma, soggetti ai Portoghesi, adottaro- 
no la loro lingua ed i costumi. Ma- 
yo non rinchiude che tre picc. luo- 
ghi, essendone Pinosa il principale. 

MAYO o MAY, contea della Irlanda, 
prov. di Connaught, fra 53° 28' e 54° 
3o di lat. N., e fra io° 43' e 12 3o> 
di long. O. Confina al N. E. , colla 
contea di Sligo , da cui è in parte 
separata dal Moy ; all'È., con quella 
di Roscominon 5 al S., con 1' altra di 



MAY 

Galway ; alfO. ed al ff., coli' Atlanti- 
co. Ha 23 1. di Jung. , dal N. O. al 
S. E., ii 1. di larg. media, e 25o 1. 
«f. Le coste sono assai spezzate, so- 
prattutto all'O., ove si trovano le due 
grandi baje di Clew e di Black-Sod, 
il porto di Killery, uno dei migliori 
della costa occid. d'Irlanda, ed una 
moltitudine d'isole, delle quali le più 
consid. sono AchiI e Giare ; sulla co- 
sta N. si trova il Broad-haveu e la 
baja di Killala. La contea termina al 
N. O. colla penisola del Mullet, paese 
ameno ed assai fertile; la parte occid, 
è selvaggia , montuosa , interrotta da 
precipizj e da frane; colà s 1 inalzano 
il Crough-Patrick di 444 *•» H Nephiu, 
il Glentaer, il Rockagh , ec. Il N. , 
egualmente montuoso , rinchiude al- 
cune valli assai fertili ; all' E. ed al 
S., vi sono belle pianure, la maggior 
parte fertili. Nella parte S., evvi una 
estensione consid. seminata di roccie 
calcari di uno a tre piedi di altura, di 
variate forme, e disposte in linee pa- 
rallele ; nell 1 intervallo che lasciano 
fra di esse, crescono erbaggi eccel- 
lenti pei montoni ; questa parte di 
contea rinchiude pure delle pianure 
chiamate turlachs in irlandese , che 
sono coperte di' acqua nell 1 inverno , 
e che formano in estate pascoli ec- 
cellenti. Le principali riviere sono 
il Moy , che irriga la porzione N. E. 
e si getta nella haja di Killala, il Mun- 
ree, al N. O., TOwen-Erive e la Ro- 
be al S. Vi sono molti laghi gran- 
di, come il Corrib ed il Mask sul li- 
mite merid. , il Comi, nel N., ed il 
Keromore al N. O. Quantunque il 
suolo delle pianure e delle valli sia 
assai fertile, l'agricoltura però non ne 
ritrae un gran partito , essendo essa 
in generale male intesa, ed avendovisi 
pur anco gì' istrumenti rurali assai 
rozzi. La biada ed il lino che si rac 
coglie bastano al consumo, ma se ne 
potrebbe anche esportare, se la colti 
vazione non fosse tanto negletta. La 
educazione dei bestiami forma la ric- 
chezza del paese ; le bestie a cor- 
na sono nere , e servono , al paro 
dei montoni, a provvisionare Dubli- 
no e le vicine città . Il selvaggiume 
Tom. III. P. IL 



M A Y 99 5 

vi è piuttosto abbondante. Si crede 
che le mont. contengano una gran, 
varietà di minerali, ma non si estrae 
che ferro ; sgraziatamente il legna- 
me manca alle fucine. Conta 297, 
5oo abi'c. , quasi tutti cattolici. Que- 
sta contea rinchiude un gran numero 
di avanzi di torri rotonde, e due os- 
servabili torri quadrate , e così pure 
varie rovine di monasteri. — La con- 
tea di Mayo, di cui Ballinrobe è il 
capoluogo , si divide nelle 9 baronie 
di Burish-hoole, Carragh, Clonmorris, 
Costello, Erris, Gallen, Kilmain, Mo- 
risk e Tirawly. 

MAYO, riviera del Messico, stalo di So- 
nora. Ha origine a i5 1. E. da Ca- 
moa, scorre generalmente all'O., e si 
getta nel golfo di California , presso 
Guitivis, a 24 1. S. E. dalla foce del- 
l' Hiaqui, dopo un corso di circa 5o 
leghe. 

MAYOMBA, MAYAMBA o MAYOMBÈ, 
paese della parte N. O. della Guinea 
inferiore, fra il paese di Sette, al N., 
quello di Loango, al S., e l'Atlantico, 
all'O. , irrigato dalla riviera del suo 
nome. E ricoperto di boschi pieni di 
scimmie. Gli abit. sono dolci ed in- 
telligenti; essi scavano alcune miniere 
di rame , di cui fanno comm. insie- 
me con avorio , gomma, e legno da 
tintura. Non trovandovisi alcuna sorta 
di grani si cibano di piantagine, ra- 
diche e noci . Si faceva un tempo 
sulla costa un gran traffico di schia- 
vi. Il capo di Mayomba riconosce la 
sovranità del re di Loango. La città 
di Mayomba n' è la capitale. 

MAYOMBA, MAYAMBA, MAYOMBÈ o 
YOMBA, città della Guinea inferiore, 
capitale del paese del suo nome, sul- 
T Atlantico , all' imboccatura del Ma- 
yomba ed in fondo di una baja , a 
4o 1. N. O. da Loango. Consiste in 
una lunga strada presso il mare , i 
cui fiotti obbligano qualche volta gli 
abitanti di abbandonare . Il porto è 
sicurissimo , ed offre un buon anco- 
ramento, ma l' interno è in parte o- 
strutto da una roccia. 

MAYOR, capo sulla costa N. della Spa- 
gna , all' ingresso della baja di San- 
tander, fra i capi Minor e Lata. 
139 



994 MAY 

MAYOR, pìcc. isola del G rande-Oceano, 
sulla costa della Nuova-Zelanda , al 
36° 5?' di lat. S. 
MAYOR, bor. della Persia. Vedi Maier. 
MAYOR (isla), isola della Spagna, prov. 
di Siviglia, formata dal Guadalquivir; 
la estremila merid. è a d 1. dalla im- 
bocc. del fiume nell'Atlantico, Ha io 
1. di lungh., dal N. al S., sopra 4 h 
nella sua maggiore larghezza- Vi sono 
molti alberi fruttiferi, e vi si coltiva 
V albero che produce il caffè. 

MAYORGA, pìcc. gruppo d' isole , nel 
3V, dell'arcipelago degli Amici. Lat. S. 
i8° 4o / . Long. O. ij6° io'. Sono fer- 
tili e bene coltivate, ed abbondano 
di piante, le cui fibre servono a far 
dei tessuti, I naturali, grandi e ro- 
busti, rassomigliano a quelli di O-taiti, 
La principale di queste isole è Vavao.- 
Furono scoperte, nel 1580 , da D, 
Francesco Antonio Maurella, spagnuo- 
lo ; il capitano inglese Edmunds le 
visitò nel 1791, e chiamolle isole di 
Howe. 

MAYORGA, bor. della Spagna, prov. e 
a i5 1. N. O. da Valladolid, e a 9 1 
N. E. da Benavente, sulla Cea, sopra 
una eminenza, in una bella pianura. 
Ha 6 parrocchie , tre conventi , uno 
dei quali di monache , ed un ospe 
dale. È questo il deposito delle pro- 
duzioni delle Asturie e dei vini di 
Medina e di Rueda, ciò che promuo- 
ve un commercio attivissimo. E pa- 
tria del dotto Torihio Mogrovejo . 
Conta 2,000 abitanti. 

MAYORGA, bor. del Portogallo, prov, 
di Estremadura, comarca ea il, 3j4 
N. da Alcobassa , e a 6 1. i|2 O. S. 
O. da Leiria, sopra un 1 altura, presso 
l'Atlantico, in un paese fertile. Evvi 
un ospizio ed una bella piazza or- 
nata di fontane e del palazzo comu- 
nale, di buonissima architettura. Con- 
ia 700 abitanti. 

MAYORCA, una delle isole Balearu Vedi 
Majorca. 

MA-YOSSO, citlà della Guinea superio- 
re, sulla costa di Sierra-Leone, paese 
dei Timani, presso la riva destra 
della Camaranca, a 32 1. E. da Fre- 
etown. 

MAYQTTE, Mayota insula, la più 






M A Y 

S. E. delle isole Comore, nella parie 
setlentr. del canale di Mozambico. Lat. 
S. i3°. Long. E. 43°. È cinta da sco 
gliere, ma i navigli possono ancorar- 
visi in qualche punto della costa N. 
11 suo punto più elevato è il picco 
Valentin. Vi si trova molto riso e 
bestiami. GÌ 1 indigeni ricevettero fra 
loro degli Arabi, naufragati nelle isole 
Angazija e Mouhilly , e ne adottaro 
no i costumi e la religione ; sono 
assai diffidenti, e non permettono a 
alcun europeo di approdare alle loro 
rive, Furono spesso esposti alle in- 
cursioni dei pirati di Madagascar. Con 
ta i,5oo abitanti. Un vili, consid. , 
residenza del capo, sta nella sua pari 
settentrionale, 
MAY-OUAIN , riviera che ha origine 
nella parte occid, del paese di Lac- 
tchou, nell'impero di An-nam, entra 
tosto nell'impero Birmano, ove bagna 
la prov, di Yun-chan, e si congiung< 
al Me'inam, alla riva sinistra, verso 18 
45' di lat, N., dopo un corso di circa 
3o 1. all' O. S. O, 
MAYPO, riviera del Chili, che ha ori- ' 
gine nel distr. di Mapocha , sul ver- ! 
satojo occid. delle Ande, scorre all'O., 
riceve la Mapocha, a destra, divide il 
distr, di Melipilla da quello di Ran- 
cagua, e si getta nel Grande-Oceana 
australe, al 33° (fi' di lat. S., a 20 1, ; 
O. S. O. da Santiago, dopo un corso 
di circa 5o leghe. Le sue acque sono ■! 
pregne di sale , e nodriscono molte 
trote. Il suo corso è tanlo impetuo- 
so che non si potè fin' ora costruire 
su di esso alcun ponte di pietra o '' 
di legno ; lo si attraversa quindi so- 
pra un ponte sospeso di a5o piedi 
di lunghezza. In una pianura vicina, il ! 
5 aprile 18 18, l'armata repubblicana, 
sotto gl'ordini del generale S, Marti- 
no, riportò una segnalata vittoria su- 
gli Spagnuoli, 
MAYPURES o S, JOSE DE MAYPU^ 
RES, vili, della Colombia, a 80 1, S, 
da Varinas, e a i5o 1. E., da S.ta Fé 
di Bogota, sulla riva sinistra dell' O- 
renoco, che vi forma in vicinanza di- 
verse cateratte. Lat. N. 5° i3' 32"; 
long. O. 70 3.7' 3o". 
MAYPURI o MAYPURES, popolarne 



MAY 

indiana di Colombia (Nuova-Granata) 
nella parte superiore del rio Negro, 
verso 2° di lat. N. e 73° di long. O. 

MAY-PYAYN-MY1T, riviera dell'impero 
Birmano, che ha la sorgente verso la 
frontiera della prov. chinese di Yun- 
nan, scorre al S., e, bagnando le prov. 
di Lóachan e di Yun-chan , si con- 
giunge al May-le-kiang, alla riva sini- 
stra, dopo un corso di circa 60 leghe. 

MAYRAS, vili, di Fr., dipart. dell 1 Ai- 
deche, circond. e a 3 1. i[2 N. da 
L'Argentière, cant. e a 1 1. E. da 
Thueys, e a 5 1. 314 S. O. da Privas. 
"Vi sono fabbriche di sa] e , ed altre 
stoffe di lana. Conta 2,100 abitanti. 
Nei dintorni si scava carbon fossile. 

MAYRAS, vili, di Fr., dipart. dell' Ar- 
déche, circond. e a 4 1- Jj3 N. O. da 
L' Argentière, cant. e a 2 1. O. S. O. 



da Thueys, sulla riva destra dell' Ar- 



dèche. Vi si fabbricano stoffe di lana 
e saje. Vi si tengono due annue fie- 
re, e conta 1800 abitanti. 
ÌMAYRES, vili, della Moravia, circ. e a 
io 1. i|2 S. S. E. da Iglau, e a 4 1. 

0. S. O. da Lamnitz. Evvi un fila- 
tojo di cotone. 

jMAY-RON-KIANG, riviera dell' Indo- 
China, ramo del canale naturale di 
Ananmyit, che unisce il May-kang al 
Méinam. Si stacca dalla riva settentr. 
di questo canale, nel S. del paese di 
Lac-tchou (impero di An-nam), scor- 
re prima all' O., poi al S. O., e, sul 
territorio birmano, si congiunge al 
Me'inam, alla riva sinistra , dopo un 
corso di circa 5o leghe. 

MAYSI2, capo alla estremità orientale 
dell'isola di Cuba. Lat. N. 20 17'; 
long. O. 7 6° 3o'. 

,MAY'S-LICK, vili, degli Stati-Uniti, sta- 
to di Kentucky, contea di Mason, a 
2 1. S. da Washington, e a 21 1. E. 
N. E. da Frankfort. Evvi una sorgen- 
te salata. 

I MAYSVILLE, bor. degli Stati-Uniti, sta- 
to di Kentucky, contea di Mason, a 
1 I. ij2 N. E. da Washington e a 25 

1. E. N. E. da Frankfort , sulla riva 
sinistra dell' Ohio. Evvi una fabb. di 
vetri ed una stamperia. È il luogo il 
più commerciante dello slato, e conta 
1,100 abitanti. 



M A Z 99 5 

MAYSVILLE, vili, degli Stati-Uniti, sta- 
to di Virginia, capoluogo della con- 
tea di BuckingaiUj a 20 1. O. da Rich- 
mond. 

MAYUMBA, paese e città della Guinea 
inferiore. Vedi Mayomba. 

MAYVILLE, comune degli Stati-Uniti^ 
stato di Nuova-York, capoluogo della 
contea di Chatauque^ a io5 h O. S 4 
O. da Albany, e a 20 1. S. S. O. da 
Buffaloe,, alla estremità N. O. del la- 
go Chatauque. 

MAY-ZAYN-KIANG, riviera dell'impero 
di An-nam, nella parte occid. del Lac- 
tchou. Ha origine verso il limite del- 
l' impero Birmano, scorre all' E., e si 
congiunge al May-kang, alla riva de- 
stra^ a circa 25 1. N. da Lan-tchhang, 
dopo un corso di circa 5o leghe. 

MAZACA, città della Cappadocia,, nella 
prefettura della Cilicia , secondo To- 
lomeo, che la chiama 3taza, e le dà 
il soprannome di Caesarea. Strabone 
le dà il titolo di metropoli della Cap- 
paclocia, aggiungendo al suo nome 
quello di Eusebio. , e la situa sul 
monte Argoeum. Fedi Kaisaìueii. 

MAZACYLA, città della Marmarica, po- 
sta da Tolomeo fra terra, in fra Alo 
e Bilia. 

MAZÀI , popoli vicini alla Liburnia , 
all' E. di questa prov., secondo Tolo- 
meo, che li situa al di sopra dei Der-^ 
riopi e dei Derri . Dione li mette 
nella Dalmazia, e S trabone nella Pan- 
nonia. 

MAZAENA, città della Palestina, secon- 
do Stefano il geografo. 

MAZAFFRAN o OUDJER, Savus, rivie- 
ra di Barbarla, reg. di Algeri. Ha la 
sua sorgente al monte Zickar -, prov. 
di Mascara , scorre, per 14 !••> s0 *~ 
to il nome di Merega, che cangia ad 
Oudjeri in quello di Mazaffran, for- 
ma il limite delle prov. di Mascara e 
di Titeri, e sbocca nel Mediterraneo, 
presso e all'È, di Coleah, a 6 1. S. 
O. da Algeri. Riceve , a destra , la 
Chiffa. Il suo corso totale è di 35 1., 
al N. E. Le sue acque sono giallastre. 

MAZAGAN o MAZACAN, Mazacanurt, 
città di Barbarla, nelf impero di Ma- 
rocco, prov. e a 5o L N. O, da Ma- 
rocco, e a 2o 1. S. (X da Tamesna, ma 



99 6 

poco al N. 



M A Z 

E. del capo Bianco 



sùl- 



V Atlantico. 11 suo porto , aperto al 
commercio nel 1825, non può ri- 
cevere che picc. navigli, essendo i 
grandi obbligati di gettar 1* ancora a 
circa 2 leghe. Mazagan divenne qua- 
si deserta dacché fu proibito il corani. 
dei grani. Ilaria è sanissima, e l'ac- 
qua eccellente. — Questa città fu e- 
retta nel i5oo dai Portoghesi, che 
la fortificarono, chiamandola Castillon- 
Reale, dopo eh' ebbero abbandonato 
Sana ed Azamor. Lo sceriffo di Ma- 
rocco l'assediò inutilmente nel i562, 
con una armata poderosa, ma i mori 
la presero nel 1769, e ne distrussero 
le fortificazioni. 

MAZAGAO, bor. del Brasile, prov. e a 
72 1. O. N. O. da Para, e a 9 1. S. 
O. da Macappa, nella Gujana, presso 
la riva sinistra dell 1 Amazone. 

MAZAGONG, vili, deli'Indostan inglese, 
presidenza di Bombay, prov. di Au- 
reng-abad, nell' isola di Bombay, ove 
evvi un porto che non può ricevere 
che picc. navigli. Vi sono due chiese 
cattoliche, e non è in gran parte abi- 
tato che dai discendenti dei Portoghesi. 
Il porto fu spesso, neh" XVII secolo, 
il luogo di riunione della flotta mon- 
gola comandata dai Siddys. 

MÀZAGRAN, Quiza, città di Barbarla, 
reg. di Algeri, prov. di Mascara, sul 
Mediterraneo, a i3 1. E. N. E. da 
Orano, sul declivio di una collina, 
che le dà acqua in abbondanza. 

MAZA-KIANG, riviera della parte set- 
tentr. dell' impero Birmano. Ha la sua 
sorgente verso il 25° parallelo, al S. 
E. di Mogang, va prima ai S. O. , 
poi al S. E., e si congiunge ali 1 1- 
rauaddy, alla destra, a \o 1. N. N. E. 
da Ummerapura , dopo un corso di 
circa 5o leghe. 

MAZALEON, bor. della Spagna, prov. 
e a 24 1. S. E. da Saragozza, nell'Ar- 
ragona, e a 3 1. i[2 E. da Alcanitz, 
fra montagne, sulla riva del Matarra- 
na. È ricco di oglio, vino e seta, e 
conta 1,000 abitanti. 

MAZALIG, riviera della Barbaria. Vedi 
Ghir. 

MAZALQUIVIR, città della Barbaria, 
Vedi Marsai.quiyir. 



M A Z 

MAZÀLTENANGO o S. BARTOLO- 
MEO - MAZALTENANGO, città del 
Guatimala, stato del suo nome, capo- 
luogo del dipart. di Suchiltepec, a 4<> 
1. N. O. da Guatimala. Commercia in 
cotone e cacao, e conta 2,100 abi- 
tanti. 
MAZAMBA, borgata dell 1 interno del- 
l' Africa, nel paese dei Maravi ; sulla 
strada della capitale dei Cazembi al- 
lo stabilimento portoghese di Tete, a 
80 1. O. N. O. da questo ultimo 
luogo. 
MAZAMET, città di Fr. , dipart. dei 
Tarn, circond. e a ^ 1. S. È. da Ca- 
stres, capoluogo di cant., sulla riva 
sinistra dell' Arnette, presso al con- 
fluente del Thorè. Ha numerose fab- 
briche di panni, rasi, segovie, flanel- 
le, ec. 4 ài carta e cartoni, e buone 
tintorie. Vi si tengono 4 annue ri- 
nomate fiere per bestiami, lana ed 
oggetti quivi fabbricati. Conta 6,5oo 
abitanti. 

MAZAN, vili, del reg. Lom,-Ven., prov. 
di Verona, distr. di S.Pietro Incariano. 

MAZAN, vili, di Fr. , dipart dell' Ar- 
deche, circond. e a 5 1. 3[4 N. O. da 
L' Argentiere, cant. e a 2 1. N. O. 
da Montpezat , con 1,000 abitanti. 
Eravi un' abbazia di Cistersiensi. 

MAZAN, bor. di Fr., dipart. di Val- 
chiusa, circond., cant. S. e a 1 1. i[2 
E. da Carpentras, e a 6 1. i[2 N. E. 
da Avignone, sull' Auzon. Vi si tro>- 
vano alcune rovine romane, e conta 
3,3oo abitanti. Commercia di oglio, 
vino e zafferano. 

MAZANDERAN, provincia della Persia. 
Vedi Mazenderan. 

MAZAPIL, vili, del Messico, stato e a 
36 1. N. da Zacatecas. È circondato 
da miniere, ed abitato da 4° famiglie 
di bianchi e di indiani. 

MAZARA, città della Sicilia. Vedi Maz- 

ZARA. 

MAZARA, fi. della Sicilia, secondo To- 
lomeo , Plinio e Diodoro Siculo, su 
cui eravi un deposito per le merci. 

MA_ZARAS, riviera della Cafreria. Vedi 
Macaras. 

MAZÀREEN, baronia della Irlanda, prov. 
di Ulster, alla estremità S. della con- 
1ea di Antri ni. 



i 



M A Z 

HAZARGUES, vili, di Fr., dipart. 
delle Bocche del Rodano , circond. , 
cant. e a i 1. S. E. da Marsiglia. Vi 
sono belle case di campagna, e conta 
1,200 abitanti. — Secondo alcuni, Ma- 
zargues deriva da Marti ager (campo 
di Mario), e secondo altri da mas ag- 
geris ( casa della strada). La via roma- 
na littorafe da Marsiglia a Cithariste 
passava davanti a questo villaggio. Vi 
si trovano alcune rovine romane. 
dAZARIEGOS, bor. della Spagna, prov. 
e a 3 1. i[2 O. N. O. da Palencia, e 
a 2 I. ij2 E. da Villarramiel , in un 
basso fondo cinto da acque. Evvi un 
ospedale mal tenuto, e conta 700 a- 
bitanti. 

WAZARINO, città della Sicilia. Vedi 
Mazzarino. 

HAZARIS, ant. città della Sicilia, se- 
condo l'itinerario di Antonino, sulla 
strada del distr. di Lilybaeum, fra 

il Fluvium Lanarium e Lilybea Si cre- 
de corrispondere alla moderna Maz- 
zara. 

IAZARON , bor. della Spagna. Vedi 
Almazarron. 

UAZARULLEQUA, bor. della Spagna, 

ì prov. e a i5 1. O. N. O da Cuenca, 
e a 1 1. 3j4 O. da Huete, con 5oo 
abitanti. 

iAZARUM, ant. fortezza della Sicilia , 

I al S., forse la stessa che Mazzara o 
Mazaris. 

tfAZATLAN, città e porto del Messico, 
stato e a 70 1. S. da Cinaloa, e a 200 
1. N. O. da Messico, all'ingresso del 
golfo di California. 

WAZATJNAH o MAZAOUNAH, Fun- 
dus Muzucanus , città di Barbarla , 
reg. di Algeri, prov. di Mascara, a 9 
1. S. E. da Mostagan, siill'Ouarisa, af- 
fluente della destra del Chellif. E cin- 
ta da un muro di terra e paglia , e 
rinomata per le sue manifatture di 
stoffe di lana. 

MAZAVAMBA, paese dell' interno del- 
l'Africa, all'O. della capitaneria gene- 
rale di Mozambico, al 12 di lat. S. 
É abitato da Maravi. 

MAZAYA, città del Guatimala. Vedi 
Masaya. 

MAZÈ, bor. di Fr., dipart. di Maina e 
Loira, circond. e a 4 !• S. 0. da Bau- 



MAZ 997 

•gè, cant. e a 1 1. O. N. O. da Beau- 
iort, e a 5 1. 1I2 E. da Angers, pres- 
so la riva destra dell' Authion , con 
3,3oo abitanti. 

MAZEIK, MAASEYK o MASEIK, città 
dei Paesi-Bassi , prov. di Limbnrgo , 
circond. e a 6 1. N. N. E. da Mae- 
stricht, e a 4 1. ip S. O. da Rure- 
monda, capoluogo di cant., sulla riva 
sinistra della Mosa. È assai male fab- 
bricata, ed evvi un collegio. La pesca 
è quivi attiva. É patria di Uberto 
van Eycli, pittore, al quale si attri- 
buisce la scoperta della pittura a o- 
glio. Nomina un deputato agli stati 
della provincia, e conta 3, 400 abitan- 
ti. — Questa città fortificata fu pre- 
sa dai francesi nel i6^5, e ne fecero 
saltar in aria le sue fortificazioni; ri- 
stabilite queste, furono di nuovo di- 
strutte nel i8o3 dai francesi, che se 
n'erano impadroniti nelle guerre della 
rivoluzione. 

MAZE1RA o MAZIERA, isola dell'Ara- 
bia , nel mare di Oman % sulla costa 
S. dell' Oman, da cui è divisa da un 
passaggio che ammette grandi va- 



scelli. Lat. N. 20° 3o'; long. E. 
20 h Ha circa 20 1. di lunghezza, 



56° 
. dal 

N. E. al S. O. 11 suolo è fertile, quan- 
tunque pietroso. Evvi, sulla costa o- 
rient. , un vili, di rado visitato dagli 
Europei. 
MAZENDERAN, MAZANDERAN o MA- 
SANDERAN, prov. del N. della Per- 
sia, fra 36° e 38° di lat. N. e fra 48 
e 52° di long. E. Confina al N. colla 
Tarlarla indipendente, al S. E. col 
Korassan, al S. col Tabaristan e V I- 
rac-Adjemi, da cui è divisa dai monti 
Albours, e all'O. dal Ghilan. Ha 80 
1. di lunghezza dall'E. all'O., 20 1. di 
larghezza media , e circa 980 1. q. 
La costa, generalmente bassa ed uni- 
ta, presenta la baja di Asterabad ; il 
paese s'inalza gradatamente sino alla 
catena dei monti Albours, che copre 
la parte meridionale. Le riviere le 
più consid. sono l'Abiscun, il Rurgan, 
ed il Babol, che si scaricano nel mar 
Caspio. Vi sono molte paludi che cor- 
rompono l'aria. Si può dividere que- 
sto paese in due climi, quello delle 
montagne e V altro delle pianure che 



998 MAZ 

stanno tirine al Caspio. Ideile raon 
tagne, cade neli 1 inverno della neve 
che non vi rimane però lungo tempo; 
l'estate è caldo ed umido. Lungo il 
mare, il clima è umido nell'inverno, 
ed i calori estivi sono temperati da 
regolari venticelli marini. La grande 
umidità che regna in generale in 
questa prov., e le momentanee varia- 
zioni dell'atmosfera, vi producono mol- 
tissime malattie, e fra le altre reuma- 
tismi, febbri, idropisie, e mali d'occhi. 
Il suolo delle pianure e delle valli è 
ovunque fertile, ma l'agricoltura è ne- 
gletta. I principali prodotti sono il 
riso, in grandissima quantità, e orzo, 
soprattutto nelle montagne. Si racco- 
glie poca biada, ma molte frutta; gli 
aranci, i cedri, gli olivi, le noci, i ca- 
stagni, ed una gran parte d' altri al- 
beri fruttiferi di Europa, vi crescono 
perfettamente. 11 cotone, il canape, la 
canna a zucchero, ed il tabacco si rac- 
colgono pure in abbondanza, lo stes- 
so essendo della seta , ma essa è di 
qualità inferiore a quella del Ghilan. 
Le montagne sono in parte coperte 
di foreste di quercie, olmi, platani, 
ed aceri. I pascoli nodriscono nume- 
rose mandrie di bovi, montoni, capre, 
cavalli, cammelli, che formano la ric- 
chezza dei popoli nomadi ed anche 
degli altri abitanti. Il comra. , consi- 
derabile colle altre prov. della Persia, 
è limitato, quanto all'esterno, ad al- 
cuni cambj colla Russia , a cui som- 
ministra seta, cotone e riso. Alcune 
delle sue strade sono assai cattive , 
ma si ammira ancora una gran por- 
zione dell' argine costrutto da Shah- 
abbas, verso il principio del XVII se- 
colo, presso la costa merid. del Ca- 
spio; la sua larghezza è più di ioo 
piedi; è perfettamente unito e cinto 
da un fosso da ciascun Iato; esso fa- 
vorisce le comunicazioni fra il Ma- 
zenderan ed il Ghilan. Conta i5o,ooo 
abit., non compresi li nomadi. La lo- 
ro tinta è più oscura di quella degli 
altri persiani delle prov. meridionali, 
essendone il linguaggio assai più in- 
forme e duro che il loro. Si rimpro- 
vera loro molto orgoglio e vanità, e 
poca ospitalità. — Sono intolleranti in, 



MAZ 

materia di religione, ed i loro mollala 
p preti hanno la mania delle dispute 
teologiche. I nomadi si compongono 
di molte tribù di Cadjari, di Ro- 
djavend e di Modanlus ; essi profes- 



sano altresì la 

ma sono la maggior parte 

Di temperamento 



sunniti, 
forte e robusto I 
vanno errando principalmente nelle 
montagne e nelle valli, avendo i lo- 
ro proprii kani , ma pagano un tri- 
buto alla Persia. Passano per essere i 
migliori soldati di questo regno. — 
Questa prov., che corrisponde ad una 
gran parte dell'antica Ircania, è divi- 
sa in dne beglerbegìik o governi; l'uno 
comprende il Mazenderan propria- 
mente detto , e 1' altro il Daghestan. 
Balfrnch n'è il capoluogo. 

MAZENDERAN, beglerbeglik di Persia, 
nella parte occid. della prov. del suo 
nome. Il capoluogo è Balfruch. 

MAZERES-EN FOIX, Castrimi Mase- 
m, città di Fr., dipart. dell' Ariege, 
circond. e a 3 1. i|2 N. da Pamiers, 
cant. e a 1 1. 3[4 O. S. O. da Saverdun, 
sulla riva sinistra del Lers, in una 
situazione amena. Vi si tengono 7 
annue fiere, e conta 2,900 abitanti. 
Nel 1257, non era che un vili, del 
quale Berenger, abbate di Bolbona 
fece una città. I conti di Foix vi edi- 
ficarono un castello, e vi fissarono la 
loro residenza. Nel XVI secolo gli 
ugonoti se ne impadronirono e la 
fortificarono sì bene, che vi si man- 
tennero sino alla intera estinzione del 
loro partito, sotto Luigi XIII. 

MAZICI, popoli dell'Africa, nella Mau- 
ritania Cesariense, secondo Tolomeo. 
Abitavano Medianum-Castellum , il 
moderno MIDROE, nel reg. di Algeri. 

MAZIERE-BASSE (LA), vili, di Fr. , 
dipart. de la Correze, circond. e a 8 
1. S. O. da Ussel, cant. e a 2 LO. 
da Neuvic, con 1,000 abitanti. 

MAZ1ÉRES, vili, di Fr., dipart. delle 
Due-Sevre, circond. e a 3 1. 1 [4 S. 
S. O. da Parlhenay, e a 5 1. ip N. 
N. E. da Niort, capoluogo di canto- 
ne. Vi si tengono 4 annue fiere, e; 
conta 600 abitanti. 

MAZIÉRES, vili, di Fr., dipart. d' In- 
dre e Loira, circond. e a 1 1 1. N. E. 






M A Z 

da Chinon, cant. e a i 1. ip N. da 
Langeais, con 5oo abitanti. Vi si tie- 
ne un' annua fiera. 

HAZIMBEI o MAZIMBES, popolazione 
della capitaneria-generale di Mozam- 
bico. Vedi. Mczidtbi. 

tf AZIN, vili, della llliria , nel genera- 
lato di Carlsladt, con circa 60 abi- 
tazioni. 

MAZINGEN, vili, della Svizzera, cant. 

Idi Turgovia, bai. e a 1 1. i|4 S. E. 
da Frauenfeld, capoluogo di circolo, 
sulla riva destra della Murg, che vi si 
passa sopra un ponte. Conta 800 a- 
bitanti. 
V1AZOIRE, vili, di Fr., dipart. del Puy- 
de-Dóme, circond. e a 5 1. i]3 S. O. 
da Issoire, cant. e a 1 1. 2j3 O. S. 
O. da Ardes, fra due affluenti della 
Couze, con 1,200 abitanti. 
VfAZORANI, popoli dell'Asia, nell'A- 
ria, ai confini della Parthia e della 
i) Caramania, secondo Tolomeo. 
HAZORBO, isola del reg. Lom.-Ven ., 
prov., distr. e a 2 1. N. E. da Vene 
zia, presso e all' O. di Burano, nel- 
le lagune di Venezia, composta di tre 
1 minori isolette congiunte con poni 
1 di legno. Aveva un tempo 5 chiese 
e 5 monasteri, rna ora è molto de- 
caduta, contando una scarsa popola- 
zione composta di pochi pescatori e 
vignajuoli, che coltivano il suo ter- 
i reno abbondante di frutta e di er- 
! baggi. Fu questo uno dei primi luo 
I ghi popolati nelle lagune, ed era una 
1 delle villeggiature dei Veneziani 
tf AZOVIA, woiwodia della Polonia. Ve- 
di Masovia. 1 
HAZUECOS, bor. della Spagna, prov. 
| e a 11 1. 3j4 O. N. O. da Madrid, e 
. a 1 I. ij4 S. E. da Mondejar , sul 
! pendio di una collina, presso al Val- 
1 degiante. Evvi un ospedale. Vi si fa 
molto formaggio, e si alleva una gran 
quantità di piccioni pel mercato di 
Madrid. Conta 5oo abitanti. 
HAZUNAH, città della Barbarla. Vedi. 

Mazaunah. 
WAZULA, due citta dell'Africa propria, 
secondo Tolomeo, una sulla costa, al- 
la quale dà il titolo di Colonia , e 
r altra un poco fra terra, che chiama 
Vecchia-rMazula. 



M A Z 999 

MAZULAR, isola dell' arcipelago deìla 
Sonda. Vedi Mansclar. 

MAZUL1PATAM, città dell' Indostan. 
Vedi Masulipatam. 

MAZURA, isola sulla costa S. E. del- 
l' Arabia. Vedi Mazeira. 

MAZURES (LES), vili, di Fr., dipart, 
delle Ardenne, circond. e a 3 1. ip 
N. N. O. da Méziéres, cant. e a 1 1. 
i|4 N. da Renwez. Vi sono delle u- 
sine da ferro, che danno dei proje- 
tili, e tutti i saggi dei ferri neces- 
sari agli arsenali ; si fabbricano pure 
diversi oggetti fusi. Conta 1,000 a- 
bitanti. 

MAZY, vili, dei Paesi-Bassi, prov., cir- 
cond. e a 3 1. O. N. O. da Namur, 
cant. e a 1 1. S. da Gembloux. Vi 
sono fucine ed una filiera . Conta 
4oo abitanti. 

MAZYEI o MAZEI, popoli nomadi del- 
l' Africa, nella Libia, secondo Stefano 
di Bisanzio. 

MAZZACAVALLO, vili, del reg. Lom.- 
Ven., prov. di Padova, distr. di Mi- 
rano. 

MAZZ AG ATTA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Verona, distr. di Zevio. 

MAZZANINS, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Udine, distr. di s. Daniele. 

MAZZANO, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. e distr. di Brescia. 

MAZZARA o MAZARA (VALLE DI), 
una delle tre antiche divisioni della 
Sicilia, di cui comprendeva la parte 
occidentale. Formò le prov. di Tra- 
pani e di GrigenU, gran porzione di 
quella di Palermo e parte dell' altra 
di Caltanisetta. Palermo n'era il ca- 
poluogo, e traeva il nome dalla città 
di Mazzara. Eccettuato all'oriente, è 
bagnata da ogni lato del mare, e ta- 
gliata da diverse riviere. Quantun- 
que attraversata da molte catene di 
montagne, pure il suolo è poco ine- 
guale, e fertile assai. Vi si raccoglie 
grano, canape, lino, mandorle, socia, 
ec. I venticelli regolari di mare di- 
minuiscono un poco gli effetti dei 
calori eccessivi dell' estate. Contava 
643,ooo abitanti. 

MAZZARA o MAZARA , Mazarum , 
città della Sicilia, prov. e a io 1. S. 
da Trapani e a 23 1. S. Q. da Pa- 



iooo MAZ 

lerrno, capoluogo di distr. e di can- 
tone, in una pianura , 6ulla riva si- 
nistra, ed alla imboccatura del Sa- 
lerai nel Mediterraneo. Lat. N. 3?° 
4o' o". Long. E. io° i4> 3o". È se- 
de di un vescovato. Piazza di guer- 
ra di quarta classe , vedesi^ cinta di 
mura con una cittadella . È piccola 
e male fabbricata ; una sola piazza , 
quella del Duomo, ha qualche appa- 
renza. La cattedrale è osservabile per 
la sua cupola e tre antichi mausolei, 
vi sono diverse chiese e conventi, 
un ospedale, un collegio, e acque sol- 
forose. 11 porto è grande e buono , 
ma la rada non è niente difesa ; vi 
si esporta vino, acquavite, poca soda, 
oglio, cotone, e legumi secchi. Conta 
8,3oo abitanti. — 11 distr. si divide 
nei 4 cantoni di Castel- Vetrano, Maz- 
zara, Partanna e Salemi. 

MAZZARINO o MAZARINO, Mazari- 
num, picc. città della Sicilia, prov. 
e a 6 I. S. E. da Caltanisetta, distr. 
e a 6 1. q4 N. da Terranova, capo- 
luogo di cantone, col titolo di con- 
tea. Ha un collegio e acque solforo- 
se. Conta 3,ooo abitanti. Diede il suo 
nome alla famiglia del cel. cardinale 
e ministro Mazzarino. 

MAZZETTO, vili, del reg. Lom-Ven. , 
prov. di Padova, distr. di Campo 
Sampiero. 

MAZZIN, vili, del Tirolo, circ. di Tren- 
to, bai. di Fissa. 

MAZZINO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Milano, distr. di Bollate. 

MAZZO, vili, del reg. Lom.-Ven., prov. 
di Valtellina, distr. di Tirano. 

MAZZO, vili, del reg. Lom- Ven, prov. 
di Milano, distr. di Bollate. 

MAZZOLADA, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Venezia, distr. di Porto- 
gruaro. 

MAZZOLDO, vili, del veg. Lom.-Ven. 
prov. di Bergamo, distr. di Piazza. 

MAZZOLENI, vili, del reg. Lom.-Ven., 
prov. di Bergamo, distr. di Almeno 
S. Salvatore. 

MAZZOLI, vili, del reg. Lom.-Ven. , 
prov. di Padova, distr. di Monta- 
gnana. 

MAZZOLINS, vili, del reg. Lom.-Ven., 
proy. e distr. di Udine. 



M E A 

MAZZORNO A PARTE DESTRA, vili. 

del reg. Lom.-Ven., prov. di Venezia, 

distr. di Ariano. 
MAZZORNO A PARTE SINISTRA, 

vili, del reg. Lom.-Ven., prov. di Po- 

1 esine, distr. di Adria. 
MAZZUNO, vili, del reg. Lom.-Ven. , 

prov. di Bergamo, distr. di Breno. 
MAZZUREGA, vili, del reg. Lom.-Ven., 

prov. di Verona, distr di S. Pietro 

Incariano. 
MBAYAS, nazione indiana del Buenos- 

Ayres. Vedi Gcaicuros. 
MBOTETEY, riviera del Brasile. Vedi 

MONDEGO. 

MBUTUY, riviera della repubblica di 
Monte- Video. Si getta nell 1 Uruguay, 
alla riva sinistra, sotto a8° 5o ; di lat. 
S., fra Ycabaqua e l 1 Ybicuy , dopo 
un corso di circa 25 1., verso PO. 

MCHAGA, riviera della Russia europea, 
che ha orìgine nel gov. di S. Pietro- 
burgo, distr. di Louga, a i I. i\\ dal 
villaggio di PodJdine, scorre prima 
al N. E. poi al S. O., entra nel gov. 
di Novgorod, e dopo un corso di 20 
1., si getta nel Chelon, alla riva si- 
nistra, a 3 1. it2 dalla sua imbocca- 
tura nel lago Ilmen. Presso le sue ri- 
ve si trovano due picc. laghi salsi. 

M'CHARRA-RUMMELLAH , territorio 
di Barbarla, impero di Marocco, nel- 
la parte occid. della prov. di Fez. Si 
estende, lungo il Sebu, all'È, di Mah- 
more. È interamente unito e spro- 
visto di alberi, ma fertilissimo in for- 
mento. 

MDZORETI, città della Russia, nell'A- 
sia, nella Giorgia, nel K' arthli, a 9 
I. O. da Gori e a 20 1. O. N. O. da 
Tiflis, presso la riva destra della Dza- 
ma. E quasi interamente deserta, non 
essendo abitata che da pochi ebrei 
ed armeni. 

MEA, vili, del reg. Lom.-Ven. , prov. 
di Vicenza, distr. di Schio. 

MEABAN, picc. isola di Fr., dipart. del 
Morbihan, circond. e a ^ 1. ij2 S. O. 
da Vannes, cant e a 3 1. O. da Sar- 
zeau. Ha i[2 1. q., ed è cinta da mol- 
ti isoletti e da roccie. 
MEACO, MIACO, KIO o MIYACO, 
Meacum, città del Giappone, neh 1 i- 

| sola di Nifon, prov. di Oumi, a circa 



M E A 

80 I. 0. S. 0. da Yecfo, in una va- 
sta pianura, all' O. del lago Biwano- 
oumi, sulla riviera Meaco, che riceve 
in questa città due altre riviere, e si 
getta nella Yedogava, col cui mezzo 
Meaco comunica facilmente col golfo 
di Ozaka, sulla costa merid. dell 1 isola. 
Meaco, un tempo capitale dell 1 impero, 
non n'»è adesso che la seconda città, 
ed una delle 5 dette imperiali. Si 
chiama anche Kió, che vuol dire la 
città per eccellenza, per essere la re- 
sidenza del dairo, sovrano spirituale, 
venerato quasi come una divinità. Vi 
sono due governatori imperiali ed 
un giudice superiore. Questa città, che 
un tempo aveva 7 1. di lunghezza 
sopra 3 di larghezza, non ne ha più 
che 1 I. 3j4 di lunghezza, dal N, al 
S,, sopra 3{4 di 1, di larghezza, dal- 
TÉ. ali 1 O. E cinta da fosse, ed ha u- 
na cittadella che rinchiude il palazzo 
del liubo. La residenza "del dairo, che 
sola forma una picc. citta, vedesi pu- 
re fortificata; presso di questo palaz- 
zo s 1 innalza un' alta torre quadrata, 
che domina tutta la città. Secondo 
Kaempfer, Meaco rinchiude i,858 stra- 
de, 138,979 case, i3^ palazzi, e 2,127 
templi di Sinto, 3,893 templi di Bud- 
da, e 87 ponti. Le strade sono in ge- 
nerale strette, ma lunghe , diritte e 
tirate a linea. Le case, piccole e di 
due piani, sono meglio fabbricate che 
quelle di Yedo, capitale dell' impero, 
quantunque il legno e l 1 argilla ne 
sieno i principali materiali. Sopra ai 
tetti quasi tutte hanno dei serba toj 
d 1 acqua, e macchine idrauliche per 
estinguer gl'incendi. I templi i più 
osservabili sono: il tempio imperiale 
di Tehouganin, ch'è un immenso mo- 
nastero composto di 28 altri templi, 
e cinto da giardini bellissimi, il Gi- 
bon o tempio dei fiori; il Kiamitz, 
con un'alta torre; il Daibout, tem- 
pio in marmo con degl 1 idoli colossa- 
li, ed il Quanvon, con 36 statue. Que- 
sta città è il eentro della letteratura 
e delle scienze dell 1 impero; quivi la 
stampa è più perfezionata e più atti- 
va che altrove; vi si stampa l 1 alma- 
nacco imperiale, e la maggior parte 
^e 1 libri che circolano nel Giappone. 
TOYL III. P. IL 



M E A 1001 

% egualmente la più celebre per le sue 
manifatture di stoffe bellissime, la cui 
finezza, ricchezza di tessuto e bellez- 
za di colori non hanno eguali nel pae- 
se; per le sue pregiatissime porcella- 
ne, per le sue opere di vernici e di 
tarsia, per la raffineria d' oro, rame, 
ed altri metalli, e soprattutto per la 
tempera dell 1 acciajo. Il commercio è 
quivi assai considerabile. Kaempfer fa 
ascendere la sua popolazione a più di 
5oo,ooo abitanti, e si vuole che nel 
1675 ascendesse a più. di 600,000. Le 
persone attaccate alla corte del dairo, 
e che sono in gran numero, si con- 
siderano come esseri ben superiori a- 
gli altri Giapponesi, — È questa città 
molto soggetta ai terremoti, e special- 
mente quello^ del 1730 le cagionò 
grandissimi danni. Fu quasi del tutte* 
incendiata durante le guerre civili del 
Giappone, — I dintorni vedonsi co- 
perti di giardini bene mantenuti, ed 
ornati di templi, mausolei, ec,, e di 
campi benissimo coltivati. 

MEAD, contea degli Stati-Uniti, nel N. 
O. dello stato di Kentucky. È bagna- 
ta al N. dall'Ohio. 

MEADAS, bor. del Portogallo, prov. dì 
Alentejo, comarca e a 7 1. ij2 N. da 
Portalegre, e a 9 1. ip S. da Castello- 
Branco, sulla riva sinistra del Sever. 

MEADOW-RIVEB, riviera degli Stati- 
Uniti, territorio del Nord-Ouest. Ha 
la sua sorgente verso 47° 4°' di ìat. 
N„ scorre al S. O,, e si congiunge -A. 
Mississipi, alla riva sinistra, un poco 
al di sotto delle cadute di Pakagania, 
so(;to il parallelo del Leech-Jake. La 
sua lunghezza è di circa a5 leghe. È 
navigabile per canoti indiani , per 
quasi tutto il suo corso, 

MEADV1LLE, vili, degli Stati-Uniti, 



stato di Mississipi, capoh 



o della 
L S. O. 



contea di Franklin, e a 
da Jackson, 
MEADV1LLE, bor. degli Stati- Uniti, 
stato di Pensjlvania, capoluogo della, 
contea di Crawford, a 72 1. O. N. 0„ 
da Harrisburg, e a 3o 1. N, da Pitts- 
burg. Evvi un palazzo di giustizia, 
un arsenale, una banca, un collegio^ 
ed uqa biblioteca. Conta 600 abi- 
tanti, 

1 3o 



ioo2 M E A 

MEAHGUNGE, città deirindoslan. Ve- 
di MlAHGONDJE. 

MEARSIMA, gruppo d'isole del Giap- 
pone, a 2 1. dalla costa occid. dell'i- 
sola liiu-siu, faciente parte della 
prov. di Satsou-ma. Queste isole sono 
vicinissime le une alle altre. Sonovi 
alte montagne, ed il suolo è pieno 
di roccìe; i Giapponesi però ne in- 
trapresero la coltivazione con profìt- 
to. Sono frequentate da molti basti- 
menti mercantili. 

MEALFURM'HONIE o MEAL-FUR- 
VONNY, montagna della Scozia, con- 
tea e a 7 1. S. O, da Inverness, sulla 
riva occid. del lago Ness. Ha circa 
5oo tese al di sopra del livello del ma- 
re. Si trova sulla sommità un pi ce. 
lago, la cui acqua è fredda estrema- 
mente, 

MEAN, vili, del reg, Lom.-Ven,, prov, 
di Belluno, distr. di Feltre, 

MEANA, vili, degli Stati-Sardi, divisio- 
ne e a il 1. ip O. N. O, da Torino, 
prov., mandamento e a i 1, \\(\ E, 
S. E. da Susa, sulla riva destra della 
Dora-Ripaira, Conta 1,200 abitanti, 

MEANA, vili, dell' isola di Sardegna , 
divisione del Capo-Cagliari, prov. di 
Busachi, capoluogo di distr. a 8 1, E. 
da Oristano, e a 17 1. N. da Caglia-* 
ri in una pianura. Conta 1,200 abi- 
tanti. 

MEANDRIA, città dell'Epiro, secondo 
Plinio. 

MEANDRINT, popoli dell'Asia, apparen- 
temente vicini al Meandro. 

MEANDRO, Meander, fiume dell'Asia, 
nella Jonia, avente un corso determi- 
nato dall' E. all' O., e famoso presso 
gli antichi per la sua tortuosità, Pli- 
nio dice che bagnava moltissime città, 
si caricava di molte riviere, copriva 
le campagne di un fango ch'era buono 
per la loro fecondità, e gettavasi nel 
mare a io stadj da Mileto. Vedi Mein- 
der (buìuk.,) 

MEANDR0P0L1, città della Magnesia, 
secondo Stefano il Geografo, 

MEANE, vili, di Fr., dipart. della Creu- 
se, circonda e a 6 1. ij2 N. da Guè- 
rci, cant. e a 3 1. ij4 N. O, da Bon- 
riàt, sopra un affluente della Piccola- 
Crcusc. Conta j,3oo abitanti, 



M E A 

MEÀNGIS, gruppo d' isole dell' arcipe- 
lago delle Filippine. Vedi Mengitis» 

MEANNEE, MEANEE, due città dell'in- 
dostan. Vedi. Minny, Miny. 

MEANO, vili, del Tirolo, circ. di Trento, 

MEANO, vili, del reg. Lom.-Ven., prov, 
di Brescia, distr. di Ospitaletto. 

MEANZA, bor. degli Stati della Chie- 
sa, delegazione e a 4 1. i{2 S, O. da 
Frosinone, e a 2 1. ip E. N. E. da 
Sezza, 

MEAO, isola del mare delie Indie, una 
delle piccoli Molucche, presso Terna- 
te, con un buon porto. Abbonda di 
garofani ed altre droghe, 

MEAOUN, città dell' impero Birmano. 
Vedi Myanang. 

MEARAT-EL-NAMAN, bor, della Tur, 
asiatica. Vedi Marra. 

MEARD (S.t), vili, di Fr„ dipart. del- 
l' Alta- Vienna, circond, e a 6 1. ip 
S, E. da Limoges, cant, e a 1 1, 3[4 
N. E. da Chàteauneuf. Sonovi due 
grandi fornaci e 1,200 abitanti. 

MEARNS, contea della Scozia. Vedi : 

KlNCARDINA. 

MEARNS, parrocchia della Scozia, con- ' 
tea di Renfrew, presbiterio di Pais- ! 
ley, a 2 1. S. S. O. da Glasgow, Vi 
sono tre picc, laghi, e molte purghe 
di tela. Conta 2,3oo abitanti. 

MEARY , fiume del Brasile. Vedi Mia, 

MEASPARA, cantone dell'Indostan. 

di MlSPARA. 

MEATH o EAST-MEATH (orientale), ! 
contea d'Irlanda, prov. di Leinsler, 
fra 53° 22' e 53° 53 / di lat, N. , e 
fra 8° 28' e 9 36' di long. O, Con- 
fine al N. cojla prov, di Ulster, al N, 
E, colla contea di Louth, all'È, col 
mare d'Irlanda, al S. E. colla contea 
di Dublino, al S. con quella di Kil- 
dare, al S. O. con l'altra del Re, ed 
all'O. con quella di West-Meath. Ha 
16 1. di lunghezza, dall'E. all'O., i3 
1. nella sua maggiore larghezza , e 
106 1. q. La superfìcie, assai general- 
mente unita, non offre che alcune' 
colline poco considerabili; la costa ò 
unita, pòco estesa, e non ha di osser- 
vabile che la imbocc. della Boyne, sul 
limite N. E. Questa riviera è la prin- 
cipale della contea, che la attraversa 



vi 

he 

: 



M E A 

dal S. O. al N. E. ; vi riceve il Bia- 
dava ter a sinistra ; il Nanyvyater si 
getta altresì nel mare d'Irlanda. La 
estremità occid. della contea è bagna- 
ta dal lago Shelan, le cui acque sono 
tributane dello Shannon, e per con- 
seguenza dell'oceano Atlantico. Questa 
contea è una delle più fertili della 
Irlanda; il suolo è grasso, sopra un 
fondo calcare e di ghiaja, ed estre- 
mamente atto alla coltivazione ed 
ai pascoli. 11 clima, dolce e umido, è 
però salubre. Vi sono poche terre in- 
coìte, e vi si raccoglie principalmente 
molta biada, avena, orzo, pomi di 
terra e colzato, lino, e una quantità 
di legumi e di piante ortensi. Il le- 
gname è quivi raro ; terreni estesi 
sono coperti di nuove piantagioni. I 
pascoli sono eccellenti e numerosi, e 
vi si allevano grandissime mandrie di 
bestiami, cavalli e montoni , di cui 
si provvedono li mercati di Dubli- 
no, il N. dell 1 Irlanda e diverse parti 
della Ingh.; somministra pure a Du- 
blino una gran quantità di latte, bur- 
ro e formaggio. Presso la costa evvi 
un consid. numero di conigli . Si 
scava a Walterstown una miniera di 
rame di buonissima quantità, ed in 
altri luoghi una cava di pietra calca- 
re e delpargilla da stoviglie. Vi sono 
fabbriche di grossa tela, ed alcune di 
tele fine; vi si fanno pure dei cappelli 
di paglia. Questa contea esporta bia- 
da, farina, foraggi, bestiami, lana, pelli 
di coniglio e grossa tela. Conta 174,700 
abit., dei quali 1^0 di protestanti. 
Vi è una nobiltà numerosa ed opu- 
lente, mentre la maggior parte dei 
villici sono poco agiati. — Questa 
contea si divide in 12 baronie, che 
sono: Decce, Duleek, Dunboyne, Fo- 
wre, Kells, Lune, Morgallion, Moy- 
fenrathj Navan, Ratoath, Skrine e 
Slane ; forma, con quella di West- 
Meath, il vescovato del suo nome. Il 
capoluogo è Trim. 
MEATH (WEST o occidentale), contea 
della Irlanda, prov. di Leinster, fra 
53° 18' e 53° 46' di lat. N., e fra 9 
24' e jo° 12° di long. O. Confina, al 
N., colla prov. di Ulster, da cui è di- 
visa dal lago Shelan; all'È., colla con- 



ivi E A tooS 

tea di Meath; al S. con quella del Re; 
all'O. colla prov. di Connaught, da 
cui è divisa dai Iago Ree e lo Shan- 
non, e al N. O. colla contea di Lori- 
gford. Ha i5 L di lunghezza, dal N. 
E. al S. O., 7 1. di larghezza, e 95 1. 
q, La superficie è generalmente u- 
nita, come quella della contea di Me- 
ath; però la parte settentr. presenta 
varie ondulazioni assai marcate, delle 
quali una ramificazione, prolungandosi 
verso il S. , divide questa contea ir» 
due versatoj: quello dell'E. appartiene 
al bacino del mare d'Irlanda, e V al- 
tro, all'O,, al bacino dell'Atlantico; i! 
primo non è irrigato che da alcuni 
ruscelli tributari della Royne/. Il ver- 
satojo dell'O. lo è dallTnny e da molti 
altri tribù tarj poco rimarcabili dello 
Shannon. È bagnato da molti laghi , 
dei quali li più considerabili sono il 
Shelan o Shilian, sul limite settentr., 
il Derreveragh, il Iron, il Hoyle o O- 
whel, l'Ennel , ed il Ree , sul limite 
occidentale. Le paludi di questo pae- 
se ne fendono una gran porzione 
inetta alla coltivazione , ma la tor- 
ba abbondante eh* esso somministra 
serve in qualche modo di compenso, 
11 suolo, in generale leggero, si mo- 
stra, in qualche punto, ricco e pro- 
fondo. Quantunque li pascoli occupi- 
no la maggior parte della superficie 
del paese, vi si raccoglie bastante 
grano pel consumo. — Questa con- 
tea, che ha per capoluogo Mullin- 
gar, si divide nelle 12 baronie di 
Brawny, Clonlonan, Corkery, Delvin, 
Farbill, Fartullagh, Fowre, Iiilkenny 
(West), Moyashel-et Magheradernon, 
Moycashel, Moygoish e Rathconralh, 
Fa parte della diocesi di Meath , in- 
via tre membri al parlamento, e con- 
ta 128,000 abitanti. 

MEAULNE, vili, di Fr., dipart. dell'Ai- 
lier, circond. e a 7 1. 3[4 N. da Mon- 
tlucon, cant. e a 3 1. i[2 O. da Ce- 
rilly, presso la riva destra del Cher , 
un poco al di sotto del confluente 
dell'Aumance. Vf si tengono 7 annue 
fiere, e conta 800 abitanti. Nei din- 
torni si trova terra da crogiuoli e gesso. 

MEAUNES, vili, di Fr., dipart. del Va- 
ro, circond, e a 3 1. 114 S. da B«- 



^oo4 M È A 

gnolle, cant. e a i 1. i(4 S. da La 
Roque-Brussanne, sopra uri affluente 
del Latay, con 1,100 abitanti. 
MEA.UX, latìnum, e poscia Melai, cit- 
tà di Fr., dipart. di Senna e Marna, 
capoluogo di circond. e di cant., a 9 
L i|4 E. N. E. da Parigi e a n 1. 
ip N. da Melun, sulla Marna* che la 
divide in due parti ineguali, delle 
quali la più importante occupa la ri- 
Va destra , e presso il canale dell 1 
Ourcq. Lat. N. 48 5f Ip» ; long.E. 
o° 32' 3o^. E sede di un vescovato, 
suffraganeo dell'arciv. di Parigi, e la 
cui diocesi comprende il dipart. di 
Senna e Marna, di un trib. di pri- 
ma istanza, e di uno di commercio; 
evvi una conservazione delle ipote- 
che, una direzione delle contribuzioni 
indirette, una ispezione alle foreste, 
ed una società libera di agricoltura, 
scienze ed arti. È assai bene fabbricata, 
ma male distribuita; rinchiude una 
gran piazza pubblica, detta il Merca- 
to, e dei passeggi assai ameni lungo 
la Marna, e sugli antichi bastioni, che 
si piantarono d'alberi. li solo edifizio 
osservabile è la cattedrale, di un bel 
gotico, fondata nelì'XI secolo dal ve- 
scovo Gontiero Primo. Vi si ammira 
il suo magnifico coro ; contiene la 
statua in marmo bianco ed il sepol- 
cro del celebre Eossuet , che fu uno 
«lei vescovi di Meaux. 11 palazzo di 
giustizia, fabbricato dai conti di Sciam- 
pagna, che spesso vi risiedevano, non 
ha niente di osservabile. Questa città 
possiede due parrocchie , una chiesa 
riformata, due ospizj, un grande ed 
un picc. seminario, un collegio comu- 
nale, una società biblica protestante , 
un teatro, una biblioteca pubblica di 
11,000 volumi, un'altra del vescova- 
to, una collezione di oggetti di storia 
naturale, ed una bella caserma di ca- 
valleria. Ha fabbriche di tessuti di 
cotone, indiane, collaforte, nitro, sto- 
viglie di terra, ed aceto. Vi sono con- 
ciato] e fabbriche di pelli. Fa un 
gran comm. di grani, farina, formag- 
gi detti di Brie, lana* bestiami, pol- 
leria , legname e carbone. Sotto il 
ponte di pietra , vecchio e mal co- 
strutto, vi sono malti mulini, che ser- 



U E À 

voho a macinar i grani, le cui fari- 
ne sono destinate a provvedere Pa-* 
ligi; non vi passa alcun battello per 
essere troppo violenta la caduta da 
acqua; la navigazione si fa pel ca- 
nale Cornillon, scavato da Teobaldo 
VI* sulla riva sinistra, al S. della cit- 
tà, presso il mercato. Vi si tengono 
4 annue fiere, di tre giorni ciascuna, 
ed un mercato assai frequentato , il 
sabbato. È patria di Delanoue, autore 
drammatico, di Filippo Fiorenzo de 
Puisieux , avvocato, e di J. Amyoto 
Conta 7,800 abitanti. I dintorni sono 
ricchissimi in grani; vi si raccoglie un 
poco di vino, e li navoni sono molto 
apprezzati. A poca distanza vedesi la 
roccia di Crecy, che contiene grotte 
e curiose petrificazioni. Vi si tennero 
7 concilj, il primo dei quali nell'845, 
e l'ultimo nel i654- Quest'antichissi- 
ma città fu chiamata dai Latini Mei- 
do rum urbs, Meldae, Meledis, Mel- 
dis e latìnum Meldarum. Sotto i 
romani fece in origine parte della 
Belgica, e fu poscia compresa nella 
Gallia Lionese. Verso la metà del IV 
secolo lasciò il nome di latìnum, per 
prender quello del suo popolo (Meldì)^ 
che conservò sino al IX secolo. 11 suo 
vescovato risale all'anno 395. Era as- 
sai importante sotto la prima stirpe 
dei re di Francia; Chiiperico vi fece 
rinchiudere la regina Brunechilde e 
le sue figlie. I Normanni la saccheggia- j 
vono e l' abbruciarono nel IX seco- 
lo. Ebbe i suoi conti particolari , e j 
passò poscia sotto il dominio di quelli 
di Sciampagna, sino all'anno 1284, in 
cui fu riunita alla corona di Francia 
pel matrimonio di Filippo il Bello con 
Giovanna di Navarra , contessa di 
Sciampagna. Questa città molto sof- 
ferse in diverse occasioni. Fu la ulti- 
ma delle città sulla Marna, che rimase 
del partito di Carlo VII. GÌ' inglesi 
l'assediarono, al principio del 1421, e 
dopo una difesa di tre mesi, obbliga- 
rono gli abit. a cederla, il 9 di mag- 
gio , conservandola sino al 14 36. Fu 
la prima città del regno in cui i pro- 
testanti incominciassero a predicare 
pubblicamente, e la prima pur anco, 
che* rinunziando al partito della lega, 



M E B 

Si sottomise ad Enrico IV. Era ta ca- 
pitale della Brie-Champenoise. — Il 
circond. di Meaux si divide in 9 Can- 
toni : Claye, Crecy-sur-Morin, Dammar- 
tin, La Fertè-sous-Jouarre , Lagny, 
Lisy-sur-Ourcq e Meaux. Ha 161 co- 
muni, e 91,100 abitanti. 
MEBARlD-RUBRA e MEBAR1D SU- 
GRA, (Grande e Piccolo Mebarid ), 
due distretti della Persia, nel Kuzi- 
stan, territorio di Ahouaz. Sono ric- 
chi di datteri. 

MEBARREZ (EL), città forte dell'Ara- 
bia, nel paese di Lahsa, a circa 12 I. 
S. da Hedjer, con 10,000 abitanti. 

MEBOU, città del Giappone, nell 1 isola 
di Nifon, prov. di Yetstiou, capoluo- 
go di distr. , a 37 1. N. Q. da Yedo. 

MEGAAD, paese della Nubia. Vedi Ma- 

TAMMAH. 

MECAOURAT (EL), vallone della Nu- 
bia, nei Mak-Nimir, a 6 1. S. S. O. 
da Chendi. "Vi si Tede un gran nu- 
mero di osservabili rovine. 

MECAT1NA, baja del golfo S.n Loren- 
zo, sulla costa merid. del Labrador. 
Lat. N. 5o° 3o' ; long. O. 62 . Al N. 
E. di questa baja, stanno due isole 
chiamate Grande e Piccola Mecatina. 

MECCA (LA) o MEKKA, città del- 
l'Arabia, capoluogo della prov. di He- 
djaz e del distr. di Belel-el-Harem, 
a 3qo 1. S. E. dal Cairo, a 3io 1. S. 
S. È. da Damasco, e a 23 1. E. da 
Djeddab, che le serve di porto sul 
golfo Arabico. Lai. N.,21 28' \*)"\ 
long. E. 3 7 54 ; Ifi". E residenza di 
uno sceriffo, che dicesi discendente 
da Maometto; vi è sovrano pontefi- 
ce, che dirige il temporale e lo spi- 
rituale , godendo le grandiose ren- 
dile, che vengono impinguale sem- 
pre dai doni che v'inviano i principi 
ed i turchi doviziosi. È celebre que- 
sta città come luogo di nascita di Mao- 
metto, perciò viene soprannomata la 
Santa, e come la prima sede della sua 
potenza. E posta in un paese secco, 
pieno di roccie, e sterile, parte in un 
vallone stretto e tortuoso, e parte sul 
declivio di due mont. che Io formano; 
il calore è quivi soffocante. Non ha 
per difesa che una fortezza, rozza 
unione di mura e di torri elevate sul 



M E C too5 

Djebal-Djiad, ove risiede lo sceriffo. 
Le sue strade sono regolari, alquanto 
belle, coperte di arena, unite e comode. 
Le case, fabbricate in pietra, sul gu- 
sto persiano ed indiano, hanno da 3 
a 4 P> ar "\ con facciate adorne di mo- 
danature, di torraletti e di pitture, 
a due fila di finestre con gelosie. 
I tetti sono tutti piatii o a terrazzo* 
e cinti da un muro di circa 7 piedi 
di altezza ; tutto ciò dà loro un as- 
petto bellissimo. Anche l'interno è co- 
modamente distribuito, e proveduto 
di tutti i mobili ad uso del paese di- 
ligentemente conservati , perchè la 
sussistenza dei proprietari dipende in 
gran parte dall'affitto dei loro ap- 
partamenti ai pellegrini. Non v'è al 
cuna piazza; vi si tiene il mercato 
lungo la grande strada del centro* 
che attraversa la città da un pun- 
to all' altro. Tranne molte moschee, 
non è osservabile altro edifìzio fuo- 
ri del famoso tempio, la cui cupo- 
la è d' oro, e che cinge e rinchiude 
la Beit-Allah o Caab.-? (casa di Dio 
o casa sacra) situata in un recìnto 
quadrato, e poco largo. Questa mos- 
chea, la più bella dell' impero musul- 
mano, chiamata dai turchi El-Haram^ 
è nell'interno decorata di bellissime 
dorature , di ricche tappezzerie , e 
di suppellettili doviziose. 11 Caaba è 
un picc. edifìzio, coperto di un pan- 
no nero ; vi si osserva la famosa pie- 
tra nera, tanto venerata dai maomet- 
tani , che pretendono esservi stata 
portata dall'angelo Gabriele, per for- 
mare i fondamenti di questo edifìzio; 
si dice che fosse originariamente bian- 
chissima, e che non divenne nera che 
a poco a poco. 11 concorso dei pel-» 
legrini di tutte le sette musulmane, 
che vengono a visitar questo tempio, 
è incalcolabile, specialmente nelle fe- 
ste del Bairam, dovendo ogni maomet- 
tano in sua vita andarvi o mandarvi 
almeno una volta. 11 Caaba non è 
aperto che tre volte all' anno, ed i 
pellegrini ne fanno il giro 7 volle, 
recitando preghiere, e baciando cia- 
scun giro la pietra sacra ; si conduco- 
no poscia alla fontana di Zemzem, 
situata in un' altra parie dello stesso 



ioq6 M E G 

luogo, onde berne a lunghi sorsi le 
acque sante, e farvi delle abluzioni ; 
vanno in olire a porgere delle preci 
alla collina di Meroua, situata nella 
città ; è una piatta-forma di 25 a 3o 
piedi quadrati, chiusa da un gran 
muro da tre lati, dietro al quale, le 
case seguitano ad innalzarsi in anfi- 
teatro. Un'altra cerimonia di una si- 
mile eificace virtù è quella di fare un 
pellegrinaggio al monte Ara fa t, a 5 1. 
i[2 S. E. dalla città, perchè quivi 
•stanno le sorgenti che alimentano la 
fontana Zemzem, col mezzo di un ac- 
quidotto, del quale si attribuisce la 
costruzione alla moglie del sultano 
Solimano.Non si trovano alla Mecca eh e 
alcune scuole per imparare a leggere e 
scrivere; e di quando in quando vedon- 
si alcuni dottori che vanno sotto i por- 
tici del tempio a spiegare il Corano. 
La industria è quivi nulla, e non vi 
si fa che un piccolo corani, col mez- 
zo delle carovane, che vi arrivano al 
tempo del pellegrinaggio. Il famoso 
balsamo, detto della Mecca, vi è portato 
dall' interno dell 1 Arabia, e si ritrae 
principalmente dal territorio di Me- 
dina, e dall'albero detto gilead. Vi si 
porta da lunge assai tutto ciò eh' è 
necessario alla vita, anche l'acqua i- 
stessa, mentre quivi piove tanto di 
rado, che quella delle cisterne non ba- 
sta al consumo. Può dirsi che questa 
città non si sostenga che pel concorso 
dei pellegrini ; era questo anticam. 
una sì gr. fonte di ricchezze per essa, 
che rinchiudeva più di 100,000 abit.: 
e celebri erano allora i suoi mer^ 
cati, ma da qualche tempo l'affluen- 
za dei pellegrini molto diminuì, e 
La Mecca potrebbe appena contar a- 
desso, secondo Aly-Bey, 18,000 abit., la 
cui fortuna dipende dall'affitto delle loro 
case, e che possiedono alcuni cammelli, 
e poco bestiame. Vi sono dei quartieri 
interi abbandonati e rovinosi, e ve- 
donsi vuoti quasi li due terzi delle 
abitazioni. L' aridità del paese vicino 
è tale che non si vedono che sterili 
massi, e della sabbia ammucchiata. — 
Nella sacra Scrittura si parlò di La 
Mecca sotto il nome di Mesca, ed in 
qualche autore latino e fra i Greci 



MEO 

chia mossi Macoraba. I maomettani 
le diedero un eonsid. numero di no- 
mi ; gli Arabi la chiamano indifferen- 
temente Mekka o Bekha, parole che 
significano punto di riunione, luogo 
di gran concorso. Era una pratica 
religiosa dei Sabei di venirvi in pel- 
legrinaggio, e si accorreva dalle tre 
Arabie a baciare la pietra nera del 
Caaba, su cui pretendesi siasi assiso 
Abramo, al quale si attribuisce la fon- 
dazione del Kaaba. Questa città fu 
presa da Sund, capo dei Vecabiti, nel 
i8o,3, e saccheggiata; la guerra di 
questi settari impedì per qualche tem- 
po ai pellegrini, di andarvi; nel 1804 
fu però ripresa dallo sceriffo Ga- 
lib. Cadde di nuovo in potere di 
Sund, nel 1807. lbrahim, figlio di 
Mohammed-Aly, pascià di Egitto, la 
riprese nel 1818, e ritornò sotto il 
dominio ottomano. 

MECEJANNA, bor. del Brasile, prov. 
di Ceara, a /^ 1. S. E. da Nossa-Sen- 
hora d'Assumpcao, sulla costa dell'At- 
lantico. 

MECERREYES, bor. della Spagna, prov. 
e a 5 1 i[2 S, E. da Burgos, al pie- 
de di una montagna, con 700 abi- 
tanti. 

MECHEHED, citta della Persia e della 
Turchia d' Asia. Ved\ Mesched e Me! 

SHEHED. 

MECHEL, vili, del Tirolo, bai. di Cless, \ 

sul Nos, con due castelli. 
MECHELEN, città dei Paesi-Bassi. Vedi \ 

Malines. 
MECHELEN, vili, dei Paesi-Bassi, prov. 

di Liraburgo, circond. e a 2 1. i|2 N„ 

pia Mastricht, capoluogo di cantone, , 

con 1,200 abitanti. 
MECHID, città di Persia. Vedi Me- 

SHEHED. 

MECHKUTS, bor. della Russia europea, 
gov. di Vilna, distr. e a 5 1. N. E. 
da Chavli, e a 12 1. N. O. da Po- 
neviej. 

MECHOACAN, stato del Messico, for- 
mato, nel 1824, dall'antica intenden- 
za di Valladolid, fra 18 e 2o°3o'di 
lat. N., e fra 102 e 106 3V di long. 
O. Confina, al N., collo stato di Gua- 
naxuato, all'È, ed al $., collo stalo 
del Messico, al S. O., col Gnmde-O- 









M E G 
cenno equinoziale, e al N. O. eolio 
stato di Xalisco. Ha ioo I. di lun- 
ghezza, dal N. E. al S., 35 !. di lar- 
ghezza media, e 3,46o I. q. Un ramo 
della conigliera di Anahuac, entran- 
do pel N. E., ne copre una grande 
parte; il più alto punto sembra esse- 
re il picco di Tancituro. Si osserva, 
nella parte centrale, il vulcano di Jo- 
rullo, uscito dalla terra nel 1759, e 
s'innalza a più di i,3oo metri al di 
sopra del mare. Questo stato appar- 
tiene interamente al bacino del Gran- 
de-Oceano equinoziale; il corso d 1 à- 
equa il più rimarcabile è il rio Grande, 
che ne percorre il N. E., sotto il no- 
me di rio de Lerma; nel S. O., scorre 
la Col ima 1 . Si trovano, nel N., alcuni 
picc. laghi. 11 suolo è generalmente 
fertile, meno però nelle parti setten- 
trionali, che si chiamano tierras frias 
(terre fredde), e nelle parti merid. , 
chiamate tierras calientes (terre cal- 
de), che nel centro, che forma le tier- 
ras templadas (terre temperate); que- 
ste ultime hanno un clima estrema- 
mente salubre, e si compongono di 
valli amene e bene popolate; le terre 
calde sono malsane, deserte e di tristo 
aspetto. 11 mais ed il formento sono 
i principali cereali ; i legumi, i pomi 
di terra, gì 1 ignami , ed il manioco 
vi sono assai abbondanti, come tro- 
vansi deliziosi i melloni e gli ananas. 
La canna a zucchero , il cotone e 
T indago riescono bene, ed il lino ed 
il canape crescono senza coltura. I 
fianchi delle montagne sono rivestiti 
di superbe foreste, popolate di cedri, 
ebani, quercie, frassini, betiule ed aloe; 
il tapinzezan è una pianta particola- 
re di questo paese. Gli animali do- 
mestici della Europa si sono quivi 
moltiplicati in una maniera osserva- 
bile, e la lana dei montoni passa per 
essere la più bella del Messico. Gli 
uniraali selvaggi sono jaguari , cu- 
guari, scimie diverse, tapiri, ec. Le 
api selvaggie danno una gran quan- 
tità di mele. 11 regno minerale offre 
oro, argento, rame, piombo, ferro, e 
molto sale. Non si scavano però le mi- 
niere di argento, che danno prodotti 
considerabili. La industria ha soprat- 



M E G 1007 

tutto per oggetto gli scavi delle mi- 
niere. GP indiani fanno, colle penne 
di bellissimi uccelli, una infinità di 
lavori eleganti. Verso Messico si di- 
rigono tutte le esportazioni dello sta- 
to, che consistono in cotone , grani, 
canne a zucchero, lavori di rame, 
prodotti delle miniere, ec. Però alcuna 
grande strada non conduce alla capi- 
tale, ed i trasporti si devono far tut- 
ti col mezzo dei muli, attraverso de- 
gli stretti .sentieri. Non f 1 è nessun 
porto, e la imboccatura sola della Co- 
lima può ricevere piccole barche. — 
Secondo gli anagrafi del 1793, que- 
sto paese aveva 289,314 abit . , dei 
quali circa 80,000 bianchi. Il dotto 
Humboldt ne calcolava la popolazione, 
nel i8o3, a 376,400 abitanti, ma oggi 
ascende senza dubbio a più di 400,000. 
GÌ' Indiani, che ne formano la parte 
maggiore, appartengono a tre popo- 
lazioni : i Terasqui, di costumi dolci 
e disposti ad istruirsi nelle arti mec- 
caniche, hanno un'idioma armonioso; 
gli Otomiti sono assai meno avan- 
zati nello incivilimento; i Chichime- 
qui parlano la lingua degli Aztequi, 
e professano quasi tutti la religione 
cattolica. Lo stato dipende dal vesco- 
vo di Valladolid, città eh' è pure il 
capoluogo politico del paese. Il Me- 
choacan, il cui nome significa paese 
pescoso, perchè abbonda di certo pe- 
sce eccellente, era un regno indiano 
allorché gli Spagnuoli giunsero al Mes- 
sico. Cristoval de Olid, uno dei ge- 
nerali che comandavano sotto Cortez, 
ne fece la conquista nel i524- Gli 
Spagnuoli vi edificarono "Valladolid , 
che divenne la sede di una intenden- 
za, alla quale diede il suo nome. 

MECHOACAN, città dei Messico. Vedi 
Valladolid. 

MECHRU, pozzi della Barbarla , nella 
parte merid-del Fezzan, sulla strada 
da Murzuk a Ruka, a 55 1. S. S. E. 
dalla prima di queste città. La loro 
profondità è di 20 piedi; l'acqua né 
buona. 

MECHTSHERIATSKA'IA , bor. della 
Russia, in Asia, gov. di Orenburg, 
distr. e a 3o 1. E. N. E. da Tcheliabi- 
nsk ? e a 12 1, O. S. O, da Kurlamisch. 



ioo.8 M E G 

MECHTCHOVSK, città della Russia, in 
Europa. Vedi Mesto ho vsk.. 

MEGHTERSTED T, vili, del due. di Sas- 
sonia-Coburgo-Gotha, principato e a 
2 1. O. da Gotha, e a i 1. N. da Wal- 
ters-hausen, capoluogo di una giuri- 
sdizione patrimoniale, che ha 5oo a- 
h\ tanti, 

MECI, popoli dell'Asia, secondo Ero- 
doto, che formavano una classe coi San- 
gatri, Savangai, Thamanaì ed XJti, e 
cogli abit. deir isole del mar Rosso, 
fra i sudditi di Dario, figlio di Hi- 
staspe. 

MEC&ENHEIM, città degli Stati Prus- 
siani, prov. di Gleves-Berg, reggenza 
e a 7 1, 3j4 S. da Colonia, circ. e a 
i 1. E. da Rheinbach, sull 1 Erft, con 
2,000 abitanti. 

MECKLENBRUCH, cantone paludoso 



MEC 

colla prov. prussiana di Pomerama, 
all' E con quella di Brandeburgo , al 
S. E. col gr. due. di Mecklenburg- 
Strelitz, al S. colla prov. prussiana 
di Brandeburgo, e all' O. col princi- 
pato di Schwerin. La superficie è di 
220 1., e la popolazione di 124,000 
abitanti. Il capoluogo è Gustrow. — • 
Si divide in 18 giurisdizioni urbane, 
e i6 baliaggi; le prime sono: Boizen- 
burg, Gnoien , Goldberg , Gustrow, 
Krakow, Lage, Malchin, Mario w, Neu- 
kalden, Penzlin, Plau, Ribnitz, Robel, 
Schwaan, Stavenhagen, Sulze, Tessiti, 
e Teterow; i bai. sono: Bakendorf , 
Boizenburg, Dargun, Dobbertin, Gno- 
ien, Goldberg, Gustrow, Neukalden, 
Plau^Ribnkz, (2), Rossevitz, Schwaan, 
Stavenhagen, Teutenwinkel, e Wre- 
denhasren. 



1 



del due. di Brunswick, nella parte MECIQJENBURG- SCHWERIN , gran 



merid. del distr. del Wester, circ. di 
Holzminden, Somministra della torba. 
Vi si trova le fabb, di vetri di Moor- 

» lui t te. 

MECltLENBURG, . contea degli Stati- 
Uniti, nel S, O. dello stato della Ca-< 
rolina del Nord, con 16,900 abitanti. 
Charlotte n 1 è il capoluogo. 

MECKLENBURG, contea degli Stati- 
Uniti, nel S. dello stato di Virginia, 
con 19,800 abitanti, avente Boyd- 
town per capoluogo. 

MEGKLENBURG, Megalopoli*, vili. 
del gr. due. di Mecklenburg-Schwe- 
rin, capoluogo di hai., a 1 1. i[4 S. 
da Wismar, e a 5 1. N. da Schwerin, 
presso il corso d 1 acqua per cui il la- 
go di questo nome scola nel Baltico. 
Ha una fabb. di falci , e conta 5oo 
abitanti. Questo luogo edificato sulle 
rovine della città dello stesso nome, 
antica capitale del due. di Mecklen- 
burg, chiamato prima. Mecklinborg , 
fu la capitale del regno degli Obotriti, 
e la sede di uu vescovato che fu tra- 
sferito a Schwerin. 

MECKLENBURG-GUSTROW, (DUCA- 
TO DI) o CIRCOLO DI WENDEN, 
in tedesco Herzogthum Mechlenhurg- 
GiistroKV , Wendensche-kreis, prov. 
del gran due. di Mecklenburg-Schwe- 
rin, di cui forma la parte orientale. 
Confina al N. col Baltico, al N. E. 



ducato del N. dell' Alemagna, fra 53° 
8' e 54° 20' di lat. N. e fra 8° 20' 
e io° 5o ; di long. E. Confina al N» 
col Baltico, all'È, colla provincia prus- 
siana di Pomerania, da cui il lago di 
Ribnitz, la Recknitz, la Peene, ed il 
lago Cummerowla dividono in parte;al 
S. col gr. due. di Mecklenburg-Strelitz, 
al. S. colla prov. prussiana di Bran- 
deburg: al S. O. col reg. di Hanno- 
ver, verso cui V Elba forma una piep. 
porzione del suo limite, alFO. infine, 
col territorio della città libera di Lu- 
becca, separato dal lago Dassow, col 
principato di Ratzeburg, dipendente 
dal gr. due. di Mecklenburg-Strelitz, 
e dal due. danese di Lauenburg, con 
cui la Steckenitz determina una par- 
te della sua frontiera . La lunghez- 
za di questo gr. due. è di circa 36 I) 
dall' E. ali 1 O., la larghezza di 20 l. t 
dal N. al S., e la sua superficie di 
646 leghe. La costa è scoscesa e poco 
spezzata: vi si trovano però due sfon- 
damenti assai consid. , il Wallfìsch, 
e il Salz-hafif, divisi dalla isola di Poel, 
la sola osservabile in questi paraggi. 
Presso Dobberan , evvi una diga, 
l 1 Heilige-damra, formata gradatamen- 
te di depositi del mare. Questa regio- 
ne, sparsa di colline, è attraversata 
dal dorso di paese che, nelf Alema- 
gna, divide il bacino del mare del 



MEC 

Nord da quello del Baltico; il più 
alto punto è il Ruhnenberg, al S., che 

! Ila 96 tese al disopra del mare. 1 prin- 
cipali corsi d'acqua del bacino del 
Baltico sono la Stepnitz, al N. O., il 

,' Warnow, al N., la Recinte, al N. E., 

j e la Peene; le acque del restante del 
gr. due. scolano nel mare del Nord 
coli 1 Elba, che riceve da questa pae- 

- se T Elda e la Suda. Evvi un gran 
numero di laghi; i più consid. sono 
quelli diSchwerin, all'O., di Dassow, 
al N. O., di Ribnitz, al N. E., e di 
Krakow, Malchin, Curamerow, Plau, 
Flesen e Muntz, ali 1 E. ; questo ulti- 
mo è il maggiore di- tutti . Eran- 
vi molte paludi e macchie, ma dal 
XVIII secolo 1' agricoltura essendosi 
migliorata, si convertirono le une in 
pascoli, e le altre in terre coltivabili. 
Il clima non é assai rigoroso, ma sog- 
getto a grandi variazioni; l'atmosfera 
è spesso carica di nebbie. Il suolo è 
ora argilloso e grasso , ora mescolato 
di sabbia ; i principali prodotti sono 
Je biade, di cui si fanno esportazioni 
assai considerabili, pomi di terra, le- 
gumi, frutta, lino, tabacco, luppoli, 
cavolrape, ec. Le foreste sono ancora 
numerose e molto estese , malgrado 
i recenti lavori onde render coltiva- 
to un incolto terreno. Si allevano nei 
pascoli numerose mandrie di bestie a 
corna e montoni, e cavalli di bella e 
forte razza, allevandovisi pure quantità 
di polleria e di api. Evyi del selvag- 
giume in abbondanza , e le riviere 
sono piene di pesce. Questo gr. due. 
possiede marmo, allume, pietra bigia, 
calce, sale, succino , terra de 1 purga- 
tori ed argilla . La industria mani- 
fattrice è in qualche modo ancora ne- 
gletta , e si riduce quasi alla fabbri- 
cazione di stoffe di lana e grosse tele; 
vi sono in gran numero lo fabbri- 
che di pece, fornaci da tegole e con- 
cie. 11 comm. esterno si fa median- 
te i porti di Rostock e di Wisraar, e 
non manca di attività; la biada ed i 
bestiami ne sono i principali oggetti. 
Le monete sono presso a poco le 
«tesse che quelle di Lubecca. II mar- 
co a 16 scellini a 1 fr. 53 e. ; i" 
doppio marco a 32 scellini} il mez, 
Tom. III. P. IL 



MEC 1009 

7.0 marco.il quarto e l'ottavo di marco, 
che corrispondono rispettivamente a 8, 
4, 2 scellini, sono moneta d'argento. 
Lo scellino, il mezzo, ed il quarto 
sono monete di biglione. In rame vi 
sono dei pezzi da 6 a 3 pfennings. 
Il ducato =; 11 fr. 93 e, è la sola 
moneta dWo. Le principali misuro 
lineari sono l'auna ed il piede ; questo 
^ 10 pollici 2j3 di Parigi; 2 piedi 
a 1 auna. La misura di superficie la 
più ordinaria è la rnlhe o verga, di 
2o5,4 piedi quadrati. Lo scheffel o 
stajo per le materie secche ra 2,104 
pollici cubi di Parigi; pei grani viene 
pure impiegata la botte di 8 scheffel, 

il last di 8 dromt, di cui ciascuna 
corrisponde a 12 scheffel. — Il Me- 
cklenburg-Schwerin conta 44°^° 00 a ~ 
bitanti; dal 1820 una porzione della 
popolazione divenne libera , ma non 
è però più felice di prima, a cagione 
della viziosa divisione delle proprietà* 

1 dominj del principe comprendono 
li quattro decimi del paese, quelli 
dei nobili li tre decimi, ed jd restante 
è distribuito fra i particolari; ciò non 
pertanto le spese dello stato sono di- 
vise ad eguali porzioni fra i dominj 
del principe, i beni signorili, e quelli 
dei particolari. La religione dominan- 
te è la luterana, che conta 6 circon- 
dari ecclesiastici, diretti da soprain- 
tendenti , senza comprendere la città 
di Rostock. I cattolici, i riformati e 
gli ebrei sono tollerali ; quest' ultimi 
diconsi in numero di 3,o5o. Il gr» 
due. di Mecklenburg-Schwerin ha per 
capitale Schwerin,e si divide in 5 parti, 
che sono: il due. di Mecklenburg- 
Schwerin o circolo di Mecklenburg, 
il due. di Mecklenburg- Giistrow o 
ci re. di Wenden , il principato di 
Schwerin, la signoria di Wisraar 
la città di Rostock. — Il gran due. 
di Mecklenburg-Schwerin divide il di- 
ritto di far le leggi e di stabilire le 
imposte con degli Stati che sono co- 
muni ai due gran-ducati di Mecklen- 
burg; questi dipendono l'uno e l'al- 
tro dalla corte suprema di appello di 
Parchim. Le rendite di questo stato 
ascendono a 4i6oo,ooo fr., e il suo 
debito pubblico a 18,000,000 di fran- 

i3i 



ioio M E C 

chi. Fa parte della Confederazione 
Germanica, nella quale occupa, col 
Mecklenburg-Strelitz, il imposto, ed 
ha due voci nelle assemblee generali, 
ed una nelle particolari , unitamente 
al Mecklenburg-Strelitz; somministra 
pel suo contingente di forza armata 
3,58o uomini. — Gli antichi abitanti 
del Mecklenburg erano i Vandali ; a 
questi successero i Wendi o Venedi , 
che poscia furono anch 1 essi chiamati 
Vandali, ciò che li fece confondere 
coi primi, Questi Wendi erano divisi 
in molle tribù, essendo le più rimar- 
chevoli quelle degli Eruli, dei Wari 
Ili, dei Wilsi e soprattutto degli O 
botriti, il cui regno si estendeva nel 
IX secolo daSteckenitz sino alla Peene. 
Mecklinborg, che diede il suo nome 
a tutto il paese, fu scelto poscia per 
la capitale di questo regno, nel 969, 
da Mistewoy primo, Sotto il regno 
di Niclot, nel XII secolo, Enrico il 
Leone saccheggiò questo paese, e lo 
divise in 4 contee, che diede a dei 
cavaliere un poco dopo però, il Me- 
cklenburg ritornò in potere del figlio 
di Niclot, Pribislav , che fu ammesso 
fra i principi dell'impero nel 1170, 
Molte linee sovrane si formarono nella 
posterità di questo Pribislav: tali so- 
no quelle di Meckleuburg, di Werle, 
"Wenden o Giistrow, di Rostock, di 
Parchi m, di Grabow, di Schwerin e 
di Strelitz; non rimangono più che 
queste due ultime, le quali non ces- 
sarono mai di regnare anche duran- 
te le ultime rivoluzioni politiche del- 
FAJemagna, e che si erano riunite alla 
confederazione del Reno nel 1808. Si 
osserva che la casa di Mecklenburg è 
la più antica delle case regnanti in 
Europa. 
MECKLENBURG-SCHWERIN (DUCA- 
TO DI) o CIRCOLO DI MECKLEN- 
BURG, in tedesco Herzogthum Me- 
cklenburg-Scliwerin, Mecklenburger- 
kreis^ prov. del gr. due. di Mecklen- 
burg-Sehwerin , di cui forma la par- 
te occidentale. Confina al N. col Bal° 
tico e la signoria di Wismar ; all' E. 
col due. di Mecklenburg-Gùstrow ; al 
S. E. colla prov. prussiana di Bran- 
debur^o; al S, ed al S„ O, col gov. 



M E C 

annoverese di Lùneburgo , ed ali* 0. ; 
col due. danese di Lauenburg , ed il I 
principato di Ratzeburg, dipendente 
dal gr. due. di Mecklenburg-Strelitz, 
La superficie è di 32o 1. , senza il 
principato di Schwerin , rinchiuso in 
questa provincia. Conta 227,000 abi- 
tanti, ed ha Schwerin per capoluogo, 
— 11 due. di Mecklenburg-Schwerin 
è diviso in 17 giurisdizioni urbane, 
e 22 baliaggi ; le prime sono : Bruel, 
Gadebùsch, Grabow, Grevismiihlen , 
Hagenow, Krivitz, Kròpelin , Liibz, 
Malchow, Neubukow, Neustadt, Par- 
chim, Renna , Schwerin, Sternberg, 
Wdren e Wittenburg; i bai. sono: Bu- 
kow, Doberan, Domitz, E'dena, Ga- 
debùsch, Grabow, Grevismiihlen, Ha- 
genow, Ivenack, Krivitz, Liibz, Mal- 
chow, Mecklenburg, Neustadt, Reden- 
tin, Rehna, Schwerin, Sternberg, Tod» 
din, Walsmiihlen, Wittenburg e Zar- 
rentin. 
MECKLENBURG-STRELITZ, gr. due. 
del N. dell'Alemagna, formato di due ' 
parti divise l 1 una dall'altra dal gr, 
due. di Mecklenburg-Schwerin. La più 
orientale e considerabile è il due. di ' 
Mecklenburg-Strelitz o la signoria di 
Stargard, che si trova fra 53° 4 / e 
53° t\f di lat, N., e fra io° 20' e n° , 
37' di long. E. , ed ha per confini , 
al N. la prov, prussiana di Pomera- 
nia, all'È, ed al S. quella di Bran- 
deburgo, ed all'O. il gr. due. di Me- 
cklenburg-Schwerin . La sua lungh, 
è di 18 1., dal LN, E. al S. O., e la sua 
media larghezza di 7 leghe. La parte 
occid. è il principato di Ratzeburg , 
fra 53° /,o> e 53° W di lat. N., e fra 
8° 19' e 8° 4 q/ di long. E., confinan- 
te, al N. ed all'È., col gr, due. di 
Mecklenburg- Schwerin, da cui è di- 
viso in parte dal lago di Dassow e 
dalla Stepnitz ; al S. col due. danese 
di Lauenburgo, ed all'O., collo slesso 
ducato e col territorio della città li- 
bera di Lubecca, verso cui ha per li- 
mite il lago di Ratzeburg, la Wacke- 
nitz e la Trave. Ha 5 1. di lunghez- 
za, dal N. al S., e 3 1. di media lar- 
ghezza. A queste due divisioni appar- 
tengono molti picc. distretti, che si 
trovano nel Mecklenburg - Schwerin ? 



«tome nei due. di Lauenburg, o fra 
questo due. ed il territorio di Lu- 
becca. La superfìcie di tutto il gran 
due. è di ioo 1., in generale unita, 
interrotta da foreste, da laghi, da nu- 
merose riviere, e da colline di sabbia, 
delle quali una delle più osservabili 
è il Petersilienberg, presso Woldegk. 
I principali corsi d'acqua della par- 
te orientale sono f Havel, tributario 
dell 1 Elba, e la Toliense, che appar- 
tiene ai bacino del Baltico , e forma 
il lago del suo nome, il più consid. 
dei gran ducato. Le riviere ed i la- 
ghi li più rimarcabili del principato 
di Ratzeburg sono quelli che ne for- 
mano i confini. 11 clima del Mecklen- 
burg-Strelitz è più dolce e più grato 
in generale che quello del Mecklen- 
burg-Schwerin. 11 suolo mescolato di 
argilla e sabbia, è assai fertile, e pro- 
duce biada, pomi di terra , canape, 
lino, tabacco e luppoli . La polleria, 
le api, il minuto selvaggiume, ed il 
pesce vi abbondano. La torba, la pie- 
tra calcare, eia terra de'purgatori non 
vi sono rare. Si fabbrica una gran- 
dissima quantità di tele, e sonovi mol- 
te fabbriche di potassa e di carta. Le 
monete e le misure sono le stesse che 
nel Mecklenburg-Schwerin. — li gran 
due. di Mecklenburg-Strelitz fa par- 
te della confederazione Germanica, 
nella quale occupa, insieme col gr. 
due. di Mecklenburg-Schwerin, il i4° 
posto. Congiuntamente collo stesso 
sovrano, ha una voce all'assemblea 
ordinaria della dieta, e ne ha egli una 
per suo proprio conto nell' assem- 
blea generale. Somministra 218 uo- 
mini dell' armata federale. Il suo po- 
tere è bilanciato, nella ripartizione 
delle imposte e nella dettatura delle 
leggi, con quello degli Stali del pae- 
se, che sono uniti a quelli del Me- 
cklenburg-Schwerin. la rendita pub- 
blica è di circa 1,000,000 di fi*., ed il 
debito pubblico di 3„6oo,ooo fran- 
chi. La religione del governo e del- 
la maggior parte degli abit., in nu- 
mero di ?5,5oo, è la luterana, per la 
quale evvi una soprantendenza a Neu- 
Strelitz; gli altri culti sono però tol- 
lerati. Il gr. ducato dipende dalla 



M E ® loit. 

Corta suprema di appello di Parchùa. 
Neu-Strelitz xi > è la capitale. Dall'an- 
no 1 701 conta la sua esistenza politica 
il Mecklenburg-Strelitz, ed Adolfo-Fe- 
derico ne fu il primo duca. 

MECKLENBURG-STRELITZ (DUCA- 
TO DI) o SIGlNORIA DI STAR- 
GARD, in tedesco Herzcgthurn Me-* 
cHenburg- Streiitz, Herrschaft Slar- 
garci, la più orientale delle due divi- 
sioni del gr. duo. di Mccklenburg- 
Streiitz, confinante al N. colia prov. 
prussiana di Pomerania, ali' E. ed ai 
S. con quella di Brandeburgo, ed al* 
1' O. col gr. due. di Mecklenburg- 
Schwerin. Ha 83 1. q., conta 63,ooo 
abitanti, e Neu-Strelitz n' è il capo- 
luogo. — Questa prov. si divide in 8 
giurisdizioni urbane, ed altrettanti ba- 
liaggi; le prime sono: Neu-Branden- 
burg, Friedland, Fùrstenberg, Star- 
gard,Alt-Strelitz, Neu-Strelitz, Wasen- 
berg e Woldegk; i bai. sono: — Felci- 
berg, Fùrstenberg, Hohenzieritz, Mi- 
row, Stargard (2), Streiitz ed Alt- 
Streiitz. 

MECO, bor. della Spagna, prov. e a 4 
1. O. S. O. da Guadalaxara, e a a J, 
ij2 N. N. E. da Aleala, sopra un 1 al- 
tura, che domina le campagne irriga- 
te dall 1 Henares. La chiesa, di gotica 
architettura, è bellissima. Evvi un o- 
spedale. Visi macina molta biada per 
Madrid, e conta 1,000 abitanti. 

MECON, isola dell' Arcipelago, in vici- 
nanza di Delo, ove, secondo alcuni , 
fu sepolto Ajace. 

ME-CON, fiume dell'Asia. Vedi May- 

KAMG. 

MECflAN, prov. del Belutchistan» Fedi 
Mekran. 

MECRINOS, bor. del Portogallo, prov, 
di Tras-os-montes. 

MEDA o M1BA, città dell' Arabia felice, 
fra terra, secondo Tolomeo. 

MEDA, vili, del «eg. Lom.-Ven., prov. 
di Milano, distr* di Barlassina, 

MEDABA o MADABA, città della Terra 
promessa , menzionata nel libro di 
Giosuè, e posta nella tribù di Ruben, 
ai confini deiP Arabia , sul torrente 
Arnon. Fu presa dai Moabiti, e po- 
scia dagli Arabi sulla, fine della mo- 
narchia dei Giudei, ai quali fa tolta 



sot:ì MED 

da Alessandro Janneo. Divenne Sede 
vescovile. Nei suoi dintorni accampa- 
rono gli Ammoniti, che furono vin- 
ti in due battaglie da Davide. 

MED ALA, città della Palestina, nella 
tribù di Zàbulon, secondo il libro di 
Giosuè. 

MEDAMA o MEDMA, pica antica cit- 
tà d'Italia, nella Grecia, e nel paese 
dei Locri, sulla costa, osservabile per 
una piazza ed una pubblica bellissi- 
ma fontana. 

MEDANOS, istmo di Colombia, dipart. 
della Sulia (Caracca). Unisce al conti- 
nente la penisola di Paraguana, che 
si avanza all'È, del golfo di Maracaibo, 
e prende il nome dalle colline sab- 
biose che lo coprono quasi interamen- 
te. La lunghezza è di 7 !., e la sua 
larghezza di circa 1 lega. 

MEDAPA, città della Palestina, al di 
là del Giordano, sotto il dominio de- 
gli Arabi, presa dai Moabiti agli I- 
sraeliti. D 1 Anville la situa al N. E. 
del mar Morto, ali 1 E. di una catena 
montuosa, e presso il torrente JYa- 
haliel. 

MEDARD (S.), montagne dell 1 arcid. 
d' Austria. Vedi Manhartsberg. 

MEDARD (S.t), vili, di Fr., dipart. del- 
la Charen te-Inferiore, circond. e a 3 
1. O. da La Rocella, cant. e a 1 1. N. 
E. da La Jazzie, con 1,100 abitanti. 

MEDARD (S.t), vili, di Fr., dipart. del- 
la Creuse, circond. e a 2 1. ij4 N. 
da Aubusson, cant. e a 2 1. S. S. O. 
da Chenerailles, con 1,100 abitanti. 
Evvi una miniera di carbon fossile nei 
dintorni. 

MEDARD (S.t), vili, di Fr., dipart. del 
Gers, circond., cant. e a 2 1. 2[3 N. 
N. O. da Lectoure, con 1,100 abi- 
tanti. 

MEDARD (S.t), casale di Fr. , dipart. 
tlella Gironda, circond. e a 1 1. ip 
da Bordeaux, cant. di Pessac, comu- 
ne di Villenave. Evvi una polveriera. 

MEDARD-DE-DRONNE (S.t), vili, di 
Fr., dipart. della Dordogna, circond., 
cant. e a 1 1. ij2 S. da Riberac, pres- 
so la riva sinistra della Dronne. Vi 
sono fucine ed officine di ferro , e 
conta 600 abitanti. 

MEDARD-DE^GURSON (S.t), vili. diFr., 






MED 

dipart. della Dordogna, circond. e a 
5 1. 3[4 O. N. O. da Bergerae, cant. 
1 e a a 1. i{2 S. E. da Viliefranche- 
de-Louchapt, con i,5oo abitanti. 

MEDARD-EN-JALLE (S.t), vili, di Fr., 
dipart. della Gironda, circond. e a 3 
1. N. O. da Bordeaux, cant. e a 1 I. 
112 O. da Blanquefort, presso la riva 
sinistra della Jalle. Vi si tengono 4 
annue fiere, e conta 1,600 abitanti. 

MEDAUAR, bor. dell' Arabia, nell' Ye- 
men, a io 1. O. N. O. da Djebi, e a 
18 1. O. S. O. da Sana. 

MEDCHALIS, distr. della Russia, in 
Europa, nel Daghestan settentrionale, 
tanato di Outsmii. È fertilissimo, e 
produce uve rinomate. Vi si trova un 
vallone dello stesso nome. E' abitato 
dai Ka'itat, e dai Kara-Kaitali. 

MEDDEPALETÉ, pica distr. della par- 
te occid. di Ceylan, al N. del distr. 
di Ouderpaletè, a circa io 1. N. da 
Colombo. 

MEDDIN, città della Palestina, nella 
tribù di Giuda, secondo il libro di 
Giosuè. 

MEDE, bor. degli Stati Sardi, divisio- 
ne e a 8 1. i[2 S. da Novara , e a 
4 1. S. da Mortara, prov. di Lomel- 
lina, capoluogo di mandamento. 

MEDEA o MEHEDIA, L umida % città? 
della Barbarla, reg. e a io 1. S. O^ 
da Algeri, prov. di Titeri, al S. O. 
di Blida, sulla riva destra della Chif- 
fa, in una pianura. E cinta di mura, 
e rinchiude alcuni avanzi di romani j 
edifìzi e di acquedotti che si resero 
utili presentemente. 

MEDEA, cittadella Barbarla. V. Africa.,' 

MEDEBACH o MADEBEKE, città degli 
Stati-Prussiani, prov. di Westfalia, reg- ' 
genza e a io 1. Z\(\ S. E. da Aren- 
sberg, eira e a 5 1. ip S. da Brilon. 
Ha fabb. di lanificio e di potassa. Con- 
ta 2,000 abitanti. 

MEDELIM, bor. del Portogallo , r prov. 
di Beira, comarca e a 8 1. i|2 È. N. 
E. da Castello-Branco, e a 1 1 1. S. da 
Guarda. 

MEDELLIN, città di Colombia (Nuova- 
Granata), dipart. di Cnndinamarca, a 
12 1. S. S. È. da S.tà Fé di Antio- 
quia e a 5o 1. N. O. da S.ta Fé di 
Bogota. La sua posizione, a ?58 tes« 



MED 
al- di sopra del livello del mare, è 
pittoresca; la dolcezza del clima , la 
regolarità degli edilìzi, e la fertilità 
del territorio la rendono importante 
tanto quasi come S.ta Fé di Antio- 
quia. Conta 14,200 abitanti. Nei din- 
torni si coltiva il caffè. 

MEDELLIN, Metellinum, città della 
Spagna, prov. e a i/j !• E. da Ba- 
dajoz, nella Estremadura, e a 12 1. 
S. S. O. da Truxillo, in una fertile 
campagna, al piede di una montagna, 
su cui vedesi un vecchio rovinoso ca- 
stello, presso la riva sinistra della 
Guadiana, che si passa sopra un bel 
ponte di 20 arcate. La maggior parte 
delle case è in rovina. Ha tre par- 
rocchie e 5 conventi, due dei quali 
di monache. Fa un gran comm. di 
lana fina. Vi si tengono due annue 
fiere, e conta 1,700 abitanti. E pa- 
tria di Ferdinando Cortes, conqui- 
statore del Messico . Questa città di- 
cesi fondata da Quinto Cecilio Me- 
tello, console romano, e da ciò 
pretendesi sia stala chiamata Metel- 
linum ; vi si trovano pur anco delle 
iscrizioni ed altre romane antichità. 
11 giorno 28 marzo 1809, i Francesi 
vi riportarono una grande vittoria 
sugli Anglo-Ispani, il che fu cagione 
della rovina di questa città. 

MEDELLIN, riviera del Messico, stato 
di La Veracruz. Scorre all'È., e si getta 
nel golfo del Messico, a 2 1. S. da La 
Veracruz , dopo un corso di circa io 
leghe. Sulla riva destra evvi il -vili, 
del suo nome, fondato da Cortes. 

MEDELPAD, Medelpadia, haerad di 
Svezia, nel S. della prefettura di We- 
ster-Nort-land, bagnato all'È, dal gol- 
fo di Bourd, ed irrigato dall' Indals- 
elf e dalla Niurnnaei. Vi si trovano 
molti laghi. 11 territorio è assai mon- 
tuoso, ma però le valli sono fertili, e 
producono sufficientemente del grano 
pel consumo, del lino e del canape 
che si esporta , come il legname da 
costruzione di cui le montagne sono 
coperte. Si esporta pure burro, polle- 
ria e pesce secco. Conta 3 2,000 abi- 
tanti. — Questo haerad rimpiazza 
l'ant. prov. dello stesso nome. Il luogo 
priori pale è Sudsivall, 



MED ioi'S 

MEDELSER-THAL, valle della Svizze- 
ra, cant. dei Grigioni, nella lega Gri- 
gia, .giurisdizione di Disentis. Si esten- 
de circ* 5 1„ dal S. S. O. al N. N. 
E. Il Reno del Mezzo la percorre ; 
l'aspetto n' è selvaggio e pittoresco. 
Piatta n'è il luogo principale. 

MEDELSHEIM, bor. di Baviera, circ. 
del Reno, distr. e a 3 1. i|2 S. da 
Due-Ponti, e a 3 1. E. N. E. da Sar- 
reguemines, capoluogo di cant., con 
4oo abitanti. Commercia di grani, vi- 
no e gesso. 

MEDELSTA, haerad della Svezia, nella 
prefettura di Bleking. 

MEDEM, città dell'Arabia, nell'Yemen, 
distr. di Hamdan. È sede di uno sceik. 
Evvi un castello fortificato ed un pa- 
lazzo. 

MEDEMA, MEDIMENA o MEDEMENA, 
città della Palestina , nella tribù di 
Simeone. Fu prima data alla tribù di 
Giuda. Eusebio la pone verso Gaza. 

MEDEMBLIK, Medemhleca o Medem- 
blicum, città dei Paesi-Bassi , prov. 
della Olanda (parte seltentr.), circond. 
e a 3 1. ij4 N. da Hoorn , e a ix I. 
N. N. E da Amsterdam, capoluogo di 
cantone, sulla riva occid. del Zuyder- 
zee, ove ha un buon porto che può 
contenere 3oo navigili. Lat. N. 52° 
46' 26"; long. E. 2 46' 6". Evvi un 
dipart. della società di pubblica be- 
neficenza, e 5 chiese. Fa un gran 
comm. di legname da costruzione e di 
formaggi. Le tempeste minacciandola 
spesso d'inghiottirla, gli abit. la ga- 
rentiscono col gettarvi sulle dighe i- 
nondate, quantità di vele, che agitate 
dai fiotti, ne diminuiscono la forza. 
Nomina questa città un deputato agli 
stati della prov. , e conta 2,000 abi- 
tanti. Si risguarda come la più antica 
città della Nord - Olanda , e si crede 
sia stata la residenza dei re della 
Frisia, veden dovisi le rovine del loro 
castello. Provò questa città molte scia- 
gure. Fu presa e bruciata da quelli 
di Gueldria, nel i5i4, ed incendiata 
di nuovo, nel i54?, ma riparò in 
breve le sue perdite. Gl'inglesi la sor- 
presero, ma furono obbligati di eva- 
cuarla nel 1799, dopo averne distrutta 
i cantieri. 



ioi4 MED 

MEDEMENA o BETHMARCrVROTFI , 
città della Giudea, nella tribù di Giu- 
da, secondo il libro di Giosuè. Fu 
poscia compresa nella tribadi Simeone. 

MEDENA PROVINCIA, così dalla vul- 
gata chiamasi la Media in cui sta Ec- 
batana. 

MEDENI, popoìi dell'Africa propria, se- 
condo Tolomeo , fra Thabraea e Ma- 
dure. Procopio dice che al tempo di 
Belisario avevano una città. 

MEDEON, città della Grecia, nella Be- 
ozia, secondo Strabone, in vicinanza 
di Medeon della Focide. 

MEDEON, città della Grecia, nella Fo- 
cide, presso Anticira, sul golfo Cris- 
seno , e a 160 stadj da Medeon di 
Beozia, secondo Slrabone. Fu distrutta 
per rajuto dato a saccheggiare il tem- 
pio di Delfo, durante la guerra sacra. 

MEDEOS, città della Numidia, secondo 
l'Ortelio, presso il monte Papua. 

MEDERÀ , porto sulla costa orient. di 
S. Jago, una delle is. del Capo-Verde 
L'ingresso n' è ristretto, e la profon- 
dità varia da 6 a 9 braccia. E bene 
difeso, ed ha un buon fondo di sabbia. 

MEDERRITZ, bor. della Moravia, circ. 
di Briinn. 

MEDEWI, vili, della Svezia, prefettura 
di Linkoeping, parrocchia di Niker- 
keke, presso il lago Wetter. Conta 
circa 5o abitazioni. Vi sono delle sor- 
genti minerali assai frequentate. 

MEDEYETHAAN (lago che parla) , la- 
go degli Stati-Uniti, nel N. E. del 
lerritorio di Missnri. É un bacino 
stretto e lungo circa 6 1., riempiuto 
dal S. Pietro, che vi entra al N. O., 
e ne sorge al S. E. 

MEDFORD, città degli Stati-Uniti, stato 
di Massachusets, contea di Middiesex, 
a 1 1. i(2 N. O. da Boston, sul My- 
stic, presso la sua irabocc. nella baja 
di Massachusets. E molto florida e 
bene fabbricala. Vi sono molti distil- 
lato], conciato), fornaci da mattoni, e 
cantieri di costruzione per picc. na- 
vigli mercantili. Conta i,5oo abitanti. 

MEDGARA (EL), paese di Barbaria, im- 
pero di Marocco, nel N. della proy 
di Tafìlet. E irrigato dal Ziz. 

MEDGYES, sede e città della Transil- 
vania, Fedi Mjedwiscbl 



M E D 

MEDI, popoli della Tracia, sulle fron- 
tiere della Macedonia, chiamati Mae~ 
do-Bilhyni, secondo Stefano^ di Bi- 
sanzio, e chiamato Maedìca il loro 
paese da Tolomeo. Plinio gli pone 
sulla riva dello Strimone, in vicinai*- 
ba dei Densellettl. 

MEDI, nazione dell'Asia, divenuta pos-* 
sente, e che abitava prima il solo 
paese chimato Media. Alcuni autori 
non fanno incominciare la monarchia 
dei Medi che al tempo di Dejoce, 
verso l'anno 709 o 710 prima di G, 
C, credendo in ciò conformarsi al 
parere di Erodoto , che non no- 
mina alcun loro sovrano prima di 
questa epoca . Bisogna però osserva- 
re eh' ei dice espressamente, che que- 
sti popoli furono i primi a scuoterà 
il giogo degli Assiri , 5oo anni dopo 
che questi conquistatori di una parte , 
dell'Asia ebbero incomincialo a stabi- 
lire il loro impero. Se in tal modo 
egli indicar vuole la ribellione di Ar- 
bace, diminuisce di molto la esten- , 
sione applicata all' impero di Assi- 
ria; forse egli parla di un altro av- 
venimento. Checché ne sia , presenta , 
i Medi come un popolo che si rimi- . 
se in libertà, e pervenne a governarsi 
colle proprie sue leggi. E vero che, 
non indicando in progresso alcun prin- 
cipe, Dejoce n'è il primo nominato. 
Secondo altri autori, s'ignora il tempo 
in cui i Medi divennero tributari de- < 
gli Assiri, ma non sembra dubbiosa , 
1' epoca in cui questi popoli scossero 
il loro giogo. Furono essi i primi a | 
prender l'armi, in ciò seguiti dai Ba- 
bilonesi. L'era di Nabonassar è quella 
della libertà dei Babilonesi, cioè a dire 
l'anno 747 av.G.C. La libertà dei Medi 
precede di poco questa epoca, auten- 
ticata anche da Vellejo Patercolo , il 
quale prende per punto fisso il con- 
solato di M. Vinicio Quartino, che 
corrisponde al 3o° anno della era no- 
stra. Forse Arbace, satrapo della Me- 
dia, che fu l'autore di questa rivolu- 
zione , aveva il disegno di farsi re , 
ma ebbe dei cooperatori che non a~ 
vrebberò assentito mai di essere co- 
mandati da un loro eguale, e forse il 
popolo non era disposto a darsi 110 



MED 

muoYO padrone, dopo aver provato la 
durezza dei precedenti. Moisè di Clio- 
rene nomina 5; re che regnarono 
dopo la rivoluzione, mentre Eusebio 
ed altri non parlano che di soli /j. E- 
rodoto, scrittore molto anteriore, dice 
assolutamente che questi Medi si go 
vernavano colle loro proprie leggi. De 
boli ludici, i quali non decidevan che 
a seconda delle proprie passioni, erano 
poco atti a far rispettare i loro giudi zj, 
e quindi l'innocente oppresso da quel- 
lo che doveva proteggerlo, si fece 
giustizia da sé stesso. 11 debole ge- 
meva, senza poter far sentire i suoi 
lagni, ed il possente altra legge non 
riconosceva che quella della forza. U- 
j jia sfrenata licenza giunse a tal gra- 
do, che la gente più onesta stava sul 
punto di emigrare. Dèjoce allora am- 
ministrava nel suo cantone la giusti- 
zia colla più perfetta imparzialità, e 
la sua riputazione essendosi a grado 
a grado accresciuta, si accorreva da 
tutta la Media al suo tribunale. Que- 
sto uomo possente, tanto accorto quan- 
to ambizioso, fingendo che i proprj 
affari non gli permettessero di atten- 
dere a quelli degli altri, cessò di am- 
ministrar la giustizia, e da tal punto 
i disordini ed i ladronecci ricom- 
parvero con più violenza di prima, 
e giunta la Media in uno stato di 
crisi, conveniva abbandonar il pae- 
se o darsi un padrone. Per la sua 
integrità e le sue altre grandi qua- 
lità fu unanimamente prescelto Dèjo- 
ce, del quale avvenimento non sono 
d'accordo gli autori nel precisarne 
l' epoca. Dicesi che regnasse 58 anni, 
e gli si attribuisce la fondazione di 
Ecbatana. Fraorte, suo figlio e suc- 
cessore, fu un principe guerriero, che 
seppe ricavar gran vantaggio dall' e- 
reditata potenza paterna ; portando 
Farmi al di fuori, vinse i Persiani 
ed altre nazioni ; ma avendo spinte 
le sue conquiste dal lato dell'Assiria, 
fu battuto, fatto prigioniero, ed ucci- 
so per ordine di Nabucodònosor, che 
avendo saccheggiata tutta l'Assiria e 
la Media, fece distruggere Ecbatana. 
Gassare, come lo dipingono gli sto- 
rici, era il solo principe del suo tempo 



M E D ioiS 

capace a rimediare tutte le sciagure 
che affliggevano i Medi. Riconosciuto 
re da un popolo debole, e in qualche 
modo soggetto agli Assiri, incoronato 
in una città smantellata e senza di- 
fesa, si condusse con tanta saggezza 
e coraggio, che ristabilì le sue trup- 
pe, soffocò il desiderio di vendetta, 
e sconfìsse gliAssirj. Si portò quindi 
ad assediare Ninive , e presa l'a- 
vrebbe, se una formidabile armata 
di Sciti, non si fosse gettala sulla 
Media, e non lo avesse battuto, e ob- 
bligato anche ad un tributo. Si può 
credere che questa spedizione degli 
Sciti fosse meno una irruzione onde 
saccheggiare, che una invasione per 
stabilirsi in quel grande paese; ma, 
inorgogliti dalle loro prime vittorie, 
che avevano loro aperto un libero 
passaggio in mezzo all'Asia, penetra- 
rono sino alle frontiere dell'Egitto, 
ove il re Psammetico gli arrestò con 
ricchissimi doni. Insensibilmente pa- 
droni delle due Armenie, della Cap- 
padocia, del Ponto, della Colchide, 
dell' Iberia, e di una gran parte della 
Lidia, dopo aver loro accordato de- 
gli stabilimenti nella Media, Ciassare 
fece uccidere i loro capi in un gran- 
de festino, e da una tal perdita con- 
siderabilmente indeboliti, gli Scili fu- 
rono obbligati di rititarsi , avendo 
occupata l'Asia per 28 anni. Poco 
dopo, Ciassare, essendosi congiunto a 
Nabucodònosor, ricominciò la guerra 
contro gli Assiri, prese e rovinò Ni- 
nive, ed avendo compita la conquista 
dell'Assiria, se la divisero insieme. 
Durante il regno di Astiage, che suc- 
cesse a suo padre Ciassare, continuò 
la guerra fra i Babilonesi ed i po- 
poli soggetti a questo impero, ed as- 
sociò al suo trono Ciro, in ricom- 
pensa dei prestatigli servigi. Questo 
principe divise egualmente l'autorità 
con suo zio Ciassare, e dopo lunghe 
e fortunate guerre, pervenne a ren- 
dersi padrone di Babilonia. Impadro- 
nitosi del regno, Ciro, di concerto 
col zio , occupossi del governo di 
questo nuovo stato, di cui la Media 
non fu che una provincia, e diedero 
nascita alla monarchia dei Persiani. 



ioiG MED 

MEDIA, grande contrada dell'Asia, a- 
vente al N. il mar Caspio; all'È., 
l'Aria; al S. , la Persia e laSusiana; 
airO. , la prò v^ chiamata Assiria. Tali 
sono in generale i suoi limiti asse- 
gnati dal D'Anville. Questo paese 
nella Scrittura è chiamato Madai, 
ed in esso trovansi le Pflce Caspice 
o Porte Caspie. I re della Media pos- 
sedettero i5o anni l'impero di que- 
sta parte del mondo, secondo l' opi- 
ne dei più. Considerar si può la Me- 
dia sotto dieci epoche o stati diversi. 
i.a La Media provincia sotto l'antico 
impero degli Assiri. 2.a La Media li- 
bera, dalla morte di Sardanapalo sino 
alla incoronazione di Dejoce, suo pri- 
mo re, 747 anni avanti G. C, ed e 
ancora la Media istessa. 3.a La Media 
ritornata sotto il dominio assiro, do- 
po la sconfitta di Fraorte, suo secon- 
do re, ed è una provincia sino alla 
sua liberazione fatta da Ciassare pri- 
mo. 4' a Ciassare vi aggiunge le due 
Armenie, la Cappadocia, il Ponto, la 
Colchide e la Iberia . 5.a Gli Sciti 
s' impadroniscono della Media e di 
tutte le sue dipendenze, e vi regna- 
no 28 anni. 6.a La Media se ne libe- 
ra, e riprende le sue conquiste verso 
T anno 626 di G. C. 7.a Sotto Astia- 
ge i Medi distruggono Ninive. 8. a Da- 
rio il Medo, altrimenti Ciassare, fi- 
glio di Astiage, acquistò, mediante le 
vittorie di Ciro suo nipote, tutta l'A- 
sia minore, e l'impero di Babilonia, 
che divengono porzioni dell' impero 
dei Medi, ^.a Ciro vi aggiunge il 
regno dei Persiani, ereditato dal pa- 
dre, e tutta questa vasta monarchia 
ne prende il nome, verso 1' anno 536 
avanti G. C. io.a La Media confusa 
di nuovo nell' impero di Ciro, o nel- 
la monarchia dei Persiani, colla quale 
è conquistata da Alessandro il gran- 
de. Dopo le conquiste di questo prin- 
cipe, la Media forma due stati diffe- 
renti. Si distingue la Grande o Ma- 
gna Media, e la Media Atropatena . 
La Gran Media, prov. dell'impero di 
Persia, confinava al N. coi monti che 
la dividevano dai Cadusi e dalla Ir- 
cania. Aveva all'È, la Partia e la 
Eerside, al S. la Babilonia e la Su- 



MED 

slana ; all' O. l' Assiria ed nn lato 
dell' Armenia sino all' Arasse, che ter- 
minava al mar Caspio. Si vede eh® 
1' Atropatena vi è pur anco compresa. 
Sotto i Macedoni, essa se ne staccò, 
e tdall' Adiabena un ramo dei monti 
Zagros limita la grande Media al N. 
O., e lascia fra questo ramo , 1' Ar- 
menia e l' Arasse, la nuova sovranità 
di Atropes. Tolomeo , che confonde 
le due Medie, vi situa li popoli se- 
guenti. i° i Caspii, e sotto di essi la 
Margiana, lungo l' Assiria. 2 i Cae- 
ligi, i Cadusii, i Dribyci, e nell'in- 
terno delle terre, gli Amariachi ed 
i Mardi. 3° i Carchuci ed i Marun- 
di, sino al Iago Martiana. 4° x Mar- 
gasi, ed in vicinanza l' Atropatena , 
che si estende sino agli Amariaqui- 
Albrieni del monte Zagros. 5° i Sa- 
gartii, che occupavano le parti orient. 
del monte Zagros. In vicinanza li 
Choromitri che si estendevano sino 
alla Partia. 6° li Tapuri, nella parte 
orientale. 7 al S. della Choromitrene, 
i Sidicii, poscia la Sigriana e la Ra- 
giana, e presso questo paese al di ) 
sotto del monte Iasonium, li Vaddassi, 
e li Daritii, ed infine la Syro-Media» 
lungo la Persia. La Media Atropate- , 
na era fra 1' Arasse, al N., il mar Ca- ' 
spio, all'È., la Gran-Media, da cui era 
separata da un ramo del monte Za- I 
gros al S. E., l'Assiria, al S. O. e la , 
Persamenia all'O. Questa prov. cor- \ 
risponde a quella di Adirbeitzam, e 
ad una costiera abitata da Turcoina- . 
ni, fra le montagne di Curdistan e I 
l' Yrac-Adjemi. L'altra parte della Me- 
dia rinchiudeva le prov. di Schirvan 
e del Ghilan. 
MEDIAH, città di Barbaria. Vedi Mah- 

KORE. 

MEDIANA, città dell'Asia, nell' Osroe- 
na, secondo la notizia dell'impero. 

MEDIANA, città della Illiria o della 
Dacia Mediterranea, secondo Amnria- 
no Marcellino. 

MEDIANA, città vescovile dell'Africa, 
nella Mauritania Sitifense, secondo la 
conferenza di Cartagine. 

MEDIANA, bor. della Spag., prov. e a 
6 I. ip S. S. E. da Saragozza, nell'A- 
ragona, e a 1 1. 3[4 O» S. O. da 



MED 

Fuentes, in una bella e fertilissima 
pianura.